Championship: il Walkers Stadium regala un bel Monday Night e conferma i passi avanti compiuti dalle Foxes dall’arrivo di Eriksson, mentre il Nottingham Forest è tenuto in piedi da un grande Camp
Il derby delle Midlands che chiude un intensissimo e bellissimo weekend di Championship conferma i passi avanti compiuti dal Leicester con l’arrivo di Sven Goran Eriksson: al momento della sua nomina in tanti temevano che lo svedese fosse arrivato giusto per incassare un altro contratto e senza particolare voglia di legarsi alle sorti del club, ma questi due mesi scarsi hanno dimostrato pienamente di come questo problema non esista assolutamente, perché il 62enne sta affrontando questa esperienza con la giusta professionalità, impegnandosi al massimo per tirare fuori le Foxes dai guai combinati da Paulo Sousa e i frutti si stanno vedendo. Questo non vuol dire automaticamente che il Leicester andrà alla grande, ma se i risultati non arriveranno non sarà certo perché il manager è “distratto” o poco preso dalla situazione. Qualche scelta compiuta non è piaciuta a qualcuno, vedi l’arrivo di un po’ troppi elementi nuovi (tanti in prestito), ma per ora la mossa sta dando qualche risultato: serviva in primis ridare solidità alla difesa che era stata scassata da Paulo Sousa e il rendimento difensivo è in effetti migliorato. Forse in attacco bisognava avere più fiducia su Waghorn e Fryatt (grandi protagonisti nella scorsa stagione) piuttosto che chiudergli spazio con i nuovi arrivi, ma alla fine questa è la volontà del manager e solo i prossimi mesi ci diranno la bontà o meno di queste scelte: Waghorn dovrà lottare per il posto da titolare, mentre Fryatt (che ancora non ha trovato continuità dopo l’infortunio che ha rovinato la scorsa stagione) verosimilmente andrà via a Gennaio, in prestito o a titolo definitivo. La squadra ha decisamente cambiato volto e il derby contro il Nottingham Forest l’ha dimostrato, con una vittoria meritatissima che porta il Leicester al 14esimo posto, addirittura a soli cinque punti dalla zona playoff in una classifica cortissima: per la prima volta i punti che separano la squadra dalla zona playoff non sono più di quelli dalla zona retrocessione (sono gli stessi) e questo è già un risultato. In questo Monday Night le Foxes non giocano con particolare creatività, ma lo stesso riescono a rendere molto divertente il match grazie ad una prestazione di tutto cuore e tanta corsa, con tanta aggressività offensiva e continui inserimenti dei centrocampisti a supportare le punte: un’aggressività che ha scacchiato il Forest per buona parte del match, tanto che dalla metà del primo tempo in poi sono stati decisamente i padroni di casa a farsi preferire. C’è voluto un po’ tanto per sbloccare il match, ma questo è dovuto a due grandi salvataggi di Luke Chambers e anche alle parate di Lee Camp, che poi impedisce al Leicester di chiudere la partita prima del fischio finale dell’arbitro. Con il passare del tempo le Foxes devono sicuramente migliorare qualitativamente e per brillantezza di gioco, ma Eriksson ha dato decisamente un volto alla squadra, dando organizzazione e aggressività: dopo l’inizio di stagione disastroso con Paulo Sousa, è davvero tanto. Il Nottingham Forest esce dalla zona playoff e si propone in un match abbastanza impalpabile, nel quale non è riuscito mai a mettere realmente in difficoltà l’avversario, creando qualcosa in velocità ma di fatto finendo sempre sotto pressione in difesa, una pressione continua che poi ovviamente ha portato la difesa a barcollare, anche per il semplice concetto che vuole un reparto che lavora continuamente (che deve continuamente spazzare) finire per perdere brillantezza e lucidità, finire anche per stancarsi: in tal senso la pressione del Leicester ha portato davvero i suoi frutti e l’1-0 finale dice poco sulla superiorità dei padroni di casa.
Il Leicester conferma il proprio 4-3-3 e scende in campo con uno degli ultimi arrivi in prestito, ovvero Roman Bednar arrivato dal WBA a guidare l’attacco: non è a disposizione invece Chris Kirkland. In tribuna c’è anche Milan Mandaric, all’ultimo match da chairman del club: sta per passare allo Sheffield Wednesday, dove proverà a risolvere la difficile situazione finanziaria (in Inghilterra parlano di lui anche per il Bologna). Il Nottingham Forest conferma McCleary da titolare sulla destra, mentre il neoarrivato Ramsey parte dalla panchina, così come Marcus Tudgay, anche lui appena arrivato in prestito ma dallo Sheffield Wednesday. A differenza di sabato scorso in casa del Cardiff City, Billy Davies non opta per il 4-4-2 ma su un più accorto 4-2-3-1 con Adebola unica punta e McGugan alle sue spalle.
I primi 20 minuti sono gli unici in cui il ritmo rimane appena discreto: per il resto si gioca di corsa, a ritmi alti. Il Leicester vuole controllare il gioco, tenendo la supremazia per il possesso palla ma non riuscendo ad affondare perché ragiona eccessivamente, mentre il Nottingham Forest prova a pungere subito con i tre uomini in appoggio ad Adebola, con inserimenti più diretti. Il primo tiro arriva solo al 16’ ed è cercato da Cohen, ma viene deviato in corner. Si apre così un buon momento per il Forest: al 20’ McCleary (vivace inizialmente, ma poi alienatosi a lungo andare) mette dentro un bel cross, ma Adebola non riesce a trovare la coordinazione con il suo gambone e colpisce male in spaccata. Dopo questo momento di affanno, il Leicester decide di accendere il proprio ritmo, di diventare aggressivo e attaccare gli spazi con i tanti inserimenti dei centrocampisti: Abe è quello che rimane solitamente più basso ma fa bene il lavoro di frangiflutti, King non è particolarmente continuo e brillante in questo primo tempo, mentre Wellens è una furia e si rende continuamente pericoloso.
I primi frutti di questa pressione sono la conquista di qualche punizione pericolosa e al 27’ su una di queste da destra succede di tutto: in spaccata Gallagher riesce a rimettere centralmente, un rimpallo manda il pallone su Bednar che calcia a colpo sicuro ma è straordinario il salvataggio di Chambers quasi sulla linea, la mischia continua furiosa e Curtis Davies cerca poi la girata da posizione centrale ma Camp è decisivo chiudendo lo specchio della porta con il corpo e il Forest si salva. Davvero una doppia grande chance, anche se arrivata in modo caotico. Magari non c’è creatività per il Leicester, ma ora la pressione è continua e soprattutto la squadra di Eriksson riesce a far uscire dalla partita il temutissimo McGugan, che combina poco o nulla. Le Foxes cercano molto Bednar, che crea un bel duello tutto fisico con Morgan, un duello molto equilibrato e davvero divertente: il centravanti mostra di essere in buona condizione e gioca una discreta partita.
Non se la passa bene invece il centravanti avversario, visto che il Forest deve togliere al 37’Adebola per un problema al polpaccio e al suo posto entra Earnshaw: cambia totalmente il piano partita e di fatto i Reds da questo momento non riescono più ad averne uno accettabile. Un minuto dopo su una punizione morbida di Cunningham c’è l’uscita di Camp che viene anticipata dalla testa di Chambers, che rischia l’autogol mandando il pallone fuori di un soffio.
Il Nottingham Forest è chiaramente in difficoltà ma al 39’ Naughton prova a complicare tutto con un tocco insensato di testa che libera Earnshaw, che ha così l’unico pallone buono della sua serata ma non riesce a superare l’uscita disperata di Weale, decisivo nel correre subito incontro all’avversario salvando così i suoi.
Il finale di tempo è intensissimo: al 44’ un lancio sventagliato trova la testa di Naughton che stavolta crea un’occasione per i suoi e Vassell in posizione centrale tocca sporco in scivolata, riesce a prendere in controtempo Camp che non riesce a fermare il pallone ma Chambers corre all’indietro e riesce a salvare proprio sulla linea. Secondo salvataggio del 25enne, questo davvero eccellente.
Il Leicester adesso meriterebbe il vantaggio e ci va ancora vicino al secondo minuto di recupero su un’altra mischia dopo una punizione da destra: Curtis Davies appoggia di prima sul breve per Gallagher che scarica il sinistro teso incrociato ma il pallone esce di poco.
In avvio di ripresa si scatena alla grandissima Vassell, che al 53’ è due volte protagonista: prima va all’ottima sponda per l’incursione in area del sempre attivo Wellens ma il tiro è poco angolato e Camp respinge, l’azione continua e la palla torna a Vassell che va al cambio di movimento e Cohen lo blocca chiaramente con il braccio per un rigore che sarebbe solare ma che solo Oliver non vede. Errore davvero clamoroso: il giovane Oliver conferma sempre più di essere un “Attwell 2.0”, ovvero un arbitro lanciato troppo giovane a certi livelli e che di conseguenza combina disastri ovunque. Questo è un errore allucinante, perché il rigore è nettissimo e lui è lì a due passi.
Il gol meritato arriva al 59’ ed è proprio Vassell a crearlo: l’ex Aston Villa e Manchester City riceve palla al limite, non ha linee di passaggio allora si butta in mezzo a tre vincendo anche un rimpallo per incunearsi in area e andando al tiro che Camp sporca appena con il piede ma che diventa un assist per King, che va al tocco a porta sguarnita per l’1-0. Ottavo gol in campionato per il centrocampista, ma giocata determinante di Vassell, davvero ottimo nella fase centrale del match.
Subito Billy Davies toglie un poco presente Cohen per inserire Ramsey, al suo ritorno ufficiale in prima squadra dopo il tremendo infortunio subito al Britannia Stadium: la speranza è che la carriera possa riprendere dallo stesso punto, che la crescita esponenziale non si sia fermata lì. Subito dopo un altro grande break di Vassell crea una buona chance, ma Gallagher spreca male. Il Leicester continua ad imprimere una pressione ottima.
