Nei recuperi della Football League, il Crystal Palace riaccende le speranze di salvezza andando ad imporsi nello scontro diretto del Vicarage Road, mentre il Plymouth non va oltre lo 0-0 interno
Nei recuperi di Championship, il Cardiff City respira e mette di fatto al sicuro il proprio posto playoff, che lo scorso anno però fu perso in maniera inaspettata e incredibile: stavolta la squadra di Jones dovrebbe aver imparato la lezione e difendere i propri 8 punti di vantaggio sul settimo posto a sei partite dalla fine. Chi dovrà ancora faticare per mantenere un posto tra le prime sei è il Leicester, che sul più bello ha accusato tre sconfitte consecutive e che soprattutto non ha ottenuto punti in tutte le trasferte giocate contro le prime cinque in classifica, una debolezza che potrebbe essere importante nella eventuale post-season. Succede di tutto in campo, con il Cardiff City che deve affrontare anche diversi problemi di infortuni, tanto che per Dave Jones questa è la prestazione migliore della stagione anche per le circostanze in cui è arrivata. Il Leicester mostra qualche fatica difensiva e Weale commette la seconda sbavatura consecutiva respingendo troppo corto una conclusione di Etuhu, sul pallone si avventa McCormack che non sbaglia e sblocca. McCormack è scatenato e va ancora vicino al gol, ma King riesce provvidenzialmente a salvare sulla linea. I Bluebirds perdono anche Blake e il subentrato Matthews quasi realizza uno dei gol più belli dell’anno, partendo in solitaria dalla propria metà campo, lasciando per strada quattro avversari ed entrando in area ma la sua conclusione termina alta. McCormack gioca un grande primo tempo e impegna ancora Weale, sulla respinta il pallone è conquistato da Rae che lo rigioca bene per Whittingham che continua la sua stagione molto prolifica e realizza il 2-0. Il primo tempo si chiude con un caso, visto che il corner di Waghorn sembra superare la linea di porta prima che Marshall riesca ad intervenire e salvare, ma l’arbitro non assegna il gol: a fine partita lo stesso Jones ammette che probabilmente questo era un gol buono e che il suo Cardiff City è stato abbastanza fortunato. Il Leicester torna comunque in partita in avvio di ripresa, con Marshall che sbaglia su un altro corner e Howard ne approfitta trovando il destro vincente. Le Foxes premono e vanno in superiorità numerica con l’appena entrato Vaughan che viene atterrato da Gyepes per quella che per l’arbitro è da considerare una chiara occasione da rete con il difensore che viene espulso. Marshall però allunga i propri tentacoli per parare su Wellens e il Cardiff City resiste fino alla fine, ottenendo questi importanti punti che valgono il +3 sui cugini dello Swansea City a pochi giorni dal sentitissimo derby gallese, derby che però i Bluebirds dovranno giocare in mezzo a mille problemi difensivi.
Il Watford vede sempre più vicino il baratro della retrocessione, perdendo lo scontro diretto interno contro il Crystal Palace che così si porta ad un solo punto di distacco: le due londinesi erano state in zone nobili della classifica nella prima metà di stagione, ma adesso per cause differenti si sono ritrovate a giocarsi la salvezza in questo accesissimo scontro diretto. Le Eagles erano state poco fortunate sabato scorso quando avevano perso in casa contro il Crystal Palace, ma adesso ad avere tanto da recriminare è il Watford, che ha avuto un arbitraggio non molto amico con Paul Taylor che ha lasciato tutti perplessi, che ha avuto una quantità enorme di occasioni da rete sprecate, che ha trovato di fronte Speroni e McCarthy in forma monstre e che ha colpito anche tre legni. Subito gli Hornets meriterebbero un rigore, ma all’arbitro sfugge un evidente fallo di mano di McCarthy sul cross di Buckley. Inizia la grande giornata di Speroni, che è straordinario nel colpo di testa a colpo sicuro di Martin Taylor, mentre l’argentino non può nulla sulla conclusione di Cleverley ma è salvato dalla traversa. Contro il trend della partita, sono gli ospiti a passare con John che trova finalmente il suo primo gol dopo 8 mesi dal suo arrivo al Palace andando ad incornare sul cross di Ertl. Per il Watford non sembra serata, visto che l’incornata di Lansbury va a colpire il palo. In avvio di ripresa è allora il Crystal Palace a colpire: stavolta è Scannell a colpire il palo di testa, ma il rimbalzo diventa buono per lo stesso 19enne che va a ribadire in rete per lo 0-2. Scannell poi impegna Loach e sulla respinta Danns va a realizzare e mettere un sigillo definito ad una vittoria fondamentale per la squadra di Hart. Il Watford continua a sbattere sui legni con Cleverley che colpisce un altro palo, con Speroni che viene battuto solo a 7 minuti dalla fine da Graham, ma è un gol che vale solo per consolazione. Il contestato arbitro Paul Taylor poi espelle Lee Hills per doppia ammonizione, ma per il Palace cambia poco visto che arrivano tre punti fondamentali che riaccendono le speranze di salvezza. E’ sempre più un incubo questo finale di stagione per il Watford.
Finisce 0-0 ad Home Park, nel match finalmente rigiocato dopo la tanto contestata sospensione dello scorso Novembre, arrivata forse frettolosamente con il Barnsley che stava vincendo 4-1. Il Plymouth tiene maggiormente in mano il gioco ma deve ringraziare Stockdale, che due volte ha la meglio su Bogdanovic e Hume in situazione di uno contro uno. E’ sempre più difficile la rincorsa salvezza dei Pilgrims.
Nel recupero di League One si complica ulteriormente la posizione dell’Oldham, tornato pericolosamente vicino alla zona retrocessione: i Latics avevano la nuova occasione per staccarsi nel recupero interno contro il Brentford, ma le Bees continuano la loro ottima stagione e salgono all’undicesimo posto con il 3-2 esterno.
Non si gioca invece il recupero di League Two tra Accrington Stanley e Barnet, il match che doveva vedere il ritorno dell’arbitro Mark Halsey dopo aver superato il cancro: poca fortuna però per lui, visto che dovrà rinviare il proprio rientro ufficiale a causa della pioggia che ha reso impraticabile il terreno di gioco di Crown Ground.
Risultato recupero 18a giornata Championship:
Martedì 30 Marzo:
Plymouth-Barnsley 0-0
Risultato recupero 22a giornata Championship:
Martedì 30 Marzo:
Cardiff City-Leicester 2-1: 10’ McCormack (CC), 45’ Whittingham (CC), 52’ Howard (L)
Risultato recupero 31a giornata Championship:
Martedì 30 Marzo:
Watford-Crystal Palace 1-3: 31’ John (CP), 51’ Scannell (CP), 66’ Danns (CP), 83’ Graham (W)
Classifica Championship (posizione, squadra, punti, partite giocate, differenza reti):
1 Newcastle 83 (39; +46)
2 West Bromwich 79 (40; +35)
-----------------------------------------------------------------------------
3 Nottingham Forest 70 (40; +21)
4 Cardiff City 65 (40; +18)
5 Swansea City 62 (40; +2)
6 Leicester 61 (40; +8)
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7 Blackpool 57 (40; +12)
8 Doncaster 55 (40; +4)
9 Middlesbrough 54 (40; +9)
10 Sheffield United 54 (40; +2)
11 Reading 52 (38; -2)
12 Coventry 52 (40; -8)
13 Bristol City 52 (40; -9)
14 Barnsley 50 (40; -13)
15 Preston 49 (40; -10)
16 Ipswich 48 (40; -8)
17 Derby County 48 (40; -10)
18 QPR 47 (39; -5)
19 Scunthorpe 47 (39; -18)
20 Sheffield Wednesday 44 (40; -17)
21 Watford 43 (39; -11)
-----------------------------------------------------------------------------
22 Crystal Palace 42 (40; -3)
23 Plymouth 38 (40; -17)
24 Peterborough 30 (40; -26)
Prossima giornata Championship:
Venerdì 2 Aprile:
ore 16.00
Scunthorpe-Blackpool
ore 18.15
West Bromwich-Leicester
Sabato 3 Aprile:
ore 16.00
Bristol City-Nottingham Forest
Coventry-Derby County
Doncaster-Plymouth
Ipswich-Reading
Middlesbrough-Crystal Palace
Peterborough-Newcastle
Preston-Watford
QPR-Sheffield Wednesday
Sheffield United-Barnsley
ore 18.20
Cardiff City-Swansea City
Risultato recupero 29a giornata League One:
Martedì 30 Marzo:
Oldham-Brentford 2-3: 22’ Abbott (O), 30’ MacDonald (B), 64’ Balkestein (B), 69’ MacDonald (B), 82’ Abbott (O)
Classifica League One (posizione, squadra, punti, partite giocate, differenza reti):
1 Norwich 82 (38; +40)
2 Leeds 71 (38; +29)
-----------------------------------------------------------------------------
3 Millwall 71 (38; +28)
4 Swindon 70 (38; +13)
5 Charlton 68 (38; +19)
6 Colchester 65 (38; +15)
-----------------------------------------------------------------------------
7 Huddersfield 62 (38; +18)
8 Bristol Rovers 58 (38; =)
9 Milton Keynes Dons 57 (38; -1)
10 Southampton 53 (37; +29)
11 Brentford 50 (37; =)
12 Carlisle 48 (38; -3)
13 Brighton 47 (38; -4)
14 Walsall 47 (38; -7)
15 Yeovil 44 (38; -6)
16 Leyton Orient 41 (38; -10)
17 Gillingham 40 (38; -11)
18 Exeter City 40 (38; -13)
19 Oldham 40 (37; -14)
20 Hartlepool 39 (38; -13)
-----------------------------------------------------------------------------
21 Tranmere 38 (37; -28)
22 Southend 37 (38; -14)
23 Wycombe 32 (38; -25)
24 Stockport 24 (38; -42)
Prossima giornata League One:
Giovedì 1 Aprile:
ore 20.45
Brighton-Southampton
Venerdì 2 Aprile:
ore 16.00
Carlisle-Bristol Rovers
Exeter City-Colchester
ore 20.45
Millwall-Brentford
Tranmere-Norwich
Sabato 3 Aprile:
ore 16.00
Leeds-Swindon
Leyton Orient-Hartlepool
Milton Keynes Dons-Charlton
Oldham-Gillingham
Southend-Yeovil
Stockport-Walsall
Wycombe-Huddersfield
Recupero 22a giornata League Two:
Martedì 30 Marzo:
Accrington Stanley-Barnet rinviata per impraticabilità di campo
Classifica League Two (posizione, squadra, punti, partite giocate, differenza reti):
1 Rochdale 78 (37; +45)
2 Notts County 68 (36; +43)
3 Bournemouth 67 (38; +9)
-----------------------------------------------------------------------------
4 Rotherham 65 (38; +10)
5 Chesterfield 61 (38; +2)
6 Bury 61 (38; +1)
7 Aldershot 60 (38; +10)
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8 Northampton 59 (38; +11)
