
Un grande personaggio e soprattutto una grande persona questa mattina ci ha lasciato dopo una lunga battaglia contro il cancro. Sir Bobby Robson aveva ammesso già da un anno a questa parte che la sua battaglia era destinata ad una sconfitta, ma con il solito grande spirito non aveva fatto mancare la sua presenza al St James' Park a sostenere il Newcastle, la squadra a cui (insieme all'Ipswich Town) maggiormente è stato legato nella carriera professionale, senza dimenticare naturalmente la Nazionale inglese guidata per 8 anni, fino alle semifinali di Italia '90 perse ai rigori contro la Germania. L'ultima sua apparizione pubblica è recentissima, visto che domenica scorsa è stata organizzata al St James' Park proprio la riedizione di quella semifinale, con la presenza di tanti personaggi di spicco del calcio inglese e tedesco degli anni '80 e '90 in favore della Sir Bobby Robson Foundation, ente benefico che raccoglie fondi per favorire la ricerca sul cancro. Sir Bobby non ci lascia solo questa importante Foundation, ma lascia anche un grande vuoto per chi ama il calcio inglese e ha amato lo stile di un vero e proprio signore del calcio.
Addio Sir Bobby.
venerdì 31 luglio 2009
Addio Sir Bobby Robson
Il Fulham torna dalla Lituania con il pass per l’Europa League già in tasca
Cottagers eccellenti nel primo match ufficiale stagionale: Zamora trascina i suoi ad un ottimo 3-0 esterno che garantisce tranquillità in vista del match di ritorno
Vetra-Fulham 0-3: Il Fulham trova il modo migliore per bagnare il primo match ufficiale stagionale per una squadra inglese, esordendo benissimo nella nuova Europa League, dopo la qualificazione ottenuta grazie allo splendido lavoro di Roy Hodgson nella scorsa stagione. L’esordio porta una trasferta lunga fino a Vilnius, per un match che poteva anche portare qualche difficoltà sconosciuta per la squadra londinese ma che invece è stato affrontato nel migliore dei modi, con una prestazione di alto livello che regala un roboante 3-0 esterno e di fatto il timbro per l’Europa League. Il match di giovedì prossimo servirà giusto per assaporare le luci di un impianto splendido come il Craven Cottage in un appuntamento europeo e anche per questo sarà a suo modo imperdibile, nonostante il margine di vantaggio sia molto rassicurante. Grande protagonista in questo pomeriggio è assolutamente Bobby Zamora, che dopo aver rifiutato il trasferimento all’Hull City (anche se i Tigers non vogliono mollare) ha iniziato nel migliore dei modi la sua seconda stagione al Fulham, quella del riscatto dopo una prima annata povera di gol: l’ex West Ham ha messo il piede in tutti e tre i gol inflitti al Vetra, meritandosi decisamente la palma di migliore in campo. La squadra di Hodgson paga un po’ lo scotto della prima stagionale nei minuti iniziali, dato che appare leggermente imprecisa dietro e rischia grosso in mischia: le marcature dopo un corner sono davvero brutte e Gediminas Palauskas può incornare verso la porta e ci vuole un ottimo salvataggio sulla linea di Murphy per tenere il risultato sullo 0-0. Dopo un quarto d’ora però il Fulham prende ritmo, comanda a centrocampo e inizia a dominare il match, mostrando un ottimo gioco e andando più volte al tiro in modo particolarmente pericoloso. Su un altro calcio piazzato, Hangeland potrebbe sbloccare il match ma il suo colpo di testa da buona posizione termina largo. In regia a comandare in lungo e in largo è Danny Murphy, che serve benissimo Zamora in area di rigore ma il centravanti calcia addosso al portiere Valincius quando avrebbe potuto sfruttare meglio l’opportunità. Il Fulham crea tante occasioni ma sciupa anche un po’ troppo, come quando Gera non riesce a trovare lo specchio della porta mandando sull’esterno della rete. Poco prima dell’intervallo arriva però il gol che sblocca totalmente il Fulham: scambio stretto tra Dempsey e Murphy che poi verticalizza per Zamora, il quale si gira bene e trova il perfetto rasoterra sinistro che si infila nell’angolino basso per lo 0-1. Nella ripresa i Cottagers inseriscono il pilota automatico e controllano, limitando al minimo sindacale i tentativi dei padroni di casa e anzi riuscendo a mettere ancora più al sicuro la qualificazione. Konchesky trova bene Zamora, che però viene trattenuto alla disperata dal capitano Jankauskas per l’evidente rigore, realizzato con la solita freddezza da Danny Murphy: l’ex Liverpool ha guidato davvero alla perfezione la squadra, dall’alto della sua esperienza anche internazionale. Nel finale c’è il debutto del neoacquisto Riise, ma a firmare è il terzo gol è un altro subentrato, ovvero Seol Ki-Hyeon, ben liberato dall’onnipresente Bobby Zamora. Soddisfazione massima per il Fulham e missione riuscita anche brillantemente.
Risultato andata terzo turno preliminare Europa League:
Giovedì 30 Luglio:
Vetra-Fulham 0-3: 44’ Zamora, 560 rigore Murphy, 84’ Seol Ki-Hyeon
Programma ritorno terzo turno preliminare Europa League:
Giovedì 6 Agosto:
ore 21.00
Fulham-Vetra (and. 3-0)
Un Manchester United sornione blocca sullo 0-0 un Bayern Monaco molto volenteroso
Nelle amichevoli del giovedì, un Howard in grande forma porta l’Everton a vincere ai rigori l’All Star Game della MLS
Bayern Monaco-Manchester United 0-0: Una prestazione poco continua e piuttosto sornione porta il Manchester United a subire molto il gioco del Bayern Monaco, che nelle prime partite stagionali davanti al proprio pubblico e con in panchina il nuovo tecnico Van Gaal ci tiene parecchio a fare bene e ad iniziare subito l’annata col piede giusto (l’anno scorso le prime critiche verso Klinsmann arrivarono proprio durante la preseason e si propagarono fino all’esordio dell’ex attaccante del Tottenham): i tifosi tedeschi hanno ammirato una squadra encomiabile per volontà ma a tratti anche pasticciona e arruffona nel fare gioco, tanto da doversi accontentare dello 0-0 al 90’ minuto. Dopo un inizio abbastanza di studio, il Bayern Monaco comincia ad essere dominante e crea una grossa occasione al 18’: sul pallone in verticale di Van Bommel le maglie della difesa del Manchester United sono troppo aperte, Gomez allora può controllare e calciare di destro trovando il palo a negargli il gol del vantaggio. L’ex Stoccarda lavora un numero enorme di pallone, ma non sempre ha la dovuta lucidità per giocarli in maniera convincente. Sono parecchi invece i problemi creati dai giovani Baumjohann e Muller, con il primo parecchio creativo, mentre il secondo (reduce da una bella doppietta inflitta al Milan) prende spesso le spalle ad una difesa dello United non certo convincente nel primo tempo. Baumjohann tra l’altro probabilmente meriterebbe un rigore per un intervento in ritardo e abbastanza sconsiderato di Evans ma l’arbitro lo nega con una decisione piuttosto controversa. Il Bayern Monaco probabilmente meriterebbe il vantaggio, ma al 39’ deve subire un grosso brivido: mischia da far west in area di rigore dopo un corner, nessuno della squadra bavarese riesce a rinviare in maniera convincente e allora Berbatov prova a risolvere il tutto a sorpresa con una rovesciata su cui Rensing non potrebbe far nulla ma che va ad incocciare sul palo. Sarebbe stato un gol capolavoro. Nella ripresa è sempre il Bayern Monaco a fare maggiormente gioco ma non riesce più a creare una vera occasione da rete, anche perché il Manchester United si difende in maniera decisamente più simile rispetto ai suoi standard: i Red Devils riescono anche a ripartire bene e trovano qualche fiammata che impaurisce Rensing. Una buona manovra porta Scholes al limite dell’area, servizio sul breve per Owen che libero a tu per tu con il portiere non riesce a far meglio che sparare addosso a Rensing: poteva essere l’occasione per il primo spunto dell’ex Newcastle in questa partita ma viene sprecata. Nel finale un ottimo servizio di Giggs lancia la corsa di Rooney in area di rigore ma la punta sciupa tutto calciando alto e allora il Manchester United perde l’occasione per espugnare l’Allianz Arena. Per assegnare l’Audi Cup ci vogliono i calci di rigore e, nonostante i tentativi di Van der Sar di far innervosire i tiratori avversari, ad avere la meglio è il Bayern Monaco, grazie all’errore decisivo di Evans. Giusto così, anche se il Manchester United nella ripresa avrebbe dovuto essere più cinico nelle due grandi occasioni avute.
MLS All Stars-Everton 1-1: Come ormai abitudine negli ultimi anni, la MLS organizza il suo “All Star Game” invitando una squadra europea da affrontare schierando in campo una selezione con le migliori individualità della lega americana, un formato che ha un discreto successo soprattutto perché riesce a mettere in mostra un livello generale della Major League Soccer non così basso come in maniera anche abbastanza snobistica si tende a pensare. Se l’anno scorso le All Stars della MLS erano riusciti a dominare contro il West Ham mettendo in mostra anche un bel gioco, in qualche modo si sono ripetuti anche con una squadra più solida come l’Everton, mettendo i Toffees spesso in grande difficoltà, tanto che il protagonista principale della serata è (come da copione) un americano che però milita nella squadra inglese, ovvero Tim Howard, autore di ottimi interventi e addirittura straordinario nella sequenza dei rigori a cui si è ricorso per esprimere un vincitore dopo l’1-1 finale. Ad uscire meglio dai blocchi è decisamente l’Everton, che spinge sfruttando la sua fisicità e andando subito al tiro in modo pericoloso con Louis Saha, ma per sbloccare il match ci vuole un terrificante pasticcio difensivo: Holden va in disimpegno con troppa leggerezza e il suo folle passaggio orizzontale viene intercettato da Saha, che poi con il sinistro teso batte l’ex Tottenham Keller e porta l’Everton in vantaggio. La MLS All Stars a questo punto si sveglia, trascinata dalla qualità di Cuauhtemoc Blanco, che ormai sul piano fisico è abbastanza “trascurato” (mostra una pancia abbastanza evidente) ma che dispone sempre di piedi davvero ben educati. Le fiammate dei padroni di casa sono buoni e l’undici di Dominic Kinnear (tecnico degli Houston Dynamo) trova il pareggio andando a sfruttare una sbavatura di Baines, Casey si accende sulla destra dell’area e crossa, da posizione centrale Holden riesce appena a toccare il pallone ma non ad indirizzarlo verso la porta ma sul secondo palo arriva con grande libertà Brad Davis ad appoggiare in rete e firmare l’1-1. E’ abbastanza sorprendente la fluidità con cui i padroni di casa si riversano in avanti di tanto in tanto, nonostante non fossero una vera squadra di club, una fluidità di gioco che ad esempio farebbe invidia ad un club inglese molto ambizioso ma unicamente collimato di individualità come il Manchester City: gli americani attaccano bene soprattutto sulla destra e il cross di Holden supera la testa di Yobo per trovare quella di Casey, la cui incornata trova la buona risposta in controtempo di Howard. La ripresa vede la MLS All Stars avere problema di portieri, visto che il subentrato Thornton si infortuna e allora Kinnear è costretto (grazie anche alla disponibilità e al “permesso” di Moyes) di far rientrare il titolare Keller. Tra gli elementi più attesi, si vede pochino Freddie Ljungberg, nonostante l’ex Arsenal stia giocando abbastanza bene con i Seattle Sounders (nel weekend però ha dovuto subire l’onta di una espulsione), mentre nella ripresa Landon Donovan (al suo nono All Star Game) appare parecchio vivace e crea le due migliori occasioni, costringendo Howard prima ad una difficile respinta e poi addirittura a mandare il pallone sul palo. L’Everton non è in grande condizione fisica, ma riesce comunque a portare a casa il risultato di parità e a portare la sfida ai calci di rigore. I Toffees sbagliano le prime due conclusioni con Vaughan che tira a chilometri dallo specchio della porta, ma poi Howard diventa insuperabile respingendo le conclusioni di Brad Davis, Davy Arnaud (splendido intervento questo) e poi anche sulla conclusione decisiva di Ljungberg, che cerca uno scriteriato lob basso e di fatto regala all’Everton la vittoria ai rigori. Nel frattempo, il Manchester City ha continuato l’assalto per Joleon Lescott presentando una terza offerta, ma ancora una volta i Toffees hanno rifiutato la proposta e probabilmente riusciranno a tenere il forte difensore centrale a Goodison Park.
