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martedì 30 giugno 2009

Nuovo turbo sulla fascia per il Manchester United: arriva Antonio Valencia

L’ecuadoregno è il primo acquisto di un’estate decisamente importante per i Red Devils, attesi come protagonisti del mercato dopo gli 80 milioni di pounds incassati per Cristiano Ronaldo



Un paio di giorni dopo l’ufficializzazione della cessione di Cristiano Ronaldo al Real Madrid per ben 80 milioni di pounds, il Manchester United annuncia ufficialmente la chiusura di un’altra operazione che era già chiara da tempo, quella dell’acquisto della talentuosa ala destra Antonio Valencia dal Wigan per circa 18 milioni di pounds.

Nonostante le due operazioni siano ravvicinate e riguardino due giocatori che preferiscono giocare in un ruolo simile, non bisogna fare l’errore di considerarle una coincidente dall’altra, visto che l’acquisto di Valencia era già stato di fatto ponderato lo scorso Gennaio, quando i Red Devils trovarono un primo accordo di massimo con il Wigan ma decisero di lasciare l’ecuadoregno al JJB Stadium, anche perché i Latics dovevano già affrontare diverse importanti cessioni come quelle di Wilson Palacios ed Emile Heskey.

Quello di Valencia è però un colpo decisamente importante per alzare la qualità della rosa dei Red Devils, che adesso potranno contare su un esterno puro di grande velocità e molto bravo nell’uno contro uno, ma anche da sgrezzare sul piano realizzativo visto che parliamo di un giocatore che spesso non conclude come dovrebbe, tanto da avere in totale uno score di reti meno alto di quanto si ci attenderebbe. Sicuramente però lavorare con un manager molto bravo nel valorizzare gli elementi di talento come Alex Ferguson aiuterà la crescita di Valencia sotto questo fattore, un po’ come successo per tanti altri giocatori, compreso lo stesso Cristiano Ronaldo, arrivato ad Old Trafford come esterno fumosissimo e divenuto giocatore a tutto campo prima di montarsi totalmente la testa nella scorsa stagione ed inchinarsi al Dio denaro (con l’appoggio però della società, che da questa operazione ha incassato una somma pazzesca).

Nonostante il suo nome circoli tra i vertici del calcio internazionale già da parecchio, Valencia è appena un 23enne e giocando in una squadra come il Manchester United potrebbe effettuare quel salto di qualità definitivo che merita dopo le tre ottime stagioni passate al Wigan. Cresciuto con la maglia dell’El Nacional, l’ecuadoregno è approdato in Inghilterra per giocare con il Wigan, dopo che il Villarreal ha colpevolmente creduto poco in lui, cedendolo al JJB Stadium prima in prestito e poi in via definitiva per una cifra piuttosto bassa: di fatto, la crescita di questo giocatore è l’ennesimo capolavoro di Steve Bruce, abilissimo nell’acquistare a poco e poi permettere alla propria società di vedere a tanto. Bruce adesso è sulla panchina del Sunderland, ma di fatto questo di Valencia è il suo ultimo regalo al Wigan, che può rinfrescare le casse e puntare ad investire sul mercato per aumentare la qualità della rosa: il nuovo manager Martinez adesso cercherà sul mercato una nuova ala destra e il sogno sembra essere Jermaine Pennant, che si svincolerà dal Liverpool per fine contratto.

Il Manchester United mette così a segno il primo colpo di un’estate decisamente importante: lasciato partire Cristiano Ronaldo con pochi rimpianti (il portoghese aveva piantato troppe grane nello spogliatoio negli ultimi 12 mesi e il suo addio è visto come un sollievo dalla vecchia grana) e con un incasso stratosferico, adesso Ferguson ha la grande occasione di rendere ancora più forte la sua squadra con il possibile acquisto di un paio di stelle di prima qualità, acquisti dovuti anche per far fronte all’addio di Carlos Tevez (destinato probabilmente al Manchester City). L’obiettivo è quello di acquistare un elemento di fantasia e tecnica per il centrocampo e una prima punta dal rendimento molto alto: per il primo ruolo il sogno è Franck Ribery, ma il francese sembra deciso a rimanere al Bayern Monaco e allora Ferguson dovrà cercare un nuovo obiettivo. Sembra invece molto vicino l’acquisto del nuovo centravanti, che dovrebbe essere il talentuoso Karim Benzema, che dopo tre stagioni di altissimo livello con il Lione sembra pronto al salto di qualità nel calcio inglese: Real Madrid e Arsenal sembrano interessate sull’attaccante francese, ma le ultime indiscrezioni danno i Red Devils ad un passo dalla chiusura dell’accordo, anche per ammissione di Miralem Pjanic, giovane attaccante del Lione. Pare che l’affare sia già concluso e che resti soltanto da decidere il giorno dell’ufficializzazione. I botti ad Old Trafford sono appena iniziati.


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Si sblocca il mercato del Burnley con gli acquisti di Fletcher e Mears

L’attaccante ex Hibernian e il terzino destro ex Derby County sono i primi due colpi messi a segno da Owen Coyle



Dopo una splendida stagione, giocata ad alto livello sia in Championship che nelle due coppe nazionali e chiusa con la grande cavalcata dei playoff che è valsa un’inattesa promozione, il Burnley inizia ufficialmente a preparare la stagione del ritorno in massima serie con i primi due colpi di mercato messi a segno dall’ottimo manager Owen Coyle, principale artefice dei recenti successi dei Clarets.

In giornata, infatti, il Burnley ha ritoccato un record nella storia del club mettendo a segno l’acquisto più costoso, con i 3 milioni di pounds investiti per acquistare il promettente attaccante Steven Fletcher dall’Hibernian, un 22enne ancora non del tutto esploso ma che sembra già avere le qualità per guadagnarsi un posto da titolare in Premier League, anche se probabilmente i Clarets continueranno a giocare con il 4-1-4-1 che tanti successi ha regalato e in questo modulo la prima scelta per il ruolo di centravanti rimarrà comunque Martin Paterson (il quale però ha dimostrato di saper svolgere bene anche il ruolo di esterno). La cifra più alta mai spesa dai Clarets per l’acquisto di un giocatore era di 1,5 milioni di pounds per le prestazioni dello stesso Paterson e anche per Chris Eagles, soldi spesi piuttosto bene visto che parliamo di due dei tanti grandi protagonisti della promozione dell’anno scorso.

In una squadra che privilegia un gioco di collettivo e con meccanismi collaudati perfettamente piuttosto che ad una presenza di grandi stelle, l’innesto di Fletcher potrebbe essere decisamente utile nel ruolo di prima punta sia per le discrete medie realizzative a cui il classe ’87 aveva abituato i tifosi dell’Hibernian, sia per la sua capacità nel gioco di sponda, fondamentale nelle tattiche di Coyle per far salire la squadra e per premiare gli inserimenti da dietro dei centrocampisti, soluzione applicata sempre molto bene dai Clarets nella scorsa stagione.

Nativo di Shrewsbury, Fletcher ha vissuto un’infanzia piuttosto particolare, visto che ha vissuto i suoi primi anni nelle basi militari britanniche tra Inghilterra e Germania. Quando aveva 10 anni, però, il padre cedette al cancro e morì e Steven Kenneth Fletcher (questo il suo nome completo) si stabilì in Scozia insieme alla madre, la quale scelse di stare vicina alla propria famiglia. Fletcher allora frequentò le scuole di Hamilton dove le sue qualità calcistiche vennero notate da John Park, allenatore delle giovanili dell’Hibernian che decise di inserirlo nell’Academy degli Hibs. L’attaccante si mise in grande evidenzia nelle squadre giovanili, tanto che già nel finale della stagione 2003/04 esordì in prima squadra, per poi cominciare a trovare regolarmente spazio nella successiva stagione. A poco a poco Fletcher guadagnò minuti su minuti nelle gerarchie dei vari manager, fino a diventare titolare fisso nella stagione 2006/07, quando l’Hibernian vinse la Scottish League Cup. Nella stagione successiva Fletcher divenne anche l’attaccante principale della squadra di Edimburgo e infatti chiuse la sua prima Scottish Premier League in doppia cifra, con 13 reti segnate. Il 22enne si è confermato a buoni livelli anche nella scorsa stagione (chiusa poi con 11 centri in campionato), tanto da attrarre lo scorso Gennaio l’interesse di una grande come il Celtic, la cui offerta però venne rifiutata dall’Hibernian. Quest’estate però gli Hibees hanno deciso di accettare l’offerta di 3 milioni di pounds per Fletcher e il nazionale scozzese (quattro caps e un gol per lui con la Tartan Army) ha quindi la grande occasione di confrontarsi con la Premier League inglese.

Occasione di un ritorno in Premier League anche per Tyrone Mears, che continua così il suo girovagare tra varie squadre: il nazionale giamaicano ma nativo di Stockport è cresciuto con il Manchester City, ma ha trovato una certa stabilità con la maglia del Preston, dove ha giocato particolarmente bene la stagione 2005/06 che portò i Lilywhites ai playoff di Championship e che permise al terzino destro di ottenere un ingaggio in Premier League, per indossare la maglia del West Ham. Con gli Hammers Mears esordì nella massima serie inglese ma trovò poco spazio, tanto da venire ceduto nel Gennaio 2007 al Derby County, dove arrivò prima in prestito e poi a titolo definitivo. A Pride Park il suo minutaggio aumentò vistosamente, ma la stagione 2007/08 fu condizionata da vari infortuni e Mears finì per vedere poco il campo, in un’annata decisamente devastante per i Rams, retrocessi dopo aver infranto una serie di record negativi della Premier League. La scorsa estate il terzino fece infuriare Paul Jewell e lo staff del Derby County trattando con il Marsiglia senza il permesso della società: dopo un continuo tira e molla, il giocatore riuscì a trasferirsi in Francia in prestito. Alle dipendenze di Gerets lo spazio per Mears non fu molto nei primi tempi, tanto da esordire ufficialmente soltanto a Gennaio per quanto era chiuso da Laurent Bonnart: l’infortunio del titolare, però, ha permesso a Mears di chiudere la stagione con la maglia da titolare, regalando anche qualche buona prestazione, con tanto di gol importantissimo in casa dell’Ajax nel ritorno degli ottavi di finale di Coppa Uefa, gol che permise al Marsiglia di prolungare il doppio confronto e di arrivare ai calci di rigore, dove i francesi riuscirono ad estromettere la squadra olandese.

Questo buon finale di stagione ha permesso a Mears di ottenere un buon ingaggio in Premier League con il Burnley, dove probabilmente partirà da titolare, considerando anche che i Clarets hanno un buco da ricoprire sulla corsia destra della terza linea, tanto che per gran parte della scorsa stagione a ricoprire questa zona di campo fu Michael Duff, che in realtà è un difensore centrale e che per qualche mese dovette alternarsi con Rhys Williams, arrivato dal Middlesbrough in prestito e tornato alla base prima dell’inizio dei playoff della scorsa Championship. Non essendo chiara la posizione di Williams (il Burnley vorrebbe acquistarlo definitivamente), Coyle ha pensato bene di acquistare un terzino di discreta esperienza come Mears, investendo per lui 500mila pounds.