9 Dag & Red 56 (38; +5)
10 Morecambe 55 (38; +6)
11 Shrewsbury 55 (38; +2)
12 Burton Albion 54 (38; +3)
13 Port Vale 53 (38; +10)
14 Accrington Stanley 53 (37; -6)
15 Crewe Alexandra 50 (38; =)
16 Bradford 48 (38; -7)
17 Hereford 44 (38; -15)
18 Lincoln City 43 (38; -17)
19 Barnet 42 (37; -9)
20 Macclesfield 42 (38; -10)
21 Torquay 37 (38; -6)
22 Cheltenham 35 (37; -16)
-----------------------------------------------------------------------------
23 Grimsby 31 (38; -25)
24 Darlington 19 (36; -46)
Prossima giornata League Two:
Venerdì 2 Aprile:
ore 16.00
Morecambe-Crewe Alexandra
ore 20.45
Grimsby-Northampton
Sabato 3 Aprile:
ore 16.00
Bournemouth-Bradford
Burton Albion-Darlington
Cheltenham-Lincoln City
Chesterfield-Rochdale
Dag & Red-Accrington Stanley
Hereford-Barnet
Macclesfield-Aldershot
Notts County-Bury
Rotherham-Port Vale
Torquay-Shrewsbury
mercoledì 31 marzo 2010
Il Cardiff City ha un piede nei playoff: il Leicester paga un brutto primo tempo
Tutto negli ultimi 10 secondi: Rooney ko e Olic segna il gol della vittoria
Champions League: il Manchester United paga un atteggiamento incomprensibile nella ripresa gestendo male il vantaggio e il Bayern Monaco ne approfitta vincendo in rimonta
Bayern Monaco-Manchester United 2-1: Come buttare via una qualificazione che sembrava già in mano e rimettere in gioco tutto: il Manchester United dovrà rimontare nel ritorno dei quarti di finale di Champions League ed è un risultato disastroso se si pensa che i Red Devils sono arrivati all’ultimo quarto d’ora in vantaggio e in controllo, con il Bayern Monaco che ci provava con sempre maggiore insistenza ma senza riuscire a creare reali palle gol e anzi lasciando tanti spazi in contropiede. C’è un pizzico di sfortuna dovuto alle due traverse (una in realtà: quella di Nani avrebbe portato al gol più fortunato della storia) e alla deviazione che ha battuto Van der Sar nel gol del pareggio, ma c’è soprattutto una gestione molto rivedibile della partita, con Sir Alex Ferguson che ancora una volta ha esagerato negli atteggiamenti difensivi nelle trasferte europee, come era successo contro il Milan negli ottavi di finale (con un risultato positivo ma una prestazione appena sufficiente) e come ormai succede troppo spesso nelle ultime stagioni: il tema è sempre il solito, il chiedersi perché nelle trasferte europee le squadre inglesi debbano essere quasi sempre irriconoscibili. Ci sono poche storie che tengono, una squadra come il Manchester United una volta trovatosi in vantaggio questo match lo doveva vincere andando a colpire sugli spazi che il Bayern Monaco lasciava in contropiede, ma i Red Devils nella ripresa si sono addormentati e si sono fatti colpire dalla squadra di Louis Van Gaal, brava nel provarci ma che non ha mostrato particolare qualità visto che Ribery tutto sommato è stato ben chiuso e vista l’assenza pesante di Robben: i Roten di fatto hanno mostrato le solite caratteristiche, ovvero la grinta e la voglia di spingere e provarci in ogni modo fino all’ultimo momento. Quando questa squadra trova due episodi molto favorevoli, può perdonare al massimo in un’occasione ma l’altra la concretizza e questo è quanto successo in questa serata: vince il Bayern Monaco non tanto per qualità tecnica o tattica, ma per atteggiamento e voglia di provarci per tutto il secondo tempo, cosa che il Manchester United ha rinunciato a fare. Adesso non solo i Red Devils hanno lasciato sul terreno dell’Allianz Arena un risultato estremamente favorevole e si sono complicati molto la vita in vista del ritorno (l’aggregate può esser ribaltato, ma farlo contro una squadra con questo carattere non sarà una passeggiata), ma rischia di averci perso anche la stella della squadra: nell’azione del gol del 2-1, infatti, si è fatto male anche Rooney per un problema alla caviglia da testare nelle prossime ore ma che ha subito preoccupato. Sono stati 10 secondi di disastro, che come minimo complicano la qualificazione, ma che potrebbero complicare l’intero finale di stagione (dipende dall’entità dell’infortunio di Rooney): adesso c’è solo da incrociare le dita e sperare che Wazza non si sia fatto niente, perché tra 8 giorni c’è subito il match di ritorno (per il calendario vergognoso della Uefa: è tanto brutto piazzare le due partite con due settimane di distanza?) e perché sabato c’è lo scontro diretto contro il Chelsea per la Premier League. Il Manchester United approda all’Allianz Arena provando a diventare la seconda squadra inglese capace di battere il Bayern Monaco in trasferta: a riuscirci fu soltanto il Norwich City, che giocava con i classici colori giallo e verde, ovvero curiosamente gli stessi colori dei Red Knights, gli stessi colori di tante sciarpe portate al collo dai tifosi dei Red Devils in segno di protesta verso la proprietà americana. Il Manchester United opta per il 4-5-1, con Park Ji-Sung a fare l’ala sinistra e Nani preferito a Valencia. Il match inizia nel migliore dei modi: Nani batte male la punizione da destra facendosi deviare la traiettoria dall’unico uomo in barriera ma a centro area Demichelis scivola disastrosamente e lascia Rooney liberissimo per il sinistro ravvicinato che vale lo 0-1. Arriva dopo 69 secondi ed è il gol più veloce in questa edizione di Champions League. Il gol sembra colpire il Bayern Monaco, che non ha grandi idee per la reazione, mentre il Manchester United gioca tranquillo, a volte un po’ troppo visto che si complica la vita in alcuni disimpegni troppo elaborati e potrebbe colpire meglio in contropiede, con Rooney che non viene mai preso da Van Buyten e Demichelis: i Red Devils non sono convintissimi nella spinta e hanno un atteggiamento molto pigro. Nani se la vede sulla corsia con Badstuber un po’ in affanno (anche per la poca esperienza) ma non ne sa approfittare: il suo cross sbagliato però quasi sorprende Butt e incoccia la traversa. Il Bayern Monaco dal 20esimo inizia a spingere con più continuità, ma Ribery non riesce a fare molto sulla sinistra nel primo tempo con Neville che gioca in maniera eccellente nei primi 45 minuti, i centrocampisti non hanno grande qualità e non riescono a far scorrere il gioco con la dovuta fluidità (Pranjic fa decisamente rimpiangere Schweinsteiger) e mancano gli spunti di Robben, nonostante il suo sostituto Hamit Altintop sia l’uomo capace di trovare le migliori iniziative, quelle più pericolose: il Bayern Monaco però non riesce a pungere realmente. Il Manchester United invece sembra dare l’impressione di poter raddoppiare giocando con maggiore convinzione, ma questo accade di rado: ottima iniziativa di Fletcher ad allargarsi sulla sinistra e cross che viene ancora mancato da Demichelis, Rooney mette giù ma sul tiro trova Butt bravo a chiudere alla disperata. L’attaccante però doveva fare molto meglio in questa occasione: era la chance per dare già una mazzata al doppio confronto. Nella ripresa di fatto il Manchester United sta a guardare e esce dal campo, mostrando un atteggiamento del tutto negativo e provando solamente a controllare, invece di provare a dare una mazzata all’avversario: in tal senso cala anche Rooney, meno brillante rispetto al primo tempo. Non arrivano neanche gli appoggi dai centrocampisti, soprattutto sulle corsie con Park Ji-Sung che non incide mentre Nani gioca un secondo tempo allucinante, perdendo la solita marea di palloni e andando a cercare mille tuffi: è miracolato visto che l’arbitro non lo ammonisce, ma è assolutamente irritante. Ferguson poi inserisce Berbatov e Valencia ma le cose non cambiano, perché l’atteggiamento rimane quello difensivista e i due non ne azzeccano una. Van Gaal intanto continua a tenere in campo un Thomas Muller molto spento e impreciso e solo al 72’ inserisce una punta pesante come Gomez, un cambio molto tardivo. A furia di rimanere lì a difendersi, il Manchester United va a subire il gol, che nasce da una stupidaggine assoluta di Gary Neville, che in maniera insensata va a colpire il pallone con una mano al limite dell’area: la punizione di Ribery non sembra irresistibile ma la deviazione di Rooney spiazza Van der Sar e arriva l’1-1. Il Manchester United prova a svegliarsi: corner di Giggs (al primo tocco di palla) e Vidic incorna di potenza mandando il pallone sulla traversa. Il finale però è un disastro per i Red Devils, con il Bayern Monaco che in qualche modo restituisce quanto subito nella finale di Champions League del 1999, ribaltando il risultato nel finale (anche se ancora ci sono 90 minuti da giocare qui, anche se quella rimonta fu nel giro di un minuto): al 92’ Rooney combatte a centrocampo ma subisce un colpetto da Gomez e nel provare a rimanere in equilibrio vede la caviglia affossarsi totalmente nel terreno e girarsi molto pericolosamente, rimanendo subito a terra in maniera preoccupante. Van Bommel spinge ma viene chiuso da Evra che però incredibilmente si addormenta sul pallone, il solito determinatissimo Olic glielo ruba, lascia lì Vidic e Ferdinand e sfrutta la grande chance con il sinistro non dando scampo a Van der Sar e firmando un 2-1 anche meritato per l’atteggiamento mostrato dalle due squadre in campo, un 2-1 che regala al Bayern Monaco un vantaggio piccolo ma importantissimo in vista del match di ritorno: tremendo però Evra, che ha sempre queste amnesie pesanti, è sempre il punto debole di questa linea in fase difensiva perché raramente mantiene la concentrazione per i 90 minuti e a volte rischia di combinare disastri, come in questo caso. Il Manchester United non perdeva in trasferta in Champions League (esclusa la finale) dal 2007, dallo 0-3 subito contro il Milan, e interrompe la serie di 16 risultati utili consecutivi: è però una prestazione non da squadra autoritaria, non da vera big. E gli errori si pagano caro. Adesso c’è la nervosissima attesa per capire le condizioni di Wayne Rooney.
