venerdì 28 novembre 2008

Domenica da derby in Premier League, con Manchester City-Manchester United e Chelsea-Arsenal

Preview del weekend del calcio inglese: il Liverpool prova ad approfittare dei difficili impegni degli avversari diretti, mentre Middlesbrough e Newcastle si affrontano nel Tees-Tyne derby



Dopo un’intensa e tutto sommato discreta tre giorni europea per le squadre inglesi (decisamente positivo il giovedì di Coppa Uefa, un po’ meno i due giorni di Champions League) ritorna la Premier League, in una 15a giornata ricca di temi e di match molto sentiti, a cominciare dal Tees-Tyne derby di sabato e dai due derby attesissimi di domenica.

Chelsea-Arsenal: Stamford Bridge è pronto a scaldarsi per l’arrivo di una delle squadre meno amate da queste parti, quell’Arsenal che a cavallo degli anni ’90 e dei primi anni 2000 sembrava quasi un ostacolo invalicabile per il Chelsea, che in quel periodo ha subito tante delusioni. Poi qualcosa è cambiato, una serie negativa dei Blues contro i Gunners s’è chiusa nella circostanza forse più in attesa, un quarto di finale di Champions League giocato ad Highbury ad Aprile del 2004 che vide il Chelsea vincere in rimonta ed estromettere a sorpresa i cugini dell’Arsenal, che a quel punto sembravano anche i favoriti nella vittoria della competizione, perché quella era una squadra destinata a chiudere la Premier League senza subire nemmeno una sconfitta e perché quella fu una competizione che vide via via cadere le grandi storiche europee, tanto che in semifinale sarebbero rimaste Monaco, Deportivo La Coruna e Porto, squadre sulla carta alla portata di quell’Arsenal: la Champions League la vinsero i portoghesi con Mourinho in panchina, tecnico che avrebbe poi fatto grande il Chelsea insieme al portafogli di Abramovich, una situazione mai accettata dai dirigenti dell’Arsenal perché di fatto l’arrivo del magnate russo finì indirettamente per escludere i Gunners dal mercato, perché causò un’impennata dei prezzi di molti giocatori in un periodo in cui i cordoni della borsa dell’Arsenal si facevano più stretti perché si avvicinava l’addio ad Highbury e l’approdo all’Emirates Stadium, per la costruzione del quale sono sorti alcuni debiti ancora non del tutto risolti, anche per la crisi economica che sta attanagliando un po’ tutto il mondo occidentale, che influisce nei conti dei Gunners soprattutto perché i vari edifici costruiti sulle ceneri di Highbury stanno rimanendo in buona parte invenduti proprio per questa crisi dei mutui. Di fatto, quindi, proprio l’arrivo di Abramovich ha finito per pesare sull’Arsenal, che per questo motivo guarda al Chelsea come il fumo negli occhi, vedendo anche in queste situazioni i motivi di una crisi che ora si sta rispecchiando pesantemente anche sul terreno di gioco e nell’ambiente, sotto forma di tante polemiche di spogliatoio che hanno visto come protagonista proprio un ex Chelsea come William Gallas, per una squadra che è reduce da tre sconfitte nelle ultime quattro partite di campionato, con l’unica parentesi della vittoria sul Manchester United proprio in un altro big match: Wenger spera che la reazione d’orgoglio si ripeta anche a Stamford Bridge. Il Chelsea ha già 10 punti di vantaggio sull’Arsenal e vuole mandare definitivamente fuori dai giochi i cugini, anche se Scolari ha parlato con grande rispetto (forse anche eccessivo) degli avversari, mostrando ancora una volta di essere un personaggio molto simpatico e positivo: il tecnico brasiliano affronterà per la prima volta Wenger, con cui è amico di lunga data secondo quanto dichiarato dallo stesso Scolari, che intanto ha vinto 10 delle prime sue 14 partite di Premier League. Il problema è che i tre pareggi e l’unica sconfitta sono arrivati tutti a Stamford Bridge, una situazione che alla lunga potrebbe portare un blocco psicologico ai Blues, che comunque rimangono in vetta alla classifica. Rispetto alla deludente prestazione contro il Bordeaux di mercoledì scorso, il Chelsea ritrova Deco (squalificato in Champions League) e soprattutto Alex, che verrà schierato al centro della difesa al fianco di Terry, ma chi rischia di essere assente è Joe Cole, alle prese con un problema alla caviglia. Sarà assente anche la bestia nera dell’Arsenal, ovvero Didier Drogba, che sconta la seconda di tre giornate di squalifica e al momento sembra più concentrato a trattare la sua cessione che al campo, mentre chi non mancherà l’appuntamento è Ashley Cole, contestato ex di giornata, così come un ex è Nicolas Anelka, che ha dichiarato in maniera abbastanza delirante di aver lasciato 10 anni fa l’Arsenal perché i tifosi dei Gunners continuavano a preferirgli Ian Wright, che è un po’ come se Mancienne si lamentasse se i tifosi gli preferissero John Terry, ovvero un mettere di fronte un giocatore emergente contro una bandiera. Altro grande ex è proprio William Gallas, che sicuramente troverà un’accoglienza “sonora” da parte dei tifosi dei Blues per una vicenda non molto chiara in cui il Chelsea accusò il francese di poca professionalità e di una minaccia di “autogol volontario” qualora la società non avesse avallato la sua cessione, una storia che sarebbe francamente assurda e che Gallas ha sempre rifiutato di commentare, accusando sempre il suo ex club di aver mentito grossolanamente su tale questione. L’Arsenal proverà a recuperare i vari Sagna, Nasri e Adebayor dai rispettivi infortuni, mentre Tourè, Diaby e Walcott rimangono indisponibili ed Eduardo Da Silva è tornato a calcare i campi da gioco, scendendo in campo in un’amichevole a porte chiuse della squadra riserve contro il Nottingham Forest, un primo impatto agonistico che secondo lo staff dell’Arsenal è stato positivo.
Chelsea (4-3-2-1): Cech; Bosingwa, Alex, Terry, Ashley Cole; Ballack, Obi Mikel, Lampard; Deco, Malouda; Anelka
Arsenal (4-4-2): Almunia; Sagna, Gallas, Silvestre, Clichy; Denilson, Fabregas, Song, Nasri; Adebayor, Van Persie