Due acquisti ma anche un colpo mancato nella giornata del Burnley, visto che l’Hamilton ha respinto un’offerta dei Clarets per il centrocampista 18enne James McCarthy, prospetto interessantissimo che fa gola anche al Celtic. La cifra di 750mila pounds è stata respinta dall’Hamilton, ma Coyle potrebbe non arrendersi e preparare una nuova offerta per ingaggiare un possibile talento del futuro. Oltretutto, continua la trattativa per l’attaccante Marcus Tudgay dello Sheffield Wednesday, con il 26enne che avrebbe espresso il proprio interesse per un trasferimento a Turf Moor. Chi ha deciso di non muoversi è Gary Alexander, un altro dei grandi protagonisti della promozione del Burnley con la sua esperienza nel ruolo di mediano e che ha firmato un rinnovo di contratto per un’altra stagione.


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Il Wolverhampton batte una folta concorrenza e si aggiudica le prestazioni di Kevin Doyle

Ottimo colpo dei Wolves, che investono 6,5 milioni di pounds sull’attaccante irlandese, che vuole riscattarsi dopo una stagione a due volti



Dopo qualche settimana di ricerca e di trattativa, è ufficiale il nome della punta che affiancherà il bomber Sylvan Ebanks-Blake nell’attacco del Wolverhampton: in molti si aspettavano l’acquisto di un centravanti dal grande fisico come il Chris Iwelumo titolare della scorsa stagione (elemento però con poca qualità per giocare titolare in Premier League) o il riscatto di Marlon Harewood (arrivato in prestito nel finale della scorsa stagione), ma Mick McCarthy ha deciso di intraprendere una strada diversa, puntando ad una prima linea di grande movimento e acquistando un nuovo elemento dal buon fiuto per il gol, come l’irlandese Kevin Doyle. Probabilmente questa nuova concezione offensiva dovrebbe portare qualche cambiamento sul piano tattico con un minore sfruttamento delle corsie laterali e un gioco più rapido per vie centrali, anche se Doyle e Ebanks-Blake rimangono comunque due discreti colpitori di testa (pur non essendo questo il loro colpo preferito) per sfruttare i tanti e ottimi cross dalla corsia di Michael Kightly (miglior assistman della Championship la scorsa stagione).

Quello di Doyle è il terzo acquisto stagionale per i Wolves dopo gli arrivi del mediano Nenad Milijas e del portiere Marcus Hahnemann, anche quest’ultimo proveniente dal Reading, che incasserà una somma di ben 6,5 milioni di pounds per la cessione dell’attaccante: la cifra è dovuta all’alta quotazione dell’irlandese e dal fatto che McCarthy ha dovuto superare la concorrenza di tante squadre per assicurarsi Doyle, il quale infatti attirava l’interesse di quasi tutte le squadre di medio-bassa classifica della Premier League.

Classe ’83, Doyle ha iniziato la carriera con le maglie del St Patrick’s Athletic e del Cork City ma è esploso una volta approdato in Inghilterra nel 2005 per giocare con il Reading. In quella stagione l’undici di Coppell ottenne una splendida promozione in Premier League con anche 18 reti realizzate in campionato dall’attaccante irlandese, che ha saputo ripetersi ad alti livelli anche nella stagione d’esordio in massima serie inglese, costellata da ottime prestazioni e da 13 reti in campionato. Il giocattolo Reading però cominciava a rompersi e dopo una stagione esaltante (per poco i Royals ottenevano anche la qualificazione europea) la squadra di Coppell faticò moltissimo per confermarsi, crollando letteralmente nella seconda fase della stagione 2007/08, in cui anche il rendimento dello stesso Doyle non fu all’altezza, soprattutto sul piano realizzativo. Nonostante le tante offerte, l’ormai nazionale irlandese la scorsa estate decise di rimanere al Madejski Stadium e guidare la squadra all’immediata promozione: l’obiettivo sembrava raggiungibile visto che il Reading iniziò alla grande creando un terzetto di squadre in fuga in vetta alla classifica insieme al Wolverhampton e al Birmingham City, trascinata da un attacco stellare per tutta la prima metà di stagione, con Doyle che viaggiava a ritmi realizzativi davvero eccellenti, tanto da contendere proprio ad Ebanks-Blake la vetta della classifica dei cannonieri. Come successo l’anno prima, però, al Madejski Stadium qualcosa s’è rotto nel corso della stagione, con il Reading che ha perso la brillantezza di gioco e ha cominciato a fare risultati negativi, tanto da staccarsi da fallire l’appuntamento con la promozione diretta (anche se le speranze erano vive fino all’ultima giornata) e venendo eliminato nella semifinale dei playoff contro il Burnley. Lo stesso Doyle è tornato a fare grande fatica, considerando che nell’anno solare 2009 ha trovato solo due volte la via della rete, chiudendo il campionato con 18 gol realizzati e venendo superato anche da Jason Scotland dello Swansea City e Ross McCormack del Cardiff City in vetta alla classifica dei cannonieri, vinta dal suo futuro compagno di squadra Ebanks-Blake.

Nonostante questa notevole altalena di rendimento realizzativo, l’acquisto di Doyle sembra essere davvero eccellente per i Wolves, i quali potranno schierare due bocche da fuoco di buon livello, specialmente quando l’irlandese ritroverà la totale fiducia nei suoi mezzi, fiducia mancatagli in queste ultime due stagioni. D’altronde, il forte interesse di tante squadre non fa che confermare le qualità del neoacquisto dei Wolves, che (in caso di appannamento realizzativo) è bravo anche a rendersi utile in un lavoro più perimetrale per lasciare il compito di prima punta al proprio compagno di reparto.


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L’Inghilterra Under 21 è travolta: la Germania si laurea campione d’Europa con un secco 4-0

Gli Europei Under 21 finiscono con poco onore per gli Young Lions, che giocano male anche la finale e subiscono un cappotto netto e meritato



Germania-Inghilterra 4-0: L’organizzazione e la freschezza di una Germania capace di aggiungere il titolo dell’Europeo Under 21 a quelli già detenuti con l’Under 19 e l’Under 17 (il che rende questa Nazionale davvero promettente per qualità di talento) evidenzia ulteriormente la minore organizzazione di un’Inghilterra incapace di fruttare un gruppo di notevole qualità (probabilmente la migliore del lotto) con tattiche scriteriate e una gestione dei ragazzi piuttosto pessima. Se gli Young Lions erano riusciti ad ottenere in qualche modo i risultati nonostante praticassero un calcio piuttosto brutto, la finale ha emerso un verdetto inappuntabile, uno 0-4 che rispecchia fedelmente tutti gli errori compiuti nel corso di questo torneo ed elencati via via su queste pagine. Recriminare sulle squalifiche (in particolare quelle delle due punte Agbonlahor e Campbell) è decisamente fuorviante quando si ha un commissario tecnico che convoca appena due attaccanti, finendo così per presentarsi alla finale chiedendo un ulteriore sacrificio ad un Walcott spompato e sballottato dalla ridicola gestione psicologica attuata da Pearce (il rischio grosso è di aver bruciato un grande talento: vederlo così cadaverico in campo non fa ben sperare): il campo dimostra che non c’è assolutamente nulla da recriminare, ma solo che c’è da dare una decisa riorganizzata alle Nazionali giovanili inglesi, in particolare a questa Under 21 che non può essere gestita da un tecnico mediocre, incapace di essere positivo sul piano formativo (d’altronde, le Nazionali giovanili dovrebbero servire in primis a questo, Germania docet) e alla prova dei fatti anche di ottenere risultati. Si torna a casa dall’Europeo con le ossa rotta, non tanto per il risultato finale ma quanto per non esser riusciti a dimostrare il valore della squadra e dei ragazzi (tutti al di sotto dei loro standard, forse solo Hart è stato all’altezza) e aver dato l’immagine di una Nazionale poco corretta e poco educata nei confronti delle avversarie, capace di regalare comportamenti decisamente estranei allo stile del calcio inglese, soprattutto nella semifinale contro la Svezia. Pearce ha fallito in tutto e per tutto ed è meglio che faccia solo la spalla a Capello nella Nazionale A, tanto il tecnico italiano sul piano tattico è mille volte più preparato. Dall’altra parte arriva una risposta forte e convincente dalla Germania, criticata in maniera eccessiva dalla stampa tedesca dopo lo scialbo 1-1 ottenuto nell’ultimo match del girone proprio contro l’Inghilterra, per poi vedersi eccessivamente sminuita (in maniera poco simpatico) dopo la semifinale contro l’Italia, vinta magari in modo fortunoso con mille salvataggi sulla linea e una continua sofferenza sui corner avversari. La risposta è arrivata nella maniera più fragorosa possibile, con un 4-0 indiscutibile rifilato a quella che era considerata la squadra migliore del torneo, rendendo così del tutto legittima la vittoria finale della squadra di Horst Hrubesch. Elementi interessanti e carattere tipico del calcio tedesco stanno rendendo vincenti queste Nazionali giovanili, che soprattutto promettono di regalare una generazione interessantissima alle squadre della Bundesliga, senza dimenticare naturalmente la Nazionale A di Joachim Low. Probabilmente qualche vecchia conoscenza del calcio inglese non sarà d’accordo anche nel tentativo di nascondere i propri errori (vero Casiraghi?), ma alla fine ad alzare il trofeo è la squadra che più lo merita. L’Inghilterra inizia in maniera confortante questa finale, ma poi dopo qualche minuto torna al solito gioco mediocre mostrato sempre in questo torneo, lasciando come prevedibile Walcott solo a sé stesso al centro dell’attacco: per il talento dell’Arsenal è una serata imbarazzante, in una competizione alla quale non avrebbe dovuto partecipare se solo ci fosse una Federazione seria. La Germania è squadra e ha qualche elemento interessante, su tutti il più “abbagliante” è Mesut Ozil, il quale questa volta parte largo sulla sinistra, posizione che dà molto fastidio agli Young Lions (oggi più gattini docili che Lions): proprio il fantasista del Werder Brema trova l’accelerazione centrale che apre uno spazio importante al 23’, il passaggio filtrante libera Castro sulla sinistra dell’area e il centrocampista del Bayer Leverkusen prende alle spalle un immobile Cranie per poi anticipare l’uscita di Loach e trovare con precisione la rete che sblocca il match. La Germania legittima il vantaggio cominciando a giocare meglio e dominando a centrocampo, dove il buon lavoro di Hummels e Khedira è ancora più esaltato dalle pessime performances di Muamba e Noble. In avvio di ripresa arriva il capitombolo: Ozil batte una punizione dai 35 metri direttamente verso la porta, Loach (preferito a Lewis in sostituzione dello squalificato Hart) non capisce che la traiettoria è centrale e si butta sulla propria destra, combinando un pasticcio ridicolo e riuscendo soltanto a toccare il pallone verso la rete. L’Inghilterra si getta allora in attacco senza grande raziocinio e senza che Pearce abbia la brillante idea di cambiare qualcosa sul piano tattico: incredibile davvero. Arrivano però le occasioni, con Cattermole che colpisce la traversa con un tiro da fuori e Beck (l’eroe della semifinale contro l’Italia con il gol decisivo) che salva due volte sulla linea, prima su Adam Johnson (ancora mediocre) e poi su Cattermole. L’Inghilterra non riesce a riaprire la partita e anzi subisce pure il terzo gol: Ozil ruba bene palla ad Adam Johnson sulla trequarti difensiva e fa partire il contropiede, tocca sulla propria sinistra per Sandro Wagner che col sinistro fa passare il pallone tra le gambe di Loach e chiude il match. Non è ancora finita, perché l’attaccante del Duisburg trova anche il quarto gol, a rendere più umiliante il passivo per gli Young Lions, con un perfetto tiro a giro dal limite: è la ciliegina sulla torta per una splendida vittoria della Germania. Brutto tracollo per chiudere un biennio che invece appariva molto promettente per l’Under 21 inglese.


