Preview del weekend del calcio inglese: il Tyne-Wear derby sarà importantissimo per la zona bassa di classifica, mentre il West Ham prova a fare lo sgambetto all’Arsenal
Il prossimo weekend si giocherà un po’ in due fronti, visto che l’attenzione generale è riversata sia alla 24a giornata di Premier League sia al calciomercato che si avvicina alla deadline che rappresenta la chiusura delle trattative invernali e che scatterà nella mezzanotte tra lunedì e martedì, una finestra che però non piace a nessuno e che la Premier League sembra intenzionata ad abolire nel proprio regolamento interno: sarebbe una decisione sacrosanta, perché obiettivamente non è bello vedere squadre rivoluzionate tra inizio e fine di stagione oppure club piccoli che iniziano bene la stagione ma che poi devono perdere i propri pezzi migliori (vedi il Wigan) a discapito delle squadre dal portafogli maggiore. Sarebbe anche una decisione che rischia di essere clamorosa perché porterebbe nuovamente la Federazione inglese a serio contrasto con Fifa e Uefa, dopo che i primi contrasti erano arrivati per la fissazione anti-inglese di Platini: il dirigente peggiore della storia del calcio ha sempre accusato la Premier League di seguire solamente il business (cosa che comunque non è del tutto falsa), ma in questo caso l’attacco al business scriteriato arriva proprio dalla lega inglese.
Liverpool-Chelsea: Il treno del titolo sta sfuggendo via e forse questa è l’ultima occasione per provare a riprenderlo in corsa per il Liverpool, che è a pari punti con il Chelsea ma per il quale questa partita ha un’importanza decisamente maggiore, visto che una mancata vittoria in questo match potrebbe atterrare morale e auto fiducia della squadra, che prima non è riuscita a scappare via quando era in testa alla classifica (sprecando tante occasioni) e poi dopo il famoso “Rafa’ rant” (ovvero la rabbiosa conferenza stampa di Benitez) sembra essersi bloccata, andando in un’involuzione imprevedibile. Da Anfield passa davvero tutta la stagione per il Liverpool, che ha solo un obiettivo, quello di vincere: anche un pareggio non farebbe altro che continuare l’involuzione dei Reds, che d’altronde quest’anno stanno buttando via l’occasione per lottare per il titolo proprio per i troppi pareggi, nove in 23 partite. Considerando anche che gli ultimi due pareggi in campionato sono arrivati dopo dei vantaggi sprecati anche per una gestione della gara piuttosto sbagliata, si capisce perché il principale imputato sia proprio Rafa Benitez, che si gioca affrontando quella grande inglese contro la quale ha probabilmente raggiunto le sue migliori soddisfazioni inglesi, vedi le due finali di Champions League e quella di FA Cup raggiunte battendo in semifinale il Chelsea (che però l’anno scorso s’è rifatto sempre in semifinale di Champions League), vedi la vittoria nel Community Shield e vedi anche la prima (e finora unica) vittoria esterna dell’era Benitez contro una delle altre top four in campionato, arrivato nel match di andata a Stamford Bridge grazie a Xabi Alonso (tra l’altro, fino allo scorso Aprile il Liverpool di Benitez non aveva mai ottenuto un punto in casa delle altre top four). Adesso proprio contro i Blues lo spagnolo cerca l’ultima occasione per risollevare una situazione che lui stesso ha reso agonizzante. Dall’altra parte Scolari vuole rilanciare le quotazioni della propria squadra, dopo che nei suoi primi scontri diretti contro le altre top four il manager brasiliano non ha ottenuto grandi risultati, pareggiando in casa contro il Manchester United per poi perdere contro Liverpool, Arsenal e gli stessi Red Devils, quest’ultima in particolare una sconfitta pesante sul piano del gioco e del risultato che aveva messo al tappeto il Chelsea. I Blues però sono meno umorali dei Reds e hanno saputo subito riprendersi con le due vittorie contro Stoke City e Middlesbrough, due vittorie non arrivate certo grazie ad un gioco brillante ma figlie di un grande carattere degli uomini di Scolari, che danno l’impressione di non essere mai “morti” e che quindi dovrebbero rimanere in lotta per il titolo fino alla fine, come successo anche la scorsa stagione. Scolari sembra intenzionato a confermare la formazione scesa in campo contro il Middlesbrough, il che vorrebbe dire nuova esclusione per Didier Drogba e nuova maglia da titolare per Malouda, che ormai propone troppe prestazioni disastrose. Ricardo Carvalho resta infortunato e Alex continuerà a giocare titolare, mentre ci sarà anche Kalou, entrato nel mirino della Federazione per la sua esultanza nei due gol contro il Middlesbrough, quando (insieme all’altro ivoriano Drogba) fece il gesto delle manette in onore di un ribelle politico ivoriano, gesti che (senza andare ad indagare sulla bontà o meno del messaggio) sarebbe meglio tenere fuori dal calcio. Il Liverpool dovrebbe ritornare alla formazione tipo, con Riera, Kuyt e Xabi Alonso pronti a ritrovare la maglia da titolare dopo esser stati in panchina nel criticato pareggio contro il Wigan di mercoledì scorso: sarà ancora 4-2-3-1 con Fernando Torres unica punta e sempre alla ricerca del suo primo gol stagionale ad Anfield, mentre Robbie Keane sembra ancora destinato alla panchina (bene che gli vada, visto che con Benitez nulla è certo).
Liverpool (4-2-3-1): Reina; Arbeloa, Skrtel, Carragher, Fabio Aurelio; Xabi Alonso, Mascherano; Kuyt, Gerrard, Riera; Fernando Torres
Chelsea (4-1-4-1): Cech; Bosingwa, Alex, Terry, Ashley Cole; Obi Mikel; Kalou, Ballack, Lampard, Malouda; Anelka
Newcastle-Sunderland: Il Tyne-Wear derby è sempre tra i match più sentiti della stagione tra due squadre e due città molto vicine geograficamente (12 miglia di distanza) e anche per questo molto rivali, ma quest’anno il derby assume vitale importanza anche per quanto riguarda gli equilibri della zona bassa di classifica e può avere effetti decisivi, soprattutto per quanto riguarda una squadra piuttosto umorale come il Newcastle, che tra le due è anche quella che ha più bisogno di punti visto che è tre punti dietro al Sunderland e soltanto due punti sopra la zona retrocessione. I Magpies sono in un momento di grande difficoltà, visto che hanno portato a casa soltanto un punto nelle ultime cinque partite ma vogliono affidarsi al calore del proprio pubblico per risolvere questa situazione complicata, visto che al St James’ Park il rendimento è ancora discreto, come evidenziato dall’unica sconfitta (per quanto netta e dolorosa: l’1-5 contro il Liverpool) subita nelle ultime otto partite interne di campionato: Kinnear vuole una vittoria, sperando che un successo in un derby così sentito possa creare il morale giusto per iniziare una striscia di risultati utili. Il Sunderland arriva a questo derby con un buon morale dopo l’importante vittoria ottenuta contro il Fulham e punta a stabilizzare la propria posizione di metà classifica, cercando anche di migliorare un rendimento esterno che è decisamente migliore rispetto alla scorsa stagione ma che ha visto la squadra portare a casa soltanto un clean sheet nelle ultime 14 trasferte (comprese anche quelle del finale della scorsa stagione). Ricky Sbragia spera che sia completamente risolto il problema alla caviglia di Kieran Richardson, che all’andata fu il match winner e che dovrebbe affiancare Whitehead in sostituzione di Tainio, in dubbio per un problema al ginocchio. Problemi agli adduttori per McShane, non amatissimo dai tifosi dei Black Cats, mentre McCartney è uscito dal match infrasettimanale per un fastidio al polpaccio ma dovrebbe essere disponibile. Il Newcastle deve fare i conti con i soliti problemi di infortuni e di rosa corta, ma può guardare con nuova fiducia al futuro, visto che nelle ultime ore la dirigenza ha messo a segno un colpo un po’ a sorpresa con l’arrivo di Kevin Nolan dal Bolton per una spesa di 4 milioni di pounds neppure così elevata per un giocatore che darà sicuramente nerbo e compattezza alla mediana di Kinnear, che negli ultimi tempi si era rivelata un po’ il punto debole della squadra. Nolan non dovrebbe però esser considerato già per questo match, anche se è proprio in mediana che il Newcastle è in emergenza, visto anche il recente infortunio di Joey Barton, che starà fermo davvero a lungo, tanto che potrebbe esser riproposto a centrocampo Coloccini, non certo il massimo della vita. E’ guerra aperta invece tra N’Zogbia e Kinnear, con il francese che si sta rifiutando di scendere in campo perché vuole andarsene e il manager che lo ha sbeffeggiato forse involontariamente (forse no) in conferenza stampa dopo la partita di mercoledì sera, storpiando il cognome in “insomnia” (considerate che gli inglesi non accentano la “a” finale e vedete che la pronuncia poi non è così distante). Out anche Owen per infortunio e allora Carroll dovrebbe essere l’unica punta con Lovenkrands schierato titolare, mentre in porta dovrebbe essere confermato Harper al posto del partente Given.
Newcastle (4-4-1-1): Harper; Edgar, Taylor, Bassong, Josè Enrique; Jonas, Coloccini, Geremi, Lovenkrands; Duff; Carroll
Sunderland (4-4-2): Fulop; Bardsley, Ferdinand, Collins, McCartney; Malbranque, Whitehead, Richardson, Reid; Jones, Cissè
Manchester United-Everton: Ad Old Trafford si affronteranno due tra le squadre più in forma del momento, con l’Everton che arriva al Theatre of Dreams in piena fiducia, dopo aver ottenuto tre 1-1 consecutivi nei match contro il Liverpool (due volte) e Arsenal, anche se quest’ultimo pareggio è il più amaro visto che una grande prestazione è stata rovinata dal gol di Van Persie al 92’ minuto. I Toffees arrivano anche imbattuti nelle ultime nove partite ufficiali, ma lo stesso si può dire per il Manchester United che ha perso appena una volta nelle ultime 21 uscite ufficiali, ovvero nell’andata della semifinale di Carling Cup contro il Derby County, sconfitta poi rivelatasi indolore per la vittoria nel match di ritorno. I numeri recenti dei Red Devils sono strepitosi, visto che Van der Sar è imbattuto da 1032 e che nelle ultime 10 partite di campionato la squadra è stata una sorta di rullo compresso, avendo ottenuto ben 26 punti su un totale di 30, mentre le due rivali più dirette (Liverpool e Chelsea) riuscivano ad ottenerne solo 16. Sono pochi i dubbi di formazione per Ferguson tra centrocampo e attacco, dove grossomodo dovrebbero esser confermati gli stessi elementi scesi in campo martedì scorso, anche se potrebbe esser regalato un turno di riposo a Ryan Giggs per dare spazio a Scholes, mentre in panchina dovrebbe tornare Nani, che ha risolto il suo fastidio all’inguine. Molte novità ci sono in difesa, dove martedì scorso a sorpresa era tornato Rio Ferdinand, che dovrebbe essere riconfermato al fianco di Vidic, mentre sulla sinistra ci sarà da aspettare per il ritorno di Evra dal problema alla caviglia. Contro il WBA è rientrato dalla panchina anche Brown, che potrebbe ritrovare un posto da titolare al posto di Neville, segno che i problemi in difesa si stanno via via risolvendo: pensate che nonostante tutti questi problemi in terza linea il Manchester United ha ottenuto 11 clean sheet consecutivi in campionato. L’Everton proverà ad imbrigliare il Manchester United, anche se di recente i Toffees hanno sempre fatto molta fatica contro questo avversario perdendo molto spesso, anche se all’andata la squadra di Moyes ottenne un pareggio preziosissimo in un momento poco brillante della stagione. Il dubbio più grande di formazione riguarda le condizioni della caviglia di Tim Cahill: le radiografie hanno mostrato però che non c’è nulla di serio e che l’australiano ha subito solo una contusione, tanto che Moyes spera di riuscire a recuperarlo in tempo, con Anichebe comunque pronto a subentrare. Per il resto ci saranno solo conferme rispetto all’undici che tanto bene ha fatto mercoledì sera contro l’Arsenal.