Manchester City-Manchester United: La domenica dei derby inizia dal City Of Manchester Stadium, dove appunto andrà in scena il derby della città di Manchester, un derby sempre molto caldo per la rivalità tra i due club, rivalità infuocata soprattutto da parte del Manchester City, che digerisce sempre poco i tanti successi nazionali e internazionali dei cugini. Già solo questi temi basterebbero per attendere una partita accesissima come sempre, ma a questi bisogna aggiungere un altro paio di costatazioni: con l’arrivo della proprietà araba, infatti, il Manchester City ha lanciato il guanto di sfida ai propri cugini e di fatto in campo vedremo quella che è la squadra più ricca del mondo di fronte a quella che è tutt’ora la squadra più forte al mondo, nonché l’undici Campione d’Europa. Non basta, perché i derby inglesi riescono sempre ad assottigliare i valori in quanto in campo nasce sempre una grande battaglia a ritmi intensi e questo lo si è visto anche l’anno scorso, quando il Manchester City s’è permesso lo “sgarbo” di battere i cugini sia all’andata che al ritorno. Il Manchester United ha allora voglia di rifarsi ma per farlo dovrà per forza di cosa ritrovare quella determinazione massima che nelle ultime giornate molto spesso non s’è vista, tanto che Ferguson vede in questo derby anche l’occasione per dare una scossa decisiva per la stagione, quello scatto che possa mostrare nuovamente il vero carattere dei Red Devils. Dall’altra parte invece c’è un doppio sogno da parte dei tifosi del Manchester City, quello di chiudere con tre vittorie un trittico di partite sulla carta terribile, visto che in settimana i Citizens hanno battuto l’Arsenal e lo Schalke 04, una vittoria nel derby che sarebbe anche uno sgambetto pesante rivolto ai cugini, che rischierebbero di allontanarsi molto prematuramente dalla lotta per il titolo. Sarà allora una partita in cui non mancherà certo il pepe e non mancano neppure le curiosità tattiche, perché Mark Hughes (ex grande centravanti del Manchester United) in settimana ha saputo prendersi qualche rivincita dopo che sembrava inadatto a gestire un ambiente del genere, soprattutto andando a dominare sul piano tattico la trasferta tedesca contro lo Schalke 04, quando i Citizens hanno fatto anche del “catenaccio” ma hanno saputo fare a fette la difesa avversaria con le grandi ripartenze in velocità. Tutto ciò nonostante l’assenza di Robinho, lasciato a riposo precauzionalmente per un problemino alla caviglia, con lo staff del Manchester City che ha giustamente preferito non rischiare il brasiliano in vista del derby, soprattutto perché a Gelsenkirchen in campo s’è visto uno Sturridge decisamente all’altezza e forse anche più utile nel gioco di squadra rispetto al più illustre compagno. In Germania la scelta chiave è stata quella di portare Kompany al centro della difesa, ma il belga dovrebbe tornare in mediana, anche perché Richards tornerà a fare il centrale di difesa per il possibile rientro di Zabaleta. Possibile assente è Garrido, che ha subito un colpo nella partita contro lo Schalke 04 e dovrebbe lasciare spazio a Ball. Il Manchester United ritrova Dimitar Berbatov al centro dell’attacco e per il bulgaro sarà una partita particolare, anche perché in quel caldissimo 31 Agosto (il giorno della chiusura di mercato) in cui firmò per il Manchester United si trovò contattato anche dal Manchester City, che aveva avanzato un’offerta altissima che l’ex attaccante del Bayer Leverkusen ha deciso di declinare, preferendo proseguire nella propria volontà di affidare il proprio futuro ai Red Devils. Ferguson recupera un paio di elementi fondamentali per la difesa come Van der Sar e Vidic, assenti nella trasferta contro il Villarreal, dove il manager scozzese ha concesso un turno di riposo anche a Rafael Da Silva, Park Ji-Sung e Ryan Giggs, tutti pronti a tornare titolari in questo match che può essere chiave per la stagione del Manchester United.
Manchester City (4-1-4-1): Hart; Zabaleta, Richards, Dunne, Ball; Kompany; Vassell, Wright-Phillips, Ireland, Robinho; Benjani
Manchester United (4-4-2): Van der Sar; Rafael Da Silva, Ferdinand, Vidic, Evra; Park Ji-Sung, Carrick, Giggs, Cristiano Ronaldo; Berbatov, Rooney

