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mercoledì 30 giugno 2010

Il Wigan cerca i gol perduti con l’ingaggio di Mauro Boselli

Il Liverpool sembra aver trovato in Roy Hodgson il successore di Benitez, mentre il Manchester City ha tra le mani il talento di David Silva



Dopo qualche settimana di pausa (tra break e Mondiali), torniamo a fare il punto con quanto succede nel mercato del calcio inglese, visto che a poco a poco si inizia ad entrare davvero nel vivo delle operazioni. C’è tanto da riassumere per quanto successo nelle ultime tre settimane, soprattutto per quanto riguarda la Premier League.

Il colpo più d’impatto è stato messo a segno dal Wigan, che aveva da risolvere tanti problemi in attacco visto che quest’anno aveva avuto in rosa due “attaccanti che non segnano” come Marcelo Moreno e Jason Scotland e aveva assolutamente bisogno di un elemento che potesse concretizzare la mole di gioco espressa dal centrocampo. Martinez ha individuato l’uomo giusto in Mauro Boselli, 25enne attaccante argentino cresciuto nel Boca Juniors ma esploso nel club probabilmente più brillante del calcio argentino negli ultimi anni, ovvero l’Estudiantes che ha guidato alla vittoria della Copa Libertadores nel 2009, segnando il gol decisivo e vincendo la classifica cannonieri. Bisognerà capire (come sempre in questi casi) il suo impatto nel calcio europeo, ma potenzialmente questo è un grande acquisto e le prestazioni con i Pincharratas parlano chiaro, così come il bottino di 44 gol in 81 presenze. Boselli è il classico bomber da area di rigore e sarà curioso vedere se riuscirà ad imprimere il proprio marchio anche in Premier League. Sono tante anche le trattative per il centrocampo, con Martinez che sarebbe interessato a due elementi visti a questi Mondiali: sembra vicino l’ingaggio del mediano danese Jakob Poulsen dell’Aarhus, mentre l’ala sinistra sudafricana Siphiwe Tshabalala del Kaiser Chiefs è interessato ad un trasferimento in Europa e proprio il Wigan è tra le squadre interessate.

Inizia a muoversi qualcosa anche in casa Liverpool, dove la situazione rimane davvero di stallo, dove la programmazione per la prossima stagione partirà con colpevole ritardo, sempre che ci sia una vera e propria programmazione. Intanto il rischio è di perdere elementi importanti, uno su tutti Javier Mascherano, che ha confessato di esser entrato a contatto con gli emissari dell’Inter, dove potrebbe seguire Rafa Benitez. Intanto finalmente (a fine Giugno) inizia a muoversi qualcosa anche per l’ingaggio del nuovo manager: la dirigenza dei Reds ha fallito il primo obiettivo che sembrava essere Didier Deschamps (il quale però ha rinnovato con l’Olympique Marsiglia), ma sembra ormai aver trovato l’accordo con Roy Hodgson, tanto che l’annuncio dovrebbe essere imminente. Il tecnico 62enne è reduce da una grande stagione con il Fulham e si troverebbe di fronte ad una grande occasione per la sua carriera, anche se le prospettive ad Anfield al momento non sembrano certo rosee.

Sarebbe un colpo duro probabilmente per il Fulham quello di perdere il manager che ha rilanciato totalmente la squadra, portandola da una retrocessione annunciata addirittura ad una finale europea. Come sostituto di Hodgson si era fatto il nome di Sven Goran Eriksson, reduce dall’eliminazione al Mondiale subita con la Costa d’Avorio, ma lo stesso svedese ha negato ogni contatto (per fortuna dello spettacolo della Premier League: già basta il Manchester City per annoiarsi): il nome più credibile per la panchina del Craven Cottage è quello di Mark Hughes, in attesa di rilancio dopo il fallimento al Manchester City, con Alan Curbishley in alternativa. Nel frattempo è arrivato il primo colpo di mercato, con l’arrivo del difensore centrale Philippe Senderos ad aumentare le opzioni al centro della difesa: lo svizzero (che vanta un incredibile record: ha giocato diverse partite ai Mondiali senza mai subire gol!) ha bisogno anche lui di un rilancio dopo alcune stagioni davvero pessime, lui che arriva a Craven Cottage dopo essersi svincolato dall’Arsenal.

Dovrebbe rimanere invece Bobby Zamora, dato che il Fulham ha rifiutato ufficialmente un’offerta del Birmingham City, squadra che al momento sta lavorando soprattutto per l’attacco: dopo l’arrivo di Nikola Zigic adesso è arrivato anche il rinnovo di contratto con Kevin Phillips, che anche quest’anno allora proverà a segnare gol importanti partendo dalla panchina. Potrebbe arrivare invece il 25enne Katlego Mphela, attaccante veloce ma non del tutto convincente a questi Mondiali con il Sudafrica, che sembra già in trattativa per il suo trasferimento dal Mamelodi Sundowns e che spera di completare in fretta il trasferimento: sarebbe una scommessa per McLeish.

E’ sempre molto difficile provare a trovare una logica nel mercato del Manchester City, che ha una rosa più piena delle poste ad orario di punta e che continua a dare la sensazione di comprare tanto per, e che continuerà (almeno inizialmente) la prossima stagione con il non convincente (eufemismo) Roberto Mancini in panchina. Sta però per arrivare un calciatore di grande classe come l’esterno fantasioso David Silva: il City ha già un accordo con il Valencia e manca solo la firma del calciatore, che a questo punto dovrebbe arrivare quanto prima (a meno di rinvii dovuti alla presenza del 24enne ai Mondiali). E’ davvero un colpaccio, che potrebbe dare un po’ più di fantasia ad una squadra estremamente piatta, con l’unica incertezza dovuta al suo adattamento ai ritmi della Premier League (specialmente vista la Liga dai ritmi molto “blandi” delle ultime due stagioni): lo spagnolo potrebbe giocare titolare sulla corsia di sinistra con Adam Johnson sulla destra, anche se per evitare scompensi nello spogliatoio sarebbe il caso di cedere gli elementi di troppo, vedi Shaun Wright-Phillips, vedi Robinho (che è ancora del Manchester City dopo il prestito al Santos), vedi Craig Bellamy, per il quale continua l’interessamento addirittura del Cardiff City. Arriva un colpo in difesa, visto che è stato ingaggiato il 21enne Jerome Boateng, elemento molto interessante che stiamo ammirando anche ai Mondiali, anche se abbastanza fuori ruolo visto che Low lo utilizza come terzino sinistro, ruolo dove l’ex Amburgo non sembra molto a suo agio: lui dà il meglio come difensore centrale e come terzino destro. E’ un giocatore possente, muscolare e esplosivo, uno degli elementi più interessanti tra le nuove leve del calcio tedesco. Jerome Boateng è tra l’altro fratello con Kevin-Prince Boateng, visto lo scorso anno al Portsmouth: i due (che non si vedono di buon’occhio) si sono anche affrontati a questo Mondiali, visto che il centrocampista ha optato per giocare con il Ghana (dopo aver giocato invece con le giovanili della Germania: regola non esaltante questa). Qualche arrivo, ma anche un tris di addii visto che la società ha terminato i contratti di Benjani Mwaruwari e Sylvinho, non certo due sorprese visto che entrambi non erano certo nei piani di Mancini.

Sorprende e intristisce di più l’aver svincolato Martin Petrov, elemento trattato piuttosto male nelle ultime due stagioni. Il bulgaro però potrà farsi valere ancora in Premier League, visto che sembra vicino all’accordo con il Bolton, al quale dovrebbe unirsi l’1 Luglio (ovvero giovedì): sarebbe un buon colpo per Owen Coyle, che prova a dare un gioco più stiloso ai Trotters.

Rimanendo nell’area di Manchester, va via il serbo Zoran Tosic, aletta sulla quale il Manchester United non ha mai puntato concretamente, nonostante comunque il suo periodo di prestito al Colonia sia stato più che positivo: Tosic era arrivato in un affare che doveva coinvolgere anche il più interessante (almeno secondo lo United) Adem Ljajic, il quale però poi non è arrivato per problemi con il permesso di lavoro (ora gioca alla Fiorentina). Tosic allora s’è visto relegato alla squadra Riserve e poi prestato in Bundesliga, ma adesso ha trovato un buon contratto con il CSKA Mosca, dove avrà decisamente più fiducia rispetto a quella ricevuta ad Old Trafford. Manchester United che finora è abbastanza immobile sui movimenti in entrata: sembra esserci un interessamento per Luis Fabiano del Siviglia, con Ferguson che potrebbe battere il Milan per il suo ingaggio.

Si muove anche il Sunderland, che sembrava vicinissimo ad un colpo assolutamente eccellente come quello del duttile o ottimo difensore Heiko Westermann dello Schalke 04, affare che ancora però non è sfumato del tutto. Bruce potrebbe però aver trovato il terzino destro nell’egiziano Ahmed Al-Muhammadi, 22enne di proprietà dell’ENPPI: proprio la società egiziana ha annunciato l’accordo con il Sunderland per il prestito del nazionale egiziano, anche se si attendono ancora conferme dagli stessi Black Cats. Conferme che sono arrivate per il portiere Simon Mignolet, 21enne belga arrivato dal Sint Truidense: il suo ruolo sarà quello di vice di Craig Gordon, dato che Marton Fulop dovrebbe lasciare lo Stadium Of Light. Intanto va via la punta Roy O’Donovan, che ha firmato un triennale con il Coventry: il 24enne è reduce da un ottimo prestito all’Hartlepool e ora proverà a confermarsi in Championship.

Colpo a sorpresa per l’Everton, che dopo Jermaine Beckford ha ingaggiato un altro attaccante, il 20enne Joao Pedro Pereira Silva, meglio conosciuto come Joao Silva: si tratta di un nazionale Under 21 portoghese che s’è fatto un nome soprattutto nella scorsa stagione con la maglia dell’Aves, dato che nella sua stagione da “rookie” ha realizzato 14 gol nella Liga Vitalis (la seconda serie portoghese), diventando il vice cannoniere del campionato alle spalle solo di Reguila del Trofense (che ha realizzato 15 gol). E’ una scommessa per David Moyes, che spera di aver pescato un buon talento. Potrebbe arrivare un altro attaccante, visto che sembra esser arrivato l’accordo con lo Strasburgo per l’interessante 19enne Magaye Gueye sulla base di un milione di pounds.

Torna in Inghilterra il buon centrocampista Thomas Hitzlsperger, 28enne dal mancino potentissimo visto fino al 2005 con la maglia dell’Aston Villa: reduce da sei mesi non indimenticabili alla Lazio, il tedesco è stato ingaggiato dal West Ham, dove regalerà esperienza e un pizzico di qualità al centrocampo, bisognoso di nuove idee. E’ davvero un buon colpo, il primo dell’era Grant. Gli Hammers intanto hanno sorprendentemente rinnovato per due stagioni il contratto di Luis Boa Morte, che ormai sembrava destinato a svincolarsi.

Si muove finora solo in uscita il mercato del Chelsea, finora davvero immobile o quasi in entrata, dato che sono pochi anche i rumours per eventuali ingaggi. Come ormai previsto, non è stato rinnovato il contratto a due elementi importanti nelle ultime stagioni, come Joe Cole e Michael Ballack: il tedesco ha deciso di tornare in patria per tornare a vestire la maglia del Bayer Leverkusen, con la quale arrivò anche a giocare una finale di Champions League, mentre Joe Cole presto deciderà per quale squadra giocare, con Arsenal e Tottenham che sembrano in prima fila su tutte (per gli Spurs però le cose potrebbero cambiare qualora Harry Redknapp diventasse ct dell'Inghilterra, sostituendo l'ormai sfiduciato Capello). A lasciare è anche il 33enne Juliano Belletti, usato come utility man ma comunque non indimenticabile nella sua esperienza a Stamford Bridge. Tra lo stupore generale, il Chelsea ha ceduto anche un talento in ascesa come Miroslav Stoch, ala slovacca reduce da una grandissima stagione in cui è stato protagonista con il Twente nella vittoria della Eredivisie: il 20enne sembra un buon talento, ma incredibilmente i Blues lo hanno ceduto al Fenerbahce, senza nemmeno provare a puntarci sopra. Scelta davvero incomprensibile, davvero folle.

Si attendono i colpi anche dall’Arsenal, che ha assolutamente bisogno di migliorare la fase difensiva con un mediano e soprattutto con l’arrivo di difensori centrali, uno dei quali dovrebbe essere il 24enne Laurent Koscielny, reduce da una grande stagione con il Lorient e valutato dai Gunners 8,3 milioni di pounds: il francese vuole il trasferimento e l’accordo tra i due club sembra vicino. L’impressione però è che Koscielny arrivi come “backup”, mentre il titolare vero da affiancare a Vermaelen deve ancora arrivare. Deve arrivare anche qualcos’altro, perché quello dei difensori centrali sembra un grande esodo, con ben quattro elementi destinati a svincolarsi: detto già di Philippe Senderos al Fulham, c’è Mickael Silvestre che è tentato dal trasferimento agli Emirati Arabi per giocare all’Al Jazira (tentato da un’offerta folle di 4 milioni di pounds l’anno), c’è William Gallas che è in totale declino fisico (come confermato ai Mondiali) e ormai sembra poco ben accetto nello spogliatoio (dovrebbe andare alla Juventus) e c’è anche Sol Campbell che è in trattativa con il Celtic, anche se non ha ancora chiuso del tutto le porte per una permanenza all’Emirates Stadium. Intanto continua il progetto dei giovani: i Gunners hanno infatti ingaggiato un talento 16enne dal Feyenoord, il centrocampista Kyle Ebecilio descritto come possibile futura stella.

Pensa al presente invece il Wolverhampton, che fa affari con il retrocesso Hull City, dal quale sono arrivati Stephen Hunt e Steven Mouyokolo. Il colpo importante è decisamente il primo, con l’arrivo dell’ala sinistra che (unito a quello di Steven Fletcher) potrebbe consentire a Mick McCarthy (che come tanti manager è in Sudafrica, a commentare le partite per la BBC facendo sfoggio di pronunce davvero spettacolose diventate quasi un cult comico in Inghilterra) di praticare un calcio un po’ più propositivo di quello visto nel finale della scorsa stagione: l’irlandese regalerà dinamismo e qualità alla fascia sinistra. Mouyokolo è invece un possente difensore centrale, che lo scorso anno era arrivato al KC Stadium con grandi promesse ma alla fine regalando un rendimento ad alti e bassi: vedremo se al secondo anno il 23enne riuscirà ad essere più continuo.

L’Hull City intanto inizia a programmare la prossima stagione ingaggiando il nuovo manager, che sarà abbastanza sorprendentemente Nigel Pearson, tecnico reduce da due grandi stagioni con il Leicester, portato prima alla vittoria della League One e poi ai playoff in Championship: l’arrivo di un manager così bravo può far ben sperare i Tigers, che comunque rimangono in una condizione economica non esaltante. Brutto colpo invece per il Leicester, che ora per rimpiazzare Pearson potrebbe pensare addirittura a Paulo Sousa, manager dello Swansea City: in alternativa si parla di Tony Mowbray (reduce da due stagioni nerissime), di Iain Dowie e di Gareth Southgate.

