giovedì 13 novembre 2008

Gareth Barry guida l’Aston Villa all’assalto dell’Emirates Stadium

Preview del weekend: Redknapp prova a trascinare il Tottenham anche nel derby contro il Fulham



Archiviato un turno di Carling Cup molto ricco di temi (e anche di qualche polemica), incombe immediatamente la Premier League, che manda in scena la 13a giornata.

Arsenal-Aston Villa: Proprio come successo sabato scorso, il match clou della giornata di Premier League andrà in scena all’Emirates Stadium, in una sfida che l’Aston Villa spera presto di trasformare in un vero e proprio big match, visto che le ambizioni degli uomini di Martin O’Neill sono proprio quelle di aggiungersi al gruppo delle top four e di poter competere ad alti livelli, con come obiettivo momentaneo la qualificazione per la prossima Champions League: per arrivarci, però, ci sarà da scalzare obbligatoriamente una delle top four e la squadre che i Villans considerano più “attaccabile” in questo senso è proprio l’Arsenal e allora la sfida di sabato prende anche i crismi di un vero e proprio scontro diretto dal grandissimo interesse. L’Aston Villa però proviene da due risultati piuttosto deludenti, due sconfitte contro Newcastle e Middlesbrough che hanno allentato in maniera abbastanza sorprendente il passo della squadra di O’Neill, che così ha un’altra motivazione per non sbagliare all’Emirates Stadium, anche per non farsi staccare da un Arsenal che in settimana è riuscito in qualche modo ad allontanare le polemiche e i veleni che ormai circondavano l’ambiente, soprattutto grazie alla vittoria ottenuta contro il Manchester United, ma anche per la splendida prestazione vista in Carling Cup contro il Wigan, non tanto per la vittoria in sé ma per il fatto che ad ottenerla sia stata una squadra formata perlopiù da ragazzini (l’età media dell’undici titolare era di 19 anni), mostrando quando sia di primissimo livello il lavoro svolto dall’Academy dei Gunners. Contro l’Aston Villa torneranno però i titolari, o perlomeno quelli disponibili, perché Ebouè continua ad essere infortunato mentre Van Persie sconterà l’ultima giornata di squalifica. Wenger potrebbe riproporre lo stesso undici sceso in campo sabato scorso contro il Manchester United, anche perché il tentativo di accelerare il recupero di Adebayor non sembra destinato ad andare a buon fine, con il togolese che comunque ha ancora un 50% di possibilità di scendere in campo. Da assestare anche le condizioni di Almunia, colpito alla testa nel match di sabato scorso ma che ha il 70% di scendere in campo, nonostante già adesso Fabianski appaia decisamente migliore del “portiere” spagnolo. In difesa dovrebbe esserci ancora panchina per Kolo Tourè, che ormai sembra esser stato messo fuori dall’undici titolare per una linea difensiva tutta francese, con Sagna, Gallas, Silvestre e Clichy, una linea che potrebbe esser schierata anche da Domenech nella sua Francia, visto che tutti e quattro i difensori dei Gunners sono stati convocati per l’amichevole contro l’Uruguay. Dubbio importante in attacco anche per l’Aston Villa, perché John Carew non ha ancora risolto il proprio fastidio all’anca ma sembra ancora recuperabile per la trasferta londinese: in caso di esito negativo degli ultimi test, O’Neill dovrebbe rimpiazzarlo schierando nuovamente James Milner nel ruolo di seconda punta. Il tecnico nordirlandese è però fiducioso nel recupero di Luke Young e di Stiliyan Petrov, che hanno saltato le ultime partite rispettivamente per un fastidio alla coscia e agli adduttori ma che ormai sembrano pronti per riprendere il posto in campo: il terzino ex Tottenham e Middlesbrough dovrebbe permettere a Cuellar di ritrovare posto al centro della difesa, mentre Petrov dovrebbe prendere il posto dell’ex di giornata Steve Sidwell (uscito proprio dall’Academy dei Gunners), autore dell’erroraccio che ha permesso al Middlesbrough di realizzare il gol decisivo nel match di domenica scorsa.
Arsenal (4-4-1-1): Almunia; Sagna, Gallas, Silvestre, Clichy; Walcott, Fabregas, Denilson, Nasri; Diaby; Bendtner
Aston Villa (4-4-2): Friedel; Luke Young, Cuellar, Laursen, Shorey; Reo-Coker, Petrov, Barry, Ashley Young; Agbonlahor, Milner