Middlesbrough-Newcastle: Se la domenica è la giornata dei derby, il sabato non è certo da meno, visto che manda in scena il Tees-Tyne derby, uno dei sentitissimi e accesissimi derby del nord dell’Inghilterra, una sfida che nelle ultime tre edizioni (considerando anche le sfide del St James’ Park) ha visto tre pareggi, ma che vede comunque il Newcastle vantare una tradizione recente abbastanza favorevole, visto che s’è imposto ben 6 volte nelle ultime 12 visite a Middlesbrough. I Magpies arrivano sulle sponde del Tees con il morale molto alto dopo aver bloccato il Chelsea a Stamford Bridge e sperano di proseguire questa tendenza, sotto la guida di un Joe Kinnear arrivato prima ad interim per qualche giornata ma che è riuscito a tirar fuori tutto il carattere dai propri giocatori ed è stato premiato proprio in giornata con la conferma fino a fine stagione, una conferma davvero meritata. Il Newcastle in realtà è ancora dentro la zona retrocessione, ma la grinta mostrata dalla squadra nelle ultime partite potrebbe essere decisiva per permetterle di allontanarsi da queste zone pericolose, magari proprio con un bel risultato da ottenere nel derby contro l’indecifrabile Middlesbrough, squadra di una lunaticità immensa che in poche giornate può andare ad imporsi sul difficile campo dell’Aston Villa per poi perdere in casa contro il Bolton. Proprio la sconfitta con i Trotters non è stata presa bene da Southgate, che dovrebbe apportare diverse novità di formazione, a partire dal rientro di Riggott al centro della difesa e dalla presenza da titolare di Julio Arca, che probabilmente prenderà il posto di Digard, anche se è possibile un avanzamento di Aliadiere in attacco con O’Neil spostato sulla fascia destra. Chi difficilmente vedrà il campo è Afonso Alves, contestato anche dai tifosi del Boro nel corso dell’ultimo match contro il Bolton, dopo una serie di prestazioni francamente impresentabili: Mido spera di recuperare in tempo dal suo fastidio all’inguine per giocare da titolare. Due assenze pesanti potrebbero condizionare il Newcastle, che deve fare a meno di Ameobi e soprattutto di Duff: in attacco dovrebbero esser confermati Owen e Martins, mentre sulla sinistra dovrebbe tornare titolare N’Zogbia, che sembra destinato a lasciare i Magpies a Gennaio. Kinnear proverà a recuperare fino all’ultimo Stephen Taylor, mentre a sorpresa potrebbe esserci un posto in panchina per Mark Viduka, che sarebbe un grande ex di giornata.
Middlesbrough (4-4-2): Turnbull; Hoyte, Riggott, Pogatetz, Andrew Taylor; Aliadiere, O’Neil, Arca, Downing; Mido, Tuncay
Newcastle (4-4-2): Given; Beye, Coloccini, Bassong, Josè Enrique; Jonas, Guthrie, Butt, N’Zogbia; Owen, Martins

