Il Portsmouth è eccessivamente difensivo, i Gunners prendono ritmo grazie al dominio a centrocampo e vincono facilmente
Per il secondo anno consecutivo l’Arsenal passa in maniera parecchio larga a Fratton Park, trasformando in scontato un match che invece prima della partita sembrava nascondere qualche insidia, visto che da quando Avram Grant è in panchina il Portsmouth era riuscito a fare paura a due grandi come Manchester United e Chelsea, dominando il primo tempo contro i primi, sfiorando il pareggio contro i secondi, battendo anche il Liverpool proprio a Fratton Park: invece la realtà è stata del tutta diversa, visto che i Gunners hanno subito preso in mano il gioco, andando con il pilota automatico a vincere con estrema facilità, decisamente più di quella che ci si aspettava. Dopo alcune prestazioni di grande orgoglio, arriva un altro pessimo segnale dal Portsmouth, che sicuramente non deve affidarsi a questi match per fare i punti salvezza, ma che anche nella partita del Boxing Day contro il West Ham era apparso spento, quasi rassegnato, pur in un match così importante per la stagione: anche in questa serata i Pompeys hanno dato al sensazione di aver un po’ smarrito la volontà mostrata ad esempio contro il Liverpool, pensando unicamente a difendersi anche probabilmente per le solite tattiche tremendamente pessime di Avram Grant, lasciando in questo modo i Gunners a trovare il proprio ritmo fino a vedere evidenziata la enorme differenza tecnica anche nel punteggio. Per l’Arsenal è importante trovare fiducia anche in trasferta, dove di tanto in tanto ha avuto qualche passaggio a vuoto: questi tre punti confermano il ritorno a pieni giri dei Gunners, che chiudono il mese di Dicembre a -4 rispetto alla vetta della classifica, quando invece lo avevano cominciato addirittura a -11, recuperando sette punti nonostante questo doveva essere un mese in cui limitare i danni visto che è stato giocato di fatto senza attaccanti centrali di ruolo. Ottimo risultato, in attesa di vedere come si muoverà Wenger sul mercato, visto che si spera che arrivi un buon centravanti, soprattutto che arrivi subito e non a Gennaio più che concluso come successe lo scorso anno con Arshavin: la sensazione è che i londinesi possano ancora dire la loro.
Il Portsmouth si presenta con il 4-4-1-1, che vede Boateng tornato titolare nel ruolo di trequartista. Novità in mediana, dove Brown e lo squalificato O’Hara vengono sostituiti da Mokoena e Hughes, coppia davvero di bassa qualità tecnica. L’Arsenal non fa in tempo a recuperare Fabregas (out per 10 giorni) e deve fare anche a meno di Denilson per problemi alla schiena e al suo posto chance dal primo minuto per Aaron Ramsey: per il resto, è confermato l’undici che ha battuto l’Aston Villa. Walcott non va neanche in panchina: altro infortunio muscolare per lui e 10 giorni di stop.
Dopo un inizio lento in cui lascia il possesso al Portsmouth, dopo 10 minuti l’Arsenal prende in mano il gioco e non lo lascia più, anche perché l’atteggiamento dei Pompeys è troppo rinunciatario e raramente la squadra di Grant tenta il contropiede: oltretutto, con Mokoena e Hughes in mediana è impossibile pensare a costruire qualcosa, soprattutto con i piedi quadrati del primo che misteriosamente continua a giocare a questi livelli. Bisogna allora sperare in qualche spunto di Boateng, che però quando ha enorme spazio per una dormita di Sagna nel fare fuorigioco va a sprecare tutto con un secondo tocco pessimo a regalare palla ad Almunia. Piquionne invece appare parecchio spento. Di tanto in tanti la difesa dei padroni di casa lascia qualche buco devastante.
L’Arsenal inizia a crescere ed è pericoloso al 19’: da Diaby a Nasri in zona centrale per aprire sulla sinistra per Eduardo, cross basso arretrato per l’arrivo di Diaby che cerca la conclusione potente sul primo palo ma Begovic risponde bene con reattività a mandare in corner. In realtà, la prestazione del bosniaco è meno brillante di quelle recenti. Col passare dei minuti l’Arsenal diventa sempre più incisivo e pericoloso, soprattutto per una superiorità totale a centrocampo, dove è ottimo l’inizio di Diaby, davvero un altro giocatore rispetto alle prove impalpabili a cui aveva abituato in questa stagione (soprattutto dopo l’autogol decisivo realizzato contro il Manchester United). Col passare dei minuti cresce sempre più Ramsey, che non si fa intimidire dai calcioni che subisce puntualmente dai centrocampisti avversari (quasi come se fosse una tattica premeditata per farlo uscire dalla partita: visto chi c’è in panchina, può anche essere) ma anzi diventa sempre più attivo e propositivo con il passare dei minuti, regalando qualche giocata brillante. Importantissimo però il solito lavoro di rottura e di quantità di Alexander Song, che con il passare del tempo sta sempre più diventando un mediano completo alla Claude Makelele, paragone che viene in mente in qualche recupero di palla tutto di fisico del camerunense.
Il dominio è talmente evidente che il gol dell’Arsenal è nell’aria, anche se arriva in modo molto fortunoso al 28’: punizione leggermente decentrata sulla destra battuta da Eduardo, la traiettoria e bassa, lenta e prevedibilissima e non farebbe male ma Kaboul si trova fortuitamente sulla traiettoria e tocca cambiando totalmente direzione al pallone e mandandola verso l’angolino, Hreidarsson si era appostato sulla linea ma non riesce a far nulla per evitare la rete dello 0-1. Non una grande prestazione di Eduardo, ancora una volta il meno incisivo del tridente. Anche Arshavin non combina moltissimo, limitandosi a qualche movimento ma senza particolare brillantezza.
Il migliore del tridente è decisamente Nasri, che al 42’ trova il raddoppio: gran pallone di Song che dimostra anche di poter rifinire trovando Eduardo sulla sinistra dell’area, l’attaccante si ferma e sembra perdere il tempo ma poi tocca per Ramsey, il quale prolunga subito per Nasri che trova perfettamente il destro incrociato verso l’angolo lontano, per la rete dello 0-2. In qualche modo, un po’ un gol in stile Arsenal, con tanti tocchi fino a trovare lo spazio giusto per la conclusione: è il primo gol in questa Premier League per il francese, alla nona presenza.
Nella ripresa non c’è proprio storia, con l’Arsenal a tenere in mano il gioco, con Ramsey a crescere ulteriormente: gli ospiti controllano, ma soprattutto mostrano buona volontà per chiudere la partita, memori anche di quanto successo in questo campionato ad Upton Park, quando sprecarono proprio una situazione identica.
Al 58’ è stranissimo il cambio di Grant, come l’ovazione che accoglie l’uscita dal campo di Mokoena, ovazione ironica: evidentemente il sudafricano è poco amato anche a Fratton Park. Al suo posto entra il difensore Vanden Borre, che va a fare l’ala destra con Yebda interno: non proprio il cambio per mettere alle corde l’Arsenal.
A furia di provarci, l’Arsenal mette in ghiaccio la partita al 69’: magnifico Ramsey che prima recupera palla a Vanden Borre con il fisico e poi punta il limite dell’area, finta il tiro con il destro mandando al bar Piquionne e lo trova con un eccellente sinistro (che sulla carta non dovrebbe essere il suo piede) verso l’angolino destro, per la splendida rete dello 0-3. Terzo gol in questa Premier League per il gallese, che aveva segnato anche all’andata contro il Portsmouth, mentre l’anno scorso a Fratton Park aveva espresso una prestazione magnifica anche senza segnare: questo ragazzo ha qualità straordinarie e in certi sensi somiglia anche a Fabregas, anche se naturalmente deve crescere sul piano caratteriale (essere già da tempo il titolare nel Galles in questo lo aiuterà). E’ il 50esimo gol in questa Premier League per i Gunners in appena 19 partite, un ritmo pazzesco, specialmente se si pensa che questo mese è stato giocato con l’attacco in crisi di infortuni: il record di gol realizzati in una Premier League è di 97 ed è stato stabilito nel 1999/2000 dal Manchester United. Continuando di questo passo, l’Arsenal potrebbe superarlo proprio 10 anni dopo.
Al 74’ la difesa dell’Arsenal si distrae e fa infuriare Wenger, perché perde il clean sheet: l’appena entrato Kanu (grande ex di giornata) appoggia bene per Belhadj che apre sulla destra per Vanden Borre, cross basso e arretrato di ritorno per l’algerino che di prima intenzione calcia con il sinistro, Vermaelen devia cambiando di parecchio la traiettoria e la palla si infila in rete per l’1-3.
All’81’ Song vuole sigillare la sua ennesima grande prestazione (l’ultima presenza in Premier League prima di partire per la Coppa d’Africa, anche se potrebbe giocare anche in FA Cup) con il gol, cerca un numerino sullo stretto che quasi riesce ma perde palla, la riprende Nasri che crossa morbido, la difesa sta a guardare e il camerunense è liberissimo per incornare molto bene verso l’angolino, trovando di determinazione il gol dell’1-4. Primo gol stagionale per lui, davvero meritato.
Nel finale c’è il tempo per l’esordio in Premier League del 19enne Craig Eastmond, per un Arsenal che trova il quinto successo nelle ultime sei partite di campionato: dopo lo 0-3 tremendo subito dal Chelsea, i Gunners si sono rifatti sotto pareggiando soltanto contro il Burnley, salendo a -4 rispetto ai Blues con anche una partita in mano, partita che sarà recuperata mercoledì 6 Gennaio all’Emirates Stadium contro il Bolton. Prima però ci sarà da affrontare il derby in casa del West Ham per il terzo turno di FA Cup. Da evidenziare che l’Arsenal ha chiuso la partita con una statistica da record: appena tre i falli commessi, incredibile.
Si fa durissima la situazione del Portsmouth, che ogni tanto dà dimostrazioni d’orgoglio ma in generale sembra nettamente la squadra più debole della Premier League. Sarà non semplice il prossimo match di campionato in casa del Fulham, mentre sabato prossimo comincerà il cammino in FA Cup in casa contro il Coventry.
