Sito gemellato:

venerdì 31 dicembre 2010

Il Manchester United arriva al The Hawthorns alla caccia della seconda vittoria esterna

Weekend Preview: il Birmingham City prepara la propria trappola per affrontare l’Arsenal, mentre il Chelsea cerca gioco e punti contro l’Aston Villa in crisi



New Year's Day di Premier League, con la 21a giornata ad aprire il 2011:


West Bromwich-Manchester United: Il nuovo anno per la Premier League si aprirà con il match del The Hawthorns, importante non tanto per questo ma quanto per il Manchester United per imporre ulteriormente la propria autorità in vetta alla classifica: i Red Devils sono infatti sempre imbattuti, ma hanno pareggiato troppo in trasferta e questo non può certo rendere felice Sir Alex Ferguson, il quale vuole festeggiare il proprio 69esimo compleanno con il secondo successo esterno. Lo scozzese infatti ha compiuto venerdì gli anni e vorrà una celebrazione adeguata in campo, dopo la delusione del pareggio subito a St Andrew’s all’ultimo minuto regolamentare e con un triplo fallo di Zigic non segnalato dall’arbitro Mason: sicuramente una circostanza anche parecchio sfortunata, ma i Red Devils hanno avuto il demerito di non chiudere la partita contro una squadra del tutto speculativa e che si sapeva che si fosse gettata in avanti negli ultimi cinque minuti per cercare l’episodio per il pareggio. Adesso il ruolino esterno parla di ben sette pareggi e solo un successo, quello ottenuto in casa dello Stoke City grazie al gol di Hernandez nel finale: è abbastanza ovvio di come questa squadra abbia bisogno di alzare il proprio ritmo in campo esterno. Lo United ci proverà al The Hawthorns, contro quella che è peraltro l’unica squadra capace di uscire indenne da Old Trafford in questa Premier League: il West Bromwich Albion infatti nel match d’andata ha fermato il Manchester United sul 2-2, in quello che era il momento più nero della stagione dei Red Devils. Quelli sono gli unici punti persi tra le mura amiche dalla squadra di Ferguson, che allora aveva a che fare con i grossi problemi dovuti alla vicenda Rooney e che si squagliò malamente in difesa una volta conquistato il doppio vantaggio, concedendo due gol piuttosto soft con un autogol di Evra e un pasticcio brutto di Edwin Van der Sar per il pareggio di Tchoyi. Era anche il momento migliore della stagione per il West Bromwich, che invece adesso è reduce da tre sconfitte consecutive: soprattutto, i Baggies hanno perso ben sette delle ultime dieci partite (con anche due vittorie e un pareggio), un ritmo in calando che ha reso meno tranquilla la posizione in classifica. Di Matteo paga soprattutto le debolezze della difesa, la peggiore del campionato insieme a quella dell’Aston Villa con ben 34 gol subiti: contro il Blackburn queste debolezze si sono evidenziate tutte, sia in azioni di palla attiva (specialmente dalla parte dello sconcertante Gonzalo Jara, uno dei giocatori più scarsi del campionato), sia in situazione di palla inattiva (con marcature davvero troppo molli). C’è bisogno di un altro rendimento contro il Manchester United, in un match che vedrà i Baggies dover fare a meno di tre difensori titolari: all’assenza ormai solita di Jonas Olsson, infatti, si aggiungono le squalifiche per Tamas e per Jara, anche se quest’ultima non può essere un danno. Attenzione però anche alle condizioni di Scharner, in dubbio per l’influenza ma che dovrebbe stringere i denti. Al suo fianco dovrebbe giocare Pablo Ibanez, mentre a fare il terzino destro potrebbe essere Reid, anche se Di Matteo ha richiamato Zuiverloon dal prestito all’Ipswich: attenzione anche ad una terza alternativa, visto che contro il Manchester City l’italiano utilizzò addirittura Shorey come terzino destro. Fondamentale il ritorno a centrocampo di Chris Brunt, elemento chiave per le azioni della squadra e che era squalificato contro il Blackburn: potrebbe prendere il posto di uno tra Dorrans e Tchoyi. Il Manchester United potrebbe tornare ad un 4-4-2, dopo aver giocato con il 4-2-3-1 contro il Birmingham City: Berbatov potrebbe esser affiancato da Rooney, anche se potrebbe esserci pure una chance per Hernandez, mentre per Macheda si parla di un prestito in Italia (prestito che ci sta). Potrebbe essere importante il rientro di Nani dall’infortunio, con il portoghese che potrebbe giocare la “sfida degli assist men” contro Brunt: i due sono infatti primi in Premier League in questa statistica con 10 assist. Da verificare l’impiego di Ryan Giggs, il quale a 37 anni ha giocato da titolare le due partite giocate dal Manchester United nel giro di tre giorni, giocando persino interamente la seconda: e dire che per qualche altro manager (vedi Wenger) è impossibile che giocatori ben più giovani possano farlo. Potrebbe comunque esserci un utilizzo di Obertan, mentre sembra quasi sicuro il ritorno di Fletcher da titolare in mediana.
West Bromwich (4-1-4-1): Carson; Reid, Pablo Ibanez, Scharner, Shorey; Mulumbu; Tchoyi, Morrison, Brunt, Thomas; Odemwingie
Manchester United (4-4-2): Van der Sar; Rafael Da Silva, Ferdinand, Vidic, Evra; Nani, Fletcher, Anderson, Obertan; Berbatov, Hernandez

Birmingham City-Arsenal: La trasferta del St Andrew’s è stata particolarmente amara per l’Arsenal negli ultimi tempi: reduci dall’aver perso due punti nel finale di gara contro il Wigan (nonostante la superiorità numerica) per un risultato che ha provocato mille polemiche, i Gunners fanno visita ad un Birmingham City che al contrario ha strappato all’89’ un punticino improbabile contro il Manchester United, grazie ad un gol di Bowyer decisamente viziato da un triplo fallo di Zigic. Come se non bastasse il ricordo dell’ultimo match a creare un possibile tema per la sfida di sabato, c’è da andare alle ultime sfide tra le due squadre: in tre delle ultime quattro visite al St Andrew’s, l’Arsenal ha subito gol al 90’ o oltre, permettendo così al Birmingham City di strappare quattro punti extra. Se contava pochino il 15 Maggio 2005, perché il 2-1 per i Brummies (al gol di Pandiani aveva risposto Bergkamp, ma nel recupero Heskey firmò il gol vittoria) arrivò all’ultima giornata di campionato per il City già salvo e l’Arsenal già sicuro del secondo posto in classifica, è contato moltissimi nelle ultime due sfide nelle Midlands, perché sono entrambe considerate il punto nel quale si sono sciolte le ultime speranze dell’Arsenal nella lotta per il titolo. Tristemente famoso il 2-2 del Febbraio del 2008, quando dopo appena due minuti ci fu il gravissimo infortunio di Eduardo Da Silva per il tackle di Martin Taylor: allora l’Arsenal era in vetta alla classifica e sembrava destinato al successo grazie alla doppietta di Theo Walcott (i suoi primi due gol in Premier League), ma come sempre successo negli ultimi anni i Gunners hanno gestito malissimo il vantaggio (anche quello in superiorità numerica: ancora convinti che questa squadra sia in crescita?) con Clichy che concesse un rigore in pieno recupero con un errore pessimo e McFadden che realizzò il gol del pareggio. Quel match fu famoso anche per la rabbia mostrata in campo dall’allora capitano William Gallas e fu l’inizio del deciso calo dell’Arsenal, che da quel momento in poi non riuscì nemmeno a dire la sua nella corsa per il titolo. Inserimento nella corsa per il titolo che sembrava possibile anche lo scorso anno in caso di vittoria, ma anche allora dopo il vantaggio di Nasri i Gunners non riuscirono ad uscire dal campo con i tre punti in cassa, con lo sbandamento difensivo che permise a Phillips di trovare la zampata decisiva per l’1-1 finale. Visto il momento della stagione, la stessa cosa potrebbe anche accadere in questa sfida, che arriva in un momento delicato per l’Arsenal. Dopo il successo contro il Chelsea, in pochi hanno gradito le scelte di formazione di Wenger contro il Wigan, che hanno portato ad uno stentato pareggio peraltro con le solite sbandate difensive e i soliti problemi di gestione del risultato. Match delicato anche per il Birmingham City, che è chiaramente dentro la lotta per la salvezza, soprattutto a causa dei problemi offensivi: i Brummies sono l’unica squadra di Premier League a non essere in doppia cifra per numero di gol segnati in casa (appena 9), ma nonostante tutto soltanto l’Everton finora è riuscito a vincere al St Andrew’s. Curiosamente, in questo match si affronteranno due squadre che hanno subito lo stesso numero di sconfitte, ben cinque: i 10 pareggi però costringono i Brummies a lottare nelle zone basse di classifica. McLeish sembra intenzionato a confermare l’undici che ha pareggiato contro il Manchester United, con quindi Beausejour schierato come ala sinistra. Nonostante la sfuriata dopo la sostituzione di martedì sera a cui non hanno fatto seguito delle scuse, uno degli ex di giornata Larsson dovrebbe partire da titolare, al contrario di un altro grande ex come Hleb che sta crescendo di condizione dopo l’infortunio ma che dovrebbe partire dalla panchina. Viste le difficoltà dei Gunners sui palloni alti (in particolare sui calci piazzati), McLeish potrebbe anche scegliere all’ultimo di puntare sui cm di Zigic, non a caso andato a segno nel match d’andata. Da verificare le scelte di formazione di Wenger dopo le polemiche di mercoledì sera, perché potrebbe esserci ancora una certa rotazione. L’Arsenal dovrebbe ritrovare nell’undici titolare i vari Nasri o Van Persie, così come Fabregas che ha saltato il match contro il Wigan anche per squalifica. Da verificare la presenza di Arshavin, criticatissimo negli ultimi giorni su TalkSport Radio da un grande ex Arsenal come Frank McLintock (ex bandiera difensiva), che lo ha descritto come “lazy”, pigro. Out il sempre fragile Diaby, fuori un mese per problemi al polpaccio, mentre per Vela si aprono le porte di un prestito. I Gunners hanno subito gol in ognuno degli ultimi sette match di campionato, la serie peggiore da sei anni a questa parte: un altro match senza clean sheet rappresenterebbe la serie peggiore da quella di ben 11 partite partita nel Dicembre 2001 e chiusa nel Febbraio 2002.
Birmingham City (4-5-1): Foster; Carr, Johnson, Dann, Ridgewell; Larsson, Gardner, Ferguson, Bowyer, Beausejour; Jerome
Arsenal (4-2-3-1): Fabianski; Ebouè, Squillaci, Djourou, Clichy; Song, Denilson; Walcott, Fabregas; Nasri; Van Persie