Risultati amichevoli del giovedì con in campo squadre di Premier League:
Giovedì 30 Luglio:
Bayern Monaco-Manchester United 0-0
MLS All Stars-Everton 1-1: 12’ Saha (E), 25’ Davis (MLS)
Programma amichevoli del venerdì con in campo squadre di Premier League:
Venerdì 31 Luglio:
ore 12.00
Beijing Guoan-West Ham
ore 14.30
Hull City-Tottenham
ore 20.00
FC Eindhoven-Bolton
ore 22.15
Vitoria Guimaraes-Portsmouth
giovedì 30 luglio 2009
Il Tottenham domina il derby contro il West Ham ma passa solo per il paperone di Green
Nelle amichevoli del mercoledì, l’Hull City supera il Beijing Guoan solo ai rigori, mentre l’Arsenal gioca un gran primo tempo ad Hannover 10 minuti dopo aver ceduto Kolo Tourè
West Ham-Tottenham 0-1: La prossima stagione in Premier League rischia di passare alla storia per la non esaltante bellezza delle maglie che le squadra andranno ad utilizzare. Il derby londinese che si disputa a Pechino lo sta a dimostrare, tra le colate di gialle che “infestano” la maglia del Tottenham in maniera antistorica (non si rispecchia infatti nel passato tale presenza nella maglia “home” degli Spurs) e tra il Claret & Blue del West Ham che ormai vede soltanto la presenza del primo colore e rarissime tracce del Blue: difficile restare indifferenti a tali visioni cromatiche. Questo derby londinese dà il via al Barclays Asia Trophy, ormai solito torneo che si disputa negli anni dispari con in campo tre squadre di Premier League. Ne nasce una partita del tutto a senso unico, con il West Ham di Gianfranco Zola in grandissima difficoltà nel trovare le giuste misure nel rettangolo di gioco e incapace di spingersi in avanti con convinzione, nonostante il manager italiano punti ancora su questo 4-3-3 con Cole punta centrale e Boa Morte e Stanislas come ali. In realtà, il modulo viene immediatamente modificato per il brutto infortunio ai legamenti crociati di Boa Morte, che costringe il portoghese all’uscita dal campo già al 14’ minuto e lo costringerà a stare fuori per tutto il resto dell’anno solare: al suo posto entra Noble che va a fare l’interno di centrocampo, con Jimenez ad allargarsi sulla corsia destra. Solito 4-4-2 invece per il Tottenham, con Pavlyuchenko che in avanti è tanto vivo quanto sprecone, quasi a rispecchiare la prestazione di tutta la squadra: gli Spurs infatti dominano ma appaiono pressoché disastrosi in avanti, visto che non riescono a sfruttare tante ottime occasioni e centrano il bersaglio soltanto grazie ad una brutta papera di Robert Green. Redknapp lancia Naughton dal primo minuto e lo schiera come ala destra, con Hutton terzino e Corluka a rinforzare il centro della difesa, sempre ridotto ai minimi termini per le assenze di Dawson, King e Woodgate: in questo ennesimo nuovo ruolo (lui è un terzino destro, ma allo Sheffield United ha fatto bene anche come terzino sinistro) Naughton si muove molto bene nel primo tempo, anche se poi cala nella ripresa. Appena entrato in campo, Noble combina il pasticcio sbagliando un passaggio nella propria trequarti e permettendo ad O’Hara di partire in situazione di tre contro due, il tocco è per Pavlyuchenko che cerca il tiro a giro ma colpisce in pieno il palo a Green immobile e il West Ham si salva. Nella ripresa al posto del russo subentra Defoe, che però non è più preciso e spara più volte lontano dallo specchio della porta. Il Tottenham riesce finalmente a sbloccare il match al 75’ con Lennon che tocca centralmente per Defoe, il quale sfrutta la difesa troppo aperta del West Ham per scattare in profondità, il tiro però è pessimo e centralissimo ma Green riesce a farsi sfuggire il pallone e fa davvero una figuraccia, visto che poi la sfera scivola in rete. E’ una vittoria del tutto dominata per il Tottenham, che ha fatto la partita dall’inizio alla fine, ma Redknapp ha molto da riflettere sulla mancanza di incisività negli ultimi metri, tra l’altro difetto cronico che si era già visto in molte occasioni negli ultimi mesi della scorsa stagione. Nel frattempo, gli Spurs puntano a rinforzare la difesa e sembra molto probabile un ritorno di fiamma per Sebastien Bassong del Newcastle: il francese aveva rifiutato una prima offerta attenendo forse una mossa dell’Arsenal, ma vista l’immobilità di Wenger potrebbe optare per accettare le sirene provenienti da White Hart Lane.
Beijing Guoan-Hull City 1-1: Nell’altra semifinale del Barclays Asia Trophy, l’Hull City s’è trovato di fronte il Beijing Guoan, squadra che di fatto fa gli onori di casa in questo quadrangolare. Come previsto, ad approdare in finale è l’Hull City ma lo fa soltanto ai calci di rigore, dopo una prestazione non certo convincente: i Tigers sono apparsi superiori nel primo tempo ma hanno mostrato una brutta sterilità offensiva e non sono riusciti a sfruttare gli spazi concessi dalla difesa avversaria, tanto da tenere aperta la partita e poi soffrire maledettamente nella ripresa. Il Beijing Guoan è arrivato al terzo posto nella Chinese Super League del 2008, mentre in quella di quest’anno sta comandando la classifica dopo 15 partite e vuole mettersi in buona mostra iniziando molto bene, con Yang Hao che sfiora il vantaggio con un bel colpo di testa ma la palla termina alta di poco. Poi però si accende Geovanni con un’azione personale conclusa con la tipica terrificante conclusione dal limite del brasiliano, sulla quale Yang Zhi non può nulla per evitare il vantaggio dei Tigers. L’Hull City così comanda il primo tempo, ma non riesce a concretizzare i tanti errori difensivi di una difesa di casa sempre piuttosto esitante: i Tigers non chiudono il match e pagano questa mancanza nella ripresa. La squadra di Lee Jang-Soo affronta il match con grande serietà, tanto che l’arbitro è costretto ad estrarre un paio di volte i cartellini per punire interventi duri dei padroni di casa. Nella ripresa il Beijing Guoan inizia alla grande e trova il pareggio immediato: l’Hull City respinge male un corner, il controcross vede l’inserimento perfetto del camerunense William Paul Modibo che devia in rete da distanza ravvicinata. I padroni di casa giocano meglio e di fatto l’Hull City in tutta la ripresa ha una sola vera occasione da rete, con l’ottimo affondo di Mendy sulla destra, il suo cross basso trova Geovanni ma il tiro trova l’ottima opposizione del portiere a mandare in corner. Molto pericoloso il Beijing Guoan che va vicinissimo alla vittoria nel finale, specialmente quando Yang Pu si avventa su un cross basso e manda il pallone ad incocciare sul palo. Poco dopo è Tao Wei a sfiorare il gol vittoria, ma Duke è molto bravo ad alzare il pallone in corner e salvare l’Hull City. Finisce allora in parità e i Tigers guadagnano l’accesso per la finale contro il Tottenham ai calci di rigore, ma dopo una prestazione tutto sommato mediocre. Brown deve migliorare molto la propria squadra se non vuole rischiare pesantemente la retrocessione, ma le mosse sul mercato non sembrano chiare: sembrava fatta per Zamora ma alla lunga il centravanti sembra vicino a rifiutare l’offerta, tanto che i Tigers continuano la ricerca disperata per un attaccante, dopo esser stati snobbati da parecchi calciatori. Adesso sembra che l’Hull City voglia sorprendere il Sunderland nella trattativa per Darren Bent del Tottenham che potrebbe vedere anche l’inserimento dell’Aston Villa, ma sembra comunque una trattativa difficile.
Hannover-Arsenal 0-1: Una prestazione di livello altissimo nel primo tempo permette all’Arsenal di espugnare l’AMD Arena e di battere un Hannover totalmente stordito nel primo tempo dalla qualità dei Gunners e poi del tutto spento nella ripresa quando i londinesi sono calati e non hanno spinto più sull’acceleratore. I primi 45 minuti di grande calcio “indorano” un po’ la pillola in una giornata che comunque rimane parecchio triste per l’Arsenal, dopo l’incomprensibile cessione di Kolo Tourè al Manchester City per 15 milioni di pounds: l’ivoriano lascia Londra dopo sette anni davvero eccellenti, in cui s’è trasformato da utile jolly di fascia a difensore centrale di qualità, formando soprattutto una coppia quasi perfetta con il muscolare e potente Sol Campbell. Sono tanti i dubbi sulla scelta di Wenger di cedere un elemento di tale livello, sia perché ad acquistarlo è una potenziale rivale dell’Arsenal (anche se rimangono tanti coloro che dubitano di un Manchester City ad alto livello per la prossima stagione, soprattutto perché sembra avere poco collettivo e tante individualità e quindi rischia quelle delusioni avute fino all’anno scorso dal Tottenham spendaccione), sia perché in questo modo i Gunners hanno indebolito una già fragilissima retroguardia: adesso sono sei i possibili difensori centrali ma solo uno (forse) realmente affidabile, ovvero Gallas, mentre tra gli altri Song è decisamente più utile a centrocampo, Silvestre non sembra garantire continuità. Senderos rimane inguardabile, Djourou appare sempre insicuro. Poi c’è il più grande punto di domanda, ovvero il belga Thomas Vermaelen, acquistato per 10 milioni di pounds dall’Arsenal tra mille dubbi: questa preseason sembra confermare tutti i dubbi, perché il belga sembra un “ghiro-lumaca”, ovvero troppo tendente alla dormita e in enorme difficoltà negli spostamenti, in poche parole un pericolo costante. Wenger abbandona in questo match il 4-1-4-1, o meglio lo ritocca in un modulo più simile al 4-3-3 in cui Bendtner fa l’ala destra e Fabregas si alterna tra il ruolo di interno e di trequartista: in realtà però il modulo è una trottola in continuo movimento che non lascia punti di riferimento all’avversario e che vede gli elementi offensivi coprire alternativamente tutto il campo. L’Hannover ha subito una buona occasione con un bel lavoro sulla destra di Rosenthal, il cui cross basso arretrato è mal sfruttato da Cuevas, elemento in prova che spreca tutto mandando altissimo. Da questo momento l’Arsenal prende totalmente in mano il gioco a centrocampo, proponendo anche tante belle azioni in fase offensiva e una ottima fluidità di manovra, per un primo tempo davvero delizioso nonostante Andrei Arshavin appaia un po’ bloccato e svogliato e dia giusto una minima parte del suo enorme potenziale: viene da pensare a cosa si possa vedere se ad un gioco così bello si dovesse aggiungere un Arshavin a pieno regime. All’8’ l’Arsenal sblocca il match: Bendtner lavora palla sulla destra e serve Van Persie, che al limite dell’area sembra isolato ma serve con grande visione di gioco il movimento profondo di Fabregas, che attacca l’area di rigore, supera il portiere Enke e appoggia a porta vuota per un gol tipico dell’Arsenal di Wenger. Subito dopo una splendida palla verticale di un Fabregas già in ottimo spolvero (questa è la sua prima presenza in preseason) libera Arshavin sulla sinistra dell’area, ma il russo non si accorge di Van Persie e Bendtner liberi in area e spreca tutto concludendo addosso ad Enke. In questo primo tempo l’Arsenal funziona in toto, anche se (come spesso capita) manca nella finalizzazione: un tale dominio non può portare al solo 0-1 all’intervallo. Nonostante venga incredibilmente schierato ancora come ala destra, è importantissimo il lavoro di quantità e di umiltà svolto da Bendtner, che si guadagna gli applausi per la mole di lavoro svolta ma non punge sottoporta nel finale di tempo: sul corner da destra incorna discretamente di testa ma, ad Enke battuto, Krzynowek salva sulla linea, l’azione continua e sul cross tagliato e basso di Van Persie arriva l’errore di Bendtner, perché a porta vuota e da pochi passi non riesce a segnare in spaccata ma manda alto. Un errore da “Freaky Nicky”, ovvero da quel giocatore un po’ folle spesso criticato la scorsa stagione, ma in una prestazione davvero positiva. Dopo un bel primo tempo, la ripresa è decisamente più brutta: colpa dell’Arsenal, che si ferma e non riesce più a pungere, anche perché Wenger schiera Ebouè come ala destra e quindi limita tutto il gioco d’attacco (l’ivoriano è eccellente nel primo tempo da terzino, pessimo nella ripresa da ala: come volevasi dimostrare). Con l’Arsenal spento, si ci attende un Hannover in crescita, ma invece la squadra di casa fa prima fatica a prendere in mano il gioco (il centrocampo dei Gunners rimane comunque solido) e poi non riesce ad avere alcuna idea offensiva, con i soli tagli di Stajner che mettono in difficoltà il pessimo Vermaelen. Nell’ultimo quarto d’ora il belga esce dal campo per infortunio e l’Arsenal rimane in inferiorità numerica perché non ha più uomini in panchina: finisce però che i Gunners in 10 uomini e senza Vermaelen si difendono molto meglio rispetto a quando erano in 11 ma con Vermaelen. L’Arsenal vince meritatamente ma nel primo tempo avrebbe dovuto segnare di più, mentre l’Hannover non è riuscito nemmeno a fare un tiro in porta, nonostante sulla carta sia più in palla fisicamente visto che la Bundesliga inizierà una settimana rispetto alla Premier League e che nel weekend la squadra di Dieter Hecking scenderà in campo nel weekend per il primo turno della coppa nazionale. Finisce il pomeriggio con l’immagine di Ebouè avvicinarsi in solitaria ai tifosi dell’Arsenal per un gesto che in molti hanno visto nel saluto di addio dell’ivoriano, dato per vicino alla Fiorentina.
