Sito gemellato:

martedì 31 agosto 2010

Il North London derby scalda il terzo turno di Carling Cup

Sorteggio del terzo turno di Carling Cup: c’è Tottenham-Arsenal, ma anche il ritorno di Owen Coyle a Turf Moor



Nel pomeriggio di sabato era stato effettuato anche il sorteggio del terzo turno di Carling Cup, che regala subito un match pepatissimo visto che a White Hart Lane ci sarà la sfida tra due grandi rivali come il Tottenham e l’Arsenal.

Non solo però, perché l’urna ha abbinato il Burnley con il suo ex manager Owen Coyle adesso alla guida del Bolton: il suo addio nella scorsa stagione era stato pesantemente contestato dai tifosi dei Clarets e il ritorno di Coyle a Turf Moor è di certo un avvenimento non da poco.

I detentori del trofeo del Manchester United abituati a giocare nell’immenso Old Trafford dovranno invece giocare nel piccolissimo Glanford Park, stadio di straordinario fascino che è casa dello Scunthorpe United: classica sfida da Davide contro Golia. Per il Chelsea invece ci sarà il test interno contro il Newcastle.


Sorteggio terzo turno Carling Cup:

Aston Villa-Blackburn
Birmingham City-Milton Keynes Dons
Brentford-Everton
Burnley-Bolton
Chelsea-Newcastle
Liverpool-Northampton
Millwall-Ipswich
Peterborough-Swansea City
Portsmouth-Leicester
Scunthorpe-Manchester United
Stoke City-Fulham
Sunderland-West Ham
Tottenham-Arsenal
West Bromwich-Manchester City
Wigan-Preston
Wolverhampton-Notts County


Condividi il post su:
Condividi su Facebook Condividi su Twitter Pubblica su Google Buzz

lunedì 30 agosto 2010

Super beffa per il Derby County: il QPR pareggia con due gol in pieno recupero

Football League Review: il Reading inguaia Paulo Sousa, mentre il Portsmouth rimane ultimo dopo il ko interno contro il Cardiff City



Nella 4a giornata di Championship la partita assolutamente più folle si gioca a Pride Park, dove specialmente nel finale succede davvero di tutto, con il QPR che riesce a mantenere la propria imbattibilità e a rimanere al primo posto in classifica con una miracolosa rimonta finale a punire anche una certa inesperienza del Derby County: gli Hoops non riescono così a rimanere a punteggio pieno, ma questo punticino vale il triplo. A comandare la partita sono ampiamente i padroni di casa, che si fanno preferire e ancora una volta mostrano buone cose in avanti nonostante l’assenza di un vero centravanti, visto che a giocare da prima punta è ancora nuovamente Moxey, ovvero un terzino: proprio il 24enne serve a Commons l’assist per il gol del meritato vantaggio. Lo scozzese poi esce per l’ennesimo infortunio degli ultimi suoi mesi e al suo posto entra l’eccellente polacco Cywka, che fa davvero impazzire un QPR incapace di scuotersi e che viene punito da Bailey, che con un ottimo tiro dal limite beffa un impreciso Kenny e realizza il suo primo gol in carriera in campionato: l’ottimo regista più in là nel match dimostrerà perché segna così poco. Il QPR sembra ormai sconfitto, ma è bravo a non mollare e al 92’ con Agyemang sfrutta un’ingenuità del Derby County, che si fa trovare scoperto sulla trequarti in modo del tutto banale: anche questa è l’inesperienza lamentata da Clough nelle dichiarazioni post-partita. I Rams hanno un’enorme occasione in contropiede per richiudere a doppia mandata la partita, con Cywka che lancia in porta Bailey, ma l’ex Crewe Alexandra dimostra di non esser freddo davanti al portiere e spara abbastanza malamente addosso a Paddy Kenny. La beffa arriva al 95’: su un lancio lungo Leacock sbaglia il tempo dello stacco, la palla arriva a Mackie che con un ottimo movimento in area passa in mezzo a due avversari e caccia perfettamente ad incrociare, trovando la rete del pazzesco 2-2. E’ una rimonta improbabile che fa impazzire di gioia Warnock, che in tanti anni di calcio avrà visto molto raramente circostanze folli come queste. Confermata in pieno una regola non scritta del calcio che vuole il 2-0 come risultato assolutamente pericoloso, perché fa sentire molto sicura la squadra in vantaggio, ma basta un nulla per riaprire il match e portare rimonte clamorose. Grande amarezza per il Derby County e a descrivere al meglio la partita ci sono come sempre le parole di Neil Warnock: “I thought we dominated the game from the 96th to the 97th minute”.

Non mancano le emozioni nemmeno nel match del Walkers Stadium, il posticipo televisivo che vedeva in campo due deluse di inizio stagione, due squadre ancora alla ricerca del primo successo in campionato. Ebbene, a scuotersi e a sbloccarsi è il Reading, che non è ancora brillante come nella seconda metà della scorsa stagione ma che lotta molto bene e tutto sommato ottiene i tre punti con merito per aver giocato discretamente sia il primo che il secondo tempo, pur in un match in cui succede di tutto. Il Leicester invece ha un tonfo pesante davanti al proprio pubblico e nuovamente gioca un primo tempo troppo blando, per poi provare a svegliarsi nella ripresa, facendo però anche molta confusione, oltre a non essere particolarmente fortunato negli episodi. Sotto il mirino della critica e dei tifosi c’è ancora Paulo Sousa, che nella ripresa ha puntato su un atteggiamento molto più offensivo rispetto a quello visto in trasferta, ma che lascia perplessi tutti per le scelte di formazione, lasciando fuori dall’undici titolare soprattutto King e Fryatt. Oltretutto, come troppi manager stranieri (latini soprattutto), Paulo Sousa mostra quel vizietto di circondarsi di connazionali dal livello piuttosto misterioso: è il caso di Moreno, che commette tre o quattro errori assurdi nell’azione che porta al gol del vantaggio, sbagliando il disimpegno, bucando l’intervento e affossando un avversario, lasciando un buco enorme che i Royals sfruttano con Sigurdsson. Nella ripresa le Foxes provano a scuotersi e lo fanno con un gran tiro dal limite di Dyer che vale il pareggio e lo stesso Dyer nel finale ha una grande occasione ma viene negato da un intervento prodigioso di Federici, che aveva qualcosa da farsi perdonare dopo la papera imbarazzante commessa nel precedente match contro il Nottingham Forest. Il Reading però non esce dalla partita e anzi affonda su calcio piazzato con l’incornata perentoria del difensore centrale Matthew Mills, davvero caldo in questo periodo in tutti i sensi: nel match infrasettimanale di Carling Cup aveva segnato una doppietta ma poi con un suo autogol aveva portato il match ai rigori. Stavolta Mills è straordinario in entrambe le aree di rigore e risulta decisivo nel finale, quando salva miracolosamente sulla linea su un tiro di Fryatt. Può essere un nuovo inizio per il Reading, che ora sale a 5 punti.

Sembra aver innestato un’ottima marcia il Cardiff City, che vince a Fratton Park in una sorta di rivincita della finale di FA Cup del 2008: da quel momento però tutto è cambiato in casa Portsmouth, che in poco più di due anni è passato dal vincere la FA Cup ad essere all’ultimo posto in Championship, un tracollo continuo che non sembra trovare freni. E non è certo giocando come in questo match che ci può essere la risalita, con i Pompeys spenti e confusionari, senza mai un’idea. Il Cardiff City invece è in grande fiducia e tutto sommato non fatica nemmeno molto per ottenere i tre punti, agganciando il treno di vertice a quota 10 punti.

Ci si aspettava un avvio brillante per il Bristol City e nuove difficoltà per l’Ipswich in questo avvio di stagione e invece le cose stanno andando del tutto all’opposto: i Robins fanno davvero fatica ad imbroccarne una giusta e scivolano malamente anche a causa di un pomeriggio calamitoso di David James, colpevole in entrambi i gol subiti. In realtà è tutto il Bristol City che combina il disastro nel primo gol, con un retropassaggio kamikaze di Cissè, Fontaine fa scorrere il pallone e James esce totalmente a vuoto facendosi prendere il tempo da Priskin che a quel punto deve solo appoggiare a porta vuota. Al 74’ poi è una respinta difettosa di James su tiro dal limite di Priskin a permettere a Scotland di ritrovare la via della rete, dopo una stagione nerissima al Wigan. La vittoria dell’Ipswich è però ampiamente meritata, con l’undici di Keane che si ritrova così nel trio di testa: l’anno scorso di questi tempi i Tractor Boys erano all’ultimo posto, con una totale incapacità di vincere partite.

Dopo le partenze estive di due attaccanti decisivi nella salvezza della scorsa stagione come Hayes e Hooper, lo Scunthorpe United sembra aver trovato in casa il sostituto ideale in Jonathan Forte, attaccante talentuoso che negli scorsi anni ha fatto più la riserva che altro. Ebbene, adesso che ha spazio il 24enne sembra intenzionato a sfruttarlo nel migliore dei modi, abbattendosi sul Crystal Palace con una grande doppietta: davvero straordinario il controllo su lancio lungo con il quale si crea il secondo gol, una giocata di grande qualità. Di poca qualità invece la partita delle Eagles, nonostante l’esordio in campionato di Edgar Davids, che viene schierato come terzino sinistro: forse sarebbe meglio utilizzare la sua esperienza nel vivo del gioco e non utilizzare l’olandese come tappabuchi.

Si spegne l’imbattibilità del Watford, che va subito sotto con il Leeds e poi spreca tantissimo in avanti, mostrando poca qualità nelle finalizzazioni anche per l’assenza di Graham. Seconda vittoria consecutiva per il Leeds, che inizia ad apparire davvero a proprio agio in Championship, riuscendo a prendersi anche una bella rivincita: era infatti la prima volta che i Whites affrontavano in campionato gli Hornets dopo la sconfitta nella finale dei playoff del 2006, vinta 3-0 dai londinesi.

Dalle prime due partite sembra non ancora risolto un difetto sostanziale del Burnley, quello del rendimento in trasferta: i Clarets hanno iniziato molto bene in casa, ma hanno ottenuto solo un punto in due partite lontano da Turf Moor e al Liberty Stadium subiscono perdono la propria imbattibilità, con la rete di Scott Sinclair a regalare i tre punti allo Swansea City e dare un pizzico di tranquillità a Brendan Rodgers.

Nonostante un inizio di stagione buono per punti portati a casa, il Coventry non ha ancora abbandonato il vizietto di utilizzare il bottone dell’autodistruzione, premuto per tutto il finale di secondo tempo nella ripresa quando una serie di fesserie difensive permette al Millwall di portare a casa i tre punti: i Lions fino a quel momento stavano facendo fatica, nonostante la solita ottima prestazione di Morison.

Gary Speed ottiene il suo primo successo da manager e lo fa in un match di grande sofferenza per lo Sheffield United, che rischia continuamente di passare in svantaggio con il Preston che crea tante occasioni importanti per sbloccare il match. A cambiare tutto però è un nuovo arrivato, il terzino destro francese Jean Calvè, 26enne piuttosto affidabile arrivato dal Nancy, un innesto molto importante per la Championship: tutto però si aspettava meno che un impatto con gol meraviglioso da 30 metri, soprattutto perché Calvè non aveva mai segnato in carriera in campionato. Impatto da sogno e gol che vale tre punti sudatissimi.

Dopo la severa mazzata subita in casa del Cardiff City, il Doncaster si rimette in corsa con una buona prestazione e con il 3-1 inflitto all’Hull City, che dal canto suo continua a fare enorme fatica in trasferta: i Tigers hanno affrontato questo match guidati da Craig Shakespeare, vice di Nigel Pearson il quale nell’allenamento di venerdì aveva avuto un malore, per fortuna rivelatosi di lieve entità.

Nonostante tutti gli acquisti arrivati soprattutto a potenziare il settore offensivo, il Middlesbrough in queste prime quattro giornate ha dimostrato una difficoltà pazzesca a creare occasioni e a fare gol: la squadra di Strachan è andata a segno in appena due occasioni in questo campionato e conferma una partenza decisamente blanda andando a cadere ad Oakwell, sotto i colpi di un Barnsley esaltato anche da un gol spettacolare di Adam Hammill, che nel finale sigilla in match con un’azione personale partita da centrocampo e arrivata in fondo con il gol del 2-0.

Blando anche l’avvio di stagione di un’altra protagonista molto attesa come il Nottingham Forest, che deve accontentarsi di un pareggio interno contro il Norwich: ebbene, questo è da considerare un punto guadagnato, perché i Reds vanno in vantaggio con un rigore molto dubbio e dopo che i Canaries avevano colpito due legni. Dopo l’ottima finalizzazione di Crofts, il Norwich continua a farsi preferire e per stessa ammissione del manager avversario Davies avrebbe chiaramente meritato i tre punti. Il Nottingham Forest deve darsi una svegliata, perché ha ottenuto solo tre punti: va ricordato però che l’anno scorso dopo quattro partite i punti ottenuti erano appena due.