Migliore in campo: Hamit Altintop (Bayern Monaco)
Risultati andata quarti di finale Champions League:
Martedì 30 Marzo:
Bayern Monaco-Manchester United 2-1: 1’ Rooney (MU), 77’ Ribery (BM), 92’ Olic (BM)
Lione-Bordeaux 3-1: 10’ Lisandro Lopez (L), 14’ Chamakh (B), 32’ Bastos (L), 77’ rigore Lisandro Lopez (L)
Mercoledì 31 Marzo:
ore 20.45
Arsenal-Barcellona
Inter-CSKA Mosca
martedì 30 marzo 2010
Tevez raccoglie i regali di Attwell e Stojkovic e nasconde le mediocrità del Manchester City
Risultato molto bugiardo, con il Wigan che aveva giocato meglio anche in inferiorità numerica fino a quando il portiere serbo ha regalato inspiegabilmente il primo gol ai Citizens
Dopo il match del City Of Manchester Stadium contro il Manchester City che lascia la squadra pericolosamente vicina alla zona retrocessione, il Wigan deve cominciare ad interrogarsi sulla bontà degli acquisti effettuati dal manager Roberto Martinez, che ha portato al DW Stadium un paio di ottimi elementi ma che ha fallito totalmente la maggior parte degli ingaggi, portando ai Latics degli elementi del tutto inadatti alla Premier League: uno tra questi risulta assolutamente decisivo nel pesante ko subito, con Vladimir Stojkovic che decide di uscire come un pazzo su un pallone comodo e che regala a Carlos Tevez il gol che manda tutto in discesa per il Manchester City, che rovina quanto di buono i Latics avevano fatto nei primi 72 minuti. Nelle poche apparizioni dal suo arrivo in Inghilterra, il serbo ha già mostrato degli errori allucinanti, ma è solo l’ultimo pessimo acquisto di Roberto Martinez in una lista che vede il punto più basso nell’imbarazzante Hendry Thomas, un elemento dalla tecnica imbarazzante che è davvero un pesce fuor d’acqua a questi livelli. Martinez ha anche portato due centravanti come Jason Scotland e Marcelo Moreno che rischiano di chiudere la stagione avendo giocato un buon numero di partite da titolare (12 l’ex Swansea City, 6 il brasiliano, più tutti i subentri) ma senza esser mai riusciti a trovare la via della rete in Premier League (ci sono sei giornate per cambiare la statistica, ma l’impressione è che giocando così nessuno dei due potrà mai farcela), un’impresa che spiega perfettamente le difficoltà realizzative dei Latics. L’elenco vede anche due connazionali di Martinez, ovvero Jordi Gomez che non ha confermato le promesse lanciate la scorsa stagione allo Swansea City e ormai ha perso il posto in squadre, ovvero Antonio Amaya, difensore centrale acquistato in estate dal Rayo Vallecano e che ha giocato appena tre partite nelle coppe, senza mai esordire in Premier League, per un altro flop pesante. Infine c’è Scott Sinclair (talentino un po’ troppo leggero e mai continuo) e c’è Steve Gohouri, arrivato in prestito dal Borussia Monchengladbach a Gennaio e che ha esordito in Premier League solo nel finale di questo match contro il Manchester City, che in precedenza era subentrato nella ripresa (al posto di Amaya) in casa del Notts County in FA Cup e che quindi anche lui è piuttosto in desaparecido nella rosa dei Latics, arrivato in maniera incomprensibile (e il fatto di non riuscire a fare presenze in una rosa così corta non è certo molto lusinghiero). Su undici ingaggi, a Marzo si può dire che otto sono del tutto fallimentari. Gli altri sono gli acquisti futuribili di Victor Moses (comunque poco utilizzato, anche misteriosamente) e di un buon talento come James McCarthy, oltre agli unici acquisti che hanno mostrato già un rendimento accettabile al DW Stadium ovvero l’esperto Gary Caldwell (il quale a parte qualche errore ha migliorare il rendimento difensivo) e Mohamed Diamè, mediano abbastanza completo: il totale è sicuramente molto negativo e spiega tutte le difficoltà stagionali del Wigan, squadra ormai specializzata nell’essere promettente nei vari match per poi sbagliare tante occasioni, non concretizzare i buoni momenti di gioco e rovinare tutto con un erroraccio difensivo. I Latics hanno ottenuto appena otto vittorie in questo campionato, ma la cosa più allucinante è che ad ogni vittoria è puntualmente subita una sconfitta in Premier League, per una squadra che non ha nel proprio dizionario la parola continuità: per questo allora i Latics giocano meglio di West Ham e Hull City, ma hanno un vantaggio di appena quattro punti e quindi sono assolutamente coinvolti nella lotta per non retrocedere. E Martinez deve ringraziare Hugo Rodallega che nella precedente partita di campionato contro il Burnley ha trovato in pieno recupero il gol per una vittoria fondamentale, altrimenti le cose sarebbero ancora più grigie. Vince il Manchester City che rimane nella corsa per il quarto posto ma che ancora non convince: i Citizens hanno fatto molta più fatica di quanto potrebbe sembrare dal risultato di 3-0 e devono ringraziare l’hat-trick di uno dei pochi elementi che merita un voto oltre la sufficienza, ovvero Carlos Tevez. Da ringraziare anche l’oscenità di Stojkovic e anche l’arbitro Attwell, che ha espulso Caldwell in maniera del tutto frettolosa cambiando la partita. Ancora una volta i Citizens non convincono per gioco e per mentalità, ma rimangono comunque a soli due punti dal quarto posto e quindi sono in pienissima corsa per un posto in Champions League, che probabilmente il Tottenham (e forse anche il Liverpool) meriterebbe molto di più per quanto espresso in questo campionato.
Il Manchester City ritrova Adebayor dopo quattro partite di squalifica per l’ennesimo episodio in cui ha perso la testa nella sua carriera e torna al 4-4-2, con Bellamy che va in panchina e Adam Johnson che gioca da ala sinistra. Vieira e De Jong sono preferiti a Barry in mediana. Il Wigan conferma lo stesso undici che ha battuto il Burnley, con McCarthy a giocare da ala destra visto che N’Zogbia recupera solo per la panchina.
A fare maggiormente gioco nei primi 10 minuti è il Wigan, in un inizio di partita molto lento come spesso capita nell’ovattato City Of Manchester Stadium: in contemporanea si gioca anche il Monday Night di Championship al St James’ Park è l’atmosfera non è nemmeno comparabile.
Al 13’ una sbandata di Latics regala la prima occasione: Figueroa sembra chiudere la strada a Wright-Phillips in area ma scivola e manca l’intervento permette all’ala inglese il cross, Tevez colpisce a colpo sicuro ma Stojkovic alla disperata riesce a chiudere la porta con un ottimo intervento. Il Wigan gioca mettendoci qualche tackle in più rispetto al solito, ma la difesa non sembra proprio sicurissima, soprattutto sulle corsie dove Melchiot e Figueroa lasciano qualcosa a desiderare: bene invece centralmente, con Caldwell che ha qualche limite dinamico ma che comunque riesce a cavarsela, mentre Bramble gioca con grande sicurezza e grande impatto fisico, tanto che per lunghi tratti è il migliore in campo. Il Manchester City sembra un po’ più convinto dei Latics negli attacchi: il Wigan non attacca mai con reale convinzione l’area di rigore, con gli elementi offensivi che non attaccano lo spazio o il pallone (per esempio nei cross) e rimangono un po’ troppo passivi quando potrebbero fare molto di più, un limite che porta la squadra a giocare un po’ troppo perimetralmente.
E’ un brutto primo tempo del Manchester City, che sembra pigro e lascia troppo spazio al portatore di palla: allora al 27’ Rodallega sul vertice sinistro dell’area si crea lo spazio per il tiro, lo finto per andare in posizione più centrale lo carica, Wright-Phillips devia il tackle e Given è bravo a metterci una mano e mandare in corner.
Il pubblico borbotta per la prestazione povera dei padroni di casa e al 28’ Tevez prova a dare una scossa andando all’azione personale puntando Melchiot e andando al tiro a giro da posizione defilata sulla sinistra dell’area cercando l’angolo lontano ma mandando il pallone a sfiorare il palo. Conclusione decisamente migliore rispetto a quelle scarica il suo avversario Marcelo Moreno, davvero imbarazzante al tiro, da codice penale per insulto all’intelligenza umana. Il Wigan tiene bene il campo con Diamè che si impone benissimo a centrocampo, mentre il Manchester City è del tutto slegato e abbastanza pessimo in mediana: De Jong in questo genere di partite è piuttosto inutile e non partecipa mai alla manovra, mentre Vieira è davvero pessimo, poco presente in certi tratti, impreciso come non mai in altri (si vedono degli errori di tocco davvero imbarazzanti se si pensa a quello che il francese ha mostrato nel calcio inglese). Non aiuta poi la presenza di un anonimo Adebayor al centro dell’attacco, incapace di azzeccarne una e che come sempre finisce un miliardo di volte in fuorigioco: un attaccante sempre in fuorigioco è utile come un lampadario senza lampadina. Il City inverte gli esterni nel finale, ma va avanti solo con qualche fiammata personale (soprattutto di Tevez, solo di rado con un Adam Johnson in calo di prestazione): Mancini lascia la panchina prima dell’intervallo abbastanza sdegnato, ma ad averla preparata così male la partita è stato proprio lui.