Stoke City-Hull City: Sfida molto interessante al Britannia Stadium tra due neopromosse in Premier League che stanno avendo un rendimento superiore alle attese, anche se lo Stoke City rimane comunque invischiato nelle zone basse di classifica: le due squadre si conoscono bene ma le ultime tre sfide di campionato che le hanno viste di fronte sono tutte finite 1-1, mentre nelle ultime sei (dal 2005 in poi, quando le due squadre si sono sempre affrontate in Championship) non c’è mai stata una vittoria interna nelle sfide tra Potters e Tigers. A rendere la partita ancora più interessante c’è l’ottimo rendimento esterno dell’Hull City, che grazie all’autorete di Pamarot nel match di sabato scorso è riuscito ad ottenere il 14esimo punto esterno stagionale, tanto che nella speciale classifica dei punti ottenuti in trasferta i Tigers occupano il terzo posto, mentre dall’altra parte situazione simile c’è nello Stoke City, che in casa ha ottenuto ben 15 dei 17 punti incassati fin qui, il quarto miglior rendimento della stagione con soli due punti in meno rispetto al Liverpool che comanda questa speciale classifica. Sarà allora una partita dal risultato non certo scontato, con lo Stoke City che punterà nuovamente sul calore del pubblico del Britannia Stadium e sul solito gioco molto fisico, un gioco che ha trovato molte critiche da qualche addetto ai lavori, quasi a ripetere nel calcio moderno quanto successo diversi anni fa nell’esplosione della Crazy Gang del Wimbledon. Per questo match Pulis ritrova il bomber Ricardo Fuller, al rientro dopo una squalifica e pronto ad affiancare Sidibe, con Kitson che al massimo troverà posto in panchina, sempre se riuscirà a risolvere il suo fastidio al ginocchio. In dubbio anche Griffin per un fastidio alla mano, mentre sembra difficile l’utilizzo di Shawcross, alle prese con un problema alla schiena, con Leon Cort che spera di ritrovare un posto da titolare. L’Hull City dovrebbe ancora fare a meno del terzino sinistro Dawson, con Ricketts che continuerà a giocare da titolare in una formazione che Phil Brown non sembra aver intenzione di modificare, anche se Giannakopoulos preme per un posto da titolare, così come Dean Windass spera che l’ottima prestazione mostrata negli ultimi minuti del match contro il Portsmouth possa convincere il proprio manager a dargli un maggior minutaggio. Craig Fagan è tornato ad allenarsi ma ancora non è pronto dopo la frattura alla gamba subita della trasferta di Newcastle un paio di mesi fa, mentre Folan spera di trovare un posto in panchina.
Stoke City (4-4-2): Sorensen; Griffin, Abdoulaye Faye, Cort, Higginbotham; Soares, Amdy Faye, Diao, Delap; Sidibe, Fuller
Hull City (4-3-1-2): Myhill; McShane, Turner, Zayatte, Ricketts; Marney, Ashbee, Boateng; Geovanni; King, Cousin

Liverpool-West Ham: Nel Monday Night il Liverpool proverà a dimenticare il deludente 0-0 interno contro il Fulham e approfittare di una domenica che imporrà a Chelsea e Manchester United impegni molto difficili, ma per farlo i Reds dovranno affrontare nuovamente l’assenza di Fernando Torres, il cui recupero per la seconda volta è stato forzato, tanto che per la seconda volta lo spagnolo deve affrontare una ricaduta per il suo fastidio agli adduttori, un fastidio che adesso sta diventando davvero preoccupante e che dovrebbe tenerlo fermo per almeno due settimane: in una stagione in cui la squadra di Benitez sembra aver trovato il giusto passo anche in campionato, le continue assenze di un uomo fondamentale come il Niño non rappresentano certo un viatico molto felice. I Reds non hanno però tempo per fermarsi e devono continuare a fare risultati se vogliono puntare al titolo e devono trovare i tre punti contro un West Ham che dal canto suo inizio un momento molto difficile, visto che quella di Anfield rappresenta la prima di quattro partite consecutive dall’altissimo tasso di difficoltà. Zola però può affrontare questa partita senza nuovi infortuni, con la speranza di recuperare al più presto i vari Noble e Dyer e con quel pizzico di tranquillità in più derivata dalla vittoria ottenuta la scorsa settimana in casa del Sunderland. Il Liverpool deve scegliere il modulo da utilizzare per dimenticare l’assenza di Fernando Torres, con Benitez che potrebbe tornare al 4-2-3-1 con Gerrard alle spalle di Keane, ma potrebbe anche esserci la riproposizione di Pennant sulla fascia destra e l’avanzamento di Kuyt in attacco per un 4-4-2. Una novità sarà il ritorno da titolare di Andrea Dossena, perché Fabio Aurelio sarà fuori per due settimane per un fastidio al polpaccio.
Liverpool (4-4-2): Reina; Arbeloa, Carragher, Agger, Dossena; Pennant, Gerrard, Mascherano, Riera; Kuyt, Keane
West Ham (4-4-2): Green; Neill, Collins, Upson, Ilunga; Faubert, Parker, Mullins, Behrami; Cole, Bellamy

