Champions League: l’Olympiacos è schiacciato per tutto il match ma regge fino al 78’ grazie a Nikopolidis e a qualche errore di troppo dei Gunners
Arsene Wenger può festeggiare con tranquillità un traguardo molto importante nella sua carriera da manager, soprattutto dopo che la squadra ha battuto l’Olympiacos ipotecando già il passaggio agli ottavi di finale di Champions League: giovedì prossimo, infatti, il regno dell’alsaziano in casa Arsenal toccherà i 13 anni, facendo diventare il francese il manager più longevo nella storia del club. Un traguardo che per molti era impossibile da raggiungere il lontano 1 Ottobre 1996, quando questo strano personaggio proveniente da 18 mesi di successo in Giappone sulla panchina del Nagoya Grampus Eight cominciava a lavorare su una squadra in evidente difficoltà per il poco successo della guida di Bruce Rioch, manager scozzese che di fatto rappresenta il tratto di unione tra due ere importantissime e ricche di successi come quella di George Graham e quella di Wenger appunto (a parte diversi intermezzi di manager ad interim), e che ebbe come uno dei pochi meriti quello di acquistare dall’Inter un certo Dennis Bergkamp, destinato anch’egli a diventare una colonna del club (Rioch tra le altre cose litigava con un’altra legenda come Ian Wright, che arrivò ad utilizzare anche come ala sinistra). Nel calcio inglese dell’era della Premier League, l’impatto devastante e rivoluzionario avuto da Wenger all’Arsenal ha pochi pari, forse è paragonabile soltanto all’era lunghissima di Sir Alex Ferguson (che naturalmente iniziò quando c’era la vecchia First Division) che ha trasformato il Manchester United in una vera e propria potenza economica del calcio mondiale, regalando ai tifosi successi in serie con una regolarità a cui non erano certo abituati in passato. Wenger ha avuto un ottimo impatto anche sul piano economico (proprio nei giorni scorsi è stato ufficializzato il record di fatturato nell’ultimo anno), ma soprattutto è stato devastante sul campo, trasformando il vecchio “Boring Arsenal” che vinceva quasi solamente per 1-0 (e da qui il classico coro “one-nil to the Arsenal”) in una squadra incredibilmente attrattiva sul piano estetico, capace di regalare spesso e volentieri uno spettacolo senza pari a livello mondiale, ottenendo così diversi trofei, anche se è opinione comune che l’Arsenal abbia vinto molto meno di quanto avrebbe potuto, anche per la presenza di un’altra super-squadra come il Manchester United. Oltretutto, da diversi anni questo calcio attrattivo s’è unito ad un altro progetto molto ambizioso, quello sui giovani: la scommessa folle dell’alsaziano è adesso quella di vincere con una squadra di qualità ma dall’età media bassissima. Gli ultimi anni sono stati di semina con l’alsaziano che ha sempre predicato calma, ma lo stesso Wenger quest’anno ha dichiarato più volte di voler cominciare a raccogliere e che vuole che questa sia la stagione dei risultati, dei successi. Il match di Champions League arriva quindi in una data particolare per l’Arsenal ed era parecchio sentito anche a livello emozionale e non è un caso che nella sfida contro l’Olympiacos abbia di fatto miscelato in 90 minuti il pregi e i difetti tipici di questi 13 anni: i pregi sono quasi tutti nel primo tempo, dominato e giocato a livelli spettacolare con giocate di altissima qualità, i difetti quasi tutti nella ripresa (soprattutto nei primi 20 minuti) con la squadra ad apparire leziosa e non riuscire a sbloccare un match davvero dominato. Alla fine la vittoria è arrivata ma con una fatica eccessiva che non rende giustizia alle belle cose viste nel primo tempo.
L’Arsenal si presenta con due novità di formazione rispetto al match vinto contro il Fulham: Ebouè prende il posto di Sagna (che per inciso era stato l’unico positivo in difesa), mentre Bendtner è assente per un incidente stradale avuto domenica mattina e che gli ha procurato qualche leggera contusione e al suo posto gioca Rosicky. Rimane assente Denilson, che sarà due mesi fuori per una leggera frattura alla schiena: curiosamente, lo scorso anno quando giocava davvero malissimo il brasiliano era sempre presente, quest’anno che aveva iniziato dignitosamente ha subito un infortunio serio. L’Olympiacos risponde con il 4-5-1 con il brasiliano Diogo a fare l’unica punta. In difesa c’è nientemeno che Olof Mellberg, ex capitano dell’Aston Villa, mentre in porta c’è ancora lo storico portiere Antonios Nikopolidis, il George Clooney del calcio: il 90 volte nazionale greco tra un paio di settimane compirà 38 anni. Assenza importante quella di Enzo Maresca, mentre manca anche l’inglese Matt Derbyshire, alle prese con un’operazione di ernia.
L’Olympiacos ha in panchina uno dei più grandi fuoriclasse offensivi degli ultimi decenni ovvero il grandissimo Zico, ma di fatto si schiaccia all’indietro provando solamente a fare grande densità sulla trequarti di campo. L’Arsenal gioca lentamente i primi 5 minuti, poi alza i ritmi e trova grande fluidità di gioco, cominciando a dominare e creando un vero e proprio tiro a bersaglio.
Tra le tante chances create, due occasioni sono davvero clamorose: al 13’ è splendido il lancio a sventagliare di Fabregas per un Clichy larghissimo a sinistra, il francese controlla con il petto riuscendo a mandar fuori causa Jaouad Zairi, tocco arretrato per Arshavin che tira rasoterra con il piatto ma Nikopolidis è in grandissima giornata, si distende bene e respinge. L’unica pecca è che probabilmente il tiro del russo poteva essere più potente.
Al 16’ c’è un’altra grande azione dell’Arsenal, stavolta sullo stretto: Van Persie arretra e tocca per Arshavin, il quale subito tocca di prima per Fabregas, lo spagnolo si trova in posizione di centravanti con davanti un solo difensore, con il controllo si alza il pallone e calcia benissimo di potenza con il sinistro andando quasi a sfondare la traversa. Poi sulla respinta Nikopolidis è molto bravo su Rosicky. Sarebbe stato un grandissimo gol.
Il dominio dura per tutto il primo tempo, con l’Arsenal che esprime un calcio spettacolare ma che non riesce a chiudere il match. Ottimo l’inizio di Andrey Arshavin, che però dopo 25 minuti sembra perdere gamba e sembra boccheggiare in campo, perdendo nettamente di dinamismo e spegnendosi decisamente. Buonissimo il primo tempo di Fabregas, che mostra buone idee e illumina bene il gioco. Molto bene anche Van Persie, che inizia a sentire maggiormente suo il ruolo di attaccante centrale: ama moltissimo arretrare a creare spaio per l’inserimento dei centrocampisti oppure trovarsi in versione assistman per mandare in porta i due esterni, ma l’olandese comincia anche a pungere maggiormente in prima persona e inizia a sentire maggiormente i tempi del tiro anche da fuori, soluzione che non riesce in questa serata ma che lui ha nel dna. Questo inizio di stagione aveva visto come punto negativo il rendimento di Gael Clichy, che soprattutto in questo mese di Settembre era stato parecchio irriconoscibile, quasi fosse fuori forma: questa serata restituisce a Wenger il vero Clichy, capace di essere travolgente in lungo e in largo sulla corsia sinistra, una freccia inarrestabile.
Il francese travolge soprattutto Zairi, del tutto disastroso nel primo tempo e sostituito dopo l’intervallo da Ieroklis Stoltidis, che fa l’interno destro con Vasilis Torosidis ala destra. I greci creano una mezza occasione in mischia, ma poi tornano a farsi schiacciare all’indietro. A differenza del primo tempo però la qualità dell’Arsenal cala decisamente, con i Gunners che soprattutto calano di ritmo e cominciano a giocare con eccessiva leggerezza, non riuscendo così più ad aprire la difesa avversaria. C’è anche una dose di leziosità e di imprecisione in questo inizio sconcertante e la fotografia non può che essere quella di Abou Diaby: si diceva che al francese mancava solo la continuità ma adesso che sta giocando sempre sta tirando fuori una prestazione pessima dietro l’altra, apparendo sempre decisamente molle in campo. In questa fase anche Fabregas torna ad essere spento, come nel primo tempo di sabato scorso contro il Fulham. Wenger ci mette del suo visto che ritarda enormemente i cambi, soprattutto con Arshavin che sembra immobile.
Entrati nella seconda metà di ripresa però i Gunners capiscono che è il caso di cambiare nuovamente ritmo e di metterci maggiore intensità, tornando finalmente a creare occasioni: al 76’ l’Olympiacos si addormenta su una punizione battuta corta, cross morbido di Arshavin incornato da Diaby con un buon angolo ma la palla viene ben respinta da Nikopolidis. E’ uno dei pochi acuti di Diaby, che subito dopo viene sostituito, un cambio abbastanza tardivo: dopo la sua uscita l’Arsenal gioca addirittura con il 4-2-4, sbilanciandosi ulteriormente alla ricerca del gol.
E finalmente il gol arriva al 78’: Fabregas taglia verso il limite, tocca per l’inserimento in area di Eduardo che attacca il fondo, cross basso che taglia fuori Nikopolidis e che Van Persie deve appoggiare in rete per l’1-0. Dopo aver creato tantissimo, l’Arsenal riesce quindi a rompere l’equilibrio.
Dopo aver segnato, Wenger ritarda eccessivamente un’altra sostituzione, lasciando la squadra con il 4-2-4 e rischiando quasi di risvegliare gli attaccanti. Il cambio arriva con 5 minuti di ritardo e il subentrato Ramsey subito ha un grande impatto: all’86’ il gallese apre benissimo verso destra per Fabregas che crossa basso verso Arshavin, il quale è solo anche perché è in fuorigioco erroneamente non segnalato e con il colpo di tacco delizioso batte il portiere per il 2-0. Il russo avrebbe dovuto uscire perché era fermo, però realizza un gran gol, anche se macchiato da fuorigioco anche evidente.
