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venerdì 27 febbraio 2009

A Wembley c’è la Carling Cup in palio: Redknapp all’assalto di Ferguson

Preview del weekend del calcio inglese, oltre a Manchester United-Tottenham c’è anche la Premier League, con l’Hull City e il Blackburn che cercano punti chiave per la salvezza



Il clou del weekend del calcio inglese sarà la 49esima finale della League Cup, rinominata adesso Carling Cup per ragioni di sponsor. La competizione iniziata lo scorso 11 Agosto con in campo nel primo turno tutte le squadre di Championship, League One e League Two arriva al proprio atto conclusivo con ancora una volta una finale di buonissimo livello, segno che anche la secondo coppa nazionale ha una certa importanza per le squadre inglesi, anche perché la vetrina di Wembley è sempre appetibile, così come la possibilità di alzare un trofeo abbastanza prestigioso. A ritrovarsi di fronte saranno la squadra più in forma del momento, ovvero il Manchester United, e quella che detiene il trofeo, il Tottenham, entrambe arrivate al traguardo dopo un cammino abbastanza brillante fino ai quarti di finale ma anche dopo aver faticato parecchio nella doppia semifinale contro due squadre di Championship, ovvero Derby County e Burnley. Il Tottenham va allora alla caccia del suo quinto successo, dopo quelli del 1972, del 1974, del 1999 e della scorsa stagione, quando a decidere la finale contro il Chelsea fu un colpo di testa di Jonathan Woodgate ai tempi supplementari, un successo piuttosto meritato dagli Spurs che adesso hanno anche “snobbato” incredibilmente la Coppa Uefa per prepararsi al meglio a questo match, che naturalmente in caso di successo potrebbe dare il biglietto e la qualificazione per la prossima… Coppa Uefa. Nel match interno contro lo Shaktar Donetsk, infatti, sono stati tenuti a riposo i vari Woodgate, Assou-Ekotto, King, Corluka, Jenas, Modric, Bent e Lennon, tutti in predicato di giocare da titolari nel match di domenica, anche se Bent presumibilmente dovrebbe partire dalla panchina, perché Redknapp (che torna a Wembley dopo aver vinto lo scorso anno la FA Cup con il Portsmouth) sembra intenzionato a puntare sul 4-4-1-1 e a questo punto logica vorrebbe che il titolare in attacco dovrebbe essere Roman Pavlyuchenko, che se in campionato non segna mai (o quasi) ha invece sempre segnato in ogni match di Carling Cup, una differenza di rendimento abbastanza curiosa che però dovrebbe convincere il manager a puntare su di lui. Dovrebbe tornare allora Bentley in formazione titolare, anche se O’Hara ha giocato bene nel match di giovedì e potrebbe anche trovare spazio. Sono ineleggibili invece Chimbonda, Palacios, Robbie Keane e Carlo Cudicini, il che vuol dire che tra i pali giocherà Heurelho Gomes, non certo la miglior sicurezza. Il Manchester United cerca invece il terzo successo in questa competizione, dopo aver conquistato l’edizione del 1992 (tra l’altro, battendo in finale di Nottingham Forest di Brian Clough ma soprattutto con in campo Roy Keane e Teddy Sheringham, destinati poi a vincere tutto con i Red Devils) e quella del 2006, con un secco 4-0 sul Wigan, match che segnò la definitiva rottura tra Van Nisterlooy e Ferguson, che scatenò le ire dell’olandese lasciandolo in panchina. Meno problemi dovrebbero esserci nel lasciare fuori dalla formazione un altro olandese, ovvero Edwin Van der Sar, che dovrebbe lasciare spazio probabilmente a Ben Foster, il quale è anche in ballottaggio con Kuszczak. Ferguson dovrebbe puntare su un mix tra titolari e riserve, con il possibile ritorno in formazione dei vari Vidic, Rooney, Scholes e Tevez e con l’innesto di Gibson e possibilmente anche di Fabio Da Silva sulla fascia sinistra. Di certo, una volta arrivate a Wembley le due squadre se la giocheranno al massimo delle possibilità.

Probabili formazioni:
Manchester United (4-4-2): Foster; O’Shea, Ferdinand, Vidic, Fabio Da Silva; Cristiano Ronaldo, Scholes, Gibson, Nani; Rooney, Tevez
Tottenham (4-4-1-1): Gomes; Corluka, Woodgate, King, Assou-Ekotto; Lennon, Zokora, Jenas, Bentley; Modric; Pavlyuchenko


In campo però ci sarà anche la 27a giornata di Premier League, con le altre otto partite:

Hull City-Blackburn: Il match più delicato della giornata di Premier League è quello del KC Stadium, dove si affrontano due squadre che hanno assoluto bisogno di punti chiave nella lotta per la salvezza, con il Blackburn che vuole uscire dalla zona retrocessione e l’Hull City che vuole frenare questa sorta di crollo in classifica che sembra non stopparsi in alcun modo. Per spiegare l’importanza di questo match basta pensare che il Blackburn ha vinto appena due delle ultime 19 partite di campionato, mentre l’Hull City ha ottenuto appena un successo negli ultimi 17 match: questo rende il rendimento dei due club il peggiore nella lega nelle ultime 17 giornate. Al KC Stadium ci sarà anche la sfida nella sfida tra Sam Allardyce e il suo ex assistente al Bolton Phil Brown, due tecnici che si conoscono piuttosto bene ma che non potranno certo stare a guardare ai convenevoli in vista di questo match. Entrambe le squadre sono reduci dai replay di FA Cup in cui hanno tenuto a riposo molti titolari, con l’Hull City che però è riuscito a passare il turno, mentre il Blackburn è caduto in casa del Coventry. I Tigers dovrebbero proporre una formazione leggermente più offensiva rispetto a quella di lunedì scorso, visto che Geovanni sembra poter tornare titolare, anche se di fatto sembra giocarsi il posto con Manucho che modificherebbe il modulo in un 4-4-2 andando ad affiancarsi a Cousin. Phil Brown dovrebbe confermare la linea difensiva vista contro il Tottenham con Gardner ad affiancare Turner, mentre diverse novità dovrebbero esserci a centrocampo dove non dovrebbe essere riproposto Zayatte per riproporre sulla destra Bernard Mendy, mentre Halmosi potrebbe sfruttare la scia del gol decisivo realizzato in coppa contro lo Sheffield United per essere preferito a Kilbane. Meno dubbi di formazione ci sono per il Blackburn, che dovrebbe riproporre il 4-5-1 visto ad Old Trafford contro il Manchester United con Diouf e Pedersen esterni offensivi. Rispetto al match di sabato scorso dovrebbe esserci soltanto una variazione dovuto al rientro di Samba dalla squalifica al posto di Givet.
Hull City (4-4-1-1): Duke; Ricketts, Turner, Gardner, Dawson; Mendy, Marney, Ashbee, Halmosi; Geovanni; Cousin
Blackburn (4-5-1): Robinson; Ooijer, Samba, Nelsen, Warnock; Diouf, Dunn, Grella, Andrews, Pedersen; Santa Cruz

Bolton-Newcastle: Nonostante il 2-1 inflitto al West Ham nello scorso sabato, Gary Megson non è riuscito a passare una settimana lontana dai rumours e dalle voci riguardanti il suo futuro, visto che secondo molti il Bolton ha già trovato un accordo con Owen Coyle per la prossima stagione, assicurandosi in questo modo un manager che sta svolgendo un eccellente lavoro sulla panchina del Burnley: in realtà, è difficile dare l’accordo per fatto, anche perché i Trotters non sono ancora certi della salvezza, mentre i Clarets puntano ancora ai playoff in Championship. Quello di domenica è un match piuttosto delicato sia per il Bolton che per il Newcastle, che è imbattuto nelle ultime tre partite dopo aver vinto in casa del West Bromwich e aver pareggiato sul proprio campo contro Sunderland ed Everton: soprattutto il pareggio di domenica scorsa potrebbe aver portato grande fiducia alla squadra, capace di reggere senza neppure passare grossi pericoli nonostante l’intero secondo tempo giocato in 10 uomini per l’espulsione di Kevin Nolan, che in questo modo salterà il match del Reebok Stadium che lo avrebbe visto protagonista come grande ex. Mancherà anche un altro ex come Guthrie e allora il Newcastle deve inventarsi qualcosa a centrocampo per affiancare Butt, con Geremi favorito per la maglia da titolare ma con Alan Smith che potrebbe a sorpresa avere la meglio: da non sottovalutare anche l’opzione di Ryan Taylor in posizione di interno e due Duff e Jonas come esterni. Appare abbastanza probabile il ritorno da titolare per Obafemi Martins, un rientro fondamentale per i Magpies che cercano la loro seconda vittoria consecutiva in trasferta, risultato che non viene ripetuto dall’Aprile del 2006, quando i bianconeri ebbero anche la soddisfazione di vincere due derby del nord-est contro Middlesbrough e Sunderland. Dall’altra parte, il Bolton è alla ricerca della terza vittoria interna consecutiva e vuole tornare in posizione tranquilla di classifica, dopo che l’inizio di 2009 era stato abbastanza preoccupante. Megson sembra intenzionato a confermare l’undici sceso in campo sabato scorso, con Elmander e Gavin McCann che hanno convinto al loro rientro e che saranno sicuramente confermati, così come Matthew Taylor che cerca il suo 50esimo gol in campionato in carriera.
Bolton (4-4-2): Jaaskelainen; Steinsson, Cahill, Puygrenier, Samuel; Matthew Taylor, McCann, Mark Davies, Gardner; Kevin Davies, Elmander
Newcastle (4-4-1-1): Harper; Steven Taylor, Coloccini, Bassong, Josè Enrique; Ryan Taylor, Geremi, Butt, Jonas; Duff; Martins