Tottenham-Everton: Nelle ultime due stagioni l’Everton è riuscito nell’impresa di espugnare White Hart Lane, ma quest’anno la storia sembra essere più difficile per la squadra di Moyes, che occupa una discreta posizione di classifica e ha avuto il merito di non farsi inglobare dalla grande lotta che c’è nella seconda metà della classifica, ma sul piano del gioco non riesce proprio a trovare quella brillantezza necessaria per puntare ad alti livelli e per giunta i Toffees devono fare i conti con tanti infortunati in vista della trasferta londinese. Il Tottenham vuole continuare la propria risalita in classifica e il proprio ottimo stato di forma, confermato anche dalla vittoria ottenuta giovedì in casa del NEC Nijmegen, arrivata nonostante una rosa ridotta all’osso: Redknapp però recupera molti giocatori per la partita di domenica, a cominciare da Pavlyuchenko e Corluka che non sono eleggibili per i match di Coppa Uefa, per continuare poi con King e Jenas, recuperati dai loro acciacchi fisici. E’ un Tottenham che si sta abituando a vincere con un margine stretto, ma in certi casi sarebbe meglio chiudere le varie partite, anche se va anche detto che da quando è arrivato Redknapp gli Spurs non hanno ancora sprecato nessuna partita in questo modo, ottenendo sempre i tre punti una volta passati in vantaggio, a parte nel derby in casa dell’Arsenal, partita che però ebbe un esito tutto particolare e che comunque viene ricordata con piacere da parte del Tottenham. L’unico vero problema in casa Spurs riguarda Hutton, che rischia di stare fuori addirittura per tutta la stagione. La lista degli indisponibili dell’Everton è molto lunga, a partire dai lungodegenti Hibbert e Nuno Valente per continuare con Pienaar che non s’è allenato negli ultimi giorni per un fastidio al ginocchio, con Saha e Anichebe che hanno entrambi un fastidio agli adduttori e con James Vaughan che deve nuovamente operarsi alla cartilagine del ginocchio: davvero terribile la sfortuna di questo giocatore, sempre alle prese con infortuni molto gravi.
Tottenham (4-4-2): Gomes; Corluka, Woodgate, King, Assou-Ekotto; Lennon, Jenas, Huddlestone, Bentley; Pavlyuchenko, Bent
Everton (4-4-1-1): Howard; Neville, Yobo, Jagielka, Lescott; Osman, Fellaini, Castillo, Arteta; Cahill; Yakubu

Aston Villa-Fulham: Le ultime due giornate di campionato hanno confermato la forza dell’Aston Villa ad alti livelli, con la vittoria dominata sul campo dell’Arsenal e con la prestazione alla pari contro il Manchester United che hanno portato quattro punti e che hanno trascinato i Villans al quarto posto in classifica, posizione che l’undici di O’Neill proverà a consolidare in un match interno non scontato contro il Fulham, dal canto suo reduce dall’ottimo pareggio ottenuto in casa del Liverpool e che adesso occupa il nono posto in classifica, arrivato soprattutto per l’ottimo rendimento interno e la grande solidità difensiva, visto che i Cottagers hanno subito solo 11 gol in 13 partite disputate in campionato. Al Villa Park allora è attesa una bella partita tra due squadre in forma, una partita che segnerà anche un record nella storia della Premier League (da quando questa lega si chiama così), perché Brad Friedel raggiungerà la 167esima presenza consecutiva in campionato, battendo il precedente record di David James. Davanti al portiere americano, O’Neill dovrà decidere se affidarsi a Carlos Cuellar e confermare Reo-Coker come terzino destro: il difensore spagnolo ha saltato il match contro il Manchester United per un problema alla coscia ma sembra in via di recupero. Molti dubbi ci sono anche sulle condizioni di Luke Young e John Carew, che hanno subito un colpo in allenamento e rischiano di stare fuori, un rischio che per il norvegese sussiste anche in caso di recupero perché O’Neill potrebbe puntare ancora sul 4-5-1 visto recentemente e che ha fatto molto bene con Agbonlahor unica punta, anche se un ritorno al 4-4-2 non è da escludere per attaccare una difesa molto ben chiusa come quella del Fulham. I Cottagers continueranno molto probabilmente con lo stesso undici mandato in campo nelle ultime due partite, una formazione che Hodgson schiera ormai con grande continuità, con l’unica modifica arrivata appunto due giornate fa con l’innesto di Dempsey al posto di un Gera non all’altezza della sua fama. Gli unici indisponibili rimangono Kamara e Seol Ki-Hyeon, mentre Andreasen torna in lista convocati.
Aston Villa (4-5-1): Friedel; Reo-Coker, Curtis Davies, Laursen, Luke Young; Milner, Sidwell, Petrov, Barry, Ashley Young; Agbonlahor
Fulham (4-4-2): Schwarzer; Pantsil, Hughes, Hangeland, Konchesky; Dempsey, Murphy, Bullard, Simon Davies; Zamora, Johnson