Chelsea-Aston Villa: E’ stato un 2010 del tutto da dimenticare per l’Aston Villa e i propri tifosi: la squadra entrò nell’anno con appena due punti in meno rispetto alla zona Champions League, con una semifinale di Carling Cup da giocare e con la sensazione di un gruppo solido in continua crescita. In quest’anno solare non solo la crescita non c’è stata, ma è stata del tutto dimenticata tanto netta è stata l’involuzione di tanti giocatori, accompagnata poi da un disastro sul piano tecnico, da un calo netto sul piano del gioco e dalla totale perdita di solidità: invece della zona Champions League, adesso i Villans sono vicini alla zona retrocessione, dietro soltanto di un punto. Un 2010 disastroso, che ha portato anche all’addio di Martin O’Neill, simbolo della ricostruzione che è ormai tornata nel dimenticatoio: adesso c’è da fare i conti con una transizione, che rischia di diventare un fallimento vero e proprio qualora non arrivassero in fretta quei risultati che possano perlomeno permettere l’approdo in una zona tranquilla di classifica. Non sta tanto meglio nemmeno il Chelsea, talmente disabituato alla vittoria nell’ultimo mese da accogliere con un sospiro di sollievo l’1-0 ottenuto contro il Bolton, al termine di una prova comunque stentata: è fondamentale sul piano psicologico tornare a fare punti per provare a rimettersi in moto, ma adesso c’è bisogno di dar seguito a questi risultati per rimettersi realmente in marcia all’inseguimento del Manchester United. La scorsa stagione questa sfida finì con un 7-1 davvero clamoroso, anche perché allora l’Aston Villa aveva una delle difese migliori del campionato. Sembra improbabile che un risultato del genere possa ripetersi, nonostante i Villans abbiano ora la peggior difesa del campionato (alla pari con il West Bromwich): questo perché il Chelsea non ha mai segnato più di un gol nelle ultime nove partite di campionato, cosa che non succedeva dal Marzo/Aprile 1995. I Blues mantengono però la migliore difesa in campionato, soprattutto per i soli quattro gol subiti in casa: pensare che ben tre furono messi a segno dal Sunderland. Quel match però fu giocato con Paulo Ferreira al centro della difesa, situazione che potrebbe anche ripetersi contro l’Aston Villa a meno di un lancio del giovane Bruma: questo perché Ivanovic è squalificato e il Chelsea non ha altri difensori centrali in rosa oltre all’infortunato Alex. Ci sarà invece Frank Lampard, che ha nell’Aston Villa il suo avversario preferito, avendo segnato a questa squadra ben nove reti in carriera. L’Aston Villa proverà a migliorare il proprio rendimento esterno, che è davvero inaccettabile: appena quattro punti ottenuti, il peggior bottino insieme a quello del Wolverhampton, peraltro l’unica squadra battuta in campo esterno dai Villans. E pensare che lo scorso anno a questo punto della stagione il rendimento esterno era migliore di quello interno. Houllier per giunta non ha un grande record a Stamford Bridge, avendo perso in quattro delle ultime cinque visite in questo stadio: l’ultima sua visita ovviamente sulla panchina del Liverpool fu però un successo per 1-0 nel Gennaio 2004, con gol di Bruno Cheyrou. A guidare l’attacco in quel match fu Emile Heskey, che come Ashley Young recupera dall’infortunio: i due dovrebbero giocare in avanti, al posto di Agbonlahor e Bannan. Luke Young non dovrebbe recuperare dal problema alla caviglia, in una difesa che ha subito ben nove gol di testa: solo il West Ham con 10 ne ha subiti di più.
Chelsea (4-3-3): Cech; Bosingwa, Paulo Ferreira, Terry, Cole; Ramires, Essien, Lampard; Kalou, Drogba, Malouda
Aston Villa (4-4-1-1): Friedel; Lichaj, Cuellar, Collins, Warnock; Albrighton, Reo-Coker, Petrov, Downing; Ashley Young; Heskey

Tottenham-Fulham: Da 10 a 11: non è solo il cambio dell’anno allo scoccare della mezzanotte (ovviamente con un 2 uno 0 a precederli), ma anche il desiderio di Harry Redknapp, il quale infatti spera che la propria squadra possa stavolta concludere il match a pieni ranghi. Nelle ultime due partite infatti il Tottenham ha dovuto lavorare duro e faticare anche contro l’inferiorità numerica, per le espulsioni di Defoe contro l’Aston Villa e Kaboul contro il Newcastle, peraltro due rossi abbastanza esagerati: gli Spurs hanno però dato un bel segnale e dimostrato carattere riuscendo a portare comunque a casa le due vittorie (segnando peraltro sempre un gol in inferiorità numerica), ma ovviamente Redknapp preferirebbe non testare più la tenuta della propria squadra in inferiorità numerica e giocare con undici uomini in campo. Come direbbero nell’ice hockey, lo shorthand ha funzionato alla grande: era dal 1998 che una squadra di Premier League non vinceva due partite di fila nonostante aver subito espulsioni in entrambe. Dall’altra parte c’è da affrontare un Fulham che ha saputo allentare la pressione sul manager Mark Hughes grazie al successo in casa dello Stoke City, un Fulham che però deve dimostrare di saper dire la propria anche senza l’aiuto di clamorose coincidenze astrali: non si può spiegare altrimenti la doppietta di Chris Baird, un difensore che in carriera aveva segnato appena tre gol, tutte peraltro tra il Novembre 2006 e il Marzo 2007, in Championship con la maglia del Southampton. Tra l’altro, in quei Saints Baird giocava in difesa con un certo Gareth Bale sulla sinistra. Non si può che pensare ad una coincidenza, anche pensando al modo con il quale il nordirlandese ha segnato la doppietta, sbloccando il risultato con una sensazionale volèe dal limite dell’area, una conclusione talmente perfetta che ha indotto i compagni a fargli tirare una successiva punizione dal limite: con tanto di gol. Una storia pazzesca, ma difficilmente ripetibile: adesso Mark Hughes deve sperare in soluzioni meno improbabili, non può certo sperare che arrivino gol da Schwarzer. E’ stato fondamentale però cancellare il digiuno di successi esterni: il Fulham non vinceva in trasferta da 27 partite di campionato, da un 1-0 contro il Portsmouth arrivato con un gol di fondoschiena di Bobby Zamora. Resiste però ancora la maledizione dei derby londinesi: i Cottagers non vincono un match esterno a Londra dall’Agosto 2003, quando batterono proprio il Tottenham, addirittura con un secco 3-0 con doppietta di Barry Hayles e gol di Boa Morte. L’unico reduce di quel match è Bobby Zamora, che entrò dopo l’intervallo: allora però vestiva la maglia degli Spurs. Mark Hughes ha però perso gli ultimi quattro match contro Redknapp e proverà a rompere questa maledizione confermando l’undici sceso in campo contro lo Stoke City, con Andrew Johnson a guidare l’attacco e Duff sulla fascia destra. Non ci sarà Dembelè, che però potrebbe anche recuperare per il match del 4 Gennaio. Regolarmente tra i pali Schwarzer, che però poi lascerà per giocare la Coppa d’Asia con la sua Australia. Il Tottenham dovrà ovviamente fare a meno di Defoe e Kaboul, entrambi squalificati per tre partite (l’attaccante sconta già la seconda: potrebbe rientrare in FA Cup). Arriva con la giusta tempistica il recupero di William Gallas, che ha lasciato alle spalle il problema agli adduttori e dovrebbe giocare da titolare, probabilmente però non più con la fascia da capitano che dovrebbe andare sul braccio del compagno di reparto Dawson. In avanti dovrebbe essere Crouch a guidare l’attacco con Redknapp che fa ruotare i propri uomini. Possibile novità anche in mediana, con Jenas che sembra destinato ad esser preferito a Palacios.
Tottenham (4-4-1-1): Gomes; Hutton, Dawson, Gallas, Assou-Ekotto; Lennon, Jenas, Modric, Bale; Van der Vaart; Crouch
Fulham (4-4-1-1): Schwarzer; Pantsil, Aaron Hughes, Hangeland, Baird; Duff, Murphy, Etuhu, Davies; Dempsey; Andrew Johnson

Liverpool-Bolton: Nonostante l’inno del Liverpool sia il famosissimo e bellissimo “You’ll Never Walk Alone”, al comando di Anfield c’è un uomo che probabilmente non s’è mai sentito così solo nella sua carriera manageriale. Trovatosi in eredità dalla gestione Benitez una squadra parecchio distrutta e dal livello tecnico totalmente inaccettabile, Roy Hodgson non è riuscito a dimostrare quell’autorità che si sperava in estate: in primis, non ha ripulito la squadra dei tanti rami secchi beniteziani (i Lucas Leiva, i Ryan Babel), anzi col mercato ne ha aggiunti altri (vedi Milan Jovanovic e soprattutto l’imbarazzante Joe Cole), avendo anche la colpa di non dare un cambio di rotta deciso sul piano tattico. Di fatto, questa stagione ha proseguito l’impoverimento tecnico iniziato da Benitez, arrivando ad un punto estremamente basso come la prestazione semplicemente oscena contro il Wolverhampton, quando i Reds non hanno saputo nemmeno fare un’azione decente. Per qualcuno è una questione caratteriale: se un conto è riuscire a cambiare radicalmente le carte in tavola in un Fulham (che trovò in situazione tremenda dopo la gestione Lawrie Sanchez, ma riuscì ad evitare una retrocessione che sembrava certa), un altro è fare lo stesso in un Liverpool, provando ad imporsi con certe personalità dello spogliatoio e tra le pressioni di un club dal grande nome. Premettendo che la situazione era pessima già dall’eredità di Benitez, in questo modo Hodgson ha finito per metterci anche del suo, risultando anche lui dannoso. Se però il popolo di Anfield raramente si era messo contro Benitez, adesso è tutto schierato contro Hodgson, con tanto di cori ironici come l’ “Hodgson For England” sentito nel corso del match di mercoledì sera: il manager londinese non l’ha presa bene e ha chiesto alla stampa dov’è stato il “famous Anfield support” nei suoi sei mesi, creando se possibile un’ulteriore frattura. Però c’è da ricordare un particolare a chi rimpiange l’era Benitez: cos’ha fatto lo spagnolo? Quante volte i Reds hanno lottato per il titolo? E soprattutto, quanti punti avevano lo scorso anno (quello più paragonabile a questo)? Dopo 18 partite, lo scorso anno il Liverpool non aveva 20 punti in più, ma appena cinque. Sarà fondamentale però dare una risposta, contro un Bolton che dal canto suo non è soddisfatto dalle ultime uscite, soprattutto perché ha perso ritmo esterno: le ultime tre trasferte hanno portato tre 0-1. Sono sconfitte arrivate contro tre delle altre squadre che occupano i primi sette posti in classifica (Manchester City, Sunderland e Chelsea), ma che comunque hanno mostrato una certa scarsa incisività offensiva dei Trotters, che invece erano stati esaltanti nelle precedenti trasferte proprio per pericolosità e concretezza. Coyle vuole una risposta, ma dovrà fare i salti mortali: dopo essersi presentato a Stamford Bridge con solo sei elementi in panchina (quindi 17 uomini in distinta), rischia di trovarsi una squadra di appena 15 uomini da presentare ad Anfield. Questo perché Holden rischia di non farcela con un problema alla coscia, mentre Robinson ha subito in casa del Chelsea il quinto giallo stagionale ed è squalificato. A fronte di due assenze, potrebbe non esserci nessun recupero: Steinsson spera di recuperare dal problema al ginocchio, mentre i vari Lee Chung-Yong (in Coppa d’Asia), Cohen (dopo la morte del padre Avi, ex centrocampista proprio del Liverpool), Davis, Joey O’Brien, Gardner e Samuel rimangono out. A fare il terzino sinistro dovrebbe essere Marcos Alonso, mentre Mark Davies dovrebbe affiancare Muamba in mediana. Potrebbe esserci qualche cambio di formazione per il Liverpool, che deve decidere se schierare Gerrard dal primo minuto, dopo che Hodgson l’ha visto estremamente stanco. Potrebbe non esserci spazio per il contestato Konchesky, mentre Raul Meireles è un altro elemento che rischia il posto dopo la sconcertante prestazione di mercoledì sera. Dovrebbe esserci invece Fernando Torres, da molti visto con animo svogliato: potrebbe anche giocare da unica punta qualora Hodgson decidesse di tornare al 4-2-3-1.
Liverpool (4-2-3-1): Reina; Johnson, Skrtel, Kyrgiakos, Fabio Aurelio; Raul Meireles, Lucas Leiva; Kuyt, Gerrard, Maxi Rodriguez; Fernando Torres
Bolton (4-4-2): Jaaskelainen; Ricketts, Cahill, Knight, Marcos Alonso; Rodrigo Moreno, Muamba, Mark Davies, Taylor; Elmander, Kevin Davies