Aston Villa-Stoke City: Dopo esser stato criticato da media e tifosi e aver lasciato perplessi tutti per la squadra selezionata per la trasferta di giovedì in Coppa Uefa (con tanto di logica eliminazione), Martin O’Neill cerca di riportare la concentrazione di tutti sul campionato e sulla lotta per un posto in Champions League, chiedendo alla squadra di cancellare anche la sconfitta di sabato scorso contro il Chelsea con una convincente prestazione contro lo Stoke City, nel giorno del 57esimo compleanno del manager nordirlandese. I Villans hanno ottenuto poco più dei punti degli avversari diretti di domenica, ma nel match di andata si videro sconfitti per 3-2 al termine di un match molto emozionante, deciso dall’incorna di “Big Mama” Sidibe in pieno recupero, a dare a Tony Pulis la prima vittoria in Premier League. Come prevedibile, i Potters sono rimasti invischiati nella lotta per non retrocedere e non sono reduci da un periodo positivo, per un passo in trasferta mai brillante (zero vittorie esterne) e per un recente calo di forma, sintetizzato dal solo successo ottenuto nelle ultime 10 partite, che hanno lasciato la squadra con soli due punti di vantaggio sulla zona retrocessione. Allora per lo Stoke City ogni match sarà fondamentale in questa tiratissima lotta per la salvezza, a cominciare da quello di Villa Park, dove i Potters proveranno a portare a casa qualche punto nonostante diverse assenze importanti, su tutte quelle degli ormai esterni titolari Delap ed Etherington, entrambi squalificati: se l’ex West Ham ha ancora due partite di squalifica da scontare, per Delap il rientro sarà nel prossimo match, ma entrambi saranno delle armi che mancheranno a Tony Pulis, che spera di recuperare a pieno Liam Lawrence sulla fascia destra, mentre sulla sinistra dovrebbe esser confermato Pugh. Lo Stoke City ha ormai recuperato pienamente Ricardo Fuller, che potrebbe trovare un posto in panchina dopo l’infortunio alla spalla, mentre in attacco dovrebbe essere Sidibe ad affiancare Beattie, autore di una doppietta nello scorso match contro il Portsmouth, doppietta resa non decisiva dalla terribile autorete di Shawcross. Match importante per Sorensen, che ritorna per la prima volta da avversario al Villa Park, dopo aver difeso per 158 match ufficiali la porta dei Villans. L’Aston Villa riproporrà in formazione i vari Barry, Friedel, Heskey, Milner, Ashley Young, Agbonlahor, Cuellar e Petrov, tutti tenuti a riposo per la trasferta di Coppa Uefa e così gli unici indisponibili rimangono Martin Laursen e Wilfred Bouma: l’olandese però è tornato ad allenarsi e potrebbe tornare presto nell’elenco dei convocati dopo lo spaventoso infortunio alla caviglia dello scorso Agosto, quando ancora Martin O’Neill ci teneva al cammino europeo. Presenza importante per James Milner, che a soli 23 anni disputerà la sua 200esima partita in campionato in carriera con le maglie di Leeds, Swindon, Newcastle e Aston Villa.
Aston Villa (4-4-2): Friedel; Cuellar, Knight, Curtis Davies, Luke Young; Milner, Petrov, Barry, Ashley Young; Heskey, Agbonlahor
Stoke City (4-4-2): Sorensen; Wilkinson, Shawcross, Abdoulaye Faye, Higginbotham; Lawrence, Diao, Amdy Faye, Pugh; Beattie, Sidibe

Middlesbrough-Liverpool: Quasi testacoda al Riverside Stadium, visto che il Middlesbrough penultimo in classifica e incapace di vincere nelle ultime 14 partite di campionato ospita il Liverpool secondo in classifica e imbattuto da 15 partite di Premier League, una striscia che però ha visto i Reds decisamente sopravanzati dal Manchester United, visto che in questa serie di match l’undici di Benitez ha ottenuto 29 punti mentre i Red Devils ne portavano a casa ben 41, tenendo davvero una marcia decisamente diversa. Paradossalmente, nonostante le posizioni in classifica decisamente diverse, entrambe le squadre arrivano a questo match in una situazione piuttosto critica e complicata, anche se lo scorso mercoledì le coppe hanno sorriso sia a Southgate sia a Benitez, con il Boro che ha battuto il West Ham ed è approdato ai quarti di finale di FA Cup, mentre i Reds andavano ad espugnare il Santiago Bernabeu con la rete di Benayoun nell’andata degli ottavi di finale di Champions League. Il Liverpool prova a battere in trasferta in Middlesbrough in campionato per la prima volta dal Marzo del 2002, quando finì 2-1 con reti di Riise ed Heskey per i Reds, mentre a segnare per il Boro fu proprio Gareth Southgate. Si arriva a questo match però con una sorta di evoluzione polemica delle gerarchie societarie in casa Liverpool, visto che dopo le insistenti voci di un possibile e prossimo addio di Rafa Benitez è arrivato un ulteriore scossone dirigenziale, visto che è stato ufficializzato che lo chief executive Rick Parry lascerà il club a fine stagione. Provando a dimenticare questo questioni, il Liverpool tornerà a puntare tutto su Steven Gerrard, pronto a tornare da titolare prendendo il posto di Fernando Torres, out per un fastidio alla caviglia. Potrebbe allora essere confermato il 4-2-3-1 con Kuyt unica punta, ma Benitez potrebbe optare per altre variazioni di formazione, con in particolare Hyypia, Babel e Lucas Leiva pronti a subentrare in una sorta di piccola rotazione voluta da Benitez, anche in vista del prossimo turno infrasettimanale. Chi dovrebbe avere spazio è Yossi Benayoun, che celebrerà la sua 150esima presenza in un club inglese, considerando anche quelle per il West Ham. Il Middlesbrough è reduce da una prestazione eccellente in FA Cup, in cui s’è davvero vista una squadra trasformata e lontana parente da quella che in campionato non segna da 495 minuti e che nelle ultime nove partite ha trovato soltanto un gol con Afonso Alves. Proprio per questo motivo Southgate dovrebbe riproporre subito da titolare Jeremie Aliadiere, che al rientro ha ben impressionato nel match di mercoledì scorso e che potrebbe quindi ottenere la sua 100esima presenza in un campionato inglese, comprese anche quelle con le maglie di Arsenal, West Ham e Wolverhampton. Potrebbe esser confermato lo stesso undici che ha battuto il West Ham con anche Bates in mezzo al campo e Tuncay a partire dalla fascia destra.
Middlesbrough (4-5-1): Jones; Hoyte, Wheater, Huth, Pogatetz; Tuncay, O’Neil, Arca, Bates, Downing; Aliadiere
Liverpool (4-2-3-1): Reina; Carragher, Skrtel, Hyypia, Dossena; Xabi Alonso, Lucas Leiva; Benayoun, Gerrard, Babel; Kuyt

Arsenal-Fulham: Chi vuole vedere tanti gol nella giornata di Premier League potrebbe far meglio a stare lontano dall’Emirates Stadium, visto che l’Arsenal è reduce da tre 0-0 consecutivi in campionato (e in generale da quattro pareggi consecutivi, compreso l’1-1 in casa dell’Everton) e affronta un Fulham diventato ad un certo punto del campionato specialista dei pareggi a reti inviolate, visto che ha ottenuto in campionato ben sei 0-0. Si affrontano anche due squadre con numeri abbastanza opposti, con l’Arsenal che tende a partire lentamente per poi cercare il tutto per tutto nei minuti finali, come confermato dalle 12 reti realizzate in campionato negli ultimi 10 minuti, più di ogni altra squadra, mentre dall’altra parte il Fulham ha realizzato soltanto due reti dall’80’ minuto in poi, meno di ogni altra squadra. In questo derby londinese si affrontano anche due squadre che affrontano prospettive decisamente opposte rispetto alla scorsa stagione, con i Cottagers che hanno un saldo di ben 14 punti in più rispetto allo scorso campionato e che navigano in acque decisamente più tranquille, mentre l’Arsenal ha addirittura 18 punti in meno rispetto all’anno scorso, un dato che la dice tutta sulla stagione dei Gunners. Il Fulham è reduce dalla qualificazione ottenuta per i quarti di finale di FA Cup dopo il sofferto 2-1 inflitto allo Swansea City nel replay e Hodgson punta a proseguire su buoni livelli anche nella trasferta dell’Emirates Stadium, dove dovrebbe recuperare Andrew Johnson, che ha saltato i primi allenamenti settimanali e di conseguenza anche il match di coppa, ma che pare pronto ad affiancare in avanti Bobby Zamora, il quale toccherà la 300esima presenza in campionato in carriera, con le maglie di Bristol Rovers, Brighton, Tottenham, West Ham e logicamente Fulham. Sicuro titolare invece è Dickson Etuhu, che si sta riprendendo dopo un inizio di stagione sconcertante, mentre in difesa sarà assente per squalifica John Pantsil e al suo posto dovrebbe giocare Chris Baird. Anche l’Arsenal è reduce da un successo di coppa, ovvero l’1-0 sulla Roma in Champions League, e deve ancora subire una rete in match ufficiali all’Emirates Stadium in questa stagione, visto che l’ultimo ad aver segnato ai Gunners nel proprio impianto è stato Robbie Keane lo scorso 21 Dicembre. L’Arsenal ritrova Andrei Arshavin, alla sua seconda presenza da titolare e pronto a rimpiazzare Ebouè, mentre in mediana dovrebbe tornare Alexander Song al posto di Abou Diaby, che ha un problema al polpaccio e potrebbe esser lasciato in panchina.
Arsenal (4-4-2): Almunia; Sagna, Tourè, Gallas, Clichy; Arshavin, Denilson, Denilson, Nasri; Bendtner, Van Persie
Fulham (4-4-2): Schwarzer; Baird, Hughes, Hangeland, Konchesky; Davies, Murphy, Etuhu, Dempsey; Zamora, Johnson

Chelsea-Wigan: Dopo aver ottenuto due 1-0 di fila nei primi due match in carica al Chelsea, Guus Hiddink è atteso al primo test contro una squadra di metà classifica di Premier League in un match che sarà utile anche per capire la condizione fisica dei Blues, molto contestata dopo il match di Champions League contro la Juventus. A Stamford Bridge arriverà un Wigan decisamente abbonato ai pareggi negli ultimi tempi, visto che è reduce da quattro pareggi consecutivi, gli ultimi tre addirittura per 0-0, una serie dovuta anche al mercato invernale che ha costretto Bruce a perdere molti elementi, con conseguente perdita di qualità dovuta sia all’addio di Palacios che all’infortunio di Valencia, oltre al progressivo calo del rendimento sotto rete di Amr Zaki, che dopo una partenza a razzo adesso non segna su palla attiva addirittura dallo scorso 1 Ottobre, quando realizzò una straordinaria rovesciata contro il Liverpool. Questo sarà la 29esima sfida che pone i Latics contro una delle top four, match che il Wigan non ha mai vinto, anche se di recente le cose sono leggermente migliorate: dopo 20 sconfitte nelle prime 20 di queste sfide, le successive otto hanno almeno portato quattro pareggi (tutte con Steve Bruce in panchina), compreso l’1-1 di Stamford Bridge della scorsa stagione, quando una rete in pieno recupero di Emile Heskey beffò una gestione di partita troppo tranquilla del Chelsea di Grant e finì anche per essere decisivo nel finale di stagione dei Blues. Probabilmente vedremo un Wigan piuttosto coperto, con una sorta di 4-4-1-1 con Zaki unica punta e probabilmente Sibierski alle spalle, anche perché Bruce anca di diversi giocatori di qualità: oltre al già citato Valencia, sono in serio dubbio anche De Ridder e Koumas, mentre Watson è squalificato. Difesa invece confermata, con in campo anche Mario Melchiot, ex di giornata visto che ha passato 5 anni a Stamford Bridge, con 165 presenze e 5 gol totali. Le buone notizie del Chelsea arrivano per il miglioramento delle condizioni di Essien, che potrebbe anche rientrare prima del previsto (si era temuto di non rivederlo in questa stagione), mentre per il match contro il Wigan le variazioni di formazione dovrebbero essere poche e Hiddink non sembra intenzionato a ruotare molto la squadra. Possibile conferma allora per il tridente formato da Kalou, Drogba e Anelka, mentre in difesa Ricardo Carvalho preme per un posto da titolare dopo aver ritrovato la condizione. Bosingwa sarà assente per squalifica e Hiddink deve scegliere se riproporre ancora Paulo Ferreira (titolare sabato scorso ma come terzino sinistro) o adattare sulla destra il giovane Mancienne.
Chelsea (4-3-3): Cech; Mancienne, Ricardo Carvalho, Terry, Ashley Cole; Ballack, Obi Mikel, Lampard; Kalou, Drogba, Anelka
Wigan (4-4-1-1): Kirkland; Melchiot, Boyce, Bramble, Figueroa; Kapo, Cattermole, Brown, N’Zogbia; Sibierski; Zaki