Nella 4a giornata di League One arriva l’atteso segnale di forza dello Sheffield Wednesday, che andava a giocare in casa di un Hartlepool ancora imbattuto e ne esce con un secco 5-0, dimostrando tutto il proprio potenziale anche se contro un avversario in grande difficoltà. Questo successo permette anche agli Owls di prendere il largo e conquistare la vetta della classifica in solitaria.

Frenano infatti le altre tre squadre che erano insieme al Wednesday a quota 7 punti, anche se il Carlisle accoglie molto bene il pareggio in casa del Colchester, in una partita ripresa in pieno recupero: per i Cumbrians è un punto d’oro in un campo non semplice. Chance persa invece per l’Oldham, che non riesce ad andare oltre al pareggio a reti inviolate in casa contro lo Yeovil: come ricorda però il manager Dickov, i Latics non erano certo attesi come imbattuti dopo quattro partite. Frenata molto brusca invece per il Charlton, che era atteso da un match di alto livello al Galpharm Stadium contro l’Huddersfield ma viene decisamente travolto e dominato: i Terriers tornano ad essere convincenti e dimostrano di esser tornati in forma.

Se è sorprendente la rimonta effettuata dal QPR in Championship, lo è ancor di più quella effettuata dal Notts County nel match tra due neopromosse in casa del Bournemouth, che vuole creare un fortino importante tra le mura amiche. I Cherries volano e in 28 minuti sembrano chiudere il match, portandosi sul 3-0 grazie anche ad uno scatenato Josh McQuoid. La squadra di Howe però paga un po’ di inesperienza e viene incredibilmente raggiunta, con il Notts County che trova al 91’ e al 95’ i gol che portano al 3-3 finale ed escono con un punto impensabile. Occasione persa per il Bournemouth, che con questo successo sarebbe salito addirittura al secondo posto in classifica, posizione adesso occupata dal Peterborough che ad Home Park conferma di avere uno dei potenziali offensivi più forti della lega (probabilmente inferiore solo a quello dello Sheffield Wednesday) e abbatte il Plymouth con un grande 3-0 esterno: la squadra di Gary Johnson fa sul serio.

Incredibile quanto accade in casa del Southampton: cosa fare due giorni dopo aver sbloccato la propria stagione con un grande 4-0 esterno? Esonerare il manager è quello che hanno pensato in maniera folle a St Mary’s: è davvero assurda la scelta di cacciare Alan Pardew, che aveva costruito una squadra da promozione per quest’anno acquistando tanti elementi di categoria e creandosi un organico di livello, ma che già era stato messo in discussione al termine della scorsa stagione. Davvero clamoroso però che la scelta arrivi adesso, dopo un importante 4-0 in casa del Bristol Rovers: a firmare questo successo era stato anche il grande ex Rickie Lambert dal dischetto. Ora è da vedere che rotta vorranno prendere i Saints, ma è chiaro che una scelta del genere può creare quasi solamente confusione nell’ambiente.

Ad occupare l’ultimo posto in classifica è il Brentford, che ha iniziato la stagione davvero male e non riesce proprio ad alzare il proprio livello di prestazioni, venendo sconfitto a domicilio da un Rochdale convincente e capace di ottenere il primo successo in campionato. Sfida tra squadre già in difficoltà nella zona bassa di classifica quella del Victoria Road, con il Tranmere che mostra perlomeno carattere nel rimontare due gol di svantaggio, freddando l’entusiasmo di un Dag & Red che riesce soltanto ad ottenere il primo punto stagionale. Arriva il primo successo del Leyton Orient e in modo del tutto convincente: gli O’s giocano bene, divertono e ottengono un grande 3-0 contro un Exeter City sempre poco convincente in trasferta. Un uno-due devastante di Sam Baldock regala al Milton Keynes Dons un importante successo in rimonta in casa contro uno Swindon, che al contrario rimane ancora fermo a quota due punti in un inizio di stagione di grande difficoltà. Buon successo per il Brighton, che sconfigge il Walsall per 2-1.

Dopo la 4a giornata di League Two sembra ufficiale: il Torquay United fa sul serio. I Gulls danno tutta l’impressione di non essere una bolla di sapone da inizio stagione e non solo perché queste vittorie iniziali fanno seguito ad un grande finale della scorsa stagione, ma anche per il modo con cui stanno arrivando i successi: quello di sabato in casa del Port Vale è un piccolo capolavoro, con la squadra di Buckle che si conferma pericolosa in attacco e molto solida in difesa, andando a vincere sul campo di una squadra piuttosto in forma. L’unico neo è che arriva il primo gol subito in campionato, ma per battere la difesa del Torquay ci vuole una straordinaria conclusione dai 25 metri di Anthony Griffith: i Gulls rimangono l’unica squadra di Football League ancora a punteggio pieno.

Si lancia all’inseguimento il Rotherham, che non gioca benissimo ma che riesce a frustrare l’Hereford vincendo con il minimo scarto e salendo a quota 10 punti, un inizio di stagione abbastanza promettente: male invece i Bulls, che hanno spinto molto nella ripresa ma senza battere Warrington. Continua a non decollare lo Stockport, che perde partite su partite e preoccupa moltissimo: adesso il County è battuto a domicilio per 4-0 dallo Shrewsbury, che invece continua il suo inizio di stagione brillante e adesso sale al secondo posto. Come prevedibile è molto divertente il match dell’Abbey Business Stadium, tra due squadre che giocano in modo piuttosto offensivo e giocano bene: il Burton Albion si porta in vantaggio ma incassa la prima sconfitta in campionato perché il Cheltenham piazza un grande uno-due grazie soprattutto all’ingresso in campo di Shaun Jeffers, che mette a ferro e fuoco la propria corsia e firma due assist. Peschisolido forse si aspettava qualche punto in più da questo inizio di stagione. Clamoroso al Valley Parade, dove nell’anticipo del venerdì il Bradford continua il proprio pessimo inizio di stagione facendosi battere a domicilio addirittura dal Southend, arrivato a questo match già in crisi. Per le Bees altre delusioni: questa squadra parte sempre da favorita ma poi finisce per annaspare. In tanti però si aspettavano che con Peter Taylor questo difetto potesse esser risolto.

Tutte le altre partite della giornata finiscono in parità. Il Macclesfield dà un segnale di salute e blocca il Cheltenham sull’1-1, giocando anche parecchio bene. Finisce 0-0 la prima sfida della storia tra Oxford United e Accrington Stanley, con gli ospiti che dimostrano qualità e volontà e vanno a dominare a Kassam Stadium, non riuscendo però a trovare la via della rete: nel calcio professionistico inglese, solo due squadre non hanno ancora subito gol in campionato, il ricco Chelsea e il “povero” Accrington Stanley. Il Wycombe vede sfumare il successo nel finale concedendo un rigore nel finale e permettendo al Northampton di pareggiare per 1-1. Rimane deludente l’avvio di stagione del Morecambe, che è solo a quota due punti dopo il pareggio interno per 1-1 contro il Gillingham: gli Shrimps non si sono ancora ripresi del tutto dopo la sbornia della scorsa stagione con la qualificazione ai playoff. Piccolo segnale di carattere del Barnet che riesce a pareggiare in rimonta contro il Bury, anche se i londinesi rimangono all’ultimo posto per peggior differenza reti. Primo punticino esterno per il Crewe Alexandra nell’1-1 esterno contro il Lincoln City. Bella partita tra Aldershot e Stevenage, con il Boro che si porta in vantaggio ma con gli Shots che hanno tanto da mangiarsi le mani per aver sprecato con Marvin Morgan il rigore della vittoria.


Risultati 4a giornata Championship:

Sabato 28 Agosto:

Barnsley-Middlesbrough 2-0: 28’ Shackell, 95’ Hammill
Derby County-QPR 2-2: 40’ Commons (DC), 59’ Bailey (DC), 92’ Agyemang (QPR), 95’ Mackie (QPR)
Doncaster-Hull City 3-1: 2’ Martin Woods (D), 9’ Barmby (HC), 44’ rigore Sharp (D), 69’ Coppinger (D)
Ipswich-Bristol City 2-0: 59’ Priskin (I), 74’ Scotland (I)
Leicester-Reading 1-2: 22’ Sigurdsson (R), 52’ Dyer (L), 86’ Mills (R)
Millwall-Coventry 3-1: 17’ autogol Cranie (C), 60’ Gunnarsson (C), 75’ Trotter (M), 79’ rigore Morison (M)
Nottingham Forest-Norwich 1-1: 35’ rigore Blackstock (NF), 42’ Crofts (Nor)
Portsmouth-Cardiff City 0-2: 37’ autogol Mullins (P), 49’ Bothroyd (CC)
Scunthorpe-Crystal Palace 3-0: 33’ Forte, 45’+1 Forte, 71’ rigore O’Connor
Sheffield United-Preston 1-0: 74’ Calvè
Swansea City-Burnley 1-0: 8’ Sinclair
Watford-Leeds 0-1: 6’ Naylor


Classifica Championship (posizione, squadra, punti, partite giocate, differenza reti):

1 QPR 10 (4; +9)
2 Cardiff City 10 (4; +7)
-------------------------------------------------------------------
3 Ipswich 10 (4; +5)
4 Millwall 9 (4; +7)
5 Burnley 7 (4; +3)
6 Leeds 7 (4; +2)
-------------------------------------------------------------------
7 Norwich 7 (4; +2)
8 Coventry 7 (4; +1)
9 Doncaster 7 (4; =)
10 Barnsley 7 (4; -1)
11 Scunthorpe 6 (4; +1)
12 Swansea City 6 (4; +1)
13 Reading 5 (4; =)
14 Watford 5 (4; =)
15 Derby County 4 (4; -1)
16 Middlesbrough 4 (4; -3)
17 Sheffield United 4 (4; -3)
18 Hull City 4 (4; -4)
19 Nottingham Forest 3 (4; -1)
20 Crystal Palace 3 (4; -4)
21 Preston 3 (4; -6)
-------------------------------------------------------------------
22 Bristol City 2 (4; -5)
23 Leicester 1 (4; -5)
24 Portsmouth 1 (4; -5)


Prossima giornata Championship:

Sabato 11 Settembre:

ore 13.30
Coventry-Leicester

ore 14.00
Derby County-Sheffield United

ore 16.00
Cardiff City-Hull City
Leeds-Swansea City
Norwich-Barnsley
Nottingham Forest-Millwall
Portsmouth-Ipswich
QPR-Middlesbrough
Reading-Crystal Palace
Scunthorpe-Bristol City
Watford-Doncaster

ore 18.15
Burnley-Preston


Risultati 4a giornata League One:

Venerdì 27 Agosto:

Colchester-Carlisle 1-1: 29’ Mooney (Co), 93’ Thirlwell (Ca)

Sabato 28 Agosto:

Bournemouth-Notts County 3-3: 3’ McQuoid (B), 25’ McQuoid (B), 28’ Robinson (B), 30’ Burgess (NC), 91’ Westcarr (NC), 95’ Smith (NC)
Brentford-Rochdale 1-3: 11’ Elding (R), 27’ Simpson (B), 60’ O’Grady (R), 62’ Kennedy (R)
Brighton-Walsall 2-1: 68’ Barnes (B), 81’ Painter (B), 92’ Macken (W)
Bristol Rovers-Southampton 0-4: 10’ Fonte, 34’ Lallana, 59’ rigore Lambert, 91’ Barnard
Dag & Red-Tranmere 2-2: 52’ Vincelot (D&R), 71’ Arber (D&R), 78’ Showunmi (T), 88’ Cresswell (T)
Hartlepool-Sheffield Wednesday 0-5: 8’ autogol Murray (H), 10’ Coke (SW), 23’ Mellor (SW), 73’ rigore Tudgay (SW), 93’ Morrison (SW)
Huddersfield-Charlton 3-1: 39’ Rhodes (H), 42’ McCombe (H), 82’ Roberts (H), 92’ Fry (C)
Leyton Orient-Exeter City 3-0: 39’ Revell, 70’ McGleish, 80’ Cox
Milton Keynes Dons-Swindon 2-1: 45’+1 Cuthbert (S), 72’ Baldock (MKD), 73’ Baldock (MKD)
Oldham-Yeovil 0-0
Plymouth-Peterborough 0-3: 61’ Mackail-Smith, 75’ Mackail-Smith, 77’ Mclean


Classifica League One (posizione, squadra, punti, partite giocate, differenza reti):

1 Sheffield Wednesday 10 (4; +8)
2 Peterborough 9 (4; +4)
-------------------------------------------------------------------
3 Carlisle 8 (4; +5)
4 Oldham 8 (4; +4)
5 Bournemouth 7 (4; +6)
6 Huddersfield 7 (4; +3)
-------------------------------------------------------------------
7 Brighton 7 (4; +1)
8 Charlton 7 (4; +1)
9 Colchester 6 (4; +1)
10 Walsall 6 (4; =)
11 Milton Keynes Dons 6 (3; -1)
12 Rochdale 5 (4; +1)
13 Hartlepool 5 (4; -3)
14 Southampton 4 (3; +3)
15 Leyton Orient 4 (4; =)
16 Yeovil 4 (4; -2)
17 Plymouth 4 (4; -3)
18 Notts County 4 (4; -5)
19 Bristol Rovers 4 (4; -6)
20 Swindon 2 (4; -2)
-------------------------------------------------------------------
21 Exeter City 2 (3; -3)
22 Tranmere 2 (4; -4)
23 Dag & Red 1 (3; -3)
24 Brentford 1 (4; -5)