Germania-Inghilterra 4-0

Germania (4-1-4-1): Neuer – Beck, Boateng, Howedes, Boenisch – Hummels (83’ Aogo) – Fabian Johnson (69’ Schwaab), Khedira, Castro, Ozil (89’ Schmelzer) – Sandro Wagner

In panchina: Fromlowitz, Sippel, Ebert, Marin, Grote, Adlung, Ben Hatira, Ede
Commissario tecnico: Horst Hrubesch

Inghilterra (4-5-1): Loach – Cranie (79’ Gardner), Richards, Onuoha (46’ Mancienne), Gibbs – Milner, Cattermole, Muamba (78’ Rodwell), Noble, Adam Johnson – Walcott

In panchina: Lewis, Taylor, Stearman, Tomkins, Driver, Rose
Commissario tecnico: Stuart Pearce

Arbitro: Bjorn Kuipers (Olanda)

Gol: 23’ Castro, 48’ Ozil, 79’ Sandro Wagner, 84’ Sandro Wagner
Ammoniti: Boenisch, Sandro Wagner (G)


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domenica 28 giugno 2009

Cosa può accadere nel mercato estivo della Premier League?

Diamo un’occhiata ai possibili movimenti di mercato dei 20 club della massima serie inglese



In assenza di vero calcio giocato, l’estate è terra di chiacchiere soprattutto riguardo al mercato: proviamo a mettere insieme le voci più concrete stilando una tabella sugli obiettivi delle 20 squadre di Premier League.


Arsenal:

Prospettive stagionali: Oltre all’obiettivo minimo di difendere il quarto posto dagli assalti di Aston Villa e Manchester City, la volontà è quella di ridurre il gap con il Manchester United: la domanda che tutti si fanno riguarda però le possibilità economiche dei Gunners per il prossimo mercato. Parrebbe che Wenger debba fare le nozze con i fichi secchi, ma le voci delle ultime ore parlano di una disponibilità economica per superiore alle apparenze.
Zone del campo da rinforzare: La squadra è da rinforzare in tutte le zone centrali, visto che solo le fasce sembrano essere realmente all’altezza per un top club. In difesa le incertezze sono state troppe e c’è bisogno di un nuovo difensore centrale, in mediana Denilson è inguardabile e c’è bisogno di elemento di peso e magari di esperienza, in attacco serve un centravanti di forza fisica con quell’umiltà che la scorsa stagione Adebayor non ha mai mostrato.
Obiettivi di mercato: L’acquisto di Thomas Vermaelen non basta per regalare totale solidità difensiva: è da consigliare l’acquisto di un ulteriore difensore centrale e gli obiettivi realistici sembrano essere Brede Hangeland del Fulham e Sebastien Bassong del Newcastle, per il quale però c’è da sfidare anche il Tottenham. Per rinforzare la mediana, Wenger sembra guardare all’Italia visto che la pista calda è quella di Felipe Melo della Fiorentina, per il quale però sarà necessario un certo sforzo economico. L’alternativa è Gokhan Inler dell’Udinese, ma già l’anno scorso non se ne fece nulla. Si parla anche di Wesley Sneijder, esubero del Real Madrid che però servirebbe a poco, visto che ai Gunners manca un centrocampista di quantità e non uno di qualità. C’è bisogno di uno sforzo importante in attacco: l’obiettivo principale è quello di convincere Edin Dzeko, una volta assodato che il rapporto con il Wolfsburg è decisamente migliore rispetto a quello tra il Milan e la squadra tedesca, ma il bosniaco potrebbe anche rimanere in Germania. L’unica alternativa sembra essere Jan Huntelaar, altro esubero del Real Madrid e acquistabile a prezzo non esagerato. Probabilmente folkloristiche le voci di giornata che darebbero l’Arsenal in lotta con il Manchester United per Karim Benzema, alla pari di quelle che vorrebbero una maxi-offerta per Franck Ribery.
Possibili partenze: Il primo a partire sarà Emmanuel Adebayor, che dopo una stagione pessima ha perso molti ammiratori ma continua ad interessare al Milan, notoriamente squadra non certo elastica nelle valutazione di mercato: il togolese approderà quanto prima a San Siro, anche perché Wenger non sembra disposto ad opporsi, cosciente di poter inserire in squadra un elemento offensivo di maggior livello. False le voci sulla partenza di Robin Van Persie, che presto rinnoverà il contratto. William Gallas ha chiuso il suo tempo ai Gunners e dovrebbe approdare in Francia, mentre il Manchester City continua a corteggiare Kolo Tourè, trattativa di difficile attuazione. Emmanuel Ebouè ha chiesto di essere ceduto e verrà accontentato, così come sembra impossibile che Philippe Senderos (rientrato dal prestito al Milan) possa rimanere all’Emirates Stadium: Turchia o Grecia tra le possibili destinazioni.


Aston Villa:

Prospettive stagionali: Dopo aver impaurito molto l’Arsenal, il crollo finale ha allontanato l’Aston Villa dalla zona Champions League: l’obiettivo di Martin O’Neill è quello di allargare la rosa per evitare questi cali di prestazioni e ritentare l’assalto alle zone alte di classifica.
Zone del campo da rinforzare: Il reparto da ritoccare maggiormente è la difesa, visto che il ritiro di Martin Laursen deve essere rimpiazzato con un difensore centrale di grande affidabilità e visto che sarebbe consigliabile l’acquisto di un paio di terzini. Fondamentale anche un acquisto da effettuare in mediana, mentre in attacco potrebbe essere utile una seconda punta di riserva.
Obiettivi di mercato: Sembra vicinissimo l’acquisto di Kyle Naughton, terzino destro giovane messosi in grande mostra con lo Sheffield United e che potrebbe esser proposto immediatamente da titolare al Villa Park, con Luke Young di nuovo schierato sulla fascia sinistra. Serve un difensore centrale forte da affiancare a Curtis Davies: il sogno è Micah Richards del Manchester City, le alternative più possibili David Wheater del Middlesbrough e Sylvain Distin del Portsmouth, che non sarebbero comunque quei nomi di primo piano che vorrebbero i tifosi dei Villans. Possibile anche l’acquisto di Vadim Demidov, ma questo sarebbe un innesto più futuribile che immediato. Sarebbe decisamente improbabile e sorprendente l’acquisto di Sol Campbell. Ancora non è chiaro il nome dell’erede di Gareth Barry: lo Standard Liegi potrebbe cedere l’interessante Steven Defour, ma al momento le voci più concrete parlano di Tom Huddlestone del Tottenham e di Tim Borowski del Bayern Monaco. Potrebbero essere interessanti gli innesti di Michael Johnson del Manchester City e di Fabian Delph del Leeds. Potrebbe arrivare un elemento di qualità sulle fasce: Martin O’Neill potrebbe puntare al rilancio di David Bentley dopo il fallimento al Tottenham, mentre interessa anche Stuart Downing del Middlesbrough.
Possibili partenze: L’addio di Gareth Barry è stato pesantissimo ma non dovrebbero esserci altre partenze così importanti, nonostante Manchester City e Tottenham insistano per Ashley Young. Sembrano possibili le partenze di alcuni elementi che non hanno conquistato la maglia da titolare nella scorsa stagione, in particolare Nigel Reo-Coker e Nicky Shorey. Possibile anche l’addio di Craig Gardner, mentre il futuro di Steve Sidwell è ancora incerto.


Birmingham City:

Prospettive stagionali: L’obiettivo è quello di evitare una retrocessione immediata, come invece capitato due anni fa: per riuscirci, però, la società deve comportarsi in maniera adeguata ed evitare attriti con il manager, come invece accaduto per l’insensato acquisto di Giovanny Espinoza, non voluto da Alex McLeish ma acquistato dal co-proprietario David Sullivan. In questo modo, si rischiano separazioni dolorose, come capitato due stagioni fa con Steve Bruce.
Zone del campo da rinforzare: Dopo aver acquistato molto per la terza linea, adesso al Birmingham City serve l’aggiunta di qualità a centrocampo e probabilmente una nuova prima punta. Per il resto, sarà importante allargare la rosa.
Obiettivi di mercato: Il Birmingham City è la squadra che s’è mossa più di tutte in questo primo mese: sono arrivati già il portiere Joe Hart, la seconda punta Christian Benitez (per il quale però c’è ancora da aspettare il permesso di lavoro) e i difensori centrali Scott Dann, Roger Johnson e il già citato Giovanny Espinoza. Adesso i principali sforzi verranno effettuati per il centrocampo: l’obiettivo numero uno è Barry Ferguson dei Rangers, ma sono stati fatti tanti altri nomi come Craig Gardner dei cugini dell’Aston Villa o addirittura Patrick Vieira dell’Inter. Sembra vicina la conferma di Lee Bowyer, che lo scorso anno era ai Brummies soltanto in prestito. Sembra grande anche l’interesse per due giovani francesi: l’esterno sinistro Armand Traorè dell’Arsenal e la prima punta Frederic Nimani del Monaco.
Possibili partenze: Molti movimenti anche in uscita, visto che sono stati svincolati i vari Rahdi Jaidi, Stephen Kelly, Mehdi Nafti e Artur Krysiak. Potrebbe partire anche Martin Taylor per giocare in Championship, così come molto incerto è il futuro di Sebastian Larsson, il quale vorrebbe giocare in una squadra in maggior livello. Difficile la conferma dei vari Gary McSheffrey e Marcus Bent.


Blackburn:

Prospettive stagionali: Dopo la difficile salvezza della scorsa stagione, si preannuncia un’altra annata molto dura per i Rovers, che non hanno grandi fondi da investire sul mercato (anche se la cessione di Roque Santa Cruz ha fruttato molto sul piano economico) e quindi dovranno affidarsi ai miracoli di Sam Allardyce, sperando che il manager non abbia perso l’intuito mostrato nelle tante stagioni sulla panchina del Bolton.
Zone del campo da rinforzare: Il Blackburn sembra da rinnovare in quasi ogni zona del campo. La difesa ha sempre sofferto tanto se attaccata in profondità e ha bisogno di rinforzi centralmente, oltre ad un nuovo terzino destro. Il centrocampo ha spesso mostrato poca qualità e ha bisogno di un regista di buon livello, per non affidarsi sempre ai lanci lunghi e alla forza fisica. Infine, lo scorso anno in attacco s’è dovuto puntare addirittura su Christopher Samba e quindi c’è bisogno di almeno un paio di acquisti importanti.
Obiettivi di mercato: Dopo l’acquisto del centrocampista sudafricano Elrio Van Heerden, il primo colpo importante è stato il riscatto del duttile difensore Gael Givet dal Marsiglia, dal quale potrebbe arrivare anche il mediano Modeste M’Bami. Interessa anche il difensore centrale Renato Civelli, altro elemento di proprietà dell’OM. Si fa il nome anche di tanti elementi apparentemente entrati nella frase calante di carriera ma da rilanciare, operazione spesso riuscita da Allardyce nella sua esperienza al Bolton, ovvero Alan Smith del Newcastle, Ivan De La Pena dell’Espanyol, Jerome Rothen del PSG e Joey Barton, bad boy d’eccellenza del calcio inglese. Si fanno anche tanti nomi di prime punte appetibili per il Blackburn: Marc Janko del Salisburgo (reduce dall’aver stravinto la classifica dei cannonieri del campionato austriaco), Peter Crouch del Portsmouth e Nikola Zigic del Valencia. Si parla anche di due nomi di primissimo piano come Ruud Van Nisterlooy, che il Real Madrid lascerà partire dopo una stagione rovinata da un grave infortunio, e Andrè-Pierre Gignac del Tolosa. Il principale obiettivo è Kevin Davies, attaccante che Allardyce conosce molto bene, ma il Bolton chiede una somma impossibile per i Rovers. Di giornata invece l’accordo con il 20enne Steven N'Zonzi dall’Amiens, considerato addirittura il “nuovo Vieira”.
Possibili partenze: La cessione di Roque Santa Cruz ha fruttato una cifra importante da investire sul mercato. Per il resto, sono partiti tanti elementi a fine contratto, come Andre Ooijer, Tugay Kerimoglu e i flop Robbie Fowler, Maceo Rigters e Johann Vogel. Già ceduti Aaron Mokoena al Portsmouth e Matt Derbyshire, riscattato dall’Olympiacos, dove era arrivato in prestito. Per il momento, tutte queste partenze sembrano abbastanza.