Portsmouth-Blackburn: A Fratton Park andrà in scena il nuovo che avanza sulle panchine delle squadre inglesi: Portsmouth e Blackburn vedrà di fronte anche due manager nuovi, due ex grandi calciatori come Tony Adams e Paul Ince, due ex capitani dell’Inghilterra che ora stanno provando a fare carriera anche da manager, provando a superare con il loro carisma delle situazioni molto difficili. Il Portsmouth, infatti, è ancora scosso dall’addio di Redknapp e Tony Adams (subentrato in corsa) deve ancora dare una vera impronta personale alla squadra, che sta lasciando tanti punti per strada negli ultimi minuti delle varie partite, cosa successa anche contro il Milan in Coppa Uefa al termina di una prestazione dei Pompeys che era stata davvero straordinaria. Dall’altra parte sta sicuramente peggio il Blackburn, con Paul Ince che sta provando in tutti i modi a dare qualità alla propria squadra, missione non semplice se Pedersen continua a sciorinare prestazioni di bassissimo livello e se Dunn rimane ancora a lungo infortunato, perché per il resto la rosa è quello che è e i risultati si vedono: i Rovers infatti non vincono da otto partite e sono scivolati al penultimo posto in classifica, una situazione che rischia di farsi davvero pesante perché senza qualche accorgimento da apportare nel mercato di Gennaio lo spettro della retrocessione potrebbe davvero diventare ingombrante. Il Portsmouth affronta questo match rinforzato da un paio di notizie importanti, soprattutto per il ritorno tra i convocati di Jermain Defoe, il cui problema al polpaccio non dovrà esser corretto con un’operazione che lo avrebbe tenuto fermo per qualche mese. Possibile anche il rientro di Kranjcar, ma Campbell e Diarra continueranno ad essere assenti. Il Blackburn ritrova Warnock al rientro da una squalifica e l’ex Liverpool tornerà al suo ruolo originario di terzino sinistro, anche perché Olsson è squalificato per una giornata: in mediana giocheranno ancora Edwards e Mokoena, mentre McCarthy dovrebbe ancora affiancare Santa Cruz in avanti.
Portsmouth (4-4-2): James; Johnson, Kaboul, Distin, Belhadj; Bouba Diop, Davis, Hughes, Kranjcar; Crouch, Kanu
Blackburn (4-4-2): Robinson; Ooijer, Samba, Nelsen, Warnock; Emerton, Andrews, Mokoena, Pedersen; Santa Cruz, McCarthy

Wigan-West Bromwich: Quella del JJB Stadium è una partita fondamentale per gli equilibri della zona bassa di classifica, con Wigan e West Bromwich che non possono permettersi di sbagliare. I Latics sono reduci dalla vittoria ottenuta contro l’Everton e ha bisogno del secondo successo consecutivo per allontanarsi dalla zona retrocessione, al termine di un mese dal quale ci si aspettava forse qualcosa in più dagli uomini di Bruce, che comunque hanno ritrovato grande combattività nello scorso Monday Night e che sperano nel giro di pochi giorni di rompere una specie di maledizione interna, cercando la seconda vittoria dopo che nelle prime sei uscire davanti ai propri tifosi era arrivato soltanto un successo. Se il Wigan non può sbagliare, ancora minori sono i margini di errore del West Bromwich, che è reduce dall’aver ottenuto soltanto un punto nelle ultime sette partite, una striscia negativa che ha fatto scivolare pesantemente i Baggies all’ultimo posto in classifica: una nuova sconfitta al JJB Stadium potrebbe vedere l’undici di Mowbray staccarsi dalla avversarie dirette e segnare forse il primo passo decisivo della stagione, perché a quel punto ci vorrebbe davvero una grande rimonta per rimettersi in sesto in un campionato dove tutte le squadre stanno portando avanti un buon ritmo. Il Wigan dovrà fare ancora a meno del bomber Zaki, sempre alle prese con un fastidio al polpaccio e difficilmente recuperabile per questo match, mentre è recuperato Boyce dalla squalifica, anche se adesso per lui non sarà facile ritrovare posto da titolare, perché Bruce sembra intenzionato a dar fiducia a Bramble e Scharner al centro della difesa, mentre lunedì scorso nel ruolo di terzino destro Ryan Taylor ha giocato molto bene. Possibile invece una maglia da titolare per Camara, che dovrebbe esser preferito a Kapo, mentre a centrocampo potrebbe esser riproposta la coppia di mediani puri formata da Cattermole e Brown. Il West Bromwich invece dovrebbe tornare al 4-4-2, con Bednar nuovamente titolare al fianco di Miller, mentre Mowbray potrebbe riproporre il centrocampo titolare della scorsa stagione, con il rientrante Morrison e Brunt sulle due corsie e Greening e Koren in mediana, con il deludente Borja Valero a perdere il posto.
Wigan (4-4-2): Kirkland; Taylor, Bramble, Scharner, Figueroa; Valencia, Cattermole, Brown, Palacios; Heskey, Camara
West Bromwich (4-4-2): Carson; Zuiverloon, Meite, Olsson, Robinson; Morrison, Koren, Greening, Brunt; Bednar, Miller