Portsmouth-Arsenal 1-4
Portsmouth (4-4-1-1): Begovic 5,5 – Finnan 5,5 Kaboul 6 Ben Haim 5 Hreidarsson 4,5 – Yebda 5 Mokoena 4 (58’ Vanden Borre 6) Hughes 4,5 (92’ Brown sv) Belhadj 6 – Boateng 5 (71’ Kanu 6) – Piquionne 5
In panchina: Ashdown, Bouba Diop, Utaka, Wilson
Manager: Avram Grant 4
Arsenal (4-3-3): Almunia 6 – Sagna 6 Gallas 6,5 Vermaelen 6,5 Traorè 6,5 – Ramsey 7,5 Song 8 Diaby 7 – Nasri 7 (85’ Eastmond sv) Arshavin 6 (82’ Vela sv) Eduardo 5,5 (71’ Rosicky 6)
In panchina: Fabianski, Silvestre, Wilshere, Merida
Manager: Arsene Wenger 7
Arbitro: Alan Wiley 6
Gol: 28’ Eduardo (A), 42’ Nasri (A), 69’ Ramsey (A), 74’ Belhadj (P), 81’ Song (A)
Ammoniti: Mokoena, Hughes (P)
Migliore in campo: Alexander Song (Arsenal)
giovedì 31 dicembre 2009
L’Arsenal passa a Fratton Park in totale controllo: 4-1 senza storia
Rooney e il Manchester United danno vita ad un vero e proprio show
Nell’altra partita della serata, il Wigan viene letteralmente distrutto dai Red Devils: Latics davvero orribili
Manchester United-Wigan 5-0: 90 minuti di spettacolo quelli esibiti dal Manchester United ad Old Trafford, al termine di un match totalmente dominato dal primo all’ultimo minuto, in cui la squadra di Ferguson ha potuto esibire un vero show, con Wayne Rooney primattore: impossibile descrivere a parole quanto fatto vedere dall’inglese, autore di una prestazione pazzesca, facendo impazzire dal primo momento i difensori del Wigan. Una prestazione premiata ingiustamente solo da un gol, ma da voti massimi, quasi da 10: una prestazione che fa sperare Ferguson nel suo tentativo di zittire i critici, quelli che vedono ancora questo Manchester United totalmente indebolito dalla partenza di Cristiano Ronaldo, come se lo scorso anno fossero state poi così tante le partite in cui il portoghese aiutava la squadra (quando spesso e volentieri finiva per essere dannoso). Di certo, prestazioni come quella del Craven Cottage mostrano qualche problema, ma questa è e rimane una grandissima squadra. Ad inizio del mese il Chelsea credeva di avere già messo le mani sul titolo, di aver lasciato tutti per strada e di essere “invincibile”: si entra invece nel 2010 con tre squadre che potrebbero dar vita ad una bella corsa al vertice. Il Manchester United è a due punti dal vertice, l’Arsenal a quattro con una partita da recuperare, davvero un distacco minimo che lascia aperte le porte a tutte le soluzioni, con tra l’altro le tre squadre che entrano nel nuovo anno con simile differenza reti. Il Manchester United visto in questa serata è magnifico, ma il Wigan allo stesso tempo è allucinante, con una prestazione davvero imbarazzante, un nuovo crollo per una squadra che davvero sembra aver perso ogni identità dal passaggio di panchina da Bruce a Martinez: lo spagnolo è arrivato al DW Stadium con grande credito dalla critica per lo straordinario lavoro svolto allo Swansea City ma alla 20a giornata rappresenta una delle più grandi delusioni stagionali. A parte qualche prestazione, il Wigan non ha mai convinto, risultando sempre troppo leggero o lezioso, sempre poco determinato, oltretutto con una difesa che fa acqua da tutte le parti: lo scorso anno con Bruce erano stati subiti appena 43 gol, quest’anno in partite sono già 44, uno in più. Tra l’altro, con questa media i Latics finirebbero la stagione con 88 gol sul groppone, quando il record negativo di gol subiti in una Premier League (a 20 squadre) è di 89 gol, stabilito dal Derby County nel 2007/08. Davvero inaccettabile il Wigan visto ad Old Trafford e la società deve cominciare seriamente a preoccuparsi per questa terribile involuzione. Dal primo minuti i Latics sono allo sbando, con Thomas che risulta ancora ridicolo in mediana, con la difesa che fa totalmente acqua. Il Manchester United affonda come vuole: sulla destra Valencia gioca il match dell’ex davvero alla grande, ben accompagnato dall’ottimo Rafael Da Silva, in mediana Fletcher lavora tanti palloni e Carrick risulta squisito in regia, mentre in avanti Rooney è una spina nel fianco. Vidic domina dietro e sfiora il gol del vantaggio, ma Scharner salva sulla linea. In qualche modo, il match non si sblocca: incredibile per il dominio visto. Figueroa ha una nottata da incubo: oltre ad esser saltato costantemente da Valencia, è infilato con un tunnel da Rooney che poi da posizione defilatissima trova la porta ma colpisce incredibilmente il palo. Sarebbe stato un gol spettacoloso. Al 28’ il match si sblocca, come logico perché il Wigan non poteva rimanere così tanto sullo 0-0: Valencia avanza e appoggia per la sovrapposizione di Rafael Da Silva, cross morbido per la zampata di Rooney ad infilare Kirkland per l’1-0. Sono 14 i suoi gol di campionato. Rotti gli argini, il fiume Manchester United straripa: Carrick fa correre Valencia con una grande apertura, l’esterno va sul fondo e con la difesa a rinculare tutta in area crossa arretrato proprio per Carrick che è preciso nella conclusione e trova il 2-0. Ancora Carrick serve l’inserimento di Rafael Da Silva al limite, i bambolotti della difesa del Wigan stanno a guardare e il brasiliano si porta il pallone sul sinistro per spedirlo all’angolino: la dedica per il suo secondo gol in assoluto in Premier League va al gemello Fabio, che è in panchina. In avvio di ripresa Valencia trova ancora il fondo, cross morbido verso l’area dove Thomas sviene, Berbatov controlla e con calma tocca anche con stile alle spalle di Pollitt, subentrato al posto dell’infortunato Kirkland. Il Wigan è distrutto, peggio ancora che nell’1-9 subito dal Tottenham: azione di classe che porta Berbatov al cross, colpo di testa a colpo sicuro di Rooney in pieno sulla traversa. N’Zogbia sbaglia l’unica occasione per il Wigan, ma le reti si vedono dall’altra parte: ottimo servizio in diagonale di Rooney per Valencia, che dopo due assist trova anche il gol dell’ex con un tocco morbidissimo a superare Pollitt e firmare il definitivo 5-0. Spettacolo da una parte, disastro allucinante dall’altra.
Migliore in campo: Wayne Rooney (Manchester United)
Risultati 20a giornata Premier League:
Lunedì 28 Dicembre:
Blackburn-Sunderland 2-2: 52’ Bent (S), 53’ Pedersen (B), 65’ Bent (S), 77’ Diouf (B)
Chelsea-Fulham 2-1: 4’ Gera (F), 73’ Drogba (C), 75’ autogol Smalling (F)
Everton-Burnley 2-0: 83’ Vaughan, 92’ Pienaar
Stoke City-Birmingham City 0-1: 50’ Jerome
Tottenham-West Ham 2-0: 11’ Modric, 81’ Defoe
Wolverhampton-Manchester City 0-3: 33’ Tevez, 69’ Garrido, 86’ Tevez
Martedì 29 Dicembre:
Aston Villa-Liverpool 0-1: 93’ Fernando Torres
Bolton-Hull City 2-2: 20’ Klasnic (B), 61’ Kevin Davies (B), 71’ Hunt (HC), 78’ Hunt (HC)
Mercoledì 30 Dicembre:
Manchester United-Wigan 5-0: 28’ Rooney, 32’ Carrick, 45’ Rafael Da Silva, 50’ Berbatov, 75’ Valencia
Portsmouth-Arsenal 1-4: 28’ Eduardo (A), 42’ Nasri (A), 69’ Ramsey (A), 74’ Belhadj (P), 81’ Song (A)
Classifica Premier League (posizione, squadra, punti, partite giocate, differenza reti):
1 Chelsea 45 (20; +29)
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2 Manchester United 43 (20; +27)
3 Arsenal 41 (19; +30)
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4 Tottenham 37 (20; +20)
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5 Manchester City 35 (19; +11)
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6 Aston Villa 35 (20; +11)
7 Liverpool 33 (20; +12)
8 Birmingham City 32 (20; +2)
9 Fulham 27 (19; +5)
10 Sunderland 23 (20; -3)
11 Everton 22 (19; -6)
12 Stoke City 21 (19; -8)
13 Blackburn 21 (20; -15)
14 Burnley 20 (20; -18)
15 Wolverhampton 19 (20; -19)
16 Wigan 19 (19; -23)
17 West Ham 18 (20; -9)
-------------------------------------------------------------------------------
18 Bolton 18 (18; -10)
19 Hull City 18 (20; -22)
20 Portsmouth 14 (20; -14)
Queste sono le formazioni con i migliori e i peggiori della giornata:
TOP 11 (4-4-2):
Joe Hart (Birmingham City);
John Pantsil (Fulham), Roger Johnson (Birmingham City), Nemanja Vidic (Manchester United), Stephen Hunt (Reading);
Antonio Valencia (Manchester United), Michael Carrick (Manchester United), Alexander Song (Arsenal), Steven Pienaar (Everton);
Darren Bent (Sunderland), Wayne Rooney (Manchester United)
Manager: Alex Ferguson (Manchester United)
FLOP 11 (4-3-2-1):
Boaz Myhill (Hull City);
Jonathan Spector (West Ham), Emerson Boyce (Wigan), Michael Mancienne (Wolverhampton), Maynor Figueroa (Wigan);
Hendry Thomas (Wigan), Aaron Mokoena (Portsmouth), John Obi Mikel (Chelsea);
Steven Gerrard (Liverpool), Luis Jimenez (West Ham);
Chris Iwelumo (Wolverhampton)
Manager: Roberto Martinez (Wigan)
Nel weekend si giocherà il terzo turno di FA Cup:
Sabato 2 Gennaio:
ore 13.30
Bristol City-Cardiff City
ore 16.00
Accrington Stanley-Gillingham
Aston Villa-Blackburn
Blackpool-Ipswich
Bolton-Lincoln City
Brentford-Doncaster
Everton-Carlisle
Fulham-Swindon
Huddersfield-West Bromwich
Leicester-Swansea City
Middlesbrough-Manchester City
Millwall-Derby County
Milton Keynes Dons-Burnley
Nottingham Forest-Birmingham City
Plymouth-Newcastle
Portsmouth-Coventry
Preston-Colchester
Scunthorpe-Barnsley
Sheffield Wednesday-Crystal Palace
Southampton-Luton Town
Stoke City-York City
Sunderland-Barrow
Torquay-Brighton
Tottenham-Peterborough
Wigan-Hull City
ore 18.15
Reading-Liverpool
Domenica 3 Gennaio:
ore 14.00
Manchester United-Leeds
ore 16.00
Chelsea-Watford
Notts County-Forest Green
Sheffield United-QPR
ore 17.15
West Ham-Arsenal
ore 19.15
Tranmere-Wolverhampton
Recupero 2a giornata Premier League:
Mercoledì 6 Gennaio:
ore 20.45
Arsenal-Bolton
Recupero 17a giornata Premier League:
Martedì 5 Gennaio:
ore 20.45
Stoke City-Fulham
Prossima giornata Premier League:
Sabato 9 Gennaio:
ore 13.45
Hull City-Chelsea
ore 16.00
Arsenal-Everton
Burnley-Stoke City
Fulham-Portsmouth
Sunderland-Bolton
Wigan-Aston Villa
ore 18.30
Birmingham City-Manchester United
Domenica 10 Gennaio:
ore 14.30
West Ham-Wolverhampton
ore 17.00
Liverpool-Tottenham
Lunedì 11 Gennaio:
ore 21.00
Manchester City-Blackburn
Partita pazzesca a London Road: il Peterborough rimonta quattro gol al Cardiff City
Review del lunedì della Football League, il Newcastle crea molto ma non riesce a superare il Derby County, mentre il West Bromwich approfitta del nervosismo dello Scunthorpe
Nella 24a giornata di Championship succede qualcosa di pazzesco, di inimmaginabile al London Road, dove Peterborough e Cardiff City chiudono il 2009 con una delle più incredibili partite dell’anno. Reduce dalla sconfitta interna contro il Plymouth ultimo in classifica, il Cardiff City cerca il riscatto contro la nuova ultima della classe, ovvero il Peterborough e infatti il primo tempo vede subito i gallesi scatenati in avanti, con una bella triangolazione tra McCormack e Rae che manda il primo sul fondo dell’area, cross basso per l’appoggio a colpo sicuro di Whittingham che colpisce il palo. Poco male, perché la squadra di Jones è destinata a dilagare in un primo tempo del tutto dominato e al 6’ è già in vantaggio: la difesa si apre su un tocco in diagonale di Whittingham, tocco basso in area per Ledley che trova il sinistro preciso a sbloccare il match. Il Peterborough gioca un primo tempo tremendo, senza lottare, senza marcare, senza andare nemmeno in tackle, lasciando i gallesi a fare ciò che vogliono in campo: in un corner da destra tutti rimangono fermi e Ledley è liberissimo per colpire e realizzare un rarissimo gol di testa. Nessuno va anche a pressare Boothroyd, che avanza e va tranquillamente al tiro dal limite, trovando perfettamente l’angolino basso e il gol dello 0-3. Una gran punizione decentrata sulla destra a scavalcare la barriera di Whittingham sigilla un grande primo tempo degli ospiti, che sembrano destinati al pronto riscatto, alla terza vittoria consecutiva in trasferta. Invece la ripresa è pazzesca, con i gallesi che si confermano squadra folle e probabilmente si distraggono, con i Posh che inspiegabilmente sembrano un’altra squadra per provare a salvare l’orgoglio: Mackail-Smith si propone in una buona iniziativa sulla sinistra, sul cross basso Josh Simpson lotta con la difesa e trova da distanza ravvicinata il suo primo gol da quando è arrivato in prestito dall’Histon. Sembra un pomeriggio nerissimo per i Posh, che perdono anche il portiere Lewis per infortunio. Dopo un corner battuto corto però Boyd riesce ad ubriacare un avversario e crossare bene morbido per il primo gol in campionato di Lee. E’ ancora 2-4 e nessuno sembra crederci, ma all’89’ proprio l’ottimo Boyd si incunea nella difesa avversaria, vince un rimpallo fortunoso e trova la coordinazione per la grande coordinazione sul secondo palo, riaprendo incredibilmente la partita. I Posh si gettano totalmente in avanti e su una rimessa laterale lunga Josh Simpson trova la zampata vincente da posizione centrale, firmando l’assurda rimonta di padroni di casa, un 4-4 pazzesco e impensabile. Il Peterborough rimane ultimo in classifica, ma questo risultato clamoroso potrebbe dare finalmente una scossa alla stagione: di certo è un risultato che dà entusiasmo e Cooper deve essere bravo a cavalcarlo per risollevare la squadra. Choc totale per il Cardiff City, che butta altri punti preziosi nella lotta per il vertice, che sembra capace di grandi risultati ma anche di dormite allucinanti.