Al 69’ finisce la partita di McGugan, l’elemento migliore del Nottingham Forest in questa stagione: in questo match però non l’ha proprio vista. Al suo posto entra Tyson che fa la seconda punta nel 4-4-2, ma il Nottingham Forest rimane slegato. Nel Leicester invece cresce anche King che si crea la chance al 71’ ma il destro a giro finisce largo di poco: le Foxes meriterebbero ora anche il raddoppio, anche perché ora la difesa del Forest accusa tutta la pressione subita ed è un po’ sulle gambe. Al 75’ però arriva la risposta di Tyson con una botta devastante di prima intenzione ma troppo centrale e Weale in qualche modo riesce a respingere. Ramsey inizia a fare un po’ di gioco a centrocampo e a mostrare la propria qualità, ma il Nottingham Forest è molto impreciso anche nei movimenti e la reazione non crea più molto altro, anche perché il Leicester non si scompone ed è in totale fiducia.
I padroni di casa vanno anche vicinissimi al raddoppio all’87’ ripartendo ancora con l’instancabile Wellens, tocco sulla destra dell’area per King, cross basso immediato per Howard che va al tiro a colpo sicuro ma con una prodezza Camp tiene il Forest in partita mandano in corner: parata sensazionale del portiere, che riceve anche i complimenti e l’abbraccio dell’attaccante avversario, un gesto bellissimo in un match molto lottato ma in modo fiero.
Un match che il Leicester vince con pieno merito, dopo una prestazione piuttosto convincente che ha mostrato una squadra ormai uscita definitivamente dalla crisi e pronta a rientrare nella prima metà di classifica. Le Foxes ora sono attese dalla trasferta contro il Watford, squadra appannata e non esaltante tra le mura amiche.
Passaggio a vuoto per il Nottingham Forest, che ha dovuto giocare contro un avversario davvero in palla che s’è preso la vittoria, ma che di suo non ha combinato molto per cambiare le cose: nell’ultima ora di gioco la squadra non ha avuto molte idee. Adesso i Reds dovranno vedersela in casa contro il Bristol City, squadra in crescita.
Leicester-Nottingham Forest 1-0
Leicester (4-3-3): Weale 6 – Naughton 6 Curtis Davies 7 Hobbs 6,5 Cunningham 7 – King 6,5 Abe 6,5 Wellens 7,5 – Vassell 7 (72’ Dyer sv) Bednar 6,5 (80’ Howard sv) Gallagher 5 (89’ Waghorn sv)
In panchina: Logan, Morrison, Oakley, Fryatt
Manager: Sven Goran Eriksson 7
Nottingham Forest (4-2-3-1): Camp 7,5 – Gunter 6 Morgan 6 Chambers 6,5 Bertrand 5 – McCleary 6 Moussi 5,5 Cohen 4,5 (61’ Ramsey 6) Anderson 5 – McGugan 4 (68’ Tyson 5,5) – Adebola 5 (36’ Earnshaw 5)
In panchina: Smith, Wilson, Tudgay, Majewski
Manager: Billy Davies 5
Arbitro: Michael Oliver 4
Gol: 59’ King
Ammoniti: Cohen, Bertrand (NF)
Migliore in capo: Richie Wellens (Leicester)
Risultati 19a giornata Championship:
Venerdì 26 Novembre:
Swansea City-Portsmouth 1-2: 2’ Beattie (SC), 43’ Nugent (P), 65’ Halford (P)
Sabato 27 Novembre:
Barnsley-Watford 0-0
Bristol City-Sheffield United 3-0: 6’ rigore Pitman, 34’ rigore Pitman, 62’ McAllister
Burnley-Derby County 2-1: 19’ Moore (DC), 82’ Mears (B), 91’ Cork (B)
Crystal Palace-Doncaster 1-0: 35’ Counago
Middlesbrough-Hull City 2-2: 20’ Koren (HC), 29’ Lita (M), 41’ Gerrard (HC), 46’ McDonald (M)
Preston-Millwall 0-0
QPR-Cardiff City 2-1: 13’ Bellamy (CC), 18’ Gorkss (QPR), 68’ Taarabt (QPR)
Reading-Leeds 0-0
Scunthorpe-Coventry 0-2: 31’ McSheffrey (C), 73’ autogol Murphy (S)
Domenica 28 Novembre:
Norwich-Ipswich 4-1: 13’ Holt (N), 29’ Delaney (I), 35’ Holt (N), 76’ Holt (N), 78’ Hoolahan (N)
Lunedì 29 Novembre:
Leicester-Nottingham Forest 1-0: 59’ King
Classifica Championship (posizione, squadra, punti, partite giocate, differenza reti):
1 QPR 41 (19; +26)
2 Cardiff City 36 (19; +14)
-----------------------------------------------------------------------------------
3 Swansea City 33 (19; +8)
4 Derby County 30 (19; +10)
5 Norwich 30 (19; +5)
6 Coventry 30 (19; +4)
-----------------------------------------------------------------------------------
7 Burnley 29 (19; +7)
8 Leeds 29 (19; =)
9 Nottingham Forest 27 (19; +4)
10 Doncaster 27 (19; +1)
11 Reading 26 (19; +6)
12 Barnsley 26 (19; -5)
13 Portsmouth 25 (19; -1)
14 Leicester 25 (19; -7)
15 Watford 24 (19; +2)
16 Millwall 24 (19; =)
17 Ipswich 24 (19; -5)
18 Bristol City 23 (19; -6)
19 Hull City 22 (19; -6)
20 Sheffield United 22 (19; -11)
21 Scunthorpe 20 (19; -9)
-----------------------------------------------------------------------------------
22 Crystal Palace 20 (19; -12)
23 Middlesbrough 18 (19; -10)
24 Preston 15 (19; -15)
Prossima giornata Championship:
Sabato 4 Dicembre:
ore 13.45
Ipswich-Swansea City
ore 16.00
Cardiff City-Preston
Coventry-Middlesbrough
Derby County-Norwich
Doncaster-Barnsley
Hull City-QPR
Leeds-Crystal Palace
Nottingham Forest-Bristol City
Portsmouth-Burnley
Sheffield United-Reading
Watford-Leicester
ore 18.20
Millwall-Scunthorpe
martedì 30 novembre 2010
Cuore e tanta corsa sono le armi del Leicester: King regala un successo meritatissimo
La gloria è tutta per il Norwich: l’hat-trick di Holt abbatte un povero Ipswich
Championship & FA Cup Review: Taarabt regala al QPR la vittoria nello scontro al vertice contro il Cardiff City, mentre il Burnley beffa in rimonta un Derby County eccessivamente difensivo
La 19a giornata di Championship era ricchissima di match assolutamente interessanti e sentiti, compresa il sempre splendido East Anglian derby, uno dei match più attesi dell’intera Football League, uno dei derby con atmosfera più intensa nell’intero calcio inglese. A Carrow Road è una festa totale per il Norwich City, che è di gran lunga superiore e a tratti dominante ad un Ipswich povero, senza idee e con una difesa del tutto pessima: Roy Keane ha un body language del tutto abbattuto nel corso dei 90 minuti e a qualcuno tutto ciò ricorda le espressioni spente che aveva nell’ultimo periodo della sua era al Sunderland. Per un Ipswich tornato in confusione e in crisi con questa quarta sconfitta consecutiva, c’è un Norwich eccellente, che al contrario dei Tractor Boys ha un suo gioco e ben definito e lo esprime alla grande, con il surplus di qualità arrivato con l’impatto straordinario di Henri Lansbury, appena arrivato in prestito dall’Arsenal e autore di una prestazione splendida sulla fascia destra. Il Norwich ritrova così una vittoria che mancava da cinque partite e torna con pieno merito in zona playoff: anche le ultime prestazioni non erano state male, ma il ripartire con un 4-1 nel match più atteso della stagione può dare uno spunto ulteriore ad una squadra che sta davvero andando alla grande nel suo ritorno in Championship, proponendo anche un calcio molto evoluto. Merito di calciatori interessanti, ma merito di un manager con idee del tutto evolute, un Paul Lambert che ha stravinto la sfida diretta contro Roy Keane: si tratta di due personaggi che da calciatori hanno conquistato la Champions League, un dato che alza ulteriormente il livello di questo campionato sempre più intrigante. Il protagonista assoluto del match è Grant Holt, che già al 3’ minuto accende gli animi già molto concitati con un tackle molto duro su Colbeck, un tackle che per l’Ipswich era da rosso diretto: l’arbitro estrae un giallo ed è la decisione che sembra più giusta. Holt rimane in campo ed è un disastro per l’Ipswich: proprio il centravanti sfrutta un erroraccio dell’inguardabile O’Dea (che pure all’atmosfera dei derby dovrebbe esser abituato, visto che ha giocato nell’Old Firm) e va via infilando con il piatto destro Fulop per l’1-0. E’ un Norwich che brilla a centrocampo e comanda, ma che concede qualche punizione di troppo e viene punito con Delaney che realizza in mischia il gol dell’1-1. I Tractor Boys sembrano così tornare in partita, ma nel giro di un minuto tutto si complica: prima Lansbury trova un gran tocco filtrante a far saltare la difesa e a regalare un grande assist per il raddoppio di Holt, il quale poi soffia palla anche a Delaney che lo stende con chiara occasione da rete e viene espulso. Il fallo arriva ad oltre 30 metri e quindi c’era ancora tanta strada da fare per andare in porta, ma questo è un fallo deliberato con l’attaccante lanciato a campo aperto per cui il rosso ci sta tutto. Il Norwich ha in mano tutto ma ha il demerito di non chiudere il match, fino al 76’ quando un gioco di gambe di Chris Martin fa arrivare il pallone al caldissimo Holt, che spara ancora in rete per il 3-1. C’è tempo anche per la firma di Hoolahan dopo un bell’inserimento in area ed è il definitivo 4-1: è una lezione dell’ottimo Norwich.