Ha trovato il manager anche un’altra neoretrocessa come il Portsmouth, che ha ingaggiato il 45enne Steve Cotterill, reduce dall’aver trascinato il Notts County ad una esaltante promozione in League One: Cotterill era subentrato a fine Febbraio e da lì non ha fallito un colpo, completando una rimonta strepitosa dei Magpies.

Il Notts County dal canto suo affronterà la stagione da neopromossa in League One con Craig Short come manager: il 42enne ex difensore centrale (anche degli stessi Magpies) è di fatto alla sua prima esperienza in panchina, dopo che in realtà era stato ingaggiato lo scorso novembre dal Ferencvaros, società che dovette lasciare subito visto che non aveva la licenza per assumere questo ruolo nella massima serie ungherese.

Altri movimenti di manager in League One, con il Plymouth neoretrocesso che proverà a rilanciarsi con un tecnico molto esperto come Peter Reid, che ha lasciato il ruolo di vice di Tony Pulis allo Stoke City per approdare ai Pilgrims: il 54enne torna a gestire in prima persona una squadra inglese dopo l’esperienza non positiva di pochi mesi al Coventry chiusa nel Gennaio del 2005, mentre in mezzo c’era stata anche un’esperienza come ct della Thailandia.

Decisamente meno esperto di Reid come tecnico è Paul Dickov, che ha assunto il ruolo di player-manager dell’Oldham, squadra che deve riprendersi dopo una stagione ampiamente negativa: l’attaccante 37enne prende il posto di Dave Penney in panchina.

Intanto Gary Ablett ha deciso di lasciare lo Stockport dopo la retrocessione della scorsa stagione: l’ex difensore del Liverpool ha vinto appena 7 delle 51 partite sulla panchina degli Hatters, che ancora non hanno trovato un suo sostituto.

In basso trovate anche tutti i trasferimenti avvenuti in queste tre settimane in Football League, dove le 72 società hanno accettato un cambio di regole: nella rosa dovranno esserci 10 giocatori “home-grown”, ovvero che prima del compimento dei 21 anni devono aver passato tre stagioni nella stessa società. Oltretutto, le rose delle prime squadre adesso saranno ristrette ad un massimo di 25 elementi, cambi dovuti per mantenere bassi i costi della gestione societaria e anche per provare a far crescere dei talenti (anche se quest’ultimo non è mai stato un problema in Football League, tutt’altro). Oltretutto, è stato confermato che i vari problemi economici possono portare ad un embargo di trasferimenti per le varie società, problema a cui adesso è incappato nuovamente l’Accrington Stanley che allora per ora non potrà muoversi sul mercato: in realtà il Leyton Orient aveva proposto la retrocessione di due divisioni delle squadre con gravi problemi economici, non una proposta folle che però è stata respinta.

Tra i più attivi nel mercato c’è il QPR, che per ora ha visto respinte le proprie offerte al Reading per l’ala Jobi McAnuff, anche se le trattative potrebbero proseguire. Warnock invece ha ingaggiato per la terza volta nella sua carriera il portiere Paddy Kenny, che aveva acquistato già quando era al Barnsley e allo Sheffield United, squadra che l’estremo difensore 32enne lascia dopo una stagione molto tribolata, in cui ha dovuto superare anche una squalifica per doping: una nuova esperienza con un manager che lo conosce molto bene potrebbe essere l’ideale per rilanciarlo. Warnock acquista anche un altro elemento molto fidato, visto che ha ingaggiato dal Crystal Palace l’esperto mediano Shaun Derry, che proprio lui aveva fatto diventare capitano delle Eagles.

Buon colpo per il Norwich, che acquista il centrocampista Andy Surman, 23enne in cerca di rilancio dopo la stagione negativa passata al Wolverhampton: non riuscitissimo il suo salto in Premier League.

Lascia il Wolverhampton anche il terzino sinistro Daniel Jones, ormai uscito totalmente fuori dalla rotazione dei Wolves e che lascia Molineux a parametro zero per accasarsi allo Sheffield Wednesday.


Questi sono i trasferimenti effettuati nel calcio professionistico inglese nelle ultime quattro settimane (in ordine leggerete nome del calciatore, tra parentesi la squadra di provenienza e quella di destinazione ed infine la modalità con cui è avvenuto il trasferimento: dove quindi alternativamente apparirà la cifra del trasferimento, “undisclosed” qualora la cifra non è né ufficiale né nota, “free” per un trasferimento a parametro zero, “loan” per un prestito. Fonte: BBC Sport):

Danny Andrew [Peterborough - Cheltenham] Free
David Artell [Morecambe - Crewe Alexandra] Free
Harry Arter [Woking - Bournemouth] Undisclosed
Luke Ashworth [Leyton Orient - Rotherham United] Free
Angelo Balanta [QPR - Milton Keynes Dons] Loan
Brian Barry-Murphy [Bury - Rochdale] Free
Shaun Batt [Peterborough - Millwall] Undisclosed
Agustin Battipiedi [Comunicaciones - Brighton] Free
Christian Baz [Comunicaciones - Brighton] Free
Ian Bennett [Sheffield United - Huddersfield] Free
Andy Bond [Barrow - Colchester] Free
Nikki Bull [Brentford - Wycombe] Free
Rob Burch [Lincoln City - Notts County] Free
Lewis Chalmers [Aldershot - Macclesfield] Free
Mitchell Cole [Stevenage - Oxford United] Undisclosed
Paul Connolly [Derby County - Leeds] Free
Jamie Cook [Oxford United - Crawley] Free
Dean Cox [Brighton - Leyton Orient] Free
Sam Cox [Tottenham - Barnet] Free
Ryan Cresswell [Bury - Rotherham] Undisclosed
Lee Croft [Derby County - Huddersfield] Loan
Craig Curran [Tranmere - Carlisle] Free
Scott Davies [Morecambe - Fleetwood] Free
Stephen Dawson [Bury - Leyton Orient] Free
Jamie Day [Peterborough - Rushden & Diamonds] Undisclosed
Jason Demetriou [Leyton Orient - AEK Larnaca] Free
Shaun Derry [Crystal Palace - QPR] Free
Ryan Dickson [Brentford - Southampton] Undisclosed
Johannes Ertl [Crystal Palace - Sheffield United] Free
Simon Ford [Kilmarnock - Chesterfield] Free
Nicky Forster [Unattached - Brentford] Free
Danny Foster [Brentford - Wycombe] Free
David Fox [Colchester - Norwich] Undisclosed
George Friend [Wolverhampton - Doncaster] Free
Jeff Goulding [Bournemouth - Cheltenham] Free
Bobby Grant [Accrington Stanley - Scunthorpe] £260,000
Tom Heaton [Manchester United - Cardiff City] Free
Paul Heffernan [Doncaster - Sheffield Wednesday] Free
Alex Henshall [Swindon Town - Manchester City] Undisclosed
Simon Heslop [Barnsley - Oxford United] Free
Ricky Holmes [unattached - Barnet]
Will Hoskins [Watford - Bristol Rovers] Free
Kirk Hudson [Aldershot - Brentford] Undisclosed
Mark Hughes [Walsall - North Queensland Fury] Free
Stephen Hunt [Hull City - Wolverhampton] Undisclosed
Albert Jarrett [Barnet - Lincoln City] Free
Joao Silva [Desportivo Das Aves - Everton] Undisclosed
Darren Jones [Hereford - Aldershot] Undisclosed
Danny Kelly [Norwich - Barnet] Free
Tom Kennedy [Rochdale - Leicester] Free
Paddy Kenny [Sheffield United - QPR] £750,000
Richard Keogh [Carlisle - Coventry] Free
Janos Kovacs [Luton Town - Hereford] Free
Kelvin Langmead [Shrewsbury - Peterborough] Undisclosed
Daniel Lloyd-Weston [Port Vale - Cheltenham] Free
Steve Lovell [Falkirk - Bournemouth] Free
Keith Lowe [Hereford - Cheltenham] Free
Lloyd Macklin [Swindon - Torquay] Free
Marcus Marshall [Blackburn - Rotherham] Free
Paul Marshall [Manchester City - Walsall] Free
Craig McAllister [Exeter City - Crawley] Free
Gavin McCallum [Hereford - Lincoln City] Undisclosed
Gary McSheffrey [Birmingham City - Coventry] Free
Simon Mignolet [Sint Truidense - Sunderland] Undisclosed
John Miles [Accrington Stanley - Fleetwood] Free
Adam Miller [Gillingham - Cambridge United] Free
Andy Morrell [Bury - Wrexham] Free
John Mousinho [Wycombe - Stevenage] Free
Steven Mouyokolo [Hull City - Wolverhampton] Undisclosed
Gary Naysmith [Sheffield United - Huddersfield] Free
Mitchell Nelson [Tooting & Mitcham - Bournemouth] Undisclosed
Tom Newey [Bury - Rotherham] Free
Mark Nwokeji [Dag & Red - AFC Wimbledon] Free
Roy O'Donovan [Sunderland - Coventry] Free
Stephen O'Halloran [Aston Villa - Coventry] Free
Stefan Payne [Fulham - Gillingham] Free
Steve Phillips [Bristol Rovers - Crewe Alexandra] Free
Glenn Poole [AFC Wimbledon - Barnet] Free
Alan Power [Hartlepool - Rushden & Diamonds] Free
Jason Price [Millwall - Carlisle] Free
Marc Pugh [Hereford - Bournemouth] Undisclosed
Stephen Purches [Leyton Orient - Bournemouth] Free
Jack Randall [Crystal Palace - Aldershot] Undisclosed
Lee Ridley [Cheltenham - Grimsby] Free
Michael Rose [Stockport - Swindon] Free
Simon Royce [Gillingham - Brentford] Free
Gary Sawyer [Plymouth - Bristol Rovers] Free
Damian Scannell [Southend - Dag & Red] Free
Paul Scott [Bury - Morecambe] Free
Chris Sedgwick [Preston - Sheffield Wednesday] Free
Philippe Senderos [Arsenal - Fulham] Free
Ian Sharps [Rotherham - Shrewsbury] Free
Joe Skarz [Huddersfield - Bury] Free
Robbie Sinclair [Salisbury - Stevenage] Free
Glen Southam [Histon - Barnet] Free
Matt Sparrow [Scunthorpe - Brighton] Free
Jordon Stewart [Sheffield United - Xanthi] Undisclosed
Ben Strevens [Brentford - Wycombe] Free
Andrew Surman [Wolverhampton - Norwich] Undisclosed
Peter Sweeney [Grimsby - Bury] Free
Michael Symes [Accrington Stanley - Bournemouth] Free
Gavin Tomlin [Yeovil - Dag & Red] Free
Zoran Tosic [Manchester United - CSKA Mosca] Undisclosed
Anwar Uddin [Dag & Red - Barnet] Free
Nathaniel Wedderburn [Stoke City - Northampton] Free
Andy White [Reading - Gillingham] Free
Joe Widdowson [Grimsby - Rochdale] Free
Peter Winn [Scunthorpe - Stevenage] Free
David Wright [Ipswich - Crystal Palace] Free
Jake Wright [Brighton - Oxford United] Free
Rashid Yussuff [Gillingham - AFC Wimbledon] Free


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lunedì 28 giugno 2010

Cap-potto: la slavina tedesca travolge totalmente un'Inghilterra Terry-bile

Mondiale 2010, la Germania si dimostra decisamente più forte e vince per 4-1: all’Inghilterra restano solo le recriminazioni per il “gol fantasma”, ma è un altro fallimento senza appelli