Non un periodo natalizio esaltante per il Newcastle, che rimane con un ampio vantaggio sulle inseguitrici (soprattutto sul terzo posto) ma che nelle due partite contro due squadre di medio-bassa classifica non riesce ad andare oltre a due pareggi: se quello di sabato ad Hillsborough era tutto sommato giusto perché i Magpies avevano giocato un po’ troppo speculativi, decisamente meno giusto è quello interno contro il Derby County, al termine di un match ampiamente gestito dalla squadra di Hughton, che ha creato tante occasioni da rete ma non è riuscito a sfruttarne nessuna. Soprattutto il primo tempo per lunghi tratti vede una squadra in campo, ma i Magpies non riescono a trovare la via della rete e alla lunga il match si complica, con il Derby County che in qualche modo riesce a tenere e portare a casa un punto preziosissimo. I Magpies sono anche poco fortunati quando la telecomandata punizione di Ryan Taylor supera la barriera e sembra perfetta ma sbatte sulla traversa a portiere ampiamente battuto. Ryan Taylor poi ha un’altra enorme occasione da rete, quando Jonas lancia in verticale tagliando fuori la difesa, ma l’ex Wigan solo davanti al portiere calcia troppo addosso a Bywater e permette ai Rams di salvarsi. Dopo un primo tempo di grande sofferenza, il Derby County tiene meglio nella ripresa, riuscendo a tenere meglio il pallone anche se manca sempre di incisività negli ultimi metri. Col passare dei minuti i Magpies provano a stringere i tempi, alzano il ritmo anche se giocano con minore lucidità, andando comunque a creare qualche occasione da rete molto importante: clamorosa quella nata dal cross morbido di Nolan, il pallone è un po’ lungo per Ranger che però riesce ad allungare la gambe e trovare la grande zampata, ma Bywater trova un riflesso pazzesco in controtempo per metterci una mano e far sbattere il pallone sulla traversa, con il pallone che poi rimbalza sulla linea. I Rams chiudono anche in 10 per la doppia ammonizione subita da McEveley ma riescono a portare a casa la pelle, per un pareggio abbastanza improbabile.
Il West Bromwich Albion allora riduce ulteriormente il margine di distacco dal primo posto, andando ad imporsi sul non facile Glanford Park, campo dove la stessa capolista è caduta: i Baggies devono fare grande fatica, ma approfittano di un eccessivo nervosismo dello Scunthorpe nel finale e riescono ad avere la meglio. Il match si sblocca al 19’: crossa da sinistra di Marek Cech, Murphy esce ma non allontana con la sua respinta, Dorrans riprende e riesce ad approfittare del portiere ancora a terra e trova la via della rete per lo 0-1. Lo Scunthorpe però inizia alla grande la ripresa e pareggia: corner battuto corto, lo schema vorrebbe il tiro di Josh Wright ma il pallone deviato finisce sul difensore centrale Rob Jones che riesce a trovare la deviazione ravvicinata e l’1-1. Al 61’ però Andrew Wright stende in maniera netta e anche parecchio evitabile Moore, che stava provando a sfuggire su un pallone però probabilmente troppo lungo: il guardalinee non si lascia sfuggire il fallo e consiglia l’arbitro Jon Moss ad estrarre un secondo giallo che sembra giusto. Gli Irons a questo punto ce l’hanno con il direttore di gara, che poco dopo assegna anche un penalty ai Baggies, con lo scatenato Dorrans che aggira benissimo O’Connor e viene atterrato da dietro: dal dischetto Dorrans non sbaglia e porta in vantaggio i Baggies. Gli ospiti sono ormai in totale controllo e guadagnano un altro rigore, con l’intervento fuori tempo di Jones su Moore: la decisione sembra indiscutibile, ma non per McCann che pensa bene di dire qualcosa di pesante all’arbitro e guadagnarsi il rosso diretto. E’ la terza espulsione in due match casalinghi per la squadra di Adkins: meno male che a Natale sono tutti più buoni. Dorrans cerca l’hat-trick, ma Joe Murphy stavolta si oppone bene e respinge il penalty. Il WBA però ha tutti gli assi in mano e chiude il match con Zuiverloon che si inserisce con tempismo in area e spara sotto la traversa. Scunthorpe ora al 21esimo posto in classifica, giusto una posizione sopra la zona retrocessione.
Il Nottingham Forest rimane però sulla scia del West Bromwich, andando a battere anche il Coventry e continuando il proprio straordinario momento: i Reds chiudono il 2009 con un’ottima serie di 16 partite senza sconfitte, la striscia più lunga per il club dopo quella da record di 42 partite arrivata nell’era Brian Clough dal Novembre 1977 al Novembre 1978. I Reds dominano il match e giocano momenti di buon calcio, con Earnshaw particolarmente scatenato. Proprio la punta sblocca il match poco prima dell’intervallo: ottimo movimento di Majewski a tagliare la difesa, il centrocampista aspetta il momento giusto per liberare Earnshaw in area, con la punta che batte Westwood con un lob morbido e basso di grande freddezza. Il Coventry crea poco e il Nottingham Forest controlla tranquillamente, chiudendo il match nella ripresa: Adebola lavora un pallone sporco, sul contrasto si inserisce Blackstock che arriva in corsa e calcia con grande potenza all’incrocio dei pali non lasciando scampo al portiere avversario e realizzando alla grande il 2-0.
Il Crystal Palace s’è ritrovato a ridosso della zona playoff dopo un ottimo periodo recente, ma spreca una grande occasione al Liberty Stadium per avvalorare le proprie credenziali di vertice. Lo Swansea City parte meglio ed è pericoloso con il tiro da fuori di Gorka Pintado, Speroni si distende un po’ lento ma in qualche modo riesce a deviare il pallone sul palo. Al 17’ il match cambia totalmente per una controversa decisione dell’arbitro Anthony Taylor: Serran va a chiudere centralmente su Danns che rimane a terra, secondo l’arbitro il difensore colpisce con un gomito l’avversario ed estrae un cartellino rosso. In realtà, tutto sembra fortuito e involontario e dalle immagini non sembra nemmeno fallo: la decisione è unicamente ridicola. Le Eagles allora hanno il match in mano ma non riescono ad aprire la difesa avversario, con Sears che ha la più grande occasione ma non riesce a superare De Vries. Ennesimo 0-0 con lo Swansea City in campo e stranamente Paulo Sousa appare infuriato al termine del match con qualche giocatore.
Rivincita della semifinale dei playoff della scorsa stagione al Bramall Lane, dove il match è del tutto dominato dallo Sheffield United, che continua il buon momento di forma ma sprecano molto, soprattutto con Henri Camara. Il Preston combina pochissimo in avanti, ma ringrazia un paio di salvataggi di Sean St Ledger, difensore irlandese tornato dal prestito al Middlesbrough: il trasferimento definitivo non s’è concretizzato e allora dovrebbe tornare a tempo pieno ai Lilywhites. Sembra un match destinato allo 0-0 ma con un po’ di fortuna le Blades trovano la vittoria all’86’: punizione da sinistra di Ward battuta verso il mucchio, nessuno tocca il pallone che dopo un rimbalzo a terra finisce in rete sorprendendo anche Lonergan, per il gol che porta lo Sheffield United al settimo posto. Male invece il Preston, che decide a sorpresa di esonerare Alan Irvine: era stato straordinario protagonista nella scorsa stagione, ma quest’anno molte sue scelte tattiche non hanno convinto e dopo una partenza buona la squadra è ristagnata in tanti risultati mediocri.
Diventano sei le sconfitte in 10 partite per Gordon Strachan dal suo approdo sulla panchina del Middlesbrough, un cammino davvero non all’altezza delle ambizioni di promozione della società. La nuova sconfitta arriva ad Oakwell, per mano di un Barnsley che continua invece la grande forma, visto che è imbattuto da otto partite: al contrario di quanto successo nel Boro, il cambio in panchina ai Tykes ha cambiato tutto in positivo, visto che la squadra languiva in zona retrocessione ma adesso grazie a Robins sembra in grado di poter veleggiare con enorme tranquillità. Il Middlesbrough passa in vantaggio con fortuna: Justin Hoyte sembra intenzionato ad andare al cross da sinistra ma la traiettoria finisce verso la porta in maniera velenosissima, trovando un gol incredibile. Difficile pensare però che abbia tirato. Il Barnsley reagisce alla grandissima nella ripresa: corner da sinistra battuto basso, McMahon sbaglia tutto svirgolando il pallone e alzandolo verso il centro dell’area, creando di fatto un cross migliore che permette a Foster di incornare bene e pareggiare. Passano 10 minuti e i Tykes ribaltano il risultato: Bogdanovic lavora palla sulla sinistra e crossa, al centro arriva in corsa Colace che incorna molto bene e batte Coyne per il gol della vittoria. Le dichiarazioni di Gordon Strachan a fine partita sono parecchio strane: “We won the football match in the first half and they decided to turn it into a cup tie and then they won it”. (Abbiamo vinto la partita di calcio nel primo tempo e loro hanno deciso di trasformarla in un turno di coppe e l’hanno vinta). Difficile capire cosa volesse intendere davvero per “cup tie”.