Manchester City-Blackpool: In attesa di scombussolare nuovamente la rosa con nuovi acquisti sempre più costosi ad indebitare sempre più la società (Platini: ma non parlavi di fair-play finanziario?), il Manchester City affronta il Blackpool in quella che è la sfida tra ricchi e poveri della Premier League: i soldi arabi contro il lavoro del campo di Holloway. Indovinate quale dei due è considerato dagli appassionati l’esempio positivo del calcio inglese e quale la strada verso la fine del calcio inglese, rovinato da presunzione e soldi eccessivi? Chiedere qualcosa al Blackpool in prossimità di questo match è abbastanza impossibile, ma i Tangerines possono andar fieri del percorso fin qui intrapreso, avendo un rendimento da favola nonostante i tanti rinvii per neve (ben tre): a trascinare la squadra di Holloway è soprattutto un grande rendimento esterno, con ben cinque vittorie. Eppure, nonostante tre partite da recuperare, il Blackpool occupa un incredibile ottavo posto in classifica, arrivando a questo match con una serie di imbattibilità di sei partite: a far ben sperare Holloway è soprattutto il fatto che soltanto una volta a fine stagione è retrocessa una squadra che all’1 Gennaio abitava la prima metà di classifica e capitò al Norwich nel 1995. Nonostante il gioco del Manchester City non sia certo strabiliante, è un match sulla carta impossibile anche solo per questione economica (questa è la piega che ha preso il calcio inglese grazie a queste proprietà): Holloway però ha giurato che non farà puro contenimento e nulla più (come di fatto l’Aston Villa martedì pomeriggio), ma proverà a giocare la propria partita, proverà quando possibile ad attaccare. Ebbene, c’è da credergli, visto che è sempre stato questo l’atteggiamento della sua squadra, anche nelle partite perse nettamente (contro Arsenal e Chelsea), anche nelle partite molto sofferte: questo atteggiamento può portare a qualche delusione (vedi il ko interno contro il Blackburn, quando i Tangerines pareggiarono nel finale ma si lanciarono comunque in avanti ancora e subirono gol in contropiede), ma soprattutto sta portando un saldo positivo. Basti pensare ad un match incredibile come quello del Sunderland, in cui furono chiaramente i Black Cats a dominare, creando tantissime occasioni da rete: una squadra normale si sarebbe impaurita e avrebbe sperato di resistere ottenendo al massimo uno 0-0 (visti tutti gli errori offensivi del Sunderland), mentre il Blackpool ha avuto il merito di portare tanti uomini in attacco quando possibile, andando così ad ottenere addirittura il successo. E’ il calcio di Holloway, il calcio che ha portato questa squadra alla clamorosa promozione: il merito di questo straordinario manager è di non averlo rinnegato una volta arrivato in Premier League, nonostante da affrontare ci fossero sfide ben più ardue. Il Blackpool deve fare a meno di Grandin, uscito dal campo dopo una ventina di minuti nel match contro il Sunderland per un problema agli adduttori: bisognerà vedere se Holloway utilizzerà Phillips (che ha mostrato numeri eccellenti contro il Sunderland) o se confermerà in mediana Sylvestre, utilizzando quindi il solito 4-3-3. Importante è il ritorno dalla squalifica di Charlie Adam, uomo-squadra dei Tangerines: il Blackpool però ha dimostrato di non essere solo dipendente dallo scozzese. Si aspetta una certa rotazione nel Manchester City, che tanto per cambiare sembra destinato ad acquistare Dzeko per 30 milioni di pounds: grande attaccante, ma a che serve acquistarne altri con un manager così difensivo che schiera sempre solo una punta (anche a costo di mettere un altro attaccante sulla fascia, vedi Balotelli quando gioca anche Tevez)? In avanti dovrebbe tornare Tevez, mentre i vari Boateng, Kolo Tourè e Milner dovrebbero esser riproposti nell’undici titolare.
Manchester City (4-2-3-1): Hart; Boateng, Kolo Tourè, Kompany, Kolarov; Milner, Barry; David Silva, Yaya Tourè, Balotelli; Tevez
Blackpool (4-3-3): Kingson; Eardley, Cathcart, Evatt, Crainey; Sylvestre, Vaughan, Adam; Taylor-Fletcher, Campbell, Varney

Wigan-Newcastle: Con la vittoria ottenuta contro il Wolverhampton e il pareggio contro l’Arsenal, il periodo natalizio è iniziato abbastanza bene per il Wigan che però potrebbe ritrovarsi nuovamente in zona retrocessione al momento del fischio d’inizio del suo match, visto che gioca domenica quando tutte le altre squadre avranno già disputato i loro match (a meno di rinvii). La natura cortissima della classifica fa però sì che un’eventuale vittoria possa portare il Wigan addirittura davanti al Newcastle, che dal canto suo vede questo match come l’inizio di un periodo particolarmente importante per rimanere a metà classifica e quindi non venire risucchiato nella zona bassa, nonostante la linea di demarcazione sia piuttosto debole (come ormai sempre in questi ultimi campionati). Pardew ha dovuto infatti affrontare delle partite non semplicissime finora, ma adesso deve affrontare il Wigan e il West Ham (sua ex squadra), partite nelle quali si vedrà realmente come e quanto il Newcastle ha patito il clamoroso esonero di Chris Hughton. Nonostante la storia diversa delle due squadre, i precedenti sono favorevoli al Wigan, con cinque vittorie e quattro ko (e tre pareggi). In particolare, il DW Stadium (o JJB Stadium, come era chiamato prima) porta male ai Magpies, che hanno segnato solo una volta nelle ultime quattro visite al Wigan. Il match d’andata ha però dimostrato di come il Wigan sia indigesto al Newcastle anche tra le mura amiche: i Magpies giocarono male e strapparono un pareggio solo in mischia in pieno recupero, dopo che la doppietta del fischiatissimo ex N’Zogbia aveva portato i Latics sul doppio vantaggio. Proprio il francese sarà il grande assente della giornata e forse ha già giocato la sua ultima partita con la maglia del Wigan: una folle testata accennata a Wilshere gli è costata un rosso diretto e tre partite di squalifica. Martinez spera di trattenerlo e fa bene perché N’Zogbia è l’uomo chiave della squadra e una sua partenza potrebbe avere serie ripercussioni per il gioco dei Latics (in particolare qualora non dovesse esser prolungato neanche il prestito di Cleverley), ma tante squadra sono interessate a questo esterno, tra cui soprattutto il Marsiglia e il Sunderland (Steve Bruce lo aveva acquistato dal Newcastle quando era manager del Wigan). Da capire chi giocherà al suo posto: McArthur e Jordi Gomez sono le alternative più possibili, mentre è improbabile l’arretramento sulla corsia di Rodallega anche perché poi l’unico attaccante a disposizione è Boselli, 6 milioni e mezzo di pounds buttati malamente, attaccante di cui il Wigan già si vuole liberare in fretta e furia. Pensare che questo cialtrone era capocannoniere in Copa Libertadores e l’uomo chiave dell’attacco di una grande d’Argentina come l’Estudiantes (che ad esempio ha vinto anche l’ultimo torneo argentino) deve far riflettere sulla piega che ha preso questo sport, troppo legato ai soldi che hanno creato alla lunga una differenza troppo netta tra il calcio europeo e quello degli altri continenti, per poi avere enormi differenze anche all’interno dello stesso calcio europeo: d’altronde, se Nazioni come l’Argentina cedono migliaia di calciatori in tutta Europa, non possono avere un bagaglio così grande per poi garantirsi un torneo interno di un certo tipo e quindi capita che a diventare le stelle del torneo siano i Boselli, ovvero gente che non avrebbe conosciuto nessuno se solo non avvenisse la metà dei trasferimenti all’estero. I troppi talenti lasciati partire, portano poi a far sembrare delle stelle dei giocatori che invece sono mediocri come Boselli: detto ciò, polli sono stati quelli del Wigan a pagarlo così tanto. Dubbio in difesa, dove Alcaraz (a proposito di grandi acquisti del Wigan…) è alle prese con problemi alla coscia e ha il 50% di possibilità di giocare: potrebbe quindi tornare Figueroa, con Gohouri al centro. Tra i convocati potrebbe esserci Adrian Lopez detto “Piscu”, 23enne difensore centrale che il Wigan ha ingaggiato dopo che si era svincolato dal Deportivo La Coruna (al termine di una infinita querelle di contratto). Il Newcastle è reduce da tre ko esterni consecutivi (subendo 10 gol) e potrebbe per giunta dover fare a meno di Carroll, alle prese con problemi alla coscia: a guidare l’attacco potrebbe essere il rientrante Ameobi, o in alternativa Ranger. Importante il ritorno di Nolan dalla squalifica, così come il rientro di Josè Enrique dall’infortunio: dovrebbero essere Perch e Smith ad uscire dalla formazione.
Wigan (4-3-3): Al Habsi; Stam, Gary Caldwell, Gohouri, Figueroa; Thomas, Watson, Diamè; McArthur, Rodallega, Cleverley
Newcastle (4-4-1-1): Krul; Simpson, Steven Taylor, Coloccini, Josè Enrique; Routledge, Tiotè, Barton, Jonas; Nolan; Ameobi

West Ham-Wolverhampton: Dopo il colpaccio ottenuto ad Anfield con una prestazione solida e umile (oltre che approfittando di un Liverpool tremendo), il Wolverhampton deve tornare alla “normalità” e sudarsi i punti salvezza in uno scontro diretto fondamentale, che vede in campo le ultime due in classifica. Due squadre che però hanno dato segnali di vita nelle ultime settimane. Il successo contro il Liverpool ha forse ripagato gli sforzi di Mick McCarthy, che spesso ha visto la propria squadra giocare bene ma uscire dal campo a mani vuote, anche a causa di errori difensivi e di una certa mancanza di incisività negli ultimi metri: il Liverpool ha giocato malissimo, ma i Wolves sono stati buoni per approccio e voglia messa in campo. Adesso però c’è bisogno di un risultato pesante, sul campo di una concorrente diretta, proprio come accadde lo scorso anno quando i Wolves andarono a vincere con un netto 3-1 in casa del West Ham, in una delle loro migliori prestazioni stagionali: quella è considerata anche la partita in cui la squadra di McCarthy è salita definitivamente sul treno salvezza, garantendosi la permanenza in Premier League. Chi ha dovuto lottare per garantirsi la permanenza in panchina è stato Avram Grant, a cui erano state date tre partite di ultimatum: i cinque punti ottenuti hanno rilanciato la squadra, anche se in realtà le prestazioni non sono state molto convincenti e il West Ham rimane decisamente perfettibile. Lo pensa anche la proprietà, che sta osservando ben quindici calciatori (roba da Manchester City) per il mercato invernale: il primo potrebbe essere Wayne Bridge, che dovrebbe presto arrivare in prestito dal Manchester City. Gli Hammers chiudono il 2010 con il peggior record tra le squadre di Premier League (ovviamente escludendo le retrocesse e neopromosse, che hanno giocato meno partite): 34 punti in 38 partite giocate. Oltretutto, i londinesi sono sempre stati in zona retrocessione in questa stagione. Da migliorare il record interno, con appena 10 punti in 10 partite: solo il Blackpool ha fatto peggio con 8 punti, ma i Tangerines hanno giocato solo sei partite. Nel match contro l’Everton, Grant ha operato un numero spropositato di cambi di formazioni, alcuni anche sorprendenti: probabilmente l’israeliano aveva in mente questo match e potrebbe quindi riproporre lo stesso undici che nel Boxing Day ha battuto il Fulham. Non ci sarà sicuramente Ilunga, che ovviamente s’è nuovamente infortunato. Il Wolverhampton sembra destinato a confermare l’undici schierato contro il Liverpool, con Ward quindi a partire ancora alle spalle di Ebanks-Blake. Jones e Fletcher dovrebbero ancora accontentarsi di un posto in panchina: lo scozzese è tra i delusi della rosa per il poco spazio avuto e potrebbe pensare ad un addio in Gennaio. Buone notizie arrivano dall’infermeria, con Craddock, Doyle e Mancienne che stanno recuperando: potrebbero anche andare in panchina ad Upton Park.
West Ham (4-4-2): Green; Ben Haim, Tomkins, Upson, Gabbidon; Sears, Parker, Kovac, Stanislas; Cole, Piquionne
Wolverhampton (4-4-1-1): Hennessey; Zubar, Stearman, Berra, Elokobi; Hunt, Foley, Milijas, Jarvis; Ward; Ebanks-Blake