Manchester United (4-4-2): Van der Sar; Brown, Ferdinand, Vidic, O’Shea; Cristiano Ronaldo, Scholes, Carrick, Park Ji-Sung; Berbatov, Tevez
Everton (4-4-1-1): Howard; Hibbert, Jagielka, Lescott, Baines; Osman, Neville, Arteta, Pienaar; Fellaini; Cahill
Arsenal-West Ham: Dopo quella perla di Van Persie è valsa un punto fondamentale al Goodison Park, l’Arsenal deve dare seguito a questo possibile colpo positivo sul piano del morale per lanciare seriamente l’inseguimento al quarto posto dell’Aston Villa o magari di un Liverpool deluso dagli ultimi avvenimenti ma deve decisamente svegliarsi sul piano delle prestazioni visto che adesso affronta due derby londinesi fondamentali, quello contro il West Ham e quello sentitissimo contro il Tottenham. Si trattano di due test chiave per i Gunners, anche perché il West Ham attraversa un momento di grande forma, visto che è imbattuto nelle ultime sette partite ufficiali (avendo pareggiato solo una partita a fronte di sei vittorie) e che ha ottenuto 13 punti nelle ultime cinque partite di campionato, una serie positiva dovuta soprattutto alla grande condizione atletica della squadra che ha permesso a Zola di applicare con efficacia quel gioco fatto di grande corsa e dinamismo, che contro l’Hull City è riuscito addirittura ad essere spettacolare grazie alle prove entusiasmanti di Collison, Di Michele e soprattutto Carlton Cole, a segno in tutti gli ultimi cinque match di campionato. Il West Ham arriva allora a questo match con la tranquillità di chi non ha nulla da perdere e magari ricordando dei recenti precedenti in casa dell’Arsenal, visto che gli Hammers furono l’ultima squadra ad espugnare Highbury e la prima a fare lo stesso all’Emirates Stadium. Zola non ha alcun problema di formazione e dovrebbe confermate il 4-4-2 che tanto bene ha fatto nell’ultima partita, ma il neoacquisto Nsereko spera comunque di guadagnare una maglia da titolare, dopo aver esordito nel finale nel match di mercoledì sera. Per Matthew Upson sarà il 250esimo match da titolare in carriera, lui che è anche un ex piuttosto rimpianto all’Arsenal. Possibile rotazione per i Gunners, specialmente in difesa dove dovrebbe esserci staffetta tra i due “nemici” William Gallas e Kolo Tourè, che dovrebbe partire titolare e che sembra destinato a rimanere all’Arsenal, dato che Wenger ha rifiutato una nuova offerta di 12 milioni di pounds del Manchester City. In difesa si prolungherà l’assenza di Silvestre per altre tre settimane, mentre a proposito di assenze lunghe Eduardo continua a lavorare per il rientro, mentre Rosicky è tornato ad allenarsi ma (bene che vada) rientrerà alla fine di Marzo. Intanto l’Arsenal ha ottenuto il permesso di lavoro per concludere il trasferimento di Andrei Arshavin, trasferimento che Wenger spera di chiudere in meno di 24 ore.
Arsenal (4-4-2): Almunia; Sagna, Djourou, Tourè, Clichy; Ebouè, Denilson, Diaby, Nasri; Adebayor, Van Persie
West Ham (4-4-2): Green; Neill, Collins, Upson, Ilunga; Behrami, Parker, Noble, Collison; Cole, Di Michele
Aston Villa-Wigan: La corsa al vertice dell’Aston Villa ha una giornata molto importante nel match contro il Wigan, visto che i tre punti permetterebbero ai Villans di salire almeno al terzo posto in classifica, visto che domenica si gioca il match tra le due seconde Liverpool e Chelsea e almeno una di queste squadre dovrà perdere punti: alla centesima partita di Premier League della sua gestione, Martin O’Neill cerca di trascinare i suoi alla quinta vittoria consecutiva in campionato, una serie realizzata l’ultima tra il 14 Marzo e il 18 Aprile, quando i Villans batterono Crystal Palace, Everton, West Ham, Coventry e Southampton. Una solidità decisamente maggiore ha permesso all’Aston Villa di realizzare sette punti in più rispetto allo scorso campionato, quando magari il gioco era più spettacolare ma spesso venivano persi punti in modo banale, mentre quest’anno i Villans mostrano anche di avere la convinzione giusta per cercare il grande exploit. Per questo match non dovrebbero esserci novità di formazione, visto che Ashley Young completerà le sue tre partite di squalifica, mentre Laursen continua ad avere problemi al ginocchio e non rientrerà prima di Marzo. Reo-Coker è ancora indisponibile ma rientrerà la prossima giornata, mentre Stiliyan Petrov ha raggiunto le cinque ammonizioni stagionali ma è disponibile, visto che la squalifica scatterà per il replay di FA Cup di mercoledì prossimo. In avanti più che confermato Emile Heskey, che ha esordito decidendo il match contro il Portsmouth e che affronta subito la sua ex squadra, lui che ha giocato 82 partite e realizzato 15 gol in campionato con il Wigan. Steve Bruce affronta questa trasferta con la difficoltà di una squadra da rivoluzionare dopo le partenze di Palacios e dello stesso Heskey e dovrà anche fare a meno dell’infortunato Valencia, perdendo quindi tre cardini importanti di questo inizio di stagione. Kirkland proverà a rientrare in tempo dal suo infortunio alla schiena, mentre Titus Bramble torna a disposizione dopo la squalifica che lo ha costretto a saltare il match contro il Liverpool. Dubbi anche in attacco, dove Bruce deve decidere se confermare la coppia d’attacco Mido-Zaki o se regalare una maglia da titolare al promettente Rodallega. All’andata l’Aston Villa vinse 4-0 per quello che fu forse il punto più basso della stagione del Wigan, che giocava un bel calcio ma faticava a quantificarlo e si ritrovava in zona retrocessione, storia adesso piuttosto diversa visto che i Latics sono settimi nonostante nelle ultime tre partite abbiano incassato appena un punto.
Aston Villa (4-4-2): Friedel; Cuellar, Knight, Davies, Luke Young; Gardner, Petrov, Barry, Milner; Heskey, Agbonlahor
Wigan (4-4-2): Kirkland; Melchiot, Scharner, Bramble, Figueroa; De Ridder, Cattermole, Brown, Taylor; Mido, Zaki
Stoke City-Manchester City: La giornata di campionato si apre con un match importantissimo al Britannia Stadium per lo Stoke City, che deve assolutamente riprendersi dopo esser scivolato in zona retrocessione, a causa di una striscia di nove partite senza vittorie che lo ha trascinato dall’undicesimo al diciannovesimo posto in classifica: visto che in trasferta i Potters non riescono proprio a vincere né ad ottenere grandi risultati, è fondamentale sbagliare il meno possibile in casa in una lotta per la salvezza che è intensissima. Questo calo è dovuto soprattutto alle poche reti realizzate (solo tre nelle ultime sette partite di campionato), a causa del calo atletico (e poi della squalifica) di Ricardo Fuller, dell’infortunio di Mamady Sidibe e dell’annata no di Dave Kitson, a cui però adesso s’è aggiunto un ottimo acquisto come James Beattie, subito in mostra prima con l’assist per il gol di Delap a Stamford Bridge e poi con il gran gol a White Hart Lane, prodezza che però è arrivata sullo 0-3. L’ex Sheffield United verrà affiancato da Ricardo Fuller, che è rientrato dalla squalifica nel match di martedì sera ma lo ha fatto entrando solo dalla panchina, mentre adesso dovrebbe esser preferito a Cresswell, così come importante sarà il rientro di Liam Lawrence, che ha finalmente risolto il suo problema alla caviglia e che tornerà ad impreziosire il gioco dei Potters con la sua velocità sulla destra: ad uscire dall’undici titolare dovrebbe essere uno tra Whelan e Amdy Faye, con Delap a stringere centralmente. Novità anche in difesa, dove Wilkinson e Abdoulaye Faye accusano problemi fisici (oltre ad aver giocato malissimo contro il Tottenham) e dovrebbero essere rimpiazzati da Griffin e Sonko. Se lo Stoke City ha problemi in attacco, non si può dire lo stesso per il Manchester City che vanta il secondo miglior attacco del campionato (dietro a quello del Chelsea) e che è riuscito a ritrovare una certa tranquillità grazie a quattro risultati utili consecutivi e soprattutto tre vittorie negli ultimi tre match interni, per una squadra che però in trasferta in campionato non vince da Agosto. Hughes dovrebbe confermare il 4-3-3 visto contro il Newcastle, anche se potrebbe esser costretto a modificare qualcosa per l’acciacco subito da Zabaleta, mentre Wright-Phillips dovrebbe esser recuperato in tempo. Al centro dell’attacco si alterneranno Bellamy e Robinho, ma pare che Hughes voglia assolutamente una vera prima punta e abbia rilanciato un’offerta per Santa Cruz, offerta che però il Blackburn ha rifiutato.
Stoke City (4-4-2): Sorensen; Griffin, Shawcross, Sonko, Higginbotham; Lawrence, Whelan, Delap, Etherington; Beattie, Fuller
Manchester City (4-3-3): Hart; Richards, Kompany, Onuoha, Bridge; De Jong, Gelson, Ireland; Wright-Phillips, Robinho, Bellamy
Fulham-Portsmouth: Al Craven Cottage si affrontano due squadre in evidente calo e che non possono permettersi di sbagliare per non complicare la loro situazione in classifica, anche perché la lotta per la salvezza coinvolge davvero tante squadre. Tra le due squadre, quella più in difficoltà è sicuramente il Portsmouth, che ha vinto solo due volte in un totale di 14 partite di Premier League da quando Tony Adams è stato promosso come manager della squadra, una situazione che ha portato una certa pressione verso l’ex nazionale inglese ma ciò è avvenuto soprattutto da parte dai media, mentre la proprietà sembra intenzionata a dare piena fiducia al proprio tecnico, affidando a lui le speranze di una salvezza tranquilla. Per fare ciò, potrebbe anche arrivare qualche ulteriore investimento nelle ultime ore di mercato, specialmente per quanto riguarda una seconda punta. Il Fulham sta costruendo il proprio campionato sull’ottimo cammino interno e il calo momentaneo può anche essere associato al fatto che quella contro il Portsmouth sarà la prima partita interna dell’anno per i Cottagers (considerando che il match contro il Blackburn è stato rinviato), anche se questa non può rimanere l’unica spiegazione e il pensiero va alla cessione pesante di Jimmy Bullard, cessione che ha tolto brillantezza al gioco di Hodgson. In attesa di nuovi acquisti a centrocampo e probabilmente anche in attacco (sembra vicinissimo l’arrivo di Giles Barnes dal Derby County), il Fulham non deve affrontare grandi problemi di infortuni e dovrebbe riproporre un 4-4-2 con Dempsey seconda punta, modulo visto in FA Cup contro il Kettering e che dovrebbe essere riproposto perché Zamora ha deluso molto martedì sera. Gera andrebbe così a fare l’esterno sinistro a centrocampo, mentre in mediana Etuhu sarà nuovamente preferito ad Andreasen, mai ambientatosi in Inghilterra e appena ingaggiato dall’Hannover. Il Portsmouth potrebbe fare a meno di Sol Campbell, uscito all’intervallo nel match contro l’Aston Villa per un problema all’anca e difficilmente recuperabile, con Kaboul pronto a subentrare. Belhadj è squalificato dopo la stupida espulsione ricevuta martedì sera e al suo posto dovrebbe giocare Armand Traorè, in un 4-4-2 che potrebbe vedere Utaka promosso come spalla di Crouch. Sarà una giornata importante per James, che gioca la sua 650esima partita in campionato della sua carriera.