Prossima giornata League One:

Sabato 4 Settembre:

ore 13.15
Milton Keynes Dons-Hartlepool

ore 16.00
Carlisle-Swindon
Dag & Red-Leyton Orient
Exeter City-Charlton
Huddersfield-Bournemouth
Notts County-Yeovil
Oldham-Bristol Rovers
Southampton-Rochdale
Tranmere-Peterborough
Walsall-Colchester

Domenica 5 Settembre:

ore 13.00
Brentford-Sheffield Wednesday

Rinviata a data da destinarsi:

Plymouth-Brighton


Risultati 4a giornata League Two:

Venerdì 27 Agosto:

Bradford-Southend 0-2: 16’ Corr, 54’ Grant

Sabato 28 Agosto:

Aldershot-Stevenage 1-1: 50’ Beardsley (S), 63’ Spencer (A)
Barnet-Bury 1-1: 56’ Lowe (Bu), 75’ Marshall (Ba)
Cheltenham-Burton Albion 2-1: 36’ Harrad (BA), 80’ Thomas (C), 82’ Low (C)
Hereford-Rotherham 0-1: 45’ Warne
Lincoln City-Crewe Alexandra 1-1: 23’ Miller (CA), 40’ Jarrett (LC)
Macclesfield-Chesterfield 1-1: 66’ Davies (C), 74’ Sinclair (M)
Morecambe-Gillingham 1-1: 60’ Stanley (M), 84’ Spiller (G)
Northampton-Wycombe 1-1: 39’ Sandell (W), 87’ rigore Thornton (N)
Oxford United-Accrington Stanley 0-0
Port Vale-Torquay 1-2: 5’ rigore Wroe (T), 28’ Zebroski (T), 37’ Griffith (PV)
Stockport-Shrewsbury 0-4: 41’ Robinson, 58’ Harrold, 63’ Wright, 82’ Wright


Classifica League Two (posizione, squadra, punti, partite giocate, differenza reti):

1 Torquay 12 (4; +8)
2 Shrewsbury 10 (4; +7)
3 Rotherham 10 (4; +4)
-------------------------------------------------------------------
4 Chesterfield 8 (4; +5)
5 Port Vale 7 (4; +2)
6 Cheltenham 7 (4; =)
7 Accrington Stanley 6 (4; +3)
-------------------------------------------------------------------
8 Wycombe 6 (4; +2)
9 Aldershot 6 (4; +1)
10 Stevenage 5 (4; +1)
11 Burton Albion 5 (4; =)
12 Bury 5 (4; =)
13 Crewe Alexandra 4 (4; +5)
14 Southend 4 (4; -1)
15 Lincoln City 4 (4; -2)
16 Hereford 4 (4; -4)
17 Gillingham 3 (4; -1)
18 Oxford United 3 (4; -1)
19 Northampton 3 (4; -3)
20 Bradford 3 (4; -5)
21 Morecambe 2 (4; -3)
22 Macclesfield 2 (4; -4)
-------------------------------------------------------------------
23 Stockport 2 (4; -6)
24 Barnet 2 (4; -8)


Prossima giornata League Two:

Sabato 4 Settembre:

ore 16.00
Accrington Stanley-Wycombe
Aldershot-Northampton
Barnet-Cheltenham
Bradford-Port Vale
Burton Albion-Hereford
Bury-Gillingham
Chesterfield-Lincoln City
Macclesfield-Stockport
Oxford United-Morecambe
Shrewsbury-Rotherham
Southend-Torquay
Stevenage-Crewe Alexandra


Primo turno Football League Trophy:

Northern Section:

Martedì 31 Agosto:

ore 20.00
Hartlepool-Northampton
Tranmere-Accrington Stanley

ore 20.30
Macclesfield-Morecambe

ore 20.45
Oldham-Shrewsbury
Port Vale-Rochdale
Rotherham-Lincoln City
Walsall-Chesterfield

Mercoledì 1 Settembre:

ore 20.45
Sheffield Wednesday-Notts County

Byes: Bradford, Burton, Bury, Carlisle, Crewe, Huddersfield, Peterborough, Stockport.


Southern Section:

Martedì 31 Agosto:

ore 20.45
Aldershot-Oxford United
Bournemouth-Torquay
Charlton-Dag & Red
Southampton-Swindon
Southend-Gillingham
Stevenage-Brentford
Yeovil-Exeter City

Mercoledì 1 Settembre:

ore 20.15
Brighton-Leyton Orient

Byes: Barnet, Bristol Rovers, Cheltenham, Colchester, Hereford, Milton Keynes Dons, Plymouth, Wycombe.


Condividi il post su:
Condividi su Facebook Condividi su Twitter Pubblica su Google Buzz

La rimonta di grande carattere del Bolton beffa il Birmingham City: punto d’oro per Coyle

Una follia insolita di Jaaskelainen lascia i Trotters, ma ai Brummies non bastano due gol di vantaggio per ottenere il successo



Sulla carta quella del Reebok Stadium poteva non essere la partita più appetita sul piano spettacolare, ma invece in tal senso la 3a giornata di Premier League è stata estremamente soddisfacente e pure Bolton e Birmingham City non hanno voluto esser da meno, regalando una partita molto bella soprattutto per l’altalena di emozioni. Al momento appare chiaro che a star meglio sono i Brummies, che per gran parte del match dimostrato di essere molto affinati sul piano tattico e non solo in fase difensiva: agli ottimi rientri senza palla, infatti, han fatto seguito diverse azioni molto efficaci ad aprire la difesa avversaria con intelligenza, con movimenti arrivati con il tempismo giusto che permettevano alla squadra di aprire gli avversari anche con le giocate più semplici. Di certo, il Birmingham City è una delle squadre di Premier League che meno acchiappano l’occhio perché punta più sull’efficacia che sullo stile, ma non si può certo dire che McLeish non sappia lavorare tatticamente e il frutto di ciò lo si è visto per una buona ora di gioco: il difetto però dello scozzese è che nelle situazioni di vantaggio tende a far sedere troppo la squadra e ad esagerare sull’atteggiamento difensivo e per questo motivo la vittoria è sfumata, perché sul 2-0 i Brummies non si sono più fatti vedere in avanti, permettendo al Bolton di rimettersi in quota e di tornare in partita. Questo rientro è apparso clamoroso e in parte miracoloso, perché ad avvantaggiare gli ospiti non era solo un margine di due gol, ma anche la superiorità numerica per una follia di Jussi Jaaskelainen che nel finale di primo tempo aveva lasciato in 10 uomini i Trotters. Oltre ad un eccessivo difensivismo del Birmingham City però è subentrato una forza caratteriale pazzesca del Bolton, capace di non mollare mai e di rimanere in partita, continuando a crederci fino a completare la rimonta, portando a casa un punto dal valore inestimabile: nonostante sia un punto in un match interno, questo pareggio vale doppio se non triplo perché il Bolton ha rimesso in piedi una partita che sembrava chiaramente persa. Certo, a ben vedere poi la rimonta è arrivata con gol su piazzati, su un rigore inesistente e su calcio di punizione, ma il Bolton ha avuto la straordinaria bravura di non abbandonare il match sul piano mentale quando questo sembrava perso (difetto visto nelle prime due giornate da qualche squadra, soprattutto da Wigan e Aston Villa nelle sconfitte subite), ma di provarci fino in fondo dando una dimostrazione di straordinario carattere. Rimane ovviamente qualche difetto da affinare, perché il centrocampo deve essere più presente in certe fasi di gioco e soprattutto deve essere più brillante per offrire a Coyle quel gioco di qualità voluto. Il pubblico del Reebok Stadium può però già applaudire adesso i suoi calciatori, perché ha visto una squadra che realmente ha onorato la maglia e in questo modo ha ottenuto un punto abbastanza improbabile.

Il Bolton scende in campo con lo stesso undici titolare delle precedenti due partite di Premier League, con Kevin Davies a guidare ancora l’attacco con Elmander. Il Birmingham City (che ha fallito nell’ingaggio di Charles N’Zogbia: c’era l’accordo con il Wigan, ma è arrivato il secco rifiuto del calciatore) scende invece con un 4-5-1, con Jerome unica punta perché Derbyshire rimane in panchina. McFadden rimane a fare l’ala sinistra, con McLeish che preferisce inserire un altro interno di centrocampo come Bowyer.

Il match si scuote subito al 4’ minuto, quando dopo un piazzato respinto il Birmingham City lavora bene l’attacco: sulla sinistra McFadden premia il movimento in area di Bowyer, cross basso che viene aggiustato da Jerome e che diventa perfetto per Johnson che trova la zampata decisiva da due passi e batte Jaaskelainen per il gol dello 0-1. Era stata una partenza soft del Bolton, messo subito sulla difensiva dal Birmingham City che con questo centrocampo a cinque permette a Bowyer di inserirsi in avanti ad ogni occasione, lavoro che l’ex West Ham ama particolarmente. Il Bolton è chiaramente giù di tono, messo sotto nei duelli a centrocampo e in ritardo su ogni pallone: solo Muamba riesce a scuotere ogni tanto i suoi, ma Holden sembra ancora in balia degli avversari. I Trotters fanno proprio fatica nello svegliarsi e nel riuscire a darsi una scossa a centrocampo e non riescono a costruire azioni ragionale, affidandosi in avanti solo ai lancioni lunghi: Kevin Davies però deve affrontare avversari particolarmente forti sotto questo aspetto e fatica a vincere i vari duelli. Dopo un quarto d’ora con ripartenze pericolose, il Birmingham City abbassa il baricentro e pensa più a difendersi, riuscendo però a proporre un atteggiamento tattico eccellente in fase di non possesso, rientrando sempre molto bene: ad esempio, in un’azione conclusa con un cross blando di Elmander, in area di rigore c’erano due giocatori del Bolton contro addirittura sette del Birmingham City, più ovviamente il portiere Foster. Azione che dimostra i meriti tattici di McLeish, ma anche un netto demerito del Bolton nel primo tempo: i padroni di casa portano pochi uomini in avanti negli ultimi metri. Elmander non riesce ad incidere (come invece era riuscito a fare alla grande lo scorso weekend contro il West Ham), mentre gli esterni non hanno spunti: Petrov è spento, Lee Chung-Yong trova qualche buona iniziativa ma è altalenante.

Al 36’ c’è l’episodio che segna la partita: Jaaskelainen raccoglie un pallone alto sulla pressione di Johnson che gli dà una spintarella, non sarebbe nulla di che ma il finlandese compie un gesto folle decidendo di dare un buffetto davvero assurdo all’avversario, con l’arbitro Friend che senza pensarci un attimo estrae il giustissimo cartellino rosso diretto. Follia davvero insolita per il portiere, che mette così in grossa difficoltà i suoi: tra l’altro, ora Jaaskelainen salterà per squalifica anche due partite importanti contro Arsenal e Manchester United. Si accendono anche gli animi, con Petrov particolarmente nervoso: per questo motivo Coyle decide di togliere lui per inserire il secondo portiere Bogdan, 22enne ungherese molto interessante al suo esordio in Premier League. Il Bolton ora passa al 4-3-2.

Il Birmingham City sembra tenere palla ad inizio ripresa per far scorrere il tempo, ma al 51’ sorprende il Bolton e affonda: McFadden è ancora l’architetto dell’azione, si accentra e alza il pallone verso l’area, Jerome si trova libero e appoggia di testa orizzontalmente per Craig Gardner che è solo da due passi, manca il primo tocco anche per la pressione di Cahill ma riesce nel secondo per il facile appoggio che vale lo 0-2. La difesa del Bolton dorme in questo caso e si ferma a chiedere un fuorigioco di Jerome che c’è. Il Birmingham City sembra aver messo in tasca i tre punti: due gol di vantaggio e superiorità numerica.

Il Bolton però ha un’enorme chance al 55’: Lee Chung-Yong dalla trequarti destra cerca l’area, trova Elmander che da solo deve girare ma torna ai suoi livelli da pessimo finalizzatore e regala facilmente palla a Foster. Un attaccante di livello non può sprecare così: dopo la confortante prestazione di Upton Park, lo svedese torna a mostrare grosse lacune. Distratta qui la difesa del City, anche se Elmander era in fuorigioco non segnalato. Il Bolton ci prova con grande volontà ma senza grande brillantezza, mentre il Birmingham City si accontenta un po’ troppo di sedersi e frustrare gli avversari: a posteriori, si può dire che i Brummies hanno ecceduto in questo, perché il 2-0 è sempre un risultato ostico, visto che ti fa sentire sicuro ma allo stesso tempo basta un qualsiasi episodio per riaprire una partita e rimettere in discussione tutto.