Fulham-Tottenham: Il derby di Londra del Craven Cottage mette di fronte due squadre che vogliono scalare la classifica per ritornare in zone più tranquille e più adatte alle proprie qualità, per quantificare anche un buon momento di forma atletica. Sta meglio decisamente il Tottenham, che da quando ha cacciato Juande Ramos non s’è più fermato, visto che con Redknapp in panchina sono arrivate 5 vittorie in 6 partite ufficiali, con in mezzo il pareggio contro l’Arsenal a fare da eccezione, con gli Spurs che sono finalmente riusciti ad uscire dalla zona retrocessione ma che vogliono definitivamente allontanarsi da quelle zone che non devono essere di loro competenza. Il Fulham ha avuto qualche passaggio a vuoto in questo inizio di stagione ma adesso appare in grande crescita, soprattutto di gioco, e punta soprattutto su un ottimo rendimento interno: ben 13 dei 14 punti portati a casa dai Cottagers sono stati ottenuti proprio al Craven Cottage, il che rende il rendimento interno dell’undici di Hodgson tra i migliori dell’intera lega, visto che soltanto il Liverpool ha ottenuto più punti in casa (ben 16) in una classifica che vede i Cottagers addirittura alla pari con Arsenal e Manchester United e davanti al Chelsea. Non sarà facile allora per il Tottenham, anche perché la difesa del Fulham è tra le più solide della Premier League, visto che solo Chelsea e Liverpool hanno subito meno reti. Chi segue con attenzione la Premier League sa ormai a memoria l’undici titolare del Fulham, che quasi riporta alla memoria quanto succedeva qualche decennio fa, quando le formazioni delle varie squadre potevano davvero essere recitate a memoria: Hodgson modifica il proprio assetto soltanto in caso di infortuni e difficilmente verrà meno a questa abitudine per questo derby. Il Tottenham invece dovrebbe cambiare molto rispetto all’impegno di Carling Cup, match deciso dalle doppiette di Pavlyuchenko e Campbell, entrambi però destinati alla panchina perché Darren Bent tornerà a fare l’unica punta, supportato da Modric. Al rientro è anche Jenas, che ha risolto i problemi al piede, mentre Gomes dovrebbe prendere regolarmente il proprio posto dai pali nonostante la spaventosa botta subita da Degen nel corso del match di mercoledì scorso.
Fulham (4-4-2): Schwarzer; Pantsil, Hughes, Hangeland, Konchesky; Davies, Bullard, Murphy, Gera; Zamora, Johnson
Tottenham (4-5-1): Gomes; Corluka, Woodgate, King, Bale; Bentley, Jenas, Zokora, Huddlestone, Modric; Bent

Hull City-Manchester City: Nel posticipo domenicale del KC Stadium si affrontano due squadre reduci tra tre sconfitte consecutive, due serie che però hanno peso abbastanza diverso, perché l’Hull City aveva comunque iniziato alla grande la stagione e poi s’è dovuto anche inchinare a due grandi come Chelsea e Manchester United, mostrando comunque sempre un buon gioco e subendo il ko interno di sabato scorso a causa di una grande prestazione del portiere Jaaskelainen, mentre il Manchester City sta mancando il salto di qualità e sta perdendo partite decisamente più alla portata anche a causa di un atteggiamento non molto positivo. Ad esser finito sulla graticola è il manager Mark Hughes, che non solo non ha convinto molte volte nella lettura delle varie partite, ma che nei match difficili (come quello contro il Tottenham) ha proposto più un gioco simile al City di Eriksson che a quello di una squadra che vanta molte ambiziose, tanto che i risultati parlano chiaro, ma soprattutto parlano chiaro le prestazioni che nella maggior parte dei casi sono più che deludenti. Adesso il Manchester City si trova addirittura soltanto un punto sopra la zona retrocessione e deve assolutamente tornare a far punti, in un match in cui mancheranno gli squalificati Gelson e Dunne, quest’ultimo non certo un’assenza terrificante: al suo posto giocherà Ben Haim, mentre in mediana dovrebbe rientrare Kompany, che ha saltato il match di domenica scorsa per infortunio. Nel 4-1-4-1 di Hughes dovrebbe esserci ancora spazio per Vassell, con Wright-Phillips in una posizione più interna. Vuole tornare a punti anche l’Hull City, che punterà molto sull’ex di giornata, ovvero il brasiliano Geovanni, che con i Tigers sembra trovare una seconda giovinezza, in un modulo che gli regala un ruolo chiave per gli equilibri della squadra. Phil Brown spera di recuperare Andy Dawson, infortunatosi al tendine d’Achille nel corso dell’ultimo match, mentre non dovrebbero esserci problemi per l’acciaccato Boateng. Per il resto, l’Hull City dovrebbe essere totalmente confermato, con Bernard Mendy che dovrebbe ancora accontentarsi della panchina.
Hull City (4-3-1-2): Myhill; McShane, Turner, Zayatte, Dawson; Marney, Ashbee, Boateng; Geovanni; Cousin, King
Manchester City (4-1-4-1): Hart; Zabaleta, Richards, Ben Haim, Garrido; Kompany; Vassell, Wright-Phillips, Ireland, Robinho; Benjani