All’intervallo esce allora Wright-Phillips (che fisicamente sembrava apposto, ma che sembra sfiduciato quasi come se non senta sua questa squadra, anche dopo le polemiche recenti) ed entra Bellamy, che va sulla sinistra. Situazione incredibile e paradossale al 49’, quando Kompany cerca l’incursione offensiva e in maniera del tutto insensata al limite dell’area Thomas invece di andargli incontro si fa da parte e si allontana aprendogli lo spazio: certe volte è impossibile capire cosa passi nella mente del 25enne con il volto di un 50enne. Thomas subito dopo si fa male (forse a causa dei tifosi del Wigan che lo stavano maledicendo) e al 52’ entra N’Zogbia, che fa l’ala destra con McCarthy mediano.
In questo inizio di ripresa la difesa del City sembra in costante e pericoloso affanno e al 54’ si fa spaccare da un lancio lungo, Zabaleta è orrendo e lascia il pallone al limite per Rodallega che calcia subito radente mandando fuori di un soffio a portiere battuto: grandissima occasione.
Al 56’ cambia la partita: Tevez combatte sul pallone contro due avversari, ne esce vincente ma poi viene abbattuto dal tackle duro di Caldwell con l’arbitro Attwell che senza pensarci estrae subito il rosso diretto. L’arbitro più giovane della Premier League (noto per i suoi mille errori commessi nelle divisioni inferiori ma che incredibilmente continua ad avere credito nella Federazione: una sorta di nuovo Webb) esagera decisamente nella scelta e sicuramente a maglie invertite non avrebbe estratto il rosso: l’intervento è duro ma non direttamente sulla gamba di Tevez, non arriva senza possibilità di giocare il pallone, non è eccessivamente violento, non è a due piedi e non è con la gamba più alta rispetto al pallone, quindi non c’è nessun motivo per estrarre il rosso diretto e il giallo sarebbe andato benissimo. Adesso Scharner arretra a fare il difensore centrale in un 4-4-1.
Il Wigan è in 10 ma ha due enormi occasioni per passare in vantaggio: al 59’ dopo un primo tempo orribile Marcelo Moreno quasi si redime, agganciando con grande stile un lancio lungo e calciando alla grande con il sinistro mandando il pallone fuori di un soffio.
Un minuto dopo N’Zogbia taglia in due una difesa sbilanciata e tocca per l’arrivo di Figueroa, cross morbido stretto che scavalca Given ma incredibilmente da due passi Rodallega non va a colpire il pallone né con la testa né con il piede andando soltanto a spingerlo con il corpo e mandandolo fuori di poco. Un errore clamoroso. Al 63’ il Wigan rischia di pagare sbandando in difesa su un lancio e lasciando Bramble solo ad inseguire Tevez, ma il difensore trova un grande intercetto e salva tutto. Il Manchester City attacca di nervi ma senza alcuna lucidità e nemmeno tante idee se non quella di provare a lucrare un rigore con un paio di tuffi non belli di Tevez.
Sembra il replay dell’ultimo match contro l’Everton, ma al 72’ arriva la follia di Stojkovic che sblocca il risultato in maniera incredibile: su un tocco verticale di Vieira il serbo è in totale vantaggio ma si dimentica che un portiere può anche usare le mani e si fa anticipare da Tevez che va comodamente ad appoggiare in rete per l’1-0, del tutto regalato. Il Wigan non meritava di andare sotto, ma non può sbagliare così tanto: non può sbagliare quei gol per poi sbandare così dietro.
Il Wigan esce dal campo e il Manchester City ora trova vita facile: al 75’ un corner è battuto corto e Adam Johnson va al cross sul quale la difesa dorme, Kompany prolunga e Tevez sul secondo palo va alla deviazione vincente per il 2-0.
Il risultato diventa eccessivo e fin troppo gratificante per un Manchester City abbastanza mediocre per lunghi tratti del match: all’80’ è pessimo il pallone perso a centrocampo dal subentrato Scotland e Tevez va via, salta secco Scharner e punta Bramble per poi tirare morbido verso l’angolo lontano, Stojkovic incomprensibilmente va dall’altra parte ed è 3-0.
Il Manchester City rimane ancora in corsa per il quarto posto, ma l’impressione è che bisognerebbe giocare con un’altra mentalità per arrivarci: allo Stadium Of Light nella ripresa si era visto uno spirito eccellente da parte della squadra, ma non è stato bissato nelle successive partite. Adesso i Citizens devono affrontare un match sulla carta facile, in casa di un Burnley destinato alla retrocessione: la squadra di Mancini deve assolutamente vincere le prossime due partite (compresa quella interna contro il Birmingham City), perché poi si apre un periodo di fuoco con in fila i match contro Manchester United, Arsenal, Aston Villa e Tottenham. Attenzione soprattutto a quest’ultimo match, che è un recupero e si giocherà il 5 Maggio, ovvero prima dell’ultima giornata di campionato: potrebbe essere uno spareggio decisivo.
Il Wigan avrebbe meritato un risultato positivo ma paga i propri errori, oltre a quello dell’arbitro Attwell. Adesso i Latics hanno un match non impossibile, visto che hanno da affrontare la trasferta contro il Fulham probabilmente nella data migliore possibile, in mezzo ai due match di Europa League con i Cottagers che potrebbero far riposare qualche titolare: quello del Craven Cottage e poi il successivo match interno contro il Portsmouth sono due scontri assolutamente da vincere per non trovarsi nei guai nelle ultime quattro giornate di campionato, quando la squadra di Martinez dovrà affrontare due big (Arsenal alla 35a giornata e Chelsea all’ultima) e in mezzo due scontri diretti contro West Ham e Hull City.
Manchester City-Wigan 3-0
Manchester City (4-4-2): Given 6,5 – Zabaleta 4,5 Tourè 6 Kompany 5,5 Garrido 6 (88’ Onuoha sv) – Wright-Phillips 5 (46’ Bellamy 5,5) Vieira 4 De Jong 5 Adam Johnson 5,5 – Adebayor 3 Tevez 7,5 (88’ Sylvinho sv)
In panchina: Taylor, Richards, Santa Cruz, Barry
Manager: Roberto Mancini 5
Wigan (4-2-3-1): Stojkovic 3 – Melchiot 5,5 Caldwell 6 Bramble 7 Figueroa 6 – Thomas 5 (52’ N'Zogbia 6) Diamè 6,5 – McCarthy 6 Scharner 5,5 Rodallega 5,5 (81’ Scotland 5) – Marcelo Moreno 4,5 (81’ Gohouri sv)
In panchina: Pollitt, Moses, Jordi Gomez, Sinclair
Manager: Roberto Martinez 5,5
Arbitro: Stuart Attwell 4
Gol: 72’ Tevez, 74’ Tevez, 84’ Tevez
Ammoniti: Garrido, Zabaleta, Tevez (MC), Scharner, Bramble (W)
Espulso: 56’ Caldwell (W)
Migliore in campo: Carlos Tevez (Manchester City)
Risultati 32a giornata Premier League:
Sabato 27 Marzo:
Birmingham City-Arsenal 1-1: 81’ Nasri (A), 92’ Phillips (BC)
Bolton-Manchester United 0-4: 38’ autogol Samuel (B), 69’ Berbatov (MU), 78’ Berbatov (MU), 82’ Gibson (MU)
Chelsea-Aston Villa 7-1: 15’ Lampard (C), 29’ Carew (AV), 44’ rigore Lampard (C), 57’ Malouda (C), 62’ rigore Lampard (C), 68’ Malouda (C), 83’ Kalou (C), 91’ Lampard (C)
Hull City-Fulham 2-0: 16’ rigore Bullard, 48’ Fagan
Tottenham-Portsmouth 2-0: 27’ Crouch, 41’ Kranjcar
West Ham-Stoke City 0-1: 69’ Fuller
Wolverhampton-Everton 0-0
Domenica 28 Marzo:
Burnley-Blackburn 0-1: 20’ rigore Dunn
Liverpool-Sunderland 3-0: 3’ Fernando Torres, 32’ Johnson, 60’ Fernando Torres
Lunedì 29 Marzo:
Manchester City-Wigan 3-0: 72’ Tevez, 74’ Tevez, 84’ Tevez
Classifica Premier League (posizione, squadra, punti, partite giocate, differenza reti):
1 Manchester United 72 (32; +51)
------------------------------------------------------------------------
2 Chelsea 71 (32; +53)
3 Arsenal 68 (32; +40)
------------------------------------------------------------------------
4 Tottenham 58 (31; +28)
------------------------------------------------------------------------
5 Manchester City 56 (31; +19)
6 Liverpool 54 (32; +21)
7 Aston Villa 51 (31; +11)
------------------------------------------------------------------------
8 Everton 49 (32; +8)
9 Birmingham City 45 (32; -4)
10 Blackburn 41 (32; -15)
11 Stoke City 39 (31; -5)
12 Fulham 38 (31; -3)
13 Sunderland 35 (32; -9)
14 Wolverhampton 32 (32; -22)
15 Bolton 32 (32; -24)
16 Wigan 31 (32; -33)
17 West Ham 27 (32; -17)
------------------------------------------------------------------------
18 Hull City 27 (31; -33)
19 Burnley 24 (32; -34)
20 Portsmouth 13 (32; -32)
Queste sono le formazioni con i migliori e i peggiori della giornata:
TOP 11 (4-3-3):
Edwin Van der Sar (Manchester United);
Glen Johnson (Liverpool), Nemanja Vidic (Manchester United), Jody Craddock (Wolverhampton), Gareth Bale (Tottenham);
Steven Gerrard (Liverpool), Jimmy Bullard (Hull City), Frank Lampard (Chelsea);
Carlos Tevez (Manchester City), Fernando Torres (Liverpool), Florent Malouda (Chelsea)
Manager: Carlo Ancelotti (Chelsea)
FLOP 11 (a.k.a. Manu “Penalty King” Almunia 11) (4-4-2):
Manuel Almunia (Arsenal);
Sam Ricketts (Bolton), Michael Duff (Burnley), Richard Dunne (Aston Villa), Stephen Warnock (Aston Villa);
Valon Behrami (West Ham), Steve Sidwell (Aston Villa), Kevin McDonald (Burnley), David Nugent (Burnley);
Emmanuel Adebayor (Manchester City), Ahmed Mido (West Ham)
Manager: Martin O’Neill (Aston Villa)
Andata quarti di finale Champions League:
Martedì 30 Marzo:
ore 20.45
Bayern Monaco-Manchester United