Sunderland-Blackburn: Dal Blackpool al Blackburn, per i Black Cats (ovvio) c’è la chance per dimenticare la prima sconfitta interna in questo campionato, un ko molto bruciante specialmente per come è arrivato, visto che il Sunderland ha dominato per lunghi tratti ma allo stesso tempo s’è esibito anche nella sagra dell’errore, mangiandosi una quantità sesquipedale di reti: dalla mezz’ora il poi, la squadra di Bruce ha avuto una trentina di tiri, ma è davvero successo di tutto. Gli attaccanti (che sono stati il grande punto forte della squadra finora) hanno steccato un numero enorme di tiri da ottima posizione, quando il tiro era buono c’era Kingson che in un modo o nell’altro salvava, quando il tiro era buono e Kingson era battuto c’era Evatt a salvare con la faccia, quando il tiro era buono e Kingson e Evatt non potevano arrivarci ci ha pensato la traversa a dire di no ai Black Cats. Uno di quei giorni, dicono in Inghilterra: resta il fatto che un match del genere è davvero clamoroso. Dal canto suo, il Blackburn arriva da un inatteso successo sul campo del West Bromwich Albion, fondamentale per tirare fuori Kean da un inizio di carriera manageriale molto complicato: ancora in tanti rimangono perplessi dalla scelta di esonerare Allardyce, con i Rovers che devono dimostrare continuità di prestazione. L’addio di Allardyce aveva portato soprattutto qualche scompenso in spogliatoio, ma il successo contro il WBA sembra aiutare Kean a risistemare un po’ tutto: in particolare, si era parlato della volontà di Samba di lasciare a Gennaio, ma Kean sembra averlo convinto a rimanere, anche se comunque gli ha strappato già la fascia da capitano. Dopo aver saltato il match contro il West Bromwich, il possente difensore congolese potrebbe ritrovare il proprio posto al centro della difesa al fianco di Ryan Nelsen, autore di una prestazione eroica al The Hawthorns. Le squalifiche mettono in difficoltà Kean, soprattutto quella di una partita di Michel Salgado: a giocare da terzino destro dovrebbe essere Emerton, il quale però con suo arretramento lascerebbe un vuoto a centrocampo, dove non è facile trovare un sostituto visti anche gli infortuni dei vari Jones, Grella e N’Zonzi. Potrebbe così esserci Hoilett a centrocampo, mentre in avanti bisognerà fare a meno di Kalinic, autore di una doppietta contro il WBA ma allo stesso tempo di un fallaccio tremendo che gli è costato il rosso diretto e quindi tre partite di squalifica: a giocare in avanti dovrebbe essere Benjani Mwaruwari. Problemi anche tra i pali, perché Robinson starà fuori per tre settimane per problemi al polpaccio e sarà rimpiazzato da Bunn. I Rovers hanno il peggior record del campionato nelle sfide contro squadre della prima metà di classifica, con solo cinque punti ottenuti in dieci partite. Dubbi di formazione anche per il Sunderland, soprattutto per quanto riguarda Cattermole e Gyan: il capitano dei Black Cats è sempre alle prese con un fastidio agli adduttori e dovrebbe stringere i denti per continuare ad affiancare Meyler in mediana, mentre Gyan ha subito un infortunio sempre agli adduttori nel match di martedì e difficilmente sarà in campo per il match di Capodanno. Welbeck dovrebbe quindi giocare da seconda punta al fianco di Bent (top scorer del 2010 in Premier League con 18 gol, ma incapace di andare a segno nelle ultime cinque partite), con Malbranque a subentrare nel ruolo di ala sinistra, mentre Henderson dovrebbe esser confermato sulla destra. Gli adduttori dovrebbero metter ko anche Onuoha, ma in difesa è fondamentale il rientro di Bramble, piuttosto anticipato rispetto ai tempi previsti.
Sunderland (4-4-2): Gordon; El Mohamady, Bramble, Ferdinand, Bardsley; Henderson, Meyler, Cattermole, Malbranque; Bent, Welbeck
Blackburn (4-4-2): Bunn; Emerton, Samba, Nelsen, Olsson; El Hadji Diouf, Dunn, Pedersen, Hoilett; Benjani, Mame Diouf

Stoke City-Everton: Al Britannia Stadium si affrontano due squadre deluse dalla propria prestazione nel match della scorsa giornata, soprattutto deluse dall’incapacità di concretizzazione. Lo Stoke City è affondato a sorpresa sotto i colpi del Fulham, pagando una partenza soft e soprattutto un’impensabile doppietta del difensore Chris Baird, non certo un bomber provetto: la reazione però ha portato tanti cross, tante mischie ma pochissimi tiri, tanto che statisticamente i Potters non hanno trovato nemmeno un tiro in porta, anche se c’è un salvataggio sulla linea di Murphy che non entra in questa statistica (ma in quella dei tiri bloccati). Non tanto da meno l’Everton, che ha avuto il pieno controllo del gioco per quasi tutti i 90 minuti contro il West Ham, ma ha mostrato due volti di sé. Nel primo tempo i Toffees hanno giocato con una buona fluidità e anche una buona qualità, ma non sono mai riusciti a trovare il tempo giusto per il tiro, anche per la scelta di Moyes di schierare solo Cahill in attacco. Nella ripresa invece fluidità e qualità sono calate decisamente e la squadra ha fatto molta più fatica a creare, nonostante l’ingresso in campo di un altro attaccante come Yakubu. Per come è andata la partita, Moyes può considerare quel pareggio come deludente, anche perché i Toffees hanno bisogno di vittorie per risalire in classifica. La trasferta contro lo Stoke City non è facile per tanti, ma l’Everton ha dimostrato sempre un impatto fisico in grado di competere contro i Potters e quindi Moyes può sperare in un successo, ma c’è bisogno di un diverso rendimento offensivo. Il manager potrebbe cercarlo anche con l’utilizzo di una punta vera per affiancare Cahill: uno tra Saha e Yakubu potrebbe infatti guidare l’attacco, con Cahill a partire qualche metro più dietro, in quella che è la sua ultima partita prima di andare a giocare la Coppa d’Asia con la sua Australia. Nel 4-4-1-1 dovrebbe essere Rodwell ad uscire, mentre in difesa Moyes spera di recuperare in tempo un elemento fondamentale come Jagielka: affrontare un match del genere con Hibbert al centro della difesa non sarebbe certo il massimo. Lo Stoke City arriva a questo match comunque col sorriso sulle labbra, nonostante il ko e le polemiche susseguite al match contro il Fulham (quando Pulis ha rifiutato di stringere la mano a Mark Hughes): i Potters sono infatti riusciti ad ingaggiare definitivamente Jermaine Pennant, che era arrivato dal Saragozza in prestito. Acquisto considerato fondamentale da Pulis. Fondamentale è anche Etherington sull’altra corsia, ma l’ex West Ham deve recuperare da un problema alla caviglia. In dubbio anche Walters, che ha problemi alla spalla e potrebbe lasciare il proprio posto a Ricardo Fuller. Ci sarà da operare un cambio obbligato in difesa, perché Huth è squalificato per aver subito cinque cartellini in stagione: a rimpiazzarlo dovrebbe essere Higginbotham, anche se utilizzabile in questa posizione c’è anche Wilson, che Pulis ha quasi sempre utilizzato a centrocampo. Ci sarebbe anche Abdoulaye Faye, il quale però dal 3-2 interno contro il Birmingham City del 9 Novembre ha perso il posto e non ha più giocato nemmeno un minuto. I Potters rimangono la squadra peggiore del campionato nei primi tempi: solo quattro gol segnati nei primi 45 minuti e solo una volta la squadra di Pulis è andata all’intervallo in posizione di vantaggio.
Stoke City (4-4-2): Begovic; Wilkinson, Shawcross, Higginbotham, Collins; Pennant, Whitehead, Delap, Etherington; Jones, Fuller
Everton (4-4-1-1): Howard; Neville, Jagielka, Distin, Baines; Coleman, Arteta, Fellaini, Pienaar; Cahill; Saha


21a giornata Premier League:

Sabato 1 Gennaio:

ore 13.45
West Bromwich-Manchester United (live @ Sky Sport 1)

ore 16.00
Liverpool-Bolton (live @ Sky Calcio 2)
Manchester City-Blackpool (live @ Sky Sport 1)
Stoke City-Everton
Sunderland-Blackburn
Tottenham-Fulham (live @ Sky Supercalcio)
West Ham-Wolverhampton

ore 18.30
Birmingham City-Arsenal (live @ Sky Sport 1)

Domenica 2 Gennaio:

ore 14.30
Chelsea-Aston Villa (live @ Sky Sport 1)

ore 17.00
Wigan-Newcastle (live @ Sky Sport 3)


Classifica Premier League (posizione, squadra, punti, partite giocate, differenza reti):

1 Manchester United 38 (18; +22)
---------------------------------------------------------------------------
2 Manchester City 38 (20; +16)
3 Arsenal 36 (19; +17)
---------------------------------------------------------------------------
4 Chelsea 34 (19; +18)
---------------------------------------------------------------------------
5 Tottenham 33 (19; +6)
---------------------------------------------------------------------------
6 Bolton 29 (20; +6)
7 Sunderland 27 (20; -1)
8 Blackpool 25 (17; -3)
9 Blackburn 25 (20; -5)
10 Stoke City 24 (19; -1)
11 Everton 22 (19; -1)
12 Liverpool 22 (18; -2)
13 Newcastle 22 (19; -3)
14 West Bromwich 22 (19; -9)
15 Aston Villa 20 (19; -14)
16 Wigan 20 (19; -14)
17 Birmingham City 19 (18; -3)
---------------------------------------------------------------------------
18 Fulham 19 (19; -4)
19 Wolverhampton 18 (19; -12)
20 West Ham 17 (20; -13)


25a giornata Championship:

Sabato 1 Gennaio:

ore 14.00
Leeds-Middlesbrough

ore 14.30
Millwall-Crystal Palace

ore 16.00
Bristol City-Cardiff City
Burnley-Sheffield United
Coventry-Ipswich
Doncaster-Scunthorpe
Hull City-Leicester
Norwich-QPR
Nottingham Forest-Barnsley
Preston-Derby County
Swansea City-Reading

ore 18.20
Watford-Portsmouth (live @ Sportitalia)