Everton-West Bromwich: Risultato e infortuni di domenica scorsa hanno probabilmente condizionato la rincorsa dell’Everton al quinto o addirittura quarto posto in classifica e allora il weekend potrebbe essere decisivo per la qualificazione europea della squadra di Moyes, che ha mille occhi puntati su Wembley: una vittoria del Manchester United sul Tottenham nella finale di Carling Cup, infatti, farebbe slittare lo spot europeo della League Cup direttamente al campionato e quindi al sesto posto della Premier League, posizione già abbastanza opzionata dai Toffees, che vantano sei punti di vantaggio sulla prima inseguitrice e che quindi si vedrebbero consegnare dai Red Devils una provabilissima qualificazione alla prossima Europa League, qualificazione che comunque potrebbe arrivare qualora l’undici di Moyes andasse molto avanti in FA Cup. Decisamente altri i progetti del West Bromwich, che continua a navigare all’ultimo posto in classifica e che ha assoluto bisogno di migliorare il proprio rendimento esterno per riproporsi in lizza per la salvezza: i Baggies, infatti, hanno portato a casa appena un punticini nelle ultime 10 partite esterne, quello strappato il mese scorso all’Hull City. La squadra però deve mostrare una furia agonistica decisamente diversa rispetto a quella vista domenica scorsa al Craven Cottage e soprattutto deve eliminare i terribili buchi difensivi lasciati dalla coppia Barnett-Meite, coppia che potrebbe (finalmente) esser modificata con il possibile innesto del rientrante Jonas Olsson, con anche Ryan Donk che spera di ottenere una maglia da titolare: entrambi non sono apparsi sicurissimi quando sono scesi in campo, ma di certo non hanno combinato quei disastri totali combinati adesso da Barnett e Meite. Per il resto Mowbray dovrebbe confermare il centrocampo e l’attacco sceso in campo contro il Fulham, con ancora Simpson ad affiancare Fortune. Per l’Everton in questa stagione i problemi sono all’ordine del giorno: domenica scorsa è stata una giornata totalmente da dimenticare, per il grave infortunio di Arteta (che andrà ad operarsi in Spagna e spera di recuperare il prossimo Settembre) e per il terribile intervento di Nolan che ha azzoppato Anichebe, il cui infortunio sembra più serio del previsto. Moyes non riesce a recuperare nemmeno Osman e Pienaar e allora gli unici rientri sono quelli di Hibbert e Cahill: il terzino dovrebbe rimpiazzare Yobo, mentre l’australiano giocherà sulla trequarti o in mediana, a seconda che Moyes preferisca puntare sull’acciaccato Fellaini o su Saha, che preme per una maglia da titolare.
Everton (4-4-1-1): Howard; Hibbert, Jagielka, Lescott, Baines; Neville, Fellaini, Rodwell, Gosling; Cahill; Jo
West Bromwich (4-4-2): Carson; Zuiverloon, Meite, Olsson, Robinson; Koren, Morrison, Borja Valero, Brunt; Fortune, Simpson

West Ham-Manchester City: Al Boleyn Ground si affrontano due squadre piuttosto tranquille a metà classifica e che ormai sembrano avere poco da chiedere a questo campionato, con il Manchester City che potrebbe portare tutta la propria concentrazione sulla Coppa Uefa, visto che è l’unica squadra inglese rimasta il lizza agli ottavi di finale della seconda competizione europea. Sogno di coppa svanito in settimana invece dal West Ham, preso abbastanza a pallate dal Middlesbrough al Riverside Stadium e costretto ad abbandonare la FA Cup quando la prospettiva di un ritorno a Wembley si faceva piuttosto allettante. Bisognerà accontentarsi allora del solito piazzamento di metà classifica, che tra l’altro (a differenza di quanto potesse sembrare) al momento è meno brillante rispetto alla scorsa stagione, perché l’anno scorso con Curbishley gli Hammers avevano ottenuto sette punti in più a questo punto del campionato. Calo ancor più evidente nel Manchester City, visto che ha ottenuto ben 12 punti in meno rispetto alla scorsa stagione, nonostante le mille spese tra la finestra di mercato estiva e quella invernale, con quest’ultima che ha portato anche all’acquisto di Craig Bellamy proprio dagli Hammers: sarà allora il primo ritorno del gallese ad Upton Park dopo un trasferimento che non ha fatto molto felici i tifosi londinesi, anche per l’insistenza del calciatore per ottenere questa cessione. Dopo 26 presenze e nove gol ufficiali con la maglia claret & blue, l’accoglienza per il 29enne non dovrebbe essere molto festosa. Il Manchester City ritrova Nigel De Jong, che è ineleggibile in Coppa Uefa, ma deve ancora fare a meno dello squalificato Wright-Phillips e stavolta dovrebbe essere Elano Blumer a sostituirlo nel tridente d’attacco. Gelson rimane in dubbio e potrebbe non andare neanche in panchina, mentre Richard Dunne toccherà la sua 300esima presenza in Premier League, come dire che i miracoli accadono anche nel calcio inglese. Presenza tonda anche per Robert Green, che difenderà per la 100esima volta la porta del West Ham in match ufficiali e che non dovrebbe trovare di fronte a sé James Collins a proteggere la propria rete, visto che il gallese non dovrebbe recuperare in tempo dall’infortunio e dovrebbe ancora esser rimpiazzato da Tomkins. Dopo esser partiti dalla panchina nel match di FA Cup, sia Collison che Di Michele dovrebbero tornare titolari, prendendo il posto di un Kovac ancora lontano dalla condizione fisica e del giovane Sears.
West Ham (4-4-2): Green; Neill, Tomkins, Upson, Ilunga; Behrami, Parker, Noble, Collison; Cole, Di Michele
Manchester City (4-3-3): Given; Richards, Kompany, Dunne, Bridge; Zabaleta, De Jong, Ireland; Elano, Bellamy, Robinho


La 35a giornata di Championship potrebbe essere fondamentale per Wolverhampton e Reading, che vogliono ritrovare il passo giusto per lanciare la volata finale e magari approfittare di una giornata sulla carta favorevole. Il Wolverhampton infatti può uscire dalla propria crisi (anche se l'ultimo match è stato leggermente più confortante) di una sola vittoria nelle ultime dieci partite, affrontando un'altra squadra in piena crisi come il Plymouth, che dal canto suo ha vinto solo una volta nelle ultime 16 giornate ed è in calo preoccupante di risultati.

Vuole riprendersi anche il Reading, che fino ad un mese e mezzo fa aveva un attacco inarrestabile ma che s'è inceppato sorprendentemente negli ultimi tempi, visto che i Royals hanno segnato solo una volta nelle ultime cinque partite e per giunta su autogol: Coppell vuole rivedere la sua squadra al gol nel match contro il Nottingham Forest, che non se la passa certo meglio visto che è tornato in piena difficoltà avendo ottenuto un punticino nelel ultime cinque partite e con l'ambiente piuttosto caldo visto che la proprietà è stata contestata duramente dallo stesso manager Billy Davies, che s'è lamentato di una rosa a suo modo di vedere troppo corta per affrontare la Championship.

Royals e Wolves vogliono vincere le proprie partite per portare grossa pressione al Birmingham City, che sta vivendo una stagione piuttosto paradossale: nella prima metà di campionato giocava male e vinceva, in questi ultimi tempi invece o gioca malissimo o gioca bene (come è capitato anche martedì) ma non riesce in entrambi i casi a trovare la vittoria, iniziando davvero a soffrire. I Brummies sono attesi sul campo dello Sheffield United, che ha bisogno assoluto di punti per tornare in zona playoff.

Non facile neppure l'impegno della più grande inseguitrice del gruppo di vertice, ovvero il Cardiff City, che fa visita ad un Southampton sempre penultimo in classifica ma che finalmente potrebbe aver rotto l'incantesimo del St Mary's, "espugnato" per la prima volta dallo scorso Settembre proprio nell'ultimo match contro il Preston, che dal canto suo deve riscattarsi ma contro un Ipswich che ha ritrovato fiducia e che ha ripreso di mira la zona playoff.

Per il resto, il Bristol City ospita il Blackpool per continuare il proprio grande momento di forma, lo Swansea City vuole dimenticare l'eliminazione subita in FA Cup e continuare il gran momento nel match interno contro il Charlton e al Vicarage Road il Watford cerca la terza vittoria consecutiva nel derby contro il Crystal Palace, in un match che era stato piuttosto spettacolare nel quarto turno di FA Cup e che vide le Hornets spuntarla per 4-3.

Sulla carta la 34a giornata di League One è bellissima perchè piena di importantissimi scontri diretti in ogni zona della classifica, con quattro match che vedono sfidarsi squadre separate da appena una posizione di classifica e in piena lotta tra loro. Certo, non si può parlare di piena lotta anche per il big match della giornata, ovvero quello che vede di fronte le prime due in classifica, visto che il Leicester ha un passo totalmente diverso rispetto al resto del gruppo e sembra fare un campionato a sè, ma i Milton Keynes Dons sanno di dover vincere sia per il prestigio in questa parte altissima di classifica, ma soprattutto per difendersi dall'assalto delle inseguitrici e in questo momento soprattutto del Peterborough, che attraversa un gran momento di forma e che questo sabato può approfittare di tutti questi scontri diretti per guadagnare punti un po' a tutti visto che i Posh ospitano il Southend.

Alle spalle della squadra di Ferguson c'è la sfida tra la quarta e la quinta in classifica, con il Millwall che vuole bissare il successo ottenuto martedì scorso nello scontro diretto contro l'Oldham tra due squadre che vogliono rendere più sicuro il proprio piazzamento playoff, anche se i Lions non hanno ancora abbandonato le ambizioni di rincorsa al secondo posto e alla promozione diretta.

Direttamente alle spalle delle due squadre c'è un altro scontro diretto, stavolta ad Elland Road, dove il Leeds settimo in classifica punta all'assalto del sesto posto in classifica dello Scunthorpe, visto che una vittoria riporterebbe gli uomini di Grayson all'interno della zona playoff dopo qualche giornata di lontananza.

Come se non bastasse, c'è uno scontro diretto anche in piena zona retrocessione, visto che il Crewe Alexandra, 22esimo in classifica e al momento squadra più in forma tra quelle di bassa fascia, vuole per la prima volta da molti mesi a questa parte riagganciare la zona salvezza e cerca punti sul campo del Brighton, 21esimo in classifica e che occupa il piazzamento più alto che costa la retrocessione e che quindi ha uguale bisogno di punti per lo stesso obiettivo. Entrambe le squadre mirano al 20esimo posto del Leyton Orient, impegnato a suo modo in un altro importante scontro diretto contro l'Hereford 22esimo che prova sempre a ridurre il margine che lo separa dalla zona salvezza.