Nonostante un atteggiamento del tutto conservativo, McLeish sorprende tutti al 68’ togliendo McFadden (acciaccato) per inserire Derbyshire a fare la seconda punta in un 4-4-2 con Craig Gardner a sinistra: abbastanza rivedibile il cambio, specialmente perché la volontà dei Brummies non era certo quella di chiudere il match in contropiede.

Al 71’ a riaprire tutto è anche una svista dell’arbitro: punizione di Robinson battuta lunga, Johnson sovrasta Kevin Davies e Friend assegna un rigore assolutamente misterioso, visto che in questo duello non c’era decisamente nulla di minimamente irregolare. Kevin Davies non è famoso per essere particolarmente tecnico ma va ad una conclusione eccellente mandando il pallone all’incrocio dei pali e spiazzando Foster per l’1-2 che riapre il match, per il suo centesimo gol in carriera in campionato.

E’ un momento pessimo nella partita del Birmingham City, perché al 76’ Larsson deve uscire per un problema al ginocchio dopo un tackle duro ma regolare di Kevin Davies: al suo posto entra Fahey.

Il Bolton ci crede, spinge con agonismo e guadagna all’81’ punizione dal limite: Blake cerca l’angolo del portiere e manda alla grande il pallone all’incrocio dei pali, beffando un Foster piazzato in modo rivedibile e che commette anche l’errore di fare il passettino verso l’angolo coperto dalla barriera, anche se comunque il pallone è piazzato alla grande e non era certo facile arrivarci per evitare il 2-2. Clamoroso il modo con cui il Bolton torna in partita in una giornata che sembrava negativa e non brillante, con due gol da recuperare e un uomo in meno: i Trotters trovano una carica incredibile e addirittura cercano anche la vittoria.

Il finale è pazzesco e al 91’ sono però gli ospiti che per poco non rimettono in mano i tre punti: il City ritrova la fase offensiva dopo aver esagerato nella difesa del risultato e riparte con una bella azione palla a terra partita da Ferguson, incursione di Bowyer che poi libera sulla propria sinistra Jerome, ha spazio e apre il piatto destro ma Bogdan chiude in modo decisivo con la gamba e salva il risultato. Finalizzazione non troppo convincente però di Jerome.

Non ci sono altri scossoni e finisce 2-2 un match molto divertente, che il Bolton ha impreziosito con una grande rimonta che permette alla squadra di Coyle di rimanere imbattuta: in casa sono arrivati due pareggi, ma questo può equivalere una vittoria sul piano mentale. Adesso però i Trotters dovranno affrontare un match molto difficile in casa dell’Arsenal.

Il Birmingham City vede sfumare una vittoria che sembrava acquisita, sciupando un’ora di gioco tatticamente perfetta: il guaio è che quando si è una squadra un po’ troppo tattica, in certe occasioni si rischia di esagerare in tal senso e si viene puniti dall’agonismo e dal carattere dell’avversario. Tra due settimane i Brummies ospiteranno il Liverpool.


Bolton-Birmingham City 2-2

Bolton (4-4-2): Jaaskelainen 3 – Steinsson 6 Cahill 6,5 Knight 6 Robinson 5,5 – Lee Chung-Young 5,5 Muamba 6 Holden 5 (78’ Mark Davies sv) Petrov 5 (39’ Bogdan 6,5) – Elmander 4 (67’ Blake 7) Kevin Davies 6,5

In panchina: Matthew Taylor, Ricketts, Marcos Alonso, Andrew O’Brien
Manager: Owen Coyle 5,5

Birmingham City (4-5-1): Foster 5,5 – Carr 6 Johnson 7 Dann 6,5 Ridgewell 6 – Larsson 6 (76’ Fahey sv) Craig Gardner 6,5 Ferguson 7 Bowyer 6,5 McFadden 7,5 (67’ Derbyshire 5,5) – Jerome 5,5

In panchina: Maik Taylor, Murphy, O’Connor, Zigic, Enric Valles
Manager: Alex McLeish 6

Arbitro: Kevin Friend 4

Gol: 4’ Johnson (BC), 50’ Craig Gardner (BC), 71’ rigore Kevin Davies (Bo), 81’ Blake (Bo)
Ammoniti: Kevin Davies, Muamba (Bo), Bowyer, Johnson, Larsson (BC)
Espulso: 37’ Jaaskelainen (Bo)

Migliore in campo: James McFadden (Birmingham City)


Condividi il post su:
Condividi su Facebook Condividi su Twitter Pubblica su Google Buzz

L’Everton non riesce proprio a segnare ed esce dal Villa Park con un’amara sconfitta

Le altre partite della domenica: il Sunderland batte il Manchester City dopo un secondo tempo spettacolare, mentre Fernando Torres regala i tre punti ad un Liverpool ancora opaco



Aston Villa-Everton 1-0: Ebbene sì: anche quest’anno l’Everton cade nel solito problema della partenza lenta, quest’anno addirittura più lenta del solito perché era da undici anni che i Toffees non ottenevano così pochi punti nelle prime tre partite di campionato. La sfida del Villa Park era un confronto tra due nobili del calcio inglese (non a caso è la sfida più giocata nella storia della massima serie inglese) che però dovevano raddrizzare un inizio di stagione di grande difficoltà e a riuscirci in qualche modo è l’Aston Villa, nonostante a dominare il gioco per lunghi tratti sia stato l’Everton, incapace però di trovare ancora una volta il colpo giusto negli ultimi metri: per quasi un’ora con Beckford in avanti la squadra crea pochissimo non riuscendo ad affondare, con l’ex Leeds che delude ancora una volta in maniera profonda, dando la sensazione di non essere ancora ambientato a questi livelli, di non essere ancora in grado di guidare l’attacco di una squadra così importante. Un po’ meglio dopo la sua uscita, ma comunque i Toffees non riescono in nessun modo a quantificare la grande quantità di gioco macinato, finendo per subire una sconfitta assolutamente beffarda: forse l’unica squadra in Premier League a lodare questa fastidiosa (per tutti, anche per gli appassionati) sosta per le Nazionali è proprio quella di Moyes, che può provare a riorganizzarsi e magari a migliorare la condizione fisica di chi non va in Nazionale (vedi Arteta, nonostante si continui a parlare di una sua possibile convocazione addirittura per l’Inghilterra: segno di una certa disperazione per i Three Lions), sperando di ammortizzare un inizio troppo a rilento. Tutto sommato, se Sparta piange, non ridono neanche le varie Atene: le vere avversarie dirette dei Toffees infatti sono avanti di tre punti, con il Liverpool che ha bassa qualità, il Manchester City che continua ad avere problemi da incompiuta e il Tottenham che forse soffre il doppio impegno. Forse però tra queste va ancora inserito l’Aston Villa, che nonostante l’addio di O’Neill, nonostante lo 0-6 di St James’ Park e lo choc per l’eliminazione dall’Europa League, tutto sommato è una delle quattro squadre capaci di vincere almeno due partite nelle prime tre giornate, impresa riuscita solo alle tre vere big rimaste (il Liverpool di questi tempi è “big” solo nominalmente), ovvero Chelsea (che ha fatto il pieno di successi), Arsenal e Manchester United: adesso è tempo che arrivi il nuovo manager, che però si troverà una situazione un po’ più tranquilla rispetto a qualche giorno fa. I Villans affrontano questo match senza Ireland, che si fa male nel riscaldamento e viene rimpiazzato da Reo-Coker. Sorprendenti alcune scelte di Moyes, che conferma Beckford in avanti ma soprattutto schiera Rodwell nell’improbabile ruolo di ala destra. L’Everton sembra più brillante in avvio ma subisce il gol: brutto buco di Fellaini, Carew ricicla di testa, Ashley Young serve perfettamente il taglio in area di rigore di Luke Young che va anche al sinistro eccellente a giro a pescare l’angolo e realizzare alla grande il gol dell’1-0. Movimento da attaccante da parte del terzino ex Middlesbrough. E’ forte la risposta dell’Everton: scambi stretti tra Rodwell e Baines, il pallone finisce a Pienaar che attacca l’area e spara di potenza ma trova la traversa a negargli il gol. E’ un’occasione illusoria, perché i Toffees non riescono più a creare occasioni reali in questo primo tempo: Beckford è impalpabile in avanti e nemmeno Cahill riesce a combinare qualcosa di buono. Arteta fa girare bene il pallone ma non basta, così come non basta l’enorme spinta di Baines, che gioca un match eccellente creando un grande duello con Luke Young. L’Aston Villa è in enorme difficoltà e nonostante provi a rispondere in avvio di ripresa finisce per rischiare grosso: punizione da sinistra incornata bene da Rodwell verso l’angolo lontano ma a Friedel fermo la palla esce di un soffio. I Villans hanno anche l’occasione per chiudere il match: incursione di Ashley Young in area e tiro respinto da Howard, con il portiere fermo sembra una chance enorme per Albrighton che però zappa malamente il tiro e lo manda alto. Diventa un vero assalto quello dell’Everton, che però non trova precisione e nemmeno grande fortuna: i Toffees meriterebbero il pareggio ma trovano di fronte anche un super Friedel, bravissimo soprattutto all’ultimo minuto sul tiro radente dal limite di Saha, ma l’americano dimostra grande reattività e manda in corner. Altro pomeriggio del tutto frustrante per i Toffees, tre punti di grande sollievo per i Villans.
Migliore in campo: Brad Friedel (Aston Villa)

Sunderland-Manchester City 1-0: Arriva allo Stadium Of Light la prima sconfitta stagionale del Manchester City, al termine di una partita davvero bellissima che in modo del tutto misterioso quasi stava per finire 0-0. I rimpianti dei Citizens risiedono quasi interamente nel primo tempo, quando in modo abbastanza sorprendente il Sunderland ha ceduto campo e ha sofferto la squadra ospite, che ha potuto comandare il gioco e dominare ampiamente senza però riuscire a trovare tante occasioni da rete: basti pensare che a fine partita i tiri totali dei Citizens sono solo quattro, due in porta (due grandi parate di Mignolet) e due fuori, davvero poco dopo la supremazia di gioco avuta per 45 minuti. Il primo tempo è stato di fatto un monologo, ma lo spettacolo è arrivato nella ripresa perché il Sunderland ha alzato il proprio livello e ha dato il là a 45 minuti velocissimi e furiosi, con ritmi folli e un agonismo estremo, con le due squadre a correre come matte cercando in ogni momento la via della rete, con alternanza di pressione e anche qualche bel ribaltamento di azione, il tutto con un atteggiamento molto offensivo reso ancora più bello da un numero misero di falli (addirittura il solitamente poco corretto Sunderland non ne commette nessuno in tutto il secondo tempo, riuscendo non solo a chiudere il match senza espulsioni, ma addirittura senza cartellini gialli, una novità visti gli ultimi tempi) che ha permesso al gioco di essere estremamente continuo, con un paio di interruzioni solo per acciacchi dei calciatori: in poche parole, le due squadre nella ripresa si sono aggredite, hanno giocato con agonismo facendo volare tanti tackles ma lo hanno fatto con grande correttezza, regalando un secondo tempo con spirito british in tutto e per tutto e per questo particolarmente esaltante per occhi neutrali (e per i tifosi del Sunderland, un po’ meno per chi esce sconfitto). In questo secondo tempo è il Sunderland ad apparire marginalmente migliore, ma visto lo spirito del gioco e il numero di attacchi il risultato poteva variare in qualsiasi modo e non si potevano negare i meriti delle squadre: è merito sia dei Black Cats che dei Citizens se questa ripresa è stata così divertente. Il Manchester City scende in campo confermando l’undici che aveva steso il Liverpool, confermando anche il 4-5-1: ovviamente out Balotelli, che tra l’altro s’è già cacciato nei suoi soliti guai causando un incidente stradale. Il Sunderland ritrova Cattermole dopo la squalifica, con l’inglese che prende il posto di Riveros. I Black Cats provano a premere inizialmente, ma dura solo un quarto d’ora anche perché l’incredibile occasione in contropiede per i Citizens impaurisce un po’ i padroni di casa: Yaya Tourè strappa palla a Cattermole (grande quantità ma qualche imprecisione nel suo match) e fa partire un contropiede in grande superiorità numerica, lo lavora bene e entrato in area tocca in orizzontale mandando fuori causa il portiere e regalando un gol fatto a Tevez, che incredibilmente senza pressione e a porta spalancata manca la più facile delle occasioni possibili alzando il pallone sopra la traversa. In queste prime giornate della Premier League si era scherzato sugli errori di Marouane Chamakh e di Antolin Alcaraz, a in quei casi (se si vuole trovare una giustificazione molto minima) il cross era teso e veloce: in questo caso invece vista la portata dell’attacco il pallone è lento e comodissimo, con Tevez che può fare qualsiasi cosa, persino entrare in porta col pallone, ma incredibilmente si mangia tutto con uno degli errori più scioccanti di sempre. Con la squadra che comanda ampiamente a centrocampo, sarebbe fondamentale un ottimo supporto degli esterni che non arriva, con Milner che sembra non a suo agio in questo ruolo di ala sinistra che deve svariare molto, mentre Adam Johnson non è brillante e non ha idee, tanto da far fare una grande figura a Kieran Richardson, che gioca benissimo in fase difensiva (quasi a giustificare la convinzione di Bruce, che ormai lo vede solo come terzino sinistro, tanto da avergli affidato anche il numero 3). Allora a supportare Tevez è Yaya Tourè, che gioca un gran primo tempo a tutto campo: l’ivoriano gioca meno bene nella ripresa con i ritmi furiosi, mostrando anche qualche leziosità di troppo. La brutta notizia per il Sunderland arriva con gli infortuni di Turner e Campbell: soprattutto quello del secondo sembra preoccupante. Al posto di Campbell entra Welbeck, che si piazza sulla sinistra e regala grandi numeri, aggiungendo qualità in un secondo tempo del tutto diverso della squadra, che tiene a centrocampo e soprattutto cambia marcia, cambiando l’intero ritmo del match: le due squadre attaccano in modo furioso, in un secondo tempo senza pause. A crescere molto è anche l’egiziano Al-Muhammadi, che sembra trovarsi perfettamente a proprio agio nei ritmi altissimi della ripresa, con il Sunderland che prova ad attaccare quasi sempre a percussione ma che in un modo o nell’altro trova poca brillantezza negli ultimi metri, con Welbeck che paga ancora qualche ingenuità in tal senso (comunque eccellente il suo impatto nel match). Il Manchester City da par suo si cala nella battaglia, risponde colpo su colpo e si crea una grande chance su corner, con l’incornata di Richards che viene toccata da due passi dal subentrato Adebayor, che si vede negato il gol da un grande riflesso di Mignolet: il tiro ha il difetto di essere poco angolato, ma rimane straordinaria la reattività del portiere perché il tocco era molto ravvicinato. Nella ripresa a respingere gli attacchi del Manchester City è anche un Titus Bramble di lusso, capace di una serie di chiusure fenomenali e anche di giocate incredibili, come un disimpegno freddissimo ad aggirare un Tevez che arrivava furioso a pressare: spettacoloso. Nel finale però è il Sunderland ad essere più brillante e a trovare il gol della vittoria: sull’ennesimo cross da destra di Al-Muhammadi, Richards al solito usa troppo le mani e spinge chiaramente Bent, causando un rigore piuttosto netto. Dal dischetto va Bent che non calcia benissimo ma trova comunque la rete mandando in visibilio lo Stadium Of Light: grande atmosfera, grande secondo tempo e importantissima vittoria del Sunderland, che conferma di essere una squadra davvero temibile tra le mura amiche. Da verificare le condizioni di Campbell, con Bruce che sa di avere bisogno di un altro rinforzo in avanti: potrebbe arrivare dal Rennes, perché il Sunderland è in trattativa con Asamoah Gyan, buon protagonista ai Mondiali con la maglia del Ghana.
Migliore in campo: Titus Bramble (Sunderland)