Classifica Championship (posizione, squadra, punti, partite giocate, differenza reti):

1 QPR 47 (23; +28)
2 Cardiff City 40 (23; +12)
-----------------------------------------------------------------------------
3 Swansea City 40 (24; +6)
4 Leeds 40 (24; +4)
5 Norwich 39 (23; +7)
6 Reading 34 (23; +10)
-----------------------------------------------------------------------------
7 Coventry 34 (24; =)
8 Nottingham Forest 33 (21; +10)
9 Watford 33 (22; +8)
10 Burnley 32 (22; +5)
11 Millwall 32 (23; +5)
12 Derby County 30 (23; +3)
13 Portsmouth 30 (22; +1)
14 Doncaster 30 (21; -2)
15 Hull City 30 (23; -3)
16 Barnsley 29 (22; -6)
17 Leicester 29 (24; -9)
18 Ipswich 27 (22; -5)
19 Bristol City 27 (23; -9)
20 Sheffield United 25 (23; -14)
21 Middlesbrough 24 (23; -9)
-----------------------------------------------------------------------------
22 Scunthorpe 23 (21; -10)
23 Crystal Palace 22 (23; -16)
24 Preston 19 (22; -16)


24a giornata League One:

Sabato 1 Gennaio:

ore 14.00
Brighton-Leyton Orient

ore 16.00
Brentford-Dag & Red
Carlisle-Huddersfield
Colchester-Charlton
Hartlepool-Oldham
Milton Keynes Dons-Bristol Rovers
Plymouth-Yeovil
Rochdale-Tranmere
Southampton-Exeter City
Swindon-Bournemouth
Walsall-Notts County

Rinviata a data da destinarsi:

Sheffield Wednesday-Peterborough


Classifica League One (posizione, squadra, punti, partite giocate, differenza reti):

1 Brighton 37 (20; +16)
2 Sheffield Wednesday 33 (21; +13)
-------------------------------------------------------------------------
3 Charlton 33 (20; +6)
4 Huddersfield 32 (21; +8)
5 Southampton 31 (20; +11)
6 Bournemouth 30 (20; +13)
-------------------------------------------------------------------------
7 Colchester 30 (19; +2)
8 Peterborough 30 (20; -2)
9 Oldham 29 (18; +6)
10 Exeter City 29 (20; -2)
11 Hartlepool 29 (19; -2)
12 Milton Keynes Dons 29 (20; -5)
13 Brentford 28 (19; +2)
14 Carlisle 27 (19; +6)
15 Plymouth 26 (20; -4)
16 Swindon 25 (20; -3)
17 Leyton Orient 24 (19; +1)
18 Notts County 23 (19; -5)
19 Rochdale 22 (19; +1)
20 Tranmere 22 (19; -8)
-------------------------------------------------------------------------
21 Bristol Rovers 22 (19; -11)
22 Dag & Red 18 (19; -11)
23 Walsall 17 (19; -14)
24 Yeovil 16 (19; -16)


24a giornata League Two:

Sabato 1 Gennaio:

ore 16.00
Barnet-Aldershot
Burton Albion-Shrewsbury
Bury-Macclesfield
Cheltenham-Wycombe
Chesterfield-Stockport
Crewe Alexandra-Northampton
Gillingham-Stevenage
Hereford-Torquay
Lincoln City-Bradford
Morecambe-Accrington Stanley
Oxford United-Southend
Rotherham-Port Vale


Classifica League Two (posizione, squadra, punti, partite giocate, differenza reti):

1 Chesterfield 38 (19; +16)
2 Port Vale 36 (20; +13)
3 Bury 34 (19; +14)
-------------------------------------------------------------------------
4 Rotherham 34 (19; +9)
5 Wycombe 34 (20; +8)
6 Shrewsbury 33 (19; +13)
7 Cheltenham 30 (20; +1)
-------------------------------------------------------------------------
8 Torquay 28 (19; +8)
9 Gillingham 27 (20; =)
10 Crewe Alexandra 26 (19; +12)
11 Oxford United 26 (20; -1)
12 Macclesfield 25 (20; -6)
13 Stevenage 24 (19; +4)
14 Burton Albion 24 (19; +3)
15 Northampton 24 (20; -6)
16 Bradford 24 (20; -7)
17 Southend 23 (19; -2)
18 Stockport 23 (21; -18)
19 Aldershot 22 (19; -7)
20 Accrington Stanley 21 (19; -3)
21 Morecambe 21 (19; -6)
22 Lincoln City 19 (18; -12)
-------------------------------------------------------------------------
23 Barnet 19 (21; -15)
24 Hereford 15 (20; -18)


Condividi il post su:
Condividi su Facebook Condividi su Twitter Pubblica su Google Buzz

giovedì 30 dicembre 2010

Il Nottingham Forest dà spettacolo e si rilancia: dominio e grande vittoria contro il Derby County

Football League Review: un super Watford rifila una pesante lezione al Cardiff City, mentre il QPR si impone di autorità sul campo del Coventry e torna in fuga



La notizia è che la 24a giornata di Championship s’è giocata: eccome. Tante partite importanti, solo un match rinviato e mille scossoni, anche sulle panchine. Il classico e attesissimo East Midlands derby di mercoledì sera lancia un segnale importante alle squadre che lottano per le prime posizioni: bisognerà fare i conti con il Nottingham Forest. Dopo un inizio di stagione deludente e eccessivamente lento, la squadra di Billy Davies sembra aver cambiato marcia e aver trovato il gioco: è vero che bisognerà dare continuità a queste prestazioni, con i Reds che hanno giocato pochissimo nell’ultimo periodo per i tanti rinvii (pensate che era appena la seconda partita in Dicembre!), ma il modo chiaro e lampante con cui è stato ottenuto il successo contro il Derby County fa ben sperare per il futuro. C’è ancora qualche punto interrogativo da rispondere, sulla possibilità di ripetere queste prestazioni, sul fatto che il Derby County attraversa il momento più buio della propria stagione (è addirittura il quinto ko consecutivo, per una squadra che invece sembrava poter esser protagonista nella lotta per i playoff), sul fatto che grande protagonista di questa prestazione fantastica è Aaron Ramsey, centrocampista decisamente fuori livello per la Championship che Wenger ha prestato ai Reds per permettergli di recuperare una buona condizione fisica: Davies farebbe carte false per allungare il prestito fino a fine stagione, perché un giocatore come Ramsey potrebbe rappresentare un elemento decisivo per la propria qualità, ma non è detto che ciò accada e quindi bisognerebbe capire quanto le prestazioni del Forest potrebbero risentirne (anche se questa squadra lo scorso anno ha giocato altrettanto bene). Grandi protagonisti al City Ground sono gli ex: Billy Davies (il manager che aveva portato il Derby County alla promozione in Premier League) trova i propri punti chiave in Marcus Tudgay e Robert Earnshaw, entrambi con un passato con la maglia dei Rams ed entrambi scatenati in attacco, capaci di mettere a ferro e fuoco la difesa avversaria e mettere a segno una doppietta. E’ un dominio totale per il Nottingham Forest, che gioca ad alto livello e ottiene un grande 5-2 a mandare in visibilio i propri tifosi: i Reds riescono a segnare cinque gol agli arci-rivali del Derby County per la prima volta dal Marzo 1904, quando il successo interno arrivò col punteggio di 5-1. Se da un lato c’è il trionfo assoluto del Nottingham Forest, a fare notizia è anche il tonfo del Derby County, messo decisamente sotto dai cugini, con Nigel Clough particolarmente insoddisfatto per le prestazioni di Leacock e Green, a suo modo di dire incapaci di dare un apporto alla squadra, loro che invece con la loro maggiore esperienza avrebbero dovuto guidare i compagni. C’è un ridimensionamento abbastanza chiaro delle ambizioni del Derby County, che forse ha volato troppo alto negli scorsi mesi.

C’è davvero l’imbarazzo della scelta per capire chi in questa giornata di Championship ha giocato meglio ed è stato più impressivo, perché oltre al Nottingham Forest c’è da applaudire un clamoroso Watford: se già nella precedente uscita la squadra londinese aveva fatto benissimo travolgendo il QPR, nel match di martedì riesce persino a far meglio dominando dall’inizio alla fine contro il Cardiff City secondo in classifica, infliggendo una lezione devastante. Ovviamente i gallesi sapevano di come affrontare questo Watford possa essere difficile, ma probabilmente non si aspettavano una sconfitta così pesante e così secca, a mostrare anche qualche debolezza. Ma è il Watford a dare spettacolo, prendendo in mano il centrocampo e mostrando un grande calcio, a conferma della straordinaria bontà del lavoro di Malky Mackay: e pensare che questa squadra in estate era data come la favorita per la retrocessione in League One. Giovani talentuosi e un manager (altrettanto giovane) capacissimo hanno creato un mix molto intrigante, per quella che è una delle squadre più belle del campionato. Addirittura il 4-1 è considerato un risultato stretto per gli Hornets, che hanno anche sprecato un rigore con Graham per sbloccare il match (gran respinta di Marshall), finendo addirittura in svantaggio per il gol di Whittingham. Ma è la giornata degli Hornets, con Graham che si riscatta realizzando la rete del pareggio prima dell’intervallo. Nella ripresa i londinesi si scatenano totalmente, passando in vantaggio con un gran tiro dal limite di Sordell e arrotondando il punteggio con le reti di Eustace e con il rigore di Graham. Solo applausi per questo grande Watford, mentre il Cardiff City deve ripensare ai troppi passaggi a vuoto in cui incappa, anche se rimane al secondo posto in classifica.

Se il Cardiff City di tanto in tanto lascia qualche segnale preoccupante, non si può dire lo stesso per il QPR, che manda ormai alle spalle il proprio momento di difficoltà con la seconda vittoria consecutiva, pure in un match non facile come quello della Ricoh Arena contro il Coventry. La vittoria arriva da vera squadra di vertice: anche quando c’è stato da soffrire e anche in un pomeriggio in cui Adel Taarabt non ha fatto magie superbe da solo, la squadra di Warnock ha dimostrato solidità e ottima mentalità, riuscendo a far propri i tre punti. Nel primo tempo è il Coventry a farsi preferire alla lunga, giocando a ritmo più alto e creando problemi per vie aeree, ma Faurlin è fondamentale con un salvataggio sulla linea mentre Kenny si rende protagonista di un paio di ottimi interventi. Il QPR però non si scompone e nella ripresa trova l’immediato vantaggio, anche se in modo fortunoso: il cross di Kyle Walker mette in difficoltà Westwood, che si addormenta e smanaccia il pallone in rete con un autogol-papera. Sotto nel punteggio, il Coventry non riesce a proporre una reazione e il QPR legittima il vantaggio con un controllo tranquillo del match e poi con la rete del raddoppio: Taarabt non gioca una partita spettacolare come quella contro lo Swansea City, ma comunque tira fuori una giocata delle sue con un cross delizioso da posizione centrale, Smith tocca di nuca quel tanto che basta per infilare Westwood ed è il gol dello 0-2. Il QPR continua così a correre e a dare la sensazione di poter far corsa al vertice fino alla fine, mentre il Coventry subisce la terza sconfitta consecutiva (in tre scontri diretti) e deve dare una risposta per dimostrare di poter continuare a lottare per i playoff.