Le ultime settimane hanno un po' consolidato gli equilibri nelle prime tre posizioni in classifica di League Two anche se le distanze con il resto del gruppo rimangono minima, ma la 34a giornata può rimettere in gioco tutto visto che in campo si affronteranno Brentford e Bury, ovvero prima e terza in classifica: una vittoria permetterebbe alle Bees di prendere il largo in classifica, mentre gli Shakers sanno di non poter perdere altrimenti rischierebbero grosso di uscire dalla zona promozione, perché il Rochdale ha sulla carta un match piuttosto semplice come quello contro il Grimsby, che rischia di essere risucchiato in zona retrocessione anche se il Bournemouth deve andare a far visita ad un altro campo piuttosto ostico come quello del Gillingham.

Il Wycombe vuole ritrovare continuità e fa visita al campo del Morecambe, così come in trasferta è impegnato il Bradford contro il Notts County, mentre l'Exeter City gioca in casa dopo che in questa settimana è tornato in zona playoff pur non avendo giocato alcun recupero: questo perchè proprio l'avversario diretto di questo sabato, ovvero il Darlington, è stato costretto ad entrare in amministrazione controllata ed è stato penalizzato di 10 punti, perdendo così quattro posizioni in classifica e soprattutto la possibilità di lottare per i playoff.


Questo è il quadro dei match del weekend:

Finale Carling Cup:

Domenica 1 Marzo:

ore 16.00
Manchester United-Tottenham


27a giornata Premier League:

Sabato 28 Febbraio:

ore 13.45
Everton-West Bromwich

ore 16.00
Arsenal-Fulham
Chelsea-Wigan
Middlesbrough-Liverpool

Domenica 1 Marzo:

ore 13.30
Hull City-Blackburn
West Ham-Manchester City

ore 14.00
Bolton-Newcastle

ore 16.00
Aston Villa-Stoke City

Sabato 7 Marzo:

ore 16.00
Sunderland-Tottenham

Mercoledì 22 Aprile:

ore 21.00
Manchester United-Portsmouth


Classifica Premier League (posizione, squadra, punti, partite giocate, differenza reti):

1 Manchester United 62 (26; +35)
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2 Liverpool 55 (26; +25)
3 Chelsea 52 (26; +30)
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4 Aston Villa 51 (26; +15)
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5 Arsenal 45 (26; +13)
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6 Everton 41 (26; +6)
7 Wigan 35 (26; +2)
8 Fulham 33 (25; +2)
9 West Ham 33 (26; -2)
10 Manchester City 32 (26; +8)
11 Sunderland 31 (26; -6)
12 Bolton 30 (26; -9)
13 Hull City 29 (26; -16)
14 Tottenham 28 (26; -6)
15 Newcastle 28 (26; -9)
16 Portsmouth 28 (26; -14)
17 Stoke City 25 (26; -19)
-----------------------------------------------------------------------
18 Blackburn 23 (25; -14)
19 Middlesbrough 23 (26; -18)
20 West Bromwich 22 (26; -25)


35a giornata Championship:

Venerdì 27 Febbraio:

ore 20.45
Doncaster-Derby County

Sabato 28 Febbraio:

ore 16.00
Barnsley-QPR
Bristol City-Blackpool
Burnley-Sheffield Wednesday
Norwich-Coventry
Preston-Ipswich
Reading-Nottingham Forest
Southampton-Cardiff City
Swansea City-Charlton
Watford-Crystal Palace
Wolverhampton-Plymouth

Domenica 1 Marzo:

ore 13.15
Sheffield United-Birmingham City


Classifica Championship (posizione, squadra, punti, partite giocate, differenza reti):

1 Wolverhampton 64 (34; +21)
2 Birmingham City 61 (34; +11)
---------------------------------------------------------------
3 Reading 59 (32; +30)
4 Cardiff City 53 (31; +15)
5 Bristol City 53 (34; +7)
6 Preston 53 (34; +3)
---------------------------------------------------------------
7 Sheffield United 52 (33; +14)
8 Burnley 52 (34; +1)
9 Swansea City 51 (33; +13)
10 Ipswich 50 (34; +11)
11 QPR 48 (33; +2)
12 Sheffield Wednesday 45 (34; -9)
13 Crystal Palace 44 (32; +5)
14 Coventry 44 (33; -2)
15 Derby County 41 (32; -3)
16 Doncaster 40 (33; -11)
17 Blackpool 38 (34; -14)
18 Watford 36 (32; -7)
19 Barnsley 36 (32; -11)
20 Plymouth 36 (34; -13)
21 Nottingham Forest 34 (34; -14)
---------------------------------------------------------------
22 Norwich 33 (34; -9)
23 Southampton 31 (33; -19)
24 Charlton 26 (33; -21)


34a giornata League One:

Sabato 28 Febbraio:

ore 16.00
Brighton-Crewe Alexandra
Carlisle-Bristol Rovers
Cheltenham-Northampton
Colchester-Hartlepool
Hereford-Leyton Orient
Leeds-Scunthorpe
Millwall-Oldham
Milton Keynes Dons-Leicester
Peterborough-Southend
Stockport-Huddersfield
Tranmere-Swindon
Walsall-Yeovil


Classifica League One (posizione, squadra, punti, partite giocate, differenza reti):

1 Leicester 73 (33; +36)
2 Milton Keynes Dons 61 (31; +28)
---------------------------------------------------------------
3 Peterborough 60 (33; +17)
4 Millwall 55 (31; +8)
5 Oldham 54 (33; +10)
6 Scunthorpe 53 (31; +10)
---------------------------------------------------------------
7 Leeds 51 (32; +12)
8 Stockport 51 (33; +12)
9 Tranmere 49 (32; +6)
10 Huddersfield 47 (32; -4)
11 Colchester 45 (32; +1)
12 Walsall 43 (32; -1)
13 Southend 43 (32; -9)
14 Bristol Rovers 42 (31; +9)
15 Hartlepool 39 (33; -6)
16 Yeovil 37 (32; -14)
17 Carlisle 36 (32; -9)
18 Northampton 34 (31; -2)
19 Swindon 33 (31; -7)
20 Leyton Orient 33 (32; -14)
---------------------------------------------------------------
21 Brighton 32 (31; -11)
22 Crewe Alexandra 31 (31; -21)
23 Hereford 27 (30; -17)
24 Cheltenham 21 (31; -34)


34a giornata League Two:

Sabato 28 Febbraio:

ore 16.00
Aldershot-Accrington Stanley
Brentford-Bury
Chester City-Dag & Red
Chesterfield-Barnet
Exeter City-Darlington
Gillingham-Bournemouth
Lincoln City-Rotherham
Macclesfield-Shrewsbury
Morecambe-Wycombe
Notts County-Bradford
Port Vale-Luton Town
Rochdale-Grimsby


Classifica League Two (posizione, squadra, punti, partite giocate, differenza reti):

1 Brentford 59 (32; +21)
2 Wycombe 57 (31; +17)
3 Bury 56 (32; +15)
---------------------------------------------------------------
4 Rochdale 55 (32; +17)
5 Shrewsbury 52 (33; +18)
6 Bradford 52 (32; +14)
7 Exeter City 51 (32; +9)
---------------------------------------------------------------
8 Gillingham 50 (32; +1)
9 Dag & Red 48 (33; +20)
10 Morecambe 43 (33; -3)
11 Darlington 41 (30; +19)
12 Lincoln City 41 (30; +4)
13 Chesterfield 40 (29; +5)
14 Aldershot 37 (30; -11)
15 Notts County 36 (32; -11)
16 Port Vale 34 (31; -15)
17 Macclesfield 33 (32; -27)
18 Rotherham 30 (29; +8)
19 Accrington Stanley 30 (32; -14)
20 Barnet 26 (31; -22)
21 Chester City 26 (33; -27)
22 Grimsby 23 (32; -24)
---------------------------------------------------------------
23 Bournemouth 21 (32; -7)
24 Luton Town 6 (31; -7)


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Con Bellamy e poco altro il Manchester City approda agli ottavi di finale

Coppa Uefa: l’FC Copenaghen è poca cosa ma i Citizens ci mettono una vita per chiudere i conti, anche per errori terribili di Robinho



Una doppia sfida dalla spaventosa pochezza tecnica permette al Manchester City di superare anche il varco dei sedicesimi di finale e approdare agli ottavi di finale di Coppa Uefa, nonostante finora il cammino dei Citizens sia stato tutt’altro che brillante: anche nel match di ritorno contro l’FC Copenaghen s’è vista davvero una squadra spenta, con diverse insicurezze in difesa e a centrocampo e che ha sprecato un po’ troppo in attacco, delle considerazioni che non fanno sperare particolarmente bene in vista del proseguo della competizione, quando sicuramente ci saranno da affidare squadre decisamente più dotate della compagine danese, che all’andata aveva dimostrato grande volontà, bissata al City Of Manchester Stadium soltanto negli ultimi 20 minuti, ovvero quando tutto sembrava ormai sfuggito definitivamente di mano e c’era davvero poco da fare per sperare nella qualificazione. Il più grande difetto dell’undici di Stale Solbakken sta sicuramente nella difesa, tenuta sempre eccessivamente alta e facile da prendere d’infilata perché nel 50% dei casi sbaglia a fare il fuorigioco e oltretutto manca di piazzamento, il che ha permesso alla squadra di Hughes molte occasioni a campo aperto tra match di andata e quello di ritorno, ma i Citizens hanno sfruttato davvero poche di queste chance, sprecando anche in modo clamoroso quando il pallone buono è capitato a Robinho, che dopo gli erroracci del match di andata è stato un po’ più vivace in questa sfida di ritorno ma è riuscito anche in questo caso a sprecare un gol impossibile da sbagliare. A firmare allora il successo è stato Craig Bellamy, l’unico ad essere lucido sottoporta e autore di una doppietta, ma nel finale è arrivata la rete della bandiera di Martin Vingaard che assottiglia a soltanto una rete la differenza di aggregate tra le due squadre, a dimostrare che la qualificazione del Manchester City è stata molto meno brillante rispetto a quanto era doveroso attendersi.

Il Manchester City ritrova Wright-Phillips (che in campionato è squalificato) e proprio l’innesto del nazionale inglese è l’unica novità di formazione rispetto al match di domenica scorsa contro il Liverpool, per un ritorno al solito 4-3-3 con Bellamy punta avanzata e Zabaleta ancora in mediana. L’FC Copenaghen cambia soltanto due elementi della formazione scesa in campo nel match di andata, con il giovane Mathias Jorgensen che prende il posto di Ulrik Laursen al centro della difesa, mentre in attacco al posto di Cesar Santin giostra il senegalese Dame N’Doye.

A fare la partita nei primi minuti è l’FC Copenaghen, con il Manchester City che pare rintanarsi all’indietro e neppure mostrando grande sicurezza: come successo più volte una settimana fa, i Citizens cerca il contropiede, ma senza grandi idee e provando a sfruttare la difesa alta della squadra danese. Ha meno idee l’FC Copenaghen e allora la partita è piuttosto piatta.