Liverpool-West Bromwich 1-0: Ad Anfield rimane ben appeso il cartello di lavori in corso: ancora una volta la prestazione del Liverpool è ampiamente deludente, con la squadra che riesce ad ottenere la vittoria nell’unico momento di qualità all’interno di un match davvero triste, confermando i soliti enormi problemi a centrocampo, di una squadra che sembra ancora chiaramente quella di Benitez, ovvero quella incapace di trovare idee e di essere un po’ imprevedibile. Arriva un Fernando Torres ancora non in grande condizione a salvare la squadra, ad evitare un pareggio che avrebbe lasciato i Reds ad una quota imbarazzante di due punti in classifica: di certo però bisogna fare enormi passi avanti e probabilmente c’è anche bisogno di qualche nuovo arrivo. Con la partenza di Mascherano, Hodgson ha ingaggiato per 14 milioni di euro Raul Meireles dal Porto, interno di centrocampo di grande corsa che probabilmente è stato pagato qualche milione di troppo: sembra una primo segnale dell’intenzione di avanzare nuovamente Gerrard sulla trequarti (come accaduto in questo match), visti i possibili fallimenti dell’utilizzo di Joe Cole in questo ruolo o del 4-4-2. Molto vicino anche l’arrivo del terzino sinistro Paul Konchesky, elemento affidabile che Hodgson conosce bene: resta però da verificare il suo impatto in prima squadra. Esce sconfitto il West Bromwich, che ha puntato a tenere campo ma non ha saputo pungere in avanti, di fatto continuando su quel difetto che la squadra aveva con Mowbray: in questo match ci sono state diverse fasi di gioco in cui il Liverpool poteva essere esposto, specialmente quando la frustrazione era tornata a montare in maniera evidente in quel di Anfield. Di Matteo sceglie un po’ a sorpresa di riportare Brunt sulla fascia sinistra (da interno aveva giocato alla grande contro il Sunderland) e sposta Odemwingie sulla destra in un 4-5-1 con il neoarrivato Fortunè subito lanciato come unica punta. Il Liverpool ritrova Gerrard e Fernando Torres e utilizza Poulsen dal primo minuto. I Reds provano a comandare inizialmente, ma Gerrard è la versione spenta visto troppo spesso negli ultimi tempi e la squadra non ha brillantezza: il centrocampo è prevedibilissimo, con Poulsen che può garantire quantità ma non è certo uomo di qualità, mentre è sempre misterioso capire quale sia la reale utilità di Lucas Leiva, che misteriosamente continua a giocare titolare. Ci sarà un motivo, nascosto bene, ma ci sarà. Il WBA capisce che il Liverpool è poca cosa e cresce a centrocampo grazie all’interdizione di un buonissimo Mulumbu, ma in avanti propone il buio totale: Fortunè non punge mai e la squadra non punge mai con convinzione, difetto che si era visto anche nella prima giornata a Stamford Bridge in un paio di occasioni a partita aperta in cui errori del Chelsea avevano concesso la possibilità di ripartire, mai sfruttata da una timidissima squadra di Roberto Di Matteo. Per fortuna le frazioni brutte hanno una fine e si passa al secondo tempo, che non è certo tanto guardabile ma perlomeno è qualcosa di meglio: dopo una mischia in area Skrtel va alla girata e sfiora l’incrocio dei pali. I Reds rischiano su un tiro mal sparato da Jara ma parte il contropiede, Fernando Torres serve Kuyt che attacca sulla sinistra dell’area, la difesa si fa attirare troppo dall’olandese e Fernando Torres ha spazio al limite, riceve il pallone morbido e con la conclusione al volo buca Carson per il gol dell’1-0. Ci sarebbero 25 minuti ma il WBA non ha velleità e fa in tempo per chiudere in 10 uomini, per un intervento non cattivo ma in netto ritardo di Morrison su Fernando Torres.
Migliore in campo: Youssuf Mulumbu (West Bromwich)


Risultati 3a giornata Premier League:

Sabato 28 Agosto:

Blackburn-Arsenal 1-2: 20’ Walcott (A), 27’ Mame Diouf (B), 51’ Arshavin (A)
Blackpool-Fulham 2-2: 35’ Zamora (F), 71’ autogol Pantsil (F), 76’ Varney (B), 87’ Etuhu (F)
Chelsea-Stoke City 2-0: 32’ Malouda, 77’ rigore Drogba
Manchester United-West Ham 3-0: 33’ rigore Rooney, 50’ Nani, 69’ Berbatov
Tottenham-Wigan 0-1: 80’ Rodallega
Wolverhampton-Newcastle 1-1: 43’ Ebanks-Blake (W), 62’ Carroll (N)

Domenica 29 Agosto:

Aston Villa-Everton 1-0: 9’ Luke Young
Bolton-Birmingham City 2-2: 4’ Johnson (BC), 50’ Craig Gardner (BC), 71’ rigore Kevin Davies (Bo), 81’ Blake (Bo)
Liverpool-West Bromwich 1-0: 65’ Fernando Torres
Sunderland-Manchester City 1-0: 94’ rigore Bent


Classifica Premier League (posizione, squadra, punti, partite giocate, differenza reti):

1 Chelsea 9 (3; +14)
------------------------------------------------------------------
2 Arsenal 7 (3; +7)
3 Manchester United 7 (3; +6)
------------------------------------------------------------------
4 Aston Villa 6 (3; -2)
------------------------------------------------------------------
5 Bolton 5 (3; +2)
------------------------------------------------------------------
6 Birmingham City 5 (3; +1)
7 Wolverhampton 5 (3; +1)
8 Newcastle 4 (3; +3)
9 Manchester City 4 (3; +2)
10 Sunderland 4 (3; =)
11 Tottenham 4 (3; =)
12 Blackpool 4 (3; -2)
13 Liverpool 4 (3; -2)
14 Fulham 3 (3; =)
15 Blackburn 3 (3; -1)
16 West Bromwich 3 (3; -6)
17 Wigan 3 (3; -9)
------------------------------------------------------------------
18 Everton 1 (3; -2)
19 Stoke City 0 (3; -4)
20 West Ham 0 (3; -8)


TOP 11 (4-4-2):

Brad Friedel (Aston Villa);
Luke Young (Aston Villa), Christopher Samba (Blackburn), Titus Bramble (Sunderland), Ashley Cole (Chelsea);
Ahmed Al-Muhammadi (Sunderland), Karl Henry (Wolverhampton), Charlie Adam (Blackpool), Florent Malouda (Chelsea);
Luke Varney (Blackpool), Moussa Dembelè (Fulham)

Manager: Steve Bruce (Sunderland)


FLOP 11 (a.k.a. Afonso Alves 11) (4-3-3):

Jussi Jaaskelainen (Sunderland);
Jonathan Spector (West Ham), Laurent Koscielny (Arsenal), Antolin Alcaraz (Wigan), Benoit Assou-Ekotto (Tottenham);
Andy Wilkinson (Stoke City), Lucas Leiva (Liverpool), Wilson Palacios (Tottenham);
Johan Elmander (Bolton), Jermaine Beckford (Everton), Carlos Tevez (Manchester City)

Manager: Harry Redknapp (Tottenham)


Nel prossimo weekend la Premier League si ferma per dare spazio alle partite di qualificazione per Euro 2012: queste sono le partite che si disputeranno nel Gruppo G, quello dell’Inghilterra:

Venerdì 3 Settembre:

ore 19.30
Montenegro-Galles

ore 21.00
Inghilterra-Bulgaria

Martedì 7 Settembre:

ore 19.30
Bulgaria-Montenegro

ore 20.45
Svizzera-Inghilterra


Prossima giornata Premier League:

Sabato 11 Settembre:

ore 13.45
Everton-Manchester United

ore 16.00
Arsenal-Bolton
Fulham-Wolverhampton
Manchester City-Blackburn
Newcastle-Blackpool
West Bromwich-Tottenham
West Ham-Chelsea
Wigan-Sunderland

Domenica 12 Settembre:

ore 17.00
Birmingham City-Liverpool

Lunedì 13 Settembre:

ore 21.00
Stoke City-Aston Villa


Condividi il post su:
Condividi su Facebook Condividi su Twitter Pubblica su Google Buzz

domenica 29 agosto 2010

L’Arsenal supera il test fisico di Ewood Park con tre punti dal grande peso specifico

Il Blackburn gioca un grande primo tempo ma cala d’aggressività nella ripresa e i Gunners ne approfittano con il gol decisivo di Arshavin