Manchester United-Boca Juniors 2-1: Match di prestigio altissimo nella Audi Cup, visto che sul terreno di gioco dell’Allianz Arena di Monaco di Baviera si affrontano due delle squadre più popolari e amate rispettivamente in Europa e in Sudamerica, due squadre che possono vantare anche numeri trofei nazionali ed internazionali in bacheca. Certo, il livello attuale del Boca Juniors non è certamente all’altezza di quello del Manchester United, sia perché (purtroppo) da troppo tempo le squadre sudamericane sono costrette a vendere i loro migliori talenti al calcio europeo, sia perché gli Xeneizes stanno attraversando una fase di transizione, come dimostrato dai risultati recenti: dopo aver vinto l’Apertura 2008 (nello storico spareggio a tre), infatti, la squadra adesso di Alfio Basile ha finito il Clausura 2009 appena al 14esimo posto. Per il Manchester United è comunque il match più probante di questo inizio di stagione e la risposta è tutto sommato buona, in particolare nel primo tempo dove la squadra di Ferguson ha tenuto molto bene il campo, mostrando spunti importanti negli ultimi metri. Dopo un inizio non particolarmente attivo, i Red Devils prendono campo e sbloccano il match a metà di primo tempo: punizione dal vertice destro dell’area di rigore che Anderson batte direttamente verso la porta, togliendo le ragnatele sotto l’incrocio dei pali e lasciando di sasso il portiere avversario. E’ il primo gol in assoluto per il brasiliano con la maglia del Manchester United. Il match dell’Allianz Arena è importante anche per il debutto di Antonio Valencia con i Red Devils: l’ecuadoregno inizia in modo abbastanza nervoso e sbaglia molto, ma poi prende ritmo e inizia ad essere devastante sulla fascia destra, regalando anche un gran pallone basso per Rooney che vede la propria conclusione ravvicinata respinta dal corpo di Abbondanzieri. Valencia però può ringraziare il portiere avversario, visto che al 42’ il suo tiro dal limite e da posizione è tutt’altro che irresistibile, ma il “Pato” Abbondanzieri commette uno dei suoi soliti errori facendosi passare il pallone sotto il corpo e regalando il primo gol in maglia Red Devils all’ecuadoregno. Il Boca Juniors entra in modo molto combattivo dopo l’intervallo e si fa preferire in avvio di ripresa: dopo una bella manovra sul breve, il cileno Gary Medel va via sulla destra e crossa verso il secondo palo, dove la difesa è mal piazzata e il neo entrato Federico Insua è libero per la volèe di sinistro imparabile per Kuszczak per la rete che riapre il match. La ripresa ha ritmi più blandi e un Manchester United meno efficace, mentre il Boca Juniors gioca meglio ma senza essere particolarmente ficcante, tanto che la più grande occasione per il pareggio arriva in modo bizzarro: il cross da destra di Riquelme viene incornato malamente dal giovane Cathcart, che manda il pallone verso la propria porta e rischia il clamoroso autogol, con la traversa piena a salvarlo. Il Manchester United riesce a portare a casa la vittoria senza particolari difficoltà e accede alla finale di questa Audi Cup, dove affronterà il Bayern Monaco, che ha seppellito il Milan sotto un netto 4-1.
Nottingham Forest-Stoke City 1-1: Continua senza particolari acuti la preseason dello Stoke City: Tony Pulis divide nuovamente la propria rosa in due tronconi per affrontare due match, vedendo una squadra ricca di seconde linee deludere totalmente e venire sconfitta da una squadra di Conference South come il Newport County per 2-0, mentre una squadra con maggiore presenza di titolari mostra una prestazione discreta e ottiene il pareggio sul campo di un Nottingham Forest parecchio ambizioso, visto che Billy Davies è stato sicuramente il manager più impegnato tra quelli di Championship nel mercato estivo, portando al City Ground parecchi nomi importanti tra cui quelli di Chris Gunter, Dexter Blackstock e Paul McKenna, tutti all’esordio davanti al pubblico di casa in questo match. E’ uno Stoke City che comincia a crescere dopo i forti carichi di lavoro impostati da Tony Pulis ma che ancora non convince del tutto. Il Nottingham Forest gioca molto meglio il primo tempo, fino a quando Tyson riesce a riscattarsi dopo un paio di brutti errori sottoporta andando a sbloccare il match, incornando bene un ottimo servizio di Lynch. La risposta dello Stoke City è deliziosa: Liam Lawrence prova quasi ad imitare il fantastico gol realizzato lo scorso anno da Fernando Torres contro il Blackburn con una volèe splendida che supera Lee Camp ma va a sbattere sulla traversa, per quello che sarebbe stato davvero un gran gol. La ripresa è più bella, anche perché sono entrambe le squadre ad interpretarla bene: i Potters partono fortissimo e trovano immediatamente il pareggio con Beattie che serve benissimo Kitson, il quale riesce a dribblare Morgan per poi caricare una bella conclusione da appena dentro l’area e firmare l’1-1. Lo Stoke City domina le prime battute della ripresa e va vicinissimo all’immediato vantaggio, prima con l’ottimo Etherington che spara con grande potenza ma vede il pallone andarsi a stampare sul palo, poi con Lawrence che viene servito bene ancora dal vivace Kitson e va a sfiorare il palo con la propria conclusione. Alla lunga però il Nottingham Forest cresce e si crea una contesa piuttosto aperta: al 62’ Lynch supera Sorensen con la propria conclusione e ci vuole un gran salvataggio sulla linea di Cort per evitare il gol. Il finale vede tante occasione da ambo le parti, ma nessuna delle due squadre riesce a trovare la rete della vittoria, anche perché Sorensen mostra un riflesso eccezionale per evitare il “tentativo d’autorete” del giovane e promettente difensore centrale Shotton, che colpisce male di testa ma trova il danese pronto a salvare. Discreto pareggio allora per lo Stoke City che sembra nuovamente in grado di poter mettere a segno il proprio colpo da novanta in questo mercato: a distanza di un mese dai primi rumours, infatti, torna ad apparire vicinissimo l’arrivo di Dean Ashton, che il West Ham sorprendentemente vuole piazzare per puntare su un 4-3-3 che prevede solo un attaccante centrale. Per i Potters sarebbe un grande colpo.
Dag & Red-Birmingham City 0-1: Arriva finalmente il primo gol e la prima vittoria nella fin qui brutta preseason del Birmingham City, ma la squadra di McLeish continua a non convincere: contro una squadra di League Two come il Dag & Red, infatti, i Brummies mettono in mostra una evidente superiorità, ma fanno dannatamente fatica a creare reali opportunità da rete, un difetto dovuto anche alla poca accuratezza dei schemi voluti dal manager. Il possesso palla è tutto per il Birmingham City, che però fino alla mezz’ora non riesce neanche lontanamente a rendersi pericoloso, fino a quando Parnaby cerca una botta rasoterra che va a sfiorare il palo. Buona la prestazione del difensore centrale Roger Johnson, solido come sempre in difesa e pericoloso anche in avanti quando trova il bel colpo di testa su corner di McFadden ma il pallone termina alto di poco. Nonostante il dominio nel possesso di palla, il Birmingham City rischia molto al 37’: Montgomery va alla conclusione a colpo sicuro da due passi ma Maik Taylor è strepitoso nel dire di no. Nella ripresa i ritmi sono ancora più blandi e il match è molto spento, nonostante il centrocampo possa contare sulle ottime capacità tecniche di Fahey, molto bravo soprattutto quando decide di giocare di prima. Le occasioni però continuano a mancare, fino a quando al 77’ Marcus Bent riesce a sbloccare finalmente la preseason dei Brummies: McFadden serve bene l’ex Charlton che realizza con grande freddezza e realizza il gol della vittoria. Il Dag & Red però va vicinissimo ad un pareggio che non sarebbe certo stato demeritato visto come la squadra di John Still ha tenuto il campo, ma Josh Scott spreca tutto da ottima posizione colpendo di testa in modo del tutto sballato.
Aston Villa-Atlante 3-1: Il tour spagnolo dell’Aston Villa continua, dopo la buona vittoria ottenuta in rimonta contro i messicani dell’Atlante: dopo il ko subito contro i padroni di casa del Malaga, infatti, i Villans avevano bisogno di vincere con due gol di scarto per avanzare alla semifinale di Peace Cup e riescono nella missione, in una serata che però rischia di condizionare pesantemente la stagione. L’inizio di partita vede la squadra di O’Neill spingere sull’acceleratore ma finisce per subire un brutto colpo: Stiliyan Petrov è costretto ad uscire dal campo per una lussazione alla spalla che potrebbe costargli addirittura qualche mese di stop, anche se bisognerà aspettare un po’ per capirne di più. E’ comunque una brutta notizia che scopre ulteriormente la squadra in mediana, dopo che il Villa aveva anche dovuto sopportare la partenza di Gareth Barry, non ancora rimpiazzato sul mercato: adesso è probabilmente obbligato l’arrivo di un nuovo mediano. Con i Villans in 10, arriva anche il gol dei messicani: spunto sulla sinistra dell’area di Gabriel Pereyra che crossa teso e basso, a centro area Curtis Davies interviene in scivolata e finisce per battere Friedel per l’autogol dello 0-1. Al posto di Petrov entra il giovane Albrighton, che ha un ottimo impatto nel match, giocando in maniera vivace e trascinando i Villans alla rimonta, andando anche a segnare il gol dell’1-1: punizione dalla mediana battuta morbida da Ashley Young verso l’area, la difesa si addormenta e allora John Carew può liberamente colpire di testa, Federico Vilar riesce soltanto a respingere e in corsa arriva Albrighton a sparare in rete in maniera anche piuttosto enfatica per l’1-1. In avvio di ripresa i Villans diventano travolgenti: in attacco Emile Heskey non è del tutto convincente, ma al suo fianco John Carew è molto incisivo e realizza il gol del vantaggio, sfruttando un nuovo pasticcio della difesa su punizione da centrocampo battuta lunga da Lichaj, con due difensori che si scontrano tra loro e lasciano arrivare il pallone nei pressi del norvegese che spara in rete con il destro potente e basso. Due dei migliori nell’undici di Martin O’Neill vanno a segno e allora non può esimersi nemmeno Ashley Young, in assoluto il migliore in campo: buona costruzione sulla destra per la corsa di Albrighton che crossa mandando fuori causa la difesa e trovando il colpo di testa dell’ex Watford, che batte facilmente il portiere e realizza il 3-1 che vale la qualificazione dei Villans. Subito però i conti potevano riaprirsi, visto che ci vuole un grande intervento di Guzan per salvare sul colpo di testa di Arreola. Dopo il grande intervento dell’americano, l’Aston Villa riesce a tenere bene a centrocampo, facendosi vedere di tanto in tanto in avanti e finendo per meritare il successo per 3-1, che porta la squadra di O’Neill a sfidare il Porto, mentre nell’altra semifinale si affronteranno Real Madrid e Juventus.