Al 20’ arriva la prima fiammata del City con Bellamy che va al cross sporco, sul secondo palo Robinho incorna da posizione molto vicina alla linea di fondo ma colpisce piuttosto male e un po’ il portiere Jesper Christiansen e un po’ la traversa evitano il gol.

Un minuto dopo Robinho fa meglio, accendendosi in solitaria sulla sinistra dell’area, con un gran cambio di direzione manda a sedere Jorgensen, fa lo stesso anche con Pospech ma quando deve tirare da posizione abbastanza decentrata trova davanti il portiere in uscita bassa a respingere in corner.

E’ una fiammata momentanea, perché il gioco del Manchester City è di una pochezza allucinante, con la squadra che riesce a far qualcosa solo con qualche sporadico spunto di Robinho o qualche movimento profondo di Bellamy a sorprendere la linea difensiva avversaria, mentre Wright-Phillips e Ireland appaiono abbastanza spento e Zabaleta e Kompany servono a poco o nulla in fase di manovra. Dall’altra parte, brutto atteggiamento anche dell’FC Copenaghen, che ci eclissa dalla partita e non sembra nemmeno aver voglia di provarci, in un tutt’uno che regala uno spettacolo poverissimo. E’ buono però il primo tempo di “Zanka” Jorgensen, difensore centrale del ’90 con fisico possente che mostra buona posizione e buoni mezzi tecnici, anche se deve un po’ smussare qualche ingenuità: il ragazzo è già seguito dal Liverpool e in passato ha giocato in coppia con Brede Hangeland, adesso al Fulham.

Nell’unico minuto di recupero del primo tempo c’è un’altra fiammata del City che per poco non porta al vantaggio: la difesa guarda il triangolo stretto tra Robinho e Bellamy che permette al gallese di incrociare il tiro da dentro l’area, la palla supera Christiansen ma lentamente va a sbattere sulla base interna del palo ed esce.

In avvio di ripresa i Citizens sprecano un’altra grande occasione, non riuscendo ancora a mette in discesa il match: al 53’ la difesa danese è ancora troppo alta e Robinho tocca filtrante, Bellamy si disinteressa dell’azione perché è in fuorigioco e viene considerato passivo anche se la palla gli passa a mezzo metro (regola davvero ridicola) e Wright-Phillips può puntare l’area, invece di andare alla conclusione da buona posizione cerca il tocco altruista in diagonale per il tocco a porta vuota di Ireland ma non trova precisione e nemmeno in scivolata l’irlandese riesce ad arrivarci.

Con l’FC Copenaghen che non riesce a prendere campo, al 73’ finalmente il Manchester City chiude i conti qualificazione: lancio profondo di Zabaleta, Jorgensen prende posizione su Bellamy ma è ingenuo nel perdere il tempo e lasciare un’autostrada al gallese che solo davanti al portiere trova l’angolino e firma l’1-0.

Il finale di gara è allora più ricco di chances: al 78’ il City si propone in una combinazione nata da un movimento di Robinho, Zabaleta taglia sulla sinistra e crossa basso, Ireland di prima tocca arretrato per Robinho che controlla un pallone non facile e si trova solissimo in area piccola con solo il portiere davanti, ci vuole un appoggio facile per trovare la porta ma il brasiliano riesce a mandare sul palo esterno. Davvero impossibile sbagliare così.

Due minuti dopo Robinho fa almeno l’assistman, ricevendo un pallone lungo sulla sinistra, superando Pospech e sul fondo dell’area crossando arretrato per Bellamy, che controlla e di sinistro almeno lui trova la rete, firmando il 2-0.

Nel finale la difesa del Manchester City si addormenta e concede troppo: all’86 su corner da sinistra ricompare il fantasma di Hutchinson ma il suo colpo di testa sporco è salvato sulla linea da Bellamy, sempre più man of the match.

Due minuti dopo si muove Sionko sulla destra dell’area e cerca il tiro incrociato, Given respinge corto e da due passi in scivolata Ailton riesce a mandare alto a porta vuota, riuscendo anche a superare Robinho per il gol sbagliato in modo più comico.

Al 93’ minuto c’è soddisfazione personale per Vingaard, che a pochi secondi dallo scadere trova un bel tiro radente che pesca alla perfezione l’angolo sinistro per la rete del definitivo 2-1.

Il Manchester City passa con poche lodi anche questo turno e adesso avrà da affrontare agli ottavi di finale un’altra squadra danese come l’Aalborg: sulla carta, ci sono tutte le possibilità per approdare ai quarti di finale nonostante un cammino piuttosto mediocre sul piano delle prestazioni, riuscendo così a quantificare una serie di sorteggi fortunosi. Adesso bisogna ripensare al campionato e alla trasferta di domenica in casa del West Ham.


Manchester City-FC Copenaghen 2-1
(aggregate: 4-3)

Manchester City (4-3-3): Given 6 – Richards 5 Dunne 5,5 Onuoha 6 Bridge 6 – Zabaleta 5 (82’ Elano sv) Kompany 5,5 Ireland 5 – Wright-Phillips 5 Bellamy 7 Robinho 5

In panchina: Hart, Garrido, Glauber, Vassell, Caicedo, Evans
Manager: Mark Hughes 5

FC Copenaghen (4-4-2): Christiansen 6 – Pospech 5 Jorgensen 6 Antonsson 5,5 Wendt 5,5 – Kvist 5 Kristensen 5 (46’ Sionko 5) Norregaard 5 (76’ Vingaard 6,5) Hutchinson 4 – N’Doye 4,5 (59’ Gronkjaer 5) Ailton 4,5

In panchina: Coe, Jensen, Laursen, Nordstrand
Manager: Stale Solbakken 5

Arbitro: Selcuk Dereli (Turchia) 5,5

Gol: 73’ Bellamy (MC), 80’ Bellamy (MC), 93’ Vingaard (C)
Ammoniti: Kristensen, Wendt (C)


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Aston Villa e Tottenham eliminati con molte “riserve”

Nelle altre partite di Coppa Uefa, il calcio inglese perde due squadre per le scelte inspiegabili di O’Neill e Redknapp più che per i meriti di CSKA Mosca e Shaktar Donetsk



CSKA Mosca-Aston Villa 2-0 (aggregate: 3-1): Dev’esserci una nuova moda dell’inverno che sta contagiando i manager del calcio inglese e come quasi tutte le mode la bontà del cambiamento è piuttosto opinabile: “snobba la Coppa Uefa” era uno sport che prima era praticato nei paesi latini, ma sta diventando un brutto vizio anche in Inghilterra, visto che anche Martin O’Neill decide di imitare le scelte di Harry Redknapp e proporre in campo un’assurda formazione che è un mix tra riserve e giovani dell’Academy, formazione perfetta per farsi cacciare dalla competizione. A questo punto c’è davvero da chiedersi perché O’Neill ha deciso di giocare l’Intertoto, per quale motivo si vanno a fare trasferta lunghe in Danimarca, in Islanda e in Bulgaria per poi operare questa sorta di eutanasia sportiva, in cui tutto si può dire meno che l’Aston Villa ci faccia bella figura: era da diversi anni che i Villans non giocavano in Europa e dopo questo digiuno poi fa davvero tristezza vedere la squadra eliminata in questo modo, soprattutto perché la rosa ha tutte le qualità per andare ben oltre i sedicesimi di finale, anche se lo scoglio CSKA Mosca non era semplice. Doveva essere l’occasione di vedere due belle partite, di testare i Villans in Europa nella speranza di centrare la qualificazione in Champions League, invece assurde scelte di rotazione hanno bloccato in questo modo il cammino della squadra. In questo modo è mancato il rispetto per la competizione e anche per i 300 tifosi che a questo punto hanno fatto la fesseria di imbarcarsi la trasferta fino a Mosca, per vedere la squadra utilizzare solo una difesa discretamente esperta, forse perché O’Neill non voleva prendere la totale imbarcata. C’è spazio allora per l’orribile Salifou e per la prima da titolare in match ufficiali per i 19enni Marc Albrighton e Barry Bannan, che fanno rispettivamente l’ala sinistra e l’ala destra: entrambi però mostrano buona qualità, in un match che comunque l’Aston Villa gioca con orgoglio, tenendo discretamente il campo anche se costretto a soffrire per lunghi tratti, anche perché in fase offensiva c’è davvero poco da offrire. I Villans chiudono bene gli spazi, che si aprono invece dopo l’intervallo perché O’Neill passa al 4-4-2 inserendo Harewood (ah sì, per superare il turno?), spazi che vedono Vagner Love minaccia costante per la difesa inglese. Logicamente arriva anche il gol del vantaggio, con una punizione battuta con uno schema per la sassata dal limite del solito Zhirkov che il bravo Guzan non riesce nemmeno a vedere per come passa nel mucchio. I russi sprecano molte chances per il raddoppio, l’Aston Villa rimane in qualche modo in partita con la speranza di trovare la rete che valga i supplementari ma in pieno recupero le poche speranze vengono spente da Vagner Love, che trova il meritatissimo gol con un sinistro radente ad incrociare a concretizzare una galoppata di Krasic in contropiede. Giusto così: chi non rispetta la competizione merita di stare fuori.

Tottenham-Shaktar Donetsk 1-1 (aggregate: 1-3): C’è chi prende la Coppa Uefa come “distrazione” in vista della finale di Carling Cup, match che se vinto porta la qualificazione alla… Coppa Uefa: magari poi per fare altre figuracce di questo tipo, giocando con i primi bambini presi per strada. C’è chi invece la prende come va presa, sul serio, ma purtroppo non è il caso del Tottenham, che con questa eliminazione meritata (soprattutto per l’atteggiamento e le scelte di Redknapp) permette però un’analisi importante che può sfatare il tabù delle lunghe pause invernali, che secondo molti poi influiscono una volta ripartite le coppe europee: ebbene, tutte le squadra dell’ex Unione Sovietica hanno passato il proprio sedicesimo di finale, così come non è andata male alle squadre scandinave che proponevano due squadre danesi, una delle quali (l’Aalborg) qualificata con larghissimo margine e l’altra (l’FC Copenaghen) uscita per solo un gol di aggregate. Avanza anche lo Shaktar Donetsk, che ringrazia sentitamente Redknapp per aver evitato un doppio scontro che avrebbe potuto essere anche complicato, oltre che divertente per chi è neutrale. Il match diventa almeno l’occasione per vedere in campo Jonathan Obika, centravanti 18enne per la prima volta titolare in un match ufficiale e che si mette in bella evidenza, ma questa è solo una piccola consolazione. Il match inizia con quello che sembra un logico dominio degli ucraini, che mostrano ancora una volta un Gomes imbarazzante. Il Tottenham però, nonostante in campo abbia addirittura Gilberto, si riprende e anzi gioca pure bene nel secondo tempo, specialmente rispetto alla media delle prestazioni stagionali. In particolare evidenza è Giovani Dos Santos, che è quello che ci crede di più e lo dimostra con una bella azione conclusa con un grande sinistro all’incrocio dei pali che vale il vantaggio per gli Spurs. C’è quindi il miraggio dei supplementari, ma i tanti tentativi di Giovani non portano alla rete, anche perché l’arbitro Tagliavento non concede un rigore abbastanza evidente al Tottenham. Le speranze vengono però spente definitivamente all’86’, quando una buona manovra offensiva è conclusa da un buon destro radente a giro di Fernandinho che sorprende Gomes e porta la squadra di Lucescu alla qualificazione. Lo Shaktar Donetsk affronterà tra l’altro proprio il CSKA Mosca nell’ottavo di finale tra i due “sicari” delle inglesi.