La Premier League è molto bella per la capacità di imporre le varie squadre a test di natura sempre molto diversa, soprattutto sui campi dei club di media classifica, dove si possono affrontare squadre molto tattiche, squadre più tecniche, squadre dal grande agonismo o squadre che danno tutto sul piano fisico e aggressivo: appartiene all’ultimo caso i test imposti dal Blackburn, un tipo di test non facili da affrontare per nessuno ma che ormai nell’ultimo lustro (e anche oltre) sono quelli particolarmente sofferti dall’Arsenal, squadra che ama girare molto il pallone ma che soffre quando attaccata sul piano fisico, per una certa leggerezza di qualche giocatore e anche per alcune difficoltà difensive. Per questo motivo per i Gunners la trasferta di Ewood Park era già molto importante, non solo perché in palio c’erano punti già pesanti su un campo non facile, ma proprio per mostrare a sé stessi e agli avversari di poter superare anche delle debolezze sostanziali ed evidenti. Con il Blackburn che ha giocato come al solito con grande attitudine e un tono aggressivo assolutamente splendido, i Gunners hanno dovuto usare maggiormente il fisico e i muscoli, macchiarsi la maglietta anche per quel gioco “sporco” che per attitudine i londinesi tendono a snobbare, a volte anche erroneamente perché certi lavori duri vanno fatti anche se la mentalità della squadra vuole un gioco molto più tecnico. Nel primo tempo l’Arsenal ha dimostrato di poter reggere sul piano fisico nonostante qualche sofferenza difensiva e nella ripresa la squadra di Wenger ha saputo prendere in mano il gioco, approfittando anche di un piccolo calo fisico del Blackburn, che non riusciva più ad arrivare con eguale precisione al pressing sul portatore di palla, anche per questione di condizione fisica: probabilmente i Rovers hanno bisogno di un po’ più tempo per carburare anche perché hanno mediamente un gruppo molto forte fisicamente con elementi molto alti, che ovviamente non entrano immediatamente in forma come solitamente fanno i brevilinei, i calciatori che puntano maggiormente sulla rapidità. Nella ripresa l’Arsenal ha saputo trovare un possesso più continuato trovando anche il gol decisivo con Andrey Arshavin, anche se al solito i Gunners non hanno affondato ulteriormente e non sono riusciti a chiudere la partita, dovendo quindi subire il solito ritorno di carattere del Blackburn che nel finale ha creato tante mischie e ha fatto passare anche qualche spavento agli ospiti. Tutto sommato la squadra di Allardyce va applaudita, perché (per quanto concerne il proprio calcio) ha giocato un eccellente primo tempo facendosi preferire all’Arsenal, calando nella ripresa e perdendo contro la qualità avversaria ma senza mai uscire totalmente dalla partita soprattutto sul piano mentale, dimostrandosi forte. Proprio per questo motivo, per l’Arsenal questi tre punti hanno un grosso valore sul piano mentale e anche sul piano effettivo: i Gunners escono con fiducia pensando di poter giocare anche in un modo non proprio conforme alla propria attitudine, ma soprattutto ottengono una vittoria su un campo dove sicuramente in pochi otterranno il bottino pieno, basti ricordare che lo scorso anno il Blackburn non aveva perso con nessuna delle Big Four, subendo solo tre ko in campionato (contro Manchester City, Tottenham e Everton). Un’altra notizia positiva per i Gunners riguarda Theo Walcott, che al solito ha avuto una partita di alti e bassi con qualche cross rivedibile, ma che ha segnato un gol molto difficile, in particolare per lui che mai ha dimostrato di essere un finalizzatore affidabile: l’inglese ha già segnato quattro gol in questo campionato, quando invece nello scorso aveva segnato appena tre volte.

Il Blackburn ritrova il perennemente infortunato Vince Grella e schiera un 4-2-3-1 in cui Mame Diouf gioca titolare dopo l’hat-trick realizzato in Carling Cup ma giocando sulla fascia sinistra, con Kalinic confermato unica punta. L’Arsenal scende con l’undici previsto, con i rientri di Fabregas e Van Persie a prendere il posto di Rosicky e Chamakh.

La partita inizia a ritmi molto alti imposti dal Blackburn ai quali in parte si adatta anche l’Arsenal, che va vicino al vantaggio al 4’ minuto: corner battuto corto, dopo una mischia il pallone finisce su Diaby che va al tiro al volo, a portiere battuto Grella si trova sulla traiettoria e salva mandando incredibilmente il pallone addosso a Robinson, per una carambola che in qualche modo salva i Rovers.

L’Arsenal fatica ad uscire con continuità e a fare più la partita è il Blackburn: al 9’ un corner viene battuto stretto, Van Persie spazza corto e Nelsen incorna da posizione centrale trovando un ottimo angolo ma sulla linea c’è Fabregas che riesce a salvare di testa. Il match è molto divertente, con due salvataggio in extremis e decisivi già in apertura. L’Arsenal soffre già maledettamente sulle mischie e dopo una rimessa laterale lunga di Pedersen c’è il colpo di nuca di Samba che costringe Almunia ad un intervento molto difficile. Lo spagnolo è sempre attaccato dai Rovers: se la cava discretamente sui corner e sulle punizioni, è invece da brividi sulle rimesse laterali perché non trova mai la posizione giusta.

Al 16’ il corner da sinistra è battuto stavolta morbido, Samba sovrasta tutti e incorna ma manda alto di poco ad Almunia fermo. I Rovers hanno la meglio a centrocampo e sono pericolosissimi sulle corsie, dove i due Diouf fanno soffrire molto Sagna e Clichy: particolarmente vivace in particolare Mame Biriam Diouf, strepitoso nel primo tempo, così come è ottima la prima mezz’ora di Grella, autore di tanti tackle importanti in un centrocampo del Blackburn bravissimo a non dare tempo ai palleggiatori dell’Arsenal, aggredendo immediatamente il portatore di palla.

I Gunners soffrono questo tipo di match ma reggono e riescono a distendersi di tanto in tanto con la loro qualità tecnica, come accade al 20’: è mediocre il primo tempo di Arshavin, che sbaglia tutto ma che in questo caso aggredito da due avversari riesce a far scorrere il pallone per Van Persie che serve filtrante sulla destra dell’area per Walcott, ha un angolo acuto ma per una volta calcia con convinzione e trova in modo eccellente l’angolo lontano con grande precisione per lo 0-1. Non sembra nemmeno una finalizzazione alla Walcott: questo sì è un gol da giocatore di qualità.

Il Blackburn non perde fiducia, continua a giocare la propria partita e con merito pareggia al 27’: Samba è strabiliante perché recupera palla a centrocampo, la difende di fisico e addirittura tocca filtrante per El Hadji Diouf che sfugge sulla sinistra all’impreciso Koscielny e affondando in area, tocco basso sul quale il più pronto è l’omonimo Mame Diouf che appoggia in rete per il gol dell’1-1. Decisivi due difensori centrali: Samba splendido nel suo lavoro, Koscielny molto male perché non va all’intervento deciso come invece avrebbe dovuto. La difesa e in sofferenza e in particolare il franco-polacco alterna buone cose ad errori pessimi: la terza linea non è aiutata dal centrocampo, con Song che gioca maluccio nel primo tempo, forse per stare in linea con un’acconciatura imbarazzante (alla Abel Xavier per capirsi). La difesa balla sotto i colpi di Mame Diouf, che corre come un forsennato e crea tantissimo.

Non è solo lui a far paura ai Gunners, visto che Van Persie subisce un colpo alla caviglia e esce per l’ennesimo infortunio in carriera (anche se non dovrebbe esser particolarmente grave, per una volta): al suo posto entra Chamakh, il cui impatto nel match è minimo.

C’è un po’ di ritardo all’inizio di ripresa per un buco nella rete difesa nella ripresa da Almunia: a causarlo è stato proprio il tiro di Walcott nel gol. L’avvio di ripresa vede un Blackburn meno impattante sul piano fisico e l’Arsenal riesce a far girare meglio il pallone, facendo entrare più in partita un opaco Fabregas.

Al 51’ Chamakh a centrocampo fa correre Sagna che si allunga bene il pallone e crossa basso per il tiro di Fabregas, la palla sbatte addosso a Walcott che (come di tanto in tanto gli capito) è nel posto sbagliato, il pallone però finisce sul centro-sinistro dell’area dove Arshavin apre il piatto destro dando un senso alla propria presenza andando a battere Robinson e trovando l’angolo lontano per il gol dell’1-2. Ottima azione di Sagna, che migliora nella ripresa.

Al 56’ Allardyce decide di togliere Grella (che dopo mezz’ora aveva già finito la benzina) e inserisce Dunn, che a sorpresa va in panchina quando tutti lo davano ancora per infortunato e va a fare l’interno con Jones mediano.

Il Blackburn non riesce a spingere con costanza perché l’Arsenal tiene più possesso palla (anche se non sfrutta qualche spazio per chiudere il match): Allardyce allora muove nuovamente le pedine, togliendo un po’ a sorpresa Kalinic (che non stava dispiacendo) per Olsson, che fa l’ala sinistra con Mame Diouf centravanti. E’ un secondo tempo meno divertente e acceso, perché l’Arsenal non ha grande vitalità offensiva, mentre il Blackburn solo nel finale riesce a riorganizzarsi per andare all’assalto, creando tante situazioni concitate negli ultimi 10 minuti, in particolare dopo un’altra mossa di Allardyce, che toglie uno stremato Mame Diouf per mandare Samba a fare il centravanti, per spizzare i vari palloni alti. Subito un minuto dopo l’ennesima distrazione di Koscielny crea un’enorme chance per Dunn, che però spreca tutto con un pessimo tiro: Arsenal sempre improvvisato dietro, ma il centrocampista sembra davvero poco brillante, forse perché il suo rientro è stato un po’ forzato.

I Gunners soffrono tanto nelle mischie ma riescono in qualche modo a salvarsi con il pallone che non entra mai in rete e anzi sono i londinesi al 91’ ad avere la grande chance per chiudere i conti con un contropiede tre contro uno portato avanti troppo lentamente da Chamakh che fa rientrare un difensore, rimane però la superiorità numerica e Walcott la sfrutta toccando sulla sinistra per Wilshere che calcia a colpo sicuro ma Robinson tira fuori un grande intervento e lascia vivo il match nel recupero.

Non basta però per il Blackburn e l’Arsenal porta a casa tre punti utilissimi, arrivati però nonostante tanti barcollamenti difensivi: Koscielny ha bisogno di lavorare un po’ per adattarsi realmente al calcio inglese, ma soprattutto serve un vero leader, cosa che Vermaelen non sembra essere (così come difficilmente lo sarà Squillaci). In ogni caso la squadra dimostra di combattere e porta a casa il successo su un campo difficile e rimane al secondo posto alle spalle del Chelsea: dopo la sosta per le Nazionali, i Gunners scenderanno in campo per affrontare il Bolton.

Era stato un grande primo tempo del Blackburn, che però si inchina alla maggiore qualità dell’Arsenal: la squadra ha lavorato bene, ma forse poteva esserci una maggiore incisività offensiva. Incisività che Allardyce spera di trovare in un nuovo acquisto, visto che ha ingaggiato Benjani Mwaruwari, punta da rilanciare dopo esser stato svincolato dal Manchester City, che sarà proprio il prossimo avversario dei Rovers tra due settimane.


Blackburn-Arsenal 1-2

Blackburn (4-1-4-1): Robinson 6,5 – Michel Salgado 6,5 Samba 7,5 Nelsen 6,5 Givet 4,5 – Grella 6 (56’ Dunn 5) – El Hadji Diouf 6 Jones 6,5 Pedersen 6 Mame Diouf 7 (81’ N’Zonzi sv) – Kalinic 6 (65’ Olsson 5,5)

In panchina: Bunn, Emerton, Hoilett, Chimbonda
Manager: Sam Allardyce 6,5

Arsenal (4-2-3-1): Almunia 6 – Sagna 6 Koscielny 4,5 Vermaelen 6 Clichy 5 – Song 6 Diaby 6,5 – Walcott 6,5 Fabregas 5 (68’ Rosicky 5) Arshavin 5,5 (83’ Wilshere sv) – Van Persie 6 (34’ Chamakh 5)

In panchina: Fabianski, Vela, Ebouè, Gibbs
Manager: Arsene Wenger 6,5

Arbitro: Chris Foy 7

Gol: 20’ Walcott (A), 27’ Mame Diouf (B), 51’ Arshavin (A)
Ammonito: Givet (B)

Migliore in campo: Christopher Samba (Blackburn)


Condividi il post su:
Condividi su Facebook Condividi su Twitter Pubblica su Google Buzz

Choc al White Hart Lane: Tottenham-Wigan in una stagione passa dal 9-1 allo 0-1

Le altre partite del sabato di Premier League: Etuhu nega al Blackpool una vittoria meritata, mentre il Manchester United batte il West Ham con poche difficoltà