Lione-Bordeaux
Mercoledì 31 Marzo:
ore 20.45
Arsenal-Barcellona
Inter-CSKA Mosca
Andata quarti di finale Europa League:
Giovedì 1 Aprile:
ore 21.05
Amburgo-Standard Liegi
Benfica-Liverpool
Fulham-Wolfsburg
Valencia-Atletico Madrid
Prossima giornata Premier League:
Sabato 3 Aprile:
ore 13.45
Manchester United-Chelsea
ore 16.00
Arsenal-Wolverhampton
Bolton-Aston Villa
Portsmouth-Blackburn
Stoke City-Hull City
Sunderland-Tottenham
ore 18.30
Burnley-Manchester City
Domenica 4 Aprile:
ore 16.00
Birmingham City-Liverpool
Fulham-Wigan
ore 17.00
Everton-West Ham
Il Newcastle mette in ghiaccio lo champagne: Ameobi porta i Magpies vicinissimi alla promozione
Review del weekend della Football League: una papera di Weale condanna il Leicester, mentre il Cardiff City beffa un buon Crystal Palace
La 40a giornata di Championship vedeva il grande big match del St James’ Park, un big match che ha dato una prima sentenza importante sul campionato: il Newcastle è destinato a tornare in Premier League immediatamente, dopo una stagione eccellente in cui la squadra ha sempre comandato il campionato. Eppure l’estate era stata tribolatissima, con le mille vicende societarie e qualche scoppola devastante in amichevole: il merito di Chris Hughton è stato quello di tenere compatto l’ambiente e guidarlo ad una stagione molto continua al vertice, per una promozione meritata. Adesso manca solo la matematica ma è questione di giorni: il Nottingham Forest esce dal St James’ Park ben battuto e scivola a 13 punti dalla capolista. Oltretutto, i Reds adesso sono a -9 dal West Bromwich Albion e quindi verosimilmente dovranno puntare ai playoff per tornare in Premier League, pagando la pessima serie di sette sconfitte esterne consecutive: anche i Baggies quindi possono sentirsi con un piede e mezzo nella massima serie. E’ un match molto combattuto ma anche molto tattico, con il Newcastle che non dà mai l’impressione di volersi sbilanciare e di voler rischiare più di tanto. Dopo un inizio promettente, il Nottingham Forest non mostra grande vitalità offensiva. I Magpies crescono col passare dei minuti e al 24’ Carroll ha l’enorme occasione a centro-area, ma clamorosamente si addormenta sul pallone: il centravanti poi uscirà in avvio di ripresa per infortunio. Al suo posto entra Ameobi, al suo ritorno dopo l’infortunio dello scorso Febbraio: il centravanti aveva trascinato la squadra ad inizio stagione segnando con enorme continuità ma poi non aveva più visto il campo per infortunio. Riesce a rifarsi con gli interessi realizzando forse il gol più importante della stagione dei Magpies, ricevendo un pallone da Nolan e trovando un grandissimo angolo con il sinistro radente in uno spazio inesistente, per un gran gol. L’atmosfera diventa infernale e il Nottingham Forest soffre, con Camp che compie un paio di buoni interventi ma che non può nulla al 91’ quando Ameobi chiude con un ottimo colpo di tacco il triangolo con Josè Enrique che si incunea in area, si porta il pallone sul destro e batte Camp sul primo palo per il suo primo gol con il club, arrivato in un’occasione non da poco: lo spagnolo poi in qualche modo esce sano e salvo dall’esultanza, nonostante sopra lui si buttino tutti i compagni di squadra ebbri di gioia. Il Newcastle sta tornando e l’anno prossimo ritroveremo lo splendido St James’ Park, la calorosissima e unica Toon Army in Premier League, dove sicuramente questi tifosi meritano di stare. Resta solo da capire quando arriverà la festa promozione, che potrebbe esserci già sabato prossimo qualora i Magpies vincano a London Road contro il Peterborough ultimo in classifica e contemporaneamente il Nottingham Forest continuasse a perdere in trasferta (contro il Bristol City): più probabile che la festa arrivi lunedì prossimo, quando ai Magpies basterà mantenere questo vantaggio sui Reds per essere in Premier League. Si può iniziare a mettere in ghiaccio lo champagne: la festa è meritata, perché questa promozione era tutto meno che scontata (non erano pochi quelli che temevano che la retrocessione della scorsa stagione portasse a tracolli ulteriori, già visti a Charlton, Leeds e Southampton recentemente).
Weekend negativo per il Leicester, che subisce in modo beffardo la seconda sconfitta consecutive e scivola direttamente dal quarto al sesto posto, rivedendo in qualche modo in pericolo un piazzamento playoff che sembrava assicurato appena una settimana fa. Il derby delle Midlands contro il Derby County è piuttosto acceso sul piano fisico e agonistico, ma non regala tante occasioni da rete e allora ad essere decisivo è un episodio incredibile: King va ad una chiusura al limite dell’area appoggiando il pallone all’indietro per il portiere Weale, che incredibilmente ha un crollo di concentrazione e manca il controllo con la suola della scarpa lasciando terminare il pallone in rete per un gol incredibile. Papera inaspettata per il 28enne, portiere molto solido e autore di una grande stagione ma che si distrae in maniera disastrosa in un match così importante: non si può dare nemmeno la colpa al campo, visto che il pallone rimane stabilmente sul terreno di gioco e non ha rimbalzi strani. E’ una partita molto bloccata, con il Leicester che prova a spingere ma non riesce ad aprire la difesa avversaria, trovando la migliore occasione prima dell’intervallo con la botta dal limite di Wellens che sembra destinata all’angolino ma che trova la grande parata di Bywater a mandare in corner. La squadra di Pearson è poco efficace nella ripresa e le migliori occasioni sono create dal Derby County in contropiede, che sfiora il raddoppio con l’incornata di Hulse che termina alta di poco. Buonissima vittoria per i Rams, che si portano a +9 sulla zona retrocessione: probabilmente questa è la vittoria della tranquillità per l’undici di Nigel Clough.
Arrivano segnali poco confortanti per il finale di stagione del Crystal Palace nell’anticipo del lunch-time: le Eagles giocano un’ottima partita premendo costantemente sull’acceleratore e costringendo sulla difensiva il Cardiff City per gran parte del match, ma escono dal campo senza punti in tasca e rimanendo in zona retrocessione a quattro punti di distanza dal 21esimo posto. I londinesi macinano continuamente gioco ma non basta questa superiorità perché ad ottenere l’intera posta è il Cardiff City, che con questi tre punti si avvicina sempre più ai playoff e sale al quarto posto in classifica ritrovandosi davanti anche ai cugini dello Swansea City per la migliore differenza reti. I Bluebirds iniziano il match in modo propositivo e trovano il vantaggio al 4’ minuto: un corner da destra viene battuto basso e trova l’eccellente tacco di McPhail a prolungare e accendere il difensore centrale Gyepes, che si libera dalla marcatura e trova la conclusione vincente con il sinistro. Il Crystal Palace reagisce immediatamente e comanda il match, andando vicino al pareggio con la punizione dalla trequarti di Ambrose che viene incornata da Hill con una traiettoria a scendere che sembra ingannare Marshall ma che sbatte sulla traversa. Il Palace gioca momenti di buon calcio ma manca di incisività offensiva: Andrew si muove molto ma di fatto non punge mai nelle zone che contano e gira sempre al largo, mentre la prima punta Stern John conferma il grande calo di prestazioni delle ultime stagioni e non riesce mai a pungere realmente. Il Cardiff City si vede poco in avanti, ma ha l’occasione per chiudere il match in contropiede: Chopra tocca perfettamente per l’inserimento di Etuhu che si trova a tu per con Speroni ma si allunga troppo il pallone e in modo pessimo spreca tutto sparando addosso al portiere avversario. Nella ripresa cresce ulteriormente la pressione dei padroni di casa, che meriterebbero un rigore dopo un corner quando Capaldi tira giù in maniera chiarissima John ma incredibilmente l’arbitro Boyeson (davvero pessimo) fischia un fallo in attacco, una decisione sconcertante. Il Cardiff City soffre continuamente sui corner avversari e allora incassa quando Marshall non riesce ad uscire nel traffico e Hill trova stavolta la rete con l’incornata per il gol dell’1-1. Selhurst Park esplode e l’atmosfera diventa esaltante, con le Eagles che aumentano la pressione cercando la vittoria. Il trend della partita sembra dalla parte dei londinesi, ma dopo una punizione battuta lunga Burke mette a terra il pallone e dal limite trova l’eccellente conclusione con il destro, riportando i gallesi in vantaggio. Il gol è un colpo tremendo sul piano psicologico per il Crystal Palace, che continua a spingere ma non riesce più a trovare occasioni pericolose, anche perché Hart ha poche alternative in panchina (tra le riserve ci sono solo sette ragazzini): solo una conclusione di Derry mette i brividi a Marshall nel finale. I tre punti vanno in casa Cardiff City, ma il Crystal Palace era stato ottimo per buona parte del match: se neppure con queste prestazioni gli episodi sono dalla tua parte, allora è davvero dura salvarsi.
