Preview del weekend: Manchester United e Arsenal provano a recuperare il terreno perduto
Gli equilibri della Premier League sembrano un po’ in evoluzione, visto che alle ormai classiche top four si stanno aggiungendo due squadre molto ambiziose come Aston Villa e Manchester City, che stanno crescendo moltissimo e possono diventare insidiose per le grandi e che in questa settima giornata potranno dimostrare il proprio valore, visto che affronteranno rispettivamente Chelsea e Liverpool.
Chelsea-Aston Villa: La classifica parla chiaro e non è ingannevole, come spesso può capitare essendo soltanto alle porte della settima giornata di campionato: quello dello Stamford Bridge è il match clou del weekend, visto che il Chelsea tornato in testa alla classifica (primo posto effettivo, visto che la differenza reti è migliore di quella del Liverpool) ospita un Aston Villa che occupa il terzo posto e davvero meritatamente, perché ha proposto spesso un ottimo calcio in questo inizio stagione e soprattutto non può certo considerarsi una sorpresa, visto che si sapeva che questo gruppo fosse in grande crescita. Si ci aspetta allora una grande partita, memori anche della sfida della scorsa stagione, quando nel Boxing Day uscì uno spettacolare 4-4, ricchissimo di emozioni e di ribaltamenti di risultati, con otto reti, tre espulsioni, due calci di rigore e tanto altro, con i Villans che misero in serio pericolo l’imbattibilità interna dei Blues in campionato, un’imbattibilità che è tuttora aperta e che è arrivata ad 85 partite e che l’undici di Martin O’Neill proverà nuovamente ad attaccare, cosciente di essere una squadra molto più matura rispetto all’anno scorso, in grado anche di ottenere risultati anche non quando la qualità di gioco non è altissima e quindi pericolosa anche in ottica classifica per le top four. Ci vorrà un Chelsea al massimo per ottenere i tre punti, ma i Blues non arrivano a questa partita nelle migliori condizioni, reduci dalla brutta prestazione proposta in Champions League in casa del CFR Cluj e pieni di acciacchi: sono infortunati giocatori fondamentali come Ricardo Carvalho, Essien, Deco (il quale dovrebbe rientrare dopo la sosta per le Nazionali) e anche Didier Drogba, che s’è fatto male al ginocchio proprio nella trasferta in Transilvania e che ha temuto un lungo stop, ma per fortuna la sua assenza dovrebbe limitarsi alle sei settimane, essendo l’infortunio meno grave del temuto. Allora Nicolas Anelka continuerà a guidare l’attacco dei Blues, affiancato forse da Joe Cole, che ancora non è sicuro di recuperare dal suo acciacco. Scolari ha grossi problemi anche in difesa, visto che Terry ha un problema alla schiena e rischia di dover saltare questa sfida, anche se il capitano dei Blues dovrebbe farcela stringendo i denti, mentre anche il suo compagno di reparto Alex è acciaccato, così come Ashley Cole aveva saltato la trasferta contro il CFR Cluj per un problema fisico, non certo il massimo per affrontare una squadra così insidiosa in attacco come l’Aston Villa, che dal canto suo ha giocato in settimana contro il Litex Lovech in Coppa Uefa ma ha potuto permettersi di mettere a riposo ben 6 titolari, ovvero Gareth Barry, Nigel Reo-Coker, Gabriel Agbonlahor, Martin Laursen, John Carew e Curtis Davies, tutti pronti a riprendere il posto da titolare per una formazione tipo che Martin O’Neill non sta mai modificando in campionato, dando fiducia al medesimo blocco che sta facendo molto bene, tanto che i Villans arrivano a Stamford Bridge avendo solo un punto in meno dei Blues. Rimarranno ancora in panchina Harewood e Milner, autori di ottime prestazioni contro il Litex Lovech, mentre Steve Sidwell (che sarebbe stato ex di giornata) continua ad essere alle prese con un problema al ginocchio, ma potrebbe tornare disponibile per la prossima giornata di campionato.
Chelsea (4-3-2-1): Cech; Bosingwa, Alex, Terry, Ashley Cole; Ballack, Obi Mikel, Lampard; Kalou, Malouda; Anelka
Aston Villa (4-4-2): Friedel; Luke Young, Davies, Laursen, Shorey; Reo-Coker, Petrov, Barry, Ashley Young; Carew, Agbonlahor
Manchester City-Liverpool: Non meno bello e importante si preannuncia il match del City Of Manchester Stadium, dove il Manchester City cercherà di prendere un po’ di continuità, in una stagione passata fin qui ad alti e bassi, soprattutto sul piano del gioco. I Citizens però devono avere pazienza, perché devono integrare e far ambientare i nuovi acquisti (in particolare Robinho e Jo, apparsi in difficoltà contro il Wigan nei contrasti fisici dei difensori dei Latics), devono abituarsi ai metodi del nuovo manager Hughes, devono cambiare via via mentalità dal gioco ultra-difensivo e noioso di Eriksson a quello spettacolare e offensivo richiesto adesso dopo gli acquisti di Robinho e Wright-Phillips e soprattutto devono ammortizzare una pressione sempre crescente, dovuta all’arrivo di questi magnati arabi che hanno trasformato la seconda squadra di Manchester nel club più ricco del mondo, con l’attenzione che diventa sempre più crescente e con essa la pressione dei media. Non è facile e c’è bisogno di pazientare e per questo sconfitte come quella di domenica scorsa contro il Wigan non devono esser incassate come un disastro, ma devono servire a crescere. Di sconfitte invece non ne conosce da un po’ il Liverpool, che non perde nel corso dei 90 minuti regolamentari da ben 23 partite ufficiali (in mezzo c’è anche il ko contro il Chelsea nella semifinale di ritorno della scorsa Champions League, ma lì la sconfitta arrivò ai supplementari) e dall’ultimo viaggio a Manchester, visto che a sconfiggere i Reds fu il Manchester United, in una partita che vide protagonista negativo Javier Mascherano, adesso atteso al rientro da titolare dopo esser rimasto in panchina nel match di Champions League contro il PSV Eindhoven, con Benitez che ha scelto di far riposare il suo mediano in vista di questa trasferta molto difficile, in cui sarà fondamentale il peso del proprio mediano. Non dovrebbero esserci molte altre variazioni di formazione, con Fernando Torres che ha subito un colpo duro nel match infrasettimanale ma che sarà disponibile e Albert Riera che dovrebbe esser confermato sulla sinistra, per quello che sarebbe il match dell’ex per lui. Non si aspettano variazioni di formazione nemmeno nel Manchester City, che spera di recuperare il capitano Dunne (per qualche motivo ignoto, visti i danni combinati spesso dall’irlandese) dal suo problema agli adduttori, con Ben Haim pronto a riprendere il posto al centro della difesa. Sarà allora un match molto importante anche per gli equilibri di classifica, con i padroni di casa che proveranno a mostrare anche alle grandi le proprie potenzialità, mentre il Liverpool sa bene che una vittoria su un campo così difficile lo lancerebbe anche nella lotta per il titolo.