Fulham (4-4-2): Schwarzer; Pantsil, Aaron Hughes, Hangeland, Konchesky; Davies, Murphy, Etuhu, Gera; Andrew Johnson, Dempsey
Portsmouth (4-4-2): James; Glen Johnson, Kaboul, Distin, Hreidarsson; Pennant, Mullins, Davis, Armand Traorè; Crouch, Utaka
Bolton-Tottenham: Dopo aver ritrovato la vittoria a chiudere una serie di sei match senza vittoria, il Tottenham affida alla 3000esima partita in massima serie della sua storia la possibilità di staccarsi definitivamente dal gruppone in lotta per non retrocedere, per puntare ad un finale di stagione tranquillo, nonostante di fatto questa sia la peggiore stagione del Tottenham da undici anni a questa parte considerando i punti ottenuti in Premier League. Il problema di quest’anno per gli Spurs sono stati proprio i match contro squadre di medio-bassa classifica, visto che ha perso ben sette sfide di campionato contro club che al momento sono nella seconda metà di classifica, segno anche di una squadra che spesso ha avuto problemi di motivazione. Adesso Redknapp vuole cambiare le cose sul campo della squadra peggiore (alla pari dell’Hull City) per rendimento interno, ovvero un Bolton che non ha vinto le ultime cinque partite, perdendo le prime quattro senza andare a segno, passando però in vantaggio di due reti ad Ewood Park contro il Blackburn ma facendosi raggiungere per un pareggio che lascia molto l’amaro in bocca. Il gioco molto cinico voluto da Megson, che di fatto si trasforma in un aspettare l’errore avversario, non sta portando grandi risultati, tanto che i Trotters sono rimasti a bocca asciutta in quanto a reti realizzate per ben 12 partite di campionato, più di qualunque altra squadra. Oltretutto, l’ambiente comincia a scaldarsi, con Megson che è entrato in polemica con i propri tifosi, definiti da lui stesso “patetici”: la cessione del capitano Kevin Nolan al Newcastle non aiuterà certo l’ambiente ad uscire da una situazione del genere, oltre a togliere molto sul piano tecnico alla squadra. Megson punterà subito su Mark Davies anche per rimpiazzare Nolan e si dovrebbe affidare ad un 4-4-2, provando a rompere questa difficoltà ad andare a segno, anche se dovrà affrontare una delle difese migliori della zona medio-bassa di classifica. Il Tottenham punterà sicuramente sul neoacquisto Wilson Palacios, che ha saltato il match di martedì scorso per squalifica e attorno a lui Redknapp vuole costruire la squadra per questa seconda metà di stagione, tanto che si fanno già molte ipotesi sul modulo che il manager degli Spurs potrebbe adottare per il resto della stagione, con anche il 3-5-2 preso in considerazione, modulo che sarebbe una sorta di novità visto che nel calcio inglese è rarissimo vedere squadre giocare con la difesa a tre. Nel frattempo, per questa trasferta la difesa dovrebbe rimanere a quattro, con Palacios che potrebbe prendere il posto di uno dei due esterni Lennon o Bentley oppure di una delle due punte Defoe e Pavlyuchenko, per passare ad un 4-4-1-1.
Bolton (4-4-2): Jaaskelainen; Steinsson, Cahill, Puygrenier, Samuel; Mark Davies, Muamba, Basham, Taylor; Makukula, Kevin Davies
Tottenham (4-4-1-1): Cudicini; Corluka, Dawson, Woodgate, Assou-Ekotto; Bentley, Zokora, Palacios, Lennon; Modric; Defoe
Hull City-West Bromwich: Nessuna delle due squadre può permettersi di fallire, in un match tra neopromosse che soltanto nella sfida di andata viaggiavano in acque totalmente diverse, visto che quello del The Hawthorns venne considerato come un match tra squadre in piena forma, storia totalmente diversa da quella attuale. Il West Bromwich si era reso protagonista della sua miglior partenza in Premier League ma contro i Tigers subì la seconda sconfitta consecutiva (la prima contro il Manchester United era però prevedibile) in una serie di 10 partite senza vittorie che lo fece affondare all’ultimo posto in classifica: adesso i Baggies sono in ripresa grazie alle tre vittorie interne consecutive, serie frenata però ancora dal Manchester United, che martedì scorso ha stravinto al The Hawthorns. Mowbray però deve sbrigarsi ha trovare i giusti equilibri in campo esterno, dove il WBA probabilmente si giocherà la salvezza e dove nelle ultime otto uscite sono arrivate altrettante sconfitte. Nel match di andata l’Hull City ottenne una grande vittoria che lo fece rimanere nelle zone altissime di classifica grazie ad un gioco molto aperto e ad ottimi risultati, soprattutto in trasferta, ma proprio da quella partita è iniziato un calo piuttosto evidente, visto che i Tigers hanno vinto solo una volta nelle ultime 14 partite di campionato (contro il Middlesbrough) e hanno subito sei sconfitte consecutive, dovute anche ad un evidentissimo calo sul piano atletico, cosa non da poco per una squadra che punta molto sulla corsa e che deve ritrovare presto una giusta condizione per non rischiare di lottare per la salvezza. Contro il West Ham s’è notata in maniera evidente una differente condizione fisica tra le due squadre e allora Phil Brown potrebbe decidere per diversi cambi di formazione, con soprattutto l’attesa prima da titolare di Jimmy Bullard, entrato solo dalla panchina contro il West Ham e a giochi fatti: l’ex Fulham dovrebbe affiancare Ashbee in mediana nel 4-4-1-1, con Geovanni alle spalle dell’unica punta Cousin, mentre Manucho dovrebbe scivolare in panchina. Dovrebbe esser confermato da titolare il portiere Duke, schierato a sorpresa al posto di Myhill contro gli Hammers ma autore di una prova strepitosa, mentre Kilbane affronterà la squadra per la quale ha giocato per circa due anni e mezzo. Nel frattempo, l’Hull City ha acquistato il promettente difensore Steven Mouyokolo proveniente dal Boulogne (squadra di seconda serie francese), trasferimento che avverrà in estate. Nonostante il pesante 0-5 subito martedì, il West Bromwich dovrebbe confermare quasi tutta la formazione titolare anche perché le assenze sono molte, in particolare in difesa dove gli unici difensori centrali disponibili sono Pelè e Donk, mentre Paul Robinson è a disposizione visto che la Federazione ha deciso giustamente di cancellare il cartellino rosso subito dal terzino nel match contro il Manchester United. Dovrebbe essere confermato Morrison a centrocampo, rientrato un po’ a sorpresa contro i Red Devils, mentre Zuiverloon dovrebbe tornare a fare il terzino destro, dopo aver fatto l’esterno di centrocampo nell’ultimo match.
Hull City (4-4-1-1): Duke; Ricketts, Turner, Zayatte, Dawson; Marney, Ashbee, Bullard, Kilbane; Geovanni; Cousin
West Bromwich (4-4-2): Carson; Zuiverloon, Pelè, Donk, Robinson; Koren, Morrison, Borja Valero, Brunt; Fortune, Simpson
Middlesbrough-Blackburn: Chi sbaglia al Riverside Stadium rischia grosso per il resto della stagione. Si affrontano infatti due squadre separate da un punto e da una posizione di classifica, posizione pesante che lascia il Middlesbrough in zona retrocessione. Il Blackburn continua a giocare maluccio ma Allardyce è riuscito a portare una determinazione che con Ince si era un po' persa e a questo punto la qualità degli attaccanti può risultare decisiva per il finale di stagione, specie se Big Sam riuscisse a trattenere in questi tre giorni un elemento fondamentale come Roque Santa Cruz. Dall'arrivo di Allardyce il Blackburn è imbattuto in tutte le competizioni, con in campionato due vittorie e tre pareggi, dei quali due 2-2 di circostanze abbastanza simili ma opposte, visto che nel primo (contro il Manchester City) era stato il Blackburn a sciupare un doppio vantaggio, mentre contro il Bolton i Rovers hanno recuperato nel finale un due gol di svantaggio. Il Middlesbrough è in piena crisi di gioco e di mentalità: Southgate è da mesi che attende una scossa che non arriva e questa potrebbe esser provata direttamente dalla dirigenza con un suo licenziamento in caso di altro risultato negativo: il Boro ha ottenuto appena quattro punti nelle ultime 11 partite di campionato e sembra in declino costante anche perché la squadra sta mostrando una pesante mancanza di carattere. Southgate continuerà a fare a meno di Andrew Taylor, Aliadiere e Walker, mentre Marlon King dovrebbe esordire davanti ai nuovi tifosi, dopo aver giocato titolare anche contro il Chelsea: questa volta però il giamaicano dovrebbe essere affiancato da una seconda punta, che dovrebbe essere Tuncay, in leggero vantaggio su Afonso Alves. Nel Blackburn c’è ancora da aspettare per il rientro definitivo di David Dunn, ma Allardyce potrebbe ridare una maglia da titolare a Roque Santa Cruz, subentrato dalla panchina nel match contro il Bolton e che dovrebbe affiancare McCarthy, decisivo contro i Trotters con l’assist e il gol del decisivo pareggio, anche se il sudafricano in precedenza aveva sbagliato un calcio di rigore. Non dovrebbe esserci El Hadji Diouf, volto nuovo per i Rovers per dare un po’ più di fantasia alla squadra, con il senegalese che ha lasciato il Sunderland per ritrovarsi con Sam Allardyce, dopo che i due avevano lavorato insieme anche nel Bolton. Nel frattempo invece Derbyshire è approdato in prestito all’Olympiacos, trasferimento abbastanza sorprendente.
Middlesbrough (4-4-2): Turnbull; McMahon, Riggott, Wheater, Pogatetz; Johnson, Shawky, Arca, Downing; King, Tuncay
Blackburn (4-4-2): Robinson; Ooijer, Samba, Nelsen, Warnock; Emerton, Andrews, Grella, Pedersen; Roque Santa Cruz, McCarthy
Prende sempre più quota la lotta per la promozione in Championship, che il Reading è riuscito a trasformare in una vera corsa a tre per due, impedendo la fuga del Wolverhampton, anche se alle spalle il Cardiff City non si ferma e vuole rientrare, approfittando anche del fatto che Wolves e Birmingham City non stanno viaggiando più così forte.
Il clou della giornata si gioca a Loftus Road, con il QPR che dopo aver pareggiato due match interni consecutivi e barcollato un po' ha avuto la forza di andare a vincere le successive due trasferte consecutive, ritornando molto vicino alla zona playoff e provando il grande exploit nel match interno contro un Reading subito tornato nella giusta carreggiata e che vuole difendere con i denti il secondo posto dall'assalto del Birmingham City, squadra che gioca sempre piuttosto male ma che in un modo o nell'altro spesso i punti li porta a casa e che prova a fare lo stesso in casa dello Sheffield Wednesday, reduce da una sconfitta non del tutto meritata contro al City Ground.
Il Wolverhampton deve interrompere la serie di cinque partite senza vittorie se non vuole essere agganciato dalle inseguitrici per poi dover lottare un po' più del previsto per la promozione e ha bisogno di battere il Watford, squadra piuttosto disastrosa in trasferta, mentre il Cardiff City vuole continuare a sperare nella rincorsa alle prima due posizioni ma non dovrebbe avere vita facile contro un Nottingham Forest reduce da quattro vittorie consecutive in campionato.
Rincorsa anche per l'altra squadra gallese, ovvero lo Swansea City, che sta andando benissimo in questo momento e che va a far visita alla peggiore squadra in campo interno, ovvero il Southampton, mentre l'Ipswich ospita il Plymouth per assottigliare il margine che lo separa dal sesto posto.
La giornata inizia con un importantissimo scontro diretto per la salvezza tra un Doncaster in un momento d'oro e il Norwich reduce dalla delusione del doppio vantaggio sprecato martedì sera, mentre il Derby County ha mostrato progressi al St Andrews ma è anche scivolato in zona retrocessione e ha bisogno di vincere contro il Coventry.
Giornata piuttosto interessante la 29a di League One: al Whaddon Road si affrontano le due squadre più deluse del turno infrasettimanale, ovvero il Cheltenham che rischia di sprofondare sempre più nelle ultime posizione e i Milton Keynes Dons, sconfitti clamorosamente in casa dal Leyton Orient, che dal canto suo vuole continuare la propria fuga dalla zona retrocessione nel match interno contro lo Yeovil, quasi uno scontro diretto.
Ad approfittare del ko dei MK Dons era stato soprattutto il Millwall, che adesso vuole continuare questo momento positivo nel match interno contro lo Scunthorpe, sfida interessantissima tra due squadre che hanno 50 punti in classifica, alla pari del Peterborough che continua a viaggiare nelle zone alte della graduatoria e che ora fa visita all'Huddersfield.
Il Leicester ha pareggiato 0-0 nell'ultimo turno e vuole tornare a vincere in casa del Northampton, che però ha perso solo due match interni in campionato, mentre l'Oldham deve battere lo Swindon per difendersi dall'assalto del Leeds, che fa visita al Walsall.
Il Brentford ormai è lanciato nella rincorsa al Wycombe in vetta alla classifica ma nella 29a giornata di League Two per far sentire il proprio fiato sulla schiena dei Chairboys deve andare ad imporsi sul campo dello Shrewsbury, che è la squadra dal miglior rendimento interno. Allora la grande occasione per allentare la pressione ce l'ha il Wycombe che ospita l'Accrington Stanley.
Il Gillingham va in casa del Chester City per rispondere al ko subito nel turno infrasettimanale e riavvicinarsi alla zona promozione, rappresentata al momento dal Bury che fa visita al disperato Luton Town, mentre è molto interessante lo scontro diretto tra Dag & Red e Darlington, ovvero la quinta e la sesta della classifica al momento.