Arriva il successo per i Gunners, anche se questo match doveva e poteva avere uno sviluppo diverso, magari più spettacolare e meno frustrante per i tifosi: è davvero incredibile che quel primo tempo sia finito 0-0 e il vedere scorrere i minuti senza riuscire a trovare la via della rete aveva creato una certa frustrazione. La vittoria lancia l’Arsenal in fuga e con un piede già agli ottavi, anche perché nell’altro match del girone arriva quel risultato che fa felice anche l’Olympiacos, ovvero il pareggio tra AZ Alkmaar e Standard Liegi. Gli olandesi spingono parecchio sull’acceleratore e trovano il gol del vantaggio con El Hamdaoui (ex proprietà del Tottenham anche se con gli Spurs non ha mai visto il campo in prima squadra, giocando una manciata di partite in prestito al Derby County), ma i belgi trovano il pareggio al 91’ in mischia con Traorè. Le due squadre rimangono così a quota 1, a -5 dall’Arsenal, che nel prossimo turno farà visita all’AZ Alkmaar. In campionato invece la squadra di Wenger affronterà domenica prossima il Blackburn, per un match assolutamente da vincere.
Arsenal-Olympiacos 2-0
Arsenal (4-3-3): Mannone sv – Ebouè 5 Gallas 6,5 Vermaelen 7 Clichy 8 – Fabregas 7 Song 6 Diaby 4,5 (78’ Vela 5) – Rosicky 6 (66’ Eduardo 6,5) Van Persie 7 (85’ Ramsey sv) Arshavin 5,5
In panchina: Szczesny, Sagna, Senderos, Gibbs
Manager: Arsene Wenger 6
Olympiacos (4-5-1): Nikopolidis 8 – Zewlakow 5 Avraam Papadopoulos 6 Mellberg 5 Raul Bravo 4,5 – Zairi 2 (46’ Stoltidis 5,5) Torosidis 6 Ledesma 5 (79’ Mitroglou sv) Dudu Cearense 5 Leonardo 4,5 (83’ Oscar Gonzalez sv) – Diogo 5
In panchina: Pardo, Domi, Galitsios, Ioannis Papadopoulos
Manager: Zico 4
Arbitro: Stephane Lannoy (Francia) 6
Gol: 78’ Van Persie, 86’ Arshavin
Ammoniti: Van Persie, Fabregas (A), Zewlakow, Dudu Cearense, Torosidis, Raul Bravo (O)
Migliore in campo: Antonios Nikopolidis (Olympiacos)
mercoledì 30 settembre 2009
Dominio totale ma Arsenal a due facce: spettacolare nel primo tempo, frustrante nella ripresa
Le genialate di Benitez costano al Liverpool una nuova figuraccia
Nell’altra partita della serata di Champions League, i Reds vengono stesi senza appello dalla Fiorentina
Fiorentina-Liverpool 2-0: Lo scorso martedì in Carling Cup con una squadra forte e prestigiosa quanto si vuole ma comunque una squadra di League One come il Leeds il brasiliano Fabio Aurelio apparve inadatto al ruolo di mediano: Benitez però si crede di essere il supermago della tattica e ripropone questa scelta anche in Champions League in una trasferta non facile come quella contro la Fiorentina e il risultato è davvero senza appello. I Reds di fatto giocano senza centrocampo con i due brasiliani Lucas Leiva e Fabio Aurelio del tutto inadatti a questi livelli e vengono stesi dall’undici italiano che mostra grande tenacia e ottimo dinamismo e che stramerita questo successo, che avrebbe potuto essere anche più largo qualora i Viola avessero sparato meno a salve nel primo tempo, fino a trovare il dovuto sfogo offensivo nel 19enne Stevan Jovetic: il montenegrino gioca per la squalifica di Alberto Gilardino, ma nessuno rimpiange quest’assenza nella serata che lancia questa giovane punta anche nel calcio che conta. La Fiorentina ha parecchi meriti e sembra essere tutt’altra squadra rispetto a quella che fece parecchio male lo scorso anno nei gironi di questa competizione, ma sono troppi anche i demeriti del Liverpool, schierato in maniera scellerata da un manager che continua ad essere più dannoso che altro: questa figuraccia deve far riflettere anche la società quando a fine stagione dovrà dare o meno fiducia al progetto dello spagnolo, sempre che progetto sia quello di schierare gente inadatta come Lucas Leiva o gente fuori forma e fuori ruolo come Fabio Aurelio. Oltretutto, la difesa da inizio stagione sembra ballare in ogni frangente e in tutto il primo tempo s’è mostrata nuda di fronte ad una Fiorentina molto volenterosa. Il Liverpool è totalmente in bambola e non gioca e subisce il gol del meritato svantaggio al 28’: Zanetti si appropria di un pallone vagante a centrocampo, i quattro della difesa del Liverpool sono totalmente disuniti e ognuno per i fatti suoi e sul pallone filtrante Jovetic è in posizione regolare e ha una prateria per puntare Reina ed infilarlo con una conclusione precisa. Tutti male in difesa per i Reds, su tutti Insua che ha una giornata di totale sofferenza sulla fascia: bisogna sperare che Benitez non bruci il ragazzo e non lo metta in disparte dopo questa prestazione negativa. Dalla sua corsia arriva il cross di Marchionni che Skrtel respinge male, sul pallone arriva Vargas che tenta il tiro-cross su cui il solito Jovetic ci mette il piede, per il 2-0 che fotografa la differenza tra le due squadre in un primo tempo imbarazzante per il Liverpool, che non impegna mai Frey nei primi 45 minuti. In realtà, il francese non deve compiere tanto lavoro neppure nella ripresa, nonostante i Reds sembrino entrare con rabbia in campo: dura appena un quarto d’ora e frutta solo un’occasione da rete, con l’incornata dell’orribile Lucas Leiva dopo un corner da sinistra che termina alta di poco. Per il resto, il Liverpool torna ad addormentarsi, comanda il gioco ma non punge mai, con Gerrard spento e Fernando Torres sempre troppo isolato anche quando c’era da recuperare due gol. Questa serata mostra una Fiorentina parecchio interessante, ma soprattutto un Liverpool parecchio preoccupante. Nell’altro match del girone il Lione dispone facilmente del Debrecen, vincendo per 4-0: visto questo match, c’è da chiedersi come gli ungheresi abbiano potuto mettere il Liverpool così in difficoltà, ma il match dell’Artemio Franchi regala una risposta piuttosto limpida e inequivocabile.
Migliore in campo: Stevan Jovetic (Fiorentina)
Risultati 2a giornata gironi Champions League:
Martedì 29 Settembre:
Girone E:
Debrecen-Lione 0-4: 3’ Kallstrom, 13’ Pjanic, 24’ Govou, 51’ Gomis
Fiorentina-Liverpool 2-0: 28’ Jovetic, 37’ Jovetic
Classifica Girone E (posizione, squadra, punti, partite giocate, differenza reti):
1 Lione 6 (2; +5)
2 Fiorentina 3 (2; +1)
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3 Liverpool 3 (2; -1)
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4 Debrecen 0 (2; -5)
Girone F:
Barcellona-Dinamo Kiev 2-0: 26’ Messi, 76’ Pedrito
Rubin Kazan-Inter 1-1: 11’ Dominguez (RK), 27’ Stankovic (I)
Classifica Girone F (posizione, squadra, punti, partite giocate, differenza reti):
1 Barcellona 4 (2; +2)
2 Dinamo Kiev 3 (2; =)
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3 Inter 2 (2; =)
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4 Rubin Kazan 1 (2; -2)
Girone G:
Rangers-Siviglia 1-4: 50’ Konko (S), 64’ Adriano (S), 72’ Luis Fabiano (S), 74’ Kanoutè (S), 88’ Novo (R)
Unirea Urziceni-Stoccarda 1-1: 5’ Tasci (S), 48’ Varga (UU)
Classifica Girone G (posizione, squadra, punti, partite giocate, differenza reti):
1 Siviglia 6 (2; +5)
2 Stoccarda 2 (2; =)
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3 Unirea Urziceni 1 (2; -2)
-------------------------------------------------------------------
4 Rangers 1 (2; -3)
Girone H:
Arsenal-Olympiacos 2-0: 78’ Van Persie, 86’ Arshavin
AZ Alkmaar-Standard Liegi 1-1: 48’ El Hamdaoui (AZ), 91’ Traorè (SL)
Classifica Girone H (posizione, squadra, punti, partite giocate, differenza reti):
1 Arsenal 6 (2; +3)
2 Olympiacos 3 (2; -1)
-------------------------------------------------------------------
3 Standard Liegi 1 (2; -1)
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4 AZ Alkmaar 1 (2; -1)
Mercoledì 30 Settembre:
Girone A:
ore 20.45
Bayern Monaco-Juventus
Bordeaux-Maccabi Haifa
Classifica Girone A (posizione, squadra, punti, partite giocate, differenza reti):
1 Bayern Monaco 3 (1; +3)
2 Bordeaux 1 (1; =)
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3 Juventus 1 (1; =)
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4 Maccabi Haifa 0 (1; -3)
Girone B:
ore 18.30
CSKA Mosca-Besiktas
ore 20.45
Manchester United-Wolfsburg
Classifica Girone B (posizione, squadra, punti, partite giocate, differenza reti):
1 Wolfsburg 3 (1; +2)
2 Manchester United 3 (1; +1)
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3 Besiktas 0 (1; -1)
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4 CSKA Mosca 0 (1; -2)
Girone C:
ore 20.45
Milan-Zurigo
Real Madrid-Olympique Marsiglia
Classifica Girone C (posizione, squadra, punti, partite giocate, differenza reti):
1 Real Madrid 3 (1; +3)
2 Milan 3 (1; +1)
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3 Olympique Marsiglia 0 (1; -1)
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4 Zurigo 0 (1; -3)
Girone D:
ore 20.45
Apoel Nicosia-Chelsea
Porto-Atletico Madrid
Classifica Girone D (posizione, squadra, punti, partite giocate, differenza reti):
1 Chelsea 3 (1; +1)
2 Atletico Madrid 1 (1; =)
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3 Apoel Nicosia 1 (1; =)
-------------------------------------------------------------------
4 Porto 0 (1; -1)
martedì 29 settembre 2009
Il West Ham è troppo fragile e non riesce a rimanere in partita contro il Manchester City