Manchester City (4-1-4-1): Hart; Zabaleta, Ben Haim, Richards, Garrido; Kompany; Wright-Phillips, Ireland, Elano, Robinho; Jo
Liverpool (4-4-2): Reina; Arbeloa, Skrtel, Carragher, Fabio Aurelio; Kuyt, Gerrard, Mascherano, Riera; Fernando Torres, Keane
Blackburn-Manchester United: Non può non essere una partita molto particolare per Paul Ince quella dell’Ewood Park, visto che il nuovo manager del Blackburn ha giocato per ben 6 anni al Manchester United, portandolo da grande condottiero del centrocampo ai primi due titoli di campione d’Inghilterra dell’era di Sir Alex Ferguson, uno che ormai si sta sempre più abituando ad affrontare dei suoi ex allievi in Premier League, considerando che anche Mark Hughes, Roy Keane e Steve Bruce hanno giocato sotto le dipendenze del tecnico scozzese ad Old Trafford. Non c’è spazio per i sentimenti però, perché questa è una partita importantissima per il Manchester United, che ha iniziato un po’ lentamente la stagione e che quindi adesso vuole rimontare punti su punti alle avversarie di testa e che quindi ha bisogno di una vittoria anche in una trasferta non certo comoda, tanto che l’anno scorso i Red Devils hanno rischiato seriamente di uscire sconfitti, con un gol al 90’ di Carlos Tevez che regalò un punto fondamentale (se non addirittura decisivo) per la lotta al titolo. Di fronte c’è un Blackburn che non era uscito benissimo dai blocchi, ma che nelle ultime due settimane è riuscito ad ottenere tre vittorie in altrettanti match ufficiali, trovando quindi tranquillità ed entusiasmo che non apparivano scontati, dopo un’estate che aveva visto uscire anche voci abbastanza polemiche sul lavoro di Ince all’interno dello spogliatoio dei Rovers, voci che sembrano ormai essersi dissolte. C’è curiosità per capire con quale volto il Blackburn deciderà di affrontare questa sfida, visto che Ince aveva iniziato la stagione puntando per un 4-4-2 molto simile a quello usato da Hughes nella scorsa stagione, ma che nell’ultima trasferta contro il Newcastle ha deciso di lanciare per la prima volta dal primo minuto in Premier League il talento cileno Carlos Villanueva, costruendogli attorno un nuovo modulo, un 4-2-3-1 che vedeva questo giocatore molto promettente alle spalle dell’unica punta Santa Cruz, mentre Derbyshire trovava spazio come ala sinistra, ruolo in cui si sta riciclando sempre più dopo aver iniziato la carriera da seconda punta. Potrebbe essere proprio questo il modulo con cui i Rovers ospiteranno il Manchester United, con Roberts e addirittura Pedersen che in questo caso rimarrebbero ancora in panchina. Ince dovrà fare ancora a meno del portiere Robinson, sostituito dal vice Jason Brown, mentre l’australiano Grella spera di recuperare in tempo per sedersi in panchina. Sono tanti i problemi di infortuni per il Manchester United, che paga anche l’ultimo impegno in Champions League contro l’Aalborg: se gli infortuni dell’ottimo terzino Rafael Da Silva e di Wayne Rooney appaiono leggeri (l’attaccante dovrebbe esser disponibile già per la Nazionale inglese), decisamente più pesante è il problema al ginocchio di Paul Scholes, che dovrà star fuori per una decina di settimane, aprendo una vera e propria emergenza in mediana, visto che Carrick starà fuori ancora per un mese e che Hargreaves ha ancora dei problemi fisici da affrontare e salterà la trasferta di Ewood Park. Per fortuna di Ferguson, l’inizio di stagione ha alzato decisamente le quotazioni di Darren Fletcher, che verrà affiancato da uno tra Anderson e Giggs, per il quale lo stesso tecnico scozzese ha annunciato l’utilizzo in posizioni più centrali rispetto al solito per garantirgli ancora un ruolo importante per questa squadra, da interno di centrocampo o da trequartista. In attacco verrà data ancora fiducia a Berbatov, che dovrebbe esser affiancato da Tevez.