Ad Home Park è il giorno del primo ritorno di Ian Holloway dopo il suo addio al Plymouth per andare a guidare il Leicester, un’esperienza del tutto fallimentare per il manager 47enne che però si sta rilanciando alla grandissima con il Blackpool: il suo anno e mezzo ai Pilgrims è stato indimenticabile e pieno di grandi risultati, ma il suo addio non è stato preso bene da qualche tifoso che a due anni e mezzo di distanza non ha ancora dimenticato e ha scelto di fischiare il manager. Holloway però è stato accolto benissimo da tutti i membri del Plymouth e il suo ritorno è ottimo sul campo, visto che il Blackpool ottiene tre punti fondamentali per continuare a sperare ai playoff: i Tangerines avevano perso le ultime tre trasferte e (tra le squadre delle prime metà di classifica) erano la squadra che aveva ottenuto meno successi esterni, ma con questi tre punti rimane al settimo posto e sembra essere la più autorevole candidata all’inseguimento delle prime sei. Il Plymouth ha la prima grande occasione da rete ma Gilks deve opporsi benissimo su Bradley Wright-Phillips: i Tangerines hanno momenti di discreta sofferenza, ma l’espertissimo Evatt gioca un match straordinario e la squadra resiste. Nella ripresa il Blackpool cresce trascinato dal solito Charlie Adam, che continua la sua stagione meravigliosa e colpisce un palo clamoroso con il destro con un gran tiro da 25 metri. Adam si riscatta inserendosi sulla sinistra dell’area dopo il tacco di Dobbie e andando ad incrociare il sinistro radente per sbloccare il match. Il raddoppio arriva su un gran numero di Bannan e sulla verticalizzazione di Adam per l’inserimento di Dobbie che realizza con freddezza e trova il definitivo 0-2. E’ un ko pesantissimo per il Plymouth, impegnato nella difficilissima rincorsa alla salvezza.
Continua il grande rendimento interno del Reading, che rimane all’undicesimo posto dopo aver sfiorato il successo interno contro il West Bromwich secondo in classifica: visto che i Royals hanno anche due match da recuperare, continuando con questo ritmo la squadra potrebbe addirittura rientrare per sperare ai playoff, il che sarebbe un ulteriore miracolo compiuto da McDermott. Era una partita complicatissima per i Baggies, che affrontavano la squadra più in forma del campionato e ottengono un punto anche meritato, un punto molto prezioso nel tentativo di difendere il proprio secondo posto. La partenza del Reading è a razzo con la fuga di McAnuff che va da solo in area e calcia, Carson riesce a respingere ma il pallone diventa buono per Kebe, il tiro viene respinto sulla linea da Reid ma il pallone finisce per Sigurdsson che continua il suo momento di grande prolificità trovando l’appoggio a porta sguarnita e sbloccando il match. E’ un grande primo tempo che vede l’eccellente reazione del WBA con il ritrovato James Morrison che va alla conclusione dal limite ben angolato che trova il grande intervento a terra di Federici. I Baggies spingono anche nella ripresa e trovano il pareggio nel finale: un corner viene incornato perentoriamente da Olsson ma sulla traversa, la respinta è ripresa da Tamas che calcia di potenza e sfonda quasi la rete per il gol del definitivo 1-1.
Lo Swansea City cercava una reazione chiara dopo il tremendo ko subito dal Blackpool ma continua a mostrarsi nullo in fase realizzativa e non va oltre allo 0-0 interno contro l’Ipswich, mancando la vittoria per il quinto match consecutivo: il calo dei Jacks è evidente e il piazzamento playoff non è più così al sicuro. Oltretutto, non segnando mai è difficile trovare la Premier League tramite la post-season, il che forse farebbe pure il bene della massima serie inglese, che magari potrebbe abbracciare una neopromossa che concede qualcosa in più allo spettacolo e regalerebbe maggiore divertimento di uno Swansea City abbonato agli 0-0. Buon pareggio per l’Ipswich che serve anche per saldare leggermente la posizione di Roy Keane, per cui si era parlato di esonero in caso di sconfitta: il nervosismo dell’irlandese non era proprio piaciuto alla società. Lo Swansea City ha subito la grandissima occasione quando Van der Gun scambia con Orlandi per incunearsi sulla sinistra dell’area e va al tiro-cross che incredibilmente Dyer da due passi non riesce a ribadire in rete, mandando sul palo quando sembrava più semplice segnare piuttosto che sbagliare. Le occasioni sono però pochissime e finisce 0-0 tra la noia generale.
South Yorkshire derby vibrante ad Oakwell che vede il Barnsley continuare la propria serie negativa, per un finale di stagione che ha spento tutte le velleità di Mark Robins: il manager sperava addirittura ai playoff, ma davvero il suo lavoro è già apprezzabilissimo così, visto che quando è arrivato lui al posto di Davey la squadra sembrava destinata alla retrocessione. Il Doncaster ritrova la vittoria e continua a sperare alla post-season, anche perché davanti le squadre sembrano un po’ rifiatare e potrebbe esserci margine per la rimonta. Coppinger torna titolare per la prima volta dopo l’infortunio e scambia con Emmanuel-Thomas per trovare l’ottimo destro a giro verso il secondo palo e sbloccare il match. Il Barnsley gioca meglio e va più volte vicino al pareggio, risultando anche sfortunato quando Anderson Da Silva incorna su un calcio d’angolo dalla sinistra ma manda il pallone sulla traversa. Nella ripresa la grande occasione arriva per Hugo Colace che è libero in area ma calcia un po’ troppo addosso al portiere e Sullivan riesce a trovare il riflesso per respingere.
Break che potrebbe essere decisivo per lo Scunthorpe nella lotta per la salvezza con gli Irons che ottengono a Bramall Lane la terza vittoria consecutiva e si portano a +8 sulla zona retrocessione: se le prime due vittorie erano arrivate contro le ultime due in classifica, adesso la squadra di Adkins ottiene il terzo successo contro lo Sheffield United, ovvero contro una squadra in lotta per i playoff, mettendosi così sulla giusta strada per la permanenza in Championship. Malissimo invece la squadra di Blackwell, fischiatissima dai tifosi e che con questo ko mette in pericolo la propria rincorsa per i playoff. Le Blades mostrano una certa difficoltà per creare occasioni da rete, con Connolly che la migliore ma che vede il proprio tiro respinto sulla linea da Mirfin. Gli Irons approfittano della frustrazione del pubblico di casa per colpire prima dell’intervallo: McDermott riesce ad incunearsi in area e serve Hayes, che trova il modo per battere Simonsen e sorprendere lo Sheffield United. Nella ripresa è enorme la fatica delle Blades, che giocano molto male e che anzi rischiano di subire il raddoppio quando Simonsen è bravissimo su Garry Thompson.
In una situazione simile rispetto a quella dello Sheffield United si ritrova il Middlesbrough, che non riesce a trovare la continuità necessaria che servirebbe per mettere realmente nel mirino la zona playoff: il Boro non riesce ad andare oltre all’1-1 contro il Watford, che dal canto suo era obbligato a trovare la vittoria per mettere un discreto margine tra sé e la zona retrocessione e che quindi rimane nel pericolosissimo 21esimo posto, l’ultimo a garantire la salvezza. Gli Hornets partono molto bene rendendosi pericolosi con la punizione di Cleverley e trovando il gol del vantaggio dopo un corner respinto che vede Eustace andare al gran destro al volo che termina benissimo in rete. Strachan nella ripresa inserisce Lita e proprio l’ex Reading pareggia: cross lungo di O’Neil rigiocato dentro da Arca in modo perfetto, tanto che Lita deve semplicemente appoggiare da due passi. Poi ancora Lita raccoglie un pallone verticale, se lo porta sul destro e cerca l’angolo lontano ma sfiora il palo. Il Watford ha la grande occasione sul cross a rientrare di Cleverley che vede Helguson sfuggire alla difesa ma colpire clamorosamente male da due passi mandando largo. Finisce in parità, con il Middlesbrough che ha vinto solo una delle ultime 9 trasferte.
Sogni playoff ormai abbandonati da parte del Coventry, che ha smesso di vincere proprio sul più bello e dovrà accontentarsi verosimilmente di un piazzamento da metà classifica. Occasione persa per lo Sheffield Wednesday, che sognava una vittoria vitale nella lotta per la salvezza, ma il pareggio è il risultato più giusto. Il Coventry gioca con una maglia bianca per supportare la candidatura della Nazionale per i Mondiali del 2018 e anche per segno di supporto per l’Inghilterra in vista dei prossimi Mondiali: Capello spera che la sua Nazionale non giochi come gli Sky Blues nel primo tempo, visto che i padroni di casa fanno malissimo e vengono schiacciati dagli Owls, vicini al gol con il palo colpito dall’incornata di Clarke. Luke Varney poi realizza uno dei gol più belli del weekend di Football League: parte larghissimo sulla sinistra puntando l’uomo per poi saltarlo e attaccare il fondo accentrandosi fino a trovare il gran destro verso l’angolo lontano da posizione molto defilata, una vera e propria perla. Il Coventry reagisce e trova il pareggio con un lancio lungo che vede Grant uscire malissimo e venire anticipato dall’incornata di Richard Wood, ex capitano proprio degli Owls per l’1-1 finale.
E’ ottimo l’impatto avuto da Keith Millen sul Bristol City da caretaker manager, con un pareggio contro il Newcastle capolista e due vittorie consecutive, una buona mini-serie che avvicinano la conferma del 43enne come manager a tempo pieno. I Robins si impongono con merito a London Road, contro un Peterborough che potrebbe la prossima settimana retrocedere matematicamente (da ricordare che nel periodo pasquale verranno giocate due giornate ravvicinatissime, il che cambierà in via straordinaria anche gli appuntamenti con la Football League per questo blog, con dei review per forza di cose più sintetici). Gli ospiti comandano la partita e trovano il gol meritato al 71’ con Clarkson che incorna su un corner da sinistra e trova il quarto gol nella sua deludente stagione. Il Peterborough non ci sta e cerca il pareggio, ma Frecklington vede il proprio tiro salvato sulla linea da Fontaine.
2-2 interno e prestazione che fa abbastanza infuriare Darren Ferguson che vede il suo Preston farsi rimontare due gol di vantaggio dal QPR trascinato da un ispiratissimo Adel Taarabt: gli Hoops stavano crollando in classifica con Hart e Harford che tenevano fuori il marocchino, il quale invece è stato ripescato immediatamente da Warnock che ha puntato tutto sul suo talento magari altalenante e spesso egoista ma comunque decisivo, in particolare a questi livelli. Il primo tempo è molto divertente e vede il Preston comandare, con Mellor che va via benissimo sulla destra e serve Parkin, cui tiro va a colpire il palo. Poco prima dell’intervallo la difesa ospite dorme su un corner basso e Jones trova la coordinazione per la deviazione in rete e sblocca il match. In avvio di ripresa Gorkss trattiene in maniera evidentissima Parkin e Davidson realizza di potenza dal dischetto. Il QPR non si arrende e Taarabt infiamma il match per la rimonta inserendosi tra le linee con un ottimo controllo e allargando per l’arrivo di Ramage, il cui tocco supera Lonergan e vale il 2-1. Il QPR domina ma lascia un’autostrada a Mellor in contropiede, ma l’attaccante ex Liverpool calcia addosso al portiere avversario e spreca tutto. Taarabt allora va via ancora centralmente puntando la difesa, Priskin detta il passaggio e chiude con il destro per il 2-2. Il QPR vuole completare la rimonta e ancora Taarabt fa impazzire la difesa, numero a liberare Vine ma l’attaccante spara clamorosamente alto. Are you watching Paul Hart?