Carlos Tevez firma la doppietta dell’ex ma il vero trascinatore è Martin Petrov, titolare solo per la quinta volta in Premier League nell’era Hughes
Il Monday Night di Premier League ha sempre un fascino particolare ma va giocato anche negli stadi adatti: purtroppo il City Of Manchester Stadium crea sempre un ambiente ovattato e troppo dispersivo ed essendo lo stadio con minore atmosfera in Premier League (e tra i peggiori in tal senso dell’intero calcio inglese, con probabilmente solo il Denbigh Stadium dei Milton Keynes Dons a superarlo di gran lunga) il Monday Night diventa decisamente meno attrattivo, anzi diventa anche sonnolento, al di là di quanto si vede sul terreno di gioco. Questo Monday Night lo vorrebbe dimenticare immediatamente anche il West Ham, anche se per motivi del tutto diversi: la squadra di Zola ha mostrato la peggiore prestazione stagionale non apparendo mai in partita (neanche quando ha sfruttato un errore difensivo avversario per portarsi in parità) e subendo in maniera logica un ko pesante, perché è la quarta sconfitta nelle ultime cinque partite di campionato e perché porta la squadra dell’East End londinese in zona retrocessione. Probabilmente gli Hammers non devono preoccuparsi eccessivamente per quanto riguarda la loro permanenza nella massima serie, perché dispongono comunque di un quantitativo di talento ben più elevato di quelle quattro-cinque squadre che si troveranno con ogni probabilità a lottare per la salvezza, ma la sconfitta di questa serata rimane un campanello d’allarme visto che al Manchester City è bastata una prestazione appena sufficiente per vincere senza alcun vero patema, visto che i Citizens sono sembrati padroni del campo per almeno 80 dei novanta minuti di gioco (escluso probabilmente solo l’inizio di ripresa) senza dover neppure strafare. Solo i calci piazzati hanno mostrato segnali di vita del West Ham, all’interno di una prestazione davvero troppo incolore. Continua a rimanere qualche dubbio sul Manchester City anche alla luce di questa prestazione, soprattutto per qualche spreco offensivo nel primo tempo e per i continui errori in fase difensiva, dove Joleon Lescott sembra davvero un lontano parente del bel difensore ammirato nelle scorse stagioni all’Everton e dove Wayne Bridge al momento appare parecchio impresentabile. E’ comunque una squadra che con il 4-4-2 tiene meglio il campo e ha un gioco più ampio sfruttando meglio le corsie, nonostante davanti ci fossero due brevilinei come i due grandi ex di giornata Bellamy e Tevez: il gioco non è certo lucido né bello da vedere, però questa squadra può essere ambiziosa giocando con il 4-4-2 e quindi puntando sul potenziale offensivo che ha a disposizione, non con il 4-5-1 troppo speculativo che Hughes ha utilizzato nelle ultime uscite (anche in Carling Cup contro il Fulham formato riserve, quando i Citizens mostrarono la propria peggiore prestazione stagionale). Proprio Carlos Tevez si guadagna i titoli firmando una doppietta e con una prestazione abbastanza continua, ma probabilmente la palma del migliore in campo andrebbe data all’uomo che ha spaccato in due la partita con i suoi scatti, ovvero Martin Petrov: probabilmente il bulgaro è ancora discontinuo nell’arco dei 90 minuti e nella ripresa ha passato qualche minuto senza vedere palla, ma sulla corsia sinistra è stato travolgente e del tutto decisivo, rendendo il duello con Julien Faubert un mismatch devastante. Le qualità di Petrov sono ben conosciute da Sven Goran Eriksson, adesso direttore tecnico del Notts County e presente in tribuna: lo svedese probabilmente puntava eccessivamente su queste galoppate del bulgaro, perché la propria squadra non aveva gioco e provava a ripartire in contropiede con la velocità dell’ex Wolfsburg, mentre sulla carta la presenza di altre bocche da fuoco come Tevez, Wright-Phillips o Bellamy porterebbe una maggiore varietà di alternative e quindi un maggiore rendimento del bulgaro. Sulla carta la presenza di Petrov sulla sinistra può essere decisiva nella stagione del City, ma bisognerebbe capire come la pensa Hughes, che non ha mai creduto su questo giocatore: in 43 partite dirette sulla panchina dei Citizens, infatti, questa è soltanto la quinta volta che utilizza Petrov dal primo minuto, preferendogli sempre Robinho (e qui è il monte stipendi che parla, visto che il brasiliano spesso non incide ma è l’uomo più pagato dalla società e questo investimento va giustificato schierandolo sempre) o in assenza del brasiliano anche Stephen Ireland e Craig Bellamy, sacrificando i due nella posizione di esterno che evidentemente non è adatta alle loro caratteristiche. E’ una sfiducia che lo stesso Petrov sente parecchio e l’esultanza dopo il gol realizzato a mostrare il proprio cognome sulla maglietta sembra dimostrare questo sentimento ed è anche un segnale verso il proprio manager: caro Hughes, si ricordi ogni tanto anche del numero 17 che non è certo un cattivo giocatore.
Il Manchester City scende con due novità di formazione rispetto all’undici sconfitto domenica scorsa contro il Manchester United, con un cambio anche di modulo: Ireland ha un problema allo stomaco e viene rimpiazzato da Martin Petrov, che fa l’ala sinistra con Bellamy avanzato a fare la seconda punta. L’altro cambio riguarda Zabaleta, preferito a Richards. Il West Ham scende in campo con il 4-3-2-1 con tre novità di formazione rispetto all’ultimo match di campionato, una per ruolo: Upson non recupera e al suo posto c’è l’esordio in Premier League di Manuel Da Costa, l’infortunato Behrami viene sostituito da Kovac mentre Zola preferisce Jimenez ad Hines, che aveva giocato alla grande contro il Liverpool.
Al 5’ minuto il match si sblocca subito: troppo spazio per uno come Petrov sulla sinistra che può affondare senza che nessun avversario lo chiuda, il bulgaro può così calibrare al meglio il cross basso che manda fuori causa Green e regala il facile appoggio a porta vuota per Tevez, che firma subito l’1-0 con il suo primo gol in questa Premier League. Il gol arriva proprio sotto il settore occupato dai tifosi del West Ham, ma Tevez non è Adebayor e anzi sembra quasi scusarsi verso i suoi ex tifosi.
Sulla destra il West Ham dorme e Faubert è un totale disastro: al 9’ un corner viene battuto corto e libera Bellamy per il cross, il tentativo di Barry viene controllato al centro da Tevez che controlla per girare con il sinistro e manda largo di un soffio.
La partita è brutta perché il West Ham è pessimo e quindi non regala la sensazione di osservare una contesa, mentre il Manchester City tiene in mano il gioco ma è impreciso e il solo Petrov sembra avere idee e passo per affondare. Il West Ham gioca molto basso ma è incapace di far filtro, difendendo quindi in maniera poco convincente, con il centrocampo che non riesce mai ad ostacolare realmente il gioco avversario. Oltretutto, Faubert e Jimenez oltre a giocare malissimo sembrano pure parecchio nervosi.
Al 24’ però il West Ham va sorprendentemente a trovare il pareggio: punizione dalla trequarti battuta da Diamanti che viene respinta corta, tutti quelli del City seguono il pallone retrocedendo nell’area piccola mentre solo due elementi del West Ham lo avevano attacco, così Kovac da appena dentro l’area può tirare con il destro, Cole si trova sulla traiettoria e devia con il tacco in rete per l’inatteso 1-1.
Pessimo arbitraggio di Chris Foy, che sbaglia parecchio ma che soprattutto nel finale di tempo incide danneggiando il West Ham, come al 32’ quando regala una punizione al Manchester City inventandosi una spinta di Jimenez su De Jong: dal limite calcia Petrov cercando l’angolo coperto dal portiere con la conclusione bassa, Green è piazzato male e non arriva sul pallone angolato che vale la rete del 2-1.
Al 39’ il West Ham si fa anche attaccare in contropiede: Faubert è fuori posizione ma Petrov stavolta non affonda sulla corsia e preferisce tagliare al centro, tocca per Tevez che controlla in modo fortuito saltando così Tomkins, Da Costa va alla cieca verso la propria sinistra mentre l’argentino va dall’altra parte e si trova solo in area, ma Green esce bene e chiude lo specchio sul tiro dell’avversario e salva gli Hammers.
Al 41’ follia di Foy: Lescott sbaglia tutto e si fa sfuggire Cole su lancio di Noble, tocco per Parker che va a segnare ma l’arbitro invalida per un fallo del tutto inesistente dell’attaccante e ferma tutto, negando il pareggio al West Ham. Sarebbe stato immeritato, ma è ingiusto che questo gol sia stato annullato.
Sono pessimi i primi 10 minuti di ripresa del Manchester City, che balla pesantemente in difesa e commette brutti errori in una zona pericolosa di campo. Non si capisce cosa ci aspetti Zola a togliere uno Jimenez del tutto dannoso per il West Ham, per inserire invece Zavon Hines.
Gli Hammers sembrano poter tornare in partita, ma al 61’ il City la chiude: punizione da sinistra concessa gratuitamente dal pessimo Faubert e battuta da Bellamy, quattro giocatori dei Citizens sono liberi in area e tenuti in gioco da Kovac, Tevez colpisce di testa da distanza ravvicinata e firma il 3-1 che manda i titoli di cosa sul match. Malissimo però la difesa del West Ham.