A Loftus Road c’era però anche il match tra le prime due della classe, tra le due squadre che al momento (ma ovviamente bisogna ricordare che manca una vita) sembrano lanciate verso la Premier League. Una sfida molto interessante e a tratti anche estremamente divertente, che conferma le indicazioni arrivate nelle prime 18 partite: il Cardiff City è più qualitativo e ha lampi importanti in partita ma anche alti e bassi, mentre il QPR è più squadra ed è molto solido. Forse è giusto che vincano i londinesi, più continui nel corso del match, capaci di mantenere più o meno identico il proprio livello di gioco nel corso dei 90 minuti. Il primo tempo è stellare, perché all’intervallo si va sull’1-1 ma avrebbe potuto esserci benissimo un 5-5. Il match si sblocca per uno scivolone di Gorkss, che permette a Bellamy di recuperare il pallone e andare via in porta a realizzare. Dura poco, perché il lettone si fa perdonare e trova l’incornata perfetta ad infilare Heaton e trovare il gol dell’1-1. E’ un match divertente e anche di buonissima qualità a confermare quanto di buono fatto da entrambe le squadre finora e a deciderlo è una grande giocata individuale del solito Adel Taarabt, che decide di far tutto da solo infilandosi in area e trovando un gran sinistro a giro ad infilare Heaton e realizzare il 2-1. La reazione del Cardiff City c’è ed è forte, ma Kenny resiste anche con una mano dell’arbitro, che probabilmente avrebbe dovuto concedere un rigore ai gallesi. E’ grande gioia per il QPR, che rimane imbattuto e si porta a +5 sugli avversari diretti.
Ci sono state tante belle partite nel weekend di Championship, ma non è il caso del match del Turf Moor, piuttosto noioso e poco qualitativo per quasi tutto il proprio svolgimento. Nel finale arriva la beffa per il Derby County, che aveva annusato la vittoria ma che dopo il gol trovato con la bella conclusione da fuori di Luke Moore (che si infila proprio all’incrocio anche dopo una deviazione) pensa soltanto a difendersi, tanto da andare a tirare una seconda volta soltanto una volta ripreso nel punteggio: un atteggiamento negativo piuttosto strano per una squadra molto offensiva come quella di Clough, che ha buttato via una grande occasione anche perché il Burnley appariva tutt’altro che irresistibile. Forse ciò era dovuto alla voglia di trovare solidità difensiva, ma giocando così si crea enorme pressione alla difesa e si può finire per subire alla lunga. Anche contro un Burnley che ha davvero dimostrato poco, giocando in modo lento e piatto, troppo spesso prevedibile: il primo tempo dei Clarets è un disastro e porta solo tiri sballatissimi, soprattutto con Jay Rodriguez. Nella ripresa una frecciata individuale di Wallace manda il pallone sulla traversa, ma il livello di gioco rimane molto basso, con i Clarets che però in una giornata del tutto negativa riescono a mostrare il carattere per insistere fino alla fine e trovano il pareggio con una grande punizione di Mears, tra l’altro ex di giornata. Come se non bastasse, la squadra di Laws ottiene anche il premio (eccessivo) della vittoria al 91’ con l’incornata di Jack Cork, rimanendo a stretto contatto con la zona playoff.
Lo Swansea City non approfitta del match tra le prime due della classe, crollando tra le mura amiche nell’anticipo del venerdì, una sconfitta abbastanza grave per la squadra di Rodgers che aveva in mano tutti gli assi già dopo due minuti con la rete di Craig Beattie, il quale non segnava da oltre un anno. I Gallesi però sciupano molte chance per il raddoppio e il Portsmouth rimane vivo, andando a pareggiare grazie a David Nugent poco prima dell’intervallo. Il gol scuote le certezze dei Jacks che non trovano eguale brillantezza nella ripresa e allora a punire sono i Pompeys, con l’incornata di Halford dopo un calcio di punizione da destra, per un gol importantissimo perché fa riassaporare alla squadra di Cotterill il gusto della vittoria. Se vuole puntare alla promozione diretta, lo Swansea City non può perdere punti così: ci stanno i passaggi a vuoto in un campionato così lungo, ma questa partita andava vinta.
Terza vittoria in quattro partite per il Crystal Palace, che rimane in zona retrocessione ma che ha rialzato la testa grazie a tre elementi fondamentali: il lavoro qualitativo e gli inserimenti di Darren Ambrose, la vivacità dell’interessantissimo Wilfred Zaha e le parate del sempre solidissimo Julian Speroni, uno dei portieri più forti della categoria. Gli Eagles così riescono a battere una squadra di qualità come il Doncaster con la rete di Counago nel primo tempo e sfiorano il raddoppio con il palo colpito da Zaha: è un successo meritato perché i Rovers non giocano al loro meglio, ma nel finale c’è bisogno comunque di uno Speroni di lusso per evitare il pareggio con un paio di ottimi interventi.
Chi affonda sempre più sul fondo della classifica è il Preston, che nel match del Deepdale fa totalmente la partita e preme per tutti i 90 minuti, ma lo fa senza alcuna creatività e finisce per cozzare contro la difesa del Millwall, che così riesce a strappare un pareggio. I Lions devono ritrovare quella condizione fisica che aveva caratterizzato le prime partite, mentre il Preston è davvero in crisi: adesso la zona salvezza rimane comunque lontana cinque punti e i tifosi chiedono l’allontanamento di Ferguson.
Lo Scunthorpe vede ora vicinissima la zona retrocessione ed è logico che sia così quando si ottengono solo cinque punti in dieci match interni, quando tra le mura amiche si perdono cinque partite consecutive: rendimento assolutamente tremendo, con la squadra che rimane fuori dalla zona retrocessione per differenza reti ma retta da un grande rendimento esterno. A passare stavolta a Glanford Park è il Coventry, che con questo successo risale al sesto posto in classifica, trascinato da un ottimo Marlon King, protagonista in entrambe le reti, in particolare nella seconda quando il suo tiro colpisce il palo per poi carambolare sulla schiena di Joe Murphy: la forma del giamaicano può essere l’arma in più per Boothroyd, come lo era stato anche nella promozione ottenuta con il Watford nel 2006.
Continuano i guai del Middlesbrough, che deve faticare anche per evitare la sconfitta interna nel match interno contro l’Hull City, che ha visto il Boro rimontare due volte da una situazione di svantaggio e portare a casa il 2-2: Mowbray non ha ancora trovato il bandolo della matassa e la squadra che in estate era data come favorita per la vittoria del campionato finisce per entrare nel mese di Dicembre al penultimo posto in classifica. Pareggio che sta stretto all’Hull City, che rimane in posizione precaria ma che sembra in crescita.
Acuto molto importante per il Bristol City, che riesce finalmente a regalarsi un pomeriggio tranquillo battendo per 3-0 uno Sheffield United sempre poco qualitativo e sempre in grande difficoltà: le Blades commettono pure diversi errori, come quelli che portano i Robins a conquistarsi due calci di rigore nel primo tempo.
Brutta partita al Madejski Stadium, con le due squadre che si svegliano solo nel finale di gara, quando a quel punto lo 0-0 risulta anche il risultato più giusto. In questo modo il Leeds rimane imbattuto nelle ultime sei partite, mentre il Reading procede con un passo lento e non brillantissimo pareggiando la quarta partita consecutiva: questo match prometteva molto di più.
Il Barnsley va a sbattere sui pali e non riesce a superare il Watford, in un match totalmente dominato dalla squadra di Robins: di fatto i londinesi hanno difeso e poco più, confermando il proprio periodo di calo. Come lo scorso anno, gli Hornets non stanno confermando una grande partenza e si stanno pericolosamente avvicinando nelle zone basse di classifica. Due punti persi per il Barnsley, che avrebbe decisamente meritato il successo, ma ad esser mancata è anche un po’ di fortuna: clamorosi i due pali colpiti nel giro di un minuto nella ripresa.
Il recupero di League One permette all’Oldham di tornare in zona playoff, ma dopo la bella partenza probabilmente Dickov avrebbe sognato qualcosina in più. Il Rochdale però reagisce al bel gol di Cedric Evina e tutto sommato merita l’1-1 finale, che inserisce il Dale nel trenino di quattro squadre a quota 22 punti.
Rialza la testa il Crewe Alexandra nel posticipo del turno infrasettimanale di League Two, con un successo assolutamente meritato alla Globe Arena: finisce solo 2-1 con il Morecambe che ritrova un po’ di speranza nel finale, ma i Railwaymen hanno sprecato tantissime occasioni da rete.
E’ stato però soprattutto il weekend del secondo turno di FA Cup, che ha regalato al Withdean Stadium un match davvero tipico di questa competizione, dove può sempre succedere di tutto. La squadra di più alto rango all’interno di questo turno è ovviamente il Brighton da capolista della League One e ospitava il tanto atteso United Of Manchester, autore di una cavalcata assolutamente impressionante. I Seagulls hanno comandato ampiamente la partita ma hanno sprecato anche diverse occasioni, tanto che a colpire al 40’ è stato Nicky Platt, a portare sorprendentemente la squadra di Non League in vantaggio, a sognare una nuova impresa. Il secondo tempo è decisamente dominato dal Brighton, che si lancia in avanti alla ricerca del gol ma continua a finalizzare molto male. A complicare le cose per lo United Of Manchester ci pensa però Scott McManus, espulso per una scorrettezza a palla lontana (pare una testata o una gomitata). L’assalto diventa di dimensioni ulteriormente maggiori e i Red Rebels devono inchinarsi all’83’, quando Mauricio Taricco riesce finalmente a trovare il gol del pareggio. Non è finita perché ovviamente il Brighton continua a premere per cercare la vittoria e all’ultimo secondo si guadagna un calcio di rigore: è il 96’ e sembra poter essere il calcio che chiude la cavalcata straordinaria dello United Of Manchester, ma Samuel Ashton sfodera un miracolo intuendo la conclusione di Elliott Bennett e parando alla grande un rigore che pure era stato calciato bene. Un miracolo che lascia in vita lo United Of Manchester nella competizione: ora i Red Rebels hanno a disposizione il replay da giocare anche tra le mura amiche.