Bolton:

Prospettive stagionali: Difficile puntare a qualcosa di più della salvezza, ma l’obiettivo di Megson sembra essere quello di proporre un calcio più attrattivo, dopo aver subito tante critiche dai suoi stessi tifosi.
Zone del campo da rinforzare: Megson necessita di elementi di qualità a centrocampo per poter applicare uno stile di gioco più appetibile per i propri tifosi. Servono anche un terzino sinistro e una prima punta di livello migliore rispetto ad un orribile Johan Elmander.
Obiettivi di mercato: Megson vuole un regista lucido e potrebbe puntare su Sean Davis o tentare il rilancio di Joey Barton del Newcastle. Altri innesti potrebbero essere lo svincolato Lee Bowyer, sul quale però è favorito il Birmingham City, mentre il sogno è ancora Miguel Veloso dello Sporting Lisbona, già collegato ai Trotters la scorsa estate. Per garantire un certo equilibrio, potrebbe arrivare Gelson Fernandes, il quale però è apparso inadeguato al Manchester City e quindi potrebbe esser ceduto all’estero. Potrebbe arrivare a sorpresa l’attaccante Moumouni Dagano, che adesso milita in Qatar con l’Al Khor, ma un obiettivo più logico e raggiungibile per l’attacco sembra essere Kevin Doyle del Reading. Per la difesa, il Bolton insiste su Paul Robinson, terzino sinistro del West Bromwich.
Possibili partenze: Non sono stati riscattati i prestiti dei vari Sebastien Puygrenier, Ariza Makukula ed Ebi Smolarek: gli ultimi due erano stati dei flop, ma Puygrenier poteva rimanere utile. Oltretutto, Blerim Dzemaili è stato ceduto definitivamente al Torino, al quale era approdato inizialmente in prestito. Sono tante le squadre interessate a Kevin Davies, ma l’attaccante che dovrebbe partire è Johan Elmander, per il quale sembra vicino il ritorno in Francia. Vicino all’addio anche Danny Shittu, che dovrebbe tornare a giocare in Championship.


Burnley:

Prospettive stagionali: Dopo la grande promozione ottenuta nella finale dei playoff di Championship contro lo Sheffield United, il Burnley punta ad un ritorno senza grosse sofferenze nel massimo campionato inglese: la squadra di Coyle ha mostrato meccanismi perfetti nella scorsa stagione e per questo è atteso un rinnovamento e non una rivoluzione.
Zone del campo da rinforzare: Il primo colpo è stato quello di respingere gli assalti del Celtic per Owen Coyle, rinnovando anche il contratto al manager che ha reso grandi i Clarets. Servono riserve importanti, visto che lo scorso anno il Burnley ha utilizzato pochi giocatori. Nella formazione titolare, i principali rinforzi potrebbero riguardare l’acquisto di due terzini più affidabili e di un difensore centrale più abituato alle atmosfere della Premier League, l’innesto di un mediano da ruotare con Graham Alexander e l’acquisto di una prima punta che possa garantire reti importanti in Premier League.
Obiettivi di mercato: Sembrano vicini i primi colpi di mercato, riguardanti soprattutto la difesa: ad un passo gli acquisti di David Edgar difensore centrale del Newcastle (dove è stato utilizzato anche come terzino destro con pessimo risultati) e di Tyrone Mears, terzino destro del Derby County ma reduce da una buona stagione in prestito al Marsiglia. Coyle è interessato anche al possente Bobo Balde, difensore centrale del Celtic. In attacco non è ancora stato individuato un centravanti di primo livello per la Premier League ma potrebbe essere utile l’acquisto di Steven Fletcher dell’Hibernian. Coyle vorrebbe riscattare Rhys Williams, arrivato lo scorso anno in prestito dal Middlesbrough e molto utile nella regular season di Championship come terzino destro. Possibile anche l’acquisto di Marcus Tudgay, attaccante dello Sheffield Wednesday.
Possibili partenze: Lo scorso anno il Burnley ha utilizzato una rosa ristretta di una ventina di elementi e per questo motivo sembra difficile pensare alla cessione di qualche protagonista della promozione, specialmente in questo momento nel quale i Clarets si stanno concentrando al mercato in entrata.


Chelsea:

Prospettive stagionali: La scorsa stagione non ha portato il tanto atteso successo europeo ma ciò è avvenuto soprattutto per la rapina a mano armata subita da Shrek-Ovrebo. Il Chelsea ci riproverà con Ancelotti in panchina, ma soprattutto gli ultimi 12 mesi hanno riacceso l’entusiasmo di Abramovich per il club, merito soprattutto di Guus Hiddink, che in pochi mesi è sembrato una sorta di Re Mida. Questo vuol dire che il Chelsea si riaffaccerà alla prossima stagione in maniera ancora più agguerrita, soprattutto in Champions League: Platini permettendo.
Zone del campo da rinforzare: Non è ancora chiaro il modulo con cui Ancelotti affronterà la sua prima esperienza nel calcio inglese e di conseguenza i ruoli da rinforzare non sono ancora stati individuati, almeno ufficialmente. Probabilmente verrà aggiunta qualità a centrocampo, mentre in attacco potrebbe arrivare una seconda punta di grande fantasia e tecnica. Fondamentale l’acquisto di un terzino sinistro di riserva, importante quello di un difensore centrale.
Obiettivi di mercato: Finora si sono sentite tante voci ma poco concrete. L’affare più vicino sembra l’acquisto di Daniel Sturridge dal Manchester City: la punta si sta svincolando, ma bisognerà pagare ai Citizens una lauta compensazione. Si parla di tanti giocatori del Milan, Andrea Pirlo e Pato su tutti, ma difficilmente Ancelotti verrà seguito da qualcuno dei suoi “fedelissimi”. Il Chelsea tratta Yuri Zhirkov del CSKA Mosca, il quale però sembra preferire un trasferimento in Spagna, nonostante le pressioni del suo connazionale Abramovich. Sul settore offensivo, i sogni sono Franck Ribery del Bayern Monaco (ma il francese sembra esser convinto da Van Gaal a restare) e Sergio Aguero dell’Atletico Madrid: quest’ultimo pista sembra la più praticabile. Ancelotti vorrebbe Emmanuel Adebayor, ma l’Arsenal preferisce cederlo all’estero.
Possibili partenze: L’inutile Mineiro è stato svincolato senza alcuni rimpianti, dato che ha visto il campo solo per pochi secondi: complimenti a Scolari per averlo voluto. E’ partito anche il deludente Ben Sahar, ingaggiato dall’Espanyol. Andriy Shevchenko e Claudio Pizarro sono rientrati per fine prestito ma entrambi partiranno: l’ucraino dovrebbe tornare in Italia ed interessa alla Roma, mentre per il peruviano rimane forte l’interessamento del Werder Brema, convinto dalla sua buona stagione in prestito. Deco e Ricardo Carvalho sembrano destinati all’Inter, mentre sorprendentemente Didier Drogba potrebbe rimanere per un’altra stagione. Forte l’interessamento del Bayern Monaco per Josè Bosingwa, ma difficilmente il terzino partirà.


Everton:

Prospettive stagionali: Le casse societarie non risplendono di denari ma potrebbero garantire un paio di rinforzi importanti per continuare l’inseguimento alle top four, per una squadra che potrebbe crescere ulteriormente dopo il grande cammino nella scorsa FA Cup.
Zone del campo da rinforzare: Sulla carta, di punti deboli l’Everton non ne ha: probabilmente il ruolo di terzino destro è quello più rinforzabile, ma con la rosa al completo l’undici titolare dei Toffees è davvero ottimo. Meno ottima la panchina, che necessita di innesti importanti. Potrebbe arrivare un nuovo centravanti, oltre ad un difensore centrale per coprire l’eventuale addio di Joleon Lescott.
Obiettivi di mercato: L’Everton ha sguinzagliato molti osservatori per seguire l’Europeo Under 21 e la Confederations Cup per individuare interessanti obiettivi di mercato. Al momento, Moyes sembra interessato ad un paio di esterni di qualità come Niko Kranjcar del Portsmouth e Stephen Hunt del Reading, mentre in mediana sogna di affiancare ad Arteta l’interessantissimo Stephane M’Bia del Rennes. Un altro interessante obiettivo è Joe Ledley. Futuribili invece i primi due acquisti messi a segno, quelli dei giovani Shkodran Mustafi e Anton Peterlin.
Possibili partenze: Nessun rimpianto per gli addii degli svincolati Nuno Valente e Andy Van der Meyde. I rinnovi dei contratti di Phil Jagielka e Joseph Yobo sembrano aprire la strada per la cessione di Joleon Lescott, sul quale il Manchester City appare in vantaggio su tutti. Lars Jacobsen era dato in partenza ma adesso appare vicino al rinnovo di contratto. Sono tante le squadre interessate a Steven Pienaar, il quale però difficilmente lascerà Goodison Park.


Fulham:

Prospettive stagionali: Dopo una grande stagione, il Fulham proverà ad assestarsi nella metà alta di classifica e di ben figurare in Europa League: per farlo, Hodgson potrebbe avere a disposizione un buon budget per completare la rosa.
Zone del campo da rinforzare: L’undici titolare utilizzato costantemente da Hodgson non ha mostrato particolari punti deboli: probabilmente, il manager dei Cottagers si sarebbe aspettato un rendimento realizzativo più alto da parte di Bobby Zamora e Andrew Johnson e potrebbe arrivare un attaccante più abile sotto porta. Per il resto, arriveranno elementi importanti che possano aumentare la qualità delle riserve per poi poter ruotare maggiormente la rosa nel corso della stagione.
Obiettivi di mercato: E’ già arrivato l’affidabile Stephen Kelly per coprire le spalle a John Pantsil nel ruolo di terzino destro. Per il resto, si sono fatti tanti nomi, con Hodgson che potrebbe puntare su due esuberi del Tottenham come il terzino sinistro Gareth Bale o il mediano Tom Huddlestone. A centrocampo però non sembra impossibile il riscatto di Olivier Dacourt dell’Inter. Vicinissimo l’acquisto del jolly Paul Scharner dal Wigan, mentre è forte l’interesse per Chris Brunt del West Bromwich e per Gary O’Neil del Middlesbrough. Un colpo a sorpresa potrebbe arrivare in attacco: in giornata è uscito il nome di Tuncay Sanli del Middlesbrough, mentre nelle ultime settimane si era parlato anche di Robert Acquafresca del Genoa e di Marc-Antoine Fortunè del Nancy, sul quale però l’Hull City sembra in vantaggio. Come sempre, Hodgson guarda molto da vicino il mercato scandinavo: si fanno i nomi di Oscar Wendt, terzino sinistro dell’FC Copenaghen, Ragnar Sigurdsson, difensore centrale dell’IFK Goteborg, di Vadim Demidov, difensore centrale del Rosenborg, e di Tore Reginiussen, difensore centrale adattabile anche in mediana e di proprietà del Tromso.
Possibili partenze: Nessun elemento di primo livello verrà fatto partire, nemmeno Brede Hangeland, nonostante il forte interesse di molte squadre. In dubbio la posizione di Zoltan Gera, quasi sicura la partenza del deludente Fredrik Stoor. Andranno via anche Hameur Bouazza, Andranik Teymourian, Seol Ki-Hyeon, Eddie Johnson, Moritz Volz e Pascal Zuberbuhler.