Due 0-0 contrassegnano altre due amichevoli molto interessanti della serata. Il Plymouth ottiene un discreto pareggio contro gli Hearts, mentre il Newcastle non riesce a superare il Leeds in una sfida tra nobili decadute.
Risultati amichevoli del mercoledì con in campo squadre di Premier League:
Mercoledì 29 Luglio:
Aston Villa-Atlante 3-1: 19’ autogol Davies (AV), 38’ Albrighton (AV), 48’ Carew (AV), 62’ Ashley Young (AV)
Beijing Guoan-Hull City 1-1: 9’ Geovanni (HC), 48’ Modibo (BG)
Dag & Red-Birmingham City 0-1: 77’ Bent
Hannover-Arsenal 0-1: 8’ Fabregas
Manchester United-Boca Juniors 2-1: 23’ Anderson (MU), 42’ Valencia (MU), 55’ Insua (BJ)
Nottingham Forest-Stoke City 1-1: 34’ Tyson (NF), 47’ Kitson (SC)
West Ham-Tottenham 0-1: 75’ Defoe
Nella giornata di Giovedì ci sarà l’esordio del Fulham in Europa League, nell’andata del terzo turno preliminare:
Giovedì 30 Luglio:
ore 19.00
Vetra-Fulham
Programma amichevole del giovedì con in campo squadre di Premier League:
Giovedì 30 Luglio:
ore 3.30
MLS All Stars-Everton
ore 20.45
Bayern Monaco-Manchester United
mercoledì 29 luglio 2009
Il Wigan ottiene la prima vittoria dell’era Martinez dopo una prestazione eccellente
Nelle amichevoli del martedì, il Wolverhampton è impreciso sotto porta ed esce sconfitto dal campo dei Milton Keynes Dons
Preston-Wigan 1-4: Dopo quattro tentativi andati a vuoto nonostante prestazioni tutto sommato buone, il Wigan ottiene finalmente la prima vittoria dell’era Martinez e lo fa esprimendo un gioco del tutto devastante in un campo non certo facile come il Deepdale, contro un Preston che lo scorso anno arrivò fino ai playoff di Championship e che sabato scorso aveva di fatto dominato contro lo Stoke City, ottenendo un’ottima vittoria per 2-1. Questa serata è del tutto diversa per i Lilywhites, perché il Wigan continua a crescere a vista d’occhio sul piano della manovra e sta assimilando sempre meglio i dettami di gioco voluti da Roberto Martinez, dettami che potrebbe permettere ai Latics di diventare una delle squadre più divertenti da osservare nella prossima Premier League. Il Wigan scende in campo per la prima volta con il nuovo kit da trasferta, con la maglia dal colore arancione decisamente squillante che fa un effetto non certo entusiasmante (saranno parecchi i kit brutti che vedremo sfoggiare dalle squadre della prossima Premier League). Decisamente meglio il gioco dei Latics, con Lee Cattermole a dominare a centrocampo: il mediano che parrebbe interessare molto Wenger e l’Arsenal non è solo un giocatore di grande foga e molto abile nel tackle, ma è anche un elemento con discreti piedi e prende addirittura in mano la regia del gioco dei Latics, facendosi molto ben apprezzare. Il migliore in campo però è N’Zogbia, decisamente devastante soprattutto quando parte dalla corsia destra, non la sua preferita: il francese è inarrestabile e porta il pallone sul sinistro per il cross perfetto per la testa di Rodallega, il quale batte bene il portiere Henderson. Due minuti dopo N’Zogbia fa tutto da solo, tagliando ancora verso il centro dopo aver saltato secco due avversari per poi caricare il sinistro verso l’angolino opposto, per una gran bella realizzazione. Nella ripresa il Wigan (dopo i cambi dell’intervallo) appare un po’ meno fantasioso in avanti ma sempre in grande controllo del match e trova il terzo gol con una gran conclusione dal limite di Michael Brown, servito da una sponda intelligente di Jason Scotland, al suo primo tocco di palla con la maglia dei Latics. Il centravanti acquistato dallo Swansea City riesce a mettere a segno il suo primo gol con il Wigan con un comodo tap-in, dopo che il portiere non era riuscito a trattenere una nuova conclusione dal limite di Brown. Il Wigan è davvero devastante, ma il Preston riesce a trovare il gol della bandiera nel finale, con Mellor che sfrutta una brutta distrazione difensiva dei Latics per infilare la rete di Kirkland. Cambia poco per i mille tifosi del Wigan che hanno seguito la squadra in questa amichevole e che possono sognare anche per l’impatto immediato avuto da Scotland.
Milton Keynes Dons-Wolverhampton 1-0: Con una formazione molto sperimentale, il Wolverhampton gioca una buona partita sul campo dei Milton Keynes Dons di Paul Ince (grandissimo ex di giornata, così come tanti elementi che i Dons hanno mandato in campo) ma paga una mancanza di concretezza negli ultimi metri ed esce dal campo con una sconfitta abbastanza bruciante ma che può essere formativa, anche per far capire a McCarthy quali sono le cose che vanno perfezionate in vista dell’inizio della Premier League. Il manager irlandese schiera finalmente Halford nel suo ruolo preferito di terzino destro, anche se sulla destra manca il titolare Kightly, sostituito da Edwards, uno dei tanti esterni a disposizione dei Wolves. Non contento, McCarthy sta provinando un altro esterno come Jerome Thomas, che viene schierato titolare ma che non sta attraversando un momento di grande fortuna: dopo non esser riuscito a conquistare un contratto all’Hull City, l’ex Charlton rischia di non riuscirci neanche ai Wolves visto che dopo circa mezz’ora è costretto ad uscire dal campo a causa di un problema agli adduttori. Al suo posto entra un altro esterno molto duttile (come tanti esterni dei Wolves, può alternarsi da difesa e centrocampo) come Ward che subito mette in mezzo un cross che Bennett non controlla, sul pallone si avventa Ebanks-Blake che trova un ottimo intervento di Gueret a negargli il gol. Il portiere francese è protagonista involontario anche in avanti, divenendo di fatto l’assistman nel gol che decide il match: il suo rinvio infatti finisce ad Easter, che approfitta dello scivolone di Stearman per avventarsi a rete e battere Hennessey. Anche nella ripresa i Wolves appaiono superiori a centrocampo, ma non riescono a concretizzare anche perché il bomber Ebanks-Blake è stranamente poco lucido: l’ex Plymouth scatta sul filo del fuorigioco, punta Gueret e lo supera ma il portiere francese lo costringe ad allargarsi e il suo cross viene allontanato da un difensore. Nemmeno i suoi compagni riescono a far meglio e di fatto la pressione del Wolverhampton non riesce a portare risultato e i Milton Keynes Dons riescono a portare a casa la vittoria.
Den Bosch-Bolton 1-2: La preseason del Bolton continua con la miglior prestazione in amichevole dei Trotters mostrata in casa del Den Bosch, squadra che milita nella Eerste Divisie, ovvero nella seconda serie olandese. La squadra di Megson è dominante per oltre un’ora sul piano del gioco grazie alle buone prestazioni di molti elementi importanti, persino Johan Elmander che dopo una pessima prima stagione inglese è riuscito in qualche modo a guadagnarsi la conferma e proverà a rifarsi: lo svedese si muove moltissimo e crea parecchi problemi alla difesa della squadra di Marc Brys. Proprio Elmander crea la prima grande occasione da rete con una conclusione che costringe il portiere Brahim Zaari ad una difficile respinta a mano aperta. Col passare dei minuti diventa sempre più incisivo il lavoro di Sean Davis in regia e l’ex centrocampista del Portsmouth sfiora il vantaggio, battendo una punizione nel mucchio, né Elmander né Kevin Davies riescono a deviare di testa e la palla scorre andando quasi a battere il portiere ma andando ad incocciare sul palo, sulla respinta Knight tenta il tap-in ma manda largo. Buono prestazione di Zat Knight al centro della difesa, con l’ex Aston Villa che ha esordito con la maglia dei Trotters al pari del nuovo compagno di reparto Sam Ricketts, il quale sblocca il match incornando su corner di Davis e trovando la via della rete. Il vantaggio è meritato ma rischia di durare pochissimo per l’errore immediato di Al Habsi che però non viene sfruttato a dovere da Paco Van Moorsel. L’inizio di ripresa del Bolton è davvero ottimo: Elmander riesce a servire Matthew Taylor con un pallone che elude anche il possibile intervento di Zaari ma l’ex esterno del Portsmouth non riesce a far meglio che mandare il pallone sul palo. E’ ottima la partita del portiere Zaari, che mostra il meglio di sé con un grande intervento su volèe di Gavin McCann. Al 57’ arriva però il meritato raddoppio del Bolton: Elmander costringe la difesa ad un errore in disimpegno e poi serve Taylor che va subito alla conclusione, Zaari si oppone ma Kevin Davies è pronto al tap-in e realizza lo 0-2. Negli ultimi 20 minuti i Trotters calano e il Den Bosch si fa vedere più volte in avanti, andando anche a meritare il gol della bandiera, nonostante arrivi in modo abbastanza fortunoso: l’ottimo Fabio Caracciolo tenta il tiro dal limite della distanza ma la traiettoria non sembra irresistibile, la deviazione di McCann però finisce per renderlo più velenoso tanto che Bogdan non riesce a far nulla per evitare il gol. Finisce comunque con una buona vittoria e una buona prestazione per il Bolton.