Blackburn (4-2-3-1): Jason Brown; Ooijer, Samba, Nelsen, Warnock; Tugay, Olsson; Emerton, Villanueva, Derbyshire; Santa Cruz
Manchester United (4-4-2): Van der Sar; Neville, Ferdinand, Vidic, Evra; Cristiano Ronaldo, Fletcher, Anderson, Park Ji-Sung; Berbatov, Tevez
Sunderland-Arsenal: E’ un nuovo momento della verità per l’Arsenal, che deve rispondere anche in campionato alla sconfitta interna contro l’Hull City per mostrare ancora qualche credenziale di altissima classifica, anche se ormai sembra chiaro come difficilmente questa squadra possa essere continua e come possa apparire fortissima nei momenti di massimo splendore di gioco, così come possa apparire fragilissima nei momenti di difficoltà. I Gunners se la dovranno vedere in casa di una formazione sempre ostica come il Sunderland, che non ha iniziato la stagione brillantemente sul piano del gioco e che senza la presenza di un ariete come Kenwyne Jones in avanti finisce per far spesso confusione, abituata com’è a lanciare il pallone lungo per il nazionale di Trinidad & Tobago, gioco che non può esser ripetuto con un giocatore più rapido ma meno possente come Djibril Cissè, che costringe di fatto i Black Cats ad un gioco più ragionato. Il francese, però, potrebbe mettere in grossa difficoltà con la sua rapidità un reparto non certo solido come quello difensivo dell’Arsenal, anche se Roy Keane potrebbe tornare ad un gioco più abituale dalla prossima giornata di campionato, visto che Kenwyne Jones dovrebbe essere vicino al recupero. Per il match di sabato è in dubbio la presenza di Liam Miller, titolare un po’ a sorpresa nel match contro l’Aston Villa della scorsa settimana per l’assenza di Tainio ma che dovrà testare le proprie condizioni a pochi minuti dall’inizio del match, con Reid pronto a prendere il suo posto. Assente anche il capitano Nosworthy, il cui posto verrà preso da Collins. L’Arsenal ha bisogno di punti e potrebbe presentarsi allo Stadium Of Light con un centrocampo meno sbilanciato rispetto alle ultime uscite, visto che il rientro di Alex Song da un acciacco fisico dovrebbe convincere Wenger a lasciar fuori Denilson, bravo nella fase offensiva ma incapace di fare il filtro che serve ai Gunners dopo l’addio di Flamini, un tipo di lavoro che fa decisamente meglio il nazionale camerunense, che di fatto è un mediano basso da piazzare davanti alla difesa ed è più funzionale da utilizzare per lasciare Fabregas più libero di creare gioco. Sempre a riguardo degli equilibri in mediana, è però molto vicino il rientro di Abou Diaby, che dovrebbe esser disponibile per il prossimo impegno di campionato, un rientro importante che potrebbe donare un po’ di muscoli in più a questo centrocampo. Per il resto, i dubbi di formazione riguarda una possibile rotazione operata da Wenger, con Silvestre che aspetta ancora il suo esordio con la nuova maglia, Ebouè che contende il posto di esterno destro a Walcott e Bendtner che è in ballottaggio con Van Persie per affiancare Adebayor. Qualche novità per l’Arsenal c’è al riguardo degli assenti di lunga data, visto che Eduardo sembra fare continui progressi e potrebbe tornare già a Dicembre, mentre continua l’assurda assenza di Rosicky per un infortunio procurato a fine Gennaio e che sembrava un lieve problema muscolare, ma che addirittura dovrebbe tenere fuori il ceco fino all’anno prossimo: questo sarebbe a dire che Rosicky rientrerebbe addirittura dopo il compagno Eduardo, che a Febbraio aveva subito un infortunio orribile.
Sunderland (4-5-1): Gordon; Chimbonda, Ferdinand, Collins, McCartney; Malbranque, Whitehead, Richardson, Miller, Diouf; Cissè
Arsenal (4-4-2): Almunia; Sagna, Tourè, Gallas, Clichy; Walcott, Fabregas, Song, Nasri; Adebayor, Van Persie
Everton-Newcastle: Al Goodison Park non si affrontano certo le due squadre più in forma della Premier League: l’Everton ha perso brillantezza e solidità della scorsa stagione e sta ottenendo molti risultati deludenti, tra cui le tre sconfitte interne in tre match di Premier League che costringeranno Moyes a cercare i primi punti stagionali davanti ai propri tifosi, oltretutto dopo la bruciante eliminazione subita in Coppa Uefa in una doppia sfida contro lo Standard Liegi che ha visto i Toffees non all’altezza della situazione. Se l’Everton piange, non è certo migliore la situazione del Newcastle, ancora senza una guida tecnica precisa (l’aver incaricato Joe Kinnear come nuovo manager ad interim per circa sei partite non convince nessuno) e senza una struttura societaria, visto che Ashley ha messo in vendita la società ma ancora non riesce a trovare un vero e proprio acquirente, con tanti voci che parlano di cordate arabe, sudafricane, nigeriane e di qualsiasi Nazione esistente al mondo: tutte tranne l’Inghilterra, visto che stupisce come nessun inglese abbia perlomeno pensato ad acquisire la società. Sul campo i risultati sono sconcertanti, con i Magpies che hanno subito quattro sconfitte consecutive e ancora devono ottenere un risultato positivo dal momento dell’allontanamento di Kevin Keegan: Kinnear (che seguirà la partita dalla tribuna per scontare l’ultima delle due giornate di squalifica figlie del suo ultimo incarico al Nottingham Forest) deve fare i conti col solito numero elevatissimo di infortuni, ma spera di riuscire a recuperare in tempo i difensori Beye e Josè Enrique, mentre è importantissimo il ritorno di Guthrie dalla squalifica di tre giornate, arrivata dopo che il mediano ex Bolton aveva sfasciato la gamba di Fagan dell’Hull City con un intervento assurdo. Il rientro di Guthrie permetterà l’esclusione di Cacapa, sacrificato in mediana in questi tre match in cui comunque non aveva sfigurato, nonostante gli evidenti limiti tecnici. Bisognerà capire come Kinnear voglia mettere in campo la squadra, con N’Zogbia che potrebbe tornare a fare il terzino e Geremi avanzato come esterno di centrocampo. Buona notizia invece per Jonas, che potrebbe rientrare già dalla prossima giornata. Tanti problemi anche per l’Everton, che dovrà fare a meno di Tim Cahill per tre partite, dopo che l’australiano s’è fatto espellere nel corso del derby contro il Liverpool: i Toffees hanno fatto appello per cancellare questo cartellino rosso ma non hanno avuto successo e allora proveranno in qualche modo a sostituire un elemento chiave come Cahill, puntando magari sul modulo a due punte che ogni tanto Moyes rispolvera, con Saha che potrebbe affiancare Yakubu in attacco, nel tentativo di ottenere la vittoria contro una squadra in crisi come i Magpies. Possibile anche l’utilizzo di Pienaar, tornato in campo contro lo Standard Liegi dopo una frattura ad un dito del piede che lo aveva tenuto fuori per tutto l’inizio di stagione. Curiosità per capire quale assetto proverà Moyes per la difesa, visto che il manager dei Toffees le sta provando tutte in terza linea senza trovare grandi risultati, con Yobo che è stato lasciato in panchina nel match di giovedì: la difesa dell’Everton dovrà contenere soprattutto Michael Owen, oggetto dei desideri dei Toffees per il mercato di Gennaio.