Il turno infrasettimanale ha visto il Bradford City uscire dalla zona playoff, ma i Bantams hanno subito la grande occasione per rientrare visto che ospitano il Grimsby Town, mentre il Rochdale ospita un Aldershot che sta andando abbastanza a rilento in questo momento.
Questo è il quadro di tutti i match del weekend:
24a giornata Premier League:
Sabato 31 Gennaio:
ore 13.45
Stoke City-Manchester City
ore 16.00
Arsenal-West Ham
Aston Villa-Wigan
Bolton-Tottenham
Fulham-Portsmouth
Hull City-West Bromwich
Middlesbrough-Blackburn
ore 18.30
Manchester United-Everton
Domenica 1 Febbraio:
ore 14.30
Newcastle-Sunderland
ore 17.00
Liverpool-Chelsea
Classifica Premier League (posizione, squadra, punti, partite giocate, differenza reti):
1 Manchester United 50 (22; +29)
--------------------------------------------------------------------------
2 Chelsea 48 (23; +31)
3 Liverpool 48 (23; +22)
--------------------------------------------------------------------------
4 Aston Villa 47 (23; +14)
--------------------------------------------------------------------------
5 Arsenal 42 (23; +13)
--------------------------------------------------------------------------
6 Everton 37 (23; +4)
7 Wigan 32 (23; +2)
8 West Ham 32 (23; =)
9 Manchester City 28 (22; +10)
10 Hull City 27 (23; -15)
11 Fulham 26 (21; +1)
12 Sunderland 26 (23; -8)
13 Tottenham 24 (23; -4)
14 Bolton 24 (23; -8)
15 Portsmouth 24 (22; -13)
16 Newcastle 23 (23; -10)
17 Blackburn 22 (22; -11)
--------------------------------------------------------------------------
18 Middlesbrough 21 (23; -17)
19 Stoke City 21 (23; -18)
20 West Bromwich 21 (23; -22)
30a giornata Championship:
Venerdì 30 Gennaio:
ore 20.45
Doncaster-Norwich
Sabato 31 Gennaio:
ore 16.00
Bristol City-Barnsley
Burnley-Charlton
Cardiff City-Nottingham Forest
Crystal Palace-Blackpool
Derby County-Coventry
Ipswich-Plymouth
Preston-Sheffield United
QPR-Reading
Southampton-Swansea City
Wolverhampton-Watford
ore 18.20
Sheffield Wednesday-Birmingham City
Classifica Championship (posizione, squadra, punti, partite giocate, differenza reti):
1 Wolverhampton 59 (29; +21)
2 Reading 57 (29; +32)
---------------------------------------------------------------------
3 Birmingham City 55 (29; +10)
4 Cardiff City 48 (28; +13)
5 Sheffield United 47 (29; +14)
6 Preston 47 (29; +4)
---------------------------------------------------------------------
7 QPR 45 (29; +4)
8 Swansea City 44 (29; +10)
9 Burnley 43 (29; -1)
10 Ipswich 42 (29; +11)
11 Crystal Palace 40 (28; +6)
12 Bristol City 38 (28; =)
13 Sheffield Wednesday 38 (29; -10)
14 Coventry 37 (29; -3)
15 Blackpool 34 (29; -9)
16 Plymouth 33 (28; -6)
17 Nottingham Forest 33 (29; -7)
18 Barnsley 32 (29; -10)
19 Norwich 30 (29; -7)
20 Watford 30 (29; -9)
21 Doncaster 30 (28; -12)
---------------------------------------------------------------------
22 Derby County 29 (28; -12)
23 Southampton 27 (29; -18)
24 Charlton 22 (29; -21)
29a giornata League One:
Sabato 31 Gennaio:
ore 16.00
Brighton-Hartlepool
Carlisle-Colchester
Cheltenham-Milton Keynes Dons
Crewe Alexandra-Tranmere
Huddersfield-Peterborough
Leyton Orient-Yeovil
Millwall-Scunthorpe
Northampton-Leicester
Oldham-Swindon
Southend-Bristol Rovers
Stockport-Hereford
Walsall-Leeds
Classifica League One (posizione, squadra, punti, partite giocate, differenza reti):
1 Leicester 61 (27; +31)
2 Milton Keynes Dons 51 (27; +23)
---------------------------------------------------------------------
3 Peterborough 50 (27; +16)
4 Scunthorpe 50 (27; +15)
5 Millwall 50 (25; +10)
6 Oldham 48 (28; +11)
---------------------------------------------------------------------
7 Leeds 45 (27; +12)
8 Tranmere 43 (26; +7)
9 Stockport 41 (27; +9)
10 Huddersfield 40 (28; -4)
11 Colchester 39 (27; +2)
12 Bristol Rovers 33 (26; +4)
13 Northampton 33 (27; +2)
14 Hartlepool 33 (26; -3)
15 Walsall 32 (26; -3)
16 Carlisle 32 (27; -7)
17 Southend 31 (27; -13)
18 Yeovil 30 (27; -12)
19 Swindon 27 (26; -8)
20 Leyton Orient 26 (28; -15)
---------------------------------------------------------------------
21 Brighton 25 (26; -9)
22 Hereford 21 (26; -16)
23 Cheltenham 21 (26; -26)
24 Crewe Alexandra 19 (26; -26)
29a giornata League Two:
Sabato 31 Gennaio:
ore 16.00
Aldershot-Rochdale
Bradford-Grimsby
Chester City-Gillingham
Dag & Red-Darlington
Exeter City-Barnet
Lincoln City-Bournemouth
Luton Town-Bury
Morecambe-Port Vale
Notts County-Chesterfield
Rotherham-Macclesfield
Shrewsbury-Brentford
Wycombe-Accrington Stanley
Classifica League Two (posizione, squadra, punti, partite giocate, differenza reti):
1 Wycombe 50 (27; +16)
2 Brentford 46 (26; +15)
3 Bury 46 (28; +11)
---------------------------------------------------------------------
4 Darlington 44 (26; +18)
5 Dag & Red 43 (27; +22)
6 Shrewsbury 43 (27; +19)
7 Gillingham 43 (27; +2)
---------------------------------------------------------------------
8 Rochdale 42 (26; +12)
9 Bradford 42 (27; +12)
10 Exeter City 40 (27; +3)
11 Lincoln City 36 (27; +3)
12 Aldershot 36 (26; -6)
13 Chesterfield 34 (26; +4)
14 Notts County 32 (28; -10)
15 Macclesfield 32 (26; -16)
16 Port Vale 30 (27; -14)
17 Morecambe 28 (26; -10)
18 Accrington Stanley 27 (26; -10)
19 Chester City 25 (27; -18)
20 Rotherham 23 (26; +4)
21 Barnet 22 (27; -22)
22 Grimsby 21 (26; -19)
---------------------------------------------------------------------
23 Bournemouth 11 (27; -9)
24 Luton Town 2 (27; -7)
venerdì 30 gennaio 2009
Benitez si gioca tutta la stagione contro Scolari: Liverpool e Chelsea non possono sbagliare
giovedì 29 gennaio 2009
Al Reading basta un autogol di Collins per mettere grande pressione al Wolverhampton
Review del turno infrasettimanale in Football League: continua il grande momento dello Swansea City, mentre il Doncaster fa il colpaccio a Bramall Lane
Nella 29a giornata di Championship a spiccare era assolutamente il big match del Madejski Stadium, una partita molto importante per gli equilibri di vertice che manda il Wolverhampton in un vortice abbastanza preoccupante: i Wolves rimangono in testa alla classifica, ma non vincono da cinque partite e quella che sembrava essere una fuga è stata decisamente bloccata, costringendo allora gli uomini di McCarthy a rindossare l’elmetto per giocarsi la promozione in una corsa a tre. Questo era anche l’obiettivo del Reading, oltre a quello di rimanere al secondo posto, obiettivo raggiunto in modo abbastanza fortunoso perché a decidere il match è un mostruoso autogol di Neill Collins dopo appena 61 secondi: Armstrong crossa dalla sinistra un pallone abbastanza prevedibile, il difensore centrale colpisce di testa ma lo fa all’indietro andando a scavalcare il portiere Hennessey, con un errore davvero incredibile. La partita si sblocca subito ma poi non decolla, soprattutto per colpa di un Wolverhampton che fatica ad essere pericoloso in avanti e di fatto si ferma ad un tiro-cross di Jarvis che Keogh da pochi passi non riesce a deviare verso la porta, mandando fuori di un soffio. Nella ripresa i Wolves si svegliano e premono meglio ma comunque non creano grandi occasioni da rete, con il Reading che riesce a difendersi bene e riesce a portare a -2 dalla vetta, in un match chiuso come si aperto, con il disastroso Collins che ne combina un’altra andando ad insultare inutilmente il guardalinee al 91’ minuto e vedendosi giustamente cacciato dal campo. I Wolves dovranno mantenere i nervi saldi per mantenere la vetta della classifica.
Ne approfitta anche il Birmingham City, che adesso si porta a quattro punti dalla vetta della classifica ma ancora una volta propone una prestazione a dir poco brutta, riuscendo però a ritrovare la vittoria interna che mancava da tre partite. Il primo tempo è però dominato letteralmente dal Derby County, che è molto vivo e impegna diverse volte Maik Taylor, che è bravissimo soprattutto su Hulse, presentatosi a tu per tu dopo un retropassaggio orribile di Martin Taylor. I Brummies non riescono mai a tirare in porta nel primo tempo e nella ripresa fanno un po’ meglio (anche perché far peggio è dura) e trovano il gol grazie all’incornata di Carsley in mucchio dopo il cross da destra di Bouazza, che era dall’altra parte dopo aver battuto un corner. I tre punti però rappresentano un premio immeritato per la squadra di McLeish, perché il Derby County avrebbe meritato di portare a casa almeno un punto: adesso però la squadra di Clough è nei guai perché si trova all’interno della zona retrocessione.
Alle spalle del trio di testa il Cardiff City non vuole dare già per perse le sue possibilità di promozione diretta e le speranze di Dave Jones sono state abbastanza rafforzate dalla solidissima prova dei suoi alla Ricoh Arena, dove affrontavano un Coventry in un buon momento di forma ma che ha potuto poco contro questi Bluebirds. Grazie protagonista è decisamente Jay Bothroyd, beccati sonoramente dai suoi ex tifosi, lui che giocò tre anni al Coventry prima di lasciare a parametro zero per arrivare in Italia con il Perugia, dove si ambientò anche bene ma non ebbe la giusta fiducia dal proprio allenatore: il 26enne risponde ai “boo” con carattere, diventando una costante minaccia per la difesa avversaria prima di trovare il gol del vantaggio da distanza ravvicinata, con un tap-in vincente dopo che il portiere Westwood aveva respinto il suo primo colpo di testa. A chiudere i conti nella ripresa ci pensa l’assist di Rae per l’ottimo inserimento di McCormack, al suo 16esimo gol stagione: le prime tre (Wolverhampton e Birmingham City in particolare) non stanno più strabiliando come un paio di mesi fa e allora per il Cardiff City ci sono delle speranze di rimonta tenendo il giusto passo.
Al The Valley finisce finalmente la peggior serie di risultati della storia del Charlton, che è precipitato al fondo della classifica per non aver vinto 19 partite consecutive in campionato: una prova coraggiosa e di grande grinta riporta gli Addicks alla vittoria, dando un bel segnale di vitalità, segnali che a dir la verità erano già arrivati nelle ultime giornate ma senza la dovuta dose di fortuna. Brutto scivolone del Crystal Palace, che quest’anno sembra proprio non riuscire a trovare continuità di risultati. Decisivo è Matthew Spring, che risolve in area di rigore con una violenta volèe di sinistro dopo che la difesa aveva respinto corto un cross di Sam. Sono tre punti piuttosto meritati dal Charlton, che hanno mostrato carattere e che non vogliono darsi già per retrocessi.
Continua il grandissimo momento di forma dello Swansea City, che dopo aver eliminato il Portsmouth dalla FA Cup adesso abbatte letteralmente il Preston in uno scontro diretto che lascia gli Swans nella lotta per i playoff, anche se l’ottimo manager Roberto Martinez preferisce rimanere con i piedi per terra e parlare prima di salvezza e poi di altri obiettivi, nonostante i suoi siano chiaramente il lotta per i più grandi traguardi. La prestazione contro il Preston è di grande qualità, in un match che si mette subito bene visto che al 2’ minuto Jordi Gomez strappa palla a St Ledger per inserirsi di forza in area e poi battere Lonergan con una conclusione bassa. La squadra gallese vola e allora arriva anche il solito centro di Jason Scotland, che si inserisce sulla destra dell’area di rigore e incrocia perentoriamente il destro basso, per la sua nona realizzazione negli ultimi nove match ufficiali. Gli Swans hanno totalmente in mano il gioco e triplicano al 69’, con Rangel e Dyer che triangolano benissimo sulla destra per il cross basso del secondo, che trova la spaccata vincente da posizione ravvicinata di Bauza. C’è tempo anche per il gran gol di Alan Tate, con un gran destro a giro da fuori area, mentre nel recupero Brown realizza il gol della bandiera per un Preston stordito da un grande Swansea City.