Sunderland-Bolton: Un altro match importante per le zone basse di classifica andrà in scena allo Stadium Of Light, dove il Sunderland proverà a far dimenticare ai propri tifosi la prestazione molto confusa vista domenica scorsa contro il West Ham per mandare alle spalle una serie negativa, che ha visto la squadra di Keane vincere solo una volta nelle ultime cinque partite e rimanere molto a ridosso della zona retrocessione, visto che i Black Cats occupano proprio il 17esimo posto, l’ultimo che garantisce la salvezza. Dall’altra parte invece c’è un Bolton in migliore condizione, visto che ha portato a casa 9 punti nelle ultime quattro partite e momentaneamente ha allontanato i problemi di un mese fa, quando Megson sembrava ormai destinato all’addio. In particolare, i Trotters stanno trovando un buon rendimento esterno e proveranno a confermarsi anche allo Stadium Of Light. Il Sunderland ritrova nell’elenco dei convocati Chimbonda e Healy, che per qualche tempo erano stati declassati nella squadra riserve (il primo per motivi comportamentali), mentre anche Diouf ha giocato in settimana con la squadra riserve ma era sempre stato convocato da Keane, anche se ormai il senegalese ha perso il posto da titolare per lasciare spazio alla coppia Jones-Cissè, coppia che deve trovare una migliore intesa dei movimenti per essere più utile per la squadra. Il portiere Gordon appare vicino al recupero ma dovrà saltare l’ottava partita consecutiva per lasciare spazio al suo vice Fulop, mentre anche McCartney non dovrebbe farcela per questo match. Sembra inoltre che Keane sia intenzionato ad apportare una modifica sorprendente al suo undici titolare, visto che Malbranque potrebbe lasciare il proprio posto ad Edwards. Il Bolton ha ritrovato nell’ultimo match un Elmander in buona vena, ma lo svedese dovrebbe partire ancora come esterno di centrocampo nel 4-5-1 di Megson, che dispone di quasi tutta la rosa disponibile, ad eccezione di Joey O’Brien, alle prese con un problema alla coscia.
Sunderland (4-4-2): Fulop; Bardsley, Nosworthy, Ferdinand, Collins; Edwards, Whitehead, Richardson, Reid; Jones, Cissè
Bolton (4-5-1): Jaaskelainen; Steinsson, Andy O’Brien, Cahill, Samuel; Elmander, Muamba, McCann, Nolan, Taylor; Davies


Se la giornata di Premier League è molto ricca di derby, non da meno nemmeno la 20a giornata di Championship, che parte con il botto, con la sfida tra la squadra più scatenata del momento contro quella dall’organico più ricco nella lega, il Wolverhampton primo in classifica e il Birmingham City più diretto inseguitore, le due squadre che tentano la fuga in classifica. C’è tutto per avere un big match di alto livello, senza dimenticare che questa sfida è anche un derby delle Midlands.

A proposito di derby, non si può dire che sia povero di temi quello del Galles che andrà in scena domenica nel primissimo pomeriggio, con lo Swansea City che ospita il Cardiff City, in una sfida che oltretutto è di alta classifica, dato che gli Swans sono sempre in scia della zona playoff e che i Bluebirds occupano il sesto posto in classifica.

Tanto per gradire, la giornata regala anche un derby londinese tra un Crystal Palace in ottima forma e il nuovo QPR di Paulo Sousa, mentre nel Monday Night il Reading ospiterà il Coventry per approfittare dello scontro diretto tra le prime per accorciare il margine in classifica.

Infine, questo weekend vedrà in scena anche il secondo turno di FA Cup, con tanto di sorteggio del terzo turno (il primo con le squadre di Premier League e Championship) effettuato il pomeriggio di domenica. Sono tante le squadre di Non League che puntano ad accedere a questo turno che può anche regalare abbinamenti da sogno e di certo il fascino della coppa renderà come sempre numerosi gli upset a sorpresa.