Altro evento importantissimo del weekend era la finale del Football League Trophy, che vede il Southampton trionfare contro il Carlisle, che soffre eccessivamente l’emozione nel giocare nel grande palcoscenico di Wembley e preme il bottone dell’autodistruzione commettendo dei brutti errori difensivi, che rovinano una prestazione che era stata buona con i Cumbrians che avevano affrontato con coraggio la partita, provando a porre problemi ai Saints. La squadra di Pardew però si dimostra soprattutto più preparata all’appuntamento oltre che più forte e vince con pieno merito il primo trofeo dal 1976, quando sempre a Wembley conquistò l’unica FA Cup della propria storia battendo il Manchester United con gol di Bobby Stokes. I Saints vincono la 26esima edizione del Football League Trophy alla loro prima partecipazione. Il man of the match è assolutamente lo scatenato Rickie Lambert, bomber che vince il suo primo trofeo della carriera e che sblocca il match dal dischetto, dopo che Murphy incomprensibilmente aveva toccato con una mano un cross da destra di Antonio. Il raddoppio arriva prima dell’intervallo: rimessa laterale lunga di Antonio prolungata da Lambert di testa e Clayton si addormenta e lascia liberissimo Lallana che può incornare facilmente da due passi. In avvio di ripresa le speranze del Carlisle si spengono: Lambert va via sulla sinistra e crossa basso, Horwood sbaglia tutto facendosi sbattere addosso il pallone e Antonio ne approfitta per calciare, Collin respinge ma il pallone finisce per Papa Waigo che realizza facilmente il terzo gol. Diventa un trionfo per i Saints quando un rinvio del portiere crea problemi alla difesa del Carlisle, Antonio raccoglie il pallone, lo mette giù e trova un perfetto sinistro per lo 0-4. Per il Carlisle c’è almeno il gol della bandiera: punizione da sinistra di Ian Harte che il giovane Madine incorna bene in rete da posizione ravvicinata per il definitivo 1-4. Dean Hammond può andare ad alzare al cielo il trofeo che il Southampton vince con pienissimo merito, dopo un eccellente cammino. Premiato anche il lavoro di Alan Pardew, capace di rivitalizzare il Southampton in una stagione potenzialmente difficilissima.
E’ un weekend di grandi partite in Football League, visto anche il clou della 38a giornata di League One, una sfida di grandissimo fascino tra Norwich e Leeds, due squadre abituate a navigare in serie superiori, la sfida tra prima e seconda del campionato: è anche la sfida tra due squadre in condizione opposta di forma. Non è però una grande partita sul piano spettacolare, con un buon agonismo ma con due squadre che si annullano, mostrando poca vitalità offensiva: c’è atmosfera, c’è fisicità in campo ma mancano le occasioni da rete. L’highlight del primo tempo è purtroppo il brutto infortunio di Becchio, che va in un contrasto aereo e subisce una tremenda scarpata da Nelson dovendo uscire dal campo. Per fortuna l’argentino sta recuperando bene dal colpo subito. Il Leeds tiene discretamente il campo ma non crea alcuna occasione da rete e allora viene punito all’89’, quando Stephen Hughes avanza sulla destra e crossa in corsa per il tuffo di Chris Martin che incorna imparabilmente per Higgs e trova il gol dell’1-0. Per i Whites anche la beffa nel finale, con Kandol che entra in campo e si fa espellere dopo 20 secondi per aver spintonato un avversario. I tre punti lanciano il Norwich ad un passo dalla promozione, con 11 punti di vantaggio sulle prime inseguitrici. Nei guai invece il Leeds, raggiunto in classifica dal Millwall e avanti solo per un gol di differenza reti.
Il Millwall infatti continua il proprio grande momento di forma travolgendo per 5-0 lo Stockport ultimo in classifica, che si fa anche male da solo mettendo a segno due autogol: i Lions sembrano in grado di superare in classifica il Leeds e visto lo stato di forma appaiono favoriti per il secondo posto. Un gran sinistro di Kyle Reid regala un buon pareggio al Charlton nella difficile trasferta contro l’Huddersfield: gli Addicks scivolano al quinto posto ma mantengono sei punti di vantaggio sui Terriers e tengono abbastanza al sicuro il proprio posto playoff, mentre il Town rimane a tre punti dal sesto posto. Terzo 1-0 nelle ultime tre trasferte per lo Swindon, che torna a vedere vicino il secondo posto, distante appena un punto. I Robins possono sperarci, mentre l’Hartlepool crolla al 20esimo posto, l’ultimo a garantire la salvezza, con solo un punto sulla zona retrocessione. Continua il momento non esaltante di forma per il Colchester, che è passato a lottare per il secondo posto a soffrire per difendere la sesta posizione: Aidy Boothroyd però fa bene ad essere infuriato, perché il gran gol di Henderson viene pareggiato in maniera molto contestabile dal Wycombe, dato che Ainsworth trova il gol dell’1-1 finale al 93’ con un colpo di mano non visto dalla terna arbitrale, per un errore netto e gravissimo. Di fatto il Colchester si vede defraudato di due punti, mentre i Chairboys rimangono a -7 dalla zona salvezza.
Grande spettacolo al Memorial Ground, dove il Southend dimostra di essere più che vivo ma ciò non basta per portare a casa un risultato positivo contro il Bristol Rovers, che ottiene un incredibile 4-3 al 94’ a causa dell’autogol di Anthony Grant: gli Shrimpers rimangono così in zona retrocessione a -2 dalla zona salvezza. Continua la rinascita dell’Exeter City, che ottiene il quinto risultato utile consecutive battendo 2-1 il Walsall e uscendo dalla zona retrocessione salendo direttamente dal 22esimo al 18esimo posto. E’ una lotta per la salvezza accesissima che vede in lizza tante squadre, compreso il Leyton Orient che ha ottenuto solo una vittoria nelle ultime 10 partite e perde anche in casa contro il Brentford, che invece sale nella prima metà di classifica. Alle spalle delle Bees solo per differenza reti c’è il Brighton, che sembra aver messo al sicuro la propria permanenza in League One con il netto 3-0 sul Tranmere, che invece si sta nuovamente sgonfiando ed è pericolosamente tornato in zona retrocessione.
La 38a giornata di League Two conferma l’eccellente condizione di forma del Notts County, che con Cotterill in panchina ha trovato continuità e punta con forza alla promozione diretta: a Meadow Lane andava in scena lo scontro diretto contro il Rotherham arrivato a pari punti in classifica, con i Millers che tengono bene il campo ma che devono cedere al 90’ al gol di Rodgers che lancia i Magpies al secondo posto. Il Rotherham invece esce dalla zona promozione con l’undicesimo ko in questo campionato.
Chris Dagnall realizza un ottimo hat-trick e permette al Rochdale di mettere in ghiaccio lo champagne dopo il convincente 4-1 sul Grimsby, che permette alla squadra di Keith Hill di portarsi a +13 sul quarto posto, un margine tranquillizzante a 8 giornate dalla fine: è dal 1974 che il Dale gioca un quarta serie tanto che ormai questo livello è stato denominato “Rochdale Division”, ma questa sorta di maledizione sembra destinata a spezzarsi. Buon fine settimana per il Bournemouth, che vede l’embargo dei trasferimenti annullato dalla Federazione e che torna nella zona promozione dopo il 2-0 sull’Accrington Stanley: gli ‘Owd Reds torneranno in campo martedì sera nel recupero contro il Barnet che sarà molto importante visto che verrà arbitrato da Mark Halsey, al suo ritorno dopo aver superato un cancro linfatico e sarà davvero bello rivederlo in campo. Le speranze di promozione diretta del Chesterfield subiscono un durissimo colpo nel match interno contro l’Hereford United, che riesce ad imporsi per 2-1: gli Spireites sono ora a -6 dal terzo posto e soprattutto non vedono più il proprio posto playoff così tranquillo visto che l’ottavo posto è lontano appena 2 punti. Continua la tremenda crisi del Bury, che perde in casa contro l’Aldershot e continua a non segnare su azione, nemmeno quando Tom Elliott riesce a superare il portiere e deve appoggiare nella porta sguarnire ma incredibilmente il 19enne riesce a mandare sul palo esterno: l’ultimo gol su azione degli Shakers è stato realizzato da Andy Bishop il 9 Febbraio contro il Macclesfield, ovvero 9 partite fa. Gli Shots invece tornano al settimo posto in una lotta per i playoff piena di mille ribaltoni. Ad uscire dalla zona playoff è il Northampton, che non riesce ad andare oltre al pareggio nella trasferta contro un Lincoln City in continua crescita, quindi non certo un risultato da buttare via.
Contestazione a Prostar Stadium, con lo Shrewsbury che continua il suo orrendo momento di forma perdendo addirittura contro il Darlington ultimo in classifica e che aveva appena esonerato Staunton, affidando la direzione della squadra momentaneamente alla coppia formata da Craig Liddle e Neil Maddison, ex bandiere dei Quakers ad inizio decennio. Gli Shrews crollano all’undicesimo posto. Il Dag & Red continua a sperare nei playoff dopo il 3-3 ottenuto in rimonta in casa del Bradford, con l’aiuto anche della fortuna visto che i Daggers hanno beneficiato di ben due autogol. Un rigore molto dubbio costa la sconfitta interna al Port Vale contro il Crewe Alexandra e con essa vanno via le speranze di rimonta playoff. Il Macclesfield torna in posizione tranquilla, battendo per 1-0 il Cheltenham che al contrario rimane una posizione e quattro punti sopra la zona retrocessione.