West Bromwich-Chelsea: Il recente score di un solo punto ottenuto nelle ultime cinque partite di campionato ha fatto crollare il West Bromwich all’ultimo posto della Premier League, un calo davvero netto che arriva per giunta in un momento in cui il calendario non offre certo molte vie di uscita, perché dopo la trasferta contro il Liverpool i Baggies si ritrovano ad affrontare l’altra squadra che comanda la classifica, ovvero il Chelsea, squadra che per giunta in questo campionato sta facendo molto meglio in trasferta piuttosto che nei match casalinghi, tanto che i Blues sono ancora a punteggio pieno per quanto riguarda il cammino in trasferta, con soltanto un gol subito. Il Chelsea però proviene da una settimana molto difficile e molto polemica, dovuta anche alla sorprendente eliminazione subita in Carling Cup dal Burnley, un’eliminazione che dovrebbe costare molto anche sul piano disciplinare perché il brutto gesto di Drogba (l’aver rilanciato una monetina in mezzo ai tifosi avversari) ha fatto finire l’ivoriano sotto indagine non solo della giustizia sportiva, ma anche delle autorità pubbliche: è probabile che questa indagine partirà nel corso della prossima settimana e che consenta a Drogba di scendere in campo nel match di sabato, ma comunque l’ivoriano rischia un minimo di tre giornate di squalifica, che finirebbero per spezzettare nuovamente un inizio di stagione già troppo inframmezzato per via di due infortuni. Il Chelsea ha bisogno di vincere ma deve fare i conti con gli infortuni dei vari Belletti, Di Santo, Ricardo Carvalho, Essien, Joe Cole e probabilmente pure di Alex, una serie di problemi che ha ridotto all’osso una rosa pure molto ampia, tanto che Scolari ha dovuto convocare due giovani come Miroslav Stoch e Michael Woods. Il tecnico brasiliano sembra invogliato a puntare su un modulo a due punte, modulo possibile solo in caso di utilizzo di Michael Ballack, che potrebbe permette al Chelsea di rinunciare totalmente agli esterni e giocare con uno strano 4-1-3-2. Dubbi sul modulo anche per il West Bromwich, con Mowbray che ha utilizzato il 4-4-2 ad Anfield ma potrebbe anche optare per il 4-4-1-1, con Kim Do-Heon alle spalle di Ishmael Miller e l’innesto di Filipe Teixeira sulla fascia, mentre ad aumentare le alternative a centrocampo ci pensa anche il rientro di Morrison, che ha risolto un fastidio alla schiena. Il WBA potrebbe finalmente ritrovare in difesa l’ivoriano Meite, che dovrebbe riprendere posto dopo che la coppia centrale Donk-Olsson è stata piuttosto altalenante nelle prestazioni, giocando abbastanza male nelle ultime uscite.
West Bromwich (4-4-2): Carson; Zuiverloon, Donk, Meite, Robinson; Morrison, Borja Valero, Koren, Greening; Bednar, Miller
Chelsea (4-1-3-2): Cech; Bosingwa, Ivanovic, Terry, Ashley Cole; Obi Mikel; Deco, Ballack, Lampard; Drogba, Anelka

Bolton-Liverpool: Proprio quando sulla testa di Gary Megson sembrava ormai pendere il cappio dell’esonero, il Bolton ha trovato la forza di rialzarsi, ottenendo due ottime vittorie consecutive contro Manchester City e Hull City, due vittorie comunque molto diverse, perché la prima ottenuta grazie ad un gioco tambureggiante (seppur non ricco di qualità) nel secondo tempo, mentre quella in casa dell’Hull City è arrivata soprattutto per le grandi parate di Jaaskelainen. Il Liverpool arriva a Reebok Stadium con la volontà di tenere il passo del Chelsea e restare agganciato ai Blues, ma proviene dal ko in Carling Cup contro il Tottenham, una sconfitta per certi versi anche pesante ma che presumibilmente non avrà effetti immediati, visto che i Reds hanno schierato in campo un undici molto rimaneggiato per lasciare a riposo i titolari, una sconfitta che però potrebbe avere un suo peso a lungo andare nella stagione, perché White Hart Lane ha dimostrato come alcune riserve a disposizione di Benitez non siano certo all’altezza di una grande squadra. Il match londinese è servito anche come una sgambata per Fernando Torres, che sta provando a rientrare dal suo problema agli adduttori ma che in campo è apparso un po’ in ritardo di condizione: Benitez, però, che questi giorni siano serviti per mettere a punto lo spunto dell’attaccante spagnolo, che è in lizza per la maglia da titolare nel 4-4-2 che i Reds dovrebbero schierare in campo. Torneranno quindi tutti i titolari, con il dubbio di Xabi Alonso, in panchina sia contro il West Bromwich (sabato scorso) che contro il Tottenham e che spera di guadagnare la maglia da titolare, ma dovrà vedersela con Gerrard e con Mascherano. Un problema è sicuramente la squalifica di Alvaro Arbeloa, che ha già accumulato 5 ammonizioni e salterà la trasferta di Bolton, un problema perché Degen è apparso davvero inadeguato nel match di mercoledì sera, tanto che Benitez dovrebbe spostare sulla destra Carragher e inserire al centro della difesa Sami Hyypia. Rispetto all’ultima giornata di campionato, il Bolton ritrova il capitano Nolan, un rientro che dovrebbe convincere Megson a riproporre il 4-5-1, dopo che al KC Stadium i Trotters avevano giocato con il 4-4-2: ad uscire dall’undici titolare dovrebbe essere Elmander, con Davies a rimanere unica punta per infoltire il centrocampo, dove sicuramente il Bolton giocherà con grande aggressività sul piano fisico, per impedire al Liverpool di mettere in mostra una differenza di classe abbastanza evidente.
Bolton (4-5-1): Jaaskelainen; Steinsson, Cahill, Andrew O’Brien, Samuel; Riga, McCann, Muamba, Nolan, Taylor; Davies
Liverpool (4-4-2): Reina; Carragher, Hyypia, Agger, Fabio Aurelio; Kuyt, Gerrard, Mascherano, Riera; Fernando Torres, Keane