Partita davvero folle ad Elland Road, con il Leeds che butta via in modo incredibile la chance di chiudere il 2010 in zona promozione, facendosi beffare in casa da un Portsmouth mai domo e anche un po’ fortunato. La partita sembra chiaramente delineata dopo 10 minuti, quando il solito Gradel (in grande forma) e Howson portano sul doppio vantaggio i Whites, ma i Pompeys non escono mai dalla partita e la riaprono con Nugent. Il gol di Johnson al 62’ sembra mettere i titoli di coda al match, ma a questo punto entra in scena il pomeriggio da dimenticare di Andy O’Brien, difensore centrale arrivato in prestito dal Bolton: subito infatti il match si riapre con un autogol sfortunatissimo dell’irlandese, che si trova sulla traiettoria del tiro di Hughes e va a spiazzare Schmeichel. Viene assegnato l’autogol, ma alla fine potrebbe anche esser assegnato il gol al mediano dei Pompeys. Non c’è dubbio invece sull’assegnazione del gol che stravolge la partita e beffa il Leeds al 93’, con un intervento del tutto disgraziato di O’Brien sul cross di Ciftci, a battere per la seconda volta Schmeichel e firmare il 3-3: doppietta di autogol e due punti che volano via. Beffa clamorosa per Grayson.

E’ il periodo natalizio ma lo Swansea City deve ringraziare Easter, il quale realizza il primo gol con la maglia dei Jacks e risolve un periodo di crisi della squadra di Rodgers: non è ancora uno Swansea City ai migliori livelli, perché andato troppo ad alti e bassi nel corso del match e andato in sofferenza nel finale, ma contro il Barnsley arrivano i tre punti che riportano i Jacks a contatto con i cugini dello Swansea City in classifica. Il gol dell’attaccante arrivato in prestito dal Milton Keynes Dons arriva dopo una grande azione tra il migliore in campo Dyer e Dobbie, con Easter che poi colpisce anche una traversa. Lo Swansea City non riesce a chiudere il match e soffre nel secondo tempo, con il Barnsley che costringe De Vries ad un paio di difficili interventi ma che deve uscire dal campo sconfitto.

Vittoria di carattere e di caparbietà per il Norwich, contro uno Sheffield United che dal canto suo ha dato un’ottima risposta sul piano temperamentale nel mezzo delle proprie mille difficoltà, ma che ha dovuto incassare una sconfitta: per fortuna delle Blades però è stata risolta (momentaneamente) la difficoltà tecnica che si era creata dopo l’addio di Gary Speed. Questo con l’ingaggio di Micky Adams, che ha scelto di lasciare il Port Vale (squadra in zona promozione in League Two) per provare a salvare la squadra del suo cuore, la squadra della sua città: Adams da ragazzino è cresciuto proprio nell’Academy dello Sheffield United, anche se poi da professionista non ha mai vestito la maglia delle Blades, diventando soprattutto un buon terzino al Southampton. Intensa anche la carriera manageriale, che ha visto il 49enne prendere le redini di Brighton, Leicester, Coventry, ancora Brighton e Port Vale, dove era approdato all’inizio della stagione scorsa: dopo un anno e mezzo ai Valiants, ecco l’esperienza forse chiave della sua carriera. Trova uno Sheffield United capace di mettere in difficoltà un’ottima squadra come il Norwich, passando due volte in vantaggio a Carrow Road, ma nella ripresa un hat-trick del subentrato Wes Hoolahan (i primi due gol però su rigore) cambiano tutto e regalano un successo importante a Paul Lambert, bravo a cambiare anche tattica nel corso del match: i Canaries erano infatti partiti con un improbabile 3-4-3, per poi passare ad un 4-3-3 nel corso del primo tempo e tornare al solito 4-3-1-2 nel corso della ripresa (proprio con l’ingresso di Hoolahan).

Il Reading strappa un pareggio al KC Stadium, reagendo bene alla situazione di svantaggio e sfruttando anche un erroraccio di Vito Mannone, che passa in pochi minuti “da eroe a villano”. L’Hull City parte meglio, colpendo il palo con Koren e poi trovando il vantaggio con una tremenda botta dalla distanza di James Harper, grande ex di giornata. Il Reading però reagisce e guadagna un rigore, ma Mannone sembra destinato a diventare l’eroe della giornata parando bene il tiro di Long. All’82’ però lo stesso portiere italiano sbaglia totalmente l’intervento sulla punizione di Harte, con una papera che permette a Church la realizzazione ravvicinata e il gol dell’1-1. Il mercato intanto vede i Tigers rinforzare l’attacco, con l’arrivo di Aaron Mclean, bomber del Peterborough.

In fondo alla classifica, lo scontro diretto del Deepdale lascia in pienissima crisi il Preston North End, che incappa un brutto ko contro il Middlesbrough e torna a ritrovarsi staccato nella corsa per la salvezza. Nonostante un iniziale vantaggio, è infatti il Boro a vincere per 3-1 con la decisiva doppietta di Leroy Lita e la rete del richiestissimo Wheater, a tenere la squadra di Mowbray fuori dalla zona retrocessione. E’ crisi nera invece per il Preston, che alla fine prende quella decisione che era nell’aria e che era richiesta da un paio di mesi: l’esonero di Darren Ferguson, che proprio non è riuscito a combinare nulla sulla panchina dei Lilywhites. Sarà fondamentale azzeccare la scelta del nuovo manager, che potrebbe anche essere Paul Jewell, in una lista che vede anche Brian Laws.

Questo perché il Burnley s’è liberato di Brian Laws dopo circa 12 mesi: esonero che arriva con 10 mesi di ritardo, visto quanto disastrosa è stata la sua gestione, nemmeno lontanamente paragonabile a quella di Owen Coyle. Dopo il brutto crollo e la retrocessione della scorsa stagione, quest’anno i Clarets avevano iniziato in modo discreto dando la sensazione di poter tornare a proporre un buon calcio, ma in fin dei conti non hanno mai cambiato marcia fino ad entrare in un momento di difficoltà. Nel Boxing Day era arrivata finalmente la prima vittoria esterna in campionato, ma il seguito è stato un tremendo 0-2 interno contro lo Scunthorpe, segnale che questa squadra non può avere né gioco né continuità e che urgeva un cambio: forse in questo caso la dirigenza ha avuto troppa pazienza con il manager. Da capire chi sarà il suo successore: si fa addirittura il nome di Phil Brown, che al momento è dedito al giardinaggio. Vittoria decisamente meritata dallo Scunthorpe, che ha fatto meglio da subito e con autorità si impone per 2-0: il rendimento esterno rimane incredibile, ma altrettanto incredibile ma in negativo è anche il rendimento interno che lascia la squadra in zona retrocessione.

Beffa finale per il Crystal Palace, che sembrava destinato al colpaccio esterno ad Ashton Gate ma un rigore di Pitman 95’ regala al Bristol City il pareggio. Il match si sblocca subito con una punizione di Danns, con le due squadre che creano occasioni da rete importanti: alla fine paga la pressione dei Robins, che evitano un ko che sarebbe stato pesante.

Continua ad essere negativo il rendimento esterno del Leicester, battuto abbastanza agevolmente da un Millwall cinico e solido: il match si chiude già dopo 25 minuti, con le reti di Morison e Puncheon. I Lions entrano così nella prima metà di classifica.

Nella 23a giornata di League One il Charlton perde la grande occasione per entrare in zona promozione e per dare un segnale al Brighton capolista, oltre a non riuscire a prendersi una rivincita dopo la pesante sconfitta del match d’andata. Il match sembra mettersi benissimo per i londinesi, che passano subito in vantaggio con Johnnie Johnson e già al 7’ sono in superiorità numerica per un tremendo fallo di Calderon su Racon. Sembrano esserci le possibilità di un colpaccio esterno, ma il Brighton ha carattere e trova il pareggio con Glenn Murray, ottenendo un punto davvero di platino.

Si giocano solo altre quattro partite, con il Southampton che ottiene un successo pesantissimo in rimonta sull’Huddersfield, un 4-1 secco che riporta i Saints in zona playoff: successo enfatico e grande vittoria contro un avversario diretto. Bella partita ad Home Park, decisa da un botta e risposta iniziale: al vantaggio del Plymouth segnato da Stephane Zubar (fratello di Ronald del Wolverhampton) risponde subito il pareggio del Notts County realizzato da Lee Hughes. Il Milton Keynes Dons torna nella prima metà di classifica dopo il convincente 2-0 inflitto al Bournemouth. Occasione persa dal Peterborough, che passa in vantaggio sul campo dello Swindon ma poi viene raggiunto sull’1-1 dal rigore di Charlie Austin.

Si giocano quattro partite nella 23a giornata di League Two, che vede la continua rinascita del Gillingham: contro un Port Vale parecchio colpito dalle voci sul manager Adams (poi effettivamente approdato allo Sheffield United) e parecchio nullo in campo, arriva un 3-0 decisamente netto che rilancia i Gills anche nella lotta per i playoff.

Sempre profonda la crisi del Bradford, abbattuto dal Cheltenham con il punteggio di 4-0: i Robins controllano totalmente il match ed entrano in zona playoff. Continua il calo del Macclesfield, che scivola in casa dell’Oxford United, squadra che dal canto suo entra nella prima metà di classifica. Successo esterno dello Stockport, che si impone per 3-1 ad Underhill e lascia nei guai il Barnet.


Risultati 24a giornata Championship:

Martedì 28 Dicembre:

Bristol City-Crystal Palace 1-1: 2’ Danns (CP), 95’ rigore Pitman (BC)
Burnley-Scunthorpe 0-2: 14’ Woolford, 84’ Dagnall
Coventry-QPR 0-2: 49’ autogol Westwood (C), 61’ Smith (QPR)
Hull City-Reading 1-1: 39’ Harper (HC), 82’ Church (R)
Leeds-Portsmouth 3-3: 7’ Gradel (L), 10’ Howson (L), 33’ Nugent (P), 62’ Johnson (L), 63’ autogol O’Brien (L), 93’ autogol O’Brien (L)
Millwall-Leicester 2-0: 12’ Morison, 25’ Puncheon
Norwich-Sheffield United 4-2: 17’ Reid (SU), 20’ Nelson (N), 29’ Cresswell (SU), 64’ rigore Hoolahan (N), 84’ rigore Hoolahan (N), 97’ Hoolahan (N)
Preston-Middlesbrough 1-3: 27’ Jones (P), 30’ Lita (M), 59’ Lita (M), 61’ Wheater (M)
Swansea City-Barnsley 1-0: 27’ Easter
Watford-Cardiff City 4-1: 16’ Whittingham (CC), 24’ Graham (W), 57’ Sordell (W), 64’ Eustace (W), 84’ rigore Graham (W)

Mercoledì 29 Dicembre:

Nottingham Forest-Derby County 5-2: 2’ Chambers (NF), 14’ Moore (DC), 24’ Tudgay (NF), 45’+1 Tudgay (NF), 53’ Earnshaw (NF), 55’ Commons (DC), 93’ Earnshaw (NF)

Rinviata a data da destinarsi:

Doncaster-Ipswich


Coventry-QPR 0-2

Coventry (4-4-2): Westwood 3,5 – Keogh 6 McPake 6 (87’ Eastwood sv) Cameron 6,5 Wood 5,5 (70’ O’Halloran 5) – Bell 5,5 (71’ Wilson 4,5) Carsley 6 Doyle 5 McSheffrey 6 – Platt 5,5 King 5

In panchina: Ireland, Jutkiewicz, Cranie, Baker
Manager: Aidy Boothroyd 5,5

QPR (4-2-3-1): Kenny 7 – Walker 7,5 Connolly 6 Gorkss 6,5 Hill 6 – Derry 5 Faurlin 6,5 – Smith 6,5 (80’ Clarke sv) Taarabt 6,5 (84’ Rowlands sv) Mackie 6 – Helguson 5,5 (89’ Orr sv)