Hull City:

Prospettive stagionali: Reduce da una disastrosa seconda metà di stagione e da una salvezza fortunosa, l’Hull City ha molto da rinnovare per non continuare il trend negativo anche nella prossima stagione, ma la non eccezionale fama creatasi da Phil Brown e dal suo staff potrebbe rallentare molte operazioni di mercato: chi semina vento raccoglie tempesta.
Zone del campo da rinforzare: Il principale obiettivo è quello di rinforzare l’attacco, dove soltanto Cousin negli ultimi mesi ha garantito un rendimento decente e dove non sono arrivati quei gol attesi per ottenere una salvezza più facile: servono almeno due rinforzi importanti. Il centrocampo è da rinnovare con l’innesto di elementi di qualità sulle fasce, mentre centralmente il possibile rientro di Jimmy Bullard potrebbe garantire una buona copertura: servirà comunque un elemento di peso da affiancare o alternare ad Ashbee.
Obiettivi di mercato: Al KC Stadium hanno accolto molto positivamente l’acquisto del difensore centrale Steven Mouyokolo: secondo qualcuno, potrebbe diventare immediatamente titolare al posto dell’incostante Kamil Zayatte, ma è consigliato l’acquisto di un ulteriore difensore centrale, magari con maggiore esperienza in Premier League e David Wheater del Middlesbrough rappresenterebbe un gran colpo. Alternativa meno solida è Tal Ben Haim del Sunderland. Kevin Nolan dovrebbe lasciare il Newcastle dopo la retrocessione e sembra essere un obiettivo dei Tigers, per creare una coppia molto fisica con Ashbee. In attacco si parla dello svincolato Michael Owen, ma Phil Brown sembra vicino all’acquisto di due attaccanti che al momento regalano maggiori garanzie, come Marc-Antoine Fortunè del Nancy ma decisamente positivo in prestito al West Bromwich nella seconda metà della scorsa stagione (dimostrando buone qualità da seconda punta) e Fraizer Campbell dal Manchester United, ma già grande protagonista della promozione dell’Hull City dalla Championship. Servirebbe comunque una prima punta e i Tigers contendono al Wolverhampton il quasi 30enne Marlon Harewood dell’Aston Villa. Meno praticabile la scia che porterebbe a Scott McDonald del Celtic.
Possibili partenze: Brown vuole rinnovare l’attacco e i pessimi Caleb Folan e Craig Fagan sembrano destinati all’addio. Si pensava ad una partenza di Geovanni, ma il brasiliano è stato convinto a restare, a meno di offerte irrinunciabili. Destinati all’addio invece elementi reduci da una stagione deludente come Peter Halmosi, Bryan Hughes e Richard Garcia. In dubbio la posizione di Anthony Gardner, reduce dall’ennesima stagione passata più in infermeria che in campo.


Liverpool:

Prospettive stagionali: Dopo aver lottato per il titolo fino alla fine, il Liverpool lancerà nuovamente l’assalto al Manchester United con decisamente maggiore convinzione rispetto agli ultimi anni. Hicks e Gillett però hanno creato qualche debito di troppo e questo potrebbe rallentare la campagna acquisti dei Reds.
Zone del campo da rinforzare: Difficile trovare evidenti punti deboli nell’undici titolare, banale identificarne uno nell’ala sinistra, visto che Albert Riera non è apparso molto continuo nella scorsa stagione. Sarà decisivo poi rinforzare il settore delle riserve, in particolare in alcuni punti chiave: Benitez non può affrontare la stagione senza un plausibile vice di Fernando Torres, visto che Dirk Kuyt da solo non può bastare e che David N’Gog è apparso inadeguato. Importante anche acquistare un mediano di riserva migliore di Lucas Leiva.
Obiettivi di mercato: Il primo obiettivo di mercato è stato raggiunto con l’acquisto di Glen Johnson per oltre 17 milioni di pounds: l’ex terzino del Portsmouth garantirà spinta importante sulla fascia destra, soprattutto in ottica di quei match contro le difese molto chiuse in cui i Reds hanno perso tanti punti pesanti. In realtà, l’acquisto di Johnson è il secondo colpo stagionale, dopo l’ingaggio del 16enne attaccante Aaron King, acquistato dal Rushden & Diamonds. Il sogno per il ruolo di ala sinistra è David Silva, che potrebbe lasciare un Valencia in crisi economica ma che richiede un certo sforzo finanziario. Per la mediana, la pista preferita sembra quella che porta a Javi Martinez dell’Athletic Bilbao. Non è chiaro ancora l’obiettivo principale per l’attacco (sempre che Benitez ne abbia uno): l’unico nome plausibile sembra quello di Tuncay Sanli del Middlesbrough, il quale però sarebbe tutto da verificare nel ruolo di unica punta.
Possibili partenze: I giornali spagnoli hanno riempito pagine e pagine sulla partenza di Javier Mascherano e di Xabi Alonso, ma difficilmente se ne farà qualcosa: il Liverpool non può trascendere dai due mediani, in particolare dal regista basco. Andranno via invece i vari Andrea Dossena, Ryan Babel, Andriy Voronin (tornato dal prestito all’Herta Berlino), Sebastian Leto e il “mai visto” Philipp Degen. Quasi fatta la cessione al Real Madrid di Alvaro Arbeloa.


Manchester City:

Prospettive stagionali: La voglia è quella di irrompere nelle prime quattro posizioni della classifica, ma c’è un progetto adeguato per riuscirci? Bisognerebbe capire che acquistare attaccanti su attaccanti può finire per togliere spazio ad un talento come Stephen Ireland.
Zone del campo da rinforzare: I limiti più evidenti riguardano sicuramente la fase difensiva: l’acquisto di un mediano come Barry è molto utile, ma adesso servono difensori di maggior livello rispetto ai vari Zabaleta o Dunne. Per il resto, la vera incognita riguarda la chimica che può scattare tra i vari giocatori e le sue conseguenze sul gioco di squadra.
Obiettivi di mercato: Gareth Barry rappresenta un grande acquisto, soprattutto perché la cifra di 12 milioni di pounds spesa per acquistarlo appare abbastanza bassa. Lo stesso non si può dire per i 17 milioni di pounds investiti per Roque Santa Cruz, attaccante famoso più per i suoi continui infortuni che per le reti realizzate (solo una volta in carriera è andato in doppia cifra in campionato). Oltretutto, l’acquisto del paraguaiano appare decisamente insensato alla luce delle dichiarazioni odierne del presidente del Barcellona La Porta, che ha parlato di un’offerta “stratosferica” dei Citizens per Samuel Eto’o. Ricordando inoltre che è quasi fatta per l’acquisto di Carlos Tevez: dove giocherà Stephen Ireland con tutti questi attaccanti è un mistero. Decisamente più sensato il probabile acquisto di Joleon Lescott dall’Everton, ad innestare in rosa un difensore centrale solido e affidabile.
Possibili partenze: Piazzato Joe Hart in prestito al Birmingham City, il Manchester City deve trovare acquirenti per i molti esuberi presenti in rosa, in particolare in attacco dove tra l’altro si continua ad acquistare. Daniel Sturridge ha deciso di andar via e ha ormai un accordo con il Chelsea, Jo deve decidere se accettare una nuova offerta dell’Everton (dove ha giocato in prestito da Gennaio) o tornare in Russia, mentre si cercano squadre interessate a Darius Vassell, Ched Evans e Benjani Mwaruwari. A centrocampo non c’è più posto per il deludentissimo Gelson Fernandes, che sembrerebbe vicino al Lens, mentre Elano Blumer attira l’interesse di tanti club, anche piuttosto ambiziosi. Bisogna chiarire in fretta la posizione di Micah Richards, grandissimo prospetto del calcio inglese ma in cattivi rapporti con Mark Hughes e proprio per questo non sicuro di restare. Vicino l’addio del capitano Richard Dunne, molto vicino al Sunderland. Incerta la posizione di Robinho: ha dichiarato più volte di essere infelice a Manchester, ma gli acquisti (effettuati e futuri) del club potrebbero convincerlo a riprovarci per un altro anno.


Manchester United:

Prospettive stagionali: Bisogna confermarsi al vertice della Premier League e riscattarsi dalla sconfitta in finale di Champions League e farlo senza Cristiano Ronaldo: visto come ha giocato il portoghese lo scorso anno, non cambia poi tanto, anzi probabilmente i Red Devils potranno contare su qualche nuova stella. Gli 80 milioni di pounds incassati dal Real Madrid sommati al solito budget dei Red Devils rappresentano una base di spesa davvero elevata per poter rinforzare ulteriormente la rosa.
Zone del campo da rinforzare: La cessione di Cristiano Ronaldo regala la possibilità di rendere la squadra ancora più forte, investendo magari per una prima punta che possa avere quel peso non portato da Berbatov, su esterni più puri (tornando magari allo stile di gioco straordinario che lo United aveva con Beckham e Giggs sulle ali), su un mediano che possa non far rimpiangere le tante assenze di Hargreaves e su qualche puntello ulteriore in difesa. Il tutto considerando che già adesso l’undici titolare è quasi insuperabile.
Obiettivi di mercato: L’acquisto di Antonio Valencia dal Wigan è solo da formalizzare ma era già programmato da tempo, per cui non sarà certo l’ecuadoregno l’erede di Cristiano Ronaldo, piuttosto sarà un ulteriore talento da inserire nella rotazione. Per il post-Cristiano Ronaldo, il sogno è Franck Ribery, ma la trattativa è difficile e allora Ferguson potrebbe provare a contendere David Silva al Liverpool. Si aspettano grossi colpi in attacco: sempre calda la pista che porta a Sergio Aguero dell’Atletico Madrid, ma è Karim Benzema del Lione ad apparire molto vicino. Per ampliare la rosa, Ferguson potrebbe provare a trattare con il Real Madrid per uno tra Rafael Van der Vaart e Arjen Robben, mentre lo scozzese continuerà ad inserire in squadra elementi giovani e futuribili come Dodo dal Corinthians.
Possibili partenze: Oltre a Cristiano Ronaldo, è certa la partenza di Carlos Tevez, che ha mostrato poco carattere indicando l’arrivo di Berbatov come causa del suo addio. Con Federico Macheda e Danny Welbeck attesi ad un minutaggio maggiore, non c’è posto in squadra per Manucho e Fraizer Campbell: entrambi saranno ceduti. Vicino all’addio anche Danny Simpson, su cui sembra interessato il Birmingham City.