Manchester United-Stoke City: Il calendario di questo primo scorcio di stagione ha costretto il Manchester United ad affrontare in trasferta tutti gli scontri diretti con le altre tre top four, tre match che hanno portato ai Red Devils soltanto un pareggio e due sconfitte, l’ultima delle quali subita proprio sabato scorso in casa dell’Arsenal: in attesa che coincidenze migliori in calendario, per gli uomini di Ferguson è fondamentale non sbagliare nulla nei match interni, per non perdere troppo terreno rispetto alle avversarie dirette per poi eventualmente preparare un comeback, che però non sarà semplice visto che la stagione del Manchester United sarà influenza anche da quel Mondiale per Club che si giocherà il prossimo mese in Giappone, un Mondiale che costringerà i Red Devils ad una trasferta faticosa per affrontare un avversario presumibilmente improbabile prima di giocarsi la finale (e la vittoria del trofeo) contro la LDU Quito, ovvero la squadra vincente della Copa Libertadores che però sembra aver un po’ perso la brillantezza di qualche mese fa. Lo Stoke City è invece in buona forma, avendo ottenuto 10 punti nelle ultime 5 partite e vantando un cammino piuttosto buono contro le altre top four affrontate, avendo perso in casa contro il Chelsea ma essendo uscito imbattuto da Anfield (l’unica squadra ad esserci riuscita in questo inizio di Premier League) e avendo sconfitto l’Arsenal al Britannia Stadium. In trasferta, però, i Potters hanno ottenuto soltanto due punti in campionato, arrivati per due 0-0 (proprio contro il Liverpool e contro il Wigan), risultato piuttosto difficile da imporre ad Old Trafford. Entrambe le squadre hanno superato il turno in Carling Cup in settimana dopo aver fatto riposare tanti titolari, con il Manchester United che probabilmente proverà ad affrontare un avversario molto fisico inserendo il nerbo di Darren Fletcher a centrocampo, con lo scozzese che dovrebbe prendere il posto di uno tra Anderson e Carrick, mentre è già finita la stagione di Hargreaves, che dovrà operarsi al ginocchio. Dopo aver segnato il gol decisivo in settimana contro il QPR, Tevez è destinato ad un’altra panchina in Premier League per lasciare spazio a Berbatov e Rooney, mentre con Brown infortunato è interessante capire chi andrà a prendere il posto di terzino destro, anche se secondo logica questo ruolo dovrebbe esser svolto dal brasiliano Rafael Da Silva che tanto bene sta facendo in questo inizio di stagione, al posto di un Gary Neville che invece sta abbastanza faticando. Lo Stoke City proverà a riproporre la stessa formazione che sabato scorso è uscita imbattuta dal JJB Stadium, ma per farlo dovrà recuperare Mamady Sidibe, che accusa un fastidio alla caviglia e che è ancora in dubbio: in caso di forfait il suo posto sarà preso da Kitson, attaccante acquistato dal Reading ma che fin qui è stato piuttosto deludente con i Potters, che punteranno in difesa su Shawcross e Higginbotham, due giocatori usciti dall’Academy del Manchester United.
Manchester United (4-4-2): Van der Sar; Rafael Da Silva, Ferdinand, Vidic, Evra; Cristiano Ronaldo, Fletcher, Carrick, Park Ji-Sung; Berbatov, Rooney
Stoke City (4-4-2): Sorensen; Griffin, Shawcross, Abdoulaye Faye, Higginbotham; Olofinjana, Diao, Amdy Faye, Delap; Sidibe, Fuller

Newcastle-Wigan: Una classifica cortissima nelle zone basse rende fondamentale il match del St James’ Park, tra due squadre che vogliono allontanarsi dalle sabbie mobili delle ultimissime posizioni ma che al momento sono staccate soltanto per la differenza reti e che occupano il terzultimo e il quartultimo posto della graduatoria. Il Newcastle è scivolato nuovamente in zona retrocessione dopo la sconfitta in casa del Fulham ma di certo la situazione è meno nera rispetto ad un mesetto fa: al Craven Cottage i Magpies hanno subito sul piano del gioco, ma non sono certo crollati e di fatto sono i terribili errori difensivi di Cacapa ad esser diventati decisivi per il ko, che ha interrotto una serie di due vittorie consecutive. Il Wigan invece sembra aver perso un po’ di brillantezza di gioco nelle ultime settimane e soprattutto è reduce da una sconfitta piuttosto scioccante in Carling Cup, perché la formazione migliore possibile dei Latics è stata dominata dai ragazzini dell’Arsenal: Steve Bruce con grande sportività ha fatto i più grandi complimenti possibili agli avversari, ma di certo si sarebbe aspettato di più dai suoi giocatori e avrà avuto modo di strigliarli negli ultimi giorni. Il Newcastle continua ad avere una lunga lista di infortunati, a cui va aggiunto anche il nome dell’oggetto misterioso Ignacio Gonzalez, che dovrà operarsi al tendine d’Achille e starà fuori per 4 mesi. Continuano a non essere perfette le condizioni di Barton, Jonas e Owen, ma i primi due dovrebbero essere confermati come titolari, mentre è ancora indisponibile Steven Taylor, notizia terribile perché a sostituirlo sarà la sciagura Cacapa, che si troverà di fronte il suo “predecessore” di sciagure con la maglia dei Magpies, ovvero l’ineffabile Titus Bramble, in una sorta di derby da “brividi”. Oltre al “problema” di giocare con Bramble in difesa, il Wigan deve fare i conti con i problemi fisici di Heskey, che ha il 50% di possibilità di scendere in campo: qualora non dovesse farcela, per sostituirlo di scatenerebbe un ballottaggio tra Henri Camara e De Ridder, con la presenza di quest’ultimo che riproporrebbe quel 4-1-4-1 visto contro l’Arsenal. Bruce potrebbe pensare anche a qualche altra novità, riproponendo i vari Scharner, Brown e Kilbane.
Newcastle (4-4-2): Given; Beye, Coloccini, Cacapa, Josè Enrique; Jonas, Barton, Butt, Duff; Ameobi, Martins
Wigan (4-4-2): Kirkland; Melchiot, Scharner, Bramble, Figueroa; Valencia, Cattermole, Palacios, Koumas; Zaki, Camara