Una volta cacciato Poortvliet, il Southampton ritrova il carattere e ottiene in rimonta un punto importantissimo nella lotta per la salvezza, con i Saints che rimangono al penultimo posto ma che impediscono al Norwich di staccarsi. Si affrontano due manager alla loro prima da manager a tempo pieno, con Bryan Gunn da una parte (l’ex portiere dei Canaries aveva diretto nel match precedente la squadra ma da caretaker) e Mark Wotte dall’altra. Inizia meglio decisamente il primo, che vede i suoi sbloccare il match con il bel lavoro di Cureton sulla sinistra dell’area per la conclusione di Fotheringham: Cureton era stato tagliato da Roeder e riportato a Carrow Road proprio da Gunn, finora con ottimi risultati. La partita sembra chiudersi quando Hoolahan scarica una botta terrificante da 25 metri che entra all’incrocio dei pali, ma i Saints mostrano carattere e riescono a riaprire la partita, anche se in modo un po’ fortunoso con la conclusione di McLaggon che trova una deviazione decisiva. Il Southampton ci crede e il cross dalla destra di James pesca perfettamente in area Saganowski, che gira di testa per la rete del definitivo pareggio, sfruttando anche un errore di marcatura di Doherty: i Canaries restano molto vicini alla zona pericolosa di classifica.
La grande sorpresa della giornata arriva al Bramall Lane, dove lo Sheffield United vede interrotta la propria serie positiva dal ko interno contro il Doncaster, che dal canto suo ottiene il quarto successo consecutivo in campionato e riesce finalmente ad uscire dalla zona retrocessione, dove era entrato ormai parecchie giornate fa senza mai uscirne. E’ un ottimo momento per i Rovers anche sul piano degli episodi, visto che nel primo tempo è piuttosto evidente la superiorità dello Sheffield United, ma la squadra di Blackwell fa fatica a trovare precisione e incisività negli ultimi metri, col colpo di testa di Henderson che termina alto di poco a risultare la migliore chance dell’intero match delle Blades. Il Doncaster riesce in qualche modo a difendersi e punge in avvio di ripresa, quando la conclusione di O’Connor viene deviata ottimamente da Kenny sulla base interna della salvezza, Morgan però pasticcia e non solo non riesce a salvare ma forse va a dare anche il tocco decisivo al pallone per entrare in rete, per quella che potrebbe anche esser considerata un’autorete, anche se finora il gol è stato assegnato al centrocampista dei Rovers. Lo Sheffield United prova a reagire ma crea davvero poco e il Doncaster riesce a portare a casa tre punti di platino.
Fino ad un mesetto fa il QPR era incapace anche di segnare un gol in trasferta, ma adesso Paulo Sousa sembra aver toccato i tasti giusti e non solo gli Hoops segnano (e molto) anche lontano da Loftus Road, ma riescono a vincere la seconda partita consecutiva lontano da casa, che serve anche a dimenticare i due pareggi interni consecutivi che avevano preceduto questi impegni. A cadere sul proprio campo è il Blackpool, reduce dall’ottima prestazione di sabato scorso contro il Birmingham City ma che non riesce a ripetersi, anche se il passivo è un po’ troppo pesante visto che i Tangerines non meritano di passare in svantaggio al 17’, quando Helguson controlla un lancio lungo e allarga a destra per Routledge per poi essere lui stesso ad incornare alla perfezione sul secondo palo sul cross del compagno. Per il Blackpool le cose peggiorano nella ripresa, quando Cook viene nettamente steso in area e Helguson chiude il match dal dischetto. Da questo momento in poi il QPR gioca con grande confidenza, colpisce la traversa con la botta di Blackstock deviata anche da un difensore e trova il terzo gol, con Ephraim che corre in area sulla grande verticalizzazione di Cook e realizza con la conclusione bassa.
Nonostante una rosa ridotta all’osso per i tanti infortuni, il Nottingham Forest continua a volare e ottiene la quarta vittoria consecutiva contro lo Sheffield Wednesday, successo probabilmente non meritato ma che viene accolto benissimo dal manager Billy Davies, visto che aveva a disposizione solo 17 giocatore, 12 dei quali dai 22 anni in giù. Non può essere egualmente soddisfatto di certo Brian Laws, che ha visto la sua squadra perdere punti importanti, lui che con il Nottingham Forest ha giocato per sei anni, vincendo anche due League Cup: i suoi Owls giocano bene nel primo tempo e vanno in vantaggio sulla zampata ravvicinata di Jermaine Johnson in mischia dopo un corner, ma la difesa dello Sheffield Wednesday si fa infilare su una verticalizzazione di McGugan per la velocità di Tyson che poi con un tocco morbido batte Grant e pareggia. Le cose per gli ospiti si complicano ulteriormente al 40’, quando Francis Jeffers si fa espellere per un intervento eccessivamente duro su Heath ma lo Sheffield Wednesday continua ad essere la squadra che ci prova maggiormente per portare a casa la vittoria, per poi essere beffato dall’incornata di Luke Chambers dopo una punizione ben battuta dal solito McGugan.
Torna a farsi pericolosa la situazione del Barnsley, che ha iniziato malissimo questo 2009 ed è calato molto in classifica, sconfitto anche dall’Ipswich che dal canto suo torna ad avvicinarsi alla zona playoff. I Tractor Boys decidono la partita già nei minuti iniziali, con all’8’ minuto il cross di Norris che viene toccato all’indietro da Lisbie in modo probabilmente involontario e che trova poi il sinistro vincente di Stead verso il primo palo. Due minuti dopo arriva il raddoppio, con la sponda di Lisbie che vede Souza in vantaggio su tutti ma il difensore va troppo leggero al disimpegno creando un rimpallo con Stead che manda il pallone in rete. Nella ripresa un bel sinistro dell’esordiente maltese Daniel Bodganovic riapre la partita, ma in realtà il Barnsley è dominato per lunghi tratti di gara e avrebbe potuto subire anche una sconfitta più larga.
Momento difficile anche in casa Plymouth, che contro il Bristol City subisce la terza sconfitta consecutiva, la settimana nelle ultime nove partite nelle quali i Pilgrims hanno trovato la via della rete soltanto quattro volte e che hanno portato la squadra nelle prossimità della zona retrocessione. In realtà, il Plymouth gioca meglio nel primo tempo ma due grandi parate di Basso impediscono ai padroni di casa di sbloccare il match, cosa che invece riesce a fare al 62’ il Bristol City, approfittando di un errore in disimpegno di Duguid che permette a Maynard l’assist per il sinistro incrociato di McIndoe, al suo ritorno al gol dopo 19 partite di campionato di digiuno. Una gran parata di Larrieu su Skuse impedisce ai Robins di raddoppiare, ma sul corner successivo di McIndoe battuto stretto Larrieu pasticcia respingendo cortissimo e permettendo a Fontaine il facile tap-in vincente. Buona vittoria dei Robins, il cui manager Gary Johnson vuole ancora una volta un piazzamento playoff.
Quinta sconfitta consecutiva in campionato per il Burnley, che sta attraversando un momento piuttosto incredibile, visto che in Championship sta perdendo diverse posizioni mentre nello stesso periodo nelle coppe ha sempre giocato bene. I Clarets passano subito in svantaggio contro il Watford, quando Rasiak premia l’inserimento di Smith sulla destra dell’area per il cross basso di prima che manda fuori causa Jensen e che permette il tocco a porta vuota di McAnuff, il quale in realtà colpisce malissimo e quasi si mangia tutto prima di appoggiare in rete con il secondo tocco, che vale il suo primo gol dal Boxing Day del 2007 (e vista questa occasione si capisce anche il perché). Il Burnley preme forte nel secondo tempo ma spreca tante occasioni da rete e al 78’ viene punito da un errore difensivo di Carlisle in disimpegno, Harley allora verticalizza subito e permette al subentrato Priskin di incunearsi nello spazio e realizzare il 2-0. Nel finale arriva anche il terzo gol, con Priskin che porta avanti il contropiede sulla destra, è egoista e ignora il liberissimo Smith ma poi chiude il tutto con un gran dribbling a saltare due difensori e un bel piatto sinistro a trovare la sua doppietta personale. Aria fresca per il Watford, che resta però un punto sopra la zona retrocessione.
La 28a giornata di League One è decisamente favorevole al Millwall, che riesce a vincere in casa di un Hereford in buona crescita e si rivede molto vicina la zona playoff, anche perché i Milton Keynes Dons cadono clamorosamente e sorprendentemente in casa contro la squadra meno in forma del momento, ovvero il Leyton Orient, che riesce anche a rimontare un gol di svantaggio, tanto per rendere ancora più chiaro il concetto di come in Football League non ci sia davvero nulla da dare per scontato : adesso il Millwall è a meno uno dai Milton Keynes Dons ma con due partite in più da giocare.
Mezza sorpresa anche al Walkers Stadium, dove il Brighton riesce a bloccare le bocche da fuoco del Leicester e portare a casa un prezioso 0-0, che però non impedisce ai Seagulls di scivolare in zona retrocessione proprio per la contemporanea vittoria del Leyton Orient.
Soffre molto più del previsto ma poi vince il Peterborough in casa di un gagliardo e orgoglioso Crewe Alexandra, che con questa volontà può anche sperare nella difficile rimonta salvezza, mentre lo scontro diretto della zona playoff vede lo Scunthorpe imporsi anche abbastanza facilmente contro l’Oldham, che ora sente sul collo il fiato di un Leeds in evidente risalita, come mostrato dalla facilità con cui i Whites sono riusciti ad imporsi sul Southend.
Continua a faticare il Wycombe nella 28a giornata di League Two, visto che la capolista non riesce ad andare oltre allo 0-0 in casa del Macclesfield e vede le inseguitrici avvicinarsi, in particolare un Brentford che stavolta approfitta del passo falso della capolista per portarsi a -4 con anche una partita in meno: le Bees hanno la meglio nettamente su un Aldershot in calo.
Vittoria di capitale importante del Bury sul Bradford, che scivola fuori dalla zona playoff in una classifica che rimane però molto corta e che vede il Gillingham cadere al settimo posto in classifica dopo la sorprendente sconfitta interna contro il Lincoln City, mentre il Darlington batte di stretto margine il Rotherham e il Dag & Red non riesce andare oltre all’1-1 in casa del Grimsby.