Ci sarà bisogno di un replay anche tra Charlton e Luton Town, con gli Addicks che mostrano carattere e riescono a rimontare due volte da una situazione di svantaggio grazie ad Andy Drury: il gol del definitivo 2-2 è una perla assoluta, un tiro a giro con il piatto destro di prima dal limite che si infila alla perfezione nell’angolo lontano. Si ferma la corsa dell’AFC Wimbledon, messo sotto da uno Stevenage che a questo punto può esser definito come “ammazza Dons”, visto che nel turno precedente aveva fatto fuori il Milton Keynes Dons, rompendo la possibilità di un grande derby: a Kingsmeadow c’è poca storia, con l’AFC Wimbledon che riesce a rimanere in partita e crea un paio di chance, ma con lo Stevenage ad apparire superiore e ottenere con pieno merito il 2-0 che vale il terzo turno. Deve faticare tantissimo il Leyton Orient nel Monday Night: il Droylsden (squadra di Conference North) sogna l’ingresso nel terzo turno con la rete di Ciaran Kilheeney che regala alla squadra di Non League un meritatissimo vantaggio, ma nella ripresa c’è la reazione dell’Orient che riesce perlomeno ad evitare l’upset e strappare un replay con la rete di Scott McGleish. Sorpresa anche a Broadfield Stadium, dove lo Swindon Town sembra comandare facilmente il match fino a trovare in mischia la rete con Charlie Austin, ma non riesce a frenare la reazione del Crawley Town che strappa il pareggio con il gol di Matt Tubbs e si guadagna una visitina al County Ground per il replay. Altra impresa per il Dover, che dopo aver eliminato il Gillingham nel primo turno si ripete facendo fuori anche un Aldershot in chiara difficoltà in questo momento della stagione: la squadra di Martin Hayes (ex centrocampista dell’Arsenal) gioca bene e ottiene con pieno merito il 2-0, firmato dalla doppietta di Adam Birchall, grande eroe di questa cavalcata in FA Cup.
C’è anche un upset tra squadre professionistiche, perché il Torquay che gioca in League Two riesce ad eliminare il Walsall che gioca in League One, anche se è in grande difficoltà e all’ultimo posto: la rete di Billy Kee su rigore regala il bel successo ai Gulls. Il Burton Albion approda al terzo turno dopo aver eliminato il Chesterfield capolista in League Two, vincendo per 3-1. Avanza anche il Port Vale, che elimina l’Accrington Stanley grazie a Justin Richards. E’ un Novembre nero per il Bury tra le mura amiche, con gli Shakers che hanno quasi sempre perso al Gigg Lane in questo mese: a passare è anche il Peterborough, che vince per 2-1. Il Carlisle deve soffrire maledettamente e solo nel finale riesce a ribaltare il risultato nel match contro il Tamworth, che ha sognato il colpaccio esterno e avrebbe meritato perlomeno il replay. Nella sfida tra squadre di Conference, è lo York City ad avere la meglio con il 2-0 inflitto in casa del Darlington. Il Northampton non riesce a bissare in FA Cup le imprese compiute in Carling Cup (vedi il successo ad Anfield contro il Liverpool) e deve inchinarsi in casa dello Sheffield Wednesday. Tutto facile per il Southampton, che batte il Cheltenham per 3-0. Ancora più facile l’impegno per l’Huddersfield, che gioca molto bene e travolge il Macclesfield con un 6-0 piuttosto rotondo. Scott Rendell trascina il Wycombe nel successo per 3-1 contro il Chelmsford City. Match lottato tra Hereford e Lincoln City, con i Bulls che rimontano due volte da una situazione di vantaggio: finisce 2-2 e si va al replay. Il Colchester ha la meglio sullo Swindon Supermarine, ma non senza una certa fortuna: il Marine gioca un grande secondo tempo e ha diverse occasioni per raddoppiare, ma con una certa dose di fortuna gli U’s riescono a passare il turno. Infine, le partite tra Hartlepool-Yeovil e Notts County-Bournemouth sono state rinviate.
Ovviamente è stato effettuato anche il sorteggio per il terzo turno di FA Cup e tra le 32 partite ce n’è una decisamente esaltante che spicca su tutte: ad Old Trafford andrà in scena la sfida tra Manchester United e Liverpool. La bellezza della FA Cup è quella di vedere allo stesso turno un big match del genere e magari in contemporanea un Wycombe contro il vincente del replay tra Lincoln City e Hereford, sfida quindi tra squadre di League Two: fantastico. Dopo l’esaltante cammino della scorsa stagione con tanto di successo ad Old Trafford al terzo turno, il Leeds proverà a ripetersi visto che sarà di scena ad Ashburton Grove contro l’Arsenal: le due squadre non si affrontano da un nettissimo 5-0 del 2004 con poker di un fantastico Thierry Henry, nell’anno dell’ultimo titolo dei Gunners. Il Chelsea invece ospiterà l’Ipswich: sembra un po’ una tradizione per i Blues ospitare quasi sempre squadre di categoria inferiore nei primi turni. Sven Goran Eriksson affronterà un suo allievo come Roberto Mancini (sempre che l’italiano rimanga in carica un altro mese), visto che in scena ci sarà Leicester-Manchester City: non il più esaltante dei matchup (sembra più un match di Coppa Italia che non di FA Cup). Anche in caso di replay vittorioso, lo United Of Manchester non affronterà il derby contro il Manchester United: chi tra Red Rebels e Brighton avrà la meglio dovrà affrontare il Portsmouth, finalista della passata competizione. Dopo le imprese compiute fin qui, il Dover dovrà affrontare un ostacolo molto arduo visto che dovrà far visita all’Huddersfield. C’è solo una possibile sfida tra squadre di Non League e di Premier League: il Luton Town potrebbe affrontare il Tottenham qualora avesse la meglio nel replay contro il Charlton.
Risultati 19a giornata Championship:
Venerdì 26 Novembre:
Swansea City-Portsmouth 1-2: 2’ Beattie (SC), 43’ Nugent (P), 65’ Halford (P)
Sabato 27 Novembre:
Barnsley-Watford 0-0
Bristol City-Sheffield United 3-0: 6’ rigore Pitman, 34’ rigore Pitman, 62’ McAllister
Burnley-Derby County 2-1: 19’ Moore (DC), 82’ Mears (B), 91’ Cork (B)
Crystal Palace-Doncaster 1-0: 35’ Counago
Middlesbrough-Hull City 2-2: 20’ Koren (HC), 29’ Lita (M), 41’ Gerrard (HC), 46’ McDonald (M)
Preston-Millwall 0-0
QPR-Cardiff City 2-1: 13’ Bellamy (CC), 18’ Gorkss (QPR), 68’ Taarabt (QPR)
Reading-Leeds 0-0
Scunthorpe-Coventry 0-2: 31’ McSheffrey (C), 73’ autogol Murphy (S)
Domenica 28 Novembre:
Norwich-Ipswich 4-1: 13’ Holt (N), 29’ Delaney (I), 35’ Holt (N), 76’ Holt (N), 78’ Hoolahan (N)
Lunedì 29 Novembre:
Leicester-Nottingham Forest 1-0: 59’ King
Burnley-Derby County 2-1
Burnley (4-3-3): Grant 6 – Mears 6,5 Carlisle 6 Bikey 6 Easton 6 – Elliott 5 Cork 6 Marney 6 (80’ Alexander sv) – Rodriguez 4 (73’ Guidetti 5) Iwelumo 5,5 (63’ Thompson 5) Wallace 5,5
In panchina: Jensen, Duff, Edgar, Harvey
Manager: Brian Laws 5
Derby County (4-2-3-1): Fielding 6 – Green 5,5 Barker 6,5 Brayford 6 Moxey 5,5 – Savage 5 Bailey 5 – Cywka 5,5 Bueno sv (14’ Pringle 5) Pearson 5 (54’ Leacock 6) – Moore 6 (81’ Porter sv)
In panchina: Bywater, Kuqi, Doyle, Hendrick
Manager: Nigel Clough 5
Arbitro: Mark Haywood 6
Gol: 19’ Moore (DC), 82’ Mears (B), 91’ Cork (B)
Ammoniti: Thompson (B), Green (DC)
Migliore in campo: Tyrone Mears (Burnley)
Classifica Championship (posizione, squadra, punti, partite giocate, differenza reti):
1 QPR 41 (19; +26)
2 Cardiff City 36 (19; +14)
-----------------------------------------------------------------------------------
3 Swansea City 33 (19; +8)
4 Derby County 30 (19; +10)
5 Norwich 30 (19; +5)
6 Coventry 30 (19; +4)
-----------------------------------------------------------------------------------
7 Burnley 29 (19; +7)
8 Leeds 29 (19; =)
9 Nottingham Forest 27 (19; +4)
10 Doncaster 27 (19; +1)
11 Reading 26 (19; +6)
12 Barnsley 26 (19; -5)
13 Portsmouth 25 (19; -1)
14 Leicester 25 (19; -7)
15 Watford 24 (19; +2)
16 Millwall 24 (19; =)
17 Ipswich 24 (19; -5)
18 Bristol City 23 (19; -6)
19 Hull City 22 (19; -6)
20 Sheffield United 22 (19; -11)
21 Scunthorpe 20 (19; -9)
-----------------------------------------------------------------------------------
22 Crystal Palace 20 (19; -12)
23 Middlesbrough 18 (19; -10)
24 Preston 15 (19; -15)
Prossima giornata Championship:
Sabato 4 Dicembre:
ore 13.45
Ipswich-Swansea City
ore 16.00
Cardiff City-Preston
Coventry-Middlesbrough
Derby County-Norwich
Doncaster-Barnsley
Hull City-QPR
Leeds-Crystal Palace
Nottingham Forest-Bristol City
Portsmouth-Burnley
Sheffield United-Reading
Watford-Leicester
ore 18.20
Millwall-Scunthorpe
Risultato recupero 15a giornata League One:
Sabato 27 Novembre:
Rochdale-Oldham 1-1: 16’ Cedric Evina (O), 36’ Done (R)
Classifica League One (posizione, squadra, punti, partite giocate, differenza reti):
1 Brighton 36 (18; +17)
2 Charlton 32 (18; +7)
--------------------------------------------------------------------