Gli Hammers rimangono pericolosi sui calci piazzati soprattutto quando li batte il buon Alessandro Diamanti (buonissimo il suo impatto nel calcio inglese, anche se dei quattro match giocati ne ha persi tre al 90’, più quello di Carling Cup contro il Bolton al 120’) il cui sinistro fa parecchio male, ma di fatto di gioco la squadra di Zola non ne fa vedere. Serata pessima quella di Noble, che sbaglia tantissimi passaggi e ha un impatto minimo a centrocampo e per giunta negli ultimi minuti inizia ad intervenire pesantemente sulle gambe degli avversari cercando grane, ma Foy lo perdona almeno due volte: è davvero dura per Zola se un elemento fondamentale come lui comincia a giocare così, visto che di fatto (a parte il gol realizzato nella prima giornata al Wolverhampton) Noble ha sempre giocato male in questa stagione.
All’81’ il Manchester City toglie Wright-Phillips per inserire Roque Santa Cruz, cambio importante visto che è l’esordio del paraguaiano con la maglia dei Citizens. Nel finale rientra dal grave infortunio anche Michael Johnson, che non giocava un match ufficiale dal 24 Settembre dell’anno scorso, quando il Manchester City perse ai rigori contro il Brighton nel secondo turno di Carling Cup: il centrocampista appare anche parecchio appesantito.
Vittoria semplice per il Manchester City, che giocherà anche nel Monday Night della prossima giornata: quello sarà però un match di difficoltà parecchio diversa, visto che sarà al Villa Park contro l’Aston Villa, con Martin O’Neill che avrà sicuramente preso appunti sulle leggerezze difensive dei Citizens visto che era in tribuna ad osservare la partita, ridendosela tra l’altro al fianco di Tony Pulis.
Il manager dello Stoke City dal canto suo ha osservato la squadra che affronterà tra due giornate al Britannia Stadium, ma il West Ham affronterà prima il derby interno contro il Fulham, che vedrà di fronte terzultima e quartultima in classifica: sarebbe importantissimo per Zola uscire dalla zona retrocessione.
Manchester City-West Ham 3-1
Manchester City (4-4-2): Given 6,5 – Zabaleta 5,5 Tourè 6 Lescott 5 Bridge 4,5 – Wright-Phillips 6 (80’ Santa Cruz sv) De Jong 6,5 Barry 5,5 (89’ Johnson sv) Petrov 7,5 – Tevez 7,5 Bellamy 6
In panchina: Taylor, Richards, Garrido, Sylvinho, Weiss
Manager: Mark Hughes 6
West Ham (4-3-2-1): Green 6 – Faubert 3 Tomkins 6 Da Costa 4 Ilunga 6 – Noble 4 Parker 5 Kovac 5 (71’ Stanislas sv) – Diamanti 6,5 Jimenez 4 (71’ Hines sv) – Cole 6
In panchina: Kurucz, Spector, Nouble, Payne, N’Gala
Manager: Gianfranco Zola 4,5
Arbitro: Chris Foy 3,5
Gol: 5’ Tevez (MC), 24’ Cole (WH), 32’ Petrov (MC), 61’ Tevez (MC)
Ammoniti: Bridge (MC), Diamanti (WH)
Migliore in campo: Martin Petrov (Manchester City)
Risultati 7a giornata Premier League:
Sabato 26 Settembre:
Birmingham City-Bolton 1-2: 10’ Cohen (Bo), 84’ Phillips (BC), 86’ Lee Chung-Yong (Bo)
Blackburn-Aston Villa 2-1: 3’ Agbonlahor (AV), 24’ Samba (B), 89’ rigore Dunn (B)
Fulham-Arsenal 0-1: 52’ Van Persie
Liverpool-Hull City 6-1: 12’ Fernando Torres (L), 15’ Geovanni (HC), 28’ Fernando Torres (L), 47’ Fernando Torres (L), 61’ Gerrard (L), 88’ Babel (L), 91’ Babel (L)
Portsmouth-Everton 0-1: 42’ Saha
Stoke City-Manchester United 0-2: 62’ Berbatov, 77’ O’Shea
Tottenham-Burnley 5-0: 18’ rigore Keane, 33’ Jenas, 74’ Keane, 77’ Keane, 87’ Keane
Wigan-Chelsea 3-1: 16’ Bramble (W), 47’ Drogba (C), 53’ rigore Rodallega (W), 91’ Scharner (W)
Domenica 27 Settembre:
Sunderland-Wolverhampton 5-2: 9’ rigore Bent (S), 48’ rigore Kenwyne Jones (S), 50’ autogol Mensah (S), 55’ Doyle (W), 70’ Kenwyne Jones (S), 73’ Turner (S), 91’ Bent (S)
Lunedì 28 Settembre:
Manchester City-West Ham 3-1: 5’ Tevez (MC), 24’ Cole (WH), 32’ Petrov (MC), 61’ Tevez (MC)
Classifica Premier League (posizione, squadra, punti, partite giocate, differenza reti):
1 Manchester United 18 (7; +11)
----------------------------------------------------------------------------
2 Chelsea 18 (7; +10)
3 Liverpool 15 (7; +12)
----------------------------------------------------------------------------
4 Tottenham 15 (7; +7)
----------------------------------------------------------------------------
5 Manchester City 15 (6; +7)
----------------------------------------------------------------------------
6 Arsenal 12 (6; +10)
7 Aston Villa 12 (6; +4)
8 Sunderland 12 (7; +3)
9 Everton 9 (6; -2)
10 Wigan 9 (7; -6)
11 Burnley 9 (7; -10)
12 Stoke City 8 (7; -4)
13 Bolton 7 (6; -1)
14 Birmingham City 7 (7; -2)
15 Blackburn 7 (6; -3)
16 Wolverhampton 7 (7; -6)
17 Fulham 6 (6; -4)
----------------------------------------------------------------------------
18 West Ham 4 (6; -3)
19 Hull City 4 (7; -13)
20 Portsmouth 0 (7; -10)
Queste sono le formazioni con i migliori e i peggiori della giornata:
TOP 11 (3-5-2):
Vito Mannone (Arsenal);
Christopher Samba (Blackburn), Gary Cahill (Bolton), Titus Bramble (Wigan);
Hugo Rodallega (Wigan), Mohamed Diamè (Wigan), Fabrice Muamba (Bolton), David Dunn (Blackburn), Ryan Giggs (Manchester United);
Fernando Torres (Liverpool), Robbie Keane (Tottenham)
Manager: Roberto Martinez (Wigan)
FLOP 11 (a.k.a Afonso Alves 11) (5-4-1):
Brian Jensen (Burnley);
Julien Faubert (West Ham), Ibrahima Sonko (Hull City), Younes Kaboul (Portsmouth), Richard Dunne (Aston Villa), Kieran Richardson (Sunderland);
Kamil Ghilas (Hull City), John Obi Mikel (Chelsea), Mark Noble (West Ham), Luis Nani (Manchester United);
Jermain Defoe (Tottenham)
Manager: Phil Brown (Hull City)
Martedì e mercoledì si gioca la 2a giornata dei gironi di Champions League:
Martedì 29 Settembre:
Girone E:
ore 20.45
Debrecen-Lione
Fiorentina-Liverpool
Classifica Girone E (posizione, squadra, punti, partite giocate, differenza reti):
1 Liverpool 3 (1; +1)
2 Lione 3 (1; +1)
-------------------------------------------------------------------
3 Fiorentina 0 (1; -1)
-------------------------------------------------------------------
4 Debrecen 0 (1; -1)
Girone F:
ore 18.30
Rubin Kazan-Inter
ore 20.45
Barcellona-Dinamo Kiev
Classifica Girone F (posizione, squadra, punti, partite giocate, differenza reti):
1 Dinamo Kiev 3 (1; +2)
2 Barcellona 1 (1; =)
-------------------------------------------------------------------
3 Inter 1 (1; =)
-------------------------------------------------------------------
4 Rubin Kazan 0 (1; -2)
Girone G:
ore 20.45
Rangers-Siviglia
Unirea Urziceni-Inter
Classifica Girone G (posizione, squadra, punti, partite giocate, differenza reti):
1 Siviglia 3 (1; +2)
2 Rangers 1 (1; =)
-------------------------------------------------------------------
3 Stoccarda 1 (1; =)
-------------------------------------------------------------------
4 Unirea Urziceni 0 (1; -2)
Girone H:
ore 20.45
Arsenal-Olympiacos
AZ Alkmaar-Standard Liegi
Classifica Girone H (posizione, squadra, punti, partite giocate, differenza reti):
1 Arsenal 3 (1; +1)
2 Olympiacos 3 (1; +1)
-------------------------------------------------------------------
3 Standard Liegi 0 (1; -1)
-------------------------------------------------------------------
4 AZ Alkmaar 0 (1; -1)
Mercoledì 30 Settembre:
Girone A:
ore 20.45
Bayern Monaco-Juventus
Bordeaux-Maccabi Haifa
Classifica Girone A (posizione, squadra, punti, partite giocate, differenza reti):
1 Bayern Monaco 3 (1; +3)
2 Bordeaux 1 (1; =)
-------------------------------------------------------------------
3 Juventus 1 (1; =)
-------------------------------------------------------------------
4 Maccabi Haifa 0 (1; -3)
Girone B:
ore 18.30
CSKA Mosca-Besiktas
ore 20.45
Manchester United-Wolfsburg
Classifica Girone B (posizione, squadra, punti, partite giocate, differenza reti):
1 Wolfsburg 3 (1; +2)
2 Manchester United 3 (1; +1)
-------------------------------------------------------------------
3 Besiktas 0 (1; -1)
-------------------------------------------------------------------
4 CSKA Mosca 0 (1; -2)
Girone C:
ore 20.45
Milan-Zurigo
Real Madrid-Olympique Marsiglia
Classifica Girone C (posizione, squadra, punti, partite giocate, differenza reti):
1 Real Madrid 3 (1; +3)
2 Milan 3 (1; +1)
-------------------------------------------------------------------
3 Olympique Marsiglia 0 (1; -1)
-------------------------------------------------------------------
4 Zurigo 0 (1; -3)
Girone D:
ore 20.45
Apoel Nicosia-Chelsea
Porto-Atletico Madrid
Classifica Girone D (posizione, squadra, punti, partite giocate, differenza reti):
1 Chelsea 3 (1; +1)
2 Atletico Madrid 1 (1; =)
-------------------------------------------------------------------
3 Apoel Nicosia 1 (1; =)
-------------------------------------------------------------------
4 Porto 0 (1; -1)
Giovedì c’è anche la 2a giornata dei gironi di Europa League, in cui sono impegnati Fulham e Everton:
Giovedì 1 Ottobre:
Girone E:
ore 21.05
Fulham-Basilea
Roma-CSKA Sofia
Classifica Girone E (posizione, squadra, punti, partite giocate, differenza reti):