Un Mondiale 2010 nato malissimo per l’Inghilterra si chiude in modo ancora peggiore: dominati e sopraffatti in tutto e per tutto dalla Germania, i Three Lions non solo escono (come tutto sommato era anche preventivabile) al cospetto di una grandissima Nazionale, ma escono con le ossa del tutto rotte, maciullate da un’inferiorità netta e totale sul piano tecnico, tattico e di mentalità che probabilmente non s’è mai vista nella storia di questa grande rivalità tra le due Nazionali. Non è un’eliminazione normale, è un tracollo vero e proprio in un Mondiale che doveva essere quello del rilancio in grande stile dopo il fallimento delle qualificazioni per Euro 2008, in un Mondiale che doveva vedere l’Inghilterra competitiva fino all’ultimo, che doveva essere vinto: per questo era stato ingaggiato un ct con la fama da vincente come Fabio Capello, per questo si era investito tantissimo su di lui e sul suo stipendio. Dopo i fuorvianti risultati del girone di qualificazione, la figuraccia fatta alla fase finale dei Mondiali rende del tutto fallimentare questo investimento della Federazione, perché i Three Lions hanno giocato un girone pessimo con due prestazioni mediocri e una terza appena discreta per poi crollare al primo vero ostacolo, un po’ come successo quattro anni fa con Sven Goran Eriksson in panchina con la differenza che lo svedese non era stato accolto con questo alone di “santone” del calcio, con la differenza che allora il girone fu vinto, fu evitato un ottavo difficile e la squadra si fermò ai quarti di finale in un match giocato per gran parte in inferiorità numerica (l’espulsione di Rooney) e ai calci di rigore contro il Portogallo: qui contro la Germania non è arrivata un’eliminazione, è arrivata una lezione di calcio. Il momento più discusso e chiacchierato della partita è figlio di una grande controversia, una specie di clamoroso revival di quanto successo nella (più volte ricordata nella vigilia) finale del Mondiale ’66, quando a regalare a quella grandissima Inghilterra il successo fu un gol fantasma: al 101’ dei tempi supplementari la conclusione scagliata da Geoff Hurst andò a sbattere sulla base interna della traversa e rimbalzò un pizzico sulla linea di porta, ma questa carambola ingannò il guardalinee azerbaigiano Tofik Bakhramov che convinse in qualche modo lo svizzero Gottfried Dienst (i due non parlavano la stessa lingua) ad assegnare il gol. Poi al 120’ minuto lo stesso Geoff Hurst sentenziò il match con l’hat-trick e il definitivo 4-2, ma chiaramente allora la Germania era del tutto scoperta alla ricerca di un nuovo pareggio in extremis (già il gol del 2-2 del difensore centrale Wolfgang Weber era arrivato con il match agli sgoccioli) e chiaramente quella rete del 3-2 è da considerare quella che di fatto decise quel Mondiale. A 44 anni di distanza il destino ha voluto giocare sopra questo avvenimento storico e ribaltare tutto: appena riaperta la partita, l’Inghilterra s’è lanciata subito in avanti con la conclusione di Lampard che sbatte sulla traversa interna e poi rimbalza un metro buono oltre la linea di porta, ma in maniera incredibile né il guardalinee Mauricio Espinosa né l’arbitro Jorge Larrionda hanno visto un episodio davvero netto, risultando probabilmente gli unici in tutto lo stadio a non essersene accorti. Risiedono tutte qui le recriminazioni dell’Inghilterra, perché questo sarebbe stato il gol del 2-2 e avrebbe rimesso in corsa la squadra inglese, ma in realtà sono recriminazioni nate da un evento davvero assurdo e clamoroso ma che allo stesso tempo sono poco più che disperate: lo sa capitan Gerrard, lo sa la squadra, lo sa parte dei media (la BBC su tutti) che non è stato questo episodio importante la reale causa del disastro visto da parte dell’Inghilterra. E’ un episodio assurdo che crea e deve creare mille perplessità sul piano tecnico, ma in realtà non si può dare solo a questo le reali ragioni di un risultato netto e lampante: gli errori arbitrali assumono importanza devastante quando a vincere è la squadra che sul campo aveva dimostrato di meritare meno, oppure quando in campo c’è un grandissimo equilibrio. Ebbene, questo non era il caso di questa partita, perché prima e dopo quel gol fantasma la Germania si era dimostrata di un altro livello rispetto all’Inghilterra, si era dimostrata almeno due/tre gradini sopra: questo è quanto mostrato dalla partita, questo è quanto ammesso dai calciatori inglesi (anche sportivamente, come molto sportivi sono stati i calciatori tedeschi, che hanno ammesso senza giri di parole di esser stati molto fortunati, parlando anche di “evento decisivo” con signorilità) e non è un caso che l’unico dell’Inghilterra a recriminare solo su questo avvenimento sia un italiano (evidentemente è proprio nel dna), ovvero il ct Fabio Capello. Gol o non gol, il risultato di 4-1(+1) e il gioco visto in campo dimostra che ai quarti di finale avanza la squadra nettamente più forte, nettamente più in forma e nettamente più talentuosa: stop. Nell’analisi ampia della partita però quest’episodio rappresenta una specie di specchietto per le allodole da proporre a chi guarda il calcio con occhi banali, proprio come l’erroraccio di Green lo era stato per il match contro gli Stati Uniti: la vera causa dell’eliminazione dell’Inghilterra è una certa inferiorità mostrata contro la Germania. Inferiorità dovuta anche al fatto che molto degli elemento della “Golden Generation” arrivano alle grandi competizioni sempre scoppiati e non riescono mai a riproporre in Nazionale le prestazioni che invece mostrano normalmente nei club: Lampard in questo match è stato forse il migliore dell’Inghilterra, ma in generale rispecchia perfettamente questo discorso, perché in Nazionale è sempre il fratello scarso del Lampard che ammiriamo settimana per settimana al Chelsea. Stessa cosa per il compagno di squadra John Terry, grande simbolo di questa sconfitta: il capitano dei Blues è stato un totale disastro, il primo ad affondare facendosi trovare sempre fuori posizione e sbagliando tutto, creando di fatto una cascata nella quale sono finiti poi tutti i compagni della difesa. Terry non arrivava da una grande stagione per prestazioni personali, ma mai lo si era visto così rintronato come nel primo tempo di questo match (non che nella ripresa le cose siano migliorate). Che dire poi di Wayne Rooney, la stella e il simbolo dell’Inghilterra: chiude il Mondiale senza avere mai convinto, con zero gol nel carniere e di fatto senza esser mai andato particolarmente vicino alla realizzazione, davvero irriconoscibile e fuori condizione (leggermente giustificato dai problemi fisici che gli hanno condizionato il finale di stagione: necessita più di tutti di una pausa). Questo senza dimenticarci di Steven Gerrard: aveva avuto una stagione tribolata con il Liverpool anche per i problemi fisici e si pensava che questo potesse preservarlo bene per i Mondiali, ma in realtà anche lui è apparso al 10% rispetto a quanto lo vediamo di volta in volta in Premier League. Il refrain è allora il solito: “nel calcio inglese si gioca troppo e per questo i calciatori arrivano cotti al Mondiale”. Ok, ma perché in questi ottavi di finale abbiamo visto correre come dei matti senza un istante di pausa e mostrare una buonissima condizione gente come Carlos Tevez, Javier Mascherano, Park Ji-Sung, Kevin-Prince Boateng, John Mensah, John Pantsil o Clint Dempsey (senza dimenticare un Nadir Belhadj che ha giocato tre partite incredibili per corsa e mobilità)? Non giocano anche loro in Premier League? Il fatto che calciatori che militano nelle altre Nazionali riescono a correre e che invece quelli dell’Inghilterra appaiano tutti delle mammolette non deve essere ascritto alla Premier League e ai calendari fitti, quanto unicamente al tipo di preparazione che ogni volta viene svolto dalla Nazionale sul piano fisico: it’s a fact. Nel calderone deve entrare assolutamente anche Fabio Capello, ingaggiato per vincere: arriva l’eliminazione agli ottavi di finale, in una sfida difficilissima ma che l’Inghilterra aveva trovato arrivando al secondo posto del girone. La squadra è arrivata ai Mondiali cotta giocando un calcio osceno, ma soprattutto difendendo in maniera squilibrata: Capello è stato preso per la sua qualità nell’impostare ottimamente la fase difensiva, ma in questo match si sono visti orrori incredibili e questo deve porre un grande punto interrogativo anche sul suo lavoro, comunque ampiamente fallimentare in questa fase finale dei Mondiali. Non è stata però solo l’Inghilterra ad essere ampiamente inferiore, ma è stata la Germania ad essere decisamente superiore: l’ultimo Mondiale a cui la Mannschaft ha partecipato non arrivando tra le prime 8 risale addirittura al 1938, il che spiega perfettamente la forza e la continuità di una Nazionale capace sempre o quasi di arrivare fino in fondo, per una mentalità splendida e vincente, per una capacità di saper sempre valorizzare la propria forza. In passato però eravamo abituati ad una Germania che principalmente era tignosa e fisica, ma adesso osserviamo una squadra capace di rubare l’occhio anche in termini estetici, capace di regalare azioni spettacolari e brillantissime per livello tecnico: è una Nazionale del tutto diversa, che punta non solo sulla grandissima organizzazione ma anche sull’estro delizioso dei tanti giovani lanciati da Joachim Low. Questa Germania è lo specchio di un lavoro federale, che ha puntato moltissimo sul vivaio, crescendo così talenti davvero importanti e vincendo anche molto a livello giovanile, traendone fuori una Nazionale che non solo è temibile perché è molto dura da affrontare, ma che oltretutto adesso è anche molto bella da vedere e molto forte: in un match ampiamente dominato, la squadra di Low ha avuto qualche momento di difficoltà (dopo il gol del 2-1) mostrando forse la mancanza di un vero mediano di filtro, però è un collettivo piuttosto entusiasmante che ha superato un esame difficile (sulla carta) e a pienissimi voti, grazie al super-talento di Mesut Ozil, grazie al dinamismo di Bastian Schweinsteiger, grazie ai riflessi di Manuel Neuer (anche se è colpevole con Boateng del gol subito), grazie a due elementi che (al contrario degli inglesi) si trasformano in positivo con la maglia della Nazionale come Miroslav Klose e Lukas Podolski, come l’umile e sempre brillante Thomas Muller (probabilmente il migliore in campo per il grande lavoro svolto e per la doppietta che ha abbattuto definitivamente l’Inghilterra). Per quanto visto nel torneo e per quanto visto in questi 90 minuti non c’è dubbio: è davvero meglio per il torneo se ad andare avanti è questa Germania forte e divertente, un capolavoro di mentalità e qualità. Occhio perché questa Germania ha anche un serbatoio molto ampio e un’età media molto bassa: qui possono esserci le basi per far bene e per divertire in questo modo molto a lungo. Gary Lineker diceva: “Il calcio è uno sport che si gioca undici contro undici e alla fine vincono i tedeschi”. Il fatto è che ora divertono pure.

La Germania conferma Jerome Boateng (neoacquisto del Manchester City) nel ruolo di terzino sinistro e ritrova Klose nel ruolo di centravanti nel solito 4-2-3-1. L’Inghilterra invece conferma l’undici che ha battuto la Slovenia, con Milner preferito sulla destra e Defoe confermato in avanti.

Il primo affondo del match al 5’ minuto è di Ozil, ma il tiro da posizione defilata è ben respinto da James. Nei primi 20 minuti però la partita è piuttosto bloccata, con la squadre che si studiano o forse più semplicemente sentono la tensione del match: non granché l’inizio di Podolski e di Rooney, entrambi poco brillanti e entrambi imprecisi.

Il match si sblocca al 20’ minuto su un rinvio di Neuer con la difesa che si addormenta clamorosamente, Terry è incredibilmente a spasso per il campo e del tutto fuori posizione mentre Upson è in ritardo su Klose che resiste alla carica dubbia del difensore e in scivolata infila James, firmando il gol dell’1-0. Terry è piazzato davvero come il peggior Onyewu visto a questi Mondiali o come il Pascal Cygan delle grandi occasioni: oltretutto, forse senza il gol ci sarebbe stata punizione dal limite e espulsione per Upson. La difesa è ridicola ma la regia internazionale coglie un particolare: Klose era in leggero fuorigioco al momento del rinvio di Neuer, anche se questo non giustifica una sbandata imbarazzante da vedere a questi livelli.

La Germania continua a macinare gioco e sfiora il raddoppio al 31’: Muller si muove benissimo, triangola sulla trequarti con Ozil e poi serve filtrante per Klose che non viene preso dal pessimo Terry e si trova isolato in area di rigore, ma James è provvidenziale nell’uscita bassa e nel chiudere il tiro con un grande intervento.

L’Inghilterra si salva ma per poco, perché un minuto dopo arriva il meritato raddoppio della Mannschaft: Ozil tocca sul breve sulla destra per Klose, il quale di prima serve per l’inserimento di Muller che attacca a campo aperto perché Terry era uscito in maniera disastrosa, rimane solo Johnson a provare a chiudere sul giovane del Bayern Monaco che però va a servire Podolski sulla sinistra dell’area, controllo non perfetto che lo porta a defilarsi ma nonostante l’angolo stretto la punta del Colonia spara potente ad incrociare e firma alla grande il gol del 2-0. Davvero grande realizzazione per Podolski, al 40esimo centro in Nazionale: ne ha segnati 39 in carriera in Bundesliga. La domanda che si fanno tutti è: dov’è Terry? Difesa davvero ridicola quella mostrata dall’Inghilterra.

Al 35’ per la prima e unica volta Milner si fa vivo sulla destra, cross basso che arriva in area e che viene guardato da Khedira, da pochi passi Lampard prova a svegliarsi in questo Mondiale e calcia bene ma Neuer è splendido nel buttarsi sui suoi piedi e a chiudere con un eccellente intervento.

Al 37’ però la difesa della Germania è troppo ferma su un corner corto, Gerrard crossa dentro, Boateng si addormenta in marcatura e Upson è tutto solo anticipando l’uscita disperata e fuori tempo di Neuer, realizzando il 2-1 nonché il suo secondo gol in Nazionale: il primo era stato realizzato proprio alla Germania.

E’ un momento di sbandamento per la Germania che dopo il calcio d’inizio rischia di ritrovarsi incredibilmente sul pareggio (dopo esser apparsa decisamente superiore): dopo un rimpallo, Lampard ha la possibilità per tirare dal limite con una conclusione morbida che scavalca Neuer e colpisce la traversa interna per rimbalzare un metro e mezzo oltre la linea e poi carambolare nuovamente sulla traversa interna ed esser ripreso da Neuer, incredulo come tutti nel vedere che il guardalinee non assegna il gol. L’ombra di Geoff Hurst si scaglia sul Free State Stadium di Bloemfontein: errore clamoroso della terna, davvero sconcertante.

Dopo il gol dello 0-2, Lampard sembra davvero essersi svegliato e al 52’ scaglia una punizione potente dai 30 metri che prende un giro molto particolare (merito di Jabulani?) e inganna totalmente Neuer andando a sbattere sulla traversa piena, rimbalzando poi ampiamente dentro il campo senza alcun dubbio che possa essere gol. L’Inghilterra preme ma senza grande qualità e continua a commettere errori pesanti con i difensori: la squadra appare totalmente nervosa. Al 61’ però riesce ad aprire la difesa, ma il tocco di Rooney sulla destra per il liberissimo Milner è davvero molto pigro e l’azione sfuma. In questa fase i difensori centrali della Germania sono in difficoltà, ma l’impressione è che ci vorrebbe un mediano di contenimento per dare una mano dietro.

Questo modulo però permette ai tedeschi di poter essere sempre pericolosi in ogni azione d’attacco, anche in ripartenza come succede al 67’ minuto: Lampard viene murato dalla barriera su punizione e Barry al limite dell’area si convince di poter dribblare ottomila tedeschi venendo chiuso da Lahm e la Germania fa partire la ripartenza in tre contro due, Schweinsteiger da sinistra taglia centralmente e serve sul lato debole per Muller che è libero e spara di potenza sul primo palo, James incredibilmente si butta dall’altro lato e si fa infilare malamente per il gol del 3-1. Ripartenza devastante della Germania.

Al 70’ il match è totalmente in ghiaccio: Barry rimane sulla sinistra come ultimo uomo con tre metri di vantaggio su Ozil ma incredibilmente si ferma e si fa infilare dall’eccellente trequartista del Werder Brema che parte in solitaria, entra in area e con intelligenza aspetta l’arrivo di Muller sull’altro palo servendolo con il cross basso, piatto destro del 20enne e facile gol del 4-1. Straordinaria la Germania, ma Barry imbarazzante: era da tempo che si avevano dubbi sulla sua effettiva utilità (soprattutto dopo la stagione in involuzione al Manchester City) e questo match lo conferma ampiamente.

Il finale è una totale agonia per l’Inghilterra, che all’81’ ha l’unico spiraglio di orgoglio: tocco di prima di Rooney e ottimo inserimento centrale di Gerrard che si libera benissimo per il destro verso l’angolo lontano, ma Neuer compie un grandissimo intervento e manda in corner.

La partita si chiude con un 4-1 che spiega decisamente la differenza di talento tra questa Germania e questa Inghilterra, sancendo un fallimento devastante per i Three Lions: chiaramente l’attesa ossessiva dei media per un grande successo non aiuta, ma Capello era stato ingaggiato con l’unico motivo di vincere e in Sudafrica questa squadra ha dimostrato di poterlo fare solo per i tornei dopolavoristi, anche se in questi tornei è impossibile vedere sconcezze difensive come quella di Terry e Upson nel gol dell’1-0. Inutile cercare alibi tra calendari e arbitri: è la squadra che è stata inadeguata. Potrebbe e dovrebbe essere anche la fine dell’era Capello, il quale ha rifiutato le dimissioni ma ha anche toppato in maniera devastante: inizialmente l’italiano aveva convinto per l’umiltà con la quale si era inserito nel calcio inglese e per la fermezza delle proprie idee. Idee che però in questo Mondiale sono state spesso e volentieri rinnegate in nome di una confusione totale: ad esempio per tutto il biennio era apparso chiaro come Capello volesse un centravanti di peso da affiancare ad una seconda punta rapida, una volontà ferma che però è stata del tutto rinnegata ai Mondiali con sia Heskey che Crouch rimasti in panchina per gli ultimi due match, una novità che non ha funzionato e che simboleggia un cambio di rotta figlio di una situazione in fase di sbandamento già nel girone e che è precipitato a fronte di un grande avversario. L’eliminazione contro una squadra più forte ci può anche stare, non certo la totale debolezza e impotenza mostrata in questo match dall’Inghilterra: e che sia chiaro a tutti i pm improvvisati, qui il problema non è il calcio inglese (guardare gli stranieri della Premier League nelle altre Nazionali) né i vari calendari, qui il problema è del tutto strutturale e federale dovuto alla Nazionale. La Germania ha dato una lezione di calcio, ma anche una lezione di politica sportiva.