Everton (4-4-2): Howard; Neville, Lescott, Jagielka, Baines; Arteta, Osman, Fellaini, Pienaar; Saha, Yakubu
Newcastle (4-4-2): Given; Beye, Taylor, Coloccini, N’Zogbia; Geremi, Butt, Guthrie, Duff; Xisco, Owen
West Bromwich-Fulham: Reduce dalla vittoria esterna contro il Middlesbrough, il West Bromwich vuole continuare il suo momento positivo, che l’ha portato a due successi nelle ultime tre partite, intervallate però dalla sconfitta nel derby contro l’Aston Villa: i Baggies hanno la possibilità di migliorare ulteriormente la propria posizione di classifica, visto che ospiteranno un Fulham che ancora non ha preso quota dopo l’ottima campagna acquisti estiva, visto che in trasferta non ha ancora ottenuto un risultato positivo e che è pure reduce da una sconfitta interna, che però chiama gli uomini di Hodgson al pronto riscatto. Si preannuncia allora un match molto incerto al The Hawthorns, con il WBA che sembra stare meglio: c’è curiosità per vedere i Baggies con il 4-4-2, dopo che Mowbray ha sempre puntato sul 4-4-1-1 o sul 4-5-1 in questo inizio stagione, nonostante negli ultimi anni il modulo a due punte abbia visto il West Bromwich esprimere sempre un calcio migliore e più incisivo. Il ritorno al 4-4-2 è dovuto anche all’infortunio di Kim Do-Heon, mezzapunta sudcoreana che stava giocando anche in modo discreto in questo inizio di stagione ma che ha subito un infortunio ai legamenti mediali nel corso dell’ultimo match e starà fuori per circa due mesi: il suo posto dovrebbe esser preso da una punta pura come Ishmael Miller, che aveva iniziato da titolare la stagione per poi lasciare il posto a Bednar, più adatto a giocare come unica punta. Per il resto, Mowbray dovrebbe confermare gli elementi che hanno portato il WBA alla prima vittoria esterna stagionale, compresi i due centrali difensivi Ryan Donk e Jonas Olsson. Il Fulham affronta questa trasferta con problemi in attacco: l’espulsione subita nella scorsa giornata costringe Andrew Johnson a saltare il viaggio a Birmingham per squalifica, ma anche Bobby Zamora appare in dubbio dopo aver passato una settimana tribolata per motivi di salute. L’ex Tottenham dovrebbe però stringere i denti e formare la coppia d’attacco con Seol Ki-Hyeon, favorito su Nevland e Dempsey per il ruolo di seconda punta. Hodgson recupera tra i convocati il terzino Stoor e il neoacquisto Gray, ma entrambi non dovrebbero trovare che un posto in panchina al The Hawthorns. Sarà un match molto particolare per l’ungherese Zoltan Gera, arrivato in estate al Fulham a parametro zero dopo aver giocato 4 stagioni al West Bromwich, un addio che è stato visto dai tifosi dei Baggies come un mezzo tradimento, tant’è che c’è curiosità per capire come il 29enne venga accolto all’ingresso in campo, anche se sicuramente non ci saranno rose e fiori per lui.
West Bromwich (4-4-2): Carson; Zuiverloon, Donk, Olsson, Robinson; Borja Valero, Koren, Greening, Morrison; Bednar, Miller
Fulham (4-4-2): Schwarzer; Pantsil, Hughes, Hangeland, Konchesky; Davies, Bullard, Murphy, Gera; Zamora, Seol Ki-Hyeon
Tottenham-Hull City: “Dimenticare l’Emirates Stadium” è la parola d’ordine dell’Hull City: di solito frasi del genere vengono usate per lasciare da parte delle sconfitte pesanti, mentre invece in questo caso Phil Brown sta saggiamente pensando a lasciare con i piedi per terra la propria squadra, dopo che la straordinaria vittoria ottenuta in casa dell’Arsenal ha sollevato grossi entusiasmi. I Tigers fin qui hanno sempre sorpreso per carattere e per forza mentale, tanto da aver subito dimenticato anche uno 0-5 interno contro il Wigan subito nella terza giornata di Premier League e di riuscire sempre ad imparare dai propri errori e bisognerà vedere se anche in questo caso riusciranno a proseguire per la loro strada, senza pensare ad una vittoria comunque straordinaria come quella dell’Emirates Stadium. La squadra di Phil Brown torna così nel nord di Londra, affrontando stavolta il Tottenham, squadra in piena crisi che deve assolutamente trovare un riscatto, visto che la panchina di Juande Ramos si fa sempre più traballante: preoccupa sempre più l’assenza di gioco negli Spurs, segno che il tecnico spagnolo ci sta capendo ben poco e anche il cambio di modulo nel 4-5-1 non ha certo portato nuovi rilievi, finendo anzi per isolare spesso l’unica punta di ruolo utilizzata, in particolare il russo Pavlyuchenko che invece avrebbe bisogno di molto aiuto per integrarsi in una realtà completamente diversa rispetto a quella a cui era abituato. Non è un caso quindi che il Tottenham sia ultimo in classifica senza aver ottenuto ancora una vittoria in campionato e che la qualificazione in Coppa Uefa sia arrivata con grossa sofferenza, con una squadra che non sta riuscendo neppure a mostrare quella rabbia che servirebbe per tirarsi fuori da una situazione molto simile (e anche peggiore) a quella che si era creata l’anno scorso. Per trovare continuità, non aiuta certo la continua rotazione effettuata da Juande Ramos, che dovrebbe rivoluzionare nuovamente la propria formazione, lasciando un turno di riposo a King e probabilmente escludendo dalla formazione titolare anche Woodgate, che fin qui aveva giocato sempre: in questo modo, al centro della difesa dovremmo trovare Corluka, che lascerebbe spazio sulla destra al giovane Gunter. Possibile promozione da titolare quindi per Michael Dawson, che si ritroverà di fronte il fratello Andy, terzino sinistro dei Tigers per una sfida tutta in famiglia. Per il resto, Bale recupera da un fastidio fisico, O’Hara prova a guadagnare un posto in mediana (posto che meriterebbe, visto che le sue prestazioni sono decisamente migliori di quelle dei titolari in quel ruolo) e Giovani, Gilberto e Bentley si giocano un posto da titolare sulle corsie, con l’ottimo Fraizer Campbell che dovrebbe scivolare nuovamente in panchina. Se nel Tottenham c’è una girandola di giocatori che entrano e escono dalla formazione titolare, nell’Hull City ci saranno soltanto conferme rispetto al 4-4-2 che ha steso l’Arsenal sabato scorso, con Geovanni che sarà confermato sulla fascia destra: l’unico possibile cambio potrebbe riguardare il rientro di Anthony Gardner al centro della difesa, ma Zayatte potrebbe veder premiate le proprie ottime prestazioni con la conferma da titolare, che porterebbe uno degli ex di giornata soltanto in panchina. Un altro ex è Nick Barmby, anche lui recuperato da un infortunio ma anche lui in lizza solo per un posto in panchina.