Questo è il quadro di quanto successo nel turno infrasettimanale della Football League:
Risultati 29a giornata Championship:
Martedì 27 Gennaio:
Barnsley-Ipswich 1-2: 8’ Stead (I), 10’ Stead (I), 47’ Bogdanovic (B)
Birmingham City-Derby County 1-0: 59’ Carsley
Blackpool-QPR 0-3: 17’ Helguson, 58’ rigore Helguson, 91’ Ephraim
Charlton-Crystal Palace 1-0: 14’ Spring
Norwich-Southampton 2-2: 40’ Fotheringham (N), 42’ Hoolahan (N), 57’ McLaggon (S), 78’ Saganowski (S)
Nottingham Forest-Sheffield Wednesday 2-1: 27’ Johnson (SW), 34’ Tyson (NF), 75’ Chambers (NF)
Plymouth-Bristol City 0-2: 62’ McIndoe, 86’ Fontaine
Reading-Wolverhampton 1-0: 2’ autogol Collins (W)
Sheffield United-Doncaster 0-1: 50’ O’Connor
Swansea City-Preston 4-1: 2’ Jordi Gomes (SC), 29’ Scotland (SC), 69’ Bauza (SC), 87’ Tate (SC), 90’ Brown (P)
Watford-Burnley 3-0: 2’ McAnuff, 78’ Priskin, 94’ Priskin
Mercoledì 28 Gennaio:
Coventry-Cardiff City 0-2: 34’ Bothroyd, 61’ McCormack
Classifica Championship (posizione, squadra, punti, partite giocate, differenza reti):
1 Wolverhampton 59 (29; +21)
2 Reading 57 (29; +32)
---------------------------------------------------------------------
3 Birmingham City 55 (29; +10)
4 Cardiff City 48 (28; +13)
5 Sheffield United 47 (29; +14)
6 Preston 47 (29; +4)
---------------------------------------------------------------------
7 QPR 45 (29; +4)
8 Swansea City 44 (29; +10)
9 Burnley 43 (29; -1)
10 Ipswich 42 (29; +11)
11 Crystal Palace 40 (28; +6)
12 Bristol City 38 (28; =)
13 Sheffield Wednesday 38 (29; -10)
14 Coventry 37 (29; -3)
15 Blackpool 34 (29; -9)
16 Plymouth 33 (28; -6)
17 Nottingham Forest 33 (29; -7)
18 Barnsley 32 (29; -10)
19 Norwich 30 (29; -7)
20 Watford 30 (29; -9)
21 Doncaster 30 (28; -12)
---------------------------------------------------------------------
22 Derby County 29 (28; -12)
23 Southampton 27 (29; -18)
24 Charlton 22 (29; -21)
Prossima giornata Championship:
Venerdì 30 Gennaio:
ore 20.45
Doncaster-Norwich
Sabato 31 Gennaio:
ore 16.00
Bristol City-Barnsley
Burnley-Charlton
Cardiff City-Nottingham Forest
Crystal Palace-Blackpool
Derby County-Coventry
Ipswich-Plymouth
Preston-Sheffield United
QPR-Reading
Southampton-Swansea City
Wolverhampton-Watford
ore 18.20
Sheffield Wednesday-Birmingham City
Risultati 28a giornata League One:
Martedì 27 Gennaio:
Bristol Rovers-Cheltenham 3-2: 11’ Vincent (C), 21’ Lambert (BR), 50’ Owusu (C), 84’ Duffy (BR), 85’ Lambert (BR)
Colchester-Northampton 2-1: 18’ Akinfenwa (N), 57’ Yeates (C), 58’ Vernon (C)
Hartlepool-Carlisle 2-2: 12’ Bridge-Wilkinson (C), 40’ Taylor (C), 59’ Monkhouse (H), 85’ Porter (H)
Hereford-Millwall 0-2: 65’ Craig, 92’ Laird
Leeds-Southend 2-0: 6’ Marques, 11’ Naylor
Leicester-Brighton 0-0
Milton Keynes Dons-Leyton Orient 1-2: 19’ Chadwick (MKD), 23’ Morgan (LO), 63’ Purches (LO)
Peterborough-Crewe Alexandra 4-2: 2’ Pope (CA), 50’ Boyd (P), 53’ Mclean (P), 57’ Pope (CA), 69’ Keates (P), 87’ Boyd (P)
Scunthorpe-Oldham 2-0: 26’ McCann, 33’ Hooper
Swindon-Walsall 3-2: 8’ Amankwaah (S), 29’ Cox (S), 49’ Paynter (S), 75’ Ibehre (W), 77’ Deeney (W)
Tranmere-Stockport 2-1: 57’ Edds (T), 93’ rigore Moore (T), 94’ Johnson (S)
Yeovil-Huddersfield 1-0: 45’ MacDonald
Classifica League One (posizione, squadra, punti, partite giocate, differenza reti):
1 Leicester 61 (27; +31)
2 Milton Keynes Dons 51 (27; +23)
---------------------------------------------------------------------
3 Peterborough 50 (27; +16)
4 Scunthorpe 50 (27; +15)
5 Millwall 50 (25; +10)
6 Oldham 48 (28; +11)
---------------------------------------------------------------------
7 Leeds 45 (27; +12)
8 Tranmere 43 (26; +7)
9 Stockport 41 (27; +9)
10 Huddersfield 40 (28; -4)
11 Colchester 39 (27; +2)
12 Bristol Rovers 33 (26; +4)
13 Northampton 33 (27; +2)
14 Hartlepool 33 (26; -3)
15 Walsall 32 (26; -3)
16 Carlisle 32 (27; -7)
17 Southend 31 (27; -13)
18 Yeovil 30 (27; -12)
19 Swindon 27 (26; -8)
20 Leyton Orient 26 (28; -15)
---------------------------------------------------------------------
21 Brighton 25 (26; -9)
22 Hereford 21 (26; -16)
23 Cheltenham 21 (26; -26)
24 Crewe Alexandra 19 (26; -26)
Prossima giornata League One:
Sabato 31 Gennaio:
ore 16.00
Brighton-Hartlepool
Carlisle-Colchester
Cheltenham-Milton Keynes Dons
Crewe Alexandra-Tranmere
Huddersfield-Peterborough
Leyton Orient-Yeovil
Millwall-Scunthorpe
Northampton-Leicester
Oldham-Swindon
Southend-Bristol Rovers
Stockport-Hereford
Walsall-Leeds
Risultati 28a giornata League Two:
Martedì 27 Gennaio:
Accrington Stanley-Morecambe 1-0: 57’ Ryan
Barnet-Shrewsbury 0-0
Bournemouth-Luton Town 1-1: 11’ Hollands (LT), 29’ Holland (B)
Brentford-Aldershot 3-0: 28’ Bean, 44’ rigore MacDonald, 87’ Rhodes
Bury-Bradford 1-0: 76’ Morrell
Darlington-Rotherham 1-0: 22’ Carlton
Gillingham-Lincoln City 1-2: 25’ rigore Jackson (G), 52’ Horsfield (LC), 91’ N’Guessan (LC)
Grimsby-Dag & Red 1-1: 19’ Elliott (G), 37’ Nurse (D&R)
Macclesfield-Wycombe 0-0
Port Vale-Chester City 3-0: 59’ Glover, 73’ Taylor, 89’ Lawrie
Rochdale-Notts County 3-0: 45’+2 Buckley, 72’ Dagnall, 94’ Le Fondre
Mercoledì 28 Gennaio:
Chesterfield-Exeter City 2-1: 17’ Moxey (EC), 68’ Lester (C), 80’ Lester (C)
Classifica League Two (posizione, squadra, punti, partite giocate, differenza reti):
1 Wycombe 50 (27; +16)
2 Brentford 46 (26; +15)
3 Bury 46 (28; +11)
---------------------------------------------------------------------
4 Darlington 44 (26; +18)
5 Dag & Red 43 (27; +22)
6 Shrewsbury 43 (27; +19)
7 Gillingham 43 (27; +2)
---------------------------------------------------------------------
8 Rochdale 42 (26; +12)
9 Bradford 42 (27; +12)
10 Exeter City 40 (27; +3)
11 Lincoln City 36 (27; +3)
12 Aldershot 36 (26; -6)
13 Chesterfield 34 (26; +4)
14 Notts County 32 (28; -10)
15 Macclesfield 32 (26; -16)
16 Port Vale 30 (27; -14)
17 Morecambe 28 (26; -10)
18 Accrington Stanley 27 (26; -10)
19 Chester City 25 (27; -18)
20 Rotherham 23 (26; +4)
21 Barnet 22 (27; -22)
22 Grimsby 21 (26; -19)
---------------------------------------------------------------------
23 Bournemouth 11 (27; -9)
24 Luton Town 2 (27; -7)
Prossima giornata League Two:
Sabato 31 Gennaio:
ore 16.00
Aldershot-Rochdale
Bradford-Grimsby
Chester City-Gillingham
Dag & Red-Darlington
Exeter City-Barnet
Lincoln City-Bournemouth
Luton Town-Bury
Morecambe-Port Vale
Notts County-Chesterfield
Rotherham-Macclesfield
Shrewsbury-Brentford
Wycombe-Accrington Stanley
Una perla che può valere una stagione: Van Persie salva l’Arsenal al 92’
L’Everton gioca uno strepitoso secondo tempo ma viene beffato nel finale da una giocata di grande qualità dell’olandese
La serata del turno infrasettimanale può rappresentare un punto di svolta per la stagione dell’Arsenal nella sua disperata rincorsa al quarto posto che varrebbe un piazzamento in Champions League: se il passo dell’Aston Villa continua ad essere solido e con poche pause, non si può dire lo stesso per qualche altra squadra presente nelle prime posizioni e gli episodi accaduti in questa serata possono cambiare molto soprattutto sotto l’aspetto morale, sempre che questa volta i Gunners riescano ad approfittare dell’occasione propizia. Al Goodison Park la squadra di Wenger è stata davvero poca cosa sul piano del gioco, contro un Everton che ha saputo chiudersi bene nel primo tempo per poi prendere letteralmente a pallate gli avversari nella ripresa, andando a sbloccare il match grazie al solito Tim Cahill, sempre di testa, lui che è alto appena 178 centimetri. La determinazione dei Toffees continua ad avere la meglio in mezzo al campo, con la squadra dei Moyes che dà una severa lezione all’Arsenal di come dovrebbe giocare una squadra inglese, un’aggressività e volontà decisamente lontana dalla lentezza espressa dai Gunners. C’è solo buio per la squadra londinese, fino al 92’ minuto quando Robin Van Persie si ricorda di come dovrebbe essere un giocatore dal suo talento, ovvero decisivo, e realizza un gol dalla bellezza pari all’importanza: porta un solo punto in classifica, ma deve finalmente dare una scossa all’Arsenal nella lotta per il posto in Champions League. Sul piano della prestazione questo è stato probabilmente uno dei punti più bassi della stagione dell’Arsenal (e sì che di partite bruttissime ce ne sono state), ma proprio per questo un punto immeritato ma guadagnato in questo modo deve essere fruttato con punti più meritati nelle prossime partite. L’Everton ha fatto la sua solita prestazione quasi perfetta, dominando a tratti nel secondo tempo ma viene beffato da una grande giocata di Van Persie: i Toffees hanno davvero poco da rimproverarsi e si sono confermati ancora una volta un’ottima squadra.
L’Everton ritrova Marouane Fellaini, che aveva dovuto saltare i due derby contro il Liverpool per squalifica, e il belga torna a fare il trequartista alle spalle di Tim Cahill, prendendo di fatto il posto di Anichebe perché è Osman a fare l’esterno destro. Recupero importantissimo quello di Mikel Arteta, che gioca nonostante il problema alle costole. 4-4-2 ormai solito (anche se Van Persie parte spesso alle spalle di Adebayor) per l’Arsenal, che ripropone William Gallas al centro della difesa e allora a scivolare in panchina è Kolo Tourè, visto che i due ormai non si guardano nemmeno più. Novità a centrocampo, perché Ebouè va in panchina e Diaby fa il titolare in mezzo al campo, con Denilson allargato sulla destra.
Il primo tempo sul piano estetico è piuttosto brutto, con l’Everton che si rende protagonista dei primi spunti della serata, visto che all’altezza del 10’ minuto mette in mezzo diversi palloni insidiosi a testare la difesa avversaria e cercando quasi esclusivamente soluzioni sui calci piazzati, all’interno di una prestazione nuovamente molto solida: ancora una volta sono molto bravi i due difensori centrali Jagielka e Lescott, che anticipano costantemente un Adebayor totalmente abulico dalla partita e che appare pure un po’ svogliato, visto che non propone più quel movimento continuo su tutto il fronte d’attacco che lo aveva reso tipico, finendo per essere ineffettivo all’interno della partita. L’Arsenal nei primi 20 minuti si vede raramente nella metà campo offensiva e poi quando prende in mano il gioco lo fa con una lentezza estenuante, che non lo porta mai ad essere pericoloso: Song fa il compitino davanti alla difesa ma non ha alcun impatto in mezzo al campo, mentre Diaby prova ad imporsi in regia toccando molti ma non trovando collaborazione tra i compagni, soprattutto sulla destra dove il solito ineffabile (e intoccabile) Denilson ci tiene a non far rimpiangere Ebouè e come un perfetto Re Mida al contrario trasforma in fango tutto ciò che tocca, sbagliando il più possibile e commettendo anche diversi falli stupidi a regalare agli avversari dei piazzati insidiosi.
Il primo tempo regala solo una mezza occasione al 33’ minuto, con Nasri che va al cross dopo aver affondato sulla sinistra, Van Persie arriva in scivolata sul pallone ma manda molto largo: nel primo tempo i portieri non sono mai chiamati in causa.
In avvio di ripresa l’Arsenal ha subito una grande occasione da rete, ma a sprecare è sempre il solito Denilson, che per la squadra è utile come un’appendice: al 51’ Van Persie trova un gran break centrale dalla trequarti e prende d’infilata il centrocampo avversario, Clichy si sovrappone sulla sinistra m al’olandese va a destra, regalando un ottimo pallone a Denilson con la difesa presa in controtempo e di sorpresa ma il brasiliano è orribile nella conclusione, tirando una ciofeca che termina alta e che non avrebbe fatto paura nemmeno al peggior portiere del mondo. Davvero incomprensibile come un giocatore del genere venga ancora schierato titolare.