Blackburn-Sunderland: Ad Ewood Park va in scena la rivincita del match di quarto turno di Carling Cup andato in scena mercoledì sera a campi invertiti, un match che ha visto il successo del Blackburn e l’approdo dei Rovers ai quarti di finale anche con un po’ di fortuna, considerando che a comandare il gioco era stato il Sunderland. A parte l’intermezzo (comunque molto importante per i due club) della coppa, si troveranno di fronte due squadre in grossa difficoltà, con soprattutto il Sunderland che sembrava aver trovato il giusto passo per intraprendere un campionato tranquillo ma che invece nelle ultime settimane è sorprendentemente crollato, con le tre sconfitte consecutive che hanno fatto piombare i Black Cats al penultimo posto in classifica, facendo nascere anche una serie di preoccupazioni attorno all’ambiente e attorno al manager Roy Keane, che troverà l’ex compagno di squadra (al Manchester United) Paul Ince in una situazione non di molto migliore, perché il Blackburn non vince da 6 partite e mostra notevoli pecche di gioco, soprattutto perché il centrocampo ha poca vitalità e il fantasista Villanueva ha ancora un gioco troppo leggerino per il calcio inglese e non sta riuscendo a sfruttare le proprie potenzialità. Per il secondo match consecutivo i Rovers dovranno fare a meno di quello che è parso l’attaccante più in forma in questo momento, ovvero Benni McCarthy, che ha scontato la giornata di squalifica ma che non prenderà parte al match a causa di un lutto familiare, così il rientrante Santa Cruz (che ha segnato nel match di mercoledì) dovrebbe guadagnarsi la maglia da titolare come unica punta nel 4-4-1-1. Problemi anche a centrocampo, dove Grella starà fuori per un mese, mentre Andrews è ancora in dubbio per un fastidio al ginocchio, mentre in difesa dovrebbe essere tutto ok per Ooijer, che non ha svolto i primi allenamenti settimanali per un fastidio al ginocchio. Il dubbio principale per il Sunderland riguarda ancora Kenwyne Jones, che ha giocato da titolare nel match di Carling Cup ma che rischia una ricaduta ed è nuovamente in dubbio, così come dovranno essere assestate le condizioni di Craig Gordon e George McCartney, due giocatori che hanno saltato gli ultimi impegni ma che sperano di rientrare in tempo, anche se per entrambi sarà difficile farcela in tempo per scendere in campo ad Ewood Park.
Blackburn (4-4-1-1): Robinson; Ooijer, Samba, Nelsen, Simpson; Emerton, Mokoena, Warnock, Pedersen; Villanueva; Santa Cruz
Sunderland (4-5-1): Fulop; Bardsley, Nosworthy, Ferdinand, Collins; Malbranque, Whitehead, Richardson, Reid, Diouf; Cissè

Everton-Middlesbrough: Al Goodison Park si affrontano due squadre che senza entusiasmare particolarmente e senza fare fuochi d’artificio stanno attraversando un buon momento di forma, tanto che sono riusciti a risalire rispettivamente al settimo e all’ottavo posto in classifica. Il Middlesbrough in particolare sembrava aver toccato il fondo nello 0-5 interno subito dal Chelsea, ma poi ha avuto la forza di rialzarsi e ha ottenuto 8 punti nelle successive 4 partite, compresa la difficile vittoria sul campo dell’Aston Villa, arrivata nonostante Afonso Alves abbia deciso di mangiarsi di tutto a pochi centimetri dalla porta: questa riscossa porta il segno deciso di Tuncay Sanli, che con la sua presenza riesce a cambiare totalmente le prestazioni della sua squadra, rivelandosi davvero uomo chiave per le ambizioni del Boro. Dall’altra parte, l’Everton non ha ancora risolto del tutto i propri problemi di gioco ma ha vinto tre partite consecutive, grazie soprattutto ad un Saha che sembra essersi svegliato: nonostante tutto, però, il rendimento interno dei Toffees rimane il peggiore della Premier League alla pari di Wigan e Blackburn, con soli 5 punti ottenuti in 6 partite, numeri che Moyes vuole ribaltare a cominciare dal match contro il Middlesbrough, dove dovrà operare qualche importante scelta di formazione dovuta ai rientri di Yakubu e Pienaar. Nelle ultime partite la tendenza del manager dei Toffees è stata quella di proporre il 4-4-2 anche con Cahill in campo e allora Yakubu dovrebbe affiancare Saha in attacco, mentre resta da vedere e da capire se Pienaar troverà una maglia da titolare. Un’altra novità vista negli ultimi tempi è il cambio di corsia di Arteta, che ormai gioca stabilmente sulla fascia sinistra, per rendere ancora più efficaci i suoi tagli centrali. Il Middlesbrough dovrebbe confermare la formazione che s’è imposta a Villa Park, con Wheater che partirà nuovamente dalla panchina perché Hoyte ha convinto sulla fascia destra, mentre in attacco Mido è ancora infortunato e quindi Afonso Alves dovrebbe ancora giocare al fianco di Tuncay. Nelle ultime partite Digard è riuscito a ritagliarsi un ruolo importante in mediana, tanto che dovrebbe essere ancora preferito a Julio Arca.
Everton (4-4-2): Howard; Neville, Yobo, Jagielka, Lescott; Pienaar, Fellaini, Osman, Arteta; Saha, Yakubu
Middlesbrough (4-4-2): Turnbull; Hoyte, Riggott, Pogatetz, Taylor; Aliadiere, O’Neil, Digard, Downing; Afonso Alves, Tuncay