Tottenham (4-5-1): Gomes; Gunter, Corluka, Michael Dawson, Bale; Bentley, Jenas, O’Hara, Modric, Lennon; Pavlyuchenko
Hull City (4-4-2): Myhill; McShane, Turner, Zayatte, Andy Dawson; Marney, Boateng, Ashbee, Geovanni; King, Cousin
Portsmouth-Stoke City: Dopo la convincente vittoria ottenuta sul Tottenham domenica scorsa e la sofferta qualificazione ai gironi di Coppa Uefa (gran merito va dato però all’aggressività mostrata dal Vitoria Guimaraes), il Portsmouth vuole trovare un po’ di continuità per la prima volta in stagione e spera di approfittare del match interno contro lo Stoke City per ottenere la seconda vittoria consecutiva, con i Potters che non hanno ancora convinto del tutto in queste prime sei giornate ma che comunque provengono da due partite a dir poco complicate, contro il Liverpool e il Chelsea, in cui gli uomini di Tony Pulis sono riusciti comunque a mettere in tasca un punticino che potrebbe rivelarsi molto importante. E’ anche la sfida tra due squadre che applicano un gioco molto fisico, con il Portsmouth che punta molto sulla solidità difensiva e sulla cinicità in attacco, mentre lo Stoke City gioca ad un ritmo molto alto e punta a creare delle mischie importanti nell’area di rigore avversaria, non avendo però un vero e proprio creatore di gioco a centrocampo. Oltretutto, i Potters potrebbero fare a meno di un elemento molto importante come Rory Delap, che con le sue rimesse laterali lunghissime crea sempre molte situazioni interessanti e subdole in area di rigore avversaria, ma che deve fare i conti con un fastidio agli adduttori che lo mettono in serio dubbio: qualora non dovesse farcela, al suo posto giocherebbe Amdy Faye, che ha iniziato malissimo la stagione e che potrebbe trovare spazio davanti ai suoi ex tifosi, visto che ha giocato per due stagioni con il Portsmouth. Per il resto, dovrebbe esser confermato Diao in mediana, mentre Kitson dovrebbe esser affiancato da Fuller in attacco. Il Portsmouth deve fare i conti con tante assenze in mediana, a cui si aggiungono la squalifica di Lassana Diarra, che s’è fatto espellere davvero ingenuamente nel finale del match contro il Tottenham: al suo posto dovrebbe giocare Sean Davis, che già era sceso in campo da titolare in Coppa Uefa, mentre Glen Little potrebbe essere confermato sulla fascia destra, con Redknapp che dovrebbe aver capito che il 4-4-2 con due esterni puri è il modulo più adatto per le qualità della propria squadra, soprattutto per non isolare troppo in avanti le due punte Crouch e Defoe.
Portsmouth (4-4-2): James; Johnson, Campbell, Distin, Belhadj; Little, Hughes, Davis, Armand Traorè; Crouch, Defoe
Stoke City (4-4-2): Sorensen; Griffin, Cort, Abdoulaye Faye, Higginbotham; Lawrence, Diao, Olofinjana, Amdy Faye; Kitson, Fuller
West Ham-Bolton: Una volta sbloccatosi in trasferta con la vittoria in casa del Fulham, il West Ham vuole continuare l’ottimo cammino interno, che ha visto gli Hammers vincere nelle prime tre apparizioni e regalare sempre delle buone prestazioni. Ad Upton Park arriva una squadra sempre molto insidiosa sul piano fisico come il Bolton, che però ha bassa qualità tecnica e quindi potrebbe anche soffrire il gioco in velocità del nuovo 4-3-3 proposto da Zola: i Trotters hanno un calcio fin troppo speculativo, un atteggiamento più da calcio italiano che da calcio inglese e che infatti spesso non viene premiato in Premier League. Sono attesi comunque un discreto numero di gol, perché il West Ham non riesce ad ottenere un clean sheet da 12 partite, mentre ancora peggio fa il Bolton che ha sempre subito reti nelle ultime 18 gare. Le tante palle lunghe cercate dal Bolton potrebbero convincere Zola a ripescare Davenport nella formazione titolare, dopo che il lungo difensore centrale era stato lasciato in panchina nelle ultime due partite in favore di Lucas Neill, mentre Collins torna a disposizione ma al massimo troverà posto in panchina. Per il resto, la formazione dovrebbe esser confermata, con Faubert ancora terzino destro e Di Michele che dovrebbe esser preferito a Craig Bellamy, nonostante il gallese prema per una maglia da titolare. Carlton Cole è confermatissimo come punta centrale, anche perché lo sfortunatissimo Dean Ashton ha subito un nuovo infortunio che lo terrà fuori addirittura per 5 mesi, tanto che gli Hammers potrebbero correre ai ripari e cercare un rinforzo in attacco dal mercato dei parametri zero, con lo spagnolo Diego Tristan che è già in prova con il club londinese, dopo essersi svincolato dal Livorno, con cui ha giocato malissimo la scorsa stagione. Il Bolton confermerà il solito 4-5-1 con Elmander unica punta, con i maggiori dubbi che arrivano dalla fascia sinistra, visto che Matthew Taylor ha recuperato dal problema al piede e torna disponibile, contendendo a Gardner il posto da titolare, con il giamaicano che però potrebbe anche esser utilizzato come terzino sinistro al posto di Samuel. Per il resto, Smolarek e Vaz Te hanno provato in settimana a mettersi in mostra ma sembrano nuovamente destinati ad un posto in panchina.