Portsmouth:

Prospettive stagionali: E’ l’unica squadra che ha incertezza in panchina, visto che cerca un nuovo manager ma non ha ancora dato il benservito a Paul Hart, a cui dovrebbe esser affidata solo la squadra Riserve. E’ anche quella messa peggio sul piano economico, visto che è in una fase di recessione e lo rimarrà a meno di un miracoloso takeover. Di questo passo, rischia di essere la più seria candidata all’ultimo posto in classifica.
Zone del campo da rinforzare: Ha sicuramente bisogno di un manager che non sia Paul Hart, troppo poco elastico mentalmente per una squadra di Premier League. Viste le tante voci in entrata, avrebbe bisogno di una ristrutturazione totale, ma difficilmente avverrà in termini accettabili. Sarà durissima per i Pompeys.
Obiettivi di mercato: Il nome Portsmouth in questo mercato è associato solo ad operazioni in uscita. I Pompeys sognano il ritorno di Gary O’Neil del Middlesbrough, ma dovrebbero iniziare a muovere qualche trattativa e farlo in fretta.
Possibili partenze: Si fa prima ad elencare chi non andrà via: la cessione di Glen Johnson al Liverpool però frutta 17 milioni di pounds che possono essere importanti. Quasi certo l’addio di Sol Campbell, che prima era destinato al Basilea, poi in Belgio e adesso sembra addirittura diretto all’Aston Villa. Il Bolton è interessato moltissimo a Sean Davis, ma potrebbe anche tentare un’offerta per Sylvain Distin, su cui c’è anche l’Aston Villa. Molto probabile l’addio di Peter Crouch, così come sembra difficile che in una situazione di smobilitazione possa rimanere Niko Kranjcar, il quale nonostante una stagione mediocre attira ancora tanti ammiratori.


Stoke City:

Prospettive stagionali: Il piazzamento della scorsa stagione ha stupito tutti, ma Pulis è già pronto ad investire e puntare sul mercato dei prestiti per confermarsi e non rischiare una sorta di pericoloso appagamento.
Zone del campo da rinforzare: Il calcio estremamente fisico dello Stoke City è stato molto efficace, ma Pulis potrebbe pensare ad acquistare un regista più lucido nel tenere palla per aumentare la alternative tattiche. Sulle fasce, Liam Lawrence e Matthew Etherington sono assolutamente ottimi ma c’è bisogno di qualche riserva di maggior valore. Sarà utile qualche ritocco anche nel reparto dei terzini, in particolare sulla destra.
Obiettivi di mercato: Pulis vuole rinforzare ulteriormente l’attacco e ha iniziato una trattativa per Dean Ashton del West Ham, con Obafemi Martins del Newcastle come importante alternativa. Sugli esterni, si studia la possibilità di acquistare Jermaine Pennant a parametro zero, mentre lo Stoke City potrebbe regalare al duttile centrocampista Joe Ledley del Cardiff City la possibilità di trovare spazio in Premier League. Oltre a Martins, del Newcastle interessano anche Habib Beye e Alan Smith, mentre dal Middlesbrough potrebbe arrivare il difensore centrale Robert Huth. Pulis studia la possibilità di ingaggiare in prestito i vari Manucho e Zoran Tosic del Manchester City, oltre a Nabil El Zhar e David N’Gog del Liverpool.
Possibili partenze: Salif Diao ha ricevuto l’offerta per un rinnovo di contratto ma sembra pensare ad un trasferimento. Con lui andranno via il capitano Andy Griffin e il flop Dave Kitson. Pulis pensa a rinnovare il centro della propria difesa e proverà a piazzare Leon Cort e Ibrahima Sonko.


Sunderland:

Prospettive stagionali: Nella scorsa stagione è arrivata una salvezza molto sofferta ed è stato mancato quel salto di qualità di gioco e di risultati che la società cercava: adesso tocca a Steve Bruce riuscirci, magari sprecando meno fondi di quanto fatto da Roy Keane.
Zone del campo da rinforzare: Serve qualità in mezzo al campo, qualche esterno più puro e capace di mettere in mezzo cross interessanti, una seconda punta da affiancare a Jones e solidi difensori centrali per affiancare o sostituire Anton Ferdinand.
Obiettivi di mercato: Steve Bruce s’è fatto al Wigan una reputazione eccellente in sede di mercato e proverà, acquistando a pochi soldi e vendendo a molto: proverà a ripetersi anche allo Stadium Of Light. Di solito i suoi acquisti sono poco prevedibili e poco conosciuti, ma per ora qualche nome importante viene comunque fatto, in particolare quello dello svincolato Jermaine Pennant. Potrebbe arrivare sorprendentemente Peter Lovenkrands dai rivali del Newcastle, mentre per il nuovo regista sembra interessare molto Steven Davis dei Rangers. In attacco l’uomo da affiancare a Kenwyne Jones potrebbe essere Darren Bent, vogliono di rilanciarsi dopo due stagioni negative al Tottenham, dal quale potrebbe arrivare anche Didier Zokora. Bruce vorrebbe portarsi allo Stadium Of Light l’interessante mediano Lee Cattermole, ma probabilmente dovrà accontentarsi di prendere dal Wigan il solo Titus Bramble per la difesa. Molto vicino l’acquisto di Richard Dunne dal Manchester City.
Possibili partenze: Il Tottenham continua ad essere interessato a Kenwyne Jones, ma il centravanti non dovrebbe lasciare il Sunderland dopo che i Black Cats hanno già perso Djibril Cissè, approdato al Panathinaikos. Si parla di un clamoroso interessamento del West Ham per riacquistare Anton Ferdinand, ma più vicino a partire è il capitano Dean Whitehead, che potrebbe interessare anche al Wolverhampton. Non rientra più nei piani del club l’irlandese Anthony Stokes, mentre Bruce sembra disposto a rilanciare Craig Gordon tra i pali e allora Marton Fulop potrebbe fare le valigie.


Tottenham:

Prospettive stagionali: Il Tottenham vuole rilanciare la propria candidatura per una qualificazione europea ma, dopo gli sprechi degli ultimi anni, adesso le casse sono meno floride e bisognerà puntare ad una campagna acquisti meno sfarzosa.
Zone del campo da rinforzare: Con i tanti acquisti del mercato di Gennaio, Redknapp sembra aver risolto i difetti più grandi ma adesso vuole completare la squadra puntando ad acquisti intelligenti. Potrebbe arrivare un centravanti fisico dopo il fallimento di Roman Pavlyuchenko e potrebbero arrivare novità sulla fascia sinistra sia di difesa che di centrocampo. Urge un nuovo portiere per non andare avanti con il rischiosissimo Heurelho Gomes.
Obiettivi di mercato: Come sempre, sono tante le voci di mercato che circondato il Tottenham, ma finora di concreto s’è visto poco. Nelle ultime ore sembra sia arrivato un accordo con l’Atletico Madrid per Maxi Rodriguez, ma l’argentino sembra poco disposto ad approdare al White Hart Lane. A sorpresa potrebbe arrivare Victor Obinna dall’Inter. Sempre calda la pista che porta a Stuart Downing del Middlesbrough, mentre il nuovo terzino sinistro potrebbe essere Gabriel Heinze del Real Madrid. Sono sempre più insistenti le voci di una trattativa per Matthew Upson del West Ham (tra l’altro, un ex Arsenal), acquisto che andrebbe a rinforzare un reparto già abbastanza completo come il centro della difesa degli Spurs.
Possibili partenze: Redknapp ha da tempo stilato la lista dei 14 calciatori da tagliare e cedere nel mercato estivo: Pascal Chimbonda, Chris Gunter, Jamie O’Hara, Tom Huddlestone, Jermaine Jenas, Gilberto, Kevin-Prince Boateng, Ricardo Rocha, Giovani Dos Santos, Didier Zokora, Gareth Bale, Darren Bent, Roman Pavlyuchenko e David Bentley. Ce n’è per tutti i gusti.


West Ham:

Prospettive stagionali: La grande stagione con Gianfranco Zola in panchina ha riacceso l’entusiasmo, il pessimo lavoro di Gianluca Nani nel mercato potrebbe però riaffievolirlo: incredibile come questo direttore tecnico sia abilissimo ad indebolire la squadra con acquisti insensati, pregando che il manager faccia altri miracoli.
Zone del campo da rinforzare: Tre i settori da rinforzare decisamente: c’è bisogno di un terzino destro, di buoni esterni di centrocampo e di un paio di attaccanti di buon livello. Oltretutto, sarebbe bene acquistare un difensore centrale di riserva.
Obiettivi di mercato: L’acquisto di Luis Jimenez ha lasciato tutti perplessi, anche perché Nani sembra incapace di acquistare da altri mercati oltre quello italiano (e incapace di comprare buoni giocatori). Adesso pare che l’italiano voglia riportare ad Upton Park il contestatissimo Anton Ferdinand: sarebbe un’operazione ridicola. Il prossimo terzino destro potrebbe essere l’interessante Rod Fanni del Rennes, elemento di buona prospettiva e molto rapido. A centrocampo potrebbe arrivare il giovane Matthew Bates dal Middlesbrough (uno dei pochi a salvarsi nella brutta stagione del Boro), dal quale potrebbe arrivare anche Gary O’Neil per la fascia destra, visto che non è sicuro che Valon Behrami rientri presto dal suo grave infortunio. Fondamentale l’acquisto di una punta, ma finora l’unico nome fatto non convince per nulla, quello di Eidur Gudjohnsen del Barcellona.
Possibili partenze: Lucas Neill, Lee Bowyer e Diego Tristan sono partiti a fine contratto, mentre David Di Michele è tornato (per fortuna) al Torino per fine prestito. L’attacco rimane così povero di soluzioni, ma Nani sembra intenzionato a vendere Dean Ashton allo Stoke City, a cui ha già regalato Matthew Etherington nel mercato di Gennaio. Sembra vicino l’accordo con il Tottenham per la cessione di Matthew Upson. Sicura la partenza di Julien Faubert (rientrato dal prestito al Real Madrid), probabile quella di Luis Boa Morte e Kieron Dyer.


Wigan:

Prospettive stagionali: L’addio di Steve Bruce rischia di portare un ridimensionamento di ambizioni e classifica, ma l’arrivo di un manager capace come Roberto Martinez ha rialzato l’entusiasmo attorno alla squadra, attesa ad un nuovo campionato tranquillo di metà classifica.
Zone del campo da rinforzare: Lo scorso anno il Wigan ha finito la stagione segnando appena 34 gol, nonostante esprimesse solitamente un buon calcio offensivo: manco a dirlo, il principale settore da rinforzare è l’attacco. Serve un importante rinforzo anche nel ruolo di ala destra, mentre per il resto c’è soltanto da rimpiazzare eventuali partenze importanti.
Obiettivi di mercato: Da applausi l’acquisto di Jordi Gomez, ma Martinez cerca altri elementi di qualità: l’addio di Valencia aprirà un vuoto nella fascia destra ma il Manchester United potrebbe inserire Nani nell’accordo. Un’importante alternativa è lo svincolato Jermaine Pennant, già svincolato nelle ultime settimane dell’era Bruce. Altri importanti rinforzi a centrocampo potrebbero essere Steven Davis dei Rangers e Kris Commons del Derby County, quest’ultimo utilizzabile anche come seconda punta. In difesa potrebbe interessare Matthew Kilgallon dello Sheffield United. Ancora non chiaro l’obiettivo da puntare per l’attacco.
Possibili partenze: La partenza di Steve Bruce per il Sunderland rischiava di esser seguita da diversi giocatori, ma se Titus Bramble sembra ancora vicino ai Black Cats, Lee Cattermole e Charles N’Zogbia sembrano disposti a restare al DW Stadium. Certo l’addio di Antonio Valencia, quasi quello di Paul Scharner, molto vicino al Fulham.