In panchina: Cerny, Agyemang, Hulse, Tofas
Manager: Neil Warnock 6,5

Arbitro: Neil Swarbrick 5,5

Gol: 49’ autogol Westwood (C), 61’ Smith (QPR)
Ammoniti: McSheffrey (C), Helguson, Faurlin (QPR)

Migliore in campo: Kyle Walker (QPR)


Classifica Championship (posizione, squadra, punti, partite giocate, differenza reti):

1 QPR 47 (23; +28)
2 Cardiff City 40 (23; +12)
-----------------------------------------------------------------------------
3 Swansea City 40 (24; +6)
4 Leeds 40 (24; +4)
5 Norwich 39 (23; +7)
6 Reading 34 (23; +10)
-----------------------------------------------------------------------------
7 Coventry 34 (24; =)
8 Nottingham Forest 33 (21; +10)
9 Watford 33 (22; +8)
10 Burnley 32 (22; +5)
11 Millwall 32 (23; +5)
12 Derby County 30 (23; +3)
13 Portsmouth 30 (22; +1)
14 Doncaster 30 (21; -2)
15 Hull City 30 (23; -3)
16 Barnsley 29 (22; -6)
17 Leicester 29 (24; -9)
18 Ipswich 27 (22; -5)
19 Bristol City 27 (23; -9)
20 Sheffield United 25 (23; -14)
21 Middlesbrough 24 (23; -9)
-----------------------------------------------------------------------------
22 Scunthorpe 23 (21; -10)
23 Crystal Palace 22 (23; -16)
24 Preston 19 (22; -16)


Prossima giornata Championship:

Sabato 1 Gennaio:

ore 14.00
Leeds-Middlesbrough

ore 14.30
Millwall-Crystal Palace

ore 16.00
Bristol City-Cardiff City
Burnley-Sheffield United
Coventry-Ipswich
Doncaster-Scunthorpe
Hull City-Leicester
Norwich-QPR
Nottingham Forest-Barnsley
Preston-Derby County
Swansea City-Reading

ore 18.20
Watford-Portsmouth


Risultati 23a giornata League One:

Martedì 28 Dicembre:

Milton Keynes Dons-Bournemouth 2-0: 6’ Guy, 86’ Doumbè
Plymouth-Notts County 1-1: 4’ Zubar (P), 7’ Hughes (NC)
Southampton-Huddersfield 4-1: 15’ Novak (H), 28’ Lambert (S), 32’ Oxlade-Chamberlain (S), 51’ Jaidi (S), 72’ Chaplow (S)
Swindon-Peterborough 1-1: 17’ Tomlin (P), 72’ rigore Austin (S)

Mercoledì 29 Dicembre:

Brighton-Charlton 1-1: 3’ Jackson (C), 36’ Murray (B)

Rinviate a data da destinarsi:

Brentford-Tranmere
Carlisle-Exeter City
Colchester-Oldham
Hartlepool-Leyton Orient
Rochdale-Bristol Rovers
Sheffield Wednesday-Yeovil
Walsall-Dag & Red


Classifica League One (posizione, squadra, punti, partite giocate, differenza reti):

1 Brighton 37 (20; +16)
2 Sheffield Wednesday 33 (21; +13)
-------------------------------------------------------------------------
3 Charlton 33 (20; +6)
4 Huddersfield 32 (21; +8)
5 Southampton 31 (20; +11)
6 Bournemouth 30 (20; +13)
-------------------------------------------------------------------------
7 Colchester 30 (19; +2)
8 Peterborough 30 (20; -2)
9 Oldham 29 (18; +6)
10 Exeter City 29 (20; -2)
11 Hartlepool 29 (19; -2)
12 Milton Keynes Dons 29 (20; -5)
13 Brentford 28 (19; +2)
14 Carlisle 27 (19; +6)
15 Plymouth 26 (20; -4)
16 Swindon 25 (20; -3)
17 Leyton Orient 24 (19; +1)
18 Notts County 23 (19; -5)
19 Rochdale 22 (19; +1)
20 Tranmere 22 (19; -8)
-------------------------------------------------------------------------
21 Bristol Rovers 22 (19; -11)
22 Dag & Red 18 (19; -11)
23 Walsall 17 (19; -14)
24 Yeovil 16 (19; -16)


Prossima giornata League One:

Sabato 1 Gennaio:

ore 14.00
Brighton-Leyton Orient

ore 16.00
Brentford-Dag & Red
Carlisle-Huddersfield
Colchester-Charlton
Hartlepool-Oldham
Milton Keynes Dons-Bristol Rovers
Plymouth-Yeovil
Rochdale-Tranmere
Southampton-Exeter City
Swindon-Bournemouth
Walsall-Notts County

Rinviata a data da destinarsi:

Sheffield Wednesday-Peterborough


Risultati 23a giornata League Two:

Martedì 28 Dicembre:

Barnet-Stockport 1-3: 51’ Donnelly (S), 54’ McLeod (B), 73’ Tansey (S), 79’ rigore Tansey (S)
Cheltenham-Bradford 4-0: 31’ Goulding, 35’ Pack, 67’ Goulding, 76’ Thomas
Gillingham-Port Vale 3-0: 1’ McDonald, 37’ McDonald, 60’ Akinfenwa
Lincoln City-Shrewsbury rinviata per campo ghiacciato
Oxford United-Macclesfield 2-1: 17’ Heslop (OU), 70’ Constable (OU), 82’ Sappleton (M)

Rinviate a data da destinarsi:

Burton Albion-Stevenage
Bury-Torquay
Chesterfield-Wycombe
Crewe Alexandra-Southend
Hereford-Northampton
Morecambe-Aldershot
Rotherham-Accrington Stanley


Classifica League Two (posizione, squadra, punti, partite giocate, differenza reti):

1 Chesterfield 38 (19; +16)
2 Port Vale 36 (20; +13)
3 Bury 34 (19; +14)
-------------------------------------------------------------------------
4 Rotherham 34 (19; +9)
5 Wycombe 34 (20; +8)
6 Shrewsbury 33 (19; +13)
7 Cheltenham 30 (20; +1)
-------------------------------------------------------------------------
8 Torquay 28 (19; +8)
9 Gillingham 27 (20; =)
10 Crewe Alexandra 26 (19; +12)
11 Oxford United 26 (20; -1)
12 Macclesfield 25 (20; -6)
13 Stevenage 24 (19; +4)
14 Burton Albion 24 (19; +3)
15 Northampton 24 (20; -6)
16 Bradford 24 (20; -7)
17 Southend 23 (19; -2)
18 Stockport 23 (21; -18)
19 Aldershot 22 (19; -7)
20 Accrington Stanley 21 (19; -3)
21 Morecambe 21 (19; -6)
22 Lincoln City 19 (18; -12)
-------------------------------------------------------------------------
23 Barnet 19 (21; -15)
24 Hereford 15 (20; -18)


Prossima giornata League Two:

Sabato 1 Gennaio:

ore 16.00
Barnet-Aldershot
Burton Albion-Shrewsbury
Bury-Macclesfield
Cheltenham-Wycombe
Chesterfield-Stockport
Crewe Alexandra-Northampton
Gillingham-Stevenage
Hereford-Torquay
Lincoln City-Bradford
Morecambe-Accrington Stanley
Oxford United-Southend
Rotherham-Port Vale


Condividi il post su:
Condividi su Facebook Condividi su Twitter Pubblica su Google Buzz

Solito Arsenal, soliti punti persi malamente: il Wigan strappa un pari insperato in 10 uomini

La squadra di Wenger al solito si addormenta in posizione di vantaggio e si fa raggiungere sul 2-2: due punti persi in modo soft, ma il pareggio è giusto per punire la pessima mentalità dei Gunners



Per l’ennesima volta, l’Arsenal dimostra di essere una squadra da “crescita zero”, di esser bloccata ad un livello che porta a poco e che non è più capace di far passi avanti e ad imparare dai propri errori: alla faccia di chi aveva visto dei passi avanti dalla prestazione di lunedì sera, quando invece tutto dipendeva dal livello “diverso” espresso dall’avversario, dal Chelsea che non ha giocato neanche lontanamente dalla grande squadra che è. La più grande disgrazia che infligge l’Arsenal è la pessima gestione delle partite e basta guardare alle ultime due visite al DW Stadium per capire come questa squadra non cresca più e non abbia nemmeno più margini di crescita con questa mentalità e quindi con questo manager. Lo scorso anno i Gunners erano in totale controllo della partita ma in vantaggio di due reti non hanno fatto nulla per affondare e chiudere, finendo poi per afflosciarsi clamorosamente nei 10 minuti finali e andando a perdere contro il Wigan per 3-2. Lezione imparata? Non proprio, perché dopo una partenza molle, l’Arsenal riesce a ribaltare il risultato ma ancora una volta si addormenta in posizione di vantaggio, dove si mette a controllare in modo sterile e per nulla convincente, per poi farsi raggiungere sul 2-2 anche da una squadra in inferiorità numerica e lasciare per strada due punti che confermano di come questa non sia una squadra che possa puntare al titolo in una Premier League di alto livello: il fatto che ad occupare il secondo posto sia una squadra come il Manchester City dimostra di come nelle prime posizioni il livello in questa stagione sia piuttosto basso, ma anche in questa situazione con questa mentalità si rimane in lotta per il titolo solo se gli altri avversari si fanno male da soli. E’ un problema di mentalità che è identico da anni e ad imprimere la mentalità alla squadra è il manager: il problema qui è Arsene Wenger, che sempre più con le sue decisioni dà la sensazione di non essere più quel manager che è stato. Proprio un manager che è lesto a capire quando un giocatore non ha più nulla da dare alla squadra, dovrebbe capire che adesso ad aver raggiunto i limiti d’età è proprio lui e cominciare a pensare ad andare in pensione, semplice. A spiegarlo sono tante disgrazie, l’aver impresso una mentalità leziosa che porta applausi solo da chi non segue assiduamente questa squadra e dagli altri porta enormi critiche, il portare avanti un progetto entrato in stato di coma ormai da un paio d’anno, la scelta di tanti (troppi) giocatori improponibili a certi livelli. Inoltre, al DW Stadium il tutto s’è visto in una formazione abbastanza ridicola: già a leggere il line-up si capiva di come Wenger volesse complicarsi la vita, riuscendoci pienamente lasciando per strada due punti in modo del tutto soft. Scelte che ora fanno montare una grande rabbia tra i tifosi dei Gunners, espressa in blog o in radio, scelte considerate ridicole: scelte disgraziate che servono solo a fare regali agli avversari diretti. Avversari che magari sono inferiori, ma che non fanno queste porcherie: il Manchester City è inferiore sul piano del gioco, sul piano tecnico e anche sul piano ambientale, ma se adesso è davanti in classifica non è soltanto per la partita in più giocata, ma anche perché tra le sue mille difficoltà non va a fare quei regali che invece impacchetta continuamente Wenger. Per quanto visto in campo, il pareggio è un risultato giusto, un risultato che il Wigan merita: ovviamente la squadra di Martinez è discontinua non soltanto nei risultati, ma anche proprio nel tipo di prestazione espressa nel corso dello stesso match, andando ad alti e bassi. Ma i Latics per il secondo match consecutivo hanno dimostrato buone cose sul piano caratteriale, lottando e lavorando duro: il problema è che troppo spesso l’azione offensiva passa soltanto dai piedi di un solo uomo come Charles N’Zogbia, il quale peraltro rovina una discreta prestazione andando ad impazzire e a guadagnarsi un brutto rosso diretto per una testata abbozzata su Wilshere. La squadra ha ancora molto da crescere difensivamente e offensivamente, ma sul piano caratteriale sembra mostrare qualcosa in più e questo pareggio può anche essere molto utile per la confidenza e la fiducia nei propri mezzi: chissà, magari a fine stagione la follia assoluta di Wenger può anche diventare decisiva per far salvare una squadra che è discreta da vedere perché prova a proporre un calcio positivo. Un calcio che di tanto in tanto finisce per essere fine a sé stesso e quindi per portare a poco sul piano estetico e anche sul piano realistico, ma che comunque prova a fare del calcio: cosa che i Birmingham City di turno non fanno quasi mai.