Accrington Stanley-Burnley 2-2: Appena 36 ore dopo il ritorno dalla tournèe in nord America, il Burnley paga un po’ le tossine del viaggio con una lucidità non esaltante ma esprime comunque una buona prestazione sul campo dell’Accrington Stanley, nonostante ci voglia una rimonta nel finale per impedire alla squadra di Owen Coyle di uscire dal campo con la sconfitta sul groppone. L’inizio di partita dei Clarets è piuttosto opaco, con i padroni di casa che prendono in mano il gioco anche se non riescono davvero mai ad impegnare Diego Penny, tanto che a metà tempo è il Burnley a creare la prima vera occasione da rete: grane iniziativa personale di McDonald che insiste in mezzo ad un cumulo di avversario fino a quando non pesca Blake sulla sinistra, il 33enne si porta il pallone sul sinistro e calcia bene ma trova solo l’esterno della rete. A questo punto sono i Clarets a spingere a rendersi molto pericolosi, senza trovare grande precisione negli ultimi metri soprattutto da parte di Fletcher, apparso stanco dopo un inizio di preseason davvero ottimo. Molto bene invece Eagles, che domina sulla fascia destra con le sue solite serpentine. Al 39’ però è l’Accrington Stanley a trovare il vantaggio: un lancio sulla destra trova Miles che calcia in corsa e batte Diego Penny. Prima dell’intervallo il Burnley ha la grande occasione per pareggiare: il cross di Gudjohnsen viene respinto in maniera non esaltante dalla difesa e Fletcher va subito al tiro a giro, ma la palla esce sfiorando il palo. Nella ripresa il subentrato Jay Rodriguez inizia molto bene, ma i Clarets rimangono in partita grazie ad uno splendido intervento di Diego Penny: Andrew Proctor prova a risolvere una mischia da pochi passi ma il riflesso del portiere peruviano è davvero eccezionale e salva il Burnley. Lo imita poco dopo anche Dunbavin con intervento egualmente splendido a negare la conclusione a colpo sicuro di Eagles dopo un ottimo lavoro del neoacquisto Easton sulla corsia. Passano appena 60 secondi e gli Accies raddoppiano: la difesa del Burnley è esitante e McConville la punisce con una precisa conclusione dal limite per il 2-0. I Clarets si riorganizzano appena in tempo per la rimonta finale: all’83’ la punizione di Blake infrange la barriera e si infila nel primo palo, riportando gli ospiti in partita. Subito Eagles scarica una conclusione dal limite che termina alta di pochissimo, ma proprio al 90’ la squadra di Coyle strappa un pareggio abbastanza meritato, con Thompson che risolve una mischia nel cuore dell’area di rigore con una buona zampata. Il Burnley continua comunque bene la propria preseason e potrebbe aggiungere in rosa un elemento interessante come la giovane ala ecuadoregna Fernando Guerrero: Coyle insiste per portarlo a Turf Moor, ma la trattativa con l’ Independiente Josè Teran (squadra di seconda serie ecuadoregna) non sembra facile.
Tanti risultati sorprendenti nelle altre amichevoli, con soprattutto il successo dello Swindon contro un West Bromwich piuttosto deludente: la squadra di Di Matteo non riesce ad essere brillante nella manovra e il gol di Greer regala il successo ai Robins. Ko anche per il Crystal Palace, che perde a domicilio contro il Norwich con il gol di Whaley: convincente fin qui la preseason dei Canaries, dopo la retrocessione della scorsa stagione. Lo Scunthorpe non riesce ad andare oltre l’1-1 sul campo del Gainsborough, mentre il Walsall viene addirittura travolto nel primo tempo contro il Mansfield, subendo ben tre gol: il finale di 3-1 evidenzia comunque la cattiva prestazione della squadra di Chris Hutchings. Cade anche il Bristol City sul campo dello Yeovil, mentre il match tra il Morecambe e il Tranmere si chiude con uno scoppiettante 3-3. Buona vittoria del Derby County, che si impone in casa dell’ambizioso Notts County per 3-2, con a segno anche Robbie Savage. Buono anche il successo del QPR, che si impone 2-1 sul Wycombe. Infine, vincono per 2-0 le due squadre di Sheffield, lo Sheffield United contro il Lincoln City, mentre lo Sheffield Wednesday contro il Northampton.
Risultati amichevoli del martedì con in campo squadre di Premier League:
Martedì 28 Luglio:
Accrington Stanley-Burnley 2-2: 39’ Miles (AS), 66’ McConville (AS), 83’ Blake (B), 90’ Thompson (B)
Den Bosch-Bolton 1-2: 28’ Ricketts (B), 57’ Kevin Davies (B), 80’ Caracciolo (DB)
Milton Keynes Dons-Wolverhampton 1-0: 39’ Easter
Preston-Wigan 1-4: 36’ Rodallega (W), 38’ N’Zogbia (W), 48’ Brown (W), 78’ Scotland (W), 86’ Mellor (P)
Programma amichevoli del mercoledì con in campo squadre di Premier League:
Mercoledì 29 Luglio:
ore 12.00
West Ham-Tottenham
ore 14.30
Hull City-Beijing Guoan
ore 18.30
Manchester United-Boca Juniors
ore 19.00
Hannover-Arsenal
ore 20.30
Aston Villa-Atlante
ore 20.45
Crewe Alexandra-Wolverhampton
Dag & Red-Birmingham City
Nottingham Forest-Stoke City
martedì 28 luglio 2009
I centimetri di Peter Crouch per aiutare la crescita del Tottenham
Lo spilungone di Macclesfield lascia il Portsmouth acquistato per la seconda volta in 12 mesi da Harry Redknapp
Per la seconda volta, l’esperienza di Peter Crouch a Fratton Park si interrompe dopo appena un anno: se dopo i 18 gol segnati in League One (che allora si chiamava ancora Second Division) nel 2001/02 arrivò il grande salto verso l’Aston Villa, questa volta il centravanti lascia un Portsmouth in piena crisi tecnica per approdare al Tottenham, dove diventerà una delle arme principali per continuare il processo di crescita “graduale” (un cambio di rotta dopo gli sperperi degli anni precedenti) iniziato con l’approdo di Harry Redknapp, arrivato casualmente proprio da Fratton Park. Il manager londinese acquista così Crouch per la seconda volta in 12 mesi, un po’ come successo con Jermain Defoe, il cui ritorno a White Hart Lane fu stipulato lo scorso Gennaio quando invece un anno prima Redknapp lo aveva acquistato per il Portsmouth.
Seppur in modo meno clamoroso e immediato rispetto a Defoe, anche quello di Crouch è un ritorno per il Tottenham, visto che il centravanti nativo di Macclesfield è cresciuto proprio nell’Academy degli Spurs, con i quali però non aveva ottenuto presenze in prima squadra, iniziando il suo girovagare in Inghilterra (con una parentesi anche in Svezia in prestito) che lo ha portato ad indossare anche una maglia davvero prestigiosa come quella del Liverpool. Il rapporto con i Reds s’è interrotto la scorsa estate con il passaggio al Portsmouth, voluto dal lungo centravanti inglese per guadagnare maggiore minutaggio, operazione riuscita visto che ai Pompeys era diventato un titolare fisso ed un elemento fondamentale per la sofferta salvezza della squadra: nei primi mesi della scorsa stagione, Crouch formò una coppia d’attacco davvero di ottimo livello (e con buona intesa) con il più volte citato Jermain Defoe, una coppia che può essere riformata anche al Tottenham, nonostante al primo posto nelle gerarchie di Redknapp sembra esserci Robbie Keane (che a Gennaio fu un altro cavallo di ritorno nel mercato degli Spurs), in un reparto offensivo che vede la presenza anche di Roman Pavlyuchenko, voglioso di rifarsi dopo un’annata da flop vero e proprio.
Sulla carta sembra un reparto piuttosto importante, anche se mancava nell’armamentario di Redknapp un elemento che potesse fungere da vera e propria prima punta, visto che Keane, Defoe e Pavlyuchenko sono attacchi perlopiù di movimento, anche se molto bravi ad attaccare l’area di rigore per regalare alla squadra un elevato numero di gol. Con Crouch arriva una prima punta (anche se non proprio il centravanti boa classico) e arrivano centimetri importanti per sfruttare anche i palloni alti e magari i cross (sempre che diventino finalmente precisi) di Aaron Lennon dalla corsia. Il lavoro principale che svolgerà Crouch sarà però proprio quello di sponda, visto che la sua migliore abilità non riguarda il trattamento dei palloni alti (nonostante i 201 centimetri lo portino comunque a giocare mille palloni di testa) ma la capacità di servire il compagno palla a terra, un lavoro che sarà fondamentale viste le caratteristiche dei compagni d’attacco.
Il Tottenham sta sperperando molto meno rispetto al solito sul mercato e proprio questo sembra l’aspetto più positivo del lavoro di Redknapp, che in primis sta dando continuità al gruppo (cosa che non è mai accaduta a White Hart Lane negli ultimi mesi) anche per permettere alla squadra di lavorare senza avere puntate addosso le luci dei riflettori e quindi con meno pressioni rispetto agli ultimi anni, dove c’erano sempre grandi attese nei riguardi degli Spurs ma venivano sempre deluse amaramente, nelle ultime due stagioni addirittura con partenze da incubo che hanno portato la squadra all’ultimo posto. Quest’anno gli Spurs non hanno l’ “obbligo” di contrastare le Big Four, ma è probabile che proprio questo aspetto possa portare la squadra ad ottenere risultati migliori. Va per questo apprezzato il lavoro di Redknapp, che sta evitando spese folli, tanto da aver acquistato Crouch per una cifra ragionevole di 9 milioni di pounds (la stessa cifra pagata lo scorso anno dai Pompeys per averlo, con la differenza che il Liverpool inserì un’ulteriore cifra massima di 2 milioni da raggiungere a seconda degli obiettivi raggiunti dal club di Fratton Park): in realtà, l’affare tra Tottenham e Portsmouth potrebbe non essere terminato qui, visto che qualcuno vocifera che nell’accordo ci sia anche il nome di Gareth Bale, terzino ormai malvoluto da Redknapp che approderebbe ai Pompeys in prestito.
L’arrivo di Peter Crouch porta anche all’uscita quasi automatica di Darren Bent che (nonostante fosse stato il capocannoniere degli Spurs nella scorsa stagione) ha fallito miseramente a White Hart Lane, diventando più un elemento da prendere di mira per le ironie dei tifosi avversari (a volte anche ingiustamente) o per le frustrazioni dei tifosi degli Spurs (che ormai non gliene perdonavano più nessuna) piuttosto che quell’attaccante da 16,5 milioni di pounds che avrebbe dovuto far grande il Tottenham secondo i piani del dirigente Damien Comolli, che di fatto lo impose al povero Martin Jol, alterandogli gli equilibri di spogliatoio prima di silurarlo ingloriosamente. Bent non è riuscito nemmeno a legare con Redknapp, nonostante i tanti gol realizzati lo scorso anno: in un match interno giocato contro il Portsmouth (toh!) l’ex Charlton si mangiò un’occasione incredibile a due passi dalla porta che portò il manager londinese a dichiarare che “quel gol lo avrebbe realizzato anche mia moglie”, per quella che è stata una delle frasi più celebri nella scorsa Premier League. Bent ha sprecato tante “ultime occasioni” regalategli da Redknapp, come successo anche nel pomeriggio di domenica quando l’attaccante è stato schierato dal primo minuto nell’amichevole contro il Celtic: di fatto, quei 45 minuti del primo tempo hanno sancito l’addio di Bent al Tottenham, addio celebrato con tre gol sbagliati malamente. Non poteva essere altrimenti. Il 25enne infatti non è partito con la squadra per la tournèe asiatica (gli Spurs giocheranno l’Asia Trophy, torneo organizzato dalla Premier League che vede in campo anche West Ham e Hull City, oltre al Beijing Guoan che fa un po’ gli onori di casa) e ormai è destinato alla cessione: proverà a rilanciarsi in una squadra che possa garantirgli meno pressione, molto probabilmente il Sunderland di Steve Bruce, manager specializzato nel rilanciare calciatori in crisi.