West Ham-Portsmouth: Ad Upton Park c’è una sfida nella sfida tra due tecnici nuovi per la Premier League e decisamente giovani, che hanno il proprio nome legato indissolubilmente ad una grande carriera da calciatore, ovvero Gianfranco Zola e Tony Adams. Entrambe le squadre hanno dovuto attraversare dei momenti molto particolari in questo inizio di stagione, momenti che il Portsmouth sembra poter superare visto che il lavoro di Adams comincia a dare i suoi primi frutti, anche se è innegabile che l’addio di Redknapp sia stato uno shock piuttosto lampante nelle ultime settimane in casa Pompeys. Il West Ham invece attraversa un momento finanziario piuttosto scuro per la brutta gestione dei proprietari islandesi, resa ancora più pesante dal periodo di crisi economica mondiale, mentre le cose sul piano sportivo non stanno andando in maniera molto differente: se l’arrivo di Zola aveva portato un certo entusiasmo, questo fuoco è sembrato spegnarsi immediatamente, visto che gli Hammers sembrano essersi totalmente fermati e hanno ottenuto soltanto un punto nelle ultime sei partite. Gli Irons hanno immediato bisogno di rialzarsi la testa, anche perché adesso le zone basse di classifica sono vicinissime e potranno farlo contando su due rientri importanti, quello di Carlton Cole dalle tre giornate di squalifica e quello di Valon Behrami dall’infortunio, due rientri che potrebbero consentire a Zola di puntare nuovamente di poter scegliere tra il 4-4-2 visto nelle ultime giornate (con magari Behrami e Boa Morte esterni) e tra il 4-3-3 che bene aveva fatto nelle sue primissime partite da manager, riproponendo un tridente che dovrebbe essere completato da Etherington, o da Sears o Di Michele in alternativa. Rimane assente Diego Tristan, che ha subito un colpo mentre giocava con la squadra riserve, mentre Kieron Dyer è tornato ad allenarsi a circa 14 mesi di distanza dal suo terribile infortunio ma ancora non è nella lista dei disponibili. La vittoria ottenuta sabato scorso sul campo del Sunderland ha permesso al Portsmouth di staccarsi dal treno di squadre ammucchiate nel giro di pochi punti dal 10° posto del Fulham in giù e quindi di poter affrontare i prossimi impegni con maggior tranquillità, provando a stabilirsi nella parte medio-alta di classifica: per farlo Adams si affiderà alla fantasia di Niko Kranjcar, che potrebbe essere schierato anche sulla fascia destra, che è la corsia opposta a quella in cui siamo abituati a vederlo, con l’innesto di Armand Traorè sulla sinistra: in alternativa, potrebbe giocare Thomas sulla destra e il fantasista croato sulla corsia mancina. Il più grande problema per Adams riguarda l’infortunio al piede di Sol Campbell, che costringerà i Pompeys ad affidarsi a Kaboul, non certo sicurissimo nelle sue prime presenze con la nuova maglia.
West Ham (4-3-3): Green; Faubert, Collins, Upson, Ilunga; Behrami, Parker, Mullins; Bellamy, Cole, Etherington
Portsmouth (4-4-2): James; Johnson, Kaboul, Distin, Belhadj; Kranjcar, Diarra, Davis, Armand Traorè; Crouch, Defoe


Va in scena anche la 17a giornata di Championship, in cui spicca su tutti uno scontro di alta classifica tra Sheffield United e Reading, le due squadre che occupano le parte alta della zona playoff (ovvero terza e quarta posizione in classifica) e che vogliono puntare anche alle prime due posizioni: di certo sarà una sfida molto importante per gli equilibri di classifica, anche perché le due squadre sono staccate soltanto di due punti, con le Blades che puntano al sorpasso, mentre i Royals vogliono continuare a fare pressione al Birmingham City.

Il Birmingham City, infatti, ha lasciato troppi punti per strada nelle ultimissime giornate ed è sopra ai Royals soltanto di un punto e adesso ha bisogno di rilanciarsi in una partita che può avere anche aspetti “drammatici” (sportivamente parlando) contro il Charlton, visto che gli Addicks stanno soffrendo moltissimo e sono di poco sopra la zona retrocessione e che Pardew rischia sempre più l’esonero.

In vetta sta provando a scappare il Wolverhampton, che prova a continuare la propria corsa in casa del Southampton, il Burnley (reduce dall’aver estromesso il Chelsea dalla Carling Cup) vuole difendere il proprio quinto posto dall’assalto del QPR, mentre il Cardiff City ospita un Crystal Palace che spera di rilanciarsi per l’ennesima volta in stagione.