Germania-Inghilterra 4-1

Germania (4-2-3-1): Neuer 6,5 – Lahm 7,5 Mertesacker 6 Friedrich 6,5 Boateng 6 – Schweinsteiger 8 Khedira 6,5 – Muller 9 (72’ Trochowski sv) Ozil 8,5 (83’ Kiessling sv) Podolski 6,5 – Klose 7 (72’ Gomez sv)

In panchina: Wiese, Butt, Jansen, Aogo, Tasci, Badstuber, Kroos, Marin
Commissario tecnico: Joachim Low 9

Inghilterra (4-4-2): James 5,5 – Johnson 5,5 (87’ Wright-Phillips sv) Terry 1 Upson 4 Ashley Cole 6 – Milner 4,5 (64’ Joe Cole 5) Lampard 6,5 Barry 3 Gerrard 5 – Defoe 3,5 (71’ Heskey sv) Rooney 4

In panchina: Green, Hart, Dawson, Lennon, Crouch, Warnock, Carragher, King, Carrick
Commissario tecnico: Fabio Capello 3

Arbitro: Jorge Larrionda (Uruguay) 2

Gol: 20’ Klose (G), 32’ Podolski (G), 37’ Upson (I), 67’ Muller (G), 70’ Muller (G)
Ammoniti: Friedrich (G), Johnson (I)

Migliore in campo: Thomas Muller (Germania)


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giovedì 24 giugno 2010

Qualificazione, qualche passo avanti, ma not good enough: la Germania aspetta

Mondiale 2010: l’Inghilterra riesce a tenere più ritmo ma segna solo un gol e soffre fino alla fine contro la Slovenia, piazzandosi solo al secondo posto del girone



Arriva la qualificazione, si vede qualche passo avanti, ma non può bastare: l’Inghilterra supera la Slovenia ed evita la spirale negativa della clamorosa eliminazione immediata, ma ci sono tanti “ma” ad oscurare questo passaggio del turno e da analizzare, visto che in generale ci si trova di fronte a tre prestazioni poco convincenti. Mediocre la prima, pessima la seconda, discreta la terza uscita, in un girone che (per stessa ammissione del “Sun”, che uscì con un titolo molto significativo e particolare al momento del sorteggio) sulla carta era facile e non all’altezza di qualche altro, con solo gli Stati Uniti a rappresentare un avversario di livello accettabile: così è stato anche sul campo (la Slovenia ha mostrato buone cose nel primo tempo contro gli USA, ma in generale ha lasciato molto a desiderare, mentre l’Algeria esce con onore ma anche senza gol realizzati), ma in questi 270 minuti l’Inghilterra ha segnato appena due gol, motivo per cui il passaggio del turno arriva soltanto con il secondo posto a causa dello scossone finale avuto da questo girone. Al momento del fischio finale al Nelson Mandela Bay Stadium di Port Elizabeth, infatti, l’Inghilterra era prima con la Slovenia qualificata al secondo posto, ma proprio alla fine di questo match è cambiato tutto al Loftus Versfeld Stadium di Pretoria con gli Stati Uniti che hanno trovato proprio in extremis il gol per battere l’Algeria con grande successo con la realizzazione della bandiera Landon Donovan, conquistando un’altrettanto meritata qualificazione agli ottavi di finale, perché quella di Bob Bradley è stata decisamente la squadra più convincente tra le quattro del girone, andando così ad eliminare all’ultimo momento la Slovenia, che dal canto suo s’è vista sfuggire all’ultimo istante il sogno del passaggio del turno. E’ un gol che però cambia tutte le prospettive anche per l’Inghilterra, che viene raggiunta a quota 5 punti dagli Stati Uniti in classifica con eguale differenza reti, ma per il minor numero di gol segnati finisce al secondo posto alle spalle dello US Team: se ti chiami Inghilterra e segni appena due gol in un girone del genere, è anche giusto però non finire al primo posto. Fabio Capello ripenserà alle diverse occasioni sprecate malamente (soprattutto da Lampard) in questo match che a posteriori sarebbero valse la vittoria del girone, soprattutto perché in serata dal Girone D è arrivato il verdetto che era prevedibile, con la Germania che vince il proprio raggruppamento e si troverà sulla strada degli inglesi agli ottavi di finale: non solo, la vincente di questo confronto affronterà poi ai quarti una tra Argentina e Messico (con ovviamente i primi favoriti e non di poco). Si apre un tabellone complicato, ma la vittima di ciò è la Germania, non certo l’Inghilterra che deve ripensare agli errori commessi nei primi due match e a quelle due/tre occasioni importanti sprecate malamente contro la Slovenia: il secondo gol avrebbe evitato la sofferenza finale e a posteriori sarebbe valso il primo posto per differenza reti, ma uno dei limiti di questa Inghilterra a questi Mondiali è proprio la difficoltà ad andare a rete. La prestazione è stata un buon passo avanti, con il centrocampo più in partita e l’innesto di James Milner (migliore in campo) sulla destra che ha permesso alla squadra di sfruttare meglio le corsie piuttosto che con i soliti tagli (veloci ancorché piuttosto simili a sé stessi) di Aaron Lennon, con un Gerrard più continuo nella partita. E’ però una prestazione ben lontana dall’eccellenza, perché l’Inghilterra ha sovrastato a tratti una mediocre Slovenia con l’intensità, ma di fatto non ha mostrato momenti di grande qualità: la Germania è decisamente più forte della squadra di Matjaz Kek e per competere bisognerà alzare e di molto il livello di prestazione, perché l’Inghilterra vista in questo pomeriggio non può bastare. Esce la Slovenia e lo fa a testa alta con la beffa arrivata proprio sul filo di lana, ma questo match è stato affrontato con poche idee tattiche: il piano di Kek era quello di difendere lo 0-0, ma visto che il punteggio s’è sbloccato relativamente presto era lecito aspettarsi qualche risposta dalla squadra slovena, che invece ha combinato disastri in difesa ed è sempre stata inferiore a centrocampo, riuscendo a farsi viva raramente in attacco.

L’Inghilterra scende in campo con tre novità di formazione, una forzata vista la squalifica di Carragher, rimpiazzato da Upson. Sulla destra Milner viene preferito a Lennon, mentre in attacco viene data una chance a Jermain Defoe al posto di Emile Heskey. La Slovenia recupera l’acciaccato Suler e conferma l’undici sceso in campo contro gli Stati Uniti, con Ljubijankic preferito ancora a Dedic in avanti.

La partenza dell’Inghilterra palesa una certa tensione, con tante imprecisioni in particolare di Terry e Johnson, mentre la Slovenia sembra pericolosa in ripartenza, in particolare con il mancino vellutato di Birsa. E’ spettacolare il supporto dei tifosi inglesi, tanto che il Nelson Mandela Bay Stadium sembra uno stadio inglese: questo forse scuote un po’ l’Inghilterra, che alza il ritmo e inizia a spingere, prendendo finalmente in mano il gioco. Al 21’ però l’occasione è per la Slovenia in mischia, con James che blocca sulla deviazione di Cesar.

Al 23’ arriva lo spunto che sblocca il match: Jokic per tutta la partita lascia stranamente tanto spazio al cross per l’ottimo Milner che ne approfitta con un bel traversone a giro stretto, Defoe trova la zampata ad anticipa Suler e a mandare verso la porta, il tiro è centrale e sembra andare in bocca a Samir Handanovic che però non ha il riflesso e in modo abbastanza goffo smanaccia verso la rete, per il gol dello 0-1. Davvero poca agilità in questo caso per il portiere: il tiro di Defoe era buono ma forse non irresistibile perché troppo verso l’estremo difensore avversario.

I nervi si distendono e per qualche minuto gli inglesi creano occasioni su occasioni: al 27’ ancora Milner va al cross senza che Jokic lo chiuda, Samir Handanovic anticipa Defoe in uscita bassa ma ancora sbaglia perché non allontana e lascia lì il pallone, lo raccoglie Lampard che a porta sguarnita manda incredibilmente alto con un errore pessimo. Il centrocampo dell’Inghilterra cresce, ma non Lampard.

Al 30’ Samir Handanovic continua i suoi 10 minuti pessimi chiudendo in qualche modo su Defoe ma respingendo del tutto centralmente, la palla arriva a Rooney che ricicla per Gerrard, conclusione di piatto destro sulla quale il portiere perde ancora il pallone e se lo ritrova fortuitamente, evitando una brutta papera. La difesa della Slovenia in questo momento sbanda totalmente, con Brecko che è l’uomo meno attaccato ma quello che commette più errori, mentre Suler e Cesar non riescono a tenere una linea compatta e solida (colpevole in particolare il primo). L’Inghilterra spinge più di rabbia che di qualità, ma non sfrutta questa superiorità per trovare il gol del raddoppio, con gli sloveni che non si fanno più vivi in avanti.

La Slovenia parte anche in maniera orrenda in avvio di ripresa, concedendo un corner soft e una grande occasione nei primi 30 secondi: il portiere respinge invece di bloccare nonostante sia senza alcuna pressione, Gerrard rigioca dentro e Defoe viene lasciato solissimo ma manda la zampata di esterno di poco oltre il palo. Sembra un po’ migliore la spinta offensiva della Slovenia, che però ha un Ljubijankic che combina pochissimo e l’unico vivo sembra sempre Birsa: non sembra esserci un vero piano per rimontare.

La difesa poi ha più buchi di una groviera: al 58’ Lampard riprende palla e (con l’unica buona giocata del suo match) lancia centralmente per Rooney che si ritrova solissimo all’altezza del dischetto e calcia basso ma trova il palo, anche per l’impercettibile tocco di Samir Handanovic che si riscatta in qualche modo dopo le tante imprecisioni precedenti. Era il disastroso Brecko a tenere in gioco un Rooney che forse calcia con troppa fretta.

La Slovenia è poco pericolosa, ma al 68’ un pallone perso malamente da Barry finisce per causare il caos: il primo tiro di Novakovic viene respinto in qualche modo da Terry, Dedic vede il proprio tiro egualmente contrato e Birsa va al terzo tentativo ma manda il pallone largo di poco. L’Inghilterra sembra difendersi alla disperata: forse ci vorrebbe più calma, anche se comunque spicca l’ottimo secondo tempo di Upson, decisivo in molti interventi.

Rooney è anche in difficoltà fisica (problemi al ginocchio) e al 72’ lascia il campo a Joe Cole, che finalmente ha una chance a questi Mondiali giocando da trequartista nel 4-4-1-1. Adesso l’Inghilterra prova a tenere possesso palla e ad addormentare i ritmi, cosa che riesce fino agli ultimi cinque finali quando la Slovenia prova a buttarla sulla mischia per un finale nervoso per gli inglesi: al 90’ ci vuole un tackle imperioso di Upson per impedire a Matavz di andare al tiro.

Il fischio finale arriva come un sospiro di sollievo per l’Inghilterra, che ha gestito il match ma non l’ha chiuso e arrivati al finale di gara s’è visto qualche rischio di una squadra non del tutto sicura in sé stessa: arriva solo il secondo posto nel girone e questo porta ad una sfida tremenda contro la Germania, per una rivalità sempre viva fatta di sfide accesissime, alcune delle quali hanno davvero fatto la storia del calcio.


Slovenia-Inghilterra 0-1

Slovenia (4-4-2): Samir Handanovic 4,5 – Brecko 3 Suler 4 Cesar 5 Jokic 5 – Birsa 6 Koren 5,5 Radosavljevic 5,5 Kirm 5 (79’ Matavz sv) – Ljubijankic 4 (62’ Dedic 5) Novakovic 5,5

In panchina: Jasmin Handanovic, Seliga, Dzinic, Ilic, Krhin, Filekovic, Komac, Stevanovic, Mavric
Commissario tecnico: Matjaz Kek 5

Inghilterra (4-4-2): James 6 – Johnson 6 Terry 6,5 Upson 7 Ashley Cole 6 – Milner 7 Lampard 5 Barry 6,5 Gerrard 6,5 – Defoe 6,5 (86’ Heskey sv) Rooney 5,5 (72’ Joe Cole 6)

In panchina: Green, Hart, Dawson, Lennon, Crouch, Warnock, Wright-Phillips, Carrick
Commissario tecnico: Fabio Capello 6

Arbitro: Wolfgang Stark (Germania) 6

Gol: 23’ Defoe
Ammoniti: Jokic, Birsa, Dedic (S), Johnson (I)

Migliore in campo: James Milner (Inghilterra)


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sabato 19 giugno 2010

… E stavolta non c’è nemmeno Green a fare da specchietto per le allodole

Mondiale 2010, l’Inghilterra è impalpabile e incapace di creare alcun problema all’Algeria: 0-0 scontato e qualificazione in bilico



Nel grigiore generale di questi Mondiali 2010 il match del Cape Town Stadium si sposa alla perfezione, con uno 0-0 terribile e senza alcuna vitalità, che regala un punto totale di imbarazzo ad un’altra grande Nazionale europea: dopo la Francia, adesso tocca l’Inghilterra, incapace di mostrare uno spunto, incapace di creare una occasione da rete contro un’Algeria capace non solo di uscire imbattuta, ma anche di chiude il match con una percentuale maggiore del possesso palla (52%). Al di là del risultato, a far paura è in generale la prestazione dei Three Lions, apparsi dei gattini incapaci di graffiare sulle pareti algerine, incapaci di mostrare una minima idea di gioco e che dimostrano una condizione fisica davvero allucinante, un punto in comune con tante Nazionali europee: in Spagna, Italia, Francia e Inghilterra soprattutto abbiamo visto gente solitamente molto dinamica apparire del tutto immobile, incapaci di piazzare uno scatto uno che possa apparire simili a quelli visti nel corso della stagione di club appena conclusa. C’è da porre tanti punti interrogativi anche sul tipo di preparazione voluta dalle Nazionali europee, visto che questa è una situazione che si ripete da una decina di anni, una delle tante che finisce per minare in maniera pesante la spettacolarità dei vari Mondiali e Europei: è davvero consigliabile costringere i giocatori a carichi di lavoro pesanti sul piano fisico appena finita una stagione di 40 o 50 partite, oppure (come sembrerebbe) questo tipo di lavoro finisce per apparire unicamente dannosa sulle condizioni atletiche di qualche elemento? E’ possibile che gente apparsa immobile come Ribery, Silva o Lennon abbia svolto lo stesso lavoro di squadre come Messico, Cile o gli stessi Stati Uniti, che hanno mostrato grande corsa e eccellente ritmo dal primo al 90’ minuto? La questione è importante, perché (nonostante l’Argentina abbia qualche problema) in queste due partite s’è visto Leo Messi correre per 180 minuti così come diversi suoi compagni, mentre quelli dell’Inghilterra sono apparsi spompati già nei primi 10 minuti. In una situazione del genere sembra mancare la lucidità, con tanti elementi che non hanno alcuna idea di cosa fare del pallone, mentre al fianco del portatore di palla i movimenti sono pressoché nulli e quindi anche per l’Algeria è tutto sommato semplice chiudersi. E’ un match al sonnifero, soprattutto per colpa della squadra di Capello, che stavolta ha potuto riportare Gerrard sulla corsia sinistra ma senza riuscire a risolvere alcunché, dato che ancora una volta il centrocampo ha funzionato malissimo, senza mostrare la personalità necessaria per prendere in mano il gioco contro un undici di minore livello tecnico, senza mostrare alcuna vitalità: in 90 minuti sono 15 le conclusioni totali ma di fatto i Three Lions hanno sparato a salve, senza creare alcuna vera occasione da rete degna di nota, uno scempio. Se la prestazione contro gli Stati Uniti era stata accolta con grandi critiche dai media inglesi, adesso queste si accentueranno ulteriormente visto che l’Inghilterra ha giocato ancora peggio (i momenti di pressione visti contro lo US Team non ci sono stati nella maniera più assoluta), complicandosi anche la qualificazione perché i Three Lions approcceranno l’ultima giornata dal terzo posto del girone: tutto è ancora nelle mani degli inglesi, ma i primi 180 minuti di questo Mondiale non hanno certo mostrato una squadra che può arrivare in fondo. Non si parla di risultati, ma di impressione generale: e stavolta non c’è Robert Green a fare da specchietto per le allodole per chi analizza le partite in maniera superficiale. Esce davvero soddisfatta l’Algeria, che con questo punticino rimane al quarto posto nel girone ma che con una vittoria nell’ultimo match avrebbe parecchie possibilità per ottenere una grande qualificazione agli ottavi di finale, in un girone con la classifica davvero cortissima e dove ancora tutte e quattro le squadre hanno concrete speranze di qualificazione (il che vuol dire anche concreti timori di eliminazioni per l’Inghilterra che doveva esser la favorita tra le quattro): la squadra di Rabah Saadane era stata davvero pessima contro la Slovenia, ma le gambe e una buona organizzazione (nonostante qualche indisciplina in zone pericolose del campo) hanno supportato i giocatori per un match di diverso livello. Il pareggio lascia in corsa gli algerini per la qualificazione, ma più che altro rappresenta un risultato di ottimo prestigio.