lunedì 27 luglio 2009
Eduardo illumina la vittoria dell’Arsenal in Ungheria
Nelle amichevoli del lunedì, Di Santo e Malouda regalano al Chelsea una nuova vittoria
Szombathelyi Haladas-Arsenal 0-5: Altra sgambata e altra comoda vittoria per l’Arsenal, che sulla carta avrebbe dovuto trovare una maggiore opposizione rispetto all’amichevole di martedì scorso giocata contro una squadra di quarta serie austriaca come il Columbia Floridsdorf, visto che il Szombathelyi Haladas lo scorso anno è arrivato al terzo posto nel massimo campionato ungherese e che sul piano atletico è abbastanza avanti, visto che il campionato ungherese è già iniziato, anche se la squadra di Aurel Csertoi non ha giocato nella prima giornata perché era impegnata nei preliminari di Europa League, nella quale è riuscita ha superare i kazaki dell’Irtysh grazie alla regola dei gol in trasferta per poi fermarsi di fronte agli svedesi dell’Elfsborg nel secondo turno. L’Arsenal ritrova Eduardo dal primo minuto, ma Wenger insiste con il 4-1-4-1 inserendo il nazionale croato come ala sinistra. Gli ungheresi iniziano a pressare a mille e questo mette in difficoltà la fluidità della manovra dei Gunners nel primo quarto d’ora, tanto che la migliore occasione capita proprio ai padroni di casa: è in realtà un pasticcio degli inglesi simile a quello che ha aperto le marcature contro il Columbia Floridsdorf martedì scorso, perché Ramsey va al corto retropassaggio e Mannone rinvia addosso a Marton Oross, ma per sua fortuna il pallone carambola sul fondo. La difesa dei Gunners mostra diversi imbarazzi nel primo tempo, ma Armand Traorè brilla molto nella spinta sulla sinistra, tanto che al 17’ trova il fondo e crossa bene per la testa di Bendtner, che realizza così il gol che sblocca il match: il danese ha grande voglia di fare, visto che la partenza di Adebayor potrebbe anche liberargli un certo spazio, anche se qualche rumours parla di un nuovo interessamento di Wenger per Huntelaar, il quale sembrava già vicinissimo allo Stoccarda ma sembra aver preso tempo per trovare una sistemazione migliore. Il pressing ungherese cala e l’Arsenal inizia a giocare bene, con Song che gioca molto bene davanti alla difesa e soprattutto con Eduardo che è particolarmente pungente nei tagli verso l’area di rigore: al 24’ Bendtner si muove sulla trequarti e verticalizza per il nazionale croato che sulla sinistra dell’area controlla e incrocia benissimo il sinistro, colpendo il palo interno e mandando il pallone in rete, per una realizzazione davvero di qualità. Eduardo firma anche la doppietta con una punizione dai 25 metri, in cui però è aiutato da una deviazione che inganna Daniel Rozsa. Doppietta anche per un Bendtner molto volenteroso e molto mobile: grande manovra palla a terra dell’Arsenal con combinazione che parte da Ramsey e Wilshere, il quale tocca splendidamente liberando il danese che approfitta dello spazio per tirare bene dal limite e firmare il quarto gol dei Gunners. Nella ripresa l’Arsenal passa al 4-4-2, con addirittura il goffo Senderos in mediana, al fianco di un ottimo Ramsey, bravissimo soprattutto nella precisione nel lancio lungo. Proprio il gallese si incunea al limite, viene atterrato da un difensore ma sul pallone si inserisce bene Wilshere che entra in area e cerca il delizioso pallonetto, lasciando immobile il portiere ma trovando la traversa piena. Come successo martedì scorso, l’Arsenal fa “rientrare” in campo qualche giocatore già sostituito, come soprattutto Bendtner che si guadagna un rigore dopo esser stato atterrato dal portiere Gergo Gocze: dal dischetto va Van Persie che calcia sotto l’incrocio dei pali. Il finale vede gli ungheresi cercare il gol della bandiera, ma il giovane Szczesny non ci sta, visto che prima si oppone su un tiro dal limite ma poi è bravissimo nella ribattuta, chiudendo il tentativo di tap-in di Roland Ugrai con un intervento spettacolare. Il 19enne polacco è bravissimo anche in una respinta plastica su bella punizione di Szabolcs Schimmer. Nel finale la grande occasione arriva per un dubbio fallo di Gallas che per l’arbitro è da rigore, ma ne nasce una situazione delirante: come quasi tutte le squadra al mondo, anche il Szombathelyi Haladas ha il suo brasiliano d’ordinanza, che in molti casi è semplicemente un cialtrone. In questo caso il brasiliano è Michael Thiago Barbosa de Araujo detto Maikel, che si incarica della conclusione dal dischetto, prende la rincorsa cercando la solita rincorsa con finta e frenata “alla brasiliana” (che in realtà sarebbe irregolare), solo che gli scivola un po’ il piede sinistro e con Szczesny totalmente fuori causa e fermo tenta il tiro con il destro mandando incredibilmente largo, facendo una figuraccia clamorosa. Uno dei rigori più brutti della storia del calcio chiude questa sgambata per i Gunners, che adesso sembrano disposti a tornare sul mercato: pare infatti che Wenger stia pianificando una mossa a sorpresa per l’ottimo mediano Lee Cattermole del Wigan, un acquisto un po’ insolito per l’Arsenal degli ultimi anni ma che sarebbe utilissimo a centrocampo, per avere un elemento decisamente più combattivo del molle Denilson.
Chelsea-Club America 2-0: Continua con sole vittorie il cammino in preseason per il Chelsea di Ancelotti, che battendo anche il Club America riesce a vincere il World Football Challenge in questa sorta di quadrangolare che comprendeva anche le italiane Inter e Milan, già battute in precedenza dai Blues. Nonostante la presenza di diverse seconde linee in una formazione piuttosto sperimentale, è positiva anche questa prestazione del Chelsea, nonostante la brillantezza non sia quella espressa nelle prime tre amichevoli. I Blues creano però tante occasioni da rete e con un pizzico di precisione (e a tratti di fortuna) in più negli ultimi metri avrebbe anche potuto ottenere un risultato ben più largo, contro l’undici di Jesus Ramirez che è stato costretto quasi unicamente a rinculare all’indietro ma che era riuscito quasi ad entrare nel quarto d’ora finale con il risultato ancora in parità. Nonostante l’Apertura messicana inizi il prossimo mercoledì e quindi il Club America dovrebbe essere in una condizione di forma decisamente maggiore, è il Chelsea a tenere costantemente in mano il gioco con il solito insistente palleggio che in realtà nei primi 25 minuti porta a poche occasioni vere da rete, nonostante la vivacità di Sturridge in fase offensiva, anche per una certa leziosità di Deco in posizione di trequartista. La seconda metà del primo tempo però si accende totalmente e le occasioni da rete fioccano per la squadra inglese, a cominciare dalla solita punizione dinamitarda di Alex che va a sfiorare il palo. Cinque minuti dopo Kalou va al colpo di testa molto pericoloso ma il portiere Armando Navarrete è davvero molto bravo nel deviare il pallone sul palo e poi la difesa messicana riesce a salvarsi. I Blues appaiono decisamente superiori soprattutto quando guadagnano dei calci piazzati e l’incornata a colpo sicuro di Ricardo Carvalho non entra in rete solo per l’opposizione del palo. Poco prima dell’intervallo il Chelsea sciupa l’ennesima occasione, con Navarrete che si oppone benissimo ad Alex, ne nasce una mischia paurosa in area di rigore ma i Blues non riescono ad avere la meglio e il primo tempo si conclude in qualche modo a reti inviolate. Nella ripresa il Club America è decisamente più vivo e insidioso in avanti e punge molto al centro dell’attacco, mettendo in difficoltà in particolare Alex (che mostra ancora qualche difficoltà negli spostamenti) e andando a colpire a sua volta il palo: una punizione dalla mediana viene deviata leggermente dalla testa dell’attaccante Salvador Cabanas ma il palo si oppone. Nel finale però il Chelsea porta a casa la meritata vittoria sull’asse Malouda-Di Santo: il match si sblocca con il cross basso del francese che trova la puntuale zampata ravvicinata dell’argentino. Di Santo ricambia il favore con una gran bella giocata sulla linea di fondo a far impazzire un difensore avversario conclusa con il tocco arretrato che diventa un cioccolatino per Malouda, che gira facilmente in rete. Continua allora bene la preparazione del Chelsea che, come prevedibilissimo, l’anno prossimo potrà contare come sempre sul capitano John Terry: le ambiziose offerte del Manchester City sono infatti state seccamente respinte dal nazionale inglese.
Eastleigh-Portsmouth 1-6: Nella terza amichevole contro squadre di Non League, il Portsmouth riesce finalmente ad ottenere una vittoria, in una giornata comunque non esaltante per la società vista la cessione di Peter Crouch al Tottenham: i Pompeys stanno continuano a muoversi soltanto in uscita, anche se per sostituire il nazionale inglese sembra vicino l’acquisto di Nikola Kalinic, per il quale si attende solo l’ufficialità. Dopo le brutte prestazioni nelle prime amichevoli, contro l’Eastleigh (squadra di Conference South) il Portsmouth parte subito forte e dopo un minuto Subotic sfiora il vantaggio con una conclusione che termina di poco alta. La squadra di Hart deve aspettare poco per esultare, perché al 5’ Kaboul incorna su corner di Basinas e batte il portiere Jason Matthews per sbloccare il match. Il 18enne Paris Cowan-Hall è molto vivo e trova il gol meritato incornando da distanza ravvicinata su un bel cross lungo di Hermann Hreidarsson. Il Portsmouth è dominante e per una volta convincente e dilaga: Tom Jordan sbaglia totalmente il retropassaggio per Matthews e per Subotic è un gioco da ragazzi appoggiare in rete. Un po’ a sorpresa l’Eastleigh accorcia le distanze al 39’, con il cross di Tony Taggart che viene deviato bene in rete dal subentrato Brett Williams. Subito Subotic risponde con una volèe molto bella su cross di Yassin Moutaouakil (uno dei mille giocatori in prova ai Pompeys ma ancora di proprietà del Charlton) ma la palla sfiora il palo. Nella ripresa il trend rimane lo stesso e Cowan-Hall sfiora la doppietta, ma il palo gli nega la gioia del gol. Sfiora il gol anche un altro elemento in prova, l’interessante mediano Modeste M’Bami (svincolatosi dal Marsiglia) ma la sua conclusione termina larga di poco. Si entra nell’ultimo quarto d’ora con il Portsmouth che non è riuscito a sfruttare un evidente dominio per trovare la via del gol nella ripresa, ma nel finale Nugent si scatena con una tripletta, realizzando il suo primo gol sull’ottimo assist di Eugen Bopp (appena svincolatosi dal Crewe Alexandra e anche lui in prova). Fabrice Pancrate (manco a dirlo, anche lui in prova dopo essersi svincolato dal PSG) sfonda benissimo sulla corsia e crossa alla perfezione per la conclusione al volo di Nugent che vale l’1-5. L’ex Preston chiude l’hat-trick in bello stile con un lob a scavalcare Matthews. Il Portsmouth ottiene finalmente una vittoria brillante, ma tutti continuano ad attendere i primi movimenti sul mercato, per una squadra che di fatto fin qui si sta solamente smantellando.