Chi è in grande crescita è l’Ipswich che adesso chiede strada al Doncaster fanalino di coda, mentre il Watford (ancora senza manager a tempo pieno) è impegnato in uno scontro di bassa classifica contro il Barnsley, match che vede in campo due squadre capaci di arrivare alla semifinale di FA Cup nelle ultime due stagioni, e il Plymouth cerca riscatto in casa del Coventry.

16a giornata invece in League One, dove il turno infrasettimanale ha strappato allo Scunthorpe il primo posto in classifica e adesso gli Irons hanno tutta l’intenzione di riprenderselo, ma per farlo dovranno fare l’impresa al Memorial Stadium, tana di un Bristol Rovers che (al pari degli avversari diretti) attraversa un gran bel momento di forma e che vuole continuare la risalita in classifica fino ad arrivare nelle vicinanze della zona playoff, dopo che appena un mese e mezzo fa sembrava invischiarsi sorprendentemente nelle zone basse di classifica.

Davanti a tutti adesso c’è il Leicester, che vuole continuare la propria corsa in casa di uno Swindon mai del tutto convincente in questo scorcio di stagione, mentre il Millwall vuole continuare a stupire e tornare in zona promozione, ma per farlo dovrà battere uno Stockport che in campionato non ha ancora perso un match esterno.

Non sembra impossibile la partita del Leeds contro l’Huddersfield, mentre le due neopromosse rampanti di questo inizio di campionato sono impegnate entrambe in trasferta, con il Peterborough che potrebbe anche pensare al colpaccio in casa dello Yeovil, mentre i Milton Keynes Dons dovrebbero far molta fatica contro l’Hartlepool.

Se Championship e League One mettono in scena match importante per gli equilibri di classifica, non è certo da meno la League Two, che mette in campo un vero e proprio big match, quello tra Wycombe e Bradford, due squadre che occupano la zona promozione e che sono tra le candidate principali alla promozione: i Chairboys stanno avendo un passo molto continuo e sono al secondo posto solo perché hanno ancora una partita da recuperare, mentre i Bantams hanno avuto un evidente passaggio a vuoto nel mese scorso ma hanno avuto la forza di risalire e ora occupano il terzo posto.

La classifica in League Two è davvero cortissima e vede le squadre separate da soli quattro punti e quindi la situazione potrebbe cambiare facilmente anche nel giro di una sola giornata: al momento a comandare è il Darlington, che ospita un avversario in buona forma come il Lincoln City, mentre grande attenzione c’è anche per il match tra le neopromosse Aldershot e Exeter City, entrambe squadre che hanno assorbito benissimo il salto ad una categoria superiore, tanto che i Grecians occupano addirittura il quarto posto.

E’ in grande forma il Rochdale, che dopo un inizio al rallentatore ha decisamente ingranato marcia e cerca la quinta vittoria consecutiva in campionato contro un Macclesfield che invece è reduce da tre sconfitte consecutive, il Bury vuole tornare a fare voce grossa in alta classifica e sfida un Grimsby in crisi nera, mentre il Dag & Red cerca risultato pieno in casa di un Luton Town sempre più disperato per una situazione di classifica davvero difficilmente rimediabile, nonostante gli sforzi degli Hatters di non dare già adesso la stagione per persa e di provare la miracolosa rimonta.


13a giornata Premier League:

Sabato 15 Novembre:

ore 13.45
Bolton-Liverpool

ore 16.00
Arsenal-Aston Villa
Blackburn-Sunderland
Fulham-Tottenham
Manchester United-Stoke City
Newcastle-Wigan
West Ham-Portsmouth

ore 18.30
West Bromwich-Chelsea

Domenica 16 Novembre:

ore 14.30
Everton-Middlesbrough

ore 17.00
Hull City-Manchester City


Classifica Premier League (posizione, squadra, punti, partite giocate, differenza reti):

1 Chelsea 29 (12; +25)
---------------------------------------------------------
2 Liverpool 29 (12; +11)
3 Arsenal 23 (12; +12)
---------------------------------------------------------
4 Manchester United 21 (11; +10)
---------------------------------------------------------
5 Aston Villa 20 (12; +4)
---------------------------------------------------------
6 Hull City 20 (12; -2)
7 Everton 18 (12; -2)
8 Middlesbrough 17 (12; -4)
9 Portsmouth 17 (12; -5)
10 Fulham 14 (11; =)
11 Bolton 14 (12; -2)
12 Stoke City 14 (12; -6)
13 Manchester City 13 (12; +4)
14 West Ham 13 (12; -6)
15 Blackburn 13 (12; -9)
16 Tottenham 12 (12; -3)
17 Wigan 12 (12; -3)
---------------------------------------------------------
18 Newcastle 12 (12; -5)
19 Sunderland 12 (12; -8)
20 West Bromwich 11 (12; -11)


17a giornata Championship:

Sabato 15 Novembre:

ore 16.00
Barnsley-Watford
Birmingham City-Charlton
Bristol City-Nottingham Forest
Cardiff City-Crystal Palace
Coventry-Plymouth
Derby County-Sheffield Wednesday
Norwich-Swansea City
QPR-Burnley
Sheffield United-Reading
Southampton-Wolverhampton

ore 18.20
Doncaster-Ipswich

Domenica 16 Novembre:

ore 14.00
Blackpool-Preston


Classifica Championship (posizione, squadra, punti, partite giocate, differenza reti):