L’Inghilterra ritrova in campo Gareth Barry e riporta Gerrard sulla fascia sinistra, con Milner che scivola in panchina. King è out per infortunio (si parla di tre settimane di stop) e il suo posto è preso da Carragher, mentre in porta James viene preferito a Green dopo la papera commessa contro gli Stati Uniti. Novità in porta anche per l’Algeria, che fa fuori Chaouchi e schiera a sorpresa il terzo portiere M’Bohli, alla seconda presenza in Nazionale. Saadane passa dal 4-4-2 al 3-4-3 con esterni che si muovo molto armonici e che abbassano la posizione in fase difensiva, schierandosi con un 5-4-1: a fare il centravanti è Karim Matmour.

La partita stenta a decollare e anzi nel primo quarto d’ora non succede proprio nulla, con l’unica sensazione di un M’Bohli tutt’altro che sicuro. Sono due squadre totalmente nervose che non riescono a distendersi, anche se comunque col passare dei minuti l’Algeria mostra di essere un’altra squadra rispetto a quella vista contro la Slovenia, una squadra che occupa meglio il campo con questo modulo e poi cerca i continui movimenti delle tre punte, con in particolare Matmour che con la sua rapidità crea problemi a Carragher e Terry: la squadra di Saadane però ha il problema di non riuscire ad essere pungente e concreta negli ultimi metri e James non è mai testato, se non in qualche uscita. Ottimo il pressing a centrocampo, che costringe spesso una spenta Inghilterra a retropassaggio davvero pericolosi per lo stesso portiere. Ancora una volta è il centrocampo il grosso problema dei Three Lions, nonostante comunque Barry si renda utile con un lavoro umile: Lennon non entra proprio in partita e non mostra uno scatto decente, Lampard è il solito fantasma che veste la maglia dell’Inghilterra, mentre Gerrard non incide con alcun movimento. La difesa algerina non viene particolarmente testata anche se al 33’ un errore concede l’opportunità del tiro a Lampard, il quale però non calcia bene e permette al portiere di salvarsi in due tempi. Alla vigilia di questa partita, c’erano state grosse polemiche per le parole di Frank Beckenbauer, che aveva parlato di un Inghilterra che gioca solo con un “calcia e corri”: aveva assolutamente torto, perché in questo match la squadra non corre e soffre moltissimo sul piano dell’agonismo, in un primo tempo decisamente imbarazzante per gli inglesi.

Le cose non cambiano nella ripresa, anche perché il primo quarto d’ora inglese è pessimo, con l’Algeria che tiene ancora palla molto più dell’undici di Capello. Al 55’ però gli algerini hanno un brutto errore in disimpegno e concedono un pericoloso quattro contro tre, sprecato da Gerrard con un cross facilissimo per gli avversari: anche il capitano del Liverpool gioca un match blandissimo, senza alcuna giocata di peso, come tutti i compagni. L’Inghilterra appare impaurita dalla propria ombra e Rooney sembra totalmente fuori condizione. L’Algeria tiene ancora bene, con Yebda che lavora e macina chilometri su chilometri: bene anche la difesa, in particolare con Bougherra che fa valere la propria esplosività e il proprio fisico anche per chiudere su qualche errore di indisciplina dei compagni, che di tanto in tanto si lasciano andare a leggerezze e costringono il difensore dei Rangers ad una prova super. Meno super è decisamente Terry, che al 64’ fa venire i brividi a tutti con un pessimo retropassaggio che costringe James ad anticipare giusto in tempo Matmour: l’Inghilterra è impaurita anche della propria ombra. Adesso la squadra di Capello tiene molto palla, ma non ha velocità né idee creative, con un gioco piatto assolutamente inguardabile: non c’è alcuna differenza con la vergognosa Francia vista nelle prime due partite, l’unica è il ct che ha ancora qualche credito e viene meno bersagliato dalla critica. Lampard non esiste proprio e gioca un match davvero vergognoso, mentre Barry cala decisamente nella ripresa, mostrando anche lui poca condizione: almeno però è reduce da un infortunio e maggiormente giustificato, mentre per gli altri c’è da accusare i preparatori atletici e i programmi di lavoro di Capello, perché è davvero inglorioso mostrare in campo una squadra così ferma. Per vedere un dribbling degli inglesi bisogna aspettare il 92’, bisogna aspettare Crouch: è tutto dire.

Dopo il fischio finale Rooney se la prende con i tifosi inglesi che hanno booato sonoramente la squadra: non si sa che cosa pretenderebbe, perché l’Inghilterra chiude senza creare lo straccio di un’occasione da rete, con uno 0-0 che rappresenta il risultato più logico. Punto bassissimo, con tanti elementi davvero irriconoscibili. In particolare, Frank Lampard è davvero un problema pesante, perché ogni match importante con la Nazionale gioca in maniera oscena e ormai è un punto debole evidente della squadra: adesso si fa sul serio e forse Capello dovrebbe pensare seriamente ad una sua esclusione, magari per accentrare Gerrard e lanciare sulla sinistra un Joe Cole preferito ad Adam Johnson per la migliore condizione fisica ma mai schierato nemmeno per un secondo. Piuttosto è stato schierato l’anonimo Wright-Phillips, per una scelta davvero incomprensibile del tecnico italiano. Nell’altro match del girone, gli Stati Uniti hanno strappato un bel 2-2 in rimonta (e avrebbero meritato la vittoria, con il gol del 3-2 annullato in maniera ridicola dall’arbitro) contro la Slovenia, rimanendo agganciati all’Inghilterra a due punti, mentre gli ex slavi sono a quota 4 e l’Algeria a 1: tutte le squadre sono in corsa. Per gli inglesi la qualificazione si complica ma nulla è perduto, piuttosto fa paura la pessima impressione mostrata fin qui: i Three Lions per qualificarsi dovranno vincere contro la Slovenia, mentre un pareggio servirebbe solo con tanti gol realizzati con in contemporanea un pareggio con poche reti tra USA e Algeria. Ogni altro risultato manderebbe gli inglesi a casa.


Inghilterra-Algeria 0-0

Inghilterra (4-4-2): James 6 – Johnson 5 Carragher 6 Terry 5,5 Ashley Cole 5,5 – Lennon 3 (63’ Wright-Phillips 3) Lampard 2 Barry 5 (84’ Crouch sv) Gerrard 4 – Heskey 5,5 (74’ Defoe sv) Rooney 5

In panchina: Green, Hart, Dawson, Joe Cole, Warnock, Upson, Milner, Carrick
Commissario tecnico: Fabio Capello 4

Algeria (3-4-3): M’Bohli 5,5 – Bougherra 7,5 Halliche 6 Yahia 6,5 – Kadir 5,5 Yebda 6,5 (88’ Mesbah sv) Lacen 6 Belhadj 6,5 – Boudebouz 6 (74’ Abdoun sv) Matmour 6,5 Ziani 6 (81’ Guedioura 5)

In panchina: Gaouaoui, Chaouchi, Mansouri, Saifi, Djebbour, Bellaid, Laifaoui, Medjani
Commissario tecnico: Rabah Saadane 6

Arbitro: Ravshan Irmatov (Uzbekistan) 6,5

Ammoniti: Carragher (I), Lacen (A)

Migliore in campo: Madjid Bougherra (Algeria)


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giovedì 17 giugno 2010

Pronti, via ed è subito Liverpool-Arsenal ad Anfield

Ecco il calendario completo della Premier League 2010/11: Chelsea e Manchester United iniziano contro due neopromosse, ovvero West Bromwich e Newcastle



In mattinata sono usciti i calendari dei campionati professionistici inglesi, con la Premier League 2010/11 che partirà subito con la quarta marcia inserita, con un big match tra il Liverpool e l’Arsenal: sarà un esordio caldissimo per una stagione piuttosto importante per i Gunners (che dovranno decidere se fare finalmente il salto di qualità o se rimanere alle spalle di Manchester United e Chelsea), ma soprattutto sarà un esordio complicatissimo per colui che sarà il nuovo manager dei Reds. Come più o meno (ad una prima occhiata) per tutte le 20 squadre, il calendario del Liverpool appare piuttosto equilibrato senza particolari momenti particolarmente duri, anche se la partenza e il finale di campionato comunque sono piuttosto complicati, contro possibili avversari diretti: alla seconda giornata ci sarà infatti da far visita al Manchester City, mentre le ultime due partite saranno contro Tottenham (home) e Aston Villa (away).

Grande match subito in avvio anche per l’altra squadra del nord di Londra, con il Tottenham che inizierà subito affrontando il Manchester City, memore della grandissima gioia nello scontro diretto dello scorso Maggio che regalò agli Spurs la matematica certezza del quarto posto in classifica. Sicuramente i tifosi di Tottenham e Arsenal hanno cercato in particolare la collocazione del North London derby nel calendario: si giocherà alla 14a giornata all’Emirates Stadium e alla 28a giornata a White Hart Lane. A parte il periodo natalizio, saranno solo due i turni infrasettimanali (per fortuna: ogni turno infrasettimanale strappa molto fascino alla giornata di campionato), il primo alla 12a giornata dove il Manchester City ospiterà il Manchester United nel sentitissimo derby.

Il Chelsea campione in carica partirà dalle mura amiche e con un vecchio amico come avversario: a Stamford Bridge arriverà infatti il West Bromwich Albion di Roberto Di Matteo, indimenticato dai tifosi dei Blues come brillante regista di centrocampo, capace di essere anche decisivo in due finali di FA Cup. Sarà anche un derby italiano in panchina con Carlo Ancelotti, ma soprattutto sarà una partenza difficile per i Baggies, che nelle prime quattro trasferte affronteranno Chelsea (appunto), Liverpool, Arsenal e Manchester United, ovvero tutte le Big Four (per quest’anno le chiameremo ancora così, poi ci sarà da studiare meglio le gerarchie). Il Chelsea può pensare ad un’altra partenza forte visto che le prime cinque giornate sono sulla carta possibili: da segnalare anche il Boxing Day, che quest’anno proporrà un big match, dato che i Blues dovranno far visita all’Arsenal.

Anche il Manchester United partirà contro una neopromossa, ovvero il Newcastle, una sfida già vista nella prima giornata della Premier League 2008/09: allora finì 1-1 ma non fu un risultato che portò grande fortuna ai Magpies, che poi retrocedettero a fine stagione. Per i Red Devils il primo big match sarà alla 5a giornata contro il Liverpool, ma ad essere fondamentale sarà il finale di Premier League: alla 35a giornata ci sarà da far visita all’Arsenal, mentre il weekend successivo ad Old Trafford arriverà il Chelsea.

L’altra neopromossa è il Blackpool, che inizierà la propria esperienza in Premier League ospitando il Wigan, per poi affrontare subito un match difficilissimo in casa dell’Arsenal.

A spiccare nella lettura del calendario c’è una notizia pessima ed un’altra molto bella. La pessima è la collocazione della finale di FA Cup, che si giocherà il 14 Maggio, ovvero nel weekend della penultima giornata della Premier League: questo per colpa della solita Uefa, che ha obbligato la FA ad anticipare questa data in quanto Wembley sarà anche utilizzato per la finale di Champions League e la Federazione europea pretende che non si giochi nello stesso impianto nei giorni precedenti (ridicoli come sempre). Bella notizia però alla 21a giornata, visto che si torna a giocare nel giorno di Capodanno, un turno che era saltato nelle ultime due stagioni (anche perché il weekend era molto vicino all’1 Gennaio e in quei giorni è stato preferito giocare il terzo turno di FA Cup). In questo modo il periodo natalizio torna ad essere fittissimo con quattro turni di Premier League da giocare, dato che si gioca anche il 4 Gennaio (probabilmente anche il 5 per esigenze televisive: da ricordare che le date che vedete sono indicative e potrebbero esser modificate per varie esigenze), con a spiccare il già citato Arsenal-Chelsea o Aston Villa-Tottenham nel Boxing Day, Chelsea-Aston Villa nel New Year Day e Arsenal-Manchester City il 4 Gennaio.