Frustrazione per i tifosi del Bristol City, che vedono la squadra farsi rimontare per l’ennesima volta in stagione e continuare a mancare la vittoria interna, che non arriva da Ottobre: i Robins hanno vinto solo una volta nelle ultime dieci partite. La vittoria manca al Watford da quattro partite, ma questa rimonta mostra un buon carattere per gli Hornets, che però rimangono nella seconda metà di classifica. Il Bristol City passa in vantaggio in avvio con un’azione insistita conclusa da Haynes in qualche modo (la telecamera in tribuna si perde il tutto). Il Watford reagisce: un cross da sinistra viene respinto in maniera non perfetta da McAllister e ripreso da Cleverley che va immediatamente all’ottimo tiro al volo per l’1-1. Nel recupero del primo tempo però il Bristol City torna in vantaggio, con la deliziosa punizione a giro di Hartley, che calcia alla perfezione mandando il pallone sulla traversa interna e poi in rete: lo scozzese è davvero un lusso per la Championship. La squadra di Gary Johnson rimane in 10 uomini, quando Nyatanga si merita il secondo giallo con un intervento durissimo sulla caviglia di Lansbury, che rischia un discreto stop. Il Bristol City però subisce il decimo gol in campionato negli ultimi 10 minuti (il quarto gol subito in added time nelle ultime sette partite) facendosi prendere d’assalto dal Watford, un cross dal limite verso il mucchio viene prolungato da Helguson e Eustace riesce anche con un po’ di fortuna a deviare in maniera vincente con il petto, per il gol del definitivo 2-2.
Continua l’ottimo momento per l’Ipswich, che adesso ha trovato anche tale confidenza da poter giocare con grande calma contro il QPR, controllando dall’inizio alla fine e ottenendo un ottimo 3-0. Per i Tractor Boys il match inizia subito molto bene, con la corsa di Walters sulla sinistra conclusa con la conclusione vincente sul primo palo ad infilare Cerny. Roy Keane può utilizzare Jon Stead nonostante l’espulsione del Boxing Day perché ha appellato a questo cartellino rosso e la punta chiude in match con un bel gol, controllando al limite dell’area spalle alla porta per poi trovare ottimamente l’angolo in girata con il rasoterra vincente. Stead trova anche la doppietta quando Walters attacca il fondo e crossa basso, Cerny in uscita bassa riesce a toccare ma l’attaccante ex Sunderland può comunque realizzare in porta vuota per il definitivo 3-0. QPR adesso a -4 dalla zona playoff.
Abbastanza clamorosa la rinascita natalizia per il Plymouth, che dopo il clamoroso 1-0 ottenuto in casa del Cardiff City continua la propria corsa travolgendo il Reading con un netto 4-1, in quello che è anche uno scontro diretto per la zona bassa di classifica: i due successi consecutivi non portano la squadra di Marriner fuori dalla zona retrocessione, ma regalano davvero grande fiducia nella lotta per non retrocedere. Il match si mette subito bene per il Plymouth, quando Ingimarsson atterra nettamente Mackie in area: dal dischetto Judge non dà speranze a Federici e sblocca il match. Il raddoppio arriva al 59’: corner da destra, sul secondo palo nessuno marca Arnason che incorna in maniera perentoria per il 2-0. Al 62’ il match apparentemente si apre: si crea una mischia pazzesca in area dopo un corner in cui succede di tutto, con anche un salvataggio sulla linea del Plymouth, McAnuff riprende e crossa ancora dentro per Sigurdsson che risolve di testa e trova il 2-1. Dura però pochissimo: un minuto dopo Clark sfugge sulla corsia e crossa per l’ottimo colpo di testa di Judge, che riporta il Plymouth sul doppio vantaggio. La partita è davvero dominata dai Pilgrims, che trovano anche il quarto gol quando Mackie costringe Federici alla difficile respinta, riprende Barnes per il tap-in vincente e il netto 4-1 finale. Il Plymouth sembra rinato.
Testacoda nella 24a giornata di League One, dove il Leeds sembra poter passeggiare sul campo dello Stockport, sensazione che sembra confermata dopo 2 minuti quando Snodgrass porta i Whites in vantaggio. I padroni di casa però tornano in partita e regalano un match end to end, con tante occasioni da ambo le parti e con lo Stockport che passa addirittura in vantaggio con il gol in mischia di Mullins. Il Leeds però ribalta tutto e trova il gol vittoria a tre minuti dalla fine grazie alla bella conclusione dal limite di Bromby, andando anche a dilagare nel finale, portandosi a +8 sul secondo posto. Questo perché il Charlton non riesce ad andare oltre l’1-1 in casa del Brentford, in un derby londinese che come prevedibile è pareggio duro per gli Addicks, anche perché le Bees sono in un’ottima condizione di forma, tanto da sfiorare l’ottimo successo: la squadra di Scott rimane ad un eccellente undicesimo posto in classifica.
In mezzo ad una fitta nebbia che ha messo in pericolo lo svolgimento del secondo tempo (e francamente l’arbitro avrebbe dovuto sospendere, perché in tribuna non si vedeva nulla), il Colchester riesce ad ottenere una bella vittoria sul Southampton, continuando la propria corsa al vertice e portandosi a -3 dalla zona promozione, con anche un match da recuperare rispetto al Charlton. L’ottimo giovane Smithies è grande protagonista del successo dell’Huddersfield sul Milton Keynes Dons, nello scontro diretto per la zona playoff, andando a parare un rigore a Peter Leven: decide Pilkington con una grande conclusione a giro sotto la traversa, che permette ai Terriers il sorpasso in classifica sulla squadra di Ince. A tornare in zona playoff scavalcando i Dons è lo Swindon, che supera in maniera brillante lo Yeovil Town, a cui non basta un gol clamoroso di Tomlin dal limite corto dell’area di rigore, con un pallonetto straordinario: non si capisce se sia una conclusione del tutto voluta, ma rimane un gran gol: davvero interessante il passing game portato da Danny Wilson ai Robins. Diventano sette le sconfitte consecutive esterne del Bristol Rovers, che continua il proprio passo balbettante anche con parecchia sfortuna, visti i due legni colpiti nel primo tempo: ne approfitta il Millwall, che sale al settimo posto.
L’importantissimo diretto di Adams Park vede il trionfo del Brighton, capace di passare sul campo del Wycombe nonostante il terribile pasticcio di Brezovan, che manca incredibilmente una presa facilissima su una punizione di Doherty rallentata e alzata dalla barriera, regalando a Mousinho il gol del momentaneo 2-1. Finisce però con un larghissimo 2-5, grazie allo scatenato Glenn Murray, autore di una splendida quaterna che porta i Seagulls fuori dalla zona retrocessione. Finisce 0-0 a Prenton Park, un risultato che va stretto ad un Tranmere in crescita, che nel finale colpisce anche una traversa clamorosa ma non riesce a superare il Carlisle. Incredibile quanto succede nel primo tempo, quando il manager dei Rovers Les Parry torna al proprio ruolo originale di fisioterapista (quale è) per soccorrere non un proprio giocatore, ma un guardalinee che si accascia al terreno di gioco dopo essersi probabilmente scontrato involontariamente con Michael Ricketts, che si stava scaldando a bordocampo: davvero stranissima la scena. Il Southend si impone in rimonta per 2-1 sul campo del Leyton Orient, che con questo ko torna in zona retrocessione. Il primo gol da professionista di Stuart Lewis permette al Gillingham di ottenere finalmente un pareggio in trasferta contro l’Exeter City: è appena il secondo punto esterno per i Gills.
La coppia d’attacco formata da O’Grady e Dagnall continua a trascinare il Rochdale in vetta alla classifica della League Two dopo il 4-1 inflitto al Morecambe nella 24a giornata: il Dale sembra volare grazie principalmente ai loro gol, ma O’Grady è arrivato dall’Oldham solo in prestito e sembra destinato a tornare ai Latics a Gennaio. Sarebbe un discreto problema per la capolista.
Partita durissima al Dean Court, con il Bournemouth che riesce a superare il Torquay soltanto grazie ad un rigore inesistente assegnato dall’arbitro al 95’ minuto: enormi le polemiche e le proteste dei Gulls. Pessimo il momento del Dag & Red, che perde tutti e due i match natalizi e scivola al quinto posto, scivolando anche in casa contro un Cheltenham arrivato in enorme difficoltà. A salire al quarto posto in classifica è il Notts County, che travolge in trasferta il Burton Albion grazie al terzo hat-trick stagionale di Lee Hughes: nel finale Kasper Schmeichel para anche il suo quinto calcio di rigore in questo campionato, davvero un dato mostruoso. L’Accrington Stanley sogna il sesto successo consecutivo quando incredibilmente il portiere Wayne Brown rinvia contro un avversario, regalando a Michael Symes il più facile dei gol (oltretutto, Brown ci riprova pochi minuti dopo, ma stavolta riuscendo a salvarsi: terribile): il Bury però reagisce di forza e ribalta il risultato, ottenendo un devastante 4-2 che è anche un bel segnale per le proprie ambizioni di playoff. Sempre più complicata la situazione del Grimsby Town, che vede allontanarsi la quota salvezza dopo il ko interno subito dal Port Vale.