Il Wigan ritrova Thomas dalla squalifica e lascia McArthur in panchina: rientra anche Figueroa dalla squalifica, ma a sorpresa Martinez non cambia la difesa. Clamorosi i cambi di formazione dell’Arsenal, che conferma solo Fabianski, Koscielny e Sagna rispetto al match contro il Chelsea: c’è quindi Ebouè terzino sinistro o Bendtner ala destra.

I Gunners iniziano in modo molle soprattutto con mille imbarazzi in difesa, con brutti palloni persi da Koscielny e Squillaci nei primi 4 minuti che però non vengono sfruttati da Rodallega, il quale per tutto il match corre tanto ma alla fine fa solo molto fumo. Il primo tiro è però dell’Arsenal al 5’ minuto, ma Arshavin manda alto. Il primo tiro in porta del match è un tentativo velenoso di N’Zogbia al 19’ minuto, ma Fabianski blocca. E’ chiaro il piano partita del Wigan di voler cogliere impreparato l’Arsenal con break e transizioni: riesce soprattutto con N’Zogbia, mentre sulla sinistra Cleverley si vede pochissimo. C’è per una chiara differenza di dinamismo a centrocampo, che porta il Wigan a dominare sul piano tattico per almeno 25 minuti. I Gunners favoriscono ma volontà dei padroni di casa, perché fanno girare palla con lentezza e parecchia imprecisione, in particolare per la sempre nulla qualità di Denilson.

Al 18’ in ripartenza N’Zogbia riesce ad attaccare sullo spazio lasciato da Ebouè (che si era spinto in avanti), prova a passare in mezzo a due avversari e poi si tuffa vedendo una gamba lasciata lì in modo disgraziato da Koscielny e per l’arbitro Probert è rigore: il difensore al solito è un disastro e quella gamba non doveva allargarla, ma alla fin fine il contatto non ci vede e non sembra esserci e il rigore è piuttosto regalato. Watson va a segno con un ottima conclusione sulla sinistra, potente e ben angolata a non lasciare scampo a Fabianski ed è l’1-0. Vantaggio meritato, perché per mezz’ora si vede un buon Wigan, sempre pericoloso in ripartenza anche perché la difesa dell’Arsenal è sempre costantemente scollata: meccanismi difensivi, questi sconosciuti. Koscielny poi crea un gran duello con Alcaraz: per vedere chi è più scarso tra i due.

Al 27’ si infortuna il sempre fragile Diaby e al suo posto entra Wilshere: impatto dell’inglese minimo sul match, prima perché entra a freddo, poi perché è molto impreciso. Ai Gunners manca qualità e precisione: l’unico a provare ad essere impattante è Bendtner, mentre Rosicky commette qualche errore ma soprattutto non dà mai spunti qualitativi.

L’Arsenal non è mai pericoloso, ma pareggia al 39’: dopo una rimessa laterale di Gohouri il Wigan si addormenta, Sagna recupera sulla trequarti e Chamakh appoggia in modo intelligente a prolungare di prima per Bendtner, che si incunea e calcia col destro basso verso l’angolo lontano, buona respinta di Al Habsi ma Arshavin va in acrobazia trovando un’ottima coordinazione e trovando l’angolo scoperto per firmare il gol dell’1-1. Chamakh e Arshavin erano stati un disastro fin lì: il marocchino prova a muoversi coordinato con Bendtner, ma se lo svariare del danese porta a qualcosa, il marocchino appare sempre impreciso e sempre fuori ritmo. Il russo invece dorme per tutta la partita, tranne gli ultimi minuti del primo tempo.

Subito il gol del pareggio, il Wigan attraversa il momento peggiore del proprio match perché sbanda e si scioglie clamorosamente, con l’Arsenal che per una volta legge la situazione di gioco e approfitta della difficoltà avversaria, trovando il secondo gol: momento positivo di gestione della partita, che però verrà cancellato da tutti gli scempi della ripresa. Al 44’ Arshavin porta avanti il pallone, Bendtner di forza passa in mezzo a due avversari e si crea i presupposti per la conclusione con il destro con grande spazio a trovare l’1-2. In un primo tempo allucinante, Arshavin trova comunque gol e assist. Malissimo però il solito Alcaraz, che va mollissimo al contrasto e si fa superare come fosse niente: improponibile. Quella tra il paraguaiano e Koscielny è la sfida a distanza più imbarazzante che si ricordi a questo livello: due difensori osceni a confronto.

Ovviamente, con la situazione di vantaggio l’Arsenal si addormenta e non prova a chiudere la partita, andando ad uno sterile controllo che non serve certo a spegnere l’avversario: come se i Gunners attuali si potessero permettere atteggiamenti da era Graham, quando erano famosi per lo “one-nil for the Arsenal”, come se la difesa fosse imperforabile.

Al 59’ in modo un po’ casuale arriva una chance: corner da sinistra, marcature molto soft e colpo di testa in libertà di Chamakh ma il pallone esce di un soffio rispetto al palo.

Il Wigan inizia a crederci: Watson prova a fare lavoro di playmaker e Diamè cerca qualche incursione, ma di fatto solo le giocate di N’Zogbia danno la sensazione di far saltare il banco. A meno di erroracci della difesa avversaria, come al 64’ quando Sagna si addormenta sul disimpegno e perde palla, prova ad approfittarne Cleverley che va con il destro a giro che finisce alto di poco a portiere fermo.

L’Arsenal gestisce malissimo la partita e non coglie il campanello d’allarme (e c’è da credere che in panchina anche Wenger abbia fatto poco o nulla per farlo cogliere), dormicchiando sempre con l’unico sussulto che arriva al 70’, con l’unico attacco buono della ripresa con un’ottima distensione in velocità: Chamakh va in sponda in appoggio per l’inserimento di Wilshere con il tempo giusto per poi andare al tocco morbido in area a liberare Arshavin, controllo perfettibile e tiro non definitivo che permette ad Al Habsi di respingere con il piede. Martinez inserisce McArthur, che ha il merito di rinvigorire nuovamente i Latics sul piano dinamico.

L’elemento da temere è N’Zogbia, ma Ebouè non lo capisce e spesso si fa trovare sbilanciato, come al 75’ quando è fuori posizione nella trequarti avversaria e basta poco al francese per lasciarlo sul posto e creare l’attacco, McArthur avanza e tocca ancora per N’Zogbia che però affonda abbastanza defilato sulla destra dell’area e deve tirare da angolo non sempre anche se con spazio, con Fabianski che respinge e salva. Brividi per i Gunners.

Proprio N’Zogbia però sembra rovinare tutte le speranze del Wigan impazzendo al 77’: va a cercare senza motivo Wilshere e gli rifila una semi-testata. Non è un gesto violento, ma a differenza di quello di Kaboul martedì pomeriggio è un gesto chiaro e va punito con il rosso diretto: follia assoluta. Potrebbe anche essere l’ultimo suo secondo con la maglia del Wigan, visto che l’Olympique Marsiglia preme per acquistarlo: potrebbe essere una fine non dignitosa di una eccellente esperienza che ha rilanciato questo giocatore.

L’Arsenal però continua a dormire e subisce lo stesso gol all’81’: corner da sinistra battuto lungo e stretto da Watson, Fabianski passeggia in area e Sagna si perde la marcatura di Rodallega che sul secondo palo fa sponda, in area piccola da due passi c’è Gary Caldwell e Squillaci prova ad anticiparlo alla disperata, incornando solo verso la propria porta per fare ciò che verosimilmente avrebbe fatto lo scozzese, ovvero realizzare il gol del 2-2. E’ autogol, ma poco cambia: giustamente punito l’atteggiamento lezioso e negativo dell’Arsenal. I Gunners poi si gettano alla disperata all’attacco, ma ovviamente è difficile cambiare di colpo atteggiamento, anche contro una squadra in 10.

Sono così due punti persi in malo modo dall’Arsenal, che semplicemente non ha atteggiamento da grande squadra è davvero triste la piega che ha preso questo gruppo, che sembra più un’accozzaglia buona per il circo che non una vera squadra di calcio e qui le colpe di Wenger sono tantissime. Ad avere creato questa mentalità soft e molle è lui e per l’ennesima volta negli ultimi anni viene pagata in modo negativo. Il motivo per cui questo club non vince più nulla da anni? Soprattutto per questa mentalità che porta a risultati sciupati così, fact. I tifosi si infuriano, ma qui semplicemente bisogna mettere in discussione ma super-sicurezza che ha questo manager, una sicurezza che lo ha fatto sedere sugli allori: sembra quasi che ormai Wenger non abbia più stimoli per cambiare o migliorare qualcosa. Ormai la salsa è questa e questa rimane. Stessa salsa che ovviamente vedremo anche sabato prossimo, quando i Gunners apriranno l’anno sullo scomodo campo del Birmingham City, dove nelle ultime due visite sono sempre stati raggiunti nel recupero: sicuramente quest’anno la lezione è stata imparata e ciò non accadrà. Sicuramente?

Il Wigan si prende un punticino che può servire molto anche sul piano caratteriale: di certo, meglio questo punto sudato e lottato che non lo 0-0 di due partite fa contro l’Everton, al termine di una partita ultra-difensiva. Qualche buon segnale dai Latics, che con questo punto riescono a rimanere fuori dalla zona retrocessione: serve però continuità per potersi allontanare dalle sabbie mobili. La squadra di Martinez tornerà in campo domenica prossima, quando ospiterà il Newcastle: mancherà il grande ex N’Zogbia, assenza che (tralasciando le voci di mercato) sarà pesantissima per le prossime tre partite (non sembra un gesto che può portare ad ulteriori partite di squalifica).


Wigan-Arsenal 2-2

Wigan (4-3-3): Al Habsi 6,5 – Stam 6,5 (85’ Figueroa sv) Gary Caldwell 7 Alcaraz 4 Gohouri 5,5 – Thomas 6 Watson 6 Diamè 5,5 (72’ McArthur 7) – N’Zogbia 5 Rodallega 5 Cleverley 4,5

In panchina: Pollitt, Boselli, Steven Caldwell, Jordi Gomez, McManaman
Manager: Roberto Martinez 6

Arsenal (4-2-3-1): Fabianski 5 – Sagna 5,5 Squillaci 5 Koscielny 4 Ebouè 5 – Denilson 5 Diaby 5 (27’ Wilshere 5,5; 83’ Walcott sv) – Bendtner 6 Rosicky 5,5 Arshavin 5,5 (82’ Nasri sv) – Chamakh 5

In panchina: Szczesny, Vela, Djourou, Clichy
Manager: Arsene Wenger 3

Arbitro: Lee Probert 5

Gol: 18’ rigore Watson (W), 39’ Arshavin (A), 44’ Bendtner (A), 81’ autogol Squillaci (A)
Ammonito: Gary Caldwell (W)
Espulso: 78’ N’Zogbia (W)

Migliore in campo: Gary Caldwell (Wigan)


Condividi il post su:
Condividi su Facebook Condividi su Twitter Pubblica su Google Buzz