3 Bournemouth 30 (18; +16)
4 Sheffield Wednesday 30 (18; +14)
5 Huddersfield 29 (18; +9)
6 Oldham 29 (18; +6)
--------------------------------------------------------------------
7 Colchester 29 (18; +2)
8 Southampton 28 (18; +10)
9 Carlisle 27 (18; +8)
10 Peterborough 26 (18; -3)
11 Exeter City 26 (18; -4)
12 Milton Keynes Dons 26 (18; -5)
13 Brentford 25 (18; =)
14 Hartlepool 23 (17; -4)
15 Rochdale 22 (18; +2)
16 Plymouth 22 (18; -6)
17 Bristol Rovers 22 (18; -7)
18 Tranmere 22 (18; -7)
19 Leyton Orient 21 (18; =)
20 Swindon 21 (18; -4)
--------------------------------------------------------------------
21 Notts County 19 (17; -7)
22 Dag & Red 15 (18; -13)
23 Yeovil 15 (18; -16)
24 Walsall 14 (18; -15)
Prossima giornata League One:
Sabato 4 Dicembre:
ore 16.00
Brentford-Notts County
Brighton-Colchester
Bristol Rovers-Bournemouth
Dag & Red-Huddersfield
Exeter City-Tranmere
Hartlepool-Southampton
Leyton Orient-Carlisle
Milton Keynes Dons-Plymouth
Rochdale-Charlton
Swindon-Sheffield Wednesday
Walsall-Oldham
Yeovil-Peterborough
Risultato posticipo 18a giornata League Two:
Sabato 27 Novembre:
Morecambe-Crewe Alexandra 1-2: 4’ Donaldson (CA), 45’ Moore (CA), 89’ Shuker (M)
Classifica League Two (posizione, squadra, punti, partite giocate, differenza reti):
1 Port Vale 36 (18; +17)
2 Chesterfield 35 (18; +15)
3 Bury 34 (18; +15)
--------------------------------------------------------------------
4 Shrewsbury 32 (18; +13)
5 Rotherham 31 (18; +8)
6 Torquay 28 (18; +9)
7 Wycombe 28 (18; +6)
--------------------------------------------------------------------
8 Cheltenham 26 (17; -1)
9 Crewe Alexandra 25 (18; +12)
10 Macclesfield 25 (18; -3)
11 Stevenage 24 (18; +5)
12 Aldershot 22 (18; -6)
13 Burton Albion 21 (18; +1)
14 Accrington Stanley 21 (18; -1)
15 Bradford 21 (18; -4)
16 Gillingham 21 (18; -5)
17 Southend 20 (17; -2)
18 Oxford United 20 (18; -3)
19 Lincoln City 19 (18; -12)
20 Stockport 19 (18; -18)
21 Morecambe 18 (18; -7)
22 Northampton 18 (18; -9)
--------------------------------------------------------------------
23 Barnet 16 (18; -14)
24 Hereford 15 (18; -16)
Recupero 15a giornata League Two:
Martedì 30 Novembre:
Cheltenham-Southend rinviata per campo ghiacciato
Prossima giornata League Two:
Sabato 4 Dicembre:
ore 16.00
Accrington Stanley-Shrewsbury
Aldershot-Bradford
Bury-Chesterfield
Cheltenham-Lincoln City
Crewe Alexandra-Wycombe
Gillingham-Rotherham
Hereford-Morecambe
Northampton-Stockport
Oxford United-Barnet
Port Vale-Stevenage
Southend-Macclesfield
Torquay-Burton Albion
Risultati secondo turno FA Cup:
Venerdì 26 Novembre:
Crawley Town-Swindon 1-1: 66’ Austin (S), 76’ Tubbs (CT)
Port Vale-Accrington Stanley 1-0: 24’ Justin Richards
Sabato 27 Novembre:
AFC Wimbledon-Stevenage 0-2: 24’ Walker, 81’ Odubade
Brighton-United Of Manchester 1-1: 40’ Platt (UOM), 83’ Taricco (B)
Burton Albion-Chesterfield 3-1: 12’ Webster (BA), 22’ Maghoma (BA), 91’ Bowery (C), 94’ Collins (BA)
Bury-Peterborough 1-2: 13’ Tomlin (P), 38’ Mackail-Smith (P), 51’ Lowe (B)
Carlisle-Tamworth 3-2: 30’ Marshall (T), 50’ Madine (C), 75’ Thomas (T), 86’ Zoko (C), 90’ Chester (C)
Charlton-Luton Town 2-2: 6’ Anyinsah (C), 30’ Drury (LT), 34’ Jackson (C), 83’ Drury (LT)
Colchester-Swindon Supermarine 1-0: 21’ Mooney
Darlington-York City 0-2: 44’ Sangare, 93’ Chambers
Dover-Aldershot 2-0: 54’ Birchall, 90’ rigore Birchall
Hartlepool-Yeovil rinviata per neve
Hereford-Lincoln City 2-2: 19’ Grimes (LC), 23’ Purdie (H), 27’ Carayol (LC), 86’ rigore Manset (H)
Huddersfield-Macclesfield 6-0: 19’ Rhodes, 35’ Pilkington, 45’+1 Afobe, 49’ McCombe, 53’ Kay, 73’ Roberts
Notts County-Bournemouth rinviata per campo ghiacciato
Sheffield Wednesday-Northampton 3-2: 6’ Beevers (SW), 37’ rigore Miller (SW), 56’ Mckay (N), 92’ rigore Miller (SW), 94’ Thornton (N)
Southampton-Cheltenham 3-0: 8’ Lallana, 50’ Do Prado, 87’ Gobern
Torquay-Walsall 1-0: 41’ rigore Kee
Wycombe-Chelmsford City 3-1: 22’ Rendell (W), 59’ Higgins (CC), 73’ Rendell (W), 84’ Beavon (W)
Lunedì 29 Novembre:
Droylsden-Leyton Orient 1-1: 24’ Kilheeney (D), 73’ McGleish (LO)
Recuperi secondo turno FA Cup:
Martedì 7 Dicembre:
ore 20.45
Hartlepool-Yeovil
Notts County-Bournemouth
Replay secondo turno FA Cup:
Martedì 7 Dicembre:
ore 20.45
Leyton Orient-Droylsden
Lincoln City-Hereford
Mercoledì 8 Dicembre:
ore 20.45
United Of Manchester-Brighton
Giovedì 9 Dicembre:
ore 20.45
Luton Town-Charlton
Sorteggio terzo turno FA Cup:
Arsenal-Leeds
Blackburn-QPR
Bolton-York City
Bristol City-Sheffield Wednesday
Burnley-Port Vale
Burton Albion-Middlesbrough
Chelsea-Ipswich
Coventry-Crystal Palace
Doncaster-Wolverhampton
Fulham-Peterborough
Huddersfield-Dover
Hull City-Wigan
Leicester-Manchester City
Manchester United-Liverpool
Millwall-Birmingham City
Norwich-Leyton Orient/Droylsden
Preston-Nottingham Forest
Reading-West Bromwich
Scunthorpe-Everton
Sheffield United-Aston Villa
Southampton-Blackpool
Stevenage-Newcastle
Stoke City-Cardiff City
Sunderland-Notts County/Bournemouth
Swansea City-Colchester
Swindon/Crawley Town-Derby County
Torquay-Carlisle
Tottenham-Luton Town/Charlton
United Of Manchester/Brighton-Portsmouth
Watford-Hartlepool/Yeovil
West Ham-Barnsley
Wycombe-Lincoln City/Hereford
lunedì 29 novembre 2010
Il Chelsea preme ma non brilla: a St James’ Park prosegue il periodo d’appannamento
Il Newcastle segna su pasticcio di Alex ma è poco lucido, in un match molto confuso che i Blues raddrizzano con Kalou ma che non riescono a vincere nonostante una discreta pressione
La notizia della giornata di campionato arriva guardando la classifica: dopo 14 giornate di permanenza continua (prima per migliore differenza reti, poi per distacco), il Chelsea non abita più la prima posizione in classifica. Non è certo il caso di far drammi, ma è comunque il frutto di un periodo di lungo appannamento accusato dai Blues, via via calati in modo abbastanza chiaro e fino ad entrare in una serie di tre sconfitte in quattro partite, bloccata in casa del Newcastle ma soltanto da un pareggio e arrivato soltanto in rimonta, dopo che per una quarantina scarsa di minuti i londinesi avevano temuto addirittura il terzo ko consecutivo. E’ una notizia se si pensa che fino ad un mesetto fa si vedeva un Chelsea capace di creare un ottimo margine di distacco tra sé e le avversarie più dirette: il fatto che fino a poco tempo fa si parlava di una chiara supremazia della squadra di Ancelotti e che già alla 15a giornata è arrivato lo scivolamento al secondo posto rappresenta una notizia. E’ un calo non casuale se poi si pensa a quanto successo nelle ultime settimane, con Lampard che non rientra più e ha mille ricadute, con Terry che s’è fatto male, con Drogba che ha problemi anche di salute, a strappare ai Blues tre quarti della spina dorsale fondamentale da poco più di un lustro a questa parte: i Blues inizialmente hanno dato la sensazione di poter (anche se a fatica) sopportare tutto questo continuando una buona marcia, ma le cattive notizie non sono terminate qui. La squalifica di Essien ha mostrato quanto poco ci sia a centrocampo alle spalle dei titolari e quanto basso sia il valore di John Obi Mikel all’interno di questa squadra quando dovrebbe prendersi le responsabilità, i problemi al ginocchio di Alex hanno prima aperto un buco colossale in difesa (con la pessima prestazione di Paulo Ferreira da centrale nel match contro il Sunderland) e poi costretto il brasiliano a stringere i denti in condizioni precarie (e forse anche questa può essere una giustificazione per lo scioccante errore commesso a St James’ Park), le scelte barbare della società hanno messo in grossa difficoltà l’ambiente e lo spogliatoio, rompendo quegli equilibri che si erano creati e lasciando Carlo Ancelotti a gestire una situazione molto difficile. Tutto questo ha (abbastanza logicamente) rotto la magia che si era creata dopo la vittoria del double la scorsa annata e il susseguente grande inizio di questa stagione e resta da capire se e quando il Chelsea riuscirà a ricrearsi situazioni positive simili. C’è anche da essere abbastanza comprensivi nei confronti di Carlo Ancelotti, che si trova di fronte all’ostacolo più arduo della sua esperienza inglese, lui che pure lo scorso anno era riuscito a gestire i borbottii societari dopo la deludente eliminazione dagli ottavi di finale di Champions League: adesso la situazione è diventata piuttosto fredda soprattutto perché è la società ad aver oltrepassato un certo limiti e aver messo da sola in difficoltà il proprio manager, una situazione che sette giorni fa stava per portare