Il secondo tempo però è tutto di marca Everton, che alza il proprio ritmo e arriva su tutti i palloni, manco avesse in campo due o tre uomini in più: al 54’ i Toffees si propongono in un’azione insistita, sulla respinta della difesa a riciclare il pallone è Arteta, lo riprende Cahill che è veloce nell’inserimento in area e calcia basso verso il primo palo, ma manda fuori di poco.
L’Arsenal soffre e non si fa più vedere in campo e subisce il meritato gol dello svantaggio al 61’: rimessa laterale battuta da Baines, Denilson (toh, sempre lui) è lui a guardare senza fare alcuna pressione e permette a Fellaini e Pienaar di restituire palla al terzino, che proprio per la mancata copertura del brasiliano ha grande spazio per il cross e lo calibra alla perfezione, in area poi ci pensa il solito Cahill che sovrasta Clichy e va in cielo per incornare alla perfezione, realizzato con il suo stile tipico la rete dell’1-0. Grande l’australiano, che raggiunge anche la centesima rete ufficiale in Inghilterra tra Millwall ed Everton, lui che è un giocatore totale che fa tutto e con immensa qualità. C’è da chiedersi però perché a centro area e su un saltatore del genere in marcatura ci sia Clichy e non un difensore centrale, per una brutta lettura difensiva dei Gunners.
La risposta dell’Arsenal non arriva e Wenger prova a scuotere i suoi al 72’, con le uscite di Song e Sagna e gli ingressi di Bendtner ed Ebouè: Denilson torna a far danni centralmente, mentre Bendtner fa lo stesso sulla fascia destra. Però i Gunners restano in totale balia del dinamismo e dell’aggressività dell’Everton, che non permette agli avversari di portarsi in avanti e anzi continua a giocare alla grande in fase offensiva, meritando nella maniera assoluta una rete del raddoppio che però non arriva.
All’86’ arriva una brutta notizia per i Toffees, visto che Cahill va a contendere un pallone a Djourou e finisce per appoggiare male la caviglia a terra e procurarsi una distorsione che potrebbe però non essere particolarmente seria (speriamo): al suo posto entra Anichebe.
L’Everton non tira mai il fiato nel proprio pressing e sembra portare a casa facilmente la vittoria, ma la beffa arriva al 92’: Diaby da centrocampo sventaglia il gioco verso il centro-sinistra, Van Persie riesce a staccarsi da Jagielka e controlla con il petto, fa rimbalzare a terra e poi da posizione defilata spara una grandissima cannonata verso l’angolo lontano, con una botta letale su cui Howard non può nulla per la rete dell’1-1. L’americano avrebbe dovuto avere un riflesso prodigioso per respingere visto che la conclusione di Van Persie era di grandissima violenza e per l’Arsenal questo è un gol che può avere una valenza fondamentale per l’intera stagione.
Curiosamente, l’Arsenal che spesso appare svogliato e poco determinato in campo è anche la squadra che ottiene il maggior numero di punti con gol arrivati dall’80’ in poi, visto anche che il gol di Van Persie è anche il dodicesimo gol in campionato arrivato negli ultimi dieci minuti di gioco, una percentuale non da poco su un totale di 38 gol complessivi. Adesso però l’Arsenal deve cambiare qualcosa sul piano del gioco e rincorrere quel quarto posto che può essere raggiungibile se la squadra riesce a continuare sulla forza emotiva di questo gran gol realizzato da Van Persie, un gol che può (e forse deve) cambiare gli equilibri della stagione dei Gunners, che devono quindi dimostrare subito molto nel derby interno contro un West Ham in palla.
L’Everton perde due punti senza avere grande colpa, visto che il gol di Van Persie è una totale prodezza dell’olandese e che i Toffees avevano continuato a tenere l’atteggiamento giusto in campo, dando davvero una lezione di determinazione e umiltà ai Gunners: adesso i Toffees chiudono un trittico piuttosto difficile in campionato con la trasferta in casa di un Manchester United in grande forma.
Everton-Arsenal 1-1
Everton (4-4-1-1): Howard 6 – Hibbert 6,5 Jagielka 7 Lescott 7,5 Baines 7,5 – Osman 7 Arteta 6 Neville 6,5 Pienaar 6,5 – Fellaini 6,5 – Cahill 8 (86’ Anichebe sv)
In panchina: Nash, Yobo, Castillo, Rodwell, Jutkiewicz, Gosling
Manager: David Moyes 7
Arsenal (4-4-2): Almunia 6 – Sagna 6 (72’ Ebouè 5) Gallas 5 Djourou 5 Clichy 5,5 – Denilson 2 Diaby 6 Song 5 (72’ Bendtner 5,5) Nasri 5,5 – Adebayor 4 Van Persie 7
In panchina: Fabianski, Tourè, Vela, Ramsey, Gibbs
Manager: Arsene Wenger 5
Arbitro: Andre Marriner 7
Gol: 61’ Cahill (E), 92’ Van Persie (A)
Ammoniti: Arteta, Hibbert (E), Diaby, Nasri (A)
Benitez confeziona l’ennesimo episodio del “suicidio perfetto”: aria di crisi al Liverpool
Nelle altre partite della serata, il Blackburn rimonta due gol al Bolton, mentre una doppietta di Kalou regala tre punti ad un nervoso Chelsea
Wigan-Liverpool 1-1: Solita vecchia storia, solite partite giocate tutte allo stesso modo, con i soliti errori, i soliti cambi e adesso i soliti risultati: chi ha visto il Merseyside derby dello scorso lunedì sera avrà pensato ad una sorta di replica in cui cambiano degli attori ma non la qualità e il risultato dell’opera finale. E’ da cinque anni ormai che al Liverpool sono abituati a questi film, da quando Rafa Benitez è andato a sedersi sulla panchina di Anfield: quello che fa più male però è che quest’anno sembravano esserci tutti i presupposti per rompere il digiuno in campionato, prima che lo stesso Benitez decidesse di bloccare il tutto con le solite cervellotiche scelte, con le solite operazioni da “genio della tattica”, ma genio molto molto incomprese, con le solite sciocchezze. Risultato: solito possesso di palla estenuante e molto sterile, solita volontà di non chiudere le partite una volta passato in vantaggio, soliti cambi difensivi (sempre loro, sempre quelli) e beffa finale, beffa che però questo atteggiamento poi finisce per meritare. La classifica ora piange, perché quel Liverpool che aveva avuto l’occasione per sfuggire in vetta alla classifica per poi sprecarla adesso ha due punti in meno rispetto al Manchester United (con una partita in più giocata). Non solo, i Reds sono anche stati raggiunti dal Chelsea e sono terzi per la differenza reti, hanno appena un punto in più dell’Aston Villa e il morale sotto i tacchi, per i tre pareggi consecutivi in campionato (più un quarto in FA Cup) e perché l’illusione di lottare per il titolo sta via via svanendo, creando una situazione pericolosa che rischia di vedere la squadra calare sensibilmente: adesso i Reds saranno impegnati nel fondamentale big match contro il Chelsea, partita che potrebbe valere un riscatto, ma che soprattutto potrebbe affondare definitivamente le ambizioni e portare la squadra in un limbo pericoloso, anche perché lo spogliatoio (e qualche tifoso) comincia a ribellarsi contro Benitez, in una situazione generale che sembra lì lì per precipitare. Tutto sommato, il Wigan non ha proposto una prova eccezionale, ma Bruce deve un po’ ricostruire una nuova squadra in questa stagione dopo gli addii di Palacios ed Heskey e doveva fare a meno anche del portiere Kirkland (che sarebbe stato l’ex di giornata) e dell’esterno Valencia. Il possesso palla dei Reds porta una grande occasione, con il colpo di testa di Fernando Torres su cross a giro di Gerrard che sbatte sul palo, ma poi torna ad essere lento e troppo sterile, permettendo al Wigan di difendersi e di provare a ripartire, anche se la coppia d’attacco egiziana Mido-Zaki non appare in serata esaltante e non ha il giusto appoggio dal centrocampo, che ha come interni due mediani di pura interdizione. Il match si sblocca al 41’: la verticalizzazione di Mascherano in area sembra un po’ lunga per Benayoun, ma il portiere Pollitt è lentissimo nell’uscita bassa e viene anticipato dall’israelino che si defila molto ma da posizione piuttosto difficile riesce ad appoggiare in porta vuota per lo 0-1. Nella ripresa il possesso palla del Liverpool riesce ad essere ancora più sterile, con la squadra che non sembra intenzionata a chiudere la partita, come se gli ultimi avvenimenti fossero accaduti per nulla. Benitez poi ci mette del suo al 72’, togliendo Fernando Torres per Riera, tanto per far svegliare gli avversari, che poi pungono quando la difesa dei Reds collassa clamorosamente verso la sua sinistra lasciando spazio sulla corsia che dovrebbe esser coperta da Arbeloa, Brown tocca in area per Koumas che viene steso in maniera folle da Lucas Leiva, che non perde occasione per essere dannoso e regala un penalty ai Latics, penalty realizzato con freddezza da Mido: l’egiziano trova subito il suo primo gol con il Wigan, realizzando per la seconda volta in stagione contro il Liverpool. Ecco allora che subito Benitez inserisce il suo uomo di “sfiducia” Keane, togliendo addirittura Gerrard: come dire che lo spagnolo le grane se le cerca, cosa che avevamo già visto nelle sue dichiarazioni deliranti contro Ferguson. Al 91’ potrebbe arrivare addirittura la sconfitta: punizione defilata sulla destra battuta con un gran destro a giro dal subentrato Hugo Rodallega, Reina è battuto ma la traversa nega al colombiano un esordio incredibile in Premier League. C’è aria di bufera adesso nel Liverpool e attorno a Benitez.
Blackburn-Bolton 2-2: Il Lancashire derby non è spettacolare ma è comunque molto intenso e regala emozioni altalenanti e contrapposte, in un match che vedeva sicuramente Sam Allardyce come grande protagonista, lui che ha passato sette anni e mezzo alla guida del Bolton. E’ una partita a due facce, in cui a rimpiangere sicuramente di più è il Bolton, che però si affida ad un gioco volutamente troppo cinico e questo lo porta spesso ad esagerare. La prima ora di gioco del Blackburn è decisamente brutta, con i Rovers incapaci di creare azioni interessanti nonostante una superiorità evidente nel possesso di palla, mentre il Bolton come al solito punge nei suoi rari attacchi, sfruttando in particolare errori difensivi avversari, come capita nei due gol che regalano ai Trotters il doppio vantaggio all’intervallo, entrambi nati su due letture orribili della difesa dei Rovers: al 15’ Steinsson ha libertà per avanzare e poi va al cross dalla destra per Makukula, che cicca il tiro trovando involontariamente un assist che Ooijer non intercetta abbastanza colpevolmente e che Taylor tocca in rete da posizione ravvicinata, per lo 0-1. Il gioco dei Rovers finisce per frustrare i tifosi di casa, ma l’episodio più frustrante arriva al 35’ quando ancora Steinsson dà il là all’azione del gol con il cross basso che sul primo palo non viene deviato da Nolan, alle sue spalle però è pronto Kevin Davies che vede la sua prima conclusione respinta benissimo da Robinson, sul pallone però si avventa ancora l’ex di giornata che stavolta trova la via della rete, lui che segna ormai quasi sempre ai Rovers una volta conclusa la brutta esperienza ad Ewood Park. Anche in avvio di ripresa le cose vanno malissimo per il Blackburn, ma la sveglia un po’ a sorpresa è suonata da un McCarthy che sembrava il più addormentato di tutti, con il grande assist verticale di esterno che permette a Warnock di inserirsi in area per la conclusione vincente che riapre il match. Il gol galvanizza i Rovers che poi guadagnano un calcio di rigore con Roque Santa Cruz che viene steso in area da Jaaskelainen, il quale subisce un cartellino giallo ma avrebbe potuto esser benissimo espulso dall’arbitro Dean: il finlandese rimane in porta ed è straordinario nel respingere la conclusione di McCarthy, per poi esser decisivo anche sulla respinta salvando su Andrews. Il Bolton però si fa schiacciare troppo e a quattro minuti dalla fine subisce il gol del pareggio definitivo, quando in mischia Roberts riesce a trovare l'assist per il tocco ravvicinato e vincente di McCarthy. Il gol del sudafricano rischia di dare il là alla rimonta completa perché subito Nelsen colpisce di testa dopo un calcio di punizione dalla destra e sfiora il terzo gol, mandando il pallone sulla base del palo. Finisce 2-2 e probabilmente è giusto così, perché nessuna delle due squadre ha fatto abbastanza per meritare la vittoria.