Risultati 24a giornata Championship:
Lunedì 28 Dicembre:
Barnsley-Middlesbrough 2-1: 23’ Hoyte (M), 49’ Foster (B), 59’ Colace (B)
Blackpool-Sheffield Wednesday rinviata per impraticabilità di campo
Bristol City-Watford 2-2: 38’ Haynes (BC), 43’ Cleverley (W), 45’+2 Hartley (BC), 93’ Eustace (W)
Doncaster-Leicester rinviata per impraticabilità di campo
Ipswich-QPR 3-0: 4’ Walters, 63’ Stead, 78’ Stead
Newcastle-Derby County 0-0
Nottingham Forest-Coventry 2-0: 42’ Earnshaw, 78’ Blackstock
Peterborough-Cardiff City 4-4: 6’ Ledley (CC), 23’ Ledley (CC), 34’ Bothroyd (CC), 38’ Whittingham (CC), 51’ Simpson (P), 68’ Lee (P), 89’ Boyd (P), 92’ Simpson (P)
Plymouth-Reading 4-1: 13’ rigore Judge (P), 59’ Arnason (P), 62’ Sigurdsson (R), 63’ Judge (P), 84’ Barnes (P)
Scunthorpe-West Bromwich 1-3: 19’ Dorrans (WB), 47’ Jones (S), 66’ rigore Dorrans (WB), 86’ Zuiverloon (WB)
Sheffield United-Preston 1-0: 86’ Ward
Swansea City-Crystal Palace 0-0
Classifica Championship (posizione, squadra, punti, partite giocate, differenza reti):
1 Newcastle 51 (24; +25)
2 West Bromwich 45 (23; +26)
-----------------------------------------------------------------------
3 Nottingham Forest 43 (24; +16)
4 Cardiff City 37 (23; +15)
5 Leicester 37 (22; +4)
6 Swansea City 37 (24; +2)
-----------------------------------------------------------------------
7 Sheffield United 35 (24; +2)
8 Blackpool 34 (22; +10)
9 Crystal Palace 34 (24; +1)
10 QPR 33 (24; +2)
11 Middlesbrough 32 (24; +5)
12 Bristol City 32 (24; =)
13 Watford 32 (24; -4)
14 Doncaster 30 (23; +2)
15 Barnsley 30 (22; -5)
16 Preston 29 (23; -3)
17 Coventry 28 (24; -9)
18 Derby County 26 (24; -11)
19 Ipswich 24 (23; -7)
20 Reading 23 (24; -13)
21 Scunthorpe 23 (23; -19)
-----------------------------------------------------------------------
22 Plymouth 21 (23; -13)
23 Sheffield Wednesday 19 (23; -14)
24 Peterborough 18 (24; -12)
Prossima giornata Championship:
Venerdì 8 Gennaio:
ore 20.45
West Bromwich-Nottingham Forest
Sabato 9 Gennaio:
ore 16.00
Cardiff City-Blackpool
Coventry-Barnsley
Crystal Palace-Bristol City
Derby County-Scunthorpe
Middlesbrough-Swansea City
Preston-Doncaster
QPR-Plymouth
Reading-Newcastle
Sheffield Wednesday-Peterborough
Watford-Sheffield United
Domenica 10 Gennaio:
ore 16.00
Leicester-Ipswich
Risultati 24a giornata League One:
Lunedì 28 Dicembre:
Brentford-Charlton 1-1: 49’ Cort (B), 58’ rigore Bailey (C)
Colchester-Southampton 2-1: 23’ Wordsworth (C), 75’ Gillespie (C), 91’ rigore Lambert (S)
Exeter City-Gillingham 1-1: 68’ Duffy (EC), 70’ Lewis (G)
Hartlepool-Oldham rinviata per impraticabilità di campo
Huddersfield-Milton Keynes Dons 1-0: 27’ Pilkington
Leyton Orient-Southend 1-2: 57’ Chambers (LO), 59’ Barrett (S), 74’ McCormack (S)
Millwall-Bristol Rovers 2-0: 62’ Morison (M), 95’ autogol Baldwin (BR)
Stockport-Leeds 2-4: 2’ Snodgrass (L), 12’ Baker (S), 61’ Mullins (S), 67’ Beckford (L), 87’ Bromby (L), 93’ Beckford (L)
Swindon-Yeovil 3-1: 13’ Paynter (S), 22’ Austin (S), 27’ Tomlin (Y), 46’ Ward (S)
Tranmere-Carlisle 0-0
Walsall-Norwich rinviata per impraticabilità di campo
Wycombe-Brighton 2-5: 27’ Pittman (W), 36’ Murray (B), 40’ Mousinho (W), 49’ Forster (B), 56’ Murray (B), 70’ Murray (B), 80’ Murray (B)
Classifica League One (posizione, squadra, punti, partite giocate, differenza reti):
1 Leeds 56 (23; +32)
2 Charlton 48 (24; +19)
-----------------------------------------------------------------------
3 Norwich 45 (23; +23)
4 Colchester 45 (23; +18)
5 Huddersfield 38 (23; +18)
6 Swindon 38 (22; +2)
-----------------------------------------------------------------------
7 Millwall 36 (24; +7)
8 Milton Keynes Dons 36 (24; =)
9 Bristol Rovers 34 (23; -4)
10 Walsall 31 (22; +3)
11 Brentford 30 (24; -4)
12 Southend 29 (24; -4)
13 Southampton 28 (24; +13)
14 Yeovil 28 (24; -2)
15 Carlisle 28 (22; -2)
16 Hartlepool 27 (23; -2)
17 Gillingham 26 (24; -5)
18 Exeter City 26 (24; -9)
19 Oldham 25 (22; -8)
20 Brighton 24 (24; -13)
-----------------------------------------------------------------------
21 Leyton Orient 24 (24; -13)
22 Tranmere 21 (23; -22)
23 Wycombe 18 (24; -21)
24 Stockport 14 (23; -26)
Recupero 24a giornata League One:
Sabato 2 Gennaio:
ore 16.00
Hartlepool-Oldham
Prossima giornata League One:
Sabato 2 Gennaio:
ore 16.00
Leyton Orient-Yeovil
Walsall-Charlton
Wycombe-Norwich
Martedì 19 Gennaio:
ore 20.45
Huddersfield-Bristol Rovers
Martedì 26 Gennaio:
ore 20.45
Brentford-Southampton
Colchester-Milton Keynes Dons
Exeter City-Carlisle
Hartlepool-Gillingham
Millwall-Southend
Stockport-Brighton
Martedì 9 Febbraio:
ore 20.45
Swindon-Oldham
Rinviata a data da destinarsi:
Tranmere-Leeds
Risultati 24a giornata League Two:
Lunedì 28 Dicembre:
Accrington Stanley-Bury 2-4: 14’ Symes (AS), 53’ Jones (B), 55’ Morrell (B), 69’ McConville (AS), 75’ Morrell (B), 93’ Lowe (B)
Barnet-Northampton 0-0
Bournemouth-Torquay 2-1: 63’ Rendell (T), 84’ Feeney (B), 95’ rigore Pitman (B)
Bradford-Shrewsbury 1-3: 11’ Dunfield (S), 20’ Hanson (B), 45’ rigore McIntyre (S), 79’ Hibbert (S)
Burton Albion-Notts County 1-4: 13’ Ravenhill (NC), 38’ Kabba (BA), 45’+1 Hughes (NC), 48’ Hughes (NC), 53’ rigore Hughes (NC)
Chesterfield-Rotherham rinviata per impraticabilità di campo
Dag & Red-Cheltenham 0-2: 45’+2 Richards, 66’ Low
Darlington-Lincoln City rinviata per impraticabilità di campo
Grimsby-Port Vale 1-2: 7’ Rigg (PV), 41’ Robert Taylor (PV), 90’ rigore Conlon (G)
Hereford-Aldershot rinviata per impraticabilità di campo
Macclesfield-Crewe Alexandra 4-1: 4’ Wright (M), 13’ Bolland (M), 30’ Daniel (M), 64’ Zola (CA), 92’ Sappleton (M)
Rochdale-Morecambe 4-1: 12’ O’Grady (R), 22’ Dagnall (R), 72’ Atkinson (R), 84’ Curtis (M), 86’ Atkinson (R)
Classifica League Two (posizione, squadra, punti, partite giocate, differenza reti):
1 Rochdale 51 (24; +30)
2 Bournemouth 46 (23; +6)
3 Rotherham 39 (21; +12)
-----------------------------------------------------------------------
4 Notts County 37 (22; +26)
5 Dag & Red 37 (23; +7)
6 Aldershot 36 (22; +10)
7 Chesterfield 35 (22; +4)
-----------------------------------------------------------------------
8 Shrewsbury 35 (24; +4)
9 Bury 35 (22; -1)
10 Morecambe 34 (24; +5)
11 Accrington Stanley 33 (22; +2)
12 Crewe Alexandra 30 (23; -1)
13 Port Vale 29 (22; +1)
14 Burton Albion 29 (22; =)
15 Bradford 29 (22; -4)
16 Barnet 28 (23; -5)
17 Macclesfield 27 (22; -5)
18 Northampton 26 (23; -4)
19 Torquay 25 (23; -1)
20 Hereford 25 (22; -6)
21 Cheltenham 23 (23; -11)
22 Lincoln City 22 (22; -14)
-----------------------------------------------------------------------
23 Grimsby 17 (23; -20)
24 Darlington 8 (21; -35)
Prossima giornata League Two:
Sabato 2 Gennaio:
ore 16.00
Bournemouth-Northampton
Bradford-Cheltenham
Chesterfield-Shrewsbury
Darlington-Port Vale
Grimsby-Bury
Hereford-Crewe Alexandra
Macclesfield-Morecambe
Rochdale-Rotherham
Martedì 12 Gennaio:
ore 20.45
Burton Albion-Lincoln City
Martedì 26 Gennaio:
ore 20.45
Accrington Stanley-Aldershot
Barnet-Torquay
Dag & Red-Notts County
mercoledì 30 dicembre 2009
L’acuto a sorpresa di Fernando Torres regala tre punti fondamentali ad un Liverpool orrendo
Match clou molto brutto al Villa Park, con l’Aston Villa che crea le migliori occasioni ma viene beffato in pieno recupero dai Reds molto poco convincenti
Nella tempesta di neve del Villa Park a fioccare è soltanto la delusione di Martin O’Neill, devastato dopo l’epilogo del match clou del martedì sera, un match assolutamente bloccato e piuttosto brutto in cui l’unica squadra a proporre qualcosa di interessante era stata l’Aston Villa, ma a portare a casa i tre punti con la frecciata finale è il Liverpool, senza particolari meriti dopo aver anzi espresso un’ennesima prestazione di pochezza assoluta, un’ennesima prestazione del tutto preoccupante. Match del tutto deludente che regala ai Reds tre punti davvero fondamentali per tornare a sperare nel quarto posto in classifica, in due giornate natalizie di Premier League che hanno visto da una parte la squadra di Benitez apparire pallida e irriconoscibile ma ottenere due vittorie su due, mentre dall’altra l’avversario probabilmente più pericoloso come l’Aston Villa ha subisce due sconfitte. E’ un epilogo che i Villans non meritavano, visto che sono apparsi poco brillanti ma allo stesso tempo erano stati decisamente la migliore squadra in campo: il risultato più giusto sarebbe stato decisamente lo 0-0, ma se proprio bisognava scegliere una squadra leggermente migliore dell’altra la scelta sarebbe sicuramente caduta per quella di casa. La differenza la fa un rimpallo fortunatissimo, ma soprattutto un campione come Fernando Torres, che viene lasciato del tutto isolato da un Liverpool senza gioco ma che nell’unico mezzo pallone decente avuto a disposizione va a freddare Friedel, realizzando un gol importantissimo per la stagione, realizzando il suo 50esimo gol in Premier League alla 72esima presenza: è il giocatore del Liverpool a raggiungere questa cifra più velocemente nella storia del club in massima serie, mentre il record assoluto in Premier League è di Andy Cole con 65 presenze, con anche Alan Shearer e Ruud Van Nisterlooy ad esser stati più rapidi dello spagnolo. E’ un Liverpool che però di questo passo può sperare solo alla buona sorte e poco più, visto che non ha gioco né qualità, visto che in trasferta assume lo stesso atteggiamento di uno Stoke City, non aggredendo l’avversario ma addormentandosi sulla partita. Oltretutto, con Gerrard e Fernando Torres non in massima condizione il 4-2-3-1 non funziona assolutamente, ma Benitez è sempre più testardo e continua ad insistere su questo modulo nonostante ormai siano tantissimi e chiarissimi i segnali di disfunzionalità: Fernando Torres in particolare in questo momento non può fare il lavoro sporco dell’unica punta perché non ha la brillantezza fisica e dovrebbe esser utilizzato giusto come bocca di fuoco per sfruttare la sua splendida capacità realizzativa, mettendogli affianco una seconda punta che possa svolgere questo lavoro, seconda punta che il Liverpool ha e che è Dirk Kuyt. E’ davvero più consigliabile un 4-4-2, che permetterebbe a Gerrard di prendere in mano la regia, oppure se proprio Benitez vuole puntare su Aquilani il capitano dei Reds potrebbe esser riportato nel non nuovo ruolo di esterno, come ha fatto spesso e come fa anche in Nazionale: in questo momento, con questo modulo, né Gerrard né Fernando Torres hanno la brillantezza fisica per essere continuamente pericolosi negli inserimenti e in velocità e allora andrebbero sfruttati in modo diverso. Il problema è che il “genio della tattica” non lo capisce.
L’Aston Villa presenta due novità forzate nella formazione, dovute all’infortunio all’inguine di Emile Heskey e alla squalifica di Ashley Young, rimpiazzati rispettivamente da John Carew e Nigel Reo-Coker, con Milner che torna a fare l’ala destra. Una novità di formazione nel Liverpool, con Fabio Aurelio a scivolare in panchina per far spazio a Dirk Kuyt, tornato a fare l’ala destra.
Si gioca sotto una fortissima neve e le condizioni atmosferiche sembrano influenzare sull’inizio lento del match: il campo rimane in ottime condizioni (sempre straordinaria la tenuta dei campi inglesi a questo livello), ma la neve è troppo fitta per non fare fastidio ai giocatori in campo.