Risultati amichevoli del lunedì con in campo squadre di Premier League:
Lunedì 27 Luglio:
Chelsea-Club America 2-0: 75’ Di Santo, 78’ Malouda
Eastleigh-Portsmouth 1-6: 5’ Kaboul (P), 10’ Cowan-Hall (P), 26’ Subotic (P), 39’ Williams (E), 76’ Nugent (P), 81’ Nugent (P), 89’ Nugent (P)
Szombathelyi Haladas-Arsenal 0-5: 17’ Bendtner, 24’ Eduardo, 40’ Eduardo, 43’ Bendtner, 66’ rigore Van Persie
Programma amichevoli del martedì con in campo squadre di Premier League:
Martedì 28 Luglio:
ore 19.00
Den Bosch-Bolton
ore 20.30
Accrington Stanley-Burnley
Preston-Wigan
domenica 26 luglio 2009
La pennellata di Ariel Ortega condanna l’Everton alla sconfitta
Nelle amichevoli domenicali, prestazione importante per il Sunderland, che ottiene una meritata vittoria di prestigio sull’Atletico Madrid
River Plate-Everton 1-0: Al Commonwealth Stadium di Edmonton l’Everton è impegnato in un’amichevole di discreto prestigio contro una delle grandi del calcio argentino come il River Plate, squadra in realtà piuttosto appannata negli ultimi tempi visto che ha fallito più volte negli ultimi campionati, arrivando addirittura all’ultimo posto nell’Apertura 2008, riuscendo perlomeno ad ottenere un piazzamento di metà classifica nel successivo Clausura 2009. In campo scende un Everton in evidente ritardo di condizione, meno dinamico rispetto al solito e anche poco lucido e preciso: c’è poco da sorprendersi, visto che la Premier League inizia tra tre settimane e che quindi è probabile che negli ultimi giorni Moyes abbia costretto la squadra ad un lavoro abbastanza pesante. A decidere è una perla individuale, ma il risultato appare abbastanza giusto. Il River Plate appare più pimpante già nei primi minuti e va vicino al gol con la botta dalla distanza di Matias Abelairas che termina larga non di molto. Il gioco dell’Everton non è particolarmente incisivo, ma la prima punta Jo appare comunque discretamente brillante e permette all’undici di Moyes di creare qualche occasione, soprattutto quando si defila sulle corsie a creare spazio per l’inserimento dei centrocampisti: un suo cross regala una grande occasione per Cahill, che arriva alla deviazione con il destro ma trova una grande risposta di Vega. Il match è abbastanza caldo come prevedibile quando di fronte ci sono squadre inglesi e argentine e qualche scontro vede protagonisti soprattutto Marouane Fellaini (non una novità in tal senso) e Christian Fabbiani. Al 27’ arriva il gol che decide il match ed è sicuramente una perla che vale il prezzo del biglietto: Ortega penetra tra le maglie avversarie e appena dentro l’area decide di scavalcare Carlo Nash con un pallonetto delizioso che si infila con dolcezza e precisione in rete. L’esperto fantasista argentino mostra di avere ancora qualche colpo di livello, nonostante un talento annacquato in diversi problemi personali. I Millonarios vanno vicinissimi al raddoppio con un cross che vede l’uscita sbagliata di Nash ma Abelairas non ne approfitta e manda il pallone ad incocciare sul palo. Nella ripresa è l’Everton ad insistere maggiormente con un possesso palla continuo ma anche senza grande precisione negli ultimi metri, tanto che il River Plate può difendersi bene e ripartire in maniera insidiosa. La migliore occasione per i Toffees arriva su calcio da fermo, con la punizione di Baines che esce davvero di poco. Nel finale la squadra di Moyes chiede un calcio di rigore per una spinta che appare abbastanza evidente su Vaughan, ma l’arbitro Mauricio Navarro decide di lasciar correre. E’ l’ultimo brivido in un match che vede il River Plate vincere con merito. L’Everton è sceso in campo con la prima maglia, ma negli ultimi giorni s’è molto parlato della nuova maglia da trasferta: i vari sponsor tecnici delle squadre inglesi quest’anno si stanno sbizzarrendo ad inventare delle vere e proprie oscenità assortite (su tutte, la maglia color “banana” che il Newcastle utilizzerà in trasferta) e anche i Toffees non sono certo da meno, con una maglia “away” che vede delle righine fucsia davvero incomprensibili e che hanno attirato tante critiche.
Sunderland-Atletico Madrid 2-0: In attesa dell’arrivo delle punte (un nuovo acquisto e il già acquistato Campbell, che però deve ancora unirsi al gruppo) che possano permettere a Steve Bruce l’utilizzo del 4-4-2, il 4-4-1-1 del Sunderland sta portando a buone prestazioni e (se Richardson azzecca la giornata giusta nella sua posizione alle spalle di Jones) anche qualche risultato molto soddisfacente, come il 2-0 inflitto all’Atletico Madrid nel secondo e ultimo match del Torneo di Amsterdam, risultato che arriva contro una squadra che deve svolgere una preparazione atletica quasi paritaria a quella dei Black Cats, visto che dovrà giocare i preliminari di Champions League. Già contro il Benfica si era visto in campo per un’ora un buonissimo Sunderland, condannato più dagli episodi che da una reale superiorità della squadra portoghese, una sensazione positiva che è stata ampliamente confermata contro l’Atletico Madrid: Bruce sta mettendo in piedi una squadra ostica e che non teme certo il contatto fisico, ma che sa essere anche maggiormente lucida rispetto alla scorsa stagione nel portare avanti l’azione offensiva. I Black Cats lanciano un immediato segnale all’Atletico Madrid dopo appena 30 secondi, con Malbranque (utilizzato ancora sulla sinistra da Bruce, quando invece lo scorso anno era stato usato quasi unicamente sulla destra) che danza sulla fascia e crossa bene per l’incornata di Jones, ma la palla termina alta di poco. Il match non ha ritmi particolarmente alti, con l’Atletico Madrid che tiene maggiormente il controllo del pallone ma non riesce ad essere minimamente pungente in avanti, nonostante la presenza di Diego Forlan capocannoniere della scorsa Liga. La squadra di Abel Resino soffre quando il Sunderland va ad alzare il tono agonistico a centrocampo, in particolare con Leadbitter che riesce a creare molto fastidio al centrocampo avversario. In avanti, Jones è una spina nel fianco per la difesa dell’Atletico Madrid e alle sue spalle è positivo anche il rendimento di Richardson, che sfiora il gran gol con una botta dalla distanza che costringe Roberto Jimenez ad un difficile intervento in risposta. E’ un buonissimo primo tempo per il Sunderland e si conclude con il meritato vantaggio: ancora Jones lavora bene un pallone che permette l’inserimento in area di Malbranque, agganciato da Valera per il penalty che viene trasformato da Kieran Richardson. Nella ripresa il trend non cambia, anzi viene accentuato visto che il Sunderland stringe maggiormente le fila e lascia ancor più il possesso palla all’Atletico Madrid, coprendosi molto bene tranne qualche sbavatura sulla sinistra di Collins in qualche scalo di posizione: una di queste permette a Sinama-Pongolle (ex Liverpool) di tagliare molto pericolosamente verso l’area di rigore ma il francese viene ottimamente chiuso da Fulop. I cambi abbassano ulteriormente il ritmo del match, ma sono più interessanti gli attacchi in ripartenza del Sunderland che i pochi affondi dell’Atletico Madrid, tanto che nel finale i Black Cats riescono anche a mettere al sicuro la vittoria: l’altalenante Edwards (buone giornate alternate a pasticci enormi) tocca basso per Richardson che arriva in corsa a calciare rasoterra e anche ben angolato, non lasciando alcuno scampo a Jimenez. Finisce allora con un risultato molto positivo il Torneo di Amsterdam per il Sunderland, che può così guardare con fiducia alla prossima stagione.
Tottenham-Celtic 0-2: La prima edizione della Wembley Cup si rivela un discreto flop, visto che il quadrangolare con Tottenham, Barcellona, Celtic e Al Ahly non ha certo attirato grandi platee e anzi è stato disputato in un Wembley decisamente semivuoto, seno di un certo disinteresse per questo torneo. Ad avere l’onore effimero di aggiudicarsi il trofeo è il Celtic, che dopo una vittoria larghissima nel primo match si ripete vincendo con ottima autorità anche contro il Tottenham, fermando tra l’altro la curiosissima e lunghissima striscia di imbattibilità degli Spurs in amichevoli, visto che i londinesi non perdevano un match d’esibizione dallo 0-2 subito il 9 Agosto 2004 a Celtic Park proprio contro il Celtic, diventando una sorta di “Untouchables” d’estate (e spesso molto meno d’inverno, ovvero quando le cose si fanno sul serio). Non è certo una striscia di cui vantarsi parecchio visto che spesso d’inverno i risultati non sono stati promettenti come quelli estivi e quindi il vedere interrotta questa striscia d’imbattibilità tutto sommato non è un dato negativo. Decisamente più negativo rilevare che in questo torneo il Tottenham è stato dominato da due squadre che in campo avevano mandato quasi unicamente delle riserve o dei giovani, come il Barcellona e il Celtic, a cancellare quanto di buono si era visto nelle prime uscite prestagionali. In assenza dei tre difensori centrali presenti in rosa (King, Woodgate e Dawson), Redknapp deve ancora ricorrere a soluzioni d’emergenza e schiera il giovane Dervite al centro della difesa con Chimbonda, creando un reparto del tutto fragile che subisce immediatamente la pressione del Celtic e che incassa il gol dopo appena 9 minuti: Caddis approfitta dello spazio lasciatogli da Assou-Ekotto e va al cross, i due difensori centrali dormono e Chris Killen può incornare con precisione a battere un immobile (e per una volta incolpevole) Gomes. Gli ultimi rumours di mercato parlano di un accordo tra Tottenham e Portsmouth per il trasferimento di Peter Crouch, operazione che dovrebbe portare all’addio di Darren Bent in destinazione Sunderland, nonostante l’ex Charlton lo scorso anno sia stato il capocannoniere degli Spurs, in una stagione che lo ha visto però più volte criticato da suo stesso manager. L’attaccante ha però la chance di provare per l’ultima volta a far cambiare idea a Redknapp e la butta via, sciupando tre grandi palle gol: al 13’ Huddlestone recupera un buon pallone sulla trequarti e Keane verticalizza subito aprendo un autostrada sulla sinistra dell’area di rigore per Bent, il quale però non è convincente nella conclusione e permette a Zaluska l’ottima risposta di piede. Altra occasione importante sul cross ben calibrato di Palacios, ma il colpo di testa di Bent è troppo facile per il portiere avversario. Infine, altra chance con una conclusione al volo sparacchiata largo: difficile rivedere Bent con questa maglia. Nonostante queste tre ottime occasioni per gli Spurs, è il Celtic a dominare la partita e Samaras mette la ciliegina su una ottima prestazioni con un coast-to-coast impressionante concluso con una fucilata di destro a battere Gomes: in tutto questo, orribile la difesa degli Spurs nel subire questo contropiede. In avvio di ripresa prova ad imitarlo Paddy McCourt che lascia sul posto addirittura cinque difensori (difesa sempre pessima) ma sbaglia sul più bello, mandando largo. La risposta migliore del Tottenham è sul piede di Modric, ma è eccellente il salvataggio sulla linea di O’Dea. La ripresa è divertente con tante occasioni da ambo le parti, ma tutto sommato è la squadra scozzese a farsi preferire, portando a casa con pieno merito la vittoria e con essa il trofeo.
Singapore-Liverpool 0-5: Sembra ormai una costante della preseason del Liverpool quella di produrre tre prestazioni deludenti e poi esaltarsi nel match successivo: lo scorso anno (dopo un paio di vittorie iniziali) arrivarono tre pareggi consecutivi e furono seguiti dall’eccellente 4-0 inflitto ai Rangers ad Ibrox Park, quest’anno si era iniziato con tre prestazioni abbastanza opache (due pareggi e una sconfitta) ma è seguito questo scoppiettante 5-0 inflitto alla Nazionale del Singapore. Può non essere una casualità ed essere un dato strettamente collegato al tipo di preparazione imposto nelle ultime estati dallo staff di Benitez, una preparazione diversa che punta a mantenere una condizione di forma più continua per tutto il campionato per evitare gli alti e bassi che hanno caratterizzato le prime stagioni con lo spagnolo in panchina: non a caso (nonostante un mese nerissimo) lo scorso anno il Liverpool è stato molto più continuo del solito in stagione e allora sembra probabile che lo staff dei Reds abbia confermato questo tipo di preparazione, che ha finito per mostrare una squadra particolarmente appesantita sulle gambe nelle prime amichevoli. Il Singapore gioca il match quasi interamente sulla difensiva, ma nel primo tempo i Reds fanno fatica ad affondare e si limitano troppo spesso a tiri dalla distanza, non trovando particolare brillantezza, nonostante N’Gog appaia più vivo del solito e Voronin si muova tantissimo per tutto il fronte dell’attacco: decisamente meno bene Ryan Babel, impreciso come troppo spesso gli capita. Il match si sblocca però in maniera abbastanza inaspettata: Voronin va al tiro dal limite in maniera che sembra abbastanza speculativa ma una deviazione rende la conclusione particolarmente velenosa per il portiere e la palla si infila all’angolino, per il vantaggio dei Reds. Rinfrancato dal vantaggio, il Liverpool entra nella ripresa per giocare un calcio più aggressivo e riesce a sfondare con enorme continuità, andando molte volte al tiro e finendo per dilagare sul povero Singapore: a realizzare il secondo gol è Albert Riera, che controlla con il petto un cross di Mascherano e poi spara perfettamente alle spalle del portiere. Negli ultimi 20 minuti è Kuyt a scatenarsi, entrando in tutte le azioni importanti dei Reds e andando a firmare tre assist: al 73’ il disimpegno dei padroni di casa è del tutto disastroso e accende l’olandese, che avanza fino ad entrare in area di rigore e servire basso per l’accorrente Nemeth, il giovane attaccante ungherese a campo aperto ci mette poco a piazzare il piatto destro e realizzare lo 0-3. Nel finale entra anche Xabi Alonso, l’uomo coinvolto in tantissimi rumours di mercato che circondano il Liverpool e chiude molto bene il triangolo con Kuyt mandando il compagno sul fondo all’interno dell’area di rigore, l’olandese mette dentro un altro bell’assist per Fernando Torres che deve semplicemente appoggiare a porta vuota. Non c’è due senza tre per Kuyt, che trova un altro assist risolvendo una mischia che vede la difesa di Singapore eccessivamente pigra, l’olandese crossa per Nemeth che gira molto bene di testa e trova la sua doppietta personale: l’impressione è che l’ungherese sia molto più promettente e più pronto dello stranito N’Gog. L’avversario non era certo dei migliori, ma rimane una buona vittoria per i Reds.