Nelle altre partite del turno, esce a sorpresa la squadra più titolata della competizione, ovvero il Milan: il doppio turno contro il Werder Brema era uno dei più belli dell’intero quadro dei sedicesimi di finale e per cui ci sta scivolare contro un buonissimo avversario (anche se la squadra di Schaaf è in crisi in campionato), ma quello che sorprende è che i Rossoneri hanno sciupato un doppio vantaggio nato grazie al rigore di Pirlo e alla grande realizzazione di Pato. Il 2-0 è troppo pesante per i tedeschi, che però continuano a giocare bene e beffano gli avversari con una grande doppietta di Claudio Pizarro, che tornato in Germania dopo il purgatorio passato al Chelsea sembra davvero essersi ritrovato e il peruviano quando gioca come sa è un attaccante di tutto rispetto. Per i tedeschi adesso l’ostacolo arriva dalla Francia, ovvero dal Saint Etienne, che continua a faticare in Ligue 1 ma che appare un’altra squadra in Coppa Uefa e bissa il grande successo dell’andata sull’Olympiacos con un’altra ottima prestazione, impreziosita dalla splendida rete dalla distanza di Dimitri Payet che sblocca il match.

L’Ajax soffre molto, rischia di dover ricorrere ai tempi supplementari dopo il successo in trasferta dell’andata, ma un’azione personale di Leonardo all’88’ minuto beffa le speranze della Fiorentina e permette a Van Basten di accedere agli ottavi di finale, dove gli olandesi hanno sfiorato il derby contro il Twente, che come l’Ajax aveva vinto in trasferta il match di andata (con un fortunosissimo gol di Arnautovic, colui che sprecò di tutto nel preliminare di Champions League contro l’Arsenal) ma che non riesce ad avere la meglio di un ottimo Olympique Marsiglia, che torna in parità nell’aggregate grazie ad una splendida punizione battuta da Hatem Ben Arfa, con davvero un gol pazzesco. La sfida non si sblocca nemmeno ai supplementari e allora ai rigori ha la meglio la squadra francese, in una sequenza conclusasi solo all’ottavo penalty.

Sicuramente più semplice il passaggio del turno di un’altra francese, ovvero il Paris Saint Germain, che va ad imporsi anche in casa del Wolfsburg con Jerome Rothen sugli allori con un gran gol: per i parigini ci sarà un avversario portoghese, ovvero il Braga, che aveva già chiuso i conti contro lo Standard Liegi nel match dell’andata.

Il Manchester City affronterà un altro avversario danese, ovvero l’Aalborg, che dopo il 3-0 dell’andata va ad imporsi largo anche al Riazor e stende il Deportivo La Coruna con un secco 3-1: incredibile l’aggregate finale di 6-1.

Vengono eliminate ben tre squadre italiane, ma l’Udinese riesce a resistere andando a battere in rimonta il Lech Poznan dopo aver rischiato grosso nel primo tempo e affronterà i campioni in carica dello Zenit San Pietroburgo, che deve lottare moltissimo in casa dello Stoccarda ma poi riesce a bissare il 2-1 ottenuto all’andata e porre la propria seria candidatura anche in questo match, anche perché eliminare la squadra di Babbel è un ottimo risultato.

Il calcio europeo conosce un nuovo possibile talento, ovvero il 19enne Artem Kravets, autore di una doppietta eccellente e decisiva per il passaggio del turno della Dinamo Kiev: in particolare, il primo gol è da attaccante di grande caratura tecnica. A cadere è il Valencia, ultimo simbolo di una delusione clamorosa per il calcio spagnolo, già fuori dalla competizione. Ci sarà invece un derby tutto ucraino (ben tre le squadre ucraine agli ottavi di finale), perché il Metalist Kharkiv continua il proprio cammino esaltante andando a vincere di autorità anche il match di ritorno contro la Sampdoria.

Tutto facile per l’Amburgo, che chiude facilmente la pratica NEC Nijmegen e adesso affronterà il Galatasaray, uscito vincente dalla sfida più incredibile della serata eliminando il Bordeaux con un 4-3 fissato all’ultimo minuto da Sabri Sarioglu. Spicca tra tutte la strepitosa rete di Harry Kewell, con una conclusione telecomandata verso l’incrocio dei pali. Out i Girondini, l’unica delle quattro squadre francesi a cadere in questo turno: davvero un turno eccellente per le squadre di Ligue 1, forse andato anche al di là delle attese ma che mostra come questo torneo sia troppo sottovalutato, “colpa” del dominio del Lione che finisce per creare un’opinione pubblica errata, anche perché questo campionato sforna sempre giocatori di buon livello.


Questi sono i risultati dei match di ritorno dei sedicesimi di finale di Coppa Uefa:

Giovedì 26 Febbraio:

Ajax-Fiorentina 1-1 (aggregate: 2-1): 61’ Gilardino (F), 88’ Leonardo
Amburgo-NEC Nijmegen 1-0 (aggregate: 4-0): 9’ Olic
CSKA Mosca-Aston Villa 2-0 (aggregate: 3-1): 61’ Zhirkov, 93’ Vagner Love
Deportivo La Coruna-Aalborg 1-3 (aggregate: 1-6): 38’ Sergio Gonzalez (DLC), 41’ Shelton (A), 45’ Johansson (A), 45’+1 Enevoldsen (A)
Galatasaray-Bordeaux 4-3 (aggregate: 4-3): 1’ Bellion (B), 43’ Arda Turan (G), 45’ Kewell (G), 65’ Arda Turan (G), 72’ Chamakh (B), 75’ Cavenaghi (B), 90’ Sabri Sarioglu (G)
Manchester City-FC Copenaghen 2-1 (aggregate: 4-3): 73’ Bellamy (MC), 80’ Bellamy (MC), 93’ Vingaard (C)
Metalist Kharkiv-Sampdoria 2-0 (aggregate: 3-0): 30’ Valyayev, 40’ Jajà
Milan-Werder Brema 2-2 (aggregate: 3-3, Werder Brema qualificato per la regola dei gol in trasferta): 27’ rigore Pirlo (M), 33’ Pato (M), 68’ Pizarro (WB), 78’ Pizarro (WB)
Saint Etienne-Olympiacos 2-1 (aggregate: 5-2): 45’ Payet (SE), 58’ Ilan (SE), 75’ Oscar Gonzalez (O)
Standard Liegi-Braga 1-1 (aggregate: 1-4): 79’ Mbokani (SL), 88’ Luis Aguiar (B)
Stoccarda-Zenit San Pietroburgo 1-2 (aggregate: 2-4): 42’ Semshov (ZSP), 80’ Gebhart (S), 86’ Fayzulin (ZSP)
Tottenham-Shaktar Donetsk 1-1 (aggregate: 1-3): 55’ Giovani (T), 86’ Fernandinho (SD)
Twente-Olympique Marsiglia 0-1 dopo tempi supplementari (Olympique Marsiglia vince 7-6 ai rigori) (aggregate: 1-1): 24’ Ben Arfa
Udinese-Lech Poznan 2-1 (aggregate: 4-3): 13’ Rengifo (LP), 57’ Pepe (U), 91’ Di Natale (U)
Valencia-Dinamo Kiev 2-2 (aggregate: 3-3, Dinamo Kiev qualificato per la regola dei gol in trasferta): 34’ Kravets (DK), 45’ Marchena (V), 54’ Del Horno (V), 73’ Kravets (DK)
Wolfsburg-Paris Saint Germain 1-3 (aggregate: 1-5): 38’ rigore Luyindula (PSG), 60’ Rothen (PSG), 63’ Hasebe (W), 73’ Luyindula (PSG)


Questo allora è il quadro degli ottavi di finale di Coppa Uefa:

Amburgo-Dinamo Kiev
CSKA Mosca-Shaktar Donetsk
Dinamo Kiev-Metalist Kharkiv
Manchester City-Aalborg
Olympique Marsiglia-Ajax
Paris Saint Germain-Braga
Udinese-Zenit San Pietroburgo
Werder Brema-Saint Etienne


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L’Hull City domina ma deve affidarsi alla fortuna per superare lo Sheffield United

Nell’ultimo replay del quinto turno di FA Cup, le Blades recriminano su un gol molto contestato ma saranno i Tigers a giocare i quarti di finale



Per la prima volta da 38 anni a questa parte l’Hull City approda ai quarti di finale di FA Cup, dopo esser riuscito ad avere la meglio nell’ultimo replay del quinto turno contro lo Sheffield United, al termine di un match piuttosto controverso. Sotto il mirino c’è il gol che sblocca il match: Doyle crossa da destra, Naughton sbaglia incornando all’indietro e la palla colpisce la traversa e poi sembra toccare la linea e uscire, ma l’arbitro e il guardalinee assegnano il gol tra le grosse proteste delle Blades. Sharp poi riesce a trovare il pareggio, ma i Tigers giocano meglio e nella ripresa trovano la rete della vittoria con Halmosi, che riesce così a dare un senso alla propria stagione con un gol importantissimo che lancia l’Hull City in coppa. Adesso la squadra di Phil Brown attende la vincente tra Arsenal e Burnley, quinto turno ancora da recuperare.


Questi sono i risultati dei replay del quinto turno di FA Cup:

Martedì 24 Febbraio:

Coventry-Blackburn 1-0: 59’ Best
Fulham-Swansea City 2-1: 47’ Scotland (SC), 77’ Dempsey (F), 81’ Zamora (F)

Mercoledì 25 Febbraio:

Middlesbrough-West Ham 2-0: 5’ Downing, 20’ Tuncay

Giovedì 26 Febbraio:

Hull City-Sheffield United 2-1: 24’ autogol Naughton (SU), 32’ Sharp (SU), 56’ Halmosi (HC)


Il quinto turno di FA Cup deve essere ancora completato con un recupero:

Domenica 8 Marzo:

ore 14.30
Arsenal-Burnley


Questo è il programma dei quarti di finale di FA Cup:

Sabato 7 Marzo:

ore 13.30
Coventry-Chelsea

ore 18.15
Fulham-Manchester United

Domenica 8 Marzo:

ore 17.00
Everton-Middlesbrough

Martedì 17 Marzo:

ore 20.45
Arsenal/Burnley-Hull City


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giovedì 26 febbraio 2009

Il Birmingham City non riesce a superare l’opposizione del Crystal Palace

Nei recuperi di Football League, nessun gol in Championship, mentre in League One continua la marcia del Peterborough



Il martedì e il mercoledì di questa settimana è stato dedicato (come ormai ogni settimana) ai recuperi dei campionati di Football League, con tante partite in League One e League Two mentre la Championship s’è limitata a due recuperi, senza tra l’altro avere la possibilità di vedere un gol, anche perché a Selhurst Park il Birmingham City spreca molto sotto porta e perdona di fatto la serata no del Crystal Palace, che continua ad essere abbastanza in difficoltà. I Brummies sprecano la grande occasione di avvicinarsi alla vetta della classifica non sfruttando le chance capitate a Marcus Bent, Lee Bowyer, Cameron Jerome e al neoacquisto Carlos Costly, lasciando per strada due punti che potrebbero anche pesare in caso di arrivo punto a punto nella corsa per le prime due posizioni. Tra l’altro, la squadra di McLeish non sfrutta una superiorità numerica venutasi a creare per il rosso subito da Nick Carle per un brutto fallo su Jerome.