West Ham (4-3-3): Green; Faubert, Upson, Davenport, Ilunga; Behrami, Parker, Noble; Di Michele, Cole, Etherington
Bolton (4-5-1): Jaaskelainen; Steinsson, Cahill, Andy O’Brien, Samuel; Davies, McCann, Muamba, Nolan, Taylor; Elmander
Wigan-Middlesbrough: E’ già un momentaccio per il Middlesbrough, che aveva cominciato con il botto la stagione, battendo il Tottenham e sfiorando l’impresa ad Anfield contro il Liverpool, per poi fermarsi: la vittoria “obbligata” su uno Stoke City rimasto in 10 per oltre un’ora è stato l’ultimo sussulto d’orgoglio, per una squadra che poi ha perso tre partite consecutive in campionato ed è stata pure eliminata malamente in Carling Cup, senza neppure provare a mettere davvero in difficoltà il Manchester United. Si rischia quindi di ritornare alla solita incompiuta, con Southgate che spera di far riprendere quota alla propria squadra, in una trasferta che appare davvero complicata, non solo perché il Wigan è una buonissima squadra, ma anche perché il Boro arriva al JJB Stadium pieno di problemi derivati dagli infortuni: oltre agli stop di lunga data come quelli di Tuncay e Arca e alla squalifica di Pogatetz, ci sono altri problemi, soprattutto in difesa, tanto che Southgate ha richiamata Jonathan Grounds dal prestito al Norwich. Robert Huth ha un fastidio alla caviglia e potrebbe lasciar spazio a Riggott, mentre il terzino sinistro Andrew Taylor ha un problema all’anca ed è in serio dubbio, con Southgate che potrebbe trovarsi a puntare sul giovane Joe Bennett. Problemi anche a centrocampo, con Gary O’Neil che è influenzato e difficilmente prenderà parte a questo match, mentre il talentuoso Adam Johnson preme per un posto da titolare, ma considerato che il suo ruolo preferito (quello di ala sinistra) è già ricoperto da Downing è probabile che il 21enne debba sacrificarsi sulla fascia destra, prendendo il posto che era stato coperto da Aliadiere per tutto l’inizio di stagione. Il Wigan ha solo due punti in più degli avversari diretti in classifica, ma ha sicuramente impressionato di più in questo inizio di stagione, per compattezza e sacrificio, con un attacco che appare molto letale: i Latics sono anche reduci dalla bella vittoria ottenuta sul Manchester City e vogliono continuare la serie positiva che li vede imbattuti dalla seconda giornata, quando persero in casa contro il Chelsea. Per farlo potrebbero puntare sul rissoso Michael Brown in mediana, perché uno dei possibili protagonisti della partita, ovvero Lee Cattermole, potrebbe non farcela ad esser disponibile: il mediano, infatti, è uscito infortunato nel match contro il Manchester City e il suo fastidio agli adduttori non è stato ancora del tutto risolto, per questo che sarebbe un match molto importante sul piano personale per il nazionale Under 21 dell’Inghilterra, che è cresciuto proprio nel vivaio del Middlesbrough e che in estate s’è trovato sorprendentemente ceduto, trovando però subito un posto importante nel centrocampo del Wigan di cui è diventato un vero punto di forza. Per il resto, Steve Bruce dovrebbe confermare la formazione scesa in campo domenica scorsa, con Bramble ancora una volta favorito su Scharner per il centro della difesa e Kapo che dovrebbe mantenere la maglia da titolare sulla fascia sinistra.
Wigan (4-4-2): Kirkland; Melchiot, Boyce, Bramble, Figueroa; Valencia, Brown, Palacios, Kapo; Heskey, Zaki
Middlesbrough (4-4-2): Turnbull; Hoyte, Wheater, Riggott, Taylor; Johnson, Shawky, Digard, Downing; Afonso Alves, Mido
Come sempre molto interessante anche la decima giornata della Championship, che vedrà il Wolverhampton chiamato al riscatto: i Wolves hanno interrotto una striscia di sette vittorie consecutive, ma l’hanno fatto in modo abbastanza rovinoso con uno 0-3 interno contro il Reading e adesso è interessante capire come gli uomini di McCarthy sapranno rispondere, considerando anche che si troveranno davanti un match non semplice come quello in casa dello Swansea City. Una reazione convincente potrebbe convincere tutti sulle quotazioni di promozione dei Wolves.
La grande vittoria di martedì però rilancia in maniera molto forte il Reading, che dopo essersi sbloccato in trasferta è chiamato a confermare l’eccellente rendimento interno mostrato fin qui, con quattro vittorie in quattro partite di campionato giocate al Madejski Stadium e addirittura un totale di 16 reti realizzate in questi match casalinghi, davvero numeri mostruosi: i Royals però ospitano una squadra in grande forma come il Burnley, reduci da 4 vittorie nelle ultime 5 partite, un cammino che ha permesso a Owen Coyle di vincere il premio di manager del mese di Settembre per quanto riguarda la Championship, un riconoscimento davvero meritato.
L’anticipo televisivo è quello del St Andrews, dove il Birmingham City vuole continuare la propria marcia ospitando un QPR deluso dall’ultima settimana: gli Hoops avevano a disposizione due match interni consecutivi per avvicinarsi alle prime due posizioni, ma di fatto hanno fallito l’appuntamento, ottenendo soltanto un punto in queste due partite, e adesso sono chiamati al riscatto.
La città dell’acciaio (ovvero Sheffield) è ben rappresentata in zona promozione, ma adesso sia Sheffield United che Sheffield Wednesday affrontano impegni ostici, contro rispettivamente Bristol City e Plymouth, mentre il Nottingham Forest ospita il Crystal Palace per uscire dalla crisi.
La nona giornata di League One parte già dal venerdì, con l’Oldham che prova a riprendere il passo giusto ma affronta una squadra difficile da battere come lo Stockport, che non per niente è ancora imbattuto in trasferta anche se ormai è diventato specialista in pareggi (ben 5 nelle prime 8 partite), mentre nell’altro anticipo lo Swindon prova a respirare in classifica cercando punti sul campo dell’Hartlepool.
Il match più interessante della giornata si gioca però a London Road, dove l’ambizioso neopromosso Peterborough ospita un Leeds in continua crescita e reduce da quattro vittorie consecutive: i Whites hanno nel mirino la zona promozione, ma davanti hanno anche uno Scunthorpe in forma ancora più straordinaria, dato che ha vinto le ultime sei partite e cerca la settima vittoria consecutiva andando a far visita ad un Leyton Orient in netto calo di rendimento.
Altra squadra che sta andando benissimo (cinque vittorie consecutive) è il Millwall, tanto che il tecnico Kenny Jackett è stato premiato come manager del mese: i Lions vogliono continuare a sognare, ospitando il buon Milton Keynes Dons di questo inizio di stagione, mentre la capolista Leicester fa visita al nord dell’Inghilterra per affrontare l’Huddersfield.
Scendiamo infine in League Two, dove il miglior manager del mese di Settembre è stato Alan Knill, che ha trascinato il suo Bury in vetta alla classifica ma che adesso deve affrontare l’ostica trasferta contro l’Aldershot, che sul proprio terreno ha ottenuto tre vittorie ed un pareggio in quattro partite giocate.
Alle spalle del Bury ma solo per la differenza reti c’è il Wycombe, che non sembra avere un impegno molto complicato contro il Bournemouth, mentre è molto interessante il match tra Shrewsbury e Darlington.
Il Luton Town continua la sua stagione disperata e affronta un difficilissimo avversario come il Bradford, che per giunta ha bisogno di punti per riscattarsi dopo due sconfitte consecutive, mentre è molto importante per gli equilibri di bassa classifica il match tra Barnet e Accrington Stanley.