1 Basilea 3 (1; +2)
2 Fulham 1 (1; =)
-------------------------------------------------------------------
3 CSKA Sofia 1 (1; =)
4 Roma 0 (1; -2)
Girone I:
ore 19.00
AEK Atene-Benfica
Bate Borisov-Everton
Classifica Girone I (posizione, squadra, punti, partite giocate, differenza reti):
1 Everton 3 (1; +4)
2 Benfica 3 (1; +2)
-------------------------------------------------------------------
3 Bate Borisov 0 (1; -2)
4 AEK Atene 0 (1; -4)
Prossima giornata Premier League:
Sabato 3 Ottobre:
ore 16.00
Bolton-Tottenham
Burnley-Birmingham City
Hull City-Wigan
Wolverhampton-Portsmouth
ore 18.30
Manchester United-Sunderland
Domenica 4 Ottobre:
ore 14.30
Arsenal-Blackburn
ore 16.00
Everton-Stoke City
West Ham-Fulham
ore 17.00
Chelsea-Liverpool
Lunedì 5 Ottobre:
ore 21.00
Aston Villa-Manchester City
lunedì 28 settembre 2009
Il Newcastle passeggia sull’Ipswich Town e manda definitivamente nei guai Roy Keane
Review del weekend della Football League: il Coventry blocca il Middlesbrough al 95’ minuto, mentre il West Bromwich si fa sorprendere in casa dal Crystal Palace e perde il primo posto
Il match più interessante della 9a giornata di Championship si giocava a Portman Road, dove non c’era solo una sfida particolarmente importante nella parte alta e bassa di classifica, ma soprattutto c’era il match da giocare nel ricordo del grande Sir Bobby Robson visto che si affrontavano Ipswich Town e Newcastle, proprio le due squadre a cui Sir Bobby ha dato tantissimo. Come sempre, in queste occasioni gli inglesi non si fanno pregare e riescono a creare un’atmosfera molto commuovente nel ricordare ancora una volta questa grandissima persona prima dell’inizio del match: è allora anche l’occasione per intitolare un settore della tribuna con il nome di Sir Bobby Robson Stand. Si ci aspettava anche una partita combattuta con la voglia dell’Ipswich di uscire dalla crisi e la volontà del Newcastle di dimenticare l’ultima trasferta giocata con il ko subito contro il Blackpool, ma di fatto il match è totalmente dominato dai Magpies, che decidono alla mezz’ora di fare sul serio e colpiscono ben tre volte nel giro di quattro minuti, approfittando anche di una difesa parecchio rivedibile, tanto che lo stesso Roy Keane a fine partita ha dichiarato: “Sono sicuro che Kevin Nolan pensava che fosse Natale”, visti i regali concessi dalla terza linea dei Tractor Boys. Proprio Nolan infatti è decisivo: punizione da destra di Ryan Taylor, sul primo palo le marcature sono troppo leggere e l’ex Bolton incorna molto bene verso il primo palo, non lasciando scampo a Richard Wright. Passa poco e Nolan viene lanciato in contropiede, scatta attaccando la sinistra dell’area e poi rientra sul destro mandando al bar Balkestein che tenta una scivolata non molto ragionata, con il destro allora Nolan non ha difficoltà a battere il portiere per l’immediato 0-2. Non è finita perché arriva anche il terzo gol: Ryan Taylor realizza con una di quelle punizioni che fecero molto male al Newcastle quando lui vestiva la maglia del Wigan (contro i Magpies segnava sempre). In avvio di ripresa arriva anche il quarto gol: iniziativa di Khizanishvili sulla fascia destra, il difensore dribbla anche il guardalinee e tocca a Ryan Taylor che crossa verso il secondo palo, nessuno marca Ranger che trova la sponda per il colpo di testa ravvicinato di Nolan, a segno addirittura con un hat-trick inedito. Il centrocampista ha infatti dichiarato ai giornalisti della BBC di non ricordare l’ultima volta che ha messo a segno una tripletta: “Probabilmente quando avevo 15 anni”. L’Ipswich è incommentabile: il primo tiro arriva soltanto nei minuti finali e arriva dai 35 metri, a fotografare la pochezza mostrata dalla squadra di Keane. Dopo il pareggio di sabato scorso i tifosi avevano provato a dare fiducia alla squadra e pensare a guardare ai segnali positivi, ma in questo match è davvero impossibile trovare un solo segnale positivo: anche tralasciando il risultato finale, guardando questa squadra giocare non si vede davvero niente di buono in nessun reparto e adesso c’è davvero da preoccuparsi. Una prestazione simile a Bramall Lane nel turno infrasettimanale potrebbe rappresentare il capolinea per Keane. Bene invece il Newcastle, che ritrova il primo posto in classifica.
Grande amarezza per il Middlesbrough, che dopo lo 0-5 interno subito dal West Bromwich voleva una reazione forte alla Ricoh Arena, giocando anche un primo tempo positivo risultando più efficace e pericoloso del Coventry, grazie soprattutto ai movimenti di Adam Johnson, vera fonte di gioco del Boro in questo inizio di stagione. Proprio l’esterno sinistro al 40’ batte bene un corner da destra che vede svettare nel mucchio Sean St Ledger, che incorna bene in rete e realizza il suo primo gol con la maglia del Middlesbrough, regalando ai suoi un vantaggio piuttosto meritato. Nel recupero del primo tempo arriva anche il raddoppio che sembra mettere in discesa il match per gli ospiti: Johnson è più veloce di Hall nel raggiungere un pallone sulla destra (nonostante partisse un paio di metri in svantaggio rispetto al difensore avversario), riciclo per O’Neil che crossa morbido per Emnes, Cork chiude ma non allontana e Williams va alla conclusione immediata che sorprende un imperfetto Westwood per il raddoppio. Il Coventry però mostra grande attitudine nella ripresa e cresce moltissimo, facendo vedere buone cose e mettendo in difficoltà una difesa del Middlesbrough davvero insufficiente. C’è da chiedersi infatti dove sia finito quel Boro solido capace di non subire gol nelle prime quattro giornate, visto che nelle ultime cinque partite sono stati subiti 11 gol anche per delle ingenuità difensive, come quella di St Ledger che regala una grande occasione a McIndoe a tu per tu con Jones, il quale però è molto bravo nell’uscita e chiude il tiro dell’esterno avversario. Jones gioca molto bene nel match che vede il suo ritorno da titolare (fin qui aveva sempre giocato Coyne), ma non basta: gli Sky Blues infatti riaprono i conti con l’iniziativa di Clarke sulla destra, Best prolunga di testa e Morrison ha la zampata ravvicinata per riaprire il match. Proprio all’ultimo secondo del recupero arriva il pareggio quasi insperato del Coventry: mucchio in area e pallone un po’ casuale messo in mezzo da Ward dal limite, St Ledger commette un altro errore (irriconoscibile fin qui il centrale che invece al Preston ha sempre fatto benissimo) andando malissimo il pallone e finendo di fatto per bucarlo, Best non si lascia scappare l’occasione e batte Jones per il definitivo 2-2. Occasione persa per la squadra di Southgate.
Gran sorpresa al The Hawthorns visto che arriva la caduta del West Bromwich Albion, ultima squadra di Championship a rimanere imbattuta e sconfitta a domicilio da un Crystal Palace che si conferma insidioso quando può impostare il match in maniera attendista per sfruttare il contropiede e le proprie doti fisiche: le Eagles infatti fin qui in stagione hanno dimostrato evidenti lacune quando sono loro a dover impostare il gioco. Il gol arriva su una punizione da centrocampo battuta lunga, sponda aerea di Alan Lee e N’Diaye ha la meglio di fisico su Martis per poi toccare di esterno destro a battere Carson. Il WBA non riesce a rispondere e si inceppa per la prima volta in questo campionato: è un passo falso che comunque ci può anche stare nel corso di una stagione lunghissima come quella della Championship.
E’ la giornata dei risultati pesanti questa di Championship, visto che il Leicester perde la sua eccellente striscia di imbattibilità interna, che era la più ampia tra quelle attuali in tutto il calcio professionistico inglese: le Foxes infatti non perdevano al Walkers Stadium da 25 partite, ovvero dal 13 Settembre della scorsa annata quando fu il Millwall ad imporsi. Il Preston però sembra trovarsi parecchio bene su questo terreno di gioco, visto che nelle ultime cinque visite ha sempre portato a casa la vittoria. La squadra di Irvine può contare su un Neil Mellor in grande forma e bravo ad incrociare con il destro dopo un buon lavoro di Jones, portando in vantaggio i Lilywhites: è il quinto gol in questo campionato per l’attaccante ex Liverpool, un vero lusso per la Championship. Proprio Mellor nella ripresa porta avanti un bel contropiede servendo Chaplow un gran pallone a tagliare fuori la difesa avversaria, permettendo al centrocampista di chiudere con il destro e di chiudere di fatto il match. Solo nel recupero arriva infatti il gol del Leicester, con Lonergan che respinge una conclusione molto potente di Gallagher ma da dietro arriva Berner a trovare la conclusione vincente sulla respinta. Non basta per l’undici di Pearson, sconfitto da un grande Preston, meritatamente al terzo posto in classifica.