alla rottura e che durerà fino al termine della stagione, quando poi difficilmente Ancelotti sceglierà di restare in condizioni simili, tanto che già adesso a fine Novembre i media fanno circolare nomi su possibili successori (secondo i giornali domenicali, i Blues sognerebbero Guardiola), non certo una situazione che una società seria e di alto livello dovrebbe permettere. Per questo motivo, per questa stagione bisogna provare anche un po’ di solidarietà per Ancelotti, non certo dovuta alla nazionalità comune (non è su questa base che bisogna porre i discorsi sul calcio, altrimenti non ci siamo proprio e ci confermiamo provinciali) ma dovuta alla situazione in cui s’è ritrovato e con poche colpe. C’è qualche pecca sua sul piano tattico in questo periodo, ma un po’ meno di quanto possa pensare qualche tifoso. Ad esempio, qualcuno lo incolpa di non togliere Ramires (assolutamente disastroso fin qui) per lasciare dal primo minuto Josh McEachran, ma questa è un’indicazione un po’ eccessiva perché in primis non si può affermare con certezza che il pur talentuoso centrocampista possa avere un impatto maggiore a fronte di certe responsabilità e poi anche perché qui non si tratta semplicemente di lanciare un giovane, bensì di lanciare un giovanissimo (parliamo di un ’93) e il rischio netto sarebbe quello di bruciare direttamente il ragazzo, a fronte di pressioni altissime come quelle che ha una squadra di questo tipo. Al St James’ Park il Chelsea ci ha provato, premendo per una buona ora di gioco ma senza trovare brillantezza, in un match che alla fine è risultato buono a livello estetico anche se mediamente di livello tecnico molto modesto: la battaglia e tratti di match di buon ritmo hanno vivacizzato il match e reso divertente agli occhi neutrali, ma a farla da padrone di fatto sono stati gli errori. Il Newcastle stesso non ha fatto molto, appiattendosi dopo una buona partenza e giocando con pochissima lucidità e difendendo via via con sempre più affanno, riuscendo però a portare comunque un pareggio importante.
Il Newcastle deve fare a meno di Nolan, infortunatosi alla caviglia in allenamento e al suo posto gioca Routledge largo a destra, con Guthrie in regia. Confermato l’utilizzo di Steven Taylor e Campbell al centro della difesa per le squalifiche di Williamson e Coloccini. Il Chelsea non riesce a recuperare Zhirkov e allora utilizza una sorta di 4-2-2-2, con Drogba e Anelka in avanti e Kalou e Malouda a partire un po’ dietro.
Subito al 2’ minuto una punizione da sinistra costringe Cech ad una parata non facile dopo un’incornata probabilmente di Steven Taylor nel mucchio e poi Ameobi non riesce ad inquadrare la porta sulla respinta. E’ un Newcastle che parte in modo dinamico, mentre il Chelsea è troppo impreciso.
Al 6’ i Blues combinano un pasticcio colossale: Routledge tocca in avanti prendendo in controtempo Carroll, Alex deve compiere una facile chiusura ma impazzisce totalmente andando al retropassaggio nonostante abbia visto con lo sguardo che Cech si era mosso in avanti per chiudere il disimpegno in uscita bassa, con un tocco che prende sulla corsa il portiere e lo supera, venendo raccolto solo da Carroll che appoggia facilmente in rete da due passi per il gol dell’1-0. Disastro totale di Alex, che pure non può dire di non aver visto l’uscita di Cech: per questo l’errore è proprio tutto suo. Dopo un quarto d’ora ottimo, il Newcastle abbassa la propria posizione e ha il primo brivido a causa di Krul, che aspetta troppo per andare ad un rinvia ma per sua fortuna il rimpallo con Ramires manda il pallone sul fondo. Il Chelsea prova a metterci allora più foga e determinazione in fase offensivo, ma non trova le misure del gioco anche a causa di questo modulo nuovo, che vuole movimento continuo dei quattro elementi offensivi: forse l’idea non sarebbe nemmeno male, ma non c’è proprio brillantezza nella squadra e quindi porta a tentativi confusi e soprattutto a continue azioni personali, senza un vero gioco dietro. I quattro sono anche costretti a ciò, perché il pallone non arriva mai a loro in modo preciso da poter imbastire qualcosa di apparentemente fluido, con i due mediani che non fanno nulla per dettare i tempi di gioco: Obi Mikel ancora una volta conferma di essere un giocatore molto limitato e di non essere in grado di prendersi grandi responsabilità, mentre Ramires continua a giocare un altro sport. Insieme non ne fanno uno buono. Il Newcastle inizia però ad appiattirsi e fa fatica, trovando però delle ripartenze interessanti grazie ad un brillante Routledge, che soprattutto nel primo tempo fa soffrire molto Ashley Cole. Peraltro, l’ex Arsenal è accolto da continui “boo” dei tifosi di casa: sembra un fatto “standard” per i giocatori notoriamente poco simpatici ai tifosi non delle proprie squadre, ma in realtà sembra esserci un motivo dietro ed è privato, e riguarda al “famoso” (per gli inglesi) tradimento che ha portato alla separazione dalla moglie Cheryl Tweedy. Ebbene, la bella cantante è una Geordie, è proprio di Newcastle e quindi il pubblico ha preso le sue parti, beccando l’ex marito: anche questo è calcio inglese.
La prima risposta vera dei Blues arriva al 26’: corner battuto corto per Anelka che crossa, Alex prova a farsi perdonare con l’incornata verso l’angolo lontano ma sulla linea c’è Josè Enrique ben piazzato a salvare. Dei quattro elementi offensivi è Anelka a muoversi più di tutti, ma senza mai avere spunti interessanti, mentre Drogba gioca con tutte le energie che ha in corpo, ma è troppo alta la stima che si ha nei suoi confronti per pensare che questo sia il vero livello dell’ivoriano: la malattia lo debilita ancora. Dall’altra parte non ha malattie né nulla Andy Carroll, che è isolatissimo in avanti (perché Ameobi gioca molto arretrato, oltre a giocare particolarmente male) ma che è imperioso sul gioco aereo, facendo impazzire tutti: clamoroso il primo tempo il centravanti, anche se i nulli appoggi dei compagni lo costringono a spendere troppe energie.
Al 43’ Kalou fa partire l’azione, Obi Mikel verticalizza e il gran tocco di prima di esterno di Malouda manda fuori tempo il mal piazzato Steven Taylor e viene raccolto da Kalou che si incunea in area, si porta il pallone sul destro e trova l’angolino basso anche con l’aiuto della deviazione di Simpson che batte Krul per il gol dell’1-1. Gol che distende un po’ i nervi per i Blues: giusto un po’.
Il Newcastle è sempre più confuso nelle proprie avanzate, in una ripresa che parte lentamente fino ad essere svegliata al 55’ dal morso di Drogba, ma Krul tiene lì il pallone. Il ritmo torna altissimo, in un match a tratti caotico e poco lucido, ma che rimane intenso.
Al 62’ i Magpies hanno una clamorosa occasione: punizione dalla trequarti sinistra battuta da Josè Enrique sulla quale Cech esce su Carroll andando in cerca di guai e perdendo il pallone, Routledge prova ad approfittarne calciando di potenza ma sulla linea è ottimo e fondamentale il salvataggio di Cole. Il livello tecnico della ripresa è basso, ma la partita rimane vivace con il Newcastle che con un gioco di tutta corsa prova a pungere in contropiede una difesa avversaria mai troppo sicura e il Chelsea che cerca sempre i break dei propri elementi offensivi, finendo via via per eccedere sempre più sulle iniziative personali: il Newcastle però va in affanno in difesa con il passare dei minuti, barcollando anche sul piano delle energie nei 20 minuti finali. Carroll ha chiaramente meno energie in questa ripresa e riceve sempre meno supporto dai compagno e per questo non si capisce perché Hughton non tolga dal campo un inesistente Ameobi, cambio che arriva solo al 77’ con Ranger che appare vivace e che doveva entrare prima: con la squadra in affanno e con poco fiato, è davvero troppo rischioso effettuare solo una sostituzione, per un match che Hughton doveva gestire meglio. Il Newcastle ha poca lucidità a centrocampo anche perché la regia di Guthrie è continuamente lacunosa e poco precisa: dopo un primo tempo con qualche errore di troppo, nella ripresa però è importantissimo l’apporto di Tiotè, che non è un costruttore di gioco ma fa grande quantità in mediana. Se tutti alla lunga finiscono per essere stanchissimi (anche perché il campo è in condizioni davvero buonissime per lo straordinario lavoro dei giardinieri, ma sicuramente dopo le enormi nevicate che hanno colpito Newcastle nei giorni scorsi lo avranno reso per forza di cose un po’ pesante), Jonas invece mostra di avere ancora energie: peccato che le sfrutti solo per regalare continuamente palla agli avversari (non una novità).