Wolverhampton:

Prospettive stagionali: Mick McCarthy torna in Premier League con la voglia di cancellare la disastrosa retrocessione subita sulla panchina del Sunderland: il Wolverhampton avrà bisogno di rinforzi adeguati per ottenere la salvezza.
Zone del campo da rinforzare: McCarthy punta a rinforzare la squadra in ogni settore, per abbinare i grandi protagonisti della promozione ad elementi con una certa esperienza in Premier League. Serve assolutamente una prima punta di livello maggiore rispetto a Chris Iwelumo, così come è del tutto necessario l’acquisto di un difensore centrale più affidabile dell’esperto Jody Craddock. Altri rinforzi dovrebbero arrivare sulle fasce.
Obiettivi di mercato: Sembra vicinissimo l’acquisto del difensore centrale Ronald Zubar dal Marsiglia, ma probabilmente sarebbe lecito aspettarsi anche un elemento di maggiore valore per il centro della difesa. L’acquisto di Nenad Milijas regala importante qualità per la mediana, ma probabilmente al suo fianco troverà un altro neoacquisto, come potrebbe essere Matthew Bates, oppure il meno tecnico Dean Whitehead del Sunderland. Sembra interessare anche l’interessante ala sinistra David Martin del Millwall. Poco chiari gli obiettivi per l’attacco, visto che sembra raffreddarsi l’interessamento per Marlon Harewood dell’Aston Villa, mentre interessa un elemento molto rapido e meno prestante fisicamente (ciò che invece servirebbe ai Wolves) come Kevin Doyle del Reading, dal quale è già arrivato il portiere Marcus Hahnemann come riserva alle spalle ad Hennessey. Decisamente di secondo o terzo piano le voci di un interessamento per Darius Vassell e Michael Ball del Manchester City.
Possibili partenze: Decisamente poche le voci in uscita per il Wolverhampton: alcune squadre di Premier League sono interessate a due grandi protagonisti della promozione come Michael Kightly e Sylvan Ebanks-Blake, ma entrambi rimarranno a Molineux. I Milton Keynes Dons vogliono riscattare il centrocampista Stephen Gleeson dopo il prestito iniziale, mentre sembra possibile anche l’addio di Kevin Foley.


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sabato 27 giugno 2009

Psycho-dramma inglese: una finale buttata via viene raggiunta ai rigori

L’Inghilterra Under 21 getta all’aria un vantaggio di tre reti e rimane in 10 uomini, ma la traversa nega la vittoria alla Svezia e i penalty stavolta premiano gli Young Lions, che sfideranno la Germania



Inghilterra-Svezia 3-3 dopo tempi supplementari (Inghilterra vince 5-4 ai rigori): L’Europeo Under 21 rischia di regalare una delusione incredibile e pazzesca all’Inghilterra, approdata in Svezia con grandi ambizioni ma poi incapace di mostrare un gioco decente. Eppure, la cinicità degli Young Lions sembra essere esaltata dalla semifinale, visto che dopo tre corner arrivano nel primo tempo i tre gol di vantaggio, che sembrano lanciare la squadra all’attesa finale. Invece, nella ripresa arriva il clamoroso psicodramma sportivo, anzi visto che ci sono parecchie colpe anche da parte di Stuart Pearce (ancora una volta dimostratosi inadatto a gestire una squadra così ambiziosa) ad arrivare è lo Psycho-dramma: la squadra passeggia in campo e subisce il rientro della Svezia, che si imita il Liverpool nella finale di Champions League del 2005 e segna tre reti ravvicinate. Se i Reds rientrarono in parità in appena sei minuti, gli svedesi lo fanno utilizzando poco più del doppio del tempo, ovvero 13 minuti, ma soprattutto non vengono premiati dalla sequenza dei rigori, visto che dal dischetto i padroni di casa non riescono ad essere freddi e vedono sfumare una qualificazione che a quel punto sarebbe stato oggettivamente meritata, anche a causa della poca umiltà dell’Inghilterra, leziosa e addormentata nel secondo tempo. Oltretutto, gli Young Lions si stanno esprimendo decisamente al di sotto delle loro possibilità e delle loro capacità tecniche, colpa anche di Stuart Pearce, autore di tante scelte incomprensibili. Il caso principale discusso dai media riguarda Theo Walcott, sia perché il talentino è uno dei prospetti più promettenti dell’intero calcio europeo sia perché milita in una grande squadra come l’Arsenal, e qui Psycho è del tutto colpevole: già la scelta di fargli disputare sia i match con la Nazionale A che l’Europeo Under 21 era apparsa a tutti inconcepibile, ma lo è diventata ancora di più a fronte di una condizione fisica davvero impresentabile per l’ex Southampton, che in campo non fa altro che passeggiare. Oltretutto, Walcott entra ed esce dalla formazione titolare (non certo la miglior gestione psicologica di un giovane) e nella semifinale viene schierato come ala sinistra, ovvero fuori ruolo: incredibile come una Federazione attenta come quella inglese possa affidare una Nazionale giovanile ad un tecnico dimostratosi così poco competente tecnicamente e sotto l’aspetto della gestione dei ragazzi. Purtroppo, essere un grande calciatore (oltre che un grande personaggio tipico del calcio inglese, come lo era Pearce) non corrisponde automaticamente ad essere un grande tecnico e questa è l’ennesima conferma. Arriva comunque una rara vittoria ai rigori, storicamente poco amati dalle varie Nazionali inglesi (e lo stesso Pearce ne sa qualcosa): ad esempio, l’Under 21 inglese negli ultimi Europei del 2007 uscì in semifinale proprio ai rigori, in una serie infinita (chiusa sul 15-14) contro l’Olanda, che poi si sarebbe laureata campione. E’ una grande occasione in generale per la stessa Federazione, visto che in tutte le categorie è dal 1993 che un’Inghilterra non riesce a vincere un trofeo ufficiale: allora l’Under 18 conquistò l’Europeo battendo la Turchia in finale, con in campo elementi che sarebbero diventati abbastanza noti come Gary Neville, Paul Scholes, Sol Campbell e Robbie Fowler. L’Inghilterra raggiunge la sua terza finale di un Europeo Under 21, dopo le vittorie (in match di andata e ritorno) del 1982 contro la Germania Ovest e del 1984 contro la Spagna: alcuni media hanno calcolato che dopo il trionfo dell’Under 21 del 1984 si sono svolti 64 tornei ufficiali in tutte le varie categorie (compresa la Nazionale maggiore) e l’Inghilterra ha trionfato solo nel già citato Europeo Under 18 del 1993. Le cose sembrano iniziare subito bene in questa semifinale, visto che dopo appena 53 secondi gli Young Lions passano in vantaggio: il corner da destra di Milner scorre in area fino a Cranie, il cui sinistro sporco finisce per battere l’incerto Dahlin e sblocca il match. L’Inghilterra non è brillante e subisce un brutto colpo al 20’: Agbonlahor stacca in maniera scomposta e colpisce con il gomito alto Bjarsmyr, subendo un giallo pesante perché la punta dell’Aston Villa era diffidato e quindi salterà la finale. I corner però evidenziano le ingenuità svedesi: sulla battuta da sinistra di Milner si crea una mischia in area, risolta dalla zampata ravvicinata di Onuoha che vale il 2-0. Altro corner al 38’ che stavolta la Svezia riesce a respingere, Walcott però riprende e crossa, Cattermole prolunga di testa e il capitano Bjarsmyr combina il pasticcio svirgolando il pallone e mandandolo alle spalle di Dahlin per il 3-0 che sembra chiudere definitivamente le speranze dei padroni di casa. Invece nella ripresa l’Inghilterra si addormenta, smette di pressare e si convince di poter far scorrere il cronometro senza far nulla, scelta totalmente sbagliata, perché a sorpresa la Svezia riapre la partita al 68’: Gibbs viene lasciato in uno contro uno con l’attivo Molins, sul cross basso Richards e Cranie dormono e lasciano libero Berg, che conferma di essere un prospetto interessantissimo ed è letale con il suo destro a non lasciare scampo Hart. Il vantaggio rimane ampio ma a questo punto la Svezia ci crede, approfitta del sonnellino dell’Inghilterra e colpisce anche con una perfetta punizione dal limite di Toivonen a riaprire totalmente il match. Gli Young Lions si impauriscono, temono la clamorosa rimonta che diviene realtà all’81’: ancora l’ottimo Molins crossa da destra lungo, Soder con il tacco trova un grande assist per Berg che ancora una volta finalizza alla perfezione e realizza il clamoroso 3-3. L’Inghilterra è sotto shock e non gioca più a calcio dalla fine del primo tempo, mentre la Svezia sembra rifiatare un po’ fino all’inizio dei supplementari, fino a quando al 104’ minuto Campbell riapre una nuova speranza ai padroni di casa, stendendo Lustig con un brutto tackle e venendo espulso per doppia ammonizione: Pearce ha convocato solo due attaccanti per questo Europeo ed entrambi saranno squalificati per la finale. La Svezia allora ci prova per tutto il secondo tempo supplementare ma non è fortunata quando un colpo di testa in avvitamento dello scatenato Berg (da acquistare assolutamente) va a sbattere sulla traversa. In qualche modo l’Inghilterra rimane nel match e si guadagna la speranza dei calci di rigori, ma inizia malissimo: Milner scivola imitando Beckham contro la Turchia (o Terry nella finale di Champions League del 2007) e manda larghissimo. Sembra l’inizio di una via crucis, invece subito dopo il bomber Berg sbaglia concludendo molto male, basso e centrale, permettendo ad Hart la risposta con i piedi. Il rigore successivo lo calcia proprio Hart, che realizza dando il là ad una serie di precisi tentativi per entrambe le squadre: provando a provocare Lustig, il portiere del Manchester City si becca un cartellino giallo, che diventa pesante visto che era diffidato e quindi salterà anche lui la finale. Si va ad oltranza e, dopo il rigore calciato bene da Gibbs, la contesa si decide nel modo più beffardo possibile per la Svezia: dopo l’errore di Berg, a fallire è un altro dei grandi protagonisti dei 120 minuti di gioco, ovvero Molins, che calcia basso e angolato trovando in pieno il palo a respingere la sfera e con essa le speranze dei padroni di casa. Hart può esultare, perché l’Inghilterra approda alla finale, anche se in modo complicatissimo e non del tutto meritato. All’ultimo atto, gli Young Lions affronteranno nuovamente la Germania, che con cinicità è riuscita a superare l’Italia, vincendo 1-0 grazie alla conclusione dalla distanza di Beck.