Questo è l'intero programma del weekend:
7a giornata Premier League:
Sabato 4 Ottobre:
ore 16.00
Sunderland-Arsenal
West Bromwich-Fulham
Wigan-Middlesbrough
ore 18.30
Blackburn-Manchester United
Domenica 5 Ottobre:
ore 14.30
West Ham-Bolton
ore 16.00
Chelsea-Aston Villa
Manchester City-Liverpool
Portsmouth-Stoke City
Tottenham-Hull City
ore 17.00
Everton-Newcastle
Classifica Premier League (posizione, squadra, punti, partite giocate, differenza reti):
1 Chelsea 14 (6; +9)
--------------------------------------------------------------
2 Liverpool 14 (6; +5)
3 Aston Villa 13 (6; +4)
--------------------------------------------------------------
4 Arsenal 12 (6; +8)
--------------------------------------------------------------
5 West Ham 12 (6; +3)
--------------------------------------------------------------
6 Hull City 11 (6; -2)
7 Blackburn 10 (6; -4)
8 Manchester City 9 (6; +7)
9 Portsmouth 9 (6; -5)
10 Wigan 8 (6; +4)
11 Manchester United 8 (5; +2)
12 West Bromwich 7 (6; -1)
13 Sunderland 7 (6; -2)
14 Everton 7 (6; -4)
15 Fulham 6 (5; -1)
16 Middlesbrough 6 (6; -3)
17 Bolton 4 (6; -4)
--------------------------------------------------------------
18 Stoke City 4 (6; -5)
19 Newcastle 4 (6; -6)
20 Tottenham 2 (6; -5)
10a giornata Championship:
Sabato 4 Ottobre:
ore 13.30
Blackpool-Cardiff City
ore 13.45
Birmingham City-QPR
ore 16.00
Barnsley-Doncaster
Charlton-Ipswich
Norwich-Derby County
Nottingham Forest-Crystal Palace
Plymouth-Sheffield Wednesday
Reading-Burnley
Sheffield United-Bristol City
Swansea City-Wolverhampton
Watford-Preston
ore 18.20
Coventry-Southampton
Classifica Championship (posizione, squadra, punti, partite giocate, differenza reti):
1 Wolverhampton 22 (9; +13)
2 Birmingham City 20 (9; +6)
-------------------------------------------------------------------
3 Reading 17 (9; +13)
4 Burnley 15 (9; =)
5 Sheffield Wednesday 15 (9; -2)
6 Sheffield United 14 (9; +5)
-------------------------------------------------------------------
7 Cardiff City 14 (9; +2)
8 QPR 14 (9; +1)
9 Preston 14 (9; -1)
10 Bristol City 13 (9; +4)
11 Ipswich 12 (9; +4)
12 Plymouth 12 (9; -1)
13 Coventry 12 (9; -1)
14 Blackpool 12 (9; -2)
15 Swansea City 12 (9; -3)
16 Southampton 11 (9; -1)
17 Charlton 10 (9; -1)
18 Derby County 10 (9; -1)
19 Norwich 10 (9; -3)
20 Crystal Palace 9 (9; -3)
21 Watford 8 (9; -4)
-------------------------------------------------------------------
22 Doncaster 7 (9; -9)
23 Barnsley 5 (9; -7)
24 Nottingham Forest 5 (9; -9)
9a giornata League One:
Venerdì 3 Ottobre:
ore 20.45
Hartlepool-Swindon
Stockport-Oldham
Sabato 4 Ottobre:
ore 13.00
Peterborough-Leeds
ore 16.00
Brighton-Cheltenham
Carlisle-Tranmere
Colchester-Bristol Rovers
Crewe Alexandra-Northampton
Hereford-Walsall
Huddersfield-Leicester
Leyton Orient-Scunthorpe
Millwall-Milton Keynes Dons
Yeovil-Southend
Classifica League One (posizione, squadra, punti, partite giocate, differenza reti):
1 Leicester 19 (8; +11)
2 Oldham 18 (8; +10)
---------------------------------------------------------------------
3 Scunthorpe 18 (8; +9)
4 Leeds 17 (8; +7)
5 Millwall 17 (8; +6)
6 Walsall 16 (8; +5)
---------------------------------------------------------------------
7 Carlisle 13 (8; +3)
8 Southend 13 (8; =)
9 Milton Keynes Dons 12 (8; +3)
10 Peterborough 11 (8; +2)
11 Stockport 11 (8; +1)
12 Hartlepool 10 (8; +1)
13 Brighton 10 (8; -1)
14 Tranmere 10 (8; -1)
15 Huddersfield 9 (8; -2)
16 Swindon 8 (8; -4)
17 Colchester 8 (8; -5)
18 Leyton Orient 8 (8; -8)
19 Bristol Rovers 7 (9; =)
20 Northampton 7 (8; -3)
---------------------------------------------------------------------
21 Crewe Alexandra 7 (8; -6)
22 Yeovil 7 (8; -7)
23 Cheltenham 7 (9; -13)
24 Hereford 4 (8; -8)
9a giornata League Two:
Sabato 4 Ottobre:
ore 16.00
Aldershot-Bury
Barnet-Accrington Stanley
Bradford-Luton Town
Brentford-Macclesfield
Chester City-Lincoln City
Darlington-Shrewsbury
Exeter City-Gillingham
Morecambe-Chesterfield
Port Vale-Notts County
Rochdale-Dag & Red
Rotherham-Grimsby
Wycombe-Bournemouth
Classifica League Two (posizione, squadra, punti, partite giocate, differenza reti):
1 Bury 18 (8; +7)
2 Wycombe 18 (8; +6)
3 Shrewsbury 17 (8; +14)
---------------------------------------------------------------------
4 Brentford 15 (8; +6)
5 Bradford 15 (8; +5)
6 Dag & Red 14 (8; +10)
7 Aldershot 13 (8; =)
---------------------------------------------------------------------
8 Gillingham 13 (8; -3)
9 Rochdale 12 (8; +2)
10 Darlington 11 (8; +6)
11 Exeter City 11 (8; =)
12 Notts County 9 (8; =)
13 Chester City 9 (8; -4)
14 Chesterfield 9 (8; -4)
15 Macclesfield 9 (8; -12)
16 Morecambe 7 (8; -3)
17 Accrington Stanley 7 (8; -4)
18 Port Vale 7 (8; -5)
19 Lincoln City 6 (8; -4)
20 Barnet 4 (8; -11)
21 Grimsby 3 (8; -11)
22 Rotherham -2 (8; +5)
---------------------------------------------------------------------
23 Bournemouth -8 (8; =)
24 Luton Town -19 (8; =)
venerdì 3 ottobre 2008
Martin O’Neill va all’assalto del Chelsea
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3 commenti:
non volendo credere ad una retrocessione di tottenham e newcastle mi rimane davvero difficile chi lascerà la premier quest'anno: erano un bel po di anni che non si vedevano neopromosse cosi ben attrezzate e quantomeno non ci srà un altro derby county...
spero che il wba la smetta di fare l up and down e l hull mi è diventato simpaticissimo quando ho scoperto che hull aveva il non invidiabile record di essere la piu grande città europea a non aver mai avuto il club di calcio nella massima serie del relativo campionato...
occhio che in spagna negli ultimi anni sono retrocesse saragozza-celta-real sociedad
Diversi spunti in questa tornata.