Hangzhou Greentown-Manchester United 2-8: L’ultimo match dell’Asia Tour diventa una sorta di esibizione d’accademia per il Manchester United, che passeggia con imbarazzante facilità sull’Hangzhou Greentown, squadra di tranquilla metà classifica della Chinese Super League che non ha certo a disposizione la miglior difesa vista al mondo. Diventa soprattutto uno show di Dimitar Berbatov: il bulgaro ha sofferto molto lo scorso anno la pressione immediata dei difensori ad anticiparlo o impedirgli di giocare il pallone con continuità, un tipo di marcatura che ha messo in mostra un lentezza dei movimenti ma che non è stata per nulla attuata dalla squadra di Zhou Suian, che ha lasciato ampissima libertà all’ex Tottenham. In una situazione così favorevole, Berbatov ha potuto mettere in mostra il suo delizioso bagaglio tecnico, fatto di tocchi di fino di estrema bellezza estetica visto che rimane un giocatore dai piedi vellutati. Il Manchester United inizia il match in maniera abbastanza lenta, ma una volta sbloccato il match non la smette più di segnare: Nani si ricorda di essere un giocatore di calcio, gioca molto bene sulla destra e mette un pallone basso per Owen, che appoggia facilmente alle spalle del portiere. In realtà, l’ex Liverpool e Real Madrid non aveva trovato bene la posizione tra le maglie (larghissime) dei difensori ed era in posizione di fuorigioco non segnalata dal guardalinee. Inizia allora a crescere Berbatov e a deliziare la platea con i suoi tocchettini di fino, andando anche a segno seppure in maniera piuttosto comoda: il cross di Fabio Da Silva è sballato ma un difensore tocca in maniera imbarazzante accendendo Nani in area, cross morbido sul secondo palo dove Berbatov da distanza ravvicinata trova la facile acrobazia vincente. Berbatov poi controlla palla in area di rigore, la difesa gli lascia uno spazio incredibile e allora il bulgaro gioca con grande facilità di gambe un colpo di tacco per Tosic, che si porta palla sul sinistro e approfitta anche lui della libertà lasciata dalla difesa cinese per sparare con forza alle spalle del portiere: partita di grande continuità e dinamicità per Tosic sulla fascia sinistra. Berbatov fa spettacolo: si alza il pallone al limite dell’area spalle alla porta e lo prolunga con un esterno fantastico per Owen, che controlla di petto e subito calcia di destro in rete per il quarto gol. Sono quattro anche le reti nella ripresa per un Manchester United che gioca ancor più con facilità tra le maglie di una difesa dell’Hangzhou Greentown sempre più inesistente: Nani spinge sulla destra, tocca centralmente per Berbatov che di prima gli ritorna palla di tacco permettendo al portoghese di superare un difensore e realizzare di sinistro. Lo United chiude il set al 63’: Park Ji-Sung controlla palla sulla destra dell’area e tocca all’indietro per Giggs che controlla e dal limite trova un bel tiro a pescare l’angolino. Ancora Giggs affonda nell’apertissima difesa avversaria sul tocco di prima di Rooney e supera comodamente il portiere con un pallonetto basso. Ci sono anche i cinesi in campo e il difensore Wang Hongyou incorna in rete su azione da corner e realizza il gol della bandiera. Il difensore partecipa però nuovamente al buco allucinante in difesa e Giggs realizza con facilità il suo hat-trick e l’ottavo centro per i Red Devils. Il match si chiude con il secondo gol dei padroni di casa con la botta dal limite del brasiliano Valdo, per un 2-8 che rimane comunque particolarmente pesante. Vittoria di estrema comodità per il Manchester United, che ha potuto anche divertirsi per la pochezza degli avversari.
Portland Timbers-Burnley 2-2: Il PGE Park di Portland ospita una partita molto divertente, che vede la qualità di gioco del Burnley scontrarsi contro la grande condizione fisica dei Portland Timbers, regalando una sfida davvero combattuta e che ha visto entrambe le squadre uscire dal campo con mille indicazioni positive. Sorprendente la prestazione dei Portland Timbers, squadra che milita nella USL, ovvero la seconda lega del calcio americano ma che dal 2011 parteciperà alla MLS (negli sport americani, infatti, non vi sono retrocessioni o promozioni): l’undici di Gavin Wilkinson mostra grandissima corsa ma anche delle buone qualità, in particolare nel primo tempo quando costringe Jensen ad una serie di splendidi interventi. Le due squadre iniziano subito forte, ma sono i padroni di casa ad affondare meglio e a creare le migliori opportunità, come al 6’ quando Carlisle non riesce a respingere bene un pallone di testa e regala a McLaughlin una grande chance ma la punta 27enne spreca mandando alto. Al 13’ i Timbers vanno in vantaggio: gran pallone di McManus a scavalcare Carlisle e a pescare George Joston, che spara al volo ed infila alle spalle di Jensen. E’ davvero convincente il primo tempo degli americani, ma i Clarets rispondono al 35’ con una grande azione: combinazione tra Alexander e Kalvenes che permette a quest’ultimo di crossare, Fletcher fa un’ottima sponda per Blake la cui volèe è perfetta e sembra destinata ad infilarsi in rete ma un difensore si immola col corpo e salva miracolosamente. Al 40’ arriva però il gol del pareggio: Blake batte una punizione verso il secondo palo trovando la potente conclusione di Caldwell a battere il portiere avversario. Ci vuole però uno strepitoso Jensen per permettere al Burnley di approdare all’intervallo sul risultato di parità: il danese è bravissimo a rispondere sulla conclusione di Pore ma è addirittura maestoso sulla respinta a negare il gol sulla conclusione a colpo sicuro di McLaughlin. Nella ripresa è il Burnley ad impressionare maggiormente, cominciando a tenere con più continuità il pallone e trovando la solita fluidità di manovra. I tentativi iniziano ad essere insistenti e la rete arriva al 66’, grazie al neoacquisto Richard Eckersley che crossa bene di prima e trova la deviazione vincente di Thompson, a segno al suo primo tocco di palla. Esordio con assist per Eckersley, 20enne terzino destro che Coyle ha acquistato dal Manchester United e che può rivelarsi un’aggiunta parecchio utile per la difesa dei Clarets. McDonald ed Eagles giocano molto bene nel secondo tempo e il Burnley sembra portare a casa con confidenza il risultato, ma i Portland Timbers non ci stanno e all’82’ arriva il pareggio sulla punizione di Rodrigo Lopez molto ben calibrata a lasciare di sasso Jensen. I padroni di casa chiudono in 10 uomini per l’espulsione di Knowles e soprattutto riescono ad ottenere un importante 2-2 finale che permette loro di mantenere una curiosa imbattibilità contro le squadre inglesi nella storia della franchigia. Il match ha l’appendice dei calci di rigore, che vede i Clarets avere la meglio grazie a due grandi parate del solito Jensen.
Birmingham City-Al Hilal 0-3: Nuova sconfitta e nuova prestazione preoccupante per il Birmingham City, che non si sta certo preparando nel migliore dei modi per il ritorno in Premier League e di questo passo rischia di riproporre le brutte prestazioni e le tante sofferenze che hanno caratterizzato l’ultima stagione in massima serie, in particolare per le colpe di Alex McLeish. Se lo 0-2 subito dallo Stoccarda ci stava ed è arrivato anche in maniera onorevole, davvero brutti sono i due ko subiti contro l’Augsburg e contro l’Al Hilal, squadra che lo scorso anno ha chiuso al secondo posto la Saudi Premier League e che nel primo tempo s’è dimostrata decisamente superiore ai Brummies, per poi riuscire a coprirsi bene nella ripresa e affondare le proprie lame nel finale, trasformando il ko degli inglesi in una vera e propria debacle. La prima occasione del match capita al Birmingham City, ma la botta dal limite di McSheffrey termina leggermente larga. A crescere in maniera evidente è però la squadra di Eric Gerets, che comincia a pungere bene in fase offensiva e potrebbe trovare il gol del vantaggio al 13’ con Lee Young-Pyo (ex Tottenham) che mette dentro un gran pallone per il tiro in corsa di Essa Al-Mehyani che però è colpevolmente impreciso. La punta 26enne è una vera e propria spina nel fianco per i Brummies e trova meritatamente il gol al 23’, scattando in profondità su un pallone filtrante e prendendo alle spalle i due centrali Dann e Martin Taylor per poi concludere bene a battere Hart. Nella ripresa il Birmingham City assume un atteggiamento più offensivo e cerca con volontà e insistenza il primo gol della propria preseason, ma in realtà di occasioni clamorose non ne arrivano: Roger Johnson incorna dopo un corner ma manda largo, mentre il più vivace sembra il rientrante Fahey che tenta più volte la conclusione ma senza particolare fortuna. I Brummies mostrano grandi difficoltà in difesa, in particolare in zona centrale visto che subiscono ancora una volta un gol su un lancio in profondità: all’81’ Mohammad Al Shalhoub trova l’ottimo lancio per la corsa di Ahmed Al-Swaileh a sorprendere la difesa e a mandare il pallone tra le gambe di Maik Taylor e quindi in rete. Non è finita, perché all’85’ Yasser Al Qahtani viene spinto in area e Al Shalhoub realizza dal dischetto, per il definitivo 3-0. Davvero brutta la prestazione del Birmingham City, che insieme al Portsmouth e allo Stoke City è la squadra che sta svolgendo la peggior preseason tra le 20 squadre di Premier League, guardando soprattutto le prestazioni prima ancora dei risultati.
Risultati amichevoli della domenica con in campo squadre di Premier League:
Domenica 26 Luglio:
Birmingham City-Al Hilal 0-3: 23’ Al-Mehyani, 81’ Al Shalhoub, 85’ rigore Al Qahtani
Hangzhou Greentown-Manchester United 2-8: 24’ Owen (MU), 34’ Berbatov (MU), 35’ Tosic (MU), 40’ Owen (MU), 50’ Nani (MU), 62’ Giggs (MU), 71’ Giggs (MU), 78’ Wang Hongyou (HG), 89’ Giggs (MU), 93’ Valdo (HG)
Portland Timbers-Burnley 2-2: 13’ Joston (PT), 40’ Caldwell (B), 66’ Thompson (B), 82’ Lopez (PT)
River Plate-Everton 1-0: 27’ Ortega
Singapore-Liverpool 0-5: 45’ Voronin, 54’ Riera, 73’ Nemeth, 80’ Fernando Torres, 83’ Nemeth
Sunderland-Atletico Madrid 2-0: 45’+1 rigore Richardson, 86’ Richardson
Tottenham-Celtic 0-2: 9’ Killen, 40’ Samaras
Programma amichevoli della domenica con in campo squadre di Premier League:
Lunedì 27 Luglio:
ore 1.00
Chelsea-Club America
ore 19.00
Szombathelyi Haladas-Arsenal
ore 20.45
Eastleigh-Portsmouth