Questo è quindi il calendario completo della Premier League 2010/11:

1a giornata (14 Agosto 2010)
Aston Villa-West Ham 3-0: 15’ Downing, 40’ Petrov, 66’ Milner
Blackburn-Everton 1-0: 14’ Kalinic
Bolton-Fulham 0-0
Chelsea-West Bromwich 6-0: 6’ Malouda, 45’+1 Drogba, 55’ Drogba, 63’ Lampard, 68’ Drogba, 90’ Malouda
Liverpool-Arsenal 1-1: 46’ N’Gog (L), 90’ autogol Reina (L)
Manchester United-Newcastle 3-0: 33’ Berbatov, 41’ Fletcher, 85’ Giggs
Sunderland-Birmingham City 2-2: 24’ rigore Bent (S), 56’ autogol Carr (BC), 77’ Dann (BC), 88’ Ridgewell (BC)
Tottenham-Manchester City 0-0
Wigan-Blackpool 0-4: 16’ Taylor-Fletcher, 38’ Harewood, 43’ Harewood, 75’ Baptiste
Wolverhampton-Stoke City 2-1: David Jones (W), 39’ Fletcher (W), 55’ Faye (SC)

2a giornata (21 Agosto 2010)
Arsenal-Blackpool 6-0: 12’ Walcott, 32’ rigore Arshavin, 39’ Walcott, 49’ Diaby, 58’ Walcott, 83’ Chamakh
Birmingham City-Blackburn 2-1: 54’ N’Zonzi (Bl), 57’ Gardner (BC), 71’ Gardner (BC)
Everton-Wolverhampton 1-1: 43’ Cahill (E), 74’ Ebanks-Blake (W)
Fulham-Manchester United 2-2: 11’ Scholes (MU), 57’ Davies (F), 84’ autogol Hangeland (F), 90’ Hangeland (F)
Manchester City-Liverpool 3-0: 13’ Barry, 52’ Tevez, 68’ rigore Tevez
Newcastle-Aston Villa 6-0: 12’ Barton, 31’ Nolan, 34’ Carroll, 67’ Carroll, 87’ Nolan, 93’ Carroll
Stoke City-Tottenham 1-2: 19’ Bale (T), 25’ Fuller (SC), 30’ Bale (T)
West Bromwich-Sunderland 1-0: 81’ Odemwingie
West Ham-Bolton 1-3: 48’ autogol Upson (WH), 68’ Elmander (B), 79’ rigore Noble (WH), 84’ Elmander (B)
Wigan-Chelsea 0-6: 34’ Malouda, 48’ Anelka, 52’ Anelka, 78’ Kalou, 90’ Kalou, 93’ Benayoun

3a giornata (28 Agosto 2010)
Aston Villa-Everton 1-0: 9’ Luke Young
Blackburn-Arsenal 1-2: 20’ Walcott (A), 27’ Mame Diouf (B), 51’ Arshavin (A)
Blackpool-Fulham 2-2: 35’ Zamora (F), 71’ autogol Pantsil (F), 76’ Varney (B), 87’ Etuhu (F)
Bolton-Birmingham City 2-2: 4’ Johnson (BC), 50’ Craig Gardner (BC), 71’ rigore Kevin Davies (Bo), 81’ Blake (Bo)
Chelsea-Stoke City 2-0: 32’ Malouda, 77’ rigore Drogba
Liverpool-West Bromwich 1-0: 65’ Fernando Torres
Manchester United-West Ham 3-0: 33’ rigore Rooney, 50’ Nani, 69’ Berbatov
Sunderland-Manchester City 1-0: 94’ rigore Bent
Tottenham-Wigan 0-1: 80’ Rodallega
Wolverhampton-Newcastle 1-1: 43’ Ebanks-Blake (W), 62’ Carroll (N)

4a giornata (11 Settembre 2010)
Arsenal-Bolton 4-1: 24’ Koscielny (A), 44’ Elmander (B), 58’ Chamakh (A), 78’ Song (A), 83’ Vela (A)
Birmingham City-Liverpool 0-0
Everton-Manchester United 3-3: 39’ Pienaar (E), 43’ Fletcher (MU), 47’ Vidic (MU), 66’ Berbatov (MU), 91’ Arteta (E), 92’ Cahill (E)
Fulham-Wolverhampton 2-1: 10’ Van Damme (W), 49’ Dembelè (F), 91’ Dembelè (F)
Manchester City-Blackburn 1-1: 25’ Kalinic (B), 55’ Vieira (MC)
Newcastle-Blackpool 0-2: 45’ rigore Adam, 90’ DJ Campbell
Stoke City-Aston Villa 2-1: 35’ Downing (AV), 80’ Jones (SC), 93’ Huth (SC)
West Bromwich-Tottenham 1-1: 27’ Modric (T), 41’ Brunt (WB)
West Ham-Chelsea 1-3: 2’ Essien (C), 18’ Kalou (C), 83’ Essien (C), 85’ Parker (WH)
Wigan-Sunderland 1-1: 66’ Gyan (S), 87’ Alcaraz (W)

5a giornata (18 Settembre 2010)
Aston Villa-Bolton 1-1: 13’ Ashley Young (AV), 35’ Kevin Davies (B)
Blackburn-Fulham 1-1: 30’ Samba (B), 56’ Dempsey (F)
Chelsea-Blackpool 4-0: 2’ Kalou, 12’ Malouda, 30’ Drogba, 41’ Malouda
Everton-Newcastle 0-1: 45’ Ben Arfa
Manchester United-Liverpool 3-2: 42’ Berbatov (MU), 59’ Berbatov (MU), 64’ rigore Gerrard (L), 70’ Gerrard (L), 84’ Berbatov (MU)
Stoke City-West Ham 1-1: 32’ Parker (WH), 48’ Jones (SC)
Sunderland-Arsenal 1-1: 13’ Fabregas (A), 95’ Bent (S)
Tottenham-Wolverhampton 3-1: 45’ Fletcher (W), 77’ rigore Van der Vaart (T), 87’ Pavlyuchenko (T), 91’ Hutton (T)
West Bromwich-Birmingham City 3-1: 15’ Jerome (BC), 51’ autogol Dann (BC), 59’ Odemwingie (WB), 69’ Olsson (WB)
Wigan-Manchester City 0-2: 43’ Tevez, 70’ Yaya Tourè

6a giornata (25 Settembre 2010)
Arsenal-West Bromwich 2-3: 50’ Odemwingie (WB), 52’ Jara (WB), 73’ Thomas (WB), 75’ Nasri (A), 91’ Nasri (A)
Birmingham City-Wigan 0-0
Blackpool-Blackburn 1-2: 20’ autogol Adam (Blackp), 85’ Phillips (Blackp), 93’ Emerton (Blackb)
Bolton-Manchester United 2-2: 6’ Knight (B), 23’ Nani (MU), 67’ Petrov (B), 74’ Owen (MU)
Fulham-Everton 0-0
Liverpool-Sunderland 2-2: 5’ Kuyt (L), 25’ rigore Bent (S), 48’ Bent (S), 64’ Gerrard (L)
Manchester City-Chelsea 1-0: 59’ Tevez
Newcastle-Stoke City 1-2: 43’ rigore Nolan (N), 67’ Kenwyne Jones (SC), 85’ autogol Perch (N)
West Ham-Tottenham 1-0: 29’ Piquionne
Wolverhampton-Aston Villa 1-2: 25’ Downing (AV), 61’ Jarvis (W), 88’ Heskey (AV)

7a giornata (2 Ottobre 2010)
Birmingham City-Everton 0-2: 54’ autogol Johnson (BC), 93’ Cahill (E)
Chelsea-Arsenal 2-0: 39’ Drogba, 85’ Alex
Liverpool-Blackpool 1-2: 29’ rigore Adam (B), 45’+1 Varney (B), 53’ Kyrgiakos (L)
Manchester City-Newcastle 2-1: 18’ rigore Tevez (MC), 24’ Jonas (N), 75’ Adam Johnson (MC)
Stoke City-Blackburn 1-0: 48’ Walters
Sunderland-Manchester United 0-0
Tottenham-Aston Villa 2-1: 16’ Albrighton (AV), 45’+2 Van der Vaart (T), 75’ Van der Vaart (T)
West Bromwich-Bolton 1-1: 64’ Elmander (B), 78’ Morrison (WB)
West Ham-Fulham 1-1: 33’ Dempsey (F), 51’ Piquionne (WH)
Wigan-Wolverhampton 2-0: 65’ Jordi Gomez, 85’ Rodallega

8a giornata (16 Ottobre 2010)
Arsenal-Birmingham City 2-1: 33’ Zigic (BC), 41’ rigore Nasri (A), 47’ Chamakh (A)
Aston Villa-Chelsea 0-0
Blackburn-Sunderland 0-0
Blackpool-Manchester City 2-3: 67’ Tevez (MC), 78’ Harewood (B), 79’ Tevez (MC), 90’ David Silva (MC), 93’ Taylor-Fletcher (B)
Bolton-Stoke City 2-1: 22’ Lee Chung-Yong (B), 48’ Delap (SC), 92’ Klasnic (B)
Everton-Liverpool 2-0: 34’ Cahill, 50’ Arteta
Fulham-Tottenham 1-2: 30’ Kamara (F), 31’ Pavlyuchenko (T), 63’ Huddlestone (T)
Manchester United-West Bromwich 2-2: 5’ Hernandez (MU), 25’ Nani (MU), 50’ autogol Evra (MU), 55’ Tchoyi (WB)
Newcastle-Wigan 2-2: 22’ N’Zogbia (W), 23’ N’Zogbia (W), 72’ Ameobi (N), 94’ Coloccini (N)
Wolverhampton-West Ham 1-1: 10’ Jarvis (Wo), 53’ rigore Noble (WH)

9a giornata (23 Ottobre 2010)
Birmingham City-Blackpool 2-0: 36’ Ridgewell, 56’ Zigic
Chelsea-Wolverhampton 2-0: 23’ Malouda, 81’ Kalou
Liverpool-Blackburn 2-1: 48’ Kyrgiakos (L), 50’ autogol Carragher (L), 53’ Fernando Torres (L)
Manchester City-Arsenal 0-3: 20’ Nasri, 66’ Song, 88’ Bendtner
Stoke City-Manchester United 1-2: 27’ Hernandez (MU), 81’ Tuncay (SC), 86’ Hernandez (MU)
Sunderland-Aston Villa 1-0: 25’ autogol Dunne (AV)
Tottenham-Everton 1-1: 17’ Baines (E), 20’ Van der Vaart (T)
West Bromwich-Fulham 2-1: 9’ autogol Carson (WB), 17’ Mulumbu (WB), 40’ Fortunè (WB)
West Ham-Newcastle 1-2: 12’ Cole (WH), 23’ Nolan (N), 69’ Carroll (N)
Wigan-Bolton 1-1: 59’ Rodallega (W), 66’ Elmander (B)

10a giornata (30 Ottobre 2010)
Arsenal-West Ham 1-0: 88’ Song
Aston Villa-Birmingham City 0-0
Blackburn-Chelsea 1-2: 21’ Benjani (B), 39’ Anelka (C), 84’ Ivanovic (C)
Blackpool-West Bromwich 2-1: 12’ rigore Adam (B), 62’ Varney (B), 85’ Mulumbu (WB)
Bolton-Liverpool 0-1: 86’ Maxi Rodriguez
Everton-Stoke City 1-0: 67’ Yakubu
Fulham-Wigan 2-0: 30’ Dempsey, 44’ Dempsey
Manchester United-Tottenham 2-0: 31’ Vidic, 84’ Nani
Newcastle-Sunderland 5-1: 26’ Nolan (N), 34’ Nolan (N), 45’+3 rigore Ameobi (N), 70’ Ameobi (N), 75’ Nolan (N), 91’ Bent (S)
Wolverhampton-Manchester City 2-1: 23’ Adebayor (MC), 30’ Milijas (W), 57’ Edwards (W)

11a giornata (6 Novembre 2010)
Arsenal-Newcastle 0-1: 45’ Carroll
Birmingham City-West Ham 2-2: 48’ Piquionne (WH), 58’ Behrami (WH), 64’ Jerome (BC), 73’ Ridgewell (BC)
Blackburn-Wigan 2-1: 58’ Pedersen (B), 67’ Roberts (B), 74’ N’Zogbia (W)
Blackpool-Everton 2-2: 10’ Eardley (B), 13’ Cahill (E), 48’ Vaughan (B), 50’ Coleman (E)
Bolton-Tottenham 4-2: 31’ Kevin Davies (B), 56’ Steinsson (B), 76’ rigore Kevin Davies (B), 79’ Hutton (T), 87’ Pavlyuchenko (T), 94’ Petrov (B)
Fulham-Aston Villa 1-1: 41’ Albrighton (AV), 95’ Hangeland (F)
Liverpool-Chelsea 2-0: 11’ Fernando Torres, 44’ Fernando Torres
Manchester United-Wolverhampton 2-1: 45’ Park Ji-Sung (MU), 66’ Ebanks-Blake (W), 93’ Park Ji-Sung (MU)
Sunderland-Stoke City 2-0: 9’ Gyan, 86’ Gyan
West Bromwich-Manchester City 0-2: 20’ Balotelli, 26’ Balotelli

12a giornata (9 Novembre 2010)
Aston Villa-Blackpool 3-2: 28’ Downing (AV), 45’+1 Harewood (B), 60’ Delfouneso (AV), 87’ Campbell (B), 89’ Collins (AV)
Chelsea-Fulham 1-0: 30’ Essien
Everton-Bolton 1-1: 79’ Klasnic (B), 94’ Beckford (E)
Manchester City-Manchester United 0-0
Newcastle-Blackburn 1-2: 3’ Pedersen (B), 47’ Carroll (N), 82’ Roberts (B)
Stoke City-Birmingham City 3-2: 44’ Huth (SC), 71’ Fuller (SC), 74’ Fahey (BC), 76’ Jerome (BC), 85’ Whitehead (SC)
Tottenham-Sunderland 1-1: 64’ Van der Vaart (T), 67’ Gyan (S)
West Ham-West Bromwich 2-2: 38’ rigore Odemwingie (WB), 43’ Parker (WH), 50’ rigore Piquionne (WH), 71’ Pablo Ibanez (WB)
Wigan-Liverpool 1-1: 7’ Fernando Torres (L), 52’ Rodallega (W)
Wolverhampton-Arsenal 0-2: 1’ Chamakh, 94’ Chamakh

13a giornata (13 Novembre 2010)
Aston Villa-Manchester United 2-2: 72’ rigore Ashley Young (AV), 76’ Albrighton (AV), 81’ Macheda (MU), 85’ Vidic (MU)
Chelsea-Sunderland 0-3: 45’ Onuoha, 52’ Gyan, 87’ Welbeck
Everton-Arsenal 1-2: 36’ Sagna (A), 48’ Fabregas (A), 89’ Cahill (E)
Manchester City-Birmingham City 0-0
Newcastle-Fulham 0-0
Stoke City-Liverpool 2-0: 56’ Fuller, 91’ Kenwyne Jones
Tottenham-Blackburn 4-2: 16’ Bale (T), 42’ Pavlyuchenko (T), 69’ Crouch (T), 75’ Bale (T), 80’ Nelsen (B), 90’ Givet (B)
West Ham-Blackpool 0-0
Wigan-West Bromwich 1-0: 70’ Moses
Wolverhampton-Bolton 2-3: 1’ autogol Stearman (W), 62’ Elmander (B), 67’ Holden (B), 69’ Foley (W), 77’ Fletcher (W)

14a giornata (20 Novembre 2010)
Arsenal-Tottenham 2-3: 9’ Nasri (A), 27’ Chamakh (A), 50’ Bale (T), 67’ rigore Van der Vaart (T), 85’ Kaboul (T)
Birmingham City-Chelsea 1-0: 17’ Bowyer
Blackburn-Aston Villa 2-0: 45’+2 Pedersen, 66’ Pedersen
Blackpool-Wolverhampton 2-1: 3’ Varney (B), 44’ Harewood (B), 86’ Doyle (W)
Bolton-Newcastle 5-1: 18’ rigore Kevin Davies (B), 39’ Lee Chung-Yong (B), 50’ Elmander (B), 52’ Carroll (N), 72’ Elmander (B), 93’ rigore Kevin Davies (B)
Fulham-Manchester City 1-4: 6’ Tevez (MC), 32’ Zabaleta (MC), 35’ Yaya Tourè (MC), 56’ Tevez (MC), 70’ Gera (F)
Liverpool-West Ham 3-0: 18’ Johnson, 27’ rigore Kuyt, 38’ Maxi Rodriguez
Manchester United-Wigan 2-0: 45’+1 Evra, 77’ Hernandez
Sunderland-Everton 2-2: 6’ Cahill (E), 23’ Welbeck (S), 70’ Welbeck (S), 83’ Arteta (E)
West Bromwich-Stoke City 0-3: 55’ rigore Etherington, 85’ rigore Walters, 93’ Walters