Questo è il quadro dei match del weekend:

15a giornata Premier League:

Sabato 29 Novembre:

ore 16.00
Aston Villa-Fulham
Middlesbrough-Newcastle
Stoke City-Hull City
Sunderland-Bolton
Wigan-West Bromwich

Domenica 30 Novembre:

ore 14.30
Manchester City-Manchester United

ore 16.00
Portsmouth-Blackburn
Tottenham-Everton

ore 17.00
Chelsea-Arsenal

Lunedì 1 Dicembre:

ore 21.00
Liverpool-West Ham


Classifica Premier League (posizione, squadra, punti, partite giocate, differenza reti):

1 Chelsea 33 (14; +28)
------------------------------------------------------------------------
2 Liverpool 33 (14; +13)
3 Manchester United 25 (13; +15)
------------------------------------------------------------------------
4 Aston Villa 24 (14; +6)
------------------------------------------------------------------------
5 Arsenal 23 (14; +7)
------------------------------------------------------------------------
6 Hull City 22 (14; -2)
7 Everton 19 (14; -3)
8 Portsmouth 19 (14; -5)
9 Fulham 18 (13; +1)
10 Middlesbrough 18 (14; -6)
11 Manchester City 17 (14; +7)
12 Bolton 17 (14; -2)
13 West Ham 17 (14; -5)
14 Stoke City 17 (14; -10)
15 Wigan 16 (14; -2)
16 Tottenham 15 (14; -3)
17 Sunderland 15 (14; -8)
------------------------------------------------------------------------
18 Newcastle 14 (14; -5)
19 Blackburn 13 (14; -11)
20 West Bromwich 11 (14; -15)


20a giornata Championship:

Sabato 29 Novembre:

ore 13.30
Wolverhampton-Birmingham City

ore 16.00
Burnley-Derby County
Charlton-Southampton
Crystal Palace-QPR
Ipswich-Sheffield United
Nottingham Forest-Barnsley
Plymouth-Blackpool
Sheffield Wednesday-Norwich
Watford-Doncaster

ore 18.20
Preston-Bristol City

Domenica 30 Novembre:

ore 12.15
Swansea City-Cardiff City

Lunedì 1 Dicembre:

ore 21.00
Reading-Coventry


Classifica Championship (posizione, squadra, punti, partite giocate, differenza reti):

1 Wolverhampton 46 (19; +19)
2 Birmingham City 40 (19; +11)
--------------------------------------------------------------------------
3 Reading 34 (19; +21)
4 Sheffield United 31 (19; +10)
5 Burnley 30 (19; +1)
6 Cardiff City 29 (19; +5)
--------------------------------------------------------------------------
7 Plymouth 29 (19; +2)
8 Swansea City 28 (19; +3)
9 Preston 28 (19; +1)
10 QPR 28 (19; -2)
11 Ipswich 27 (19; +8)
12 Crystal Palace 26 (19; +4)
13 Bristol City 26 (19; =)
14 Derby County 25 (19; =)
15 Sheffield Wednesday 25 (19; -10)
16 Coventry 24 (19; -2)
17 Barnsley 24 (19; -3)
18 Blackpool 21 (19; -9)
19 Norwich 20 (19; -6)
20 Southampton 20 (19; -10)
21 Watford 19 (19; -4)
--------------------------------------------------------------------------
22 Charlton 16 (19; -11)
23 Doncaster 14 (19; -15)
24 Nottingham Forest 13 (19; -13)


Recupero replay primo turno FA Cup:

Sabato 29 Novembre:

ore 14.00
Grays Athletic-Carlisle


Secondo turno FA Cup:

Venerdì 28 Novembre:

ore 20.45
Barrow-Brentford
Port Vale-Macclesfield

Sabato 29 Novembre:

ore 15.00
Fleetwood Town-Hartlepool

ore 16.00
Bradford-Leyton Orient
Chesterfield-Droylsden
Eastwood Town-Wycombe
Forest Green-Rochdale
Gillingham-Stockport
Kidderminster-Curzon Ashton
Leicester-Dag & Red
Millwall-Aldershot
Morecambe-Cheltenham
Peterborough-Tranmere
Scunthorpe-Alfreton Town
Southend-Luton Town
Torquay-Oxford United

ore 18.30
Bournemouth-Blyth Spartans

Domenica 30 Novembre:

ore 13.15
Histon-Leeds

ore 14.00
Notts County-Kettering

Mercoledì 3 Dicembre:

ore 20.45
Grays Athletic/Carlisle-Crewe Alexandra


In League Two si giocherà anche l'ultimo match della 18a giornata:

Sabato 29 Novembre:

ore 16.00
Accrington Stanley-Bury

2 commenti:

Ale ha detto...

Mi aspetto una grande partita tra Chelsea ed Arsenal. Una vittoria dei Gunners la trovo molto improbabile, ma potrebbe essere proprio la partita della "rinascita", sperem. PS: chi sarà il capitano questa volta? :D

Silvio Di Fede ha detto...

Ciao Ale,
il capitano è definitivamente Fabregas, eh? Qualunque siano i 10 giocatori affianco al catalano, da ora in poi sarà lui il capitano ;)

Un saluto,
Silvio

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