1 Wolverhampton 37 (16; +14)
2 Birmingham City 31 (16; +8)
--------------------------------------------------------------------
3 Reading 30 (16; +20)
4 Sheffield United 28 (16; +11)
5 Burnley 26 (16; +1)
6 Cardiff City 25 (16; +5)
--------------------------------------------------------------------
7 QPR 25 (16; +1)
8 Ipswich 24 (16; +8)
9 Swansea City 24 (16; +3)
10 Bristol City 24 (16; +2)
11 Plymouth 22 (16; =)
12 Sheffield Wednesday 22 (16; -8)
13 Derby County 21 (16; -1)
14 Preston 21 (16; -2)
15 Blackpool 21 (16; -3)
16 Crystal Palace 20 (16; +2)
17 Coventry 20 (16; -2)
18 Barnsley 18 (16; -4)
19 Norwich 17 (16; -5)
20 Charlton 16 (16; -6)
21 Southampton 16 (16; -10)
--------------------------------------------------------------------
22 Watford 15 (16; -6)
23 Nottingham Forest 11 (16; -12)
24 Doncaster 9 (16; -16)


16a giornata League One:

Venerdì 14 Novembre:

ore 20.45
Bristol Rovers-Scunthorpe

Sabato 15 Novembre:

ore 13.15
Leeds-Huddersfield

ore 16.00
Carlisle-Brighton
Colchester-Walsall
Crewe Alexandra-Leyton Orient
Hartlepool-Milton Keynes Dons
Hereford-Cheltenham
Millwall-Stockport
Northampton-Oldham
Swindon-Leicester
Tranmere-Southend
Yeovil-Peterborough


Classifica League One (posizione, squadra, punti, partite giocate, differenza reti):

1 Leicester 31 (15; +13)
2 Scunthorpe 30 (15; +11)
-----------------------------------------------------------------
3 Leeds 29 (15; +9)
4 Millwall 29 (15; +4)
5 Milton Keynes Dons 28 (15; +12)
6 Peterborough 26 (15; +11)
-----------------------------------------------------------------
7 Oldham 25 (15; +9)
8 Stockport 25 (15; +7)
9 Southend 25 (15; +1)
10 Hartlepool 23 (15; +4)
11 Tranmere 23 (15; +2)
12 Walsall 21 (14; +2)
13 Bristol Rovers 20 (15; +5)
14 Brighton 19 (15; =)
15 Northampton 17 (14; =)
16 Huddersfield 17 (15; -6)
17 Swindon 16 (14; -4)
18 Colchester 15 (14; -2)
19 Yeovil 15 (15; -9)
20 Carlisle 14 (15; -10)
-----------------------------------------------------------------
21 Leyton Orient 13 (15; -11)
22 Cheltenham 11 (15; -18)
23 Crewe Alexandra 9 (15; -15)
24 Hereford 9 (15; -15)


16a giornata League Two:

Venerdì 14 Novembre:

ore 20.30
Chesterfield-Shrewsbury

Sabato 15 Novembre:

ore 16.00
Accrington Stanley-Bournemouth
Aldershot-Exeter City
Barnet-Notts County
Bury-Grimsby
Chester City-Morecambe
Darlington-Lincoln City
Gillingham-Rotherham
Luton Town-Dag & Red
Port Vale-Brentford
Rochdale-Macclesfield
Wycombe-Bradford


Classifica League Two (posizione, squadra, punti, partite giocate, differenza reti):

1 Darlington 28 (15; +13)
2 Wycombe 28 (14; +9)
3 Bradford 27 (15; +8)
-----------------------------------------------------------------
4 Exeter City 27 (15; +4)
5 Shrewsbury 26 (15; +18)
6 Rochdale 26 (15; +9)
7 Bury 25 (15; +6)
-----------------------------------------------------------------
8 Dag & Red 24 (15; +12)
9 Brentford 24 (15; +5)
10 Gillingham 24 (15; =)
11 Lincoln City 22 (15; +3)
12 Chesterfield 21 (15; +5)
13 Port Vale 19 (15; -5)
14 Aldershot 18 (15; -9)
15 Notts County 15 (15; -3)
16 Accrington Stanley 15 (15; -5)
17 Morecambe 13 (15; -9)
18 Barnet 13 (15; -12)
19 Chester City 13 (15; -13)
20 Macclesfield 13 (14; -14)
21 Rotherham 9 (15; +8)
22 Grimsby 9 (15; -21)
-----------------------------------------------------------------
23 Bournemouth -3 (14; -5)
24 Luton Town -14 (14; -4)

2 commenti:

Ale ha detto...

disastro arsenal..
è veramente ora di cambiare qualcosa...
intanto il manchester si riprende (non ne aveva neanche tanto bisogno..) e ronaldo diventa sempre più in forma..

Silvio Di Fede ha detto...

Ciao Ale,
l'impressione di un Aston Villa anche superiore all'Arsenal ce l'avevo da un po'... Ieri i Villans si sono confermati, mentre l'Arsenal non può mai avere continuità con questi uomini in campo...
Lo United era più che prevedibile e secondo me ha tutte le possibilità di lottare fino all'ultimo per il titolo, almeno che non abbia scompensi fisici per la trasferta per il Mondiale per club....

un saluto,
Silvio

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