Prestazione abbastanza impalpabile e deludente per lo Sheffield United al Liberty Stadium, che costa alla squadra di Blackwell la seconda sconfitta esterna consecutiva, non un’abitudine per le Blades che solitamente giocano meglio proprio in campo esterno. Allo stesso tempo è una vittoria importantissima per lo Swansea City per salire in classifica e respirare, dopo una partenza del tutto incolore. Montgomery regala ai Jacks l’occasione per sbloccare il match, stendendo Trundle in area: lo stesso 32enne vero idolo dei tifosi è freddo per realizzare dal dischetto. Di classe il pareggio dello Sheffield United, uno dei pochi acuti nel match degli ospiti: una respinta della difesa viene ripresa da Harper che calcia con il sinistro, a centro area Quinn va alla deviazione col tacco e batte così De Vries. Il match sembra mettersi in discesa per le Blades quando Jordi Lopez si merita la seconda ammonizione per un inutile fallo a centrocampo su Evans, ma a sorpresa a trovare la rete della vittoria è proprio lo Swansea City con Butler che trova da 25 metri un rasoterra perfetto che bacia il palo interno e poi finisce in rete. La squadra di Paulo Sousa chiude anche in 9 uomini per la stupidità di Dyer, che già ammonito va a correre per allontanare il pallone prima di una punizione avversaria in zona difensiva, un gesto inutile quanto stupido che vale per forza di cose il secondo giallo. Lo Swansea City riesce però a resistere e ottiene finalmente la prima vittoria interna.
Il Cardiff City torna ad Hillsborough per la prima volta dopo il “dramma” sportivo della scorsa stagione, quando all’ultima giornata proprio su questo campo si completò il disastro finale dei Bluebirds che persero il match e si videro scavalcati da Preston per un gol di differenza reti, non riuscendo così a guadagnarsi la qualificazione ai playoff. Lo Sheffield Wednesday riaccoglie la squadra di Jones con la stessa moneta, visto che batte nuovamente i gallesi e si conferma una delle squadre più divertenti del campionato. Merito soprattutto di Etienne Esajas, spettacolare venerdì scorso nell’impatto avuto nello Steel City derby subentrando nella ripresa, decisivo nel suo ritorno da titolare in questo weekend: nel derby l’olandese segnò su punizione di pura potenza, stavolta va a segno da fermo ma con una traiettoria dolce a scavalcare la barriera e poi colpire il palo interno per entrare in rete. Non è una grande partita per il Cardiff City, che però trova un varco al centro della difesa con Chopra che viene toccato dall’uscita di Grant e guadagna un rigore realizzato poi da Whittingham. Esajas però si scatena nella ripresa e mette dentro un cross perfetto per la testa di Varney, che riporta in vantaggio i padroni di casa. I Bluebirds rimangono anche in 10 per l’intervento in ritardo di Ledley su Gray che secondo l’arbitro vale la seconda ammonizione. Lo Sheffield Wednesday allora decide di spingere per chiudere il match e si affida ancora a super Esajas, che crossa ancora bene dalla sinistra per il sinistro al volo di Leon Clarke, per il 3-1 finale. Quarta sconfitta nelle ultime cinque partite per il Cardiff City, in calo parecchio preoccupante.
Se c’è qualcuno che merita davvero il premio di manager del mese di Settembre quello è Ian Holloway, che sta compiendo un lavoro sensazionale sulla panchina del Blackpool: il 46enne è decisamente un ottimo manager ma ha visto la sua reputazione del tutto macchiata con l’incredibile retrocessione subita due stagioni fa sulla panchina del Leicester. Dopo un anno di stop, Holloway sembra aver del tutto ricaricato le batterie ed è tornato a fare benissimo: ad inizio stagione, infatti, secondo molti il suo Blackpool doveva faticare per ottenere la salvezza, ma invece i Tangerines hanno iniziato in maniera fantastica la stagione e adesso dopo tre vittorie consecutive si godono addirittura il quinto posto in classifica, piazzamento meritato per quanto mostrato soprattutto nelle giornate recenti. La fiducia è massima e lo capisce anche il Peterborough, che non ha neanche il tempo di prendere le misure con il Bloomfield Road e si trova già battuto: al 3’ Euell stacca bene con grande libertà sul cross di Crainey e sblocca il match. All’11’ il match è già chiuso con una magia di Bouazza: riceve palla sul fondo della fascia destra, stringe verso l’area con un tunnel ad un avversario e da posizione defilatissima trova con il sinistro l’incrocio dei pali opposto, per un gol davvero meraviglioso. Davvero meritati gli elogi per Holloway.
Le quattro sconfitte consecutive avevano fatto risuonare un campanello d’allarme in casa Derby County, che però mostra buone cose nel match interno contro il Bristol City e torna in quota. Il match è equilibrato nella prima ora e vede occasioni da ambo le parti, con i Rams però ad apparire più pericolosi. Jamie McCombe però si innervosisce totalmente con Lee Croft e nel giro di due minuti si guadagna la doppia ammonizioni per due falli commessi sull’ex Norwich e quella che era una supremazia del Derby County adesso si trasforma in dominio totale. All’85’ i Rams ottengono la meritata vittoria con una bella iniziativa di Teale, che stringe sul destro al limite dell’area e spara una sassata bassa che è imparabile per Basso. Derby County ora 16esimo.
Sono bastate poche partite a Danny Graham per diventare un vero idolo per i tifosi del Watford: acquistato in estate dal Carlisle, il 24enne ha mostrato un sorprendente feeling con il gol (già a quota sei in campionato, mentre nelle ultime due stagioni in League aveva segnato 29 gol complessivi), ma soprattutto adesso ha portato a casa un pareggio sentitissimo per i tifosi delle Hornets, visto che il suo gol ferma nuovamente il Reading in un match molto atteso perché per la prima volta il Watford affrontava da avversario Brendan Rodgers, il manager che in estate ha abbandonato la baracca in una maniera che non è certo piaciuta ai tifosi. A sbloccare il match sono due dei tanti calciatori ex Watford che Rodgers s’è portato appresso, con il cross di McAnuff per la girata ravvicinata di Rasiak. Il Watford però non perde dalla seconda giornata e continua la sua corsa grazie all’errore di O’Dea, che si ferma su un cross dalla mediana di Cleverley e permette a Graham di incornare liberamente e in maniera perfetta per infilare Federici. Al Reading non basta la follia di Ellington, che entra solo per fare danni e guadagnarsi la doppia ammonizione e lasciare gli ospiti in 10: i Royals non vincono da 14 partite al Madejski Stadium.
Derby locale parecchio infuocato a Glanford Park e 2-2 ricco di episodi che permette in qualche modo allo Scunthorpe di continuare il buon momento di forma, mentre lascia l’amaro in bocca al Doncaster, che ancora una volta si vede rimontato. Partono meglio gli Irons ma si trovano sotto per l’intervento in ritardo di Spence su Coppinger che vale l’evidente rigore, realizzato da Martin Woods. La partita rimane combattuta e in avvio di ripresa il cross di sinistro di Martin Woods trova l’incornata di Sharp per il doppio vantaggio per il Doncaster. A questo punto però succede di tutto, visto che McCann finisce sanguinante per un colpo subito a palla lontana da Oster, espulso dall’arbitro. In superiorità numerica lo Scunthorpe torna a crederci e riapre totalmente il match con l’incornata di Byrne dopo un corner da destra. Il Doncaster finisce addirittura in 9 uomini perché all’87’ Fortune interviene con un tackle violento e abbastanza sconsiderato su Byrne e si guadagna anche lui un rosso diretto. In pieno recupero poi Martin Woods colpisce con il braccio altissimo un cross da sinistra e dal dischetto McCann completa la rimonta realizzando il 2-2 e salvando i suoi. Gli episodi hanno reso allora grande protagonista l’arbitro Keith Stroud, che però sembra aver azzeccato tutte le scelte importanti e se l’è cavata in un match davvero non semplice.
Torna totalmente in quota il QPR, che s’è ripreso dopo un inizio di stagione balbettante e adesso sale all’ottavo posto in classifica, trovando anche verve offensiva nel 5-2 con cui viene steso il Barnsley, ancora non del tutto guarito con la cura Robins. Sblocca il match Mikele Leigertwood che parte dal centrocampo guadagnando metri per poi scaricare un gran destro basso angolato da fuori, non lasciando scampo a Preece. Il QPR domina e il passaggio filtrante di Watson trova Buzsaky in area a battere l’imperfetto Preece con il piatto destro. Buzsaky realizza il capolavoro prima dell’intervallo, approfittando dello spazio per prendere la mira e trovare una parabola fantastica dai 25 metri, una conclusione a giro che si spegne perfettamente nell’incrocio dei pali per il 3-0. Sembra tutto chiuso, ma il Barnsley prova a riaprire i conti e va a segno con l’incornata di Foster dopo una punizione da sinistra. I Tykes tornano in partita con la serpentina di Hammill che si spegne solo sull’intervento fallosi di Stewart: Gray si fa parare il penalty da Cerny ma sulla respinta realizza comodamente. Ad aiutare il QPR però è Preece, che sul tiro centrale e non irresistibile di Watson la combina grossa mancando la presa e poi facendosi scivolare goffamente il pallone in rete, un brutto errore che di fatto vanifica in modo abbastanza crudele lo sforzo dell’undici di Robins. C’è tempo anche per la zampata di Simpson dopo la sponda aerea di Gorkss su azione da corner.