Il Chelsea ci prova e all’80’ succede di tutto: Routledge segue Cole lasciando lo spazio per il cross ad Anelka, Kalou rimane libero ma cerca un controllo troppo difficile e si allunga il pallone verso l’area piccola, per l’ennesima volta il sempre incerto Steven Taylor si addormenta e permette all’ivoriano di arrivare sul pallone vincendo anche il rimpallo di Krul, che porta Kalou ad avere davanti la porta vuota ma clamorosamente sciupa mandando largo, mangiandosi il gol. Azione da sagra degli errori.
Il Newcastle ora sbaglia tantissimo e ha la difesa in totale apnea anche all’86’ su un semplice lancio lungo: Drogba di testa tocca per Sturridge, il primo tiro è respinto da Steven Taylor ma ha la seconda chance con il sinistro baso che però esce di poco rispetto al palo, con una traiettoria che aveva anche dato la sensazione di poter entrare. Lo stesso Sturridge però risulta un’arma in meno per il Chelsea, perché si intestardisce in azioni personali e nel cercare giocate troppo difficile per non dire impossibili.
Il Chelsea viene così frustrato fino alla fine e non riesce a far meglio di questo pareggio, che costa il primo posto in classifica: non è un dramma, ma di certo la conferma di una situazione non semplice. Adesso i Blues sono attesi in un match tra squadre in difficoltà, tra squadre apparse molto poco brillanti negli ultimi tempi, visto che a Stamford Bridge arriverà l’Everton: match che vale tantissimo per entrambe.
Il Newcastle ottiene in qualche modo il pareggio, ma forse più per demeriti degli avversari che per meriti propri: a parte 20 minuti iniziali, qualche sprazzo e qualche buona prestazione singola, s’è vista di fatto tanta confusione, pochissima lucidità. Adesso i Magpies sono attesi da una interessante sfida in casa del West Bromwich, un match tra due neopromosse.
Newcastle-Chelsea 1-1
Newcastle (4-4-1-1): Krul 6 – Simpson 6 Steven Taylor 4,5 Campbell 6 Josè Enrique 6,5 – Routledge 6,5 Guthrie 4,5 Tiotè 6,5 Jonas 5 – Ameobi 4 (77’ Ranger 6,5) – Carroll 7
In panchina: Soderberg, Lovenkrands, Perch, Smith, Best, Kadar
Manager: Chris Hughton 5,5
Chelsea (4-2-2-2): Cech 5,5 – Bosingwa 5 Alex 4 Ivanovic 6 Cole 5,5 – Ramires 3 Obi Mikel 4 (80’ Sturridge 5) – Kalou 6 Malouda 6 – Drogba 5,5 Anelka 5
In panchina: Turnbull, Paulo Ferreira, Van Aanholt, Bruma, Kakuta, McEachran
Manager: Carlo Ancelotti 5,5
Arbitro: Andre Marriner 6
Gol: 6’ Carroll (N), 45’ Kalou (C)
Ammoniti: Tiotè, Guthrie (N), Ramires (C)
Migliore in campo: Andy Carroll (Newcastle)
Chiamatelo pure rimon-Tottenham: per una volta un Lennon non è una nota lieta per Liverpool
L’altra partita della domenica di Premier League: prestazione altalenante per gli Spurs, che però hanno ancora il carattere per ribaltare il risultato e si riportano molto vicini nelle zone altissime di classifica
Tottenham-Liverpool 2-1: Insieme al Bolton, la squadra di Premier League che mediamente regala le partite più divertenti è assolutamente il Tottenham: a White Hart Lane va in scena un altro spot molto positivo per la Premier League, un match spettacolare di alto ritmo dall’inizio alla fine, giocato molto all’inglese e anche con un livello tecnico molto elevato. Una di quelle partite piene di emozioni e di eventi che spiegano da sole perché il calcio inglese è così amato, con inoltre il surplus qualitativo della Premier League, di una squadra che continua il proprio percorso di trasformazione in grande: la squadra ha il tasso tecnico alto per puntare in alto, ma soprattutto nelle ultime partite sta mostrando grande carattere. Gli Spurs avevano di fronte una settimana intensissima, con in mezzo il match esaltante di Champions League e ai due lati due sfide importantissime di campionato contro Arsenal e Liverpool, in cui dovevano dimostrare di iniziare a capire come gestire il doppio impegno: la risposta è stata positiva. Non sono state prestazioni particolarmente brillanti sul piano del gioco, ma in entrambi i casi arrivano due grandi rimonte nel corso della ripresa: da 0-2 contro l’Arsenal, da 0-1 contro il Liverpool, la storia cambia ma in parte, con la squadra che dimostra due volte grande carattere, proprio quello che serve per puntare nuovamente all’irruzione nelle top four. E adesso che gli Spurs hanno finalmente cambiato marcia, l’obiettivo è lì davanti, con i londinesi che con questo successo si riportano vicinissimi alle zone altissime di classifica, dove meritano di stare. A White Hart Lane c’è anche una prestazione positiva del Liverpool, che nel primo tempo si fa preferire e merita ampiamente il vantaggio, ma che dà un segnale piuttosto significativo: a gestire il gioco è stato sempre il Tottenham, mentre il Liverpool ha avuto un atteggiamento tattico buono nel primo tempo (meno nella ripresa), s’è fatto valere ma facendo una partita ad adattarsi all’avversario. Di fatto, gli Spurs hanno giocato da grande e i Reds da buona squadra e questo è molto significativo: la prestazione del Liverpool è stata buona, ma per quella che è la nuova dimensione di questa squadra. Hodgson ripropone Lucas Leiva al posto di Poulsen e conferma il 4-4-2 con N’Gog in avanti. Il Tottenham invece ritrova Van der Vaart alle spalle di Crouch, ma dura poco perché l’olandese ha un nuovo risentimento agli adduttori e deve uscire subito dal campo. Gli Spurs iniziano in modo soft in fase difensiva, non proteggendo bene e soffrendo molto (soprattutto dalla parte di un lento Gallas) quando Fernando Torres si propone con appoggi di classe di prima per i compagni, con Maxi Rodriguez che si rende pericoloso al tiro. E’ però lo spagnolo a dare gli unici spunti di qualità, con i due interni Lucas Leiva e Raul Meireles (soprattutto il portoghese, che dovrebbe avere compiti in più ma che ancora una volta dimostra di essere un tiratore e basta) abbastanza piatti e parecchio prevedibili nel far girare il pallone. Sempre meglio però di quanto c’è dall’altra parte in Wilson Palacios, che nel match recupera tanti palloni ma ne sbaglia il doppio: ad un certo punto dopo due pessime aperture consecutive, il pubblico va al boato quando riesce a servire un compagno. Nella fase centrale del primo tempo il Tottenham ha un buon momento di pressione e creano una grande chance: Modric si muove sulla destra a ricevere una rimessa laterale e crossa basso, Reina non tiene il pallone e Defoe cerca il tiro a porta sguarnita ma Carragher compie un grande salvataggio e respinge. Gli Spurs vanno però ad alti e bassi e il Liverpool si fa preferire, meritando il vantaggio che arriva al 42’: punizione estremamente dubbia concessa dal pessimo Atkinson (che quest’anno fa solo danni ma continua ad arbitrare) sulla trequarti battuta dentro, l’incornata di Skrtel carambola su N’Gog ma lo slovacco trova coordinazione e precisione per calciare con la punta esterna del destro, con una finalizzazione da vero attaccante che fredda Gomes e vale il gol dello 0-1. Davvero una realizzazione non banale. Il Liverpool dovrebbe chiudere il tempo con il doppio vantaggio, ma si mangia l’incredibile: splendido tocco di ritorno di Fernando Torres a chiudere la triangolazione con Maxi Rodriguez e a mandarlo davanti al portiere, ma l’argentino invece di tirare cerca un dribbling improbabile su Gomes andando poi a cercare un tocco imbarazzante quando capisce di aver commesso la sciocchezza finendo ginocchia a terra e con il portiere a recuperare facilmente. Davvero ridicolo e inconcepibile il modo con cui l’ex Atletico Madrid spreca questo gol, una roba imbarazzante: peraltro in parte riporta nella mente quanto successo nel recupero del North London derby dello scorso weekend quando lanciato in porta Chamakh impazzì facendosi recuperare invece di chiudere la partita. Evidentemente gli Spurs hanno un trucco per far rimbambire gli avversari: e in entrambi i casi fanno pesare in modo chiaro l’errore imperdonabile. Peraltro tra il finale di tempo e l’inizio di secondo tempo anche Fernando Torres ci mette del suo lanciato verso la porta, ma in entrambi i casi si fa recuperare dal subentrato Bassong: grande impatto sul match per il camerunense, che gioca davvero molto bene, compiendo diversi recuperi chiave. Nella ripresa il pallino del gioco passa totalmente dalla parte del Tottenham, anche perché il Liverpool abbassa il baricentro, non una idea brillante. Cross da destra di Lennon e Reina perde ancora palla in uscita, Bale va alla conclusione a colpo sicuro ma ancora una volta un compagno salva il portiere dalla papera e stavolta è Raul Meireles a respingere sulla linea. Come nello scorso weekend, il Tottenham ha l’occasione per pareggiare quando una punizione (stavolta di Bale) viene respinta con un braccio in barriera causando il rigore: se la decisione di sabato scorso era lampante perché Fabregas aveva allargato in modo folle il braccio, questa lo è molto meno perché N’Gog non amplia certo il proprio volume corporeo usando le braccia per coprirsi il volto e questo andrebbe permesso. Tra i media in pochi hanno avuto da ridire su questa scelta, ma davvero non si può concedere un rigore per questo motivo. Gli Spurs però hanno un chiaro problema dal dischetto un questa stagione e Defoe sbaglia sparando largo: è il quarto penalty sbagliato su nove per i londinesi in stagione. Il sempre buon Modric allora decide di fare tutto da solo incuneandosi in azione personale sulla destra dell’area per crossare di esterno, Skrtel va ad anticipare Crouch ed è sfortunato perché il suo tocco manda il pallone alle spalle del portiere per l’autogol dell’1-1. Sfortuna immeritata per lo slovacco, che stava giocando molto bene e proprio in quell’area di rigore aveva segnato un bel gol, ma qui non c’erano alternative e un difensore deve intervenire: grande cross di Modric. Così Skrtel diventa appena il secondo giocatore del Liverpool a segnare su entrambi i lati in un match di Premier League: l’altro era stato John Barnes e casualmente proprio a White Hart Lane, in un match vinto per 3-1 dai Reds nell’Agosto del 1995. Peraltro questo gol definisce una statistica molto interessante, perché per la prima volta in una giornata di Premier League nessuna squadra riesce ad ottenere un clean sheet: questo vuol dire anche che in questo weekend hanno segnato tutte tutte le squadre. Davvero niente male. E’ fondamentale anche per gli Spurs che il gol arrivi subito dopo l’errore dal dischetto di Defoe, che avrebbe potuto minare le energie mentali dei padroni di casa, che ora spingono ma tornano ad essere altalenanti, andando di fatto a rischiare la risposta dei Reds, in un match davvero molto bello. Raul Meireles dà nulla in fase di gioco, ma ha un gran tiro e lo dimostra con una fucilata da fuori di sinistro con palla che esce di pochissimo rispetto al palo. Però (a differenza del primo tempo) i Reds non avrebbero meritato il gol in questa ripresa, pur avendoci messo tanta corsa e anche carattere: l’atteggiamento tattico però non è stato buono. Nel tentativo di marcare Crouch su un corner, Carragher si procura una lussazione alla spalla che lo terrà fuori un mese. Nonostante il dolore sicuramente antipatico e forte, Carragher si rende protagonista di un gesto da lottatore epico perché mentre sta per uscire dal campo con il braccio immobilizzato ha la forza per sbraitare contro Kyrgiakos, colpevole di non esser ancora pronto per subentrare al suo posto: gesto di attaccamento alla maglia fantastico. Non sono episodi che entrano negli highlights di una partita, ma sono quelli che dimostrano cosa sia il calcio inglese: that’s why we love it. Il Tottenham nel finale ritrova la forza per spingere e trova il gol: lancione di Assou-Ekotto, Crouch riesce a far scorrere il pallone e Lennon (che era stato parecchio anonimo) riesce ad anticipare sul tempo Konchesky per puntare la porta e battere benissimo Reina, per il gol del 2-1. Con questo carattere gli Spurs possono davvero sognare. Con questa rete gli Spurs ottengono i tre punti e la giornata di Premier League si chiude con un totale di 41 reti realizzate: da quando la Premier League è a venti squadre (dal 1995/96) è il totale più alto verificato, eguagliando i “match round” dall’8 al 10 Novembre del 1997 e del 21 e 22 Febbraio 2004 (compreso un match che venne recuperato il 17 Marzo). Weekend ricchissimo di gol e anche parecchio divertente.