E’ più propositivo l’Aston Villa in avvio, ma la prima occasione è per il Liverpool al 17’: Fernando Torres riceve palla al limite dell’area, la gioca per Gerrard che va al tiro di prima intenzione provando a scavalcare Friedel, che però è bravo a tornare indietro e alzare in corner con un buon intervento. Nonostante le condizioni ambientali difficili, è davvero deludente l’atteggiamento del Liverpool: non è da grande squadra giocare così molle e ad aspettare gli eventi, senza aggredire l’avversario. Lucas Leiva è come sempre inutile in mediana, mentre al suo fianco Aquilani è poco propositivo e non aggiunge nulla al gioco, che ristagna pesantemente perché Benayoun non ha mai spunti degni di nota, mentre Kuyt si muove ma non punge. L’Aston Villa cede campo in questa fase, con i due mediani Petrov e Reo-Coker che sembrano limitarsi al compitino e incidono poco in fase offensiva, mentre poco gioco arriva dalle fasce con Downing in particolare in giornata opaca.
Al 30’ proprio l’ex Middlesbrough sciupa un’enorme occasione da rete: corner da sinistra di Milner verso il secondo palo, tutti difendono centralmente e Downing è solissimo al limite dell’area piccola per calciare al volo di potenza con il suo mancino, ma non angola la conclusione e permette a Reina di salvare di istinto i Reds. Davvero scioccante la difesa del Liverpool in questo calcio piazzato, non certo una novità: è incredibile come Benitez non riesca ad organizzare una difesa decente sui piazzati avversari, assolutamente ridicolo. La partita è molto brutta, con tanti errori in campo: le poche volte in cui il tono agonistico si alza, ci pensa Probert a rovinare tutto con dei fischi del tutto inutili, in una direzione di gara pessima.
Probert sbaglia gravemente anche al 38’: Kuyt scarica il pallone fuori area e si vede arrivare un inutile tackle in ritardo di Richard Dunne a colpirlo abbastanza in pieno, per un rigore abbastanza evidente che l’arbitro non fischia. L’irlandese sembra esser tornato ai livelli soliti delle sue prestazioni con il Manchester City, con tanti errori e tante entrate immotivate. Maluccio tutta la difesa dell’Aston Villa, che è poco attaccata ma rimane poco sicura e rischia diversi pasticci: Carlos Cuellar è reduce da grandissime prestazioni, ma questa prova è appena sufficiente e non certo all’altezza del suo rendimento recente.
La partita è frustrante e se il primo tempo era brutto la ripresa è anche peggiore. L’Aston Villa abbassa troppo il baricentro, mentre il Liverpool butta sempre via il pallone e gioca in modo mediocre senza idee né spunti, in maniera decisamente prevedibile: Aquilani prova a prendersi finalmente qualche responsabilità cercando qualche verticalizzazione, ma le sbaglia tutte anche grossolanamente. Davvero Xabi Alonso era un’altra cosa. Peggio ancora fa Gerrard, ma qui è anche colpa di Benitez visto che quando il capitano dei Reds non è in condizione non può certo essere ficcante negli inserimenti e non può giocare da trequartista: è una costatazione semplicissima per tutti, tranne per il pessimo manager spagnolo, sempre più cotto. Finisce allora di vedere una delle prestazioni più tristi della carriera di Gerrard, ricca di errori e senza idee: davvero molto negativi gli ultimi due mesi del nazionale inglese. In campo non succede assolutamente nulla.
Un’enorme occasione ce l’ha Agbonlahor al 70’ dopo uno scivolone di Carragher ma calcia troppo facilmente per Reina, sprecando tutto. Il corner successivo è battuto verso il centro, Carew si libera bene di Agger e colpisce di testa piedi per terra da distanza ravvicinata ma senza alcun bisogno ancora eccessivamente la conclusione e manda il pallone a sfiorare il palo, quando avrebbe dovuto segnare.
O’Neill prova a sfruttare il buon momento e prova la prima mossa dalla panchina al 72’, togliendo il sufficiente Reo-Coker per inserire Albrighton (appena seconda presenza in Premier League per lui) a fare l’ala destra, con Milner interno. In realtà, il 20enne non ha l’impatto sperato.
L’Aston Villa domina per una decina di minuti e un minuto dopo meriterebbe un calcio di rigore: cross lungo di Milner a cercare Albrighton, Insua per cercare l’anticipo stacca davvero scomposto e colpisce con il braccio larghissimo, ma incredibilmente né arbitro né guardalinee vedono un rigore così solare. Quest’anno c’è davvero da chiedersi che razza di incompetenti viene mandata a far danni sui campi di Premier League: mai vista una Premier League arbitrata mediamente così male, la Federazione dovrebbe rifletterci sopra.
Al 77’ esce Alberto Aquilani, dopo una prestazione né carne né pesce: per fare una battuta, l’ex Roma sembra una tiepida insalatina. Esce tra l’ironia dei tifosi di casa, che cantano “What a waste of money”, che spreco di soldi. Al suo posto entra Babel a fare l’ala sinistra, con Benayoun trequartista e Gerrard finalmente arretrato a fare il regista. Due minuti dopo O’Neill fa stranamente retromarcia, togliendo Downing per Sidwell e riportando Milner nel ruolo di ala: non una grande idea, con i padroni di casa che si abbassano di nuovo.
E’ un match da 0-0 ma al 93’ c’è una caterva di errori nella difesa dell’Aston Villa: Warnock regala palla Kuyt, gioca su Benayoun in zona centrale con l’israeliano che viene contrastato da Agbonlahor ma il rimpallo lancio Fernando Torres sul centro-destra dell’area, è il primo pallone decente che capita sui piedi dello spagnolo che incrocia benissimo il destro, con una finalizzazione da grande attaccante che vale lo 0-1. Di fatto lo spagnolo ha visto pochi palloni per colpa dei compagni, ma si conferma grande realizzatore e regala tre punti fortunatissimi e immeritati ai Reds.
E’ una vittoria davvero miracolosa per il Liverpool, vista la povertà della prestazione, di una squadra che torna a farsi sotto in classifica ma che conferma terribili difficoltà di gioco, una scarsa qualità non da grande squadra: il settimo posto è dovuto a qualche grande giocatore come Fernando Torres, altrimenti il gioco e la fase difensiva di questa squadra sarebbe da zona retrocessione. C’è bisogno di cambiare qualcosa nel gioco e nella tattica, ma vista la testardaggine di Benitez forse l’unica cosa da cambiare sarebbe il manager: impossibile, perché lo spagnolo ha strappato un truffaldino rinnovo lunghissimo di contratto e quindi in caso di esonero riceverebbe una buona uscita pesantissima che in questo momento la società non vuole e non può permettersi. Il prossimo match di campionato sarà fondamentale perché ad Anfield arriverà il Tottenham, mentre sabato prossimo i Reds saranno di scena al Madejski Stadium per affrontare il Reading in FA Cup. C’è preoccupazione però perché all’89’ Glen Johnson è uscito per un problema al ginocchio: potrebbe anche costargli qualche settimana di stop.
Ko parecchio scioccante per l’Aston Villa, che perde una grandissima occasione per staccare pesantemente il Liverpool ma perde anche una partita in cui è apparso superiore ai Reds: l’espressione di O’Neill a fine partita spiega meglio di tutto le sensazioni attuali nello spogliatoio dei Villans, che dovranno tornare dopo questo brutto colpo subito. Il prossimo match sarà in casa del Wigan, ma prima ci sarà da affrontare il Blackburn, prima in FA Cup e poi nella semifinale di andata di Carling Cup.
Aston Villa-Liverpool 0-1
Aston Villa (4-4-2): Friedel 6,5 – Luke Young 6 Cuellar 6 Dunne 5,5 Warnock 5,5 – Milner 6 Reo-Coker 6 (72’ Albrighton 5) Petrov 5,5 Downing 5 (79’ Sidwell sv) – Carew 5 Agbonlahor 5,5
In panchina: Guzan, Delfouneso, Delph, Beye, Collins
Manager: Martin O’Neill 6
Liverpool (4-2-3-1): Reina 6,5 – Johnson 5,5 (89’ Skrtel sv) Carragher 6 Agger 5,5 Insua 4,5 – Lucas Leiva 4,5 Aquilani 4,5 (77’ Babel 4) – Kuyt 6 Gerrard 4 Benayoun 5 (94’ Fabio Aurelio sv) – Fernando Torres 6,5
In panchina: Diego Cavalieri, Kyrgiakos, N’Gog, Spearing
Manager: Rafa Benitez 5
Arbitro: Lee Probert 3
Gol: 93’ Fernando Torres
Ammoniti: Dunne (AV), Lucas Leiva (L)
Migliore in campo: Fernando Torres (Liverpool)
Il Bolton si fa recuperare due gol ed è ormai guerra aperta tra i tifosi e Gary Megson
Nell’altro match della serata, l’Hull City evita una sconfitta che sarebbe stata pesantissima, in un momento particolarmente duro nel calendario
Bolton-Hull City 2-2: Finisce in parità l’importantissimo scontro diretto per le zone basse di classifica del Reebok Stadium, un pareggio che soddisfa soltanto il West Ham che così riesce a rimanere fuori dalla zona retrocessione per una migliore differenza reti, mentre qualsiasi altro risultato avrebbe portato gli Hammers tra le ultime tre della classifica. E’ un pareggio che soprattutto lascia del tutto insoddisfatto il Bolton, creando un altro squarcio nella ormai insanabile frattura tra i tifosi e Gary Megson, contestatissimo e sempre più a rischio esonero, chiesto a piena voce proprio dal pubblico, con tanto di piccoli striscioni. Il match arrivava nel pieno di un periodo durissimo per l’Hull City, che deve affrontare in serie parecchie squadre di alta classifica: per questo motivo, un ko al Reebok Stadium sarebbe stato davvero deleterio, così come lo stesso pareggio non può soddisfare del tutto i Tigers, che rischiano di arrivare a fine Gennaio con una posizione di classifica complicatissima. E’ un brutto primo tempo, in cui l’agonismo atteso si trasforma in scorrettezze, che spezzettano eccessivamente il match: nei primi 15 minuti non si vede un tiro in porta, con ben 9 fischi dell’arbitro Dowd. L’Hull City ha una difesa organizzata in maniera orribile: al 20’ a saltare su un lancio lungo di Knight è il terzino Dawson e non uno dei due centrali, la sua respinta finisce su Klasnic che non ci pensa e trova una grande conclusione bassa da fuori, trovando quasi dal nulla la rete del vantaggio. E’ un vantaggio meritato, perché con la sua solita fisicità è il Bolton a giocare meglio dell’avversario, nonostante manchi la brillantezza per aprire una difesa in grande difficoltà. Molto male invece l’Hull City, che per lunghi tratti di gara sembra davvero incapace a fare anche i passaggi più semplici, con Olofinjana e Boateng particolarmente imprecisi, mentre Fagan e Altidore sembrano per nulla insidiosi. Ci vuole un pasticcio difensivo dei Trotters per vedere un’occasione per i Tigers: su cross di Mendy c’è Jaaskelainen che esce totalmente a vuoto, il pallone sbatte su Steinsson e a quel punto Hunt ha la porta spalancata ma in tuffo colpisce malissimo di testa, andando a colpire lo stesso difensore islandese. La ripresa è decisamente migliore, con l’Hull City che con il passare dei minuti prova a crescere, ma con il Bolton che sembra riuscire a chiudere il match: punizione da centrocampo battuta morbida da Robinson, Myhill cerca l’uscita del tutto fuori tempo passeggiando per l’area di rigore, a staccare con Kevin Davies c’è incredibilmente Mendy e non un difensore centrale e la deviazione del centravanti quasi casualmente finisce nella porta sguarnita. Gol davvero orrendo da concedere. Sembra tutto finito, ma i Tigers tornano in partita: azione insistita e cross da destra di Fagan sul quale quattro giocatori dell’Hull City si buttano in area, la difesa rimane ferma e a trovare l’incornata vincente è Stephen Hunt, che batte l’incolpevole Jaaskelainen e così riapre il match. Troppo passiva la difesa dei Trotters, che non a caso ancora deve portare a casa un clean sheet in stagione. Al 75’ Megson decide di togliere Klasnic per far entrare il mediano McCann e si scatena il putiferio, con i fischi devastanti dei tifosi di casa e l’inizio della contestazione, con lo stesso croato del tutto insoddisfatto della decisione del manager. I fischi diventano contestazione perché il Bolton non esce più dalla propria trequarti e subisce anche il gol del pareggio: lancio da centrocampo di Zayatte che viene prolungato da Vennegoor Of Hesselink per Hunt, l’irlandese di prima cerca il cross ma trova la deviazione di Steinsson che manda il pallone verso la porta, Jaaskelainen non è reattivo e si fa superare, Robinson con l’intervento alla disperata non fa in tempo a salvare e il pallone entra per il 2-2. Adesso i tifosi del Bolton si fanno sentire anche con cori pesantissimi nei confronti del manager: e non hanno tutti i torti. L’Hull City cerca anche la vittoria, ma la più grande occasione nel finale ce l’ha il Bolton, con la botta dal limite di Steinsson che trova una deviazione di un avversario e sembra mandare fuori causa Myhill, ma il pallone va a sfiorare il palo. Finisce allora in parità e sugli spalti sembra unanime la richiesta di esonero per Gary Megson.