15a giornata (27 Novembre 2010)
Aston Villa-Arsenal 2-4: 49’ Arshavin (Ar), 45’ Nasri (Ar), 52’ Clark (AV), 56’ Chamakh (Ar), 70’ Clark (AV), 93’ Wilshere (Ar)
Bolton-Blackpool 2-2: 28’ Evatt (Bl), 57’ Varney (Bl), 76’ Petrov (Bo), 89’ Mark Davies (Bo)
Everton-West Bromwich 1-4: 16’ Scharner (WB), 26’ Brunt (WB), 42’ Cahill (E), 76’ Tchoyi (WB), 87’ autogol Distin (E)
Fulham-Birmingham City 1-1: 20’ Larsson (BC), 53’ Dempsey (F)
Manchester United-Blackburn 7-1: 2’ Berbatov (MU), 23’ Park Ji-Sung (MU), 27’ Berbatov (MU), 47’ Berbatov (MU), 48’ Nani (MU), 62’ Berbatov (MU), 70’ Berbatov (MU), 83’ Samba (B)
Newcastle-Chelsea 1-1: 6’ Carroll (N), 45’ Kalou (C)
Stoke City-Manchester City 1-1: 81’ Richards (MC), 92’ Etherington (SC)
Tottenham-Liverpool 2-1: 42’ Skrtel (L), 65’ autogol Skrtel (L), 92’ Lennon (T)
West Ham-Wigan 3-1: 34’ Behrami (WH), 56’ Obinna (WH), 75’ Parker (WH), 86’ Cleverley (Wi)
Wolverhampton-Sunderland 3-2: 50’ Foley (W), 67’ Darren Bent (S), 77’ Welbeck (S), 81’ Hunt (W), 89’ Ebanks-Blake (W)

16a giornata (4 Dicembre 2010)
Arsenal-Fulham 2-1: 14’ Nasri (A), 30’ Kamara (F), 75’ Nasri (A)
Birmingham City-Tottenham 1-1: 19’ Bassong (T), 81’ Gardner (BC)
Blackburn-Wolverhampton 3-0: 29’ Dunn, 43’ Emerton, 55’ Nelsen
Blackpool-Manchester United 2-3: 15’ Cathcart (B), 43’ Campbell (B), 72’ Berbatov (MU), 74’ Hernandez (MU), 88’ Berbatov (MU)
Chelsea-Everton 1-1: 42’ rigore Drogba (C), 86’ Beckford (E)
Liverpool-Aston Villa 3-0: 14’ N’Gog, 16’ Babel, 55’ Maxi Rodriguez
Manchester City-Bolton 1-0: 4’ Tevez
Sunderland-West Ham 1-0: 34’ Henderson
West Bromwich-Newcastle 3-1: 32’ Tchoyi (WB), 71’ Odemwingie (WB), 89’ Odemwingie (WB), 92’ Lovenkrands (N)
Wigan-Stoke City 2-2: 18’ Huth (SC), 30’ autogol Collins (SC), 31’ Etherington (SC), 40’ Cleverley (W)

17a giornata (11 Dicembre 2010)
Aston Villa-West Bromwich 2-1: 25’ Downing (AV), 80’ Heskey (AV), 89’ Scharner (WB)
Bolton-Blackburn 2-1: 65’ Muamba (Bo), 87’ Mame Diouf (Bl), 88’ Holden (Bo)
Everton-Wigan 0-0
Fulham-Sunderland 0-0
Manchester United-Arsenal 1-0: 41’ Park Ji-Sung
Newcastle-Liverpool 3-1: 15’ Nolan (N), 49’ Kuyt (L), 80’ Barton (N), 91’ Carroll (N)
Stoke City-Blackpool 0-1: 48’ Campbell
Tottenham-Chelsea 1-1: 15’ Pavlyuchenko (T), 70’ Drogba (C)
West Ham-Manchester City 1-3: 30’ Yaya Tourè (MC), 73’ autogol Green (WH), 81’ Adam Johnson (MC), 89’ Tomkins (WH)
Wolverhampton-Birmingham City 1-0: 45’ Hunt

18a giornata (18 Dicembre 2010)
Arsenal-Stoke City 1-0: 8’ Squillaci
Birmingham City-Newcastle 0-2: 2’ Lovenkrands, 50’ Best
Blackburn-West Ham 1-1: 51’ Nelsen (B), 78’ Stanislas (WH)
Blackpool-Tottenham 3-1: 18’ rigore Adam (B), 44’ Campbell (B), 80’ Ormerod (B), 93’ Pavlyuchenko (T)
Chelsea-Manchester United 2-1: 29’ Rooney (MU), 54’ David Luiz (C), 80’ rigore Lampard (C)
Liverpool-Fulham 1-0: 52’ autogol Pantsil (F)
Manchester City-Everton 1-2: 4’ Cahill (E), 19’ Baines (E), 72’ autogol Jagielka (E)
Sunderland-Bolton 1-0: 32’ Welbeck
West Bromwich-Wolverhampton 1-1: 39’ O’Hara (Wo), 92’ Vela (WB)
Wigan-Aston Villa 1-2: 49’ Agbonlahor (AV), 62’ Ashley Young (AV), 80’ McCarthy (W)

19a giornata (26 Dicembre 2010)
Arsenal-Chelsea 3-1: 44’ Song (A), 51’ Fabregas (A), 53’ Walcott (A), 57’ Ivanovic (C)
Aston Villa-Tottenham 1-2: 23’ Van der Vaart (T), 67’ Van der Vaart (T), 82’ Albrighton (AV)
Blackburn-Stoke City 0-2: 51’ Huth, 93’ Wilson
Blackpool-Liverpool 2-1: 3’ Fernando Torres (L), 12’ Taylor-Fletcher (B), 69’ Campbell (B)
Bolton-West Bromwich 2-0: 40’ Taylor, 86’ Elmander
Everton-Birmingham City 1-1: 17’ Beausejour (BC), 35’ Heitinga (E)
Fulham-West Ham 1-3: 11’ Aaron Hughes (F), 37’ Cole (WH), 45’+1 Piquionne (WH), 73’ Cole (WH)
Manchester United-Sunderland 2-0: 5’ Berbatov, 57’ Berbatov
Newcastle-Manchester City 1-3: 2’ Barry (MC), 5’ Tevez (MC), 72’ Carroll (N), 81’ Tevez (MC)
Wolverhampton-Wigan 1-2: 9’ Rodallega (Wi), 20’ Cleverley (Wi), 87’ Fletcher (Wo)

20a giornata (28 Dicembre 2010)
Birmingham City-Manchester United 1-1: 58’ Berbatov (MU), 89’ Bowyer (BC)
Chelsea-Bolton 1-0: 61’ Malouda
Liverpool-Wolverhampton 0-1: 56’ Ward
Manchester City-Aston Villa 4-0: 8’ rigore Balotelli, 13’ Lescott, 27’ Balotelli, 55’ rigore Balotelli
Stoke City-Fulham 0-2: 4’ Baird, 10’ Baird
Sunderland-Blackpool 0-2: 50’ DJ Campbell, 90’ DJ Campbell
Tottenham-Newcastle 2-0: 57’ Lennon, 81’ Bale
West Bromwich-Blackburn 1-3: 3’ Kalinic (B), 17’ Thomas (WB), 53’ Kalinic (B), 62’ Mame Diouf (B)
West Ham-Everton 1-1: 16’ autogol Hibbert (E), 42’ Coleman (E)
Wigan-Arsenal 2-2: 18’ rigore Watson (W), 39’ Arshavin (A), 44’ Bendtner (A), 81’ autogol Squillaci (A)

21a giornata (1 Gennaio 2011)
Birmingham City-Arsenal 0-3: 13’ Van Persie (A), 58’ Nasri (A), 66’ autogol Johnson (BC)
Chelsea-Aston Villa 3-3: 23’ rigore Lampard (C), 41’ rigore Ashley Young (AV), 47’ Heskey (AV), 84’ Drogba (C), 89’ Terry (C), 91’ Clark (AV)
Liverpool-Bolton 2-1: 43’ Kevin Davies (B), 49’ Fernando Torres (L), 92’ Cole (L)
Manchester City-Blackpool 1-0: 34’ Adam Johnson
Stoke City-Everton 2-0: 23’ Jones (SC), 69’ autogol Jagielka (E)
Sunderland-Blackburn 3-0: 11’ Welbeck, 19’ Bent, 89’ Gyan
Tottenham-Fulham 1-0: 42’ Bale
West Bromwich-Manchester United 1-2: 3’ Rooney (MU), 14’ Morrison (WB), 75’ Hernandez (MU)
West Ham-Wolverhampton 2-0: 51’ autogol Zubar (Wo), 79’ Sears (WH)
Wigan-Newcastle 0-1: 19’ Ameobi

22a giornata (4 Gennaio 2011)
Arsenal-Manchester City 0-0
Aston Villa-Sunderland 0-1: 80’ Bardsley
Blackburn-Liverpool 3-1: 32’ Olsson (B), 38’ Benjani (B), 57’ Benjani (B), 81’ Gerrard (L)
Blackpool-Birmingham City 1-2: 24’ Hleb (BC), 68’ Campbell (Bl), 89’ Dann (BC)
Bolton-Wigan 1-1: 54’ Rodrigo Moreno (B), 80’ Stam (W)
Everton-Tottenham 2-1: 3’ Saha (E), 11’ Van der Vaart (T), 75’ Coleman (E)
Fulham-West Bromwich 3-0: 45’+1 Davies, 56’ Dempsey, 65’ Hangeland
Manchester United-Stoke City 2-1: 27’ autogol Shawcross (SC), 50’ Whitehead (SC), 62’ Nani (MU)
Newcastle-West Ham 5-0: 18’ Best, 39’ Best, 45’ Nolan, 60’ Best, 63’ Lovenkrands
Wolverhampton-Chelsea 1-0: 5’ autogol Bosingwa (C)

23a giornata (15 Gennaio 2011)
Birmingham City-Aston Villa 1-1: 49’ Johnson (BC), 73’ Collins (AV)
Chelsea-Blackburn 2-0: 57’ Ivanovic, 76’ Anelka
Liverpool-Everton 2-2: 29’ Raul Meireles (L), 46’ Distin (E), 52’ Beckford (E), 68’ rigore Kuyt (L)
Manchester City-Wolverhampton 4-3: 12’ Milijas (W), 40’ autogol Jones (W), 49’ Tevez (MC), 54’ Yaya Tourè (MC), 66’ Tevez (MC), 68’ rigore Doyle (W), 86’ Zubar (W)
Stoke City-Bolton 2-0: 37’ autogol Jaaskelainen (B), 63’ rigore Etherington (SC)
Sunderland-Newcastle 1-1: 52’ Nolan (N), 94’ Gyan (S)
Tottenham-Manchester United 0-0
West Bromwich-Blackpool 3-2: 11’ Vaughan (B), 37’ Odemwingie (WB), 52’ Morrison (WB), 80’ Taylor-Fletcher (B), 87’ Odemwingie (WB)
West Ham-Arsenal 0-3: 13’ Van Persie, 41’ Walcott, 77’ rigore Van Persie
Wigan-Fulham 1-1: 57’ Rodallega (W), 86’ Andrew Johnson (F)

24a giornata (22 Gennaio 2011)
Arsenal-Wigan 3-0: 21’ Van Persie, 58’ Van Persie, 85’ Van Persie
Aston Villa-Manchester City 1-0: 18’ Bent
Blackburn-West Bromwich 2-0: 41’ autogol Tamas (WB), 47’ Hoilett (B)
Blackpool-Sunderland 1-2: 15’ Richardson (S), 36’ Richardson (S), 86’ rigore Adam (B)
Bolton-Chelsea 0-4: 11’ Drogba, 41’ Malouda, 56’ Anelka, 74’ Ramires
Everton-West Ham 2-2: 26’ Spector (WH), 77’ Bilyaletdinov (E), 84’ Piquionne (WH), 91’ Fellaini (E)
Fulham-Stoke City 2-0: 33’ Dempsey, 56’ rigore Dempsey
Manchester United-Birmingham City 5-0: 2’ Berbatov, 31’ Berbatov, 45’+2 Giggs, 53’ Berbatov, 76’ Nani
Newcastle-Tottenham 1-1: 59’ Coloccini (N), 91’ Lennon (T)
Wolverhampton-Liverpool 0-3: 36’ Fernando Torres, 50’ Raul Meireles, 91’ Fernando Torres

25a giornata (1 Febbraio 2011)
Arsenal-Everton 2-1: 24’ Saha (E), 70’ Arshavin (A), 75’ Koscielny (A)
Birmingham City-Manchester City 2-2: 4’ Tevez (MC), 23’ Zigic (BC), 41’ Kolarov (MC), 77’ rigore Gardner (BC)
Blackburn-Tottenham 0-1: 3’ Crouch
Blackpool-West Ham 1-3: 24’ Obinna (WH), 37’ Keane (WH), 42’ Adam (B), 44’ Obinna (WH)
Bolton-Wolverhampton 1-0: 92’ Sturridge
Fulham-Newcastle 1-0: 67’ Duff
Liverpool-Stoke City 2-0: 47’ Raul Meireles, 79’ Suarez
Manchester United-Aston Villa 3-1: 1’ Rooney (MU), 45’+1 Rooney (MU), 58’ Bent (AV), 63’ Vidic (MU)
Sunderland-Chelsea 2-4: 4’ Bardsley (S), 15’ rigore Lampard (C), 23’ Kalou (C), 26’ Richardson (S), 60’ Terry (C), 93’ Anelka (C)
West Bromwich-Wigan 2-2: 5’ Odemwingie (WB), 20’ N’Zogbia (Wi), 43’ Watson (Wi), 79’ Fortunè (WB)

26a giornata (5 Febbraio 2011)
Aston Villa-Fulham 2-2: 13’ autogol Pantsil (F), 52’ Johnson (F), 72’ Walker (AV), 78’ Dempsey (F)
Chelsea-Liverpool 0-1: 69’ Raul Meireles
Everton-Blackpool 5-3: 20’ Saha (E), 37’ Baptiste (B), 47’ Saha (E), 62’ Puncheon (B), 64’ Adam (B), 76’ Saha (E), 80’ Beckford (E), 84’ Saha (E)
Manchester City-West Bromwich 3-0: 17’ rigore Tevez, 22’ Tevez, 39’ rigore Tevez
Newcastle-Arsenal 4-4: 1’ Walcott (A), 3’ Djourou (A), 10’ Van Persie (A), 26’ Van Persie (A), 68’ rigore Barton (N), 75’ Best (N), 83’ rigore Barton (N), 87’ Tiotè (N)
Stoke City-Sunderland 3-2: 2’ Richardson (Su), 32’ Carew (SC), 48’ Gyan (Su), 83’ Huth (SC), 93’ Huth (SC)
Tottenham-Bolton 2-1: 6’ rigore Van der Vaart (T), 55’ Sturridge (B), 92’ Kranjcar (T)
West Ham-Birmingham City 0-1: 65’ Zigic
Wigan-Blackburn 4-3: 23’ Roberts (B), 35’ McCarthy (W), 50’ Rodallega (W), 56’ McCarthy (W), 58’ Samba (B), 65’ rigore Watson (W), 81’ rigore Dunn (B)
Wolverhampton-Manchester United 2-1: 3’ Nani (MU), 10’ Elokobi (W), 40’ Doyle (W)