Chance persa anche dal Cardiff City per diminuire nettamente il gap che lo distanzia dalla zona promozione diretta, visto che la squadra gallese paga forse la stanchezza dovuta ai tanti impegni delle ultime settimane e non riesce ad essere brillante, in uno 0-0 con pochi spunti interessanti. Pareggino esterno in un campo non facile per il QPR, che però rimane deluso dalle recenti prestazioni interne.

In League One è importantissima la vittoria del Peterborough, che con l’1-0 inflitto al Carlisle fa sentire il proprio fiato sul collo dei Milton Keynes Dons, con i Dons che hanno un solo punto in più anche se hanno due partite in più da giocare.

Importante anche il successo del Millwall. che approfitta della trasferta contro il Cheltenham fanalino di coda per ritrovare il passo adeguato, mentre l’impresa della giornata la fa sicuramente il Bristol Rovers, che va ad espugnare il campo dell’Oldham con una prestazione praticamente perfetta: i Latics scivolano in casa soltanto per la seconda volta in campionato.

In coda alla classifica si fa sempre più forte la rimonta salvezza del Crewe Alexandra, che va ad imporsi anche sullo Yeovil e adesso è appena due punti dalla zona salvezza, davvero un distacco minimo rispetto a quello di qualche tempo fa.

In League Two erano tutti concordi nel vedere il Darlington come una delle squadre più in palla nella lotta alla promozione ma gli ultimi due giorni dei Quakers non sono stati certo felicissimi, non tanto per la sconfitta subita in casa contro il Rochdale nel combattutissimo match di martedì sera, ma perché l’indomani mattina il club è entrato in amministrazione controllata a causa dei problemi economici e immediatamente s’è visto penalizzato di 10 punti come prevede il regalmente del calcio inglese: davvero un brutto colpo per una squadra che stava facendo molto bene.

Colpo importante in coda alla classifica per il Bournemouth, che si impone sul campo del Dag & Red e adesso vede per la prima volta in vista l’obiettivo salvezza, visto che il Grimsby Town è lontano solo due punti dopo aver subito una bruciantissima sconfitta interna contro il Morecambe, visto che la squadra di Newell ha sprecato un vantaggio di due reti.


Questo è il quadro di quanto successo nei recuperi della Football League:

Risultato recupero 31a giornata Championship:

Martedì 24 Febbraio:

Crystal Palace-Birmingham City 0-0


Risultato recupero 33a giornata Championship:

Mercoledì 25 Febbraio:

Cardiff City-QPR 0-0


Classifica Championship (posizione, squadra, punti, partite giocate, differenza reti):

1 Wolverhampton 64 (34; +21)
2 Birmingham City 61 (34; +11)
---------------------------------------------------------------
3 Reading 59 (32; +30)
4 Cardiff City 53 (31; +15)
5 Bristol City 53 (34; +7)
6 Preston 53 (34; +3)
---------------------------------------------------------------
7 Sheffield United 52 (33; +14)
8 Burnley 52 (34; +1)
9 Swansea City 51 (33; +13)
10 Ipswich 50 (34; +11)
11 QPR 48 (33; +2)
12 Sheffield Wednesday 45 (34; -9)
13 Crystal Palace 44 (32; +5)
14 Coventry 44 (33; -2)
15 Derby County 41 (32; -3)
16 Doncaster 40 (33; -11)
17 Blackpool 38 (34; -14)
18 Watford 36 (32; -7)
19 Barnsley 36 (32; -11)
20 Plymouth 36 (34; -13)
21 Nottingham Forest 34 (34; -14)
---------------------------------------------------------------
22 Norwich 33 (34; -9)
23 Southampton 31 (33; -19)
24 Charlton 26 (33; -21)


Prossima giornata Championship:

Venerdì 27 Febbraio:

ore 20.45
Doncaster-Derby County

Sabato 28 Febbraio:

ore 16.00
Barnsley-QPR
Bristol City-Blackpool
Burnley-Sheffield Wednesday
Norwich-Coventry
Preston-Ipswich
Reading-Nottingham Forest
Southampton-Cardiff City
Swansea City-Charlton
Watford-Crystal Palace
Wolverhampton-Plymouth

Domenica 1 Marzo:

ore 13.15
Sheffield United-Birmingham City


Risultato recupero 24a giornata League One:

Martedì 24 Febbraio:

Brighton-Northampton 1-1: 45’ Gilligan (N), 57’ Elphick (B)


Risultato recupero 25a giornata League One:

Martedì 24 Febbraio:

Cheltenham-Millwall 1-3: 30’ autogol Duffy (M), 50’ rigore Henry (M), 60’ Grimes (M), 89’ Laird (M)


Risultato recupero 27a giornata League One:

Martedì 24 Febbraio:

Swindon-Hartlepool 0-1: 91’ rigore Clark


Risultati recuperi 30a giornata League One:

Martedì 24 Febbraio:

Crewe Alexandra-Yeovil 2-0: 45’+1 Donaldson, 79’ Brayford
Oldham-Bristol Rovers 0-2: 48’ Duffy, 63’ Anthony
Southend-Scunthorpe 2-0: 54’ Robinson, 87’ McCormack


Risultati recuperi 31a giornata League One:

Martedì 24 Febbraio:

Colchester-Stockport 1-0: 17’ Tierney
Peterborough-Carlisle 1-0: 69’ Mclean


Classifica League One (posizione, squadra, punti, partite giocate, differenza reti):

1 Leicester 73 (33; +36)
2 Milton Keynes Dons 61 (31; +28)
---------------------------------------------------------------
3 Peterborough 60 (33; +17)
4 Millwall 55 (31; +8)
5 Oldham 54 (33; +10)
6 Scunthorpe 53 (31; +10)
---------------------------------------------------------------
7 Leeds 51 (32; +12)
8 Stockport 51 (33; +12)
9 Tranmere 49 (32; +6)
10 Huddersfield 47 (32; -4)
11 Colchester 45 (32; +1)
12 Walsall 43 (32; -1)
13 Southend 43 (32; -9)
14 Bristol Rovers 42 (31; +9)
15 Hartlepool 39 (33; -6)
16 Yeovil 37 (32; -14)
17 Carlisle 36 (32; -9)
18 Northampton 34 (31; -2)
19 Swindon 33 (31; -7)
20 Leyton Orient 33 (32; -14)
---------------------------------------------------------------
21 Brighton 32 (31; -11)
22 Crewe Alexandra 31 (31; -21)
23 Hereford 27 (30; -17)
24 Cheltenham 21 (31; -34)


Prossima giornata League One:

Sabato 28 Febbraio:

ore 16.00
Brighton-Crewe Alexandra
Carlisle-Bristol Rovers
Cheltenham-Northampton
Colchester-Hartlepool
Hereford-Leyton Orient
Leeds-Scunthorpe
Millwall-Oldham
Milton Keynes Dons-Leicester
Peterborough-Southend
Stockport-Huddersfield
Tranmere-Swindon
Walsall-Yeovil


Risultato recupero 19a giornata League Two:

Martedì 24 Febbraio:

Darlington-Rochdale 1-2: 28’ Le Fondre (R), 60’ Abbott (D), 62’ Rundle (R)


Risultati recuperi 25a giornata League Two:

Martedì 24 Febbraio:

Grimsby-Morecambe 2-3: 21’ Forbes (G), 57’ Forbes (G), 63’ Twiss (M), 81’ O’Carroll (M), 90’ Hunter (M)

Mercoledì 25 Febbraio:

Macclesfield-Port Vale 0-2: 85’ Ahmed, 92’ Dodds


Risultato recupero 30a giornata League Two:

Martedì 24 Febbraio:

Dag & Red-Bournemouth 0-1: 93’ Molesley


Risultato recupero 31a giornata League Two:

Martedì 24 Febbraio:

Accrington Stanley-Luton Town 0-0


Classifica League Two (posizione, squadra, punti, partite giocate, differenza reti):

1 Brentford 59 (32; +21)
2 Wycombe 57 (31; +17)
3 Bury 56 (32; +15)
---------------------------------------------------------------
4 Rochdale 55 (32; +17)
5 Shrewsbury 52 (33; +18)
6 Bradford 52 (32; +14)
7 Exeter City 51 (32; +9)
---------------------------------------------------------------
8 Gillingham 50 (32; +1)
9 Dag & Red 48 (33; +20)
10 Morecambe 43 (33; -3)
11 Darlington 41 (30; +19)
12 Lincoln City 41 (30; +4)
13 Chesterfield 40 (29; +5)
14 Aldershot 37 (30; -11)
15 Notts County 36 (32; -11)
16 Port Vale 34 (31; -15)
17 Macclesfield 33 (32; -27)
18 Rotherham 30 (29; +8)
19 Accrington Stanley 30 (32; -14)
20 Barnet 26 (31; -22)
21 Chester City 26 (33; -27)
22 Grimsby 23 (32; -24)
---------------------------------------------------------------
23 Bournemouth 21 (32; -7)
24 Luton Town 6 (31; -7)


Prossima giornata League Two:

Sabato 28 Febbraio:

ore 16.00
Aldershot-Accrington Stanley
Brentford-Bury
Chester City-Dag & Red
Chesterfield-Barnet
Exeter City-Darlington
Gillingham-Bournemouth
Lincoln City-Rotherham
Macclesfield-Shrewsbury
Morecambe-Wycombe
Notts County-Bradford
Port Vale-Luton Town
Rochdale-Grimsby


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Il Real Madrid è spuntato, il Liverpool si copre e poi colpisce con Benayoun

Champions League, i Reds espugnano il Bernabeu senza rischiare nulla in fase difensiva: ultimo regalo di Benitez?