Migliore in campo: Stephen Hunt (Hull City)
Risultati 20a giornata Premier League:
Lunedì 28 Dicembre:
Blackburn-Sunderland 2-2: 52’ Bent (S), 53’ Pedersen (B), 65’ Bent (S), 77’ Diouf (B)
Chelsea-Fulham 2-1: 4’ Gera (F), 73’ Drogba (C), 75’ autogol Smalling (F)
Everton-Burnley 2-0: 83’ Vaughan, 92’ Pienaar
Stoke City-Birmingham City 0-1: 50’ Jerome
Tottenham-West Ham 2-0: 11’ Modric, 81’ Defoe
Wolverhampton-Manchester City 0-3: 33’ Tevez, 69’ Garrido, 86’ Tevez
Martedì 29 Dicembre:
Aston Villa-Liverpool 0-1: 93’ Fernando Torres
Bolton-Hull City 2-2: 20’ Klasnic (B), 61’ Kevin Davies (B), 71’ Hunt (HC), 78’ Hunt (HC)
Mercoledì 30 Dicembre:
ore 20.45
Portsmouth-Arsenal
ore 21.00
Manchester United-Wigan
Classifica Premier League (posizione, squadra, punti, partite giocate, differenza reti):
1 Chelsea 45 (20; +29)
-------------------------------------------------------------------------------
2 Manchester United 40 (19; +22)
3 Arsenal 38 (18; +27)
-------------------------------------------------------------------------------
4 Tottenham 37 (20; +20)
-------------------------------------------------------------------------------
5 Manchester City 35 (19; +11)
-------------------------------------------------------------------------------
6 Aston Villa 35 (20; +11)
7 Liverpool 33 (20; +12)
8 Birmingham City 32 (20; +2)
9 Fulham 27 (19; +5)
10 Sunderland 23 (20; -3)
11 Everton 22 (19; -6)
12 Stoke City 21 (19; -8)
13 Blackburn 21 (20; -15)
14 Burnley 20 (20; -18)
15 Wigan 19 (18; -18)
16 Wolverhampton 19 (20; -19)
17 West Ham 18 (20; -9)
-------------------------------------------------------------------------------
18 Bolton 18 (18; -10)
19 Hull City 18 (20; -22)
20 Portsmouth 14 (19; -11)
martedì 29 dicembre 2009
James Vaughan prova ad uscire dall’incubo e regala all’Everton tre punti fondamentali
Nelle altre partite del lunedì, il Birmingham City continua a vincere anche grazie alle strepitose parate di Hart, mentre il Blackburn rimonta due volte il Sunderland
Everton-Burnley 2-0: Ancora segnali confortanti dal Burnley ma ancora risultati che non arrivano in trasferta per la squadra di Coyle, che ha ottenuto appena un punticino nelle prime 10 trasferte di Premier League e che per questo motivo si ritrova in zona pericolosa, specialmente ora che le prestazioni interne sono meno brillanti: i Clarets infatti non vincono da nove partite. Sono tre punti di importanza capitale per l’Everton, che finalmente riesce a respirare in classifica, portandosi a +5 dalla zona retrocessione e all’undicesimo posto in classifica, cominciando la risalita che Moyes si augura continuare fino alla totale tranquillità: i Toffees infatti hanno al momento come unico obiettivo quello di allontanarsi in fretta dalle zone calde della classifica, per poi provare a recuperare gli infortunati e vedere cosa ancora può succedere in una stagione così disgraziata. L’Everton inizia bene un match parecchio aperto, con due squadre che provano continuamente a pungere in avanti, tenendo un buon ritmo: gioca meglio la squadra di casa, che mostra qualche buona combinazione e qualche azione interessante, con Osman ancora molto attivo e con i due esterni Bilyaletdinov e Pienaar parecchio vivaci. Alla squadra di Moyes manca però qualcosa per affondare, con Cahill e Yakubu che non incidono come dovrebbero. Il nigeriano ha la grande occasione sul cross dalla trequarti di Baines che Duff non riesce ad intercettare ma colpisce in modo sporco e manda il pallone sul palo. Dopo mezz’ora parecchio vivace la partita crolla di schianto, con le due squadre che perdono qualità e ritmo, regalando un ultimo quarto d’ora di primo tempo piuttosto anonima. La ripresa riparte con il Burnley più brillante, capace di creare parecchie difficoltà alla difesa avversaria, tanto da sognare il colpaccio: dopo un corner respinto la difesa dell’Everton non sale in fretta, Elliott riesce a riciclare il pallone in area per David Nugent che è in posizione regolare e va alla conclusione con il destro, ma il palo gli nega la gioia del gol inflitto alla squadra per cui tifa. E’ un buon momento per il Burnley, rovinato dal solito Jordan, troppo spesso dannoso per la squadra: al 62’ il terzino si vede saltato da Pienaar sulla trequarti e decide di trattenerlo in maniera tremenda, andandosi a meritare un gratuito secondo giallo e lasciando i Clarets in 10 uomini. A questo punto gli ospiti perdono totalmente campo ma riescono a difendersi con tenacia, mostrando grande volontà e grande unità. L’Everton sembra faticare a pungere ma all’83’ trova il modo per sfondare: Fellaini combina bene con il solito Pienaar e va sul fondo per crossare basso, l’opaco Yakubu non trova ancora la zampata giusta ma sul secondo palo James Vaughan entrato da 80 secondi si fa trovare nel modo giusto, controllando e calciando velocemente verso il primo palo e trovando un gol che gli mancava da due anni. Gol importantissimo per lui, che ha passato le ultime tre stagioni quasi sempre fuori per gravi infortuni, un elemento di talento troppo spesso fermato dalla sfortuna: anche quest’anno era andato in prestito al Derby County, ma i Rams lo hanno rispedito a Goodison Park per farlo curare nuovamente dopo l’ennesimo infortunio. C’è davvero da sperare che possa essere il momento di svolta della sua carriera, lui che detiene anche il record di calciatore più giovane ad aver segnato in Premier League. Il Burnley protesta per un fuorigioco di Yakubu, che in effetti è in posizione attiva al momento del tiro di Vaughan perché dà fastidio a Jensen e prova anche a toccare: ad uno sguardo più attento però si vede che sulla destra dell’area c’è Mears rimasto a terra e quindi Yakubu è in posizione regolare e il gol è buonissimo. L’Everton riesce anche a chiudere con stile: Yakubu si propone in una buona iniziativa difendendo palla e toccando filtrante per il movimento di Pienaar, che calcia basso e batte Jensen trovando con merito la gioia del gol personale. Scendono così i titoli di coda, per una vittoria di capitale importanza per Moyes.
Migliore in campo: Steven Pienaar (Everton)
Stoke City-Birmingham City 0-1: McLeish ha avuto la brillante idea di cancellare dalla mente dei calciatori il concetto del fermarsi: il Birmingham City non vuole fermarsi, anzi continua la sua incredibile serie positiva, fatta tutta di prestazioni mai spettacolari e di grande difesa, ma che continua a portare i Brummies nelle zone nobili di classifica. Al Britannia Stadium arriva l’undicesimo risultato utile consecutivo, un record del club in massima serie, eguagliando la striscia del 1908: stranamente, al termine di quella stagione la squadra subì la retrocessione, ma quella volta la serie fu composta da tre vittorie e otto pareggi, mentre quest’anno vede ben sette vittorie e quattro pareggi, decisamente un altro passo, per una squadra che ha già tutte e due le mani sulla salvezza con i 32 punti ottenuti e che può guardare alle restanti 18 giornate con clamorosa tranquillità, con la possibilità di prendersi più soddisfazioni possibili. Ci sarà molto probabilmente un calo del Birmingham City andando in là in questa stagione, ma la squadra è troppo ben organizzata in difesa per crollare in maniera così verticale da mettere in pericolo la permanenza in Premier League. Chi deve invece cominciare a guardarsi alle spalle è lo Stoke City, specialmente se l’attacco dovesse continuare a faticare così tanto: finora i Potters hanno realizzato appena 15 gol, davvero pochissimo e Pulis deve cominciare a ritoccare qualcosa, magari approfittando anche della riapertura del mercato, che lo scorso anno fu decisiva per portare i gol di James Beattie, gol che quest’anno stanno mancando. Per la quinta volta nelle ultime sei partite la squadra di Pulis non riesce a sfondare la difesa avversaria e inizia a preoccuparsi per questo percorso pericoloso. Il match del Britannia Stadium è giocato su ritmi molto alti ma non sempre con grande qualità. Il primo tempo vede lo Stoke City schiacciare continuamente il Birmingham City all’indietro, ma i Brummies continuano ad essere solidissimi in difesa, dove ancora la coppia centrale formata da Roger Johnson e Scott Dann appare impenetrabile. Le occasioni per i padroni di casa arrivano tutte su palla ferma, da corner di Lawrence e Etherington o da rimesse laterali di Delap. Proprio un corner da destra vede un raro errore di Hart che esce con brutto stile, il pallone scorre sul secondo palo ma da due passi a porta sguarnita incredibilmente Shawcross tocca male e manda sul fondo: davvero un errore clamoroso, per sciupare un gol che sembrava fatto. Il Birmingham City non si vede quasi mai in avanti, ma in avvio di ripresa riesce a trovare il gol, con quel cinismo che contraddistingue la stagione dei Brummies: corner da sinistra deviato da Dann di testa, il pallone sbatte addosso a Shawcross e finisce in area piccola dove Jerome è il più lesto di tutti e in scivolata riesce in qualche modo a battere Sorensen, per il gol dello 0-1. Gol “sporco” se ce n’è uno, ma gol da tre punti. Lo Stoke City si butta in avanti, ma fatica ad aprire la difesa avversaria e quando ci riesce trova davanti un Hart meraviglioso, capace di compiere parate impressionanti: la migliore arriva su azione di Lawrence in area, il cross è smanacciato dal portiere che poi deve in fretta tornare tra i pali, Etherington va alla botta a colpo sicuro ma è impressionante il riflesso di Hart a salvare il pericolo. Altra splendida prestazione di Joe Hart, che in un periodo così poco brillante per i portieri inglesi potrebbe anche puntare a convincere Fabio Capello: queste prestazioni dimostrano come forse possa essere proprio lui il titolare ai Mondiali. Per lo Stoke City c’è frustrazione e anche qualche recriminazione: punizione da sinistra, in area Carr si appende nettamente alla maglia di Huth che non riesce a muoversi, Atkinson è lì piazzato perfettamente ma non vede, non concedendo ai Potters un rigore davvero netto. Pulis avrà modo di lamentarsi, con lo Stoke City che continua a non segnare e che adesso fa fatica.