Tottenham-Wigan 0-1: Il botto della giornata arriva dal White Hart Lane, non tanto perché il successo del Wigan porta una situazione molto particolare (quanto assolutamente provvisoria) in classifica come quella di vedere il Liverpool in zona retrocessione: molto raro. Dopo la caterva di gol subiti nelle ultime partite, il Wigan temeva moltissimo la trasferta del White Hart Lane, dove l’anno scorso arrivò un devastante 1-9, ma stavolta sorprendentemente i Latics giocano una buona partita difensiva, concedendo di tanto in tanto qualche solito blackout individuale, ma difendendo bene di squadra: di fatto, stavolta Martinez organizza una partita puramente difensiva, con tutti gli elementi a lavorare per proteggere la difesa, mettendoci grinta e ancora una volta mostrando qualcosa sul piano della volontà, mostrando di essere una squadra con qualcosa da dimostrare. A mancare troppo spesso è stato il carattere nei momenti di difficoltà, che invece in questo match sono stati superati con compattezza, permettendo ai Latics di sbloccarsi finalmente in stagione con una vittoria importante su un campo molto difficile che non può che dare molta fiducia: è finalmente qualcosa su cui Martinez deve costruire, ma adesso la squadra deve trovare continuità di prestazione, cosa che mai s’è vista nella scorsa stagione. Certo, in questo match c’è stata anche una certa fortuna, visto che alcune amnesie (vedi Gohouri che di tanto in tanto lascia troppo spazio a Defoe, vedi Alcaraz che continua ad essere scioccante) non sono state pagate con gol subiti, ma comunque la fortuna va quantificata e il Wigan c’è riuscito. Punti interrogativi invece per il Tottenham, con qualcuno che inizia a chiedersi se in questa prestazione opaca della squadra ci sia anche una concausa dovuta alla Champions League, se quindi il doppio impegno pesante possa essere difficilmente assorbito dagli Spurs: va però ricordato che di tanto in tanto anche l’anno scorso i londinesi avevano trovato qualche flop interno, vedi le sconfitte contro Stoke City o Wolverhampton o anche il pareggio contro l’Hull City. Più che altro, è una situazione di discontinuità che si può avere quando in avanti si ha un attaccante come Defoe, un buon giocatore ma non di più, un elemento un po’ troppo legato alle lune: nonostante ciò che pensano gli inglesi, Defoe non è certo un finalizzatore puro e quindi nelle giornate non brillanti non è tipo da trovare una zampata o un guizzo, come invece succede con i veri grandi finalizzatori. Anche per questo la mole di gioco non viene effettivamente trasformata in occasioni da rete: a fine partita, sono più i tiri totali di un Wigan molto difensivo che quelli di un Tottenham che ha ampiamente fatto la partita (con il 63.8% di possesso palla e il 57.4% di possesso territoriale). In tal senso, il risultato ci sta, anche se forse i tre punti sono un premio un po’ ampio per i Latics. La squadra di Martinez è scesa in campo a sorpresa con Boyce terzino destro, con Stam ad avanzare come ala in un 4-5-1 puro: il Wigan diventa l’ottavo club a schierare in Premier League un undici senza inglesi. Il Tottenham invece continua a far giocare Defoe nonostante l’ombra dell’operazione ma non riesce a recuperare Modric. E’ una partenza coraggiosa quella degli ospiti che provano a testare la difesa avversaria e che creano subito una grande occasione: corner da sinistra battuto lungo, Alcaraz tocca di testa verso il centro dove Gohouri gira perfettamente da distanza ravvicinata ma trova la traversa piena a negargli il gol. Benoit Assou-Ekotto mette i brividi agli Spurs perdendo palloni imbarazzanti, ma i londinesi prendono in mano il gioco anche se White Hart Lane rimane colpito dalle paure iniziali e rimane piuttosto freddo, con la squadra che dal canto suo gira il pallone ma non riesce ad alzare il ritmo, anche perché dei due mediani solo Huddlestone partecipa al gioco, mentre Palacios rimane piuttosto timido ed è anche piuttosto inutile alla manovra. Nella ripresa il dominio sul possesso palla diventa evidente con Redknapp che sbilancia la squadra, con Bale che passa a fare il terzino ma che di fatto continua a fare l’ala aggiunta: questo non porta occasioni, anche perché Pavlyuchenko è piuttosto impalpabile dopo il suo ingresso in campo e Defoe latita totalmente nella ripresa. Invece è proprio su quella fascia che il Wigan crea occasioni in contropiede, soprattutto con i movimenti di Rodallega dopo che il colombiano viene spostato in attacco: proprio Rodallega porta avanti il contropiede, crossa basso perfettamente per Alcaraz (misteriosamente con la fascia da capitano) che misteriosamente si trova in avanti ma ancora più misteriosamente da due passi a porta sguarnita riesce a mandare alto con un errore incredibile, davvero catastrofico. Sempre più chiaro il motivo per cui il Paraguay è più conosciuto per Larissa Riquelme che non per la produzione di difensori centrali. Il Wigan ci crede, crea un’altra occasione con Jordi Gomez e appena due minuti dopo l’assurdo errore del paraguaiano trova il gol che sblocca il match e sblocca l’intera squadra in campionato (i Latics erano rimasti gli unici ancora a secco per gol realizzati): Diamè lancia benissimo sulla destra dell’area per Rodallega che mette giù e cerca l’angolo lontano, Cudicini mette in modo molle la mano destra e viene bucato per il gol dello 0-1. Era un momento di totale sbandamento del Tottenham e il Wigan ne approfitta. Se il secondo tempo era diventato un dominio di possesso palla, adesso diventa un assalto degli Spurs: subito dopo il Tottenham può colpire con Huddlestone che attacca il secondo pallone su un lancio lungo, sinistro basso di prima e palla che sfiora il palo. Al Habsi si propone in un paio di grandi riflessi, ma a salvare il Wigan è soprattutto Dowd: cross da sinistra di Bale e Alcaraz in modo del tutto folle va con la mano alta ad anticipare Pavlyuchenko per un rigore solare che in modo terribile l’arbitro non vede, fischiando anzi un improbabile fallo di mano del russo. Terribile Dowd, ma davvero è incredibile cosa salti in testa ad Alcaraz: tre partite in Premier League contornate di follie impressionanti. A combinare la frittata ci prova anche Al Habsi uscendo a farfalle su una punizione dalla mediana di Kranjcar ma stavolta è Kaboul a perdonare i Latics mandando clamorosamente largo di un soffio il colpo di testa. Colpaccio del Wigan: in una stagione, Tottenham-Wigan passa dal 9-1 allo 0-1.
Migliore in campo: Mohamed Diamè (Wigan)

Blackpool-Fulham 2-2: Bloomfield Road apre ufficialmente le proprie porte alla Premier League e ne esce fuori una bellissima partita, tra due ottime squadre che impreziosiranno questa Premier League. Ancora una volta il Fulham trova il carattere per strappare nel finale il pareggio ed evitare una sconfitta, ma trova anche la qualità offensiva garantita soprattutto da uno scatenato Dembelè, ottima seconda punta, bravissimo soprattutto nel lavorare per i compagni. A fare però più la partita è il Blackpool, che ha comandato ampiamente il gioco e ha mostrato tutti i lati positivi e propositivi del proprio 4-3-3, giocando con calma e con un movimento continuo degli elementi offensivi, riuscendo ad essere anche abbastanza efficace: tutto sommato la squadra di Holloway ha fatto meglio e avrebbe meritato la vittoria. Probabilmente ci sono ancora delle ingenuità da limare per quantificare in punti quanto prodotto, ma allo stesso tempo c’è stata una grande reazione, con la squadra che ha dimostrato come il pesante 0-6 subito dall’Arsenal sabato scorso fosse stato dimenticato: l’impressione è quella di una squadra che anche in Premier League sta confermando le qualità e il carattere che aveva fatto innamorare in tanti in Championship, una squadra che può giocarsi le sue carte con un grande manager come Holloway in panchina. I Tangerines tornano ad un modulo molto offensivo con Grandin a centrocampo e Ormerod come punta, in un tridente guidato dal neoacquisto Luke Varney, che prende il posto dell’infortunato Harewood. Il Fulham scende in campo con Dembelè dal primo minuto ma senza Paul Konchesky, che è ad Anfield per le visite mediche e ormai è certo del passaggio al Liverpool: in attesa del grande colpo Carlos Salcido (altro super acquisto effettuato da Mark Hughes dall’Olanda: il terzino messicano arriva dal PSV Eindhoven ed è un colpo di qualità), è Kelly ad essere preferito a Briggs. Da subito il Blackpool impone il proprio gioco, con Luke Varney che ha un grande impatto con la Premier League rendendosi continuamente pericoloso e lavorando alla grande: impatto anche sorprendente visto che non arriva da una stagione molto positiva. Al suo fianco è bravissimo Ormerod, che è instancabile e fa faticare tutti gli avversari. Al centro del gioco c’è però sempre Charlie Adam, che comanda con maestria il centrocampo, facendo viaggiare il pallone con estrema precisione e cercando di tanto in tanto il tiro. Il Fulham però è sempre pericoloso in ripartenza, soprattutto con Dembelè che al 35’ approfitta di uno scivolone di Evatt per avventarsi sul tocco di Duff verso la destra dell’area, cross perfetto facile per la testa di Bobby Zamora, che segna davanti a Capello: il guaio è che nella ripresa è costretto ad uscire per infortunio. Il Blackpool non perde fiducia, continua a giocare e a creare pericoli nella ripresa finché colpisce in modo anche fortunoso, sfruttando un doppio catastrofico pasticcio di Pantsil che prima perde palla nella propria trequarti, Grandin accende la transizione servendo Ormerod sulla destra dell’area, il tiro è deviato da Aaron Hughes e sulla traiettoria si trova ancora Pantsil che con un blackout clamoroso manda incomprensibilmente il pallone nella propria porta, con un autogol imbarazzante. La partita continua ad avere buon ritmo e ad essere ben giocata, con il Blackpool che tira fuori una grande azione di squadra, un’azione classica per l’undici di Holloway: bell’appoggio di Taylor-Fletcher per il solito Ormerod che è lucidissimo e serve il movimento filtrante di Varney, che poi quantifica tutto con una finalizzazione perfetta e bagna il proprio esordio in Premier League con il gol. Si scatena il delirio a Bloomfield Road, ma il Fulham risponde con carattere: Dembelè difende palla a centrocampo e poi serve con un pallone stupendo l’ormai solito inserimento di Etuhu voluto continuamente da Mark Hughes, con il nigeriano che si infila benissimo e con il destro non lascia scampo a Gilks per il definitivo 2-2. Mezza delusione per il Blackpool che credeva e meritava la vittoria, ma la squadra di Holloway può esser soddisfatta per come ha tenuto il campo contro una ottima squadra come il Fulham.
Migliore in campo: Charlie Adam (Blackpool)

Manchester United-West Ham 3-0: Successo logico e tutto sommato abbastanza scontato per il Manchester United, che risponde dopo la delusione del pareggio a Craven Cottage con una prestazione non brillantissima nei primi minuti, ma poi diventata facile con la squadra che ha mostrato anche la propria qualità, divertendo con qualche giocata di assoluto livello. Qualche segnale di crescita tattica per il West Ham, che però ad Old Trafford non riesce a proporre più di tanto ed esce sconfitto anche abbastanza nettamente, rimanendo a zero punti e con un calendario non certo semplice: le prossime uscite saranno contro Chelsea (home), Stoke City (away) e Tottenham (home). Bisognerà trovare una risposta di carattere per non ottenere bottini magrissimi in questo trittico. Gli Hammers sono scesi in campo con un 4-4-1-1 molto accorto, con Barrera lasciato in panchina per confermare Dyer sulla sinistra, mentre la novità è la presenza di Boa Morte alle spalle dell’unica punta Cole. Il Manchester United ruota i propri uomini, riproponendo in formazione titolare Nani e Giggs al posto di Valencia e Park Ji-Sung. L’inizio di partita del Manchester United è piuttosto soft, un difetto che lo scorso anno è spesso costato caro alla squadra di Ferguson: il centrocampo parte con un po’ troppa calma e perde parecchi palloni. Il West Ham si dimostra ben messo in campo, con il centrocampo in costante aiuto della difesa e provando a ripartire di tanto in tanto, ma di fatto gli Hammers non si portano mai in avanti con reale convinzione, a parte qualche iniziativa di un Dyer in condizione confortante: da troppo tempo l’ex Newcastle è tormentato dagli infortuni, ma in questo match ha dimostrato di essere ancora un buon giocatore. I Red Devils si risvegliano e mostrano qualche azione di ottima fattura: lancio lungo di Vidic sulla sinistra dell’area per Berbatov che in modo stupendo tocca di prima all’indietro col tacco per Nani, il quale amministra e scarica la botta dal limite, Green interviene in modo difettoso e rischia grosso, mandando comunque il pallone sulla traversa. A fare il quarter-back torna allora il solito Scholes: splendido cambio di gioco, Giggs mette giù mirabilmente, va al dribbling secco su Spector che a quel punto perde ogni senso dell’orientamento e decide in modo abbastanza banale di mettere giù il gallese, concedendo un rigore solare. Rooney chiude il proprio digiuno realizzativo dal dischetto spiazzando Green. Il Manchester United continua a dominare: il cross di Giggs viene respinto, Fletcher controlla e calcia bene dal limite a giro ma Green tira fuori un eccellente intervento e manda in corner. Scholes e Giggs insieme in tackle tolgono palla a Parker a centrocampo, il gallese va allora al lancio perfetto per Nani che sfugge alla difesa ma solo davanti a Green spreca con un pallonetto troppo lezioso che finisce alto: il portoghese ha qualcosa da dimostrare dopo l’errore su rigore contro il Fulham, ma non certo calciando con così poca convinzione. Meglio, molto meglio nella ripresa: Nani tocca a Fletcher, verticale per Rooney che di prima spalle alla porta accende ancora Nani, fuga centrale a prepararsi il tiro e sinistro devastante su cui Green non può nemmeno pensare all’intervento e 2-0. Quando vuole, Nani sa fare grandi cose. Il West Ham prova a non uscire dalla partita e va ad una buona manovra: Boa Morte verso il limite per Faubert, prolunga per Dyer che prova ad impreziosire la sua partita con il gol ma il suo tiro colpisce il palo esterno. A trovare la perla però è il Manchester United: Fletcher tocca largo sulla destra per O’Shea, breve per Nani che crossa morbido verso il secondo palo dove Berbatov trova una semirovesciata di grande stile a bucare la porta e a trovare il 3-0. Grande azione, finalizzazione splendida: questa è qualità calcistica. E’ da vedere chi tra Manchester United e Chelsea sia più forte: meno difficile però identificare chi per stile di gioco è più divertente.
Migliore in campo: Ryan Giggs (Manchester United)