Chelsea-Middlesbrough 2-0: Nonostante i nervi a fior di pelle mostrati in campo e soprattutto in panchina, il Chelsea conferma di essere una squadra che non muore mai e con cui si dovrà fare i conti anche nella lotta per il titolo, visto che nonostante la netta sconfitta di Old Trafford a distanziare i Blues dal primo posto sono appena due punti (anche se con una partita in più giocata). La partita di Stamford Bridge però prende le pieghe di un paradossale allenamento “difesa contro attacco” per l’assurdo atteggiamento del Middlesbrough, che lascia Marlon King isolatissimo in attacco e fa solo ostruzionismo davanti alla propria area di rigore, creando uno spettacolo che non ha nulla a che fare con il calcio inglese che tutti amiamo: se è con queste tattiche che Southgate vuole salvare il Boro, qui non si andrà davvero da nessuna parte, se non dritti in Championship e la serie di undici partite senza vittorie in campionato continua a creare preoccupazioni enormi. Cech allora è spettatore non pagante della partita e può star lì a pensare al futuro con il nuovo secondo portiere che sta arrivando per rimpiazzare Cudicini, con i Blues che pensano ad un altro italiano come Marco Storari, 32enne di proprietà del Milan dove è caduto un po’ in disgrazia e che di certo sarà meno affidabile di Cudicini quando Cech si fermerà ai box, situazione che accade abbastanza frequentemente. La partita vede solo il Chelsea spingere ma il primo tempo vede frustrati i tentativi dei Blues, che non riescono a creare grandi occasioni e che all’intervallo vengono anche “booati” dal proprio pubblico, non felice del poco gioco mostrato dai Blues. E’ poco felice anche Scolari, che nel primo tempo mostra evidenti segni di nervosismo insultando il quarto uomo e un assistente di Southgate dopo una seconda ammonizione non accordata a Shawky e che nella ripresa toglie il solito fantasma Malouda per inserire Drogba. Il Chelsea ci prova con maggiore convinzione e ringrazia due calci piazzati:un calcio d’angolo di Lampard crea una mischia che Wheater non riesce a risolvere e allora Kalou riesce a sparare il destro potente che buca Turnbull e sblocca il match. Il Middlesbrough trova l’occasione più pericolosa della sua partita, quando Afonso Alves calcia terribilmente dal limite scivolando a terra e trovando un tiro telefonato e comunque larghissimo: è tutto qui il Boro, che poi subisce il raddoppio su altro corner di Lampard, Turnbull ha visto ieri Carson in tv e non vuole essere da meno e buca totalmente l’uscita, permettendo a Kalou la facile incornata a porta vuota per il raddoppio. Effettivamente, l’ivoriano è stato il migliore in campo anche oltre ai gol, ma adesso rischia una squalifica dalla Federazione per aver esultato entrambe le volte con un “handcuff”, ovvero con il gesto delle manette in onore di Assale Tiemoko Antoine, un ribelle politico ivoriano che in settimana è stato scarcerato: senza voler penetrare nel messaggio che Kalou voleva lanciare, avrebbe potuto pensarci sopra vista la carenza di esterni che in questo momento ha il Chelsea.
Manchester City-Newcastle 2-1: 90 minuti scontati dall’inizio alla fine quelli del City Of Manchester Stadium, visto che in campo c’è un Newcastle inguardabile e senza alcuna verve e per il Manchester City è abbastanza facile portare a casa i tre punti, importanti per salire al nono posto in classifica e allontanare per il momento le paure della zona bassa di classifica per poter programmare con un po’ più di calma: decisive sono le tre vittorie interne consecutive, per una squadra in continua evoluzione e che con gli esordi di Bellamy e De Jong si propone in campo con una sorta di 4-3-3, che vede De Jong, Zabaleta (ancora in mediana) e Ireland a centrocampo e Kompany riportato al suo ruolo di difensore centrale. Abbastanza disperate sono le scelte di Kinnear, che deve optare sull’avanzamento di Coloccini in mediana, anche perché alternative non ce ne sono più: forse però sarebbe stato meglio lanciare qualche ragazzo dell’Academy. Quello che si vede in campo è però un Newcastle sconcertante, senza alcun carattere e voglia di lottare, con il solo Barton (ex di giornata) che corre per tutti e che non può certo bastare, in una squadra allo sbando che rischia anche di perdere Shay Given, non convocato e diretto proprio al Manchester City: in tribuna intanto si rivede Mike Ashley, che non aveva più avuto il coraggio di seguire una partita allo stadio da quando aveva cacciato Kevin Keegan e quindi da Arsenal-Newcastle, quando le telecamere lo pescarono a bere un’intera pinta di birra tutta d’un fiato. Il match si sblocca al 17’, quando Robinho ricicla un brutto cross di Bridge e tocca bene per Wright-Phillips che poi batte Harper con una conclusione bassa e ravvicinata: buon assist di Robinho, che però a Manchester ne sta combinando di tutti i colori, parlando però delle sue fughe e liti con Hughes visto che l’accusa di violenza sessuale ad una donna in un pub di Leeds è tutta da verificare e quindi è meglio non esprimersi in giudizi affrettati. Per il Newcastle le cose peggiorano subito, perché Owen si fa male alla caviglia ed è costretto a lasciare il posto a Jonas: per l’ex Liverpool si parla di un mese di stop. Il Newcastle è terribile nel primo tempo, ma in avvio di ripresa meriterebbe un calcio di rigore per un abbraccio di Richards su Taylor nella contesa per un cross alto. Subito dopo il Newcastle perde anche Barton e allora le cose si mettono malissimo visto che era l’unico a correre: anche per lui si parla di un problema alla caviglia, ma per lui dovrebbe esserci un mese e mezzo di stop, niente male per uno che era al rientro. Il raddoppio meritato per il Manchester City arriva al 77’, quando Zabaleta serve palla a Bellamy, che controlla e dal limite lascia partire un bel sinistro rasoterra che prende in controtempo Harper e vale il 2-0: è anche il gol dell’ex per il gallese, che aveva punito i Magpies anche un paio di giornate fa quando ancora era al West Ham. All’81’ una brutta leggerezza di Bridge riapre la partita, con Edgar che scippa palla all’ex Chelsea e crossa basso per l’appoggio di Carroll, ma il Newcastle non ha forze per rendersi pericoloso e torna a casa con una sconfitta poco confortante.
West Ham-Hull City 2-0: Non c’è storia ad Upton Park, dove scende in campo soltanto una squadra, ovvero il West Ham che riesce ad ottenere la quarta vittoria nelle ultime cinque partite, all’interno di una partita decisamente dominata nella quale solo i tanti bei interventi del portiere avversario hanno tenuto limitato il passivo. Rischia di affondare pesantemente invece l’Hull City, che subisce la sesta sconfitta consecutiva e che scende sempre più vorticosamente in classifica, avvicinandosi sempre più alle zona basse: per lunghi tratti di gara, dei Tigers s’è visto il nulla, a parte il 31enne Matt Duke, portiere a sorpresa preferito a Myhill e che l’anno scorso ha dovuto risolvere un problema grave come quello del tumore al testicolo. Il ritmo dei padroni di casa mette subito alle corde l’Hull City, che balla pericolosamente in tutte le zone del campo e ringrazia una gran parata di Duke su Collison se il match non si sblocca subito. Il West Ham macina ancora gioco, Di Michele sembra essere in tutte le zone del campo e colpisce il palo con una bella conclusione, ma poi si mangia un gol terribile con una conclusione orribile. A metà tra i due episodi anche un calcio di rigore accordato per fallo del solito Ricketts su Cole: dal dischetto va Mark Noble, che nel 2006 fu prestato per tre mesi proprio all’Hull City e che cerca quindi il gol dell’ex ma che vede la propria conclusione respinta da uno splendido salvataggio di Duke. Il portiere è ancora bravo su una conclusione bassa a giro di Cole, ma questa volta sulla respinta si avventa Di Michele, che si fa perdonare l’errore precedente e sblocca finalmente il match. Gli Hammers continuano a dominare, Collison colpisce il palo al termine di un'azione quasi perfetta orchestrata dagli eccellenti Cole e Di Michele e pochi minuti dopo Duke è ancora strepitoso quando Cole si presenta a tu per tu con lui ma poi nella ripresa non può nulla proprio contro lo stesso Cole, che tocca in rete dopo che il palo aveva respinta una conclusione di Di Michele. A quel punto Brown fa entrare anche Bullard ma la frittata ormai è fatta e all’Hull City non basta un finale di gara orgoglioso per cancellare una prestazione pessima.
Questi sono i risultati della 23a giornata di Premier League:
Martedì 27 Gennaio:
Portsmouth-Aston Villa 0-1: 21’ Heskey
Sunderland-Fulham 1-0: 55’ Jones
Tottenham-Stoke City 3-1: 8’ Lennon (T), 21’ Defoe (T), 25’ Dawson (T), 57’ Beattie (SC)
West Bromwich-Manchester United 0-5: 22’ Berbatov, 44’ Tevez, 60’ Vidic, 65’ Cristiano Ronaldo, 73’ Cristiano Ronaldo
Mercoledì 28 Gennaio:
Blackburn-Bolton 2-2: 15’ Taylor (Bo), 35’ Kevin Davies (Bo), 66’ Warnock (Bl), 87’ McCarthy (Bl)
Chelsea-Middlesbrough 2-0: 58’ Kalou, 81’ Kalou
Everton-Arsenal 1-1: 61’ Cahill (E), 92’ Van Persie (A)
Manchester City-Newcastle 2-1: 17’ Wright-Phillips (MC), 77’ Bellamy (MC), 81’ Carroll (N)
West Ham-Hull City 2-0: 33’ Di Michele, 51’ Cole
Wigan-Liverpool 1-1: 41’ Benayoun (L), 83’ rigore Mido (W)
Classifica Premier League (posizione, squadra, punti, partite giocate, differenza reti):
1 Manchester United 50 (22; +29)
--------------------------------------------------------------------------
2 Chelsea 48 (23; +31)
3 Liverpool 48 (23; +22)
--------------------------------------------------------------------------
4 Aston Villa 47 (23; +14)
--------------------------------------------------------------------------
5 Arsenal 42 (23; +13)
--------------------------------------------------------------------------
6 Everton 37 (23; +4)
7 Wigan 32 (23; +2)
8 West Ham 32 (23; =)
9 Manchester City 28 (22; +10)
10 Hull City 27 (23; -15)
11 Fulham 26 (21; +1)
12 Sunderland 26 (23; -8)
13 Tottenham 24 (23; -4)
14 Bolton 24 (23; -8)
15 Portsmouth 24 (22; -13)
16 Newcastle 23 (23; -10)
17 Blackburn 22 (22; -11)
--------------------------------------------------------------------------
18 Middlesbrough 21 (23; -17)
19 Stoke City 21 (23; -18)
20 West Bromwich 21 (23; -22)
Queste sono le formazioni con i migliori ed i peggiori della 23a giornata di Premier League:
TOP 11 (4-4-2):
Duke (Hull City);
Steinsson (Bolton), Knight (Aston Villa), Lescott (Everton), Baines (Everton);
Kalou (Chelsea), Carrick (Manchester United), Giggs (Manchester United), Collison (West Ham);
Berbatov (Manchester United), Cahill (Everton)
Manager: Gianfranco Zola (West Ham)
FLOP 11 (4-4-2):
Carson (West Bromwich);
Ooijer (Blackburn), Campbell (Portsmouth), Abdoulaye Faye (Stoke City), Wilkinson (Stoke City);
Denilson (Arsenal), Lucas Leiva (Liverpool), Davis (Portsmouth), Belhadj (Portsmouth);
Adebayor (Arsenal), Kanu (Portsmouth)
Manager: Gareth Southgate (Middlesbrough)
Questo è il programma della prossima giornata di Premier League:
Sabato 31 Gennaio:
ore 13.45
Stoke City-Manchester City
ore 16.00
Arsenal-West Ham
Aston Villa-Wigan
Bolton-Tottenham
Fulham-Portsmouth
Hull City-West Bromwich
Middlesbrough-Blackburn
ore 18.30
Manchester United-Everton
Domenica 1 Febbraio:
ore 14.30
Newcastle-Sunderland
ore 17.00
Liverpool-Chelsea