27a giornata (12 Febbraio 2011)
Arsenal-Wolverhampton 2-0: 16’ Van Persie, 56’ Van Persie
Birmingham City-Stoke City 1-0: 93’ Zigic
Blackburn-Newcastle 0-0
Blackpool-Aston Villa 1-1: 10’ Agbonlahor (AV), 14’ Grandin (B)
Bolton-Everton 2-0: 10’ autogol Heitinga (E), 67’ Sturridge (B)
Fulham-Chelsea 0-0
Liverpool-Wigan 1-1: 24’ Raul Meireles (L), 65’ Gohouri (W)
Manchester United-Manchester City 2-1: 41’ Nani (MU), 65’ David Silva (MC), 78’ Rooney (MU)
Sunderland-Tottenham 1-2: 11’ Gyan (S), 44’ Dawson (T), 57’ Kranjcar (T)
West Bromwich-West Ham 3-3: 3’ Dorrans (WB), 8’ Thomas (WB), 32’ autogol Winston Reid (WH), 50’ Ba (WH), 58’ Cole (WH), 83’ Ba (WH)

28a giornata (26 Febbraio 2011)
Aston Villa-Blackburn 4-1: 49’ Ashley Young (AV), 62’ autogol Hanley (B), 64’ Downing (AV), 81’ Kalinic (B), 82’ Ashley Young (AV)
Chelsea-Birmingham City 3-1: 3’ Malouda (C), 26’ Kalou (C), 62’ Malouda (C), 76’ rigore Larsson (BC)
Everton-Sunderland 2-0: 8’ Beckford, 39’ Beckford
Manchester City-Fulham 1-1: 26’ Balotelli (MC), 48’ Duff (F)
Newcastle-Bolton 1-1: 13’ Nolan (N), 38’ Sturridge (B)
Stoke City-West Bromwich 1-1: 53’ Delap (SC), 87’ Vela (WB)
Tottenham-Arsenal 3-3: 5’ Walcott (A), 7’ Van der Vaart (T), 12’ Nasri (A), 40’ Van Persie (A), 44’ Huddlestone (T), 70’ rigore Van der Vaart (T)
West Ham-Liverpool 3-1: 22’ Parker (WH), 45’ Ba (WH), 84’ Johnson (L), 91’ Carlton Cole (WH)
Wigan-Manchester United 0-4: 17’ Hernandez, 74’ Hernandez, 84’ Rooney, 87’ Fabio Da Silva
Wolverhampton-Blackpool 4-0: 2’ Jarvis, 54’ O’Hara, 78’ Ebanks-Blake, 90’ Ebanks-Blake

29a giornata (5 Marzo 2011)
Arsenal-Sunderland 0-0
Birmingham City-West Bromwich 1-3: 47’ Mulumbu (WB), 48’ Beausejour (BC), 58’ Morrison (WB), 72’ Scharner (WB)
Blackpool-Chelsea 1-3: 20’ Terry (C), 62’ rigore Lampard (C), 66’ Lampard (C), 86’ Puncheon (B)
Bolton-Aston Villa 3-2: 15’ Bent (AV), 45’+2 Cahill (B), 64’ Albrighton (AV), 75’ Cahill (B), 86’ Klasnic (B)
Fulham-Blackburn 3-2: 37’ Duff (F), 45’+1 Hanley (B), 59’ Duff (F), 65’ Hoilett (B), 89’ rigore Zamora (F)
Liverpool-Manchester United 3-1: 34’ Kuyt (L), 39’ Kuyt (L), 65’ Kuyt (L), 92’ Hernandez (MU)
Manchester City-Wigan 1-0: 38’ David Silva
Newcastle-Everton 1-2: 23’ Best (N), 31’ Osman (E), 36’ Jagielka (E)
West Ham-Stoke City 3-0: 21’ Ba, 29’ Da Costa, 83’ Hitzlsperger
Wolverhampton-Tottenham 3-3: 20’ Doyle (W), 30’ Defoe (T), 35’ Defoe (T), 40’ rigore Doyle (W), 48’ Pavlyuchenko (T), 87’ Fletcher (W)

30a giornata (19 Marzo 2011)
Aston Villa-Wolverhampton 0-1: 38’ Jarvis
Blackburn-Blackpool 2-2: 25’ rigore Adam (Blackp), 29’ Adam (Blackp), 49’ Samba (Blackb), 93’ Hoilett (Blackb)
Chelsea-Manchester City 2-0: 78’ David Luiz, 92’ Ramires
Everton-Fulham 2-1: 36’ Coleman (E), 49’ Saha (E), 62’ Dempsey (F)
Manchester United-Bolton 1-0: 88’ Berbatov
Stoke City-Newcastle 4-0: 28’ Walters, 46’ Pennant, 49’ Higginbotham, 92’ Fuller
Sunderland-Liverpool 0-2: 34’ rigore Kuyt, 77’ Suarez
Tottenham-West Ham 0-0
West Bromwich-Arsenal 2-2: 3’ Reid (WB), 58’ Odemwingie (WB), 70’ Arshavin (A), 78’ autogol Meite (WB)
Wigan-Birmingham City 2-1: 6’ Ridgewell (BC), 25’ Cleverley (W), 92’ Figueroa (W)

31a giornata (2 Aprile 2011)
Arsenal-Blackburn 0-0
Birmingham City-Bolton 2-1: 4’ Phillips (BC), 59’ Gardner (BC), 70’ Elmander (Bo)
Everton-Aston Villa 2-2: 38’ Osman (E), 47’ Bent (AV), 68’ Bent (AV), 83’ rigore Baines (E)
Fulham-Blackpool 3-0: 23’ Zamora, 28’ Zamora, 72’ Etuhu
Manchester City-Sunderland 5-0: 9’ Adam Johnson, 15’ rigore Tevez, 63’ David Silva, 67’ Vieira, 73’ Yaya Tourè
Newcastle-Wolverhampton 4-1: 22’ Nolan (N), 45’ Ameobi (N), 50’ Lovenkrands (N), 58’ Ebanks-Blake (W), 93’ Jonas (N)
Stoke City-Chelsea 1-1: 8’ Walters (SC), 33’ Drogba (C)
West Bromwich-Liverpool 2-1: 50’ Skrtel (L), 62’ rigore Brunt (WB), 88’ rigore Brunt (WB)
West Ham-Manchester United 2-4: 11’ rigore Noble (WH), 25’ rigore Noble (WH), 65’ Rooney (MU), 73’ Rooney (MU), 79’ rigore Rooney (MU), 84’ Hernandez (MU)
Wigan-Tottenham 0-0

32a giornata (9 Aprile 2011)
Aston Villa-Newcastle 1-0: 24’ Collins
Blackburn-Birmingham City 1-1: 32’ Bowyer (BC), 45’+7 Hoilett (Bl)
Blackpool-Arsenal 1-3: 18’ Diaby (A), 21’ Ebouè (A), 52’ Taylor-Fletcher (B), 76’ Van Persie (A)
Bolton-West Ham 3-0: 14’ Sturridge, 20’ Lee Chung-Yong, 51’ Sturridge
Chelsea-Wigan 1-0: 67’ Malouda
Liverpool-Manchester City 3-0: 13’ Carroll, 34’ Kuyt, 35’ Carroll
Manchester United-Fulham 2-0: 12’ Berbatov, 32’ Valencia
Sunderland-West Bromwich 2-3: 10’ autogol Shorey (WB), 28’ Odemwingie (WB), 31’ Bardsley (S), 54’ Mulumbu (WB), 72’ Scharner (WB)
Tottenham-Stoke City 3-2: 11’ Crouch (T), 18’ Modric (T), 27’ Etherington (SC), 34’ Crouch (T), 41’ Jones (SC)
Wolverhampton-Everton 0-3: 21’ Beckford, 39’ Neville, 45’ Bilyaletdinov

33a giornata (16 Aprile 2011)
Arsenal-Liverpool 1-1: 98’ rigore Van Persie (A), 102’ rigore Kuyt (L)
Birmingham City-Sunderland 2-0: 41’ Larsson, 66’ Gardner
Blackpool-Wigan 1-3: 3’ Rodallega (W), 45’+1 N’Zogbia (W), 67’ Diamè (W), 83’ Campbell (B)
Everton-Blackburn 2-0: 54’ Osman, 75’ rigore Baines
Fulham-Bolton 3-0: 15’ Dempsey, 48’ Dempsey, 65’ Hangeland
Manchester City-Tottenham
Newcastle-Manchester United 0-0
Stoke City-Wolverhampton 3-0: 16’ Kenwyne Jones, 45’+1 Shawcross, 51’ Pennant
West Bromwich-Chelsea 1-3: 17’ Odemwingie (WB), 22’ Drogba (C), 26’ Kalou (C), 45’ Lampard (C)
West Ham-Aston Villa 1-2: 2’ Keane (WH), 36’ Bent (AV), 91’ Agbonlahor (AV)

34a giornata (23 Aprile 2011)
Aston Villa-Stoke City 1-1: 20’ Jones (SC), 43’ Bent (AV)
Blackburn-Manchester City 0-1: 75’ Dzeko
Blackpool-Newcastle 1-1: 17’ Lovenkrands (N), 32’ DJ Campbell (B)
Bolton-Arsenal 2-1: 38’ Sturridge (B), 48’ Van Persie (A), 90’ Cohen (B)
Chelsea-West Ham 3-0: 44’ Lampard, 84’ Fernando Torres, 93’ Malouda
Liverpool-Birmingham City 5-0: 7’ Maxi Rodriguez, 23’ Kuyt, 66’ Maxi Rodriguez, 73’ Maxi Rodriguez, 86’ Cole
Manchester United-Everton 1-0: 83’ Hernandez
Sunderland-Wigan 4-2: 52’ Diamè (W), 55’ Gyan (S), 66’ Henderson (S), 73’ rigore Sessegnon (S), 77’ Henderson (S), 90’ Di Santo (W)
Tottenham-West Bromwich 2-2: 5’ Odemwingie (WB), 27’ Pavlyuchenko (T), 66’ Defoe (T), 81’ Cox (WB)
Wolverhampton-Fulham 1-1: 22’ Fletcher (W), 80’ Johnson (F)

35a giornata (30 Aprile 2011)
Arsenal-Manchester United 1-0: 56’ Ramsey
Birmingham City-Wolverhampton 1-1: 7’ rigore Fletcher (W), 27’ Larsson (BC)
Blackburn-Bolton 1-0: 20’ Olsson
Blackpool-Stoke City 0-0
Chelsea-Tottenham 2-1: 19’ Sandro (T), 45’ Lampard (C), 89’ Kalou (C)
Liverpool-Newcastle 3-0: 10’ Maxi Rodriguez, 59’ rigore Kuyt, 65’ Suarez
Manchester City-West Ham 2-1: 10’ De Jong (MC), 15’ autogol Jacobsen (WH), 33’ Ba (WH)
Sunderland-Fulham 0-3: 33’ Kakuta, 61’ Davies, 73’ Davies
West Bromwich-Aston Villa 2-1: 4’ autogol Meite (WB), 60’ Odemwingie (WB), 84’ Mulumbu (WB)
Wigan-Everton 1-1: 21’ N’Zogbia (W), 78’ rigore Baines (E)

36a giornata (7 Maggio 2011)
Aston Villa-Wigan 1-1: 10’ N’Zogbia (W), 17’ Ashley Young (AV)
Bolton-Sunderland 1-2: 45’+1 Zenden (S), 87’ Klasnic (B), 93’ autogol Knight (B)
Everton-Manchester City 2-1: 28’ Yaya Tourè (MC), 65’ Distin (E), 72’ Osman (E)
Fulham-Liverpool 2-5: 1’ Maxi Rodriguez (L), 7’ Maxi Rodriguez (L), 16’ Kuyt (L), 57’ Dembelè (F), 70’ Maxi Rodriguez (L), 75’ Suarez (L), 86’ Sidwell (F)
Manchester United-Chelsea 2-1: 1’ Hernandez (MU), 23’ Vidic (MU), 68’ Lampard (C)
Newcastle-Birmingham City 2-1: 36’ rigore Ameobi (N), 43’ Steven Taylor (N), 45’ Bowyer (BC)
Stoke City-Arsenal 3-1: 28’ Jones (SC), 40’ Pennant (SC), 81’ Van Persie (A), 82’ Walters (SC)
Tottenham-Blackpool 1-1: 76’ rigore Adam (B), 89’ Defoe (T)
West Ham-Blackburn 1-1: 12’ Roberts (B), 78’ Hitzlsperger (WH)
Wolverhampton-West Bromwich 3-1: 15’ Fletcher (Wo), 28’ Guedioura (Wo), 47’ Fletcher (Wo), 55’ rigore Odemwingie (WB)

37a giornata (14 Maggio 2011)
Arsenal-Aston Villa 1-2: 11’ Bent (AV), 15’ Bent (AV), 89’ Van Persie (Ar)
Birmingham City-Fulham 0-2: 5’ Hangeland, 49’ Hangeland
Blackburn-Manchester United 1-1: 20’ Emerton (B), 73’ rigore Rooney (MU)
Blackpool-Bolton 4-3: 6’ Kevin Davies (Bo), 9’ Campbell (Bl), 19’ Puncheon (Bl), 24’ Taylor (Bo), 45’ Campbell (Bl), 53’ Sturridge (Bo), 63’ Adam (Bl)
Chelsea-Newcastle 2-2: 2’ Ivanovic (C), 10’ Jonas (N), 83’ Alex (C), 92’ Steven Taylor (N)
Liverpool-Tottenham 0-2: 9’ Van der Vaart, 56’ rigore Modric
Manchester City-Stoke City 3-0: 14’ Tevez, 53’ Lescott, 65’ Tevez
Sunderland-Wolverhampton 1-3: 22’ Craddock (W), 34’ Sessegnon (S), 54’ Fletcher (W), 78’ Elokobi (W)
West Bromwich-Everton 1-0: 10’ Mulumbu
Wigan-West Ham 3-2: 12’ Ba (WH), 26’ Ba (WH), 57’ N’Zogbia (Wi), 68’ Sammon (Wi), 94’ N’Zogbia (Wi)

38a giornata (22 Maggio 2011)
Aston Villa-Liverpool 1-0: 33’ Downing
Bolton-Manchester City 0-2: 43’ Lescott, 62’ Dzeko
Everton-Chelsea 1-0: 74’ Beckford
Fulham-Arsenal 2-2: 26’ Sidwell (F), 29’ Van Persie (A), 57’ Zamora (F), 89’ Walcott (A)
Manchester United-Blackpool 4-2: 21’ Park Ji-Sung (MU), 40’ Adam (B), 57’ Taylor-Fletcher (B), 62’ Anderson (MU), 74’ autogol Evatt (B), 81’ Owen (MU)
Newcastle-West Bromwich 3-3: 16’ Steven Taylor (N), 39’ Lovenkrands (N), 47’ autogol Olsson (WB), 62’ Tchoyi (WB), 71’ Tchoyi (WB), 90’ Tchoyi (WB)
Stoke City-Wigan 0-1: 78’ Rodallega
Tottenham-Birmingham City 2-1: 49’ Pavlyuchenko (T), 79’ Gardner (BC), 93’ Pavlyuchenko (T)
West Ham-Sunderland 0-3: 17’ Zenden, 51’ Sessegnon, 93’ Riveros
Wolverhampton-Blackburn 2-3: 22’ Roberts (B), 38’ Emerton (B), 45’+1 Hoilett (B), 73’ O’Hara (W), 87’ Hunt (W)


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