Migliore in campo: Joe Hart (Birmingham City)
Blackburn-Sunderland 2-2: Partita quanto mai a due facce quella di Ewood Park, che regala due tempi a loro modo indimenticabili, il primo per la bruttezza allucinante e rara (per Bruce è stato il peggior primo tempo che abbia mai visto), il secondo per la bellezza e le tante occasioni da rete create. Finisce con pareggio che impedisce alle due squadre di tornare alla vittoria, che il Blackburn ora cerca da sette partite e che al Sunderland manca da sei: in qualche modo però i Black Cats rimangono nella prima metà di classifica, anche se devono rimettere assolutamente le mani sui tre punti per non correre il rischio di implodere, rischio che comunque al momento appare obiettivamente lontano. Il Blackburn invece dovrà continuare a lottare punto a punto, sperando magari di mantenere la posizione odierna fino a fine stagione. Curiosamente, secondo Allardyce a fare la differenza è soltanto la presenza di un realizzatore come Darren Bent con la maglia avversaria, un goalscorer che il suo Blackburn non ha: peccato che abbia speso tanto per Kalinic proprio per questo motivo, di fatto le sue parole sembrano una pesante bocciatura per il croato presentato in estate proprio come bomber. Il primo tempo è quanto di più dimenticabile ci sia: non succede proprio nulla, con le due squadre ad apparire nervose e confermare lo scarso momento di forma. L’unico motivo di interesse è la presenza da titolare del debuttante irlandese David Meyler nel centrocampo del Sunderland, con il 20enne che si fa davvero apprezzare per la calma con cui gioca a centrocampo, una precisione non confermata da tutti i compagni di squadra. La ripresa è diversa, con il Blackburn che entra in campo con maggiore convinzione e alza decisamente i ritmi, ma contro il trend della partita subisce il gol dello svantaggio: spunto di Murphy che salta Chimbonda e punta la sinistra dell’area andando sul fondo a crossare basso, Givet si immola in tackle per chiudere su Henderson, ma in qualche modo il pallone finisce su Bent che da vero opportunista trova il modo di spedirlo in rete con il destro, per la rete dello 0-1. Il gol causa la totale insoddisfazione dei tifosi del Blackburn, che “booano” la squadra. Il Blackburn però reagisce immediatamente: Pedersen controlla e aiutato dallo scivolone di Bardsley trova un buono spazio, punta Nosworthy e lo manda fuori causa con un buon movimento per poi calciare molto potente a toccare la base del palo e mandare il pallone in rete, con un tiro davvero letale. Il botta e risposta sembra caricare il Blackburn che ora gioca anche discretamente, ma il Sunderland risponde ancora una volta contro il trend della partita, con il più classico dei contropiede: Henderson verticalizza immediato per lo scatto di Bent che infila in velocità i due difensori centrali e poi è chirurgico nella finalizzazione a battere Robinson, per il suo 13esimo gol in questa Premier League. Il Blackburn però riesce ancora una volta a reagire: corner battuto corto e cross di Chimbonda, nel mucchio svetta Diouf che colpisce molto bene di testa e da appena entrato realizza il gol dell’ex. Il match è vivo e nel finale il Blackburn sfiora la vittoria che sarebbe meritata: punizione da sinistra di Pedersen calciata testa, schiaccia di testa Nelsen e sulla linea Fulop è molto bravo e reattivo nel respingere, compiendo una parata eccellente. Le due squadre allora continuano la loro caccia alla vittoria.
Migliore in campo: Darren Bent (Sunderland)
Wolverhampton-Manchester City 0-3: Risultato del tutto bugiardo al Molineux, dove per lunghi tratti c’è in campo solo una squadra, dove è solo il Wolverhampton a fare la partita andando però a perdere. Una partita unicamente di difesa e contropiede, una dose multipla di buona sorte nei momenti che decidono il match e la mano molto amica dell’arbitro Jones regalano questi tre punti immeritati al Manchester City, per giunta con un risultato che riflette la partita in nessuno dei suoi aspetti: una partita unicamente di difesa e contropiede che può andare bene al Molineux, contro un manager dalle scelte scellerate come Mick McCarthy, ma che per fortuna del calcio inglese non basterà nelle altre trasferte, dove il Manchester City dovrà tirare fuori qualche carta in più, sempre che ce le abbia. La partenza in panchina di Mancini sembra identica a quella del Manchester City in questa Premier League con Hughes in panchina, ovvero prestazioni mediocri premiate oltremodo dai risultati, con addirittura la squadra a non subire gol: la sensazione è che anche in questo caso appena le cose si assesteranno si torneranno a risultati più normali, con la squadra a perdere vitalità e forse anche concentrazione dopo i primi sussulti e quindi a lasciare per strada risultati. Il Wolverhampton inizia molto bene il match, schiacciando il Manchester City all’indietro con un gioco molto fisico, però non brillante come lo si vedeva l’anno scorso in Championship: Karl Henry lavora benissimo a centrocampo, dove deve fare tutto da solo anche perché McCarthy ha la straordinaria idea di affiancargli il nullo Mancienne, che nel ruolo di mediano non copre e non aiuta il gioco, una scelta disastrosa del manager irlandese. Il Wolverhampton fa molto bene ma manca di profondità e esplosività sulle fasce, dove non ci sono vere e proprie ali, anche perché Jarvis viene incredibilmente lasciato in panchina: questo è il difetto che costa la partita al Wolverhampton. Il Manchester City non vede palla e non riesce a guadagnare metri con Tevez punta centrale e con Petrov come prevedibile inutile come ala destra (perché Mancini non vuole esser da meno a McCarthy per scelte scellerate) e allora nel corso del match bisogna cambiare modulo: il tanto discusso 4-3-3 viene già rinnegato da Mancini nel primo tempo della seconda partita, il che dimostra come la confusione tattica regnata con Mark Hughes in panchina non è per nulla risolta. Si passa al 4-4-2, che vede Ireland spostarsi a fare l’ala destra: toh, proprio la scelta che più è stata contestata al gallese viene riproposta anche da Mancini, con l’irlandese che infatti combina pochissimo. Il Wolverhampton domina nonostante la presenza di due difensori a centrocampo (Mancienne e Foley), ma a segnare è il Manchester City grazie al solito rimpallo fortunoso: Bellamy crossa basso da sinistra, Tevez forza il tiro che viene toccato da Berra e che beffardamente entra in rete dopo aver spiazzato Hahnemann per l’ingiusto 0-1. Il Wolverhampton prova a riprendere convinzione nella ripresa e torna a dominare, ma stavolta viene punito dalla terna arbitrale: con la difesa molto alta, in maniera allucinante il guardalinee non segnala un fuorigioco chilometrico di Bellamy che è decisivo, perché Craddock deve intervenire per chiudere e lascia palla a Barry, a cui viene concesso un ridicolo calcio di punizione al limite dell’area per presunto (molto presunto) body check di Mancienne, che viene addirittura anche ammonito. Dopo questi danni, naturalmente dalla punizione il City segna, con Garrido che trova il tiro a giro verso il primo palo e soprattutto trova Hahnemann addormentato per lo 0-2 che chiude il match: rimpallo e regalo dell’arbitro, tremenda beffa per i Wolves. Orrenda la scelta di Jones di assegnare il calcio di punizione, ma ancora una volta il Wolverhampton deve appurare come nel corso dei suoi match ci sia uno stock di falli che non riesce ad avere assegnati ma che i vari arbitri continuamente gli assegnano contro: il Manchester City ha fatto mille di questi body check (anche in area, vedi Bellamy su Foley), ma non ha subito nessuno calcio di punizione, avendone uno così regalato al limite, ma non è l’unico caso e qui c’è davvero qualcosa che non va, qualcosa di brutto che non c’entra nulla con il calcio inglese, dando la sensazione che l’odore del petrolio inizi ad affascinare anche gli arbitri. Il Wolverhampton però fa bene a prendersela con il guardalinee, che davvero commette un errore impossibile da compiere, non vedendo un fuorigioco enorme di Bellamy all’inizio dell’azione: qui viene difficile pensare che un guardalinee di Premier League non veda offside così netti, è davvero incredibile e increscioso. McCarthy insulta giustamente in tutti i modi il guardalinee, che fa impazzire tutto il Wolverhampton tanto che qualche minuto dopo (quando stavolta si ricorda di alzare la bandierina anche nei confronti di Bellamy, per cui la regola del fuorigioco dovrebbe valere come per gli altri giocatori, a meno che lo sceicco abbia cambiato le regole con i suoi soldini) Hahnemann prova a colpirlo con una pallonata: gesto violentissimo, ovviamente da giallo, perché i Wolves non hanno un ampio conto in banca. Rubbish. Con i Wolves ormai in vacanza, arriva anche il terzo gol a lasciare ancora più l’amaro in bocca ai padroni di casa in questo doppio turno natalizio, con la precisa conclusione dal limite di Tevez. E’ triste dirlo e non è nello stile di questo blog, ma con altri arbitraggi il Wolverhampton avrebbe ottenuto dei punti in entrambe le partite di questi tre giorni e questi sono punti che mancheranno nella corsa per la salvezza, che potrebbero essere decisivi. Che poi McCarthy si dimostri totalmente inadatto per fare il manager di Premier League non viene certo dimenticato: Mancienne gioca 90 minuti da mediano, incredibile.
Migliore in campo: Karl Henry (Wolverhampton)
Risultati 20a giornata Premier League:
Lunedì 28 Dicembre:
Blackburn-Sunderland 2-2: 52’ Bent (S), 53’ Pedersen (B), 65’ Bent (S), 77’ Diouf (B)
Chelsea-Fulham 2-1: 4’ Gera (F), 73’ Drogba (C), 75’ autogol Smalling (F)
Everton-Burnley 2-0: 83’ Vaughan, 92’ Pienaar
Stoke City-Birmingham City 0-1: 50’ Jerome
Tottenham-West Ham 2-0: 11’ Modric, 81’ Defoe
Wolverhampton-Manchester City 0-3: 33’ Tevez, 69’ Garrido, 86’ Tevez
Martedì 29 Dicembre:
ore 20.45
Aston Villa-Liverpool
ore 21.00
Bolton-Hull City
Mercoledì 30 Dicembre:
ore 20.45
Portsmouth-Arsenal
ore 21.00
Manchester United-Wigan
Classifica Premier League (posizione, squadra, punti, partite giocate, differenza reti):
1 Chelsea 45 (20; +29)
-------------------------------------------------------------------------------
2 Manchester United 40 (19; +22)
3 Arsenal 38 (18; +27)
-------------------------------------------------------------------------------
4 Tottenham 37 (20; +20)
-------------------------------------------------------------------------------
5 Aston Villa 35 (19; +12)
-------------------------------------------------------------------------------
6 Manchester City 35 (19; +11)
7 Birmingham City 32 (20; +2)
8 Liverpool 30 (19; +11)
9 Fulham 27 (19; +5)
10 Sunderland 23 (20; -3)
11 Everton 22 (19; -6)
12 Stoke City 21 (19; -8)
13 Blackburn 21 (20; -15)
14 Burnley 20 (20; -18)
15 Wigan 19 (18; -18)
16 Wolverhampton 19 (20; -19)
17 West Ham 18 (20; -9)
-------------------------------------------------------------------------------
18 Bolton 17 (17; -10)
19 Hull City 17 (19; -22)
20 Portsmouth 14 (19; -11)