Difficile avere una giornata più particolare di quella avuta dal Liverpool in questa tornata di match di andata degli ottavi di finale di Champions League, in cui sicuramente il fattore più importante è quello positivo, con i Reds che vanno ad espugnare il Santiago Bernabeu infliggendo ad un’impalpabile Real Madrid una sconfitta che potrebbe portarlo alla quinta eliminazione consecutiva all’altezza degli ottavi di finale della competizione. Fa sicuramente specie vedere una squadra nobile e storica come il Real Madrid in una serie di annate e atteggiamenti dirigenziali che fanno poco onore al nome di una delle squadre più vincenti nella storia e vedere in campo un undici di Juande Ramos incapace di creare attacchi insidiosi per la difesa d’attacco, ma nonostante ciò è sempre un prestigio enorme andare ad espugnare un teatro come il Santiago Bernabeu per una di quelle vittorie che rimangono sicuramente nella storia del Liverpool, anche se ottenuta contro un triste Real Madrid. Eppure la giornata non si era aperta certo in modo tranquillo in casa Reds, visto che si sono rincorse molte voci sulla figura di Rafa Benitez: sembra ormai più che probabile che il Liverpool l’anno prossimo avrà un nuovo manager, ma in mattinata di colpo diversi bookmakers hanno chiuso le quote proprio su questo tipo di scommesse, ponendo anzi lo spagnolo come stra-favorito per essere il prossimo manager di Premier League esonerato e quando ci sono questi movimenti riguardanti rumours o notizie simili c’è sempre da fidarsi dei bookmakers, perché ne sanno sempre una più del diavolo. Infatti per tutta la giornata si sono rincorse voci che parlavano di Rafa Benitez ormai agli sgoccioli della sua esperienza al Liverpool e che l’esonero dovrebbe avvenire entro la prossima domenica, ipotizzando una pesante lite avvenuta in nottata nell’albergo di Madrid tra lo stesso manager e qualche esponente dirigenziale di spicco e proprio questo avrebbe portato i bookmakers a questo movimento. Oltretutto, qualcuno sospetta che questa trasferta possa aver consentito a Benitez di avvicinarsi a Florentino Perez, ovvero il favoritissimo per riottenere la sedia di presidente del Real Madrid e che come prima pietra del nuovo corso vorrebbe portare un tecnico di fiducia. Nel pomeriggio è arrivata la classica smentita del Liverpool, ma nelle prossime ore è atteso un nuovo viavai di notizie che potrebbero proprio portare al cambio di manager anche prima del previsto, tanto che in molti sono sicuri che la squadra ingaggerà come caretaker manager nientemeno che Kenny Dalglish, uno che al Liverpool ha passato 14 anni tra campo e panchina e alla cui guida i Reds hanno vinto gli ultimi tre campionati: non è escluso che il match del Santiago Bernabeu possa essere il passo di addio di Rafa Benitez per portare ad Anfield una vera e propria bandiera come lo scozzese. Benitez lascerebbe con un match tipico dei suoi, ovvero estremamente tattico e lontano dalla spettacolarità, ma anche con un risultato di lusso firmato da Yossi Benayoun, il quale riesce a prendersi una bella rivincita anche perché molto spesso è stato criticato (anche giustamente).

Il Real Madrid scende in campo con un solo cambio di formazione rispetto al 6-1 inflitto al Betis Siviglia ed è anche un cambio obbligato, visto che Huntelaar non è stato inserito nelle liste della Champions League (per inserire Lassana Diarra) e viene rimpiazzato da Arjen Robben, che parte sulla destra nel 4-4-2 che vede Marcelo ala sinistra: sarà un’altra storia per le Merengues. Modulo molto simile anche per il Liverpool, che affianca Kuyt a Fernando Torres e lascia in panchina l’acciaccato Steven Gerrard. Sulle fasce invece viene concesso spazio a Benayoun e Riera.

Il Liverpool parte in maniera abbastanza difensiva e mostra subito di volersela giocare in modo piuttosto tattico ad aspettare la manovra lenta del Real Madrid. Nei primi minuti i Reds non riescono a tenere palla e le due punte Fernando Torres e Dirk Kuyt vengono lasciate troppo isolate rispetto al centrocampo, soprattutto rispetto ai mediani Xabi Alonso e Mascherano che Benitez piazza troppo bassi davanti alla difesa, non permettendo ai due di aiutare la fase offensiva: entrambi, però, giocano comunque una grande partita in fase di chiusura, proteggendo benissimo la difesa, ma probabilmente con una scelta tattica differente avrebbero reso più pungente la fase offensiva, contro una difesa del Real Madrid del tutto attaccabile, soprattutto in Fabio Cannavaro, il quale mostra tutti i segni dell’età e gioca piuttosto male, mentre al suo fianco Pepe almeno ci mette esuberanza fisica, anche se spesso è fuori posizione. La partita è blanda, colpa dell’atteggiamento voluto da Benitez e della lentezza del Real Madrid.

Al 20’ però i Reds hanno la grande occasione per passare: rinvio lungo di Reina che trova una dormita difensiva clamorosa delle Merengues, perché Kuyt non tocca di testa e Fernando Torres può scattare una volta trovatosi due metri oltre la difesa avversaria ma in gioco perché nessuno ha toccato il pallone, il Niño però non è guizzane nello scatto e fa rientrare Pepe a contrastarlo, ma il suo tiro costringe comunque Casillas ad una grande risposta. Questa occasione poteva però esser sfruttata meglio.

Nel Real Madrid si nota in maniera evidentissima la mancanza di un regista, visto che né Lassana Diarra Gago danno qualità alla manovra e le Merengues non hanno alcun spiraglio di gioco, affidandosi unicamente ai guizzi di Arjen Robben, su cui però c’è costruita una bella gabbia che non concede grandi spazi all’olandese. Davvero malissimo Gago, che si conferma di essere mezzo giocatore, uno che magari può fare tutto ma lo fa mediocremente e non certo da giocatore di questo livello: ennesimo argentino sopravvalutato. Il Real Madrid è allora tutto in qualche tiro forzato da fuori, con Higuain e Raul che non si fanno mai vedere negli ultimi metri, dominati costantemente da Skrtel e Carragher e mal serviti dai compagni. Nel Liverpool è grande il lavoro di Mascherano, ma i Reds ottengono poco dagli esterni, Riera in particolare, visto che l’ex Espanyol gioca con una svagatezza spaventosa e perde malamente tutti i palloni che tocca, lasciando di fatto la sua squadra in 10 uomini. Benayoun invece dà l’impressione di tenere troppo palla.

Al 45’ Xabi Alonso dà un saggio di classe in una partita mediocre: il basco intercetta un brutto passaggio di Sergio Ramos e dalla linea di centrocampo va alla conclusione avendo visto Casillas fuori dai pali, con una conclusione calibrata benissimo che costringe il portiere a tornare di corsa in porta per deviare in corner. Sarebbe stato un gol da cineteca per Xabi Alonso, non il primo da quella distanza. Il corner però non è battuto perché in modo farsesco l’arbitro Rosetti fischia la fine del primo tempo, sbattendosene del regolamento europeo.

Dopo l’intervallo Juande Ramos prova a dare un regista alla sua squadra e toglie Marcelo per inserire Guti e trasformare il modulo nell’ibrido visto più volte in questa stagione: il modulo del Real Madrid è a metà tra il 4-4-2 e il 4-3-3, una roba di scarsissima efficacia ed enorme confusione, visto che in molti non sanno che posizione tenere. Oltretutto, Guti gioca con una mollezza spaventosa e invece di dare più brillantezza al gioco finisce per essere un’ulteriore palla al piede per il povero Real Madrid, che allora gioca anche il secondo tempo puntando sulle solite quattro opzioni: a) dare palla a Robben, b) far arrivare palla a Robben, c) sperare che Robben tiri dal cilindro qualcosa di speciale, d) affidarsi a miracoli divini. Nella ripresa si sveglia Benayoun e con qualche movimento riesce a creare un paio di buone possibilità, che i Reds però non riescono a sfruttare bene: l’impressione triste in questo secondo tempo è che il Liverpool giochi per lo 0-0, perché la squadra abbassa troppo il proprio baricentro, pur non avendone poi così bisogno perché non rischia mai sui flebili attacchi degli spagnoli. Il Liverpool attacca solo con tre o quattro uomini e visto che solitamente uno tra questi è l’inutile Riera è difficile sfruttare gli sbandamenti del Real Madrid: specchio di tutto ciò è la posizione dei terzini Arbeloa e Fabio Aurelio, che raramente superano la metacampo.

Al 62’ esce un Fernando Torres in evidente difficoltà per tutto il match per dei problemi alla caviglia, ma sorprendentemente entra Ryan Babel a fare la prima punta: Benitez deve fare a meno dei suoi due gioielli più preziosi (Gerrard entrerà solo a pochi secondi dallo scadere) e punta sull’inaffidabile Ryan Babel come punta, con l’olandese che di fatto imiterà in tutti i modi Riera.

Il Real Madrid ci prova con scarsa lucidità e l’unica minima occasione del match arriva al 71’: brutta idea di Kuyt che decide di regalare palla agli avversari con una simulazione brutta, l’arbitro avrebbe potuto fermare il gioco per ammonirlo ma fa continuare e in questo modo parte il contropiede delle Merengues con Robben che stringe e calcia da fuori, il tiro è centrale ma Reina sembra andare fuori tempo e rischia grosso, ma il qualche modo riesce ad alzare in corner.

All’82’ Kuyt si riscatta con gli interessi, guadagnandosi una punizione dalla destra molto preziosa per un fallo stupidissimo di Gabriel Heinze: la batte Fabio Aurelio con traiettoria tagliata, tutti (e Higuain in particolare) si dimenticano di Benayoun che incorna alla perfezione e non lascia scampo ad Iker Casillas, realizzando la rete dello 0-1.

E’ anche il gol decisivo, visto che i tentativi rabbiosi del Real Madrid non portano ancora a nulla: al di là di tutti gli aspetti tattici, il fatto che si possa andare al Santiago Bernabeu e non patire mai nemmeno per un attacco avversario mostra tutta la tristezza della situazione odierna delle Merengues, davvero un miscuglio di una pochezza allarmante. Nonostante una prestazione eccessivamente accorta, il Liverpool si porta a casa un risultato prezioso e adesso le cose sembrano mettersi bene in vista del match di ritorno, nell’attesa che il caso Benitez arrivi ad una soluzione e che magari arrivi in panchina Kenny Dalglish. Intanto il prossimo impegno vedrà i Reds giocare in casa di un Middlesbrough in piena crisi.


Real Madrid-Liverpool 0-1

Real Madrid (4-4-2): Casillas 6,5 – Sergio Ramos 6 Pepe 6 Cannavaro 4,5 Heinze 5 – Robben 6 Diarra 5 Gago 3 Marcelo 5 (46’ Guti 4) – Raul 4,5 Higuain 4

In panchina: Dudek, Saviola, Sneijder, Metzelder, Miguel Torres, Van der Vaart
Manager: Juande Ramos 4

Liverpool (4-4-2): Reina 6 – Arbeloa 6,5 Skrtel 8 Carragher 8 Fabio Aurelio 7 – Benayoun 6,5 Xabi Alonso 7 Mascherano 8,5 Riera 3 (88’ Gerrard sv) – Fernando Torres 5 (61’ Babel 4) Kuyt 6 (92’ Lucas Leiva sv)

In panchina: Diego Cavalieri, Dossena, Hyypia, N’Gog
Manager: Rafa Benitez 6

Arbitro: Roberto Rosetti 6

Gol: 82’ Benayoun
Ammoniti: Cannavaro, Gago (RM), Fernando Torres, Mascherano, Riera (L)


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