Chelsea-Stoke City 2-0: Altra vittoria per il Chelsea, questa meno devastante per il risultato, anche se raramente messa in dubbio dallo Stoke City che sfiora il pareggio colpendo una clamorosa traversa ma che ha visto raramente il pallone: le statistiche parlano di appena il 26% scarso di possesso palla, roba da campionato spagnolo quando le piccole vanno a giocare al Camp Nou pensando solo a salvare la pelle e non superando mai la metà campo nemmeno per provare a respirare aria nuova. E’ una prestazione dominante per il Chelsea che però riesce ad essere meno cattivo negli ultimi metri, anche per merito di uno Stoke City che se non altro ha lavorato bene in fase difensiva, dimostrandosi decisamente più solido di West Bromwich e Wigan (ovvero le due squadre che avevano subito gli 0-6 nelle prime due giornate), di certo molto più ostico: non basta però per scuotere quello 0 in classifica che inizia ad essere un po’ pesante. I Potters scendono in campo con a sorpresa Wilkinson a correre a centrocampo, mentre in avanti torna Jones ad affiancare Walters. Il Chelsea scende in campo con un solo cambio di formazione: Ivanovic è out per un fastidio alla schiena e al suo posto gioca Paulo Ferreira. E’ una partenza confortante per lo Stoke City, che però rischia di concedere subito per un intervento del tutto scriteriato di Shawcross sul solito Malouda all’interno dell’area: è rigore netto, ma Lampard calcia debolissimo e permette a Sorensen di salvare il quarto degli ultimi cinque rigori affrontati in Premier League, una percentuale pazzesca. Il Chelsea però continua a fare gioco comandando ampiamente a centrocampo, nonostante proprio Lampard non dia il meglio di sé, con Essien che vince contro tutto e tutti sul piano fisico e regala anche buona qualità. Per trovare il gol del vantaggio ci vuole però un ricamo inedito: Terry strappa palla a Jones a centrocampo e ribalta il fronte dell’azione andando al tocco filtrante eccellente per Malouda, che davanti a Sorensen non può sbagliare e segna il gol dell’1-0. Questo è il quarto tiro in porta del francese in questa Premier League: quarto gol. Malouda è sempre più fondamentale e decisivo per questo Chelsea, basti pensare che tutte e tre le partite di campionato sono state sbloccate da suoi gol. I Blues sfiorano uno dei gol dell’anno: Drogba si muove sulla sinistra e tocca morbido per il taglio di Ashley Cole che va ad una pazzesca girata al volo col sinistro di assoluta difficoltà che non entra soltanto per l’impatto con la traversa. Sarebbe stato un gol semplicemente spaziale. Il dominio sul possesso palla è ancora più netto nella ripresa, ma il Chelsea non riesce a chiudere il match e rischia: Whelan recupera palla a centrocampo e avanza fino a caricare il gran destro che viene deviato leggermente da Terry e sbatte sulla traversa interna rimbalzando poi in campo, salvando Cech e mantenendo imbattuta la porta del Chelsea in questo campionato. Drogba è meno impattante sotto porta rispetto al solito, ma si diverte a regalare servizi morbidi per i compagni: un suo ottimo lancio smarca Anelka, Sorensen esce in ritardo e lo stende per il secondo penalty di giornata. Stavolta tira Drogba che a differenza di Lampard ci mette grande potenza e trova il 2-0. L’unica notizia negativa riguarda Terry e Lampard, che finiscono il match con acciacchi e verosimilmente salteranno il doppio impegno con la Nazionale: molto curioso il fatto che da anni Terry e Lampard non saltino quasi mai partite di campionato per infortuni, mentre allo stesso tempo saltano per questo motivo una alta percentuale di partite dell’Inghilterra.
Migliore in campo: Florent Malouda (Chelsea)

Wolverhampton-Newcastle 1-1: Il match del Molineux è considerabile a dir poco “maschio”: per capire l’atteggiamento fisico avuto dal Wolverhampton, persino uno come Joey Barton a fine partita s’è lamentato per la rudezza degli avversari. E se lo dice lui… E’ un match dall’estremo agonismo con tackle che volano da una parte all’altra del campo, con ben 12 ammoniti a fine partite: la differenza tra le due squadre è che gli interventi del Newcastle sono precisi (92.3% di tackle riusciti), quelli del Wolverhampton un po’ meno (solo il 23.5%). Di certo è un match vecchio stile con tacchetti assolutamente roventi, con in particolare a rubare la scena il duello a centrocampo tra Henry e Barton, a volte violento con il secondo che finisce per prenderle, forse per la prima volta in carriera: la cosa comica è che poi alla fine lo stesso Barton subisce la terza ammonizione in tre partite di campionato, ma stavolta per un fallettino da niente, per un intervento mai da cartellino giallo. Sul piano sportivo, il pareggio tutto sommato è un risultato fiero per quanto visto in campo: il Newcastle ha fatto più la partita e nel saloon del Molineux ha messo decisamente più brillantezza, ma deve recriminare per una certa imprecisione di Nolan negli ultimi metri. Il Wolverhampton però sta ritrovando a poco a poco l’Ebanks-Blake di due stagioni fa e recrimina per un nettissimo rigore negatogli dall’arbitro Stuart Attwell sull’1-0. Sul piano della prestazione è però un chiaro passo indietro per la squadra di McCarthy, tornata a soffrire il gioco avversario più che ad imporre il proprio. I Wolves ritrovano in difesa Van Damme e confermano in avanti la coppia d’attacco formata da Doyle e Ebanks-Blake, mentre Edwards va in panchina. Il Newcastle conferma l’undici titolare visto nelle precedenti due partite, in attesa che Hatem Ben Arfa sia disponibile dopo il suo arrivo in prestito dal Lione, trasferimento ufficializzato proprio un’ora prima dell’inizio del match. Il Newcastle comanda bene a centrocampo, ma il Wolverhampton è buono in fase di interdizione, soprattutto con un Karl Henry eccellente quando non impegnato a far sentire i tacchetti sul corpo di Barton. La prima occasione vera però è per i padroni di casa: corner battuto stretto da Jones, Harper sbaglia rimanendo a metà strada e Ebanks-Blake può incornare da due passi ma non riesce a far meglio che mandare sul palo. Forse poteva far meglio. Carroll è un osso durissimo per la difesa avversaria: il centravanti lavora tantissimo su ogni pallone, sia d’appoggio che di sponda, imponendo il proprio fisico anche a fronte di avversari molto forti sotto questo aspetto come Craddock e Berra. La difesa dei Wolves però ogni tanto lascia qualche blackout, come quello che permette a Nolan di appropriarsi del pallone dopo un lancio lungo, lavora palla e la tocca per Carroll che calcia a colpo sicuro da ottima posizione ma non centra la porta e manda alto. Contro il trend del match, a segnare è il Wolverhampton ed è un super gol: Van Damme crossa dal centro-destra, il pallone è un po’ lungo ma Ebanks-Blake riesce ad agganciarlo con un meraviglioso stop di esterno destro nonostante la pressione dei difensori e con la palla messa giù scarica una sassata bassa che si infila in rete per l’1-0. Secondo gol consecutivo per lui, questo di eccellente fattura. Il vantaggio carica i Wolves che tengono maggiormente il controllo del centrocampo e meriterebbero nella ripresa un calcio di rigore: Jarvis affonda sulla sinistra dell’area, Perch allunga il piede e lo mette giù senza andar vicino al pallone ma Attwell con una svista abbastanza incredibile non assegna il penalty piuttosto chiaro. Il Newcastle allora sfrutta un altro blackout della difesa dei Wolves: punizione da sinistra di Barton, nessuno dei difensori decide di attaccare il pallone e per uno con le qualità aeree di Carroll è un gioco da ragazzi incornare, mandare il pallone a baciare il palo interno e trovare l’1-1. Quarto gol in campionato per lui, capocannoniere insieme a Walcott, Malouda e Drogba. E’ il Newcastle a farsi di nuovo preferire e ad apparire la squadra con più possibilità di conquistare i tre punti, con i Magpies che a centrocampo sono eccellenti per agonismo, ma che non riescono a trovare lo spunto finale per ottenere i tre punti. Finisce 0-0 dopo una vera e propria battaglia.
Migliore in campo: Karl Henry (Wolverhampton)


Risultati 3a giornata Premier League:

Sabato 28 Agosto:

Blackburn-Arsenal 1-2: 20’ Walcott (A), 27’ Mame Diouf (B), 51’ Arshavin (A)
Blackpool-Fulham 2-2: 35’ Zamora (F), 71’ autogol Pantsil (F), 76’ Varney (B), 87’ Etuhu (F)
Chelsea-Stoke City 2-0: 32’ Malouda, 77’ rigore Drogba
Manchester United-West Ham 3-0: 33’ rigore Rooney, 50’ Nani, 69’ Berbatov
Tottenham-Wigan 0-1: 80’ Rodallega
Wolverhampton-Newcastle 1-1: 43’ Ebanks-Blake (W), 62’ Carroll (N)

Domenica 29 Agosto:

ore 14.30
Bolton-Birmingham City (live @ Sky Sport 1)

ore 16.00
Liverpool-West Bromwich
Sunderland-Manchester City (live @ Sky Sport Extra)

ore 17.00
Aston Villa-Everton


Tottenham-Wigan 0-1

Tottenham (4-4-2): Cudicini 5 – Kaboul 6 Dawson 6,5 King 5,5 Assou-Ekotto 3 (46’ Kranjcar 5) – Lennon 5,5 (73’ Giovani sv) Huddlestone 6 Palacios 4 Bale 6,5 – Crouch 6 (46’ Pavlyuchenko 4,5) Defoe 4

In panchina: Alnwick, Jenas, Keane, Bassong
Manager: Harry Redknapp 5

Wigan (4-5-1): Al Habsi 7 – Boyce 6,5 Gohouri 5,5 Alcaraz 4,5 Figueroa 7 – Stam 6 (87’ McArthur sv) McCarthy 6 Thomas 5,5 Diamè 7 Rodallega 7 – Boselli 4 (68’ Jordi Gomez 5)

In panchina: Pollitt, Watson, Steven Caldwell, McManaman, Mustoe
Manager: Roberto Martinez 6

Arbitro: Phil Down 4,5

Gol: 80’ Rodallega
Ammoniti: Dawson, Huddlestone, Kranjcar (T), Thomas, Figueroa (W)

Migliore in campo: Mohamed Diamè (Wigan)


Manchester United-West Ham 3-0

Manchester United (4-4-2): Van der Sar sv – O’Shea 6,5 Vidic 7,5 Jonathan Evans 7 (74’ Smalling 5,5) Evra 6,5 – Nani 7 Fletcher 6 Scholes 7,5 (74’ Carrick sv) Giggs 8 – Berbatov 7 (74’ Owen sv) Rooney 6,5

In panchina: Kuszczak, Hernandez, Rafael Da Silva, Valencia
Manager: Alex Ferguson 6,5

West Ham (4-4-1-1): Green 6 – Spector 4 Gabbidon 7 Upson 5,5 Ilunga 6 – Faubert 4,5 (61’ Barrera 5,5) Parker 6,5 Noble 5 Dyer 6,5 (75’ Piquionne sv) – Boa Morte 5 (91’ Stanislas sv) – Cole 5

In panchina: Stech, Kovac, McCarthy, Da Costa
Manager: Avram Grant 5,5

Arbitro: Mark Clattenburg 6,5

Gol: 33’ rigore Rooney, 50’ Nani, 69’ Berbatov
Ammoniti: Berbatov (MU), Noble, Upson (WH)

Migliore in campo: Ryan Giggs (Manchester United)


Classifica Premier League (posizione, squadra, punti, partite giocate, differenza reti):

1 Chelsea 9 (3; +14)
------------------------------------------------------------------
2 Arsenal 7 (3; +7)
3 Manchester United 7 (3; +6)
------------------------------------------------------------------
4 Wolverhampton 5 (3; +1)
------------------------------------------------------------------
5 Newcastle 4 (3; +3)
------------------------------------------------------------------
6 Manchester City 4 (2; +3)
7 Bolton 4 (2; +2)
8 Birmingham City 4 (2; +1)
9 Tottenham 4 (3; =)
10 Blackpool 4 (3; -2)
11 Fulham 3 (3; =)
12 Blackburn 3 (3; -1)
13 Aston Villa 3 (2; -3)
14 West Bromwich 3 (2; -5)
15 Wigan 3 (3; -9)
16 Sunderland 1 (2; -1)
17 Everton 1 (2; -1)
------------------------------------------------------------------
18 Liverpool 1 (2; -3)
19 Stoke City 0 (3; -4)
20 West Ham 0 (3; -8)


Condividi il post su:
Condividi su Facebook Condividi su Twitter Pubblica su Google Buzz