Migliore in campo: Sebastien Bassong (Tottenham)
Risultati 15a giornata Premier League:
Sabato 27 Novembre:
Aston Villa-Arsenal 2-4: 49’ Arshavin (Ar), 45’ Nasri (Ar), 52’ Clark (AV), 56’ Chamakh (Ar), 70’ Clark (AV), 93’ Wilshere (Ar)
Bolton-Blackpool 2-2: 28’ Evatt (Bl), 57’ Varney (Bl), 76’ Petrov (Bo), 89’ Mark Davies (Bo)
Everton-West Bromwich 1-4: 16’ Scharner (WB), 26’ Brunt (WB), 42’ Cahill (E), 76’ Tchoyi (WB), 87’ autogol Distin (E)
Fulham-Birmingham City 1-1: 20’ Larsson (BC), 53’ Dempsey (F)
Manchester United-Blackburn 7-1: 2’ Berbatov (MU), 23’ Park Ji-Sung (MU), 27’ Berbatov (MU), 47’ Berbatov (MU), 48’ Nani (MU), 62’ Berbatov (MU), 70’ Berbatov (MU), 83’ Samba (B)
Stoke City-Manchester City 1-1: 81’ Richards (MC), 92’ Etherington (SC)
West Ham-Wigan 3-1: 34’ Behrami (WH), 56’ Obinna (WH), 75’ Parker (WH), 86’ Cleverley (Wi)
Wolverhampton-Sunderland 3-2: 50’ Foley (W), 67’ Darren Bent (S), 77’ Welbeck (S), 81’ Hunt (W), 89’ Ebanks-Blake (W)
Domenica 28 Novembre:
Newcastle-Chelsea 1-1: 6’ Carroll (N), 45’ Kalou (C)
Tottenham-Liverpool 2-1: 42’ Skrtel (L), 65’ autogol Skrtel (L), 92’ Lennon (T)
Tottenham-Liverpool 2-1
Tottenham (4-4-1-1): Gomes 5,5 – Hutton 6 Gallas 4,5 Kaboul 6 (36’ Bassong 7,5) Assou-Ekotto 5 – Lennon 6 Palacios 4 Modric 7 Bale 6 – Van der Vaart sv (12’ Defoe 5; 93’ Sandro sv) – Crouch 6,5
In panchina: Cudicini, Pavlyuchenko, Kranjcar, Corluka
Manager: Harry Redknapp 6
Liverpool (4-4-2): Reina 5 – Johnson 5,5 Carragher 6,5 (86’ Kyrgiakos sv) Skrtel 6,5 Konchesky 5,5 – Kuyt 5 Raul Meireles 5 Lucas Leiva 5 Maxi Rodriguez 3,5 – Fernando Torres 6 N’Gog 5,5 (74’ Fabio Aurelio 5)
In panchina: Jones, Jovanovic, Babel, Poulsen, Shelvey
Manager: Roy Hodgson 6
Arbitro: Martin Atkinson 4
Gol: 42’ Skrtel (L), 65’ autogol Skrtel (L), 92’ Lennon (T)
Ammoniti: Raul Meireles, Konchesky, Carragher, Skrtel, Johnson (L)
Migliore in campo: Sebastien Bassong (Tottenham)
Classifica Premier League (posizione, squadra, punti, partite giocate, differenza reti):
1 Manchester United 31 (15; +19)
--------------------------------------------------------------------------
2 Chelsea 29 (15; +19)
3 Arsenal 29 (15; +15)
--------------------------------------------------------------------------
4 Manchester City 26 (15; +8)
--------------------------------------------------------------------------
5 Tottenham 25 (15; +3)
--------------------------------------------------------------------------
6 Bolton 23 (15; +6)
7 Sunderland 20 (15; +1)
8 Stoke City 20 (15; =)
9 Newcastle 19 (15; +1)
10 Liverpool 19 (15; -2)
11 Blackpool 19 (15; -6)
12 West Bromwich 19 (15; -6)
13 Blackburn 18 (15; -7)
14 Birmingham City 17 (15; -2)
15 Aston Villa 17 (15; -7)
16 Everton 16 (15; -2)
17 Fulham 15 (15; -3)
--------------------------------------------------------------------------
18 Wigan 14 (15; -15)
19 Wolverhampton 12 (15; -10)
20 West Ham 12 (15; -12)
TOP 11 (4-2-3-1):
Robert Green (West Ham);
Rafael Da Silva (Manchester United), Ciaran Clark (Aston Villa), Sebastien Bassong (Tottenham), Patrice Evra (Manchester United);
Youssouf Mulumbu (West Bromwich), Mark Davies (Bolton);
Chris Brunt (West Bromwich), Andrey Arshavin (Arsenal), Park Ji-Sung (Manchester United);
Dimitar Berbatov (Manchester United)
Manager: Alex Ferguson (Manchester United)
FLOP 11 (a.k.a. Where are Jermaine Beckford’s scoring boots?) (4-4-2):
Pepe Reina (Liverpool);
Michel Salgado (Blackburn), Alex Da Costa (Chelsea), John Heitinga (Everton), Pascal Chimbonda (Blackburn);
Ramires Santos (Chelsea), Mikel Arteta (Everton), Jordan Henderson (Sunderland), Maxi Rodriguez (Liverpool);
John Carew (Aston Villa), Jermaine Beckford (Everton)
Manager: Sam Allardyce (Blackburn)
Quarti di finale Carling Cup:
Martedì 30 Novembre:
ore 20.45
Arsenal-Wigan
West Ham-Manchester United
Mercoledì 1 Dicembre:
ore 20.45
Birmingham City-Aston Villa
Ipswich-West Bromwich
5a giornata gironi Europa League:
Mercoledì 1 Dicembre:
Girone A:
ore 20.45
Lech Poznan-Juventus
Manchester City-Red Bull Salisburgo
Classifica Girone A (posizione, squadra, punti, partite giocate, differenza reti):
1 Lech Poznan 7 (4; +2)
2 Manchester City 7 (4; +2)
----------------------------------------------------------------------
3 Juventus 4 (4; =)
4 Red Bull Salisburgo 2 (4; -4)
Giovedì 2 Dicembre:
Girone K:
ore 19.00
Steaua Bucarest-Liverpool
Utrecht-Napoli
Classifica Girone K (posizione, squadra, punti, partite giocate, differenza reti):
1 Liverpool 8 (4; +5)
2 Steaua Bucarest 5 (4; -1)
----------------------------------------------------------------------
3 Napoli 3 (4; -2)
4 Utrecht 3 (4; -2)
Prossima giornata Premier League:
Sabato 4 Dicembre:
ore 16.00
Arsenal-Fulham
Birmingham City-Tottenham
Blackburn-Wolverhampton
Chelsea-Everton
Manchester City-Bolton
Wigan-Stoke City
ore 18.30
Blackpool-Manchester United
Domenica 5 Dicembre:
ore 14.30
West Bromwich-Newcastle
ore 17.00
Sunderland-West Ham
Lunedì 6 Dicembre:
ore 21.00
Liverpool-Aston Villa