Non basta una prestazione volenterosa al Plymouth per uscire dalla crisi: la settima sconfitta consecutiva è una croce davvero pesante per i Pilgrims che rimangono solitari sul fondo della classifica e che devono spicciarsi a darsi una scossa se vogliono ancora dire la loro in questo campionato. Ne approfitta il Nottingham Forest, che ottiene la prima vittoria esterna in campionato dalla fine di Febbraio a questa parte. Il primo tempo è molto vivo con il Plymouth che spinge con maggiore continuità ma con il Nottingham Forest che appare più insidioso, fino all’iniziativa del terzino destro Gunter che realizza il suo primo gol da professionista incuneandosi in area di rigore, approfittando dello spazio trovato per il brutto scivolone di Chester e battendo Larrieu da pochi passi. Il quarto uomo aveva segnalato un minuto di recupero ma il gol arriva quando si è ampiamente al 47’ del primo tempo: ad Home Park non c’era Mark Hughes e nessuno ha giustamente detto niente. Il Plymouth ci prova nella ripresa ma manca la qualità necessaria e non arriva il gol del pareggio.
Nella 9a giornata di League One c’era grandissima attesa per il match del Denbigh Stadium, visto che i Milton Keynes Dons ospitavano il Leeds capolista con la volontà di portare a casa la vittoria e quindi chiudere un po’ il gap che li separa dalle prime due posizioni in classifica, quelle che valgono la promozione diretta. La squadra di Ince gioca meglio nel primo tempo, impegnando continuamente la difesa dei Whites. Poco prima dell’intervallo però il match ha uno scossone importantissimo, visto che un intervento a due gambe di Puncheon su Howson viene considerato eccessivamente violento dall’arbitro Andy D’Urso, che estrae il rosso diretto per il giocatore degli MK Dons: la decisione è pesante vista anche l’importanza del match, ma chiaramente questo è un intervento che poteva anche essere pericoloso e il rosso diretto in questi casi ci sta sempre. Il Leeds allora comanda nelle ripresa e in pieno recupero trova il gol pesantissimo: punizione da sinistra di Bradley Johnson che viene incornata sul primo palo da Snodgrass a freddare Gueret, che non trova il riflesso giusto. Grande gioia per il Leeds, che vince l’ottavo match in campionato e soprattutto sconfigge una delle rivali dirette, creando già un margine importante tra sé e le inseguitrici.
L’unica squadra a tenere il passo del Leeds è il Charlton, che dopo due pareggi consecutivi torna alla vittoria regalando ai propri tifosi una buona prestazione impreziosita con il 2-1 inflitto all’Exeter City, che dal canto suo scivola in classifica e rimane fuori dalla zona retrocessione solo per una migliore differenza reti. Le prime due prendono il largo anche perché alle spalle nessuna delle inseguitrici porta a casa i tre punti, finendo per creare una prima minifuga in vetta. Il Bristol Rovers stavolta inciampa in casa contro il Brighton, nonostante giochi tutto il secondo tempo in superiorità numerica per l’espulsione di Virgo: i Seagulls però passano in vantaggio in mischia con l’incornata di Tunnicliffe e i Pirates riescono a rispondere solo in parte con Jo Kuffour e non riescono ad andare oltre al pareggio. E’ tutto sommato un ottimo pareggio esterno per il Brighton, che però scivola lo stesso in zona retrocessione.
Pareggia anche il Colchester in casa del Tranmere: dopo lo svantaggio firmato Welsh in mischia, gli U’s trovano il pareggio con John-Joe O’Toole, vero pupillo di Boothroyd che lo aveva lanciato alla grande anche al Watford. Punticino per i Rovers, che fermano così l’emorragia di sei sconfitte consecutive. Non vince neanche l’Huddersfield, che gioca male e viene bloccato dallo Stockport al secondo 0-0 interno consecutivo al termine di un match non certo esaltante. E’ allora l’occasione per lo Swindon per entrare in zona playoff, ma i Robins si complicano la vita non chiudendo il match interno contro il sofferente Wycombe e vengono puniti all’89’ da Ashley Chambers per un 1-1 interno parecchio amaro.
Per la seconda giornata consecutiva il Norwich strappa un pareggio in pieno recupero: i Canaries giocano meglio ma si ritrovano al 36’ sotto di un gol e in 10 uomini contro il Gillingham perché Forster atterra Weston in area e oltre ad assegnare il penalty l’arbitro Paul Taylor estrae anche il cartellino rosso per il portiere, decisione quest’ultima parecchio esagerata. Segna dal dischetto Jackson, ma i Gills non chiudono il match e al 97’ vengono raggiunti in una mischia incredibile in area di rigore che vede Darel Russell realizzare in qualche modo l’1-1.
Lo scorso anno la forza del Millwall fu anche il rendimento esterno con le 12 vittorie in trasferta ottenute in League One, ma quest’anno i Lions hanno ottenuto appena 2 punti nei primi cinque match lontano dal New Den e si ritrovano a navigare a metà classifica, dopo aver perso il derby londinese contro il Leyton Orient con la rete decisiva di Townsend. In deciso calo il neopromosso Brentford che non vince da sei partite e scivola anche sul campo dello Yeovil, possibile rivale nella lotta per la salvezza. Una papera del portiere Leonard Pidgeley al 96’ permette al Southampton di uscire con un punto dal campo del Carlisle con la rete salva partita di Radhi Jaidi: i Saints però rimangono a -1 in classifica.
Nella 9a giornata di League Two continua la pazzesca corsa del Bournemouth in vetta alla classifica, con l’ottava vittoria in campionato che permette ai Cherries di aprire un margine di quattro punti rispetto alle prime inseguitrici, un risultato pazzesco e davvero impensabile specialmente se si pensa che questa società deve affrontare un embargo per quanto riguarda i trasferimento e in estate non ha potuto compiere nemmeno un acquisto. Grande credito va dato anche ad Eddie Howe, che è riuscito a tenere unita la squadra in mezzo a queste difficoltà e viene ripagato con risultati davvero enormi, lui che vanta un record visto che ha appena 31 anni ed è il manager più giovane del calcio professionistico inglese. Contro il Burton Albion in realtà il match non è certo semplice, con i Brewers che si rendono più volte pericolosi e costringono la capolista a faticare tantissimo. All’86’ però Brett Pitman controlla con il petto un pallone a mezza altezza e prima ancora che la sfera rimbalzi a terra va alla conclusione magnifica dal limite, con una parabola perfetta e imparabile per il portiere che si spegne perfettamente all’angolino. Gran gol e momento d’oro che continua per il Bournemouth.
Il Don Valley Stadium applaude l’idolo locale Ronnie Moore che torna a guidare il Rotherham dopo averlo già portato al miglior piazzamento della sua storia e a due promozioni consecutive e che torna in carica per sostituire Mark Robins passato al Barnsley: l’accoglienza è magnifica e i Millers rispondono con un eccellente prestazione che vale il 3-0 interno contro il Barnet. Le Bees scivolano così fuori dalla zona playoff.
Frena il Dag & Red che per una volta non riesce ad innescare la macchina offensiva ormai abituale nei match interni e non riesce ad andare oltre all’1-1 interno contro un Morecambe in ripresa. Ottimo momento di forma per il Rochdale, che ottiene la terza vittoria consecutiva con una prestazione parecchio autorevole in casa contro l’Hereford, sconfitto per 4-1 e costretto a soffrire nelle zone basse della classifica. Gran momento anche per l’Aldershot, che mostra le proprie credenziali trionfando per 4-1 nel match interno contro il Cheltenham che appariva tutt’altro che facile: la squadra di Waddock continua nell’ottimo rendimento al Recreation Ground e chiude il match anche con un gol magnifico firmato da Scott Donnelly, che dall’altezza del cerchio di centrocampo decide di calciare direttamente verso la porta trovando una rete di clamorosa bellezza a sigillare in grande stile i tre punti.
Il buon momento del Grimsby Town viene raffreddato dal pareggio interno contro il Darlington ultimo in classifica e rimasto anche in 10 uomini sul risultato di 1-0 per poi trovare con Main il secondo punto del proprio campionato: i Quakers si sono anche separati dal manager Colin Todd per quella che la società ha spiegato come una separazione amichevole e consensuale, mentre il manager 60enne parla di un vero e proprio licenziamento e di una decisione unilaterale da parte soltanto della società.
A Meadow Lane c’è anche Peter Schmeichel a guardare il figlio Kasper difendere i pali del Notts County, ma non c’è naturalmente Sol Campbell che s’è svincolato dal club dopo appena una partita giocata. I Magpies vincono per 3-1 sul Port Vale grazie anche alla doppietta di Lee Hughes, già a quota 9 nella classifica cannonieri, tra l’altro tutti gol segnati tra le mura amiche. E’ una sconfitta che Micky Adams non prende certo bene, visto che ha dichiarato di voler mettere in lista di trasferimento un paio di giocatori, infuriato per la mancanza di impegno di qualche elemento.
Il Bury nel finale riesce ad imporsi per 2-0 sul Lincoln City, che nella giornata di lunedì ha annunciato il nome del nuovo manager: si tratta nientemeno di Chris Sutton, alla sua prima esperienza in panchina ma soprattutto ex centravanti di Norwich, Blackburn, Chelsea, Celtic, Birmingham City e Aston Villa, capace anche di conquistare un cap con l’Inghilterra. Fu soprattutto devastante la sua coppia d’attacco con Shearer, che regalò al Blackburn la Premier League nel 1994/95: in quei Rovers giocava in difesa Ian Pearce, che lo affiancherà in panchina in questa esperienza.
Già un match chiave quello tra Macclesfield e Torquay, due squadre appaiate a sei punti in classifica prima del match: vincono i Silkmen per 2-1 e i Gulls scivolano in zona retrocessione, reduci come sono da sei sconfitte consecutive. Nei guai anche il Northampton, ancora senza manager e abbattuto da uno Shrewsbury che ottiene un successo davvero troppo semplice. Nell’anticipo del venerdì arriva la grande vittoria dell’Accrington Stanley, che travolge il Crewe Alexandra per 5-3 (ma due gol degli ospiti arrivano a match ampiamente chiuso) e abbastanza sorprendentemente si installa a metà classifica, in una stagione parecchio difficile per i Reds che vogliono a tutti i costi la salvezza in una situazione non proprio rosea a livello economico.