1.O'Neill è un grande tecnico che dopo aver lavorato molto bene col Celtic,sta facendo altrettanto bene al Villa Park.Una squadra con diversi inglesi nell'undici titolare(cosa rara ad alto livello nella Premier),tutti di valore.
Che non sia il pragmatico nordirlandese la vera rivelazione/conferma della stagione inglese delle panchine.
2.Si fa fatica a pensare al Newcastle senza una guida tecnica importante con una rosa che potrebbe lasciare diverse prospettive ed un nuovo tecnico che si insedierebbe potrebbe far fruttare al meglio le potenzialità della squadra.
3.Sugli Spurs ho già scritto molto,dilungarsi e come riaprire continuamente ferite,infilandoci il coltello in profondità.Non fa bene...Tutti questi cambiamenti nell'undici titolare e la recente titubanza anche in Coppa Uefa contro una squadra modesta,lascia intendere che pure questa stagione i programmi dovranno essere rivisti e le aspirazioni riposte in un cassetto.
Come c'era scritto sull'opuscolo Mister Football di un Guerino che presi in settemre,sembra che il Tottenham sia pervaso da una sorta di maledizione.
E' mai possibile che gente come Modric,Gomes e Bentley,grandi stelle e protagonisti nei loro precedenti club,si imbalsamino appena indossata la gloriosa casacca "white"?Non è il momento migliore per affrontare l'Hull per due motivi:la forma degli uomini di Brown e la sensazione che gli Spurs abbiano tutto da perdere da un "game" contro una neopromossa,cadente proprio in questo infausto momento della stagione.
4.Il Portsmouth è vero che punti molto sulla difesa,ma a giudicare dalle ultime prestazioni,eccezion fatta per la gara col Tottenham,hanno subito 12 gol in 3 matches.Ancora una volta lontani dalla formazione titolare,con un centrocampo diverso dai disegni di Mister Redknapp,che però più di qualche responsabilità ce l'ha nella gestione della squadra e delle gare.
Belhadj è un ottimo terzino che ricordo fulgidamente all'opera con il Sedan prima che si eclissasse nel Lione.Farà sua quel settore di campo,chiudendo la strada a Hreidarsson.
5.Peccato che nel Bolton si continui a marginalizzare un attaccante come Smolarek.Giocando magari un 4-4-2 più offensivo con l'appoggio di Elmander,la squadra assumerebbe un'altra statura.Così finisce diretta in Championship insieme allo Stoke City,che però ha degli evidenti limiti tecnico-societari a cui aggrapparsi come alibi.
6.Volevo suggerirti una correzione(se mi è concesso)nella formazione del Wigan poichè hai inserito per due volte il nome di Kapo.
Ciao;-)
Ciao Gable e Vojvoda ;-)
Bè, Simone... Il Tottenham sicuramente salirà e credo che il rischio che possa correre sia quello di ripetere la stagione scorsa, non lo vedo in lotta per non retrocedere... Mentre con tutti i casini che si stanno combinando a Newcastle, se non si sbrigano a sistemare tutto loro sì che rischiano moltissimo... Potrebbero fare un po' come il Leeds... Non certo una prospettiva rosea...
Per il resto, è davvero un bene che non ci sia un altro Derby County quest'anno: aumenta l'incertezza nella lotta per la salvezza e in moltre partite...
Non so, se dovessi fare qualche nome per le possibili retrocesse al momento potrei dirti il Bolton (anche se già l'anno scorso lo pensavo e poi ha trovato il modo di fare punti decisivi) e forse lo Stoke City, anche se ancora deve essere inquadrata bene questa squadra.
x Vojvoda:
- O'Neill a mio parere sta facendo un lavoro fantastico... Si sta confermando un grande davvero... E poi la sua squadra gioca un calcio molto spesso spettacolare, per cui è da temere per tutti.
- Il Newcastle è preoccupante davvero... Come detto prima, devono sbrigarsi... Qui già han giocato tre partite (con domani quattro) senza un vero manager...
- Il Tottenham secondo me paga molto la volontà di voler fare tutto e subito. In tal senso, l'Aston Villa deve essere un esempio, visto che sta crescendo passo passo... C'è quasi la convinzione al White Hart Lane che comprando molto sei già grande. Sui giocatori che possono fallire, io cerco sempre una ragione tecnica: per Gomes non è facile arrivare dopo gli errori di Robinson e (come per Modric) un po' di scotto per l'ambientamento andava messo in conto (e per me questo è stato sottovalutato); Modric è gestito male, perchè non puoi passare l'estate dandogli in mano il pallino del gioco e toglierglelo dopo due partite negative; Bentley paga anche il fatto di non aver trovato una posizione precisa in questo modulo, perchè ha fatto di tutto e anche lui spesso poi scivola in panchina... Non è certo facile per loro...
- Il Portsmouth ha avuto un momento decisamente nero, dovuto anche ai tentativi di Redknapp di inserire Kaboul, che invece ha fatto tanti danni... Su Belhadj, ha già conquistato la maglia da titolare: quando i Pompeys giocano col 4-4-2, ormai il terzino sinistro è lui.
- Per quanto riguarda il Bolton, ancora non s'è avuta una risposta sui miei dubbi estivi riguardo l'utilizzo come unica punta di Elmander (per me avrebbe bisogno di un appoggio), il quale è stato fuori per infortunio. Però, stupirebbe un nuovo miracolo anche in questa stagione.
- Hai ragione sulla formazione... Per la fretta non l'ho ricontrollata... Naturalmente, dovevo mettere Zaki al fianco di Heskey. Adesso la correggo ;-)
Un saluto,
Silvio
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