Inghilterra-Svezia 3-3 dopo tempi supplementari (Inghilterra vince 5-4 ai rigori)

Inghilterra (4-5-1): Hart – Cranie, Richards, Onuoha, Gibbs – Milner, Cattermole, Muamba (116’ Johnson), Noble (70’ Rodwell), Walcott – Agbonlahor (60’ Campbell)

In panchina: Lewis, Loach, Taylor, Stearman, Gardner, Tomkins, Mancienne, Driver, Rose
Commissario tecnico: Stuart Pearce

Svezia (4-4-2): Dahlin – Lustig, Bjarsmyr, Rasmus Bengtsson, Johansson (75’ Soder) – Elm, Landgren (46’ Harbuzi), Olsson (46’ Molins) – Berg, Toivonen

In panchina: Hansson, Nordfeldt, Karlsson, Avdic, Pierre Bengtsson, Ozkan, Ekstrand
Commissari tecnici: Tommy Soderberg, Jorgen Lennartss

Arbitro: Cuneyt Cakir (Turchia)

Gol: 1’ Cranie (I), 27’ Onuoha (I), 38’ autogol Bjarsmyr (S), 68’ Berg (S), 75’ Toivonen (S), 81’ Berg (S)
Ammoniti: Hart, Agbonlahor, Campbell (I)
Espulso: 104’ Campbell (I)

Sequenza rigori:

0-0: Milner (sbagliato: tiro finito largo)
0-0: Berg (sbagliato: parato da Hart)
1-0: Hart (gol)
1-1: Elm (gol)
2-1: Cattermole (gol)
2-2: Bjarsmyr (gol)
3-2: Johnson (gol)
3-3: Lustig (gol)
4-3: Walcott (gol)
4-4: Rasmus Bengtsson (gol)
5-4: Gibbs (gol)
5-4: Molins (sbagliato: tiro finito sul palo)


Questi sono i risultati delle semifinali degli Europei Under 21 del 2009:

Venerdì 26 Giugno:

Inghilterra-Svezia 3-3 dopo tempi supplementari (Inghilterra vince 5-4 ai rigori): 1’ Cranie (I), 27’ Onuoha (I), 38’ autogol Bjarsmyr (S), 68’ Berg (S), 75’ Toivonen (S), 81’ Berg (S)
Italia-Germania 0-1: 48’ Beck


Questo allora è il programma della finale degli Europei Under 21 del 2009 che si giocherà al New Stadium di Malmo:

Lunedì 29 Giugno:

ore 20.45
Germania-Inghilterra


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giovedì 25 giugno 2009

Il Birmingham City continua la rivoluzione in difesa con l’acquisto di Roger Johnson

Il solido difensore centrale arriva dal Cardiff City per circa 5 milioni di pounds ed è già il quinto acquisto stagionale dei Brummies



La squadra che si sta muovendo di più in questo primo mese di calciomercato in Premier League è decisamente il Birmingham City, che ha messo a segno il terzo colpo nel giro di due giorni, il quinto in totale. Analizzando bene la scorsa stagione dei Brummies in Championship, era evidente constare come i due maggiori difetti della squadra fossero dovuti alla mancanza di un gioco lucido (colpa anche del manager) e alle incertezze della difesa, dovute anche ad una certa legnosità di Martin Taylor e di Rahdi Jaidi, i due che si alternavano ad affiancare il bravo Liam Ridgewell al centro della terza linea. Ebbene, Alex McLeish ha recepito bene il messaggio e ha cominciato il mercato rifondando proprio il centro della difesa, svincolando uno Jaidi che ormai aveva fatto il suo tempo (ottima soprattutto la sua esperienza al Bolton) e acquistando ben tre difensori centrali: se i primi due acquisti potevano apparire discutibili, visto che Espinoza è esperto ma ha anche dei limiti evidenti mentre Dann ha spesso problemi di concentrazione, meno dubbi ci sono sul terzo colpo effettuato in giornata, l’acquisto del solido Roger Johnson, difensore centrale reduce da una grande stagione sul piano personale con il Cardiff City, anche se poi ha dovuto accusare la grandissima delusione dell’esclusione dai playoff dopo una stagione di alto livello e solo per una peggiore differenza reti (con un solo gol di differenza) rispetto al Preston, con il quale alla quartultima giornata i Bluebirds avevano perso addirittura per 6-0, un risultato che poi si rivelò decisivo per l’accesso alla post-season.

Nonostante questo finale piuttosto scioccante, la sua esperienza al Ninian Park è stata ampiamente positiva: dopo esser cresciuto con il Wycombe Wanderers, nel quale era diventato anche il capitano, Johnson approdò al Cardiff City nell’estate del 2006 per 275mila pounds, con i Bluebirds che dovettero resistere alla concorrenza dei rivali Swansea City. A Ninian Park la carriera di Johnson è decisamente decollata, visto che le sue prestazioni sono state davvero eccellenti e solide, in una squadra in grande crescita capace di approdare nel 2008 addirittura alla finale di FA Cup e di installarsi stabilmente nelle zone alte della Championship. Il difensore classe ’83 si è fatto valere anche nell’area di rigore avversaria, visto che in queste tre stagioni ha realizzato anche 12 gol in campionato, ma soprattutto ha impressionato molti per la qualità della sua guida difensiva, tanto da esser inserito anche nella formazione dell’anno della Championship al termine della scorsa stagione. Tutto ciò ha fatto anche impennare la sua quotazione, visto che il Birmingham City ha dovuto sborsare ben 5 milioni di pounds per acquistarlo.

Sembra però una cifra ben ponderata, perché sulla carta Roger Johnson è pronto per giocare in Premier League e potrebbe anche comporre una coppia centrale molto affiatata con l’intoccabile titolare Liam Ridgewell, regalando centimetri importanti alla retroguardia di McLeish. Lo scozzese adesso comincerà probabilmente a concentrarsi sul centrocampo, per migliorare la qualità degli elementi nel cuore del gioco, anche se non sono certo da escludere altri colpi in altri settori del campo.


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Doppio colpo del Birmingham City: arrivano Joe Hart e Giovanny Espinoza

Se il prestito del giovane portiere inglese sembra un’addizione decisamente positiva, ci sono molte “ombre” sull’arrivo del difensore centrale ecuadoregno



Tra le neopromosse in Premier League, la squadra che si sta muovendo maggiormente è sicuramente il Birmingham City, che dopo il secondo posto ottenuto nella scorsa Championship sta provando a rinnovare la propria rosa, in particolare nel settore difensivo visto che all’acquisto di Scott Dann della scorsa settimana adesso sono stati aggiungi gli innesti del portiere Joe Hart e del difensore centrale Giovanny Espinoza, acquistati entrambi in giornata.

Decisamente convincente e promettente è l’acquisto di Joe Hart, che permette ad Alex McLeish un’alternativa più giovane e più fresca tra i pali, difesi lo scorso anno da Maik Taylor, estremo difensore ancora piuttosto affidabile in Championship ma che ormai va per i 38 anni e quindi non rappresenta una soluzione certa per una stagione in Premier League. Per questo motivo, i Brummies hanno ingaggiato in prestito uno degli estremi difensori di maggiore prospettiva dell’intero Regno Unito, un portiere che porta in dote già una discreta esperienza visto che alle spalle ha già 106 presenze nei vari campionati inglesi ma che ha bisogno di spazio e di minuti per completare la propria crescita, una volta che al Manchester City era finito in panchina, più per la fame di grandeur e la voglia di acquistare tutto e tutti della società che per propri demeriti. Hart è cresciuto nell’Academy dello Shrewsbury, dove (dopo qualche apparizione nel 2003/04 e nel 2004/05) aveva guadagnato la maglia da titolare nella stagione 2005/06, attirando l’attenzione di molti club. Ad avere la meglio su tutti è il Manchester City, che nella prima stagione lo ha prestato due volte in League One, prima al Tranmere e poi al Blackpool, ma in entrambi i casi il portiere nativo proprio di Shrewsbury non riuscì a guadagnare un posto da titolare, accontentandosi di una manciata di presenze. Decisamente meglio sono andate le cose nel 2007/08 con l’arrivo di Sven Goran Eriksson in panchina: lo svedese, visto l’infortunio del suo connazionale Isaksson, lanciò nelle prime giornate il giovane figlio d’arte Kasper Schmeichel, ricavandone anche qualche prestazione di grande livello (soprattutto all’Emirates Stadium contro l’Arsenal, dove il danese parò anche un rigore a Van Persie e nel finale sfiorò il clamoroso gol del pareggio in mischia), ma poi decise di lanciare definitivamente il promettente Hart, rimasto titolare anche dopo il rientro di Isaksson. In realtà, Hart non regalò prestazioni molto confortanti, alternando grandi interventi a grosse distrazioni che possono essere considerate normali vista la giovane età. Hart ha mantenuto il posto da titolare anche all’inizio della scorsa stagione con l’approdo di Hughes in panchina e stavolta le sue prestazioni sono state di ottimo livello, visto che (nonostante una difesa spesso pessima) il giovane portiere inglese non ha avuto colpe in nessun gol subito, regalando anzi qualche buon intervento. Nonostante tutto, però, lo strano destino di Hart ha fatto sì che il portiere finisse in panchina dopo il mercato di Gennaio, visto che il Manchester City ha acquistato a sorpresa Shay Given dal Newcastle. La presenza dell’irlandese ha tolto spazio ad Hart, che però adesso ha la possibilità di continuare a fare esperienza tra i pali del Birmingham City in questo prestito di un anno, per poi magari puntare a togliere il posto allo stesso Given, operazione non certo semplice visto che l’ex Newcastle ha ancora 33 anni, non certo un’età avanzata per un portiere. La notizia del prestito di Hart al Birmingham City era nell’aria da settimane ed era diventata pressoché certa nella giornata di martedì, quando il Manchester City aveva acquistato Stuart Taylor dall’Aston Villa, proprio per ritagliare al 28enne cresciuto nell’Academy dell’Arsenal il ruolo di secondo portiere alle spalle di Given.

Più “ombre” ci sono per il secondo acquisto di giornata, anche questo comunque già ampiamente annunciato da qualche settimana: il Birmingham City ha infatti annunciato anche l’acquisto dell’esperto difensore centrale Giovanny Espinoza, elemento dal fisico molto possente e quindi dal fisico abbastanza tipico per questo ruolo nel calcio inglese, ma anche con evidenti limiti di mobilità che potrebbero metterlo in grossa difficoltà contro attaccanti brevilinei e rapidi. Giovanny Patricio Espinoza Pabon (questo il suo nome completo) regalerà però ai Brummies una discreta esperienza internazionale, visto che conta ben 86 presenze con la Nazionale dell’Ecuador, diventando così tra gli elementi più presenti della storia della Tricolor. Il difensore centrale classe ’77 ha alle spalle esperienze con l’Aucas, con i messicani del Monterrey e con l’LDU Quito (campione sudamericano in carica, ma naturalmente senza Espinoza, già partito per altri lidi), prima di tentare nel 2007 l’esperienza europea con il Vitesse. In Olanda Espinoza ha faticato poco per diventare titolare fisso, ma a Gennaio ha scelto di tornare in Sudamerica per vestire la maglia dei brasiliani del Cruzeiro, per poi tornare in patria lo scorso Gennaio con il Barcelona di Guayaquil, squadra dal quale il Birmingham City lo ha acquistato facendogli firmare un contratto biennale. Espinoza è alto 188 centimetri ma ha un fisico piuttosto massiccio e solido, per il quale è soprannominato “La Sombra”, ovvero l’ “Ombra”, visto che la sua stazza finisce per creare grandi ombre sul terreno di gioco. Di certo però bisognerà capire quanto i suoi limiti di dinamismo limiteranno il suo rendimento.

Continua allora il rinnovamento del Birmingham City, che dopo aver acquistato due difensori centrali come Dann ed Espinoza potrebbe continuare a rivoluzionare questo settore, visto che nelle ultime ore il Cardiff City sembra aver accettato un’offerta per Roger Johnson, altro difensore di grande stazza che potrebbe formare una coppia centrale eterogenea e ben affiatata con Liam Ridgewell, il quale sembra destinato ad essere il vero pilastro della terza linea dei Brummies.


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