Risultati 40a giornata Championship:
Sabato 27 Marzo:
Barnsley-Doncaster 0-1: 35’ Coppinger
Coventry-Sheffield Wednesday 1-1: 67’ Varney (SW), 79’ Wood (C)
Crystal Palace-Cardiff City 1-2: 4’ Gyepes (CC), 58’ Hill (CP), 67’ Burke (CC)
Derby County-Leicester 1-0: 19’ autogol King (L)
Peterborough-Bristol City 0-1: 71’ Clarkson
Plymouth-Blackpool 0-2: 78’ Adam, 82’ Dobbie
Preston-QPR 2-2: 37’ Jones (P), 56’ rigore Davidson (P), 57’ Ramage (QPR), 66’ Priskin (QPR)
Reading-West Bromwich 1-1: 6’ Sigurdsson (R), 86’ Tamas (WB)
Swansea City-Ipswich 0-0
Watford-Middlesbrough 1-1: 21’ Eustace (W), 55’ Lita (M)
Domenica 28 Marzo:
Sheffield United-Scunthorpe 0-1: 45’+2 Hayes
Lunedì 29 Marzo:
Newcastle-Nottingham Forest 2-0: 71’ Ameobi, 91’ Josè Enrique
Classifica Championship (posizione, squadra, punti, partite giocate, differenza reti):
1 Newcastle 83 (39; +46)
2 West Bromwich 79 (40; +35)
-----------------------------------------------------------------------------
3 Nottingham Forest 70 (40; +21)
4 Cardiff City 62 (39; +17)
5 Swansea City 62 (40; +2)
6 Leicester 61 (39; +9)
-----------------------------------------------------------------------------
7 Blackpool 57 (40; +12)
8 Doncaster 55 (40; +4)
9 Middlesbrough 54 (40; +9)
10 Sheffield United 54 (40; +2)
11 Reading 52 (38; -2)
12 Coventry 52 (40; -8)
13 Bristol City 52 (40; -9)
14 Preston 49 (40; -10)
15 Barnsley 49 (39; -13)
16 Ipswich 48 (40; -8)
17 Derby County 48 (40; -10)
18 QPR 47 (39; -5)
19 Scunthorpe 47 (39; -18)
20 Sheffield Wednesday 44 (40; -17)
21 Watford 43 (38; -9)
-----------------------------------------------------------------------------
22 Crystal Palace 39 (39; -5)
23 Plymouth 37 (39; -17)
24 Peterborough 30 (40; -26)
Recupero 18a giornata Championship:
Martedì 30 Marzo:
ore 20.45
Plymouth-Barnsley
Recupero 22a giornata Championship:
Martedì 30 Marzo:
ore 20.45
Cardiff City-Leicester
Recupero 31a giornata Championship:
Martedì 30 Marzo:
ore 20.45
Watford-Crystal Palace
Prossima giornata Championship:
Venerdì 2 Aprile:
ore 16.00
Scunthorpe-Blackpool
ore 18.15
West Bromwich-Leicester
Sabato 3 Aprile:
ore 16.00
Bristol City-Nottingham Forest
Coventry-Derby County
Doncaster-Plymouth
Ipswich-Reading
Middlesbrough-Crystal Palace
Peterborough-Newcastle
Preston-Watford
QPR-Sheffield Wednesday
Sheffield United-Barnsley
ore 18.20
Cardiff City-Swansea City
Risultato finale Football League Trophy a Wembley:
Domenica 28 Marzo:
Carlisle-Southampton 1-4: 15’ rigore Lambert (S), 44’ Lallana (S), 50’ Papa Waigo (S), 60’ Antonio (S), 84’ Madine (C)
Il Southampton vince la 26esima edizione del Football League Trophy
Risultati 38a giornata League One:
Martedì 16 Marzo:
Carlisle-Yeovil 1-0: 66’ Clayton
Sabato 27 Marzo:
Brentford-Leyton Orient 1-0: 43’ Grabban
Brighton-Tranmere 3-0: 7’ Murray, 30’ Crofts, 81’ Barnes
Bristol Rovers-Southend 4-3: 5’ rigore Vernon (S), 12’ Spencer (S), 34’ Kuffour (BR), 38’ rigore Hughes (BR), 52’ Hughes (BR), 57’ Vernon (S), 94’ autogol Grant (S)
Colchester-Wycombe 1-1: 59’ Henderson (C), 93’ Ainsworth (W)
Exeter City-Walsall 2-1: 4’ Taylor (EC), 58’ rigore Harley (EC), 62’ Gray (W)
Gillingham-Milton Keynes Dons 2-2: 18’ McCracken (MKD), 20’ Miller (G), 45’+2 Easter (MKD), 65’ Barcham (G)
Hartlepool-Swindon 0-1: 22’ Austin
Huddersfield-Charlton 1-1: 53’ Rhodes (H), 58’ Reid (C)
Millwall-Stockport 5-0: 27’ autogol Swailes (S), 42’ Morison (M), 45’+1 Schofield (M), 58’ autogol Huntington (S), 69’ Obika (M)
Norwich-Leeds 1-0: 89’ Martin
Martedì 20 Aprile:
ore 20.45
Southampton-Oldham
Classifica League One (posizione, squadra, punti, partite giocate, differenza reti):
1 Norwich 82 (38; +40)
2 Leeds 71 (38; +29)
-----------------------------------------------------------------------------
3 Millwall 71 (38; +28)
4 Swindon 70 (38; +13)
5 Charlton 68 (38; +19)
6 Colchester 65 (38; +15)
-----------------------------------------------------------------------------
7 Huddersfield 62 (38; +18)
8 Bristol Rovers 58 (38; =)
9 Milton Keynes Dons 57 (38; -1)
10 Southampton 53 (37; +29)
11 Carlisle 48 (38; -3)
12 Brentford 47 (36; -1)
13 Brighton 47 (38; -4)
14 Walsall 47 (38; -7)
15 Yeovil 44 (38; -6)
16 Leyton Orient 41 (38; -10)
17 Gillingham 40 (38; -11)
18 Exeter City 40 (38; -13)
19 Oldham 40 (36; -13)
20 Hartlepool 39 (38; -13)
-----------------------------------------------------------------------------
21 Tranmere 38 (37; -28)
22 Southend 37 (38; -14)
23 Wycombe 32 (38; -25)
24 Stockport 24 (38; -42)
Recupero 29a giornata League One:
Martedì 30 Marzo:
ore 20.45
Oldham-Brentford
Prossima giornata League One:
Giovedì 1 Aprile:
ore 20.45
Brighton-Southampton
Venerdì 2 Aprile:
ore 16.00
Carlisle-Bristol Rovers
Exeter City-Colchester
ore 20.45
Millwall-Brentford
Tranmere-Norwich
Sabato 3 Aprile:
ore 16.00
Leeds-Swindon
Leyton Orient-Hartlepool
Milton Keynes Dons-Charlton
Oldham-Gillingham
Southend-Yeovil
Stockport-Walsall
Wycombe-Huddersfield
Risultati 38a giornata League Two:
Sabato 27 Marzo:
Barnet-Burton Albion 1-1: 18’ Pearson (BA), 45’+1 Hughes (Ba)
Bournemouth-Accrington Stanley 2-0: 18’ Feeney, 79’ Pitman
Bradford-Dag & Red 3-3: 2’ Hanson (B), 67’ Hanson (B), 69’ Nurse (D&R), 75’ autogol Williams (B), 82’ Kendall (B), 91’ autogol Oliver (B)
Bury-Aldershot 1-2: 30’ rigore Donnelly (A), 56’ Donnelly (A), 87’ rigore Bishop (B)
Chesterfield-Hereford 1-2: 48’ rigore Jervis (H), 63’ Pugh (H), 81’ rigore Conlon (C)
Lincoln City-Northampton 1-1: 54’ Saunders (LC), 84’ Johnson (N)
Macclesfield-Cheltenham 1-0: 89’ Wright
Morecambe-Torquay 2-0: 8’ Mullin, 91’ Stanley
Notts County-Rotherham 1-0: 90’ Rodgers
Port Vale-Crewe Alexandra 0-1: 60’ rigore Miller
Rochdale-Grimsby 4-1: 17’ Thompson (R), 20’ Dagnall (R), 41’ Dagnall (R), 43’ Chambers (G), 90’ Dagnall (R)
Shrewsbury-Darlington 0-2: 8’ Purcell, 87’ Diop
Classifica League Two (posizione, squadra, punti, partite giocate, differenza reti):
1 Rochdale 78 (37; +45)
2 Notts County 68 (36; +43)
3 Bournemouth 67 (38; +9)
-----------------------------------------------------------------------------
4 Rotherham 65 (38; +10)
5 Chesterfield 61 (38; +2)
6 Bury 61 (38; +1)
7 Aldershot 60 (38; +10)
-----------------------------------------------------------------------------
8 Northampton 59 (38; +11)
9 Dag & Red 56 (38; +5)
10 Morecambe 55 (38; +6)
11 Shrewsbury 55 (38; +2)
12 Burton Albion 54 (38; +3)
13 Port Vale 53 (38; +10)
14 Accrington Stanley 53 (37; -6)
15 Crewe Alexandra 50 (38; =)
16 Bradford 48 (38; -7)
17 Hereford 44 (38; -15)
18 Lincoln City 43 (38; -17)
19 Barnet 42 (37; -9)
20 Macclesfield 42 (38; -10)
21 Torquay 37 (38; -6)
22 Cheltenham 35 (37; -16)
-----------------------------------------------------------------------------
23 Grimsby 31 (38; -25)
24 Darlington 19 (36; -46)
Recupero 22a giornata League Two:
Martedì 30 Marzo:
ore 20.45
Accrington Stanley-Barnet
Prossima giornata League Two:
Venerdì 2 Aprile:
ore 16.00
Morecambe-Crewe Alexandra
ore 20.45
Grimsby-Northampton
Sabato 3 Aprile:
ore 16.00
Bournemouth-Bradford
Burton Albion-Darlington
Cheltenham-Lincoln City
Chesterfield-Rochdale
Dag & Red-Accrington Stanley
Hereford-Barnet
Macclesfield-Aldershot
Notts County-Bury
Rotherham-Port Vale
Torquay-Shrewsbury