Risultati 9a giornata Championship:
Sabato 26 Settembre:
Blackpool-Peterborough 2-0: 3’ Euell, 11’ Bouazza
Coventry-Middlesbrough 2-2: 40’ St Ledger (M), 45’+3 Williams (M), 78’ Morrison (C), 95’ Best (C)
Derby County-Bristol City 1-0: 85’ Teale
Ipswich-Newcastle 0-4: 30’ Nolan, 32’ Nolan, 34’ Ryan Taylor, 51’ Nolan
Leicester-Preston 1-2: 41’ Mellor (P), 66’ Chaplow (P), 90’ Berner (L)
QPR-Barnsley 5-2: 7’ Leigertwood (QPR), 15’ Buzsaky (QPR), 39’ Buzsaky (QPR), 51’ Foster (B), 56’ Andy Gray (B), 67’ Watson (QPR), 79’ Simpson (QPR)
Reading-Watford 1-1: 7’ Rasiak (R), 66’ Graham (W)
Scunthorpe-Doncaster 2-2: 13’ rigore Martin Woods (D), 61’ Sharp (D), 72’ Byrne (S), 93’ rigore McCann (S)
Sheffield Wednesday-Cardiff City 3-1: 4’ Esajas (SW), 16’ rigore Whittingham (CC), 48’ Varney (SW), 80’ Clarke (SW)
Swansea City-Sheffield United 2-1: 52’ rigore Trundle (SC), 73’ Quinn (SU), 82’ Butler (SW)
West Bromwich-Crystal Palace 0-1: 63’ N’Diaye
Domenica 27 Settembre:
Plymouth-Nottingham Forest 0-1: 45’+2 Gunter
Classifica Championship (posizione, squadra, punti, partite giocate, differenza reti):
1 Newcastle 22 (9; +13)
2 West Bromwich 20 (9; +12)
--------------------------------------------------------------------------
3 Preston 18 (9; +7)
4 Middlesbrough 17 (9; +5)
5 Blackpool 16 (9; +6)
6 Sheffield United 15 (9; +4)
--------------------------------------------------------------------------
7 Watford 14 (9; +2)
8 QPR 13 (8; +5)
9 Cardiff City 13 (9; +3)
10 Leicester 13 (9; +1)
11 Bristol City 13 (9; -1)
12 Sheffield Wednesday 12 (9; +4)
13 Coventry 12 (9; -1)
14 Crystal Palace 11 (8; -3)
15 Scunthorpe 11 (9; -4)
16 Derby County 10 (9; -2)
17 Nottingham Forest 10 (9; -2)
18 Swansea City 10 (9; -4)
19 Doncaster 9 (9; -2)
20 Peterborough 7 (9; -5)
21 Reading 7 (9; -5)
--------------------------------------------------------------------------
22 Barnsley 5 (9; -11)
23 Ipswich 4 (9; -11)
24 Plymouth 2 (9; -11)
Prossima giornata Championship:
Martedì 29 Settembre:
ore 20.45
Barnsley-West Bromwich
Bristol City-Blackpool
Cardiff City-Derby County
Crystal Palace-Sheffield Wednesday
Doncaster-Swansea City
Middlesbrough-Leicester
Peterborough-Plymouth
Preston-Reading
Sheffield United-Ipswich
Watford-Coventry
Mercoledì 30 Settembre:
ore 20.45
Newcastle-QPR
Nottingham Forest-Scunthorpe
Risultati 9a giornata League One:
Sabato 26 Settembre:
Bristol Rovers-Brighton 1-1: 56 Tunnicliffe (Brig), 68’ Kuffour (BR)
Carlisle-Southampton 1-1: 69’ Dobie (C), 96’ Jaidi (S)
Charlton-Exeter City 2-1: 43’ Bailey (C), 87’ McLeod (C), 92’ Cozic (EC)
Gillingham-Norwich 1-1: 36’ rigore Jackson (G), 97’ Russell (N)
Hartlepool-Walsall 3-0: 25’ Monkhouse, 50’ Monkhouse, 75’ Larkin
Huddersfield-Stockport 0-0
Leyton Orient-Millwall 1-0: 57’ Townsend
Milton Keynes Dons-Leeds 0-1: 92’ Snodgrass
Southend-Oldham 0-1: 76’ rigore Abbott
Swindon-Wycombe 1-1: 17’ Amankwaah (S), 89’ Chambers (W)
Tranmere-Colchester 1-1: 35’ Welsh (T), 37’ O’Toole (C)
Yeovil-Brentford 2-0: 25’ Alcock, 51’ Welsh
Classifica League One (posizione, squadra, punti, partite giocate, differenza reti):
1 Leeds 25 (9; +13)
2 Charlton 23 (9; +13)
--------------------------------------------------------------------------
3 Bristol Rovers 19 (9; +7)
4 Milton Keynes Dons 17 (9; +3)
5 Colchester 15 (9; +8)
6 Huddersfield 15 (9; +7)
--------------------------------------------------------------------------
7 Swindon 14 (9; -2)
8 Oldham 12 (9; -2)
9 Gillingham 11 (9; +3)
10 Southend 11 (9; +2)
11 Hartlepool 11 (9; =)
12 Millwall 10 (9; -1)
13 Stockport 10 (9; -2)
14 Norwich 10 (9; -3)
15 Brentford 10 (9; -3)
16 Walsall 10 (9; -4)
17 Yeovil 9 (9; -1)
18 Carlisle 9 (9; -3)
19 Leyton Orient 9 (9; -4)
20 Exeter City 9 (9; -4)
--------------------------------------------------------------------------
21 Brighton 9 (9; -7)
22 Wycombe 6 (9; -6)
23 Tranmere 4 (9; -13)
24 Southampton -1 (9; -1)
Prossima giornata League One:
Martedì 29 Settembre:
ore 20.45
Brentford-Southend
Colchester-Charlton
Exeter City-Swindon
Leeds-Carlisle
Millwall-Yeovil
Norwich-Leyton Orient
Oldham-Milton Keynes Dons
Southampton-Bristol Rovers
Stockport-Hartlepool
Walsall-Huddersfield
Wycombe-Tranmere
Martedì 13 Ottobre:
ore 20.45
Brighton-Gillingham
Risultati 9a giornata League Two:
Venerdì 25 Settembre:
Accrington Stanley-Crewe Alexandra 5-3: 3’ Robert Grant (AS), 5’ Symes (AS), 43’ Joel Grant (CA), 49’ Robert Grant (AS), 68’ Procter (AS), 77’ Symes (AS), 82’ Joel Grant (CA), 93’ Murphy (CA)
Sabato 26 Settembre:
Aldershot-Cheltenham 4-1: 34’ Winfield (A), 65’ rigore Richards (C), 69’ Charles (A), 73’ Morgan (A), 92’ Donnelly (A)
Bournemouth-Burton Albion 1-0: 86’ Pitman
Bradford-Chesterfield 3-0: 23’ Flynn, 55’ Neilson, 86’ Brandon
Bury-Lincoln City 2-0: 85’ Lowe, 94’ Worrall
Dag & Red-Morecambe 1-1: 37’ Scott (D&R), 62’ rigore Jevons (M)
Grimsby-Darlington 1-1: 21’ Atkinson (G), 81’ Main (D)
Macclesfield-Torquay 2-1: 51’ Benyon (T), 61’ Bencherif (M), 68’ Bencherif (M)
Notts County-Port Vale 3-1: 16’ Hughes (NC), 44’ rigore Richards (PV), 45’+4 rigore Hughes (NC), 58’ autogol Collins (PV)
Rochdale-Hereford 4-1: 19’ Dagnall (R), 23’ Pugh (H), 45’+2 Whaley (R), 80’ Buckley (R), 83’ Dawson (R)
Rotherham-Barnet 3-0: 5’ Ellison, 25’ Law, 60’ Le Fondre
Shrewsbury-Northampton 3-0: 22’ Robinson, 50’ Labadie, 54’ Langmead
Classifica League Two (posizione, squadra, punti, partite giocate, differenza reti):
1 Bournemouth 24 (9; +10)
2 Dag & Red 20 (9; +10)
3 Rotherham 20 (9; +9)
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4 Aldershot 17 (9; +7)
5 Rochdale 17 (9; +7)
6 Shrewsbury 17 (9; +5)
7 Notts County 16 (9; +14)
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8 Barnet 15 (9; +2)
9 Bradford 15 (9; =)
10 Cheltenham 13 (9; -1)
11 Crewe Alexandra 12 (9; =)
12 Accrington Stanley 12 (9; -4)
13 Bury 12 (9; -4)
14 Burton Albion 11 (9; =)
15 Chesterfield 11 (9; -3)
16 Port Vale 10 (9; =)
17 Grimsby 10 (9; -7)
18 Morecambe 9 (9; -4)
19 Lincoln City 9 (9; -6)
20 Macclesfield 9 (9; -7)
21 Hereford 7 (9; -5)
22 Northampton 7 (9; -6)
--------------------------------------------------------------------------
23 Torquay 6 (9; -6)
24 Darlington 2 (9; -11)
Prossima giornata League Two:
Martedì 29 Settembre:
ore 20.45
Barnet-Dag & Red
Burton Albion-Macclesfield
Cheltenham-Shrewsbury
Crewe Alexandra-Bury
Darlington-Rochdale
Hereford-Bournemouth
Lincoln City-Notts County
Morecambe-Bradford
Northampton-Rotherham
Port Vale-Accrington Stanley
Torquay-Aldershot
Mercoledì 30 Settembre:
ore 20.45
Chesterfield-Grimsby


