La “nuova era” annunciata da Wenger alla vigilia porta i Gunners a continuare a subire gol assurdi, compresi due ridicoli autogol: i Rovers ne approfittano e ottengono tre punti d’oro
Nell’ora di pranzo del sabato c’erano in campo tre derby nel calcio inglese: il derby londinese sentitissimo (e temutissimo) tra Millwall e West Ham, lo storico derby delle East Midlands tra Nottingham Forest e Derby County e il derby “dei polli” tra Blackburn e Arsenal. Per i Rovers il termine “polli” è inteso all’attivo principale dei proprietari indiani, per l’Arsenal proprio nel senso figurato: ad ottenere i tre punti è il Blackburn, perché a fare maggiormente la figura dei polli sono i Gunners. Alla vigilia con un ottimismo abbastanza disperato, Arsene Wenger aveva parlato dello stentatissimo 1-0 sullo Swansea City e dell’1-1 in casa del Borussia Dortmund come l’ “inizio di una nuova era”: salvo poi a fine partita difendersi dicendo che gli errori sono dovuti all’incertezza derivata dal 2-8 al Manchester United. Così, non era poi questo inizio di una nuova era alla fin fine: anzi, è stato il solito Arsenal, incapace di quantificare al massimo i momenti di predominio nel match, per poi squagliarsi di colpo in maniera decisamente imbarazzante ma ormai solita, concedendo una marea di errori difensivi, combinando fesserie in serie. Ma a ben vedere, nulla di questo è abbastanza inatteso: che Mertesacker necessiti di una certa protezione per non vedere evidenziata una velocità esaltante era risaputo, che Andrè Santos fosse tutto meno che un terzino in grado di migliorare la fase difensiva di una squadra anche, che Laurent Koscielny sia un disastro dovrebbero ormai saperlo anche i muri, che Aaron Ramsey a livello agonistico è assolutamente sottotono e nei secondi tempi sparisca dal campo apparendo uno dei giocatori più deboli della Premier League doveva esser notato prima dal manager e dallo staff che lavora ogni giorno e non dagli spettatori. Una nuova ennesima prestazione sconcertante che porta già alla terza sconfitta nelle prime cinque partite, per un Arsenal destinato a faticare tantissimo in tutta la stagione: è inutile professare estrema calma, perché si capisce subito quando una squadra non va, si era capito immediatamente nelle ultime due stagioni che il Liverpool non sarebbe andato lontano e in questa situazione adesso ci sono i Gunners. Anche nella frustrazione (più marcata del solito, perché persino lui ha capito che la sua squadra è “terribile”), Wenger riesce a sparare una frase di comicità involontaria, quella di un’incertezza derivata dal crollo di Old Trafford: ah, perché prima invece l’Arsenal non aveva problemi a difendere? Era una sfida tra due manager all’interno di un momento difficilissimo, perché se Wenger è disperato non era messo molto meglio Steve Kean, contestato dai tifosi prima della partita a causa dei pessimi risultati ma soprattutto di una gestione con poche idee ma confuse. Il suo Blackburn però ha tirato fuori una prestazione di carattere, regalando quanto meno una partita e un risultato da ricordare anche nei prossimi anni: certo, i Rovers continuano ad avere problemi e non è una prestazione simile a convincere tutti su un loro rilancio,ma il modo con cui è arrivato questo successo con grandissima determinazione dà sicuramente fiducia per il futuro a breve termine. Sarà fondamentale dar seguito a questo risultato. Sarà fondamentale anche ritrovare realmente il nigeriano Aiyegbeni Yakubu, autore di una doppietta al suo esordio con la nuova maglia: per certi versi è bello rivedere il possente 28enne decisivo in Premier League come non capitava da un po’, come capitato raramente specialmente dopo il grave infortunio al tendine d’Achille che è finito per pesargli tantissimo a livello di brillantezza. E’ troppo presto per affermare realmente che “The Yak” sia tornato ai propri livelli, di certo impatto migliore con i Rovers non poteva esserci. Il Blackburn ottiene così tre punti già fondamentali per rifiatare, per allontanare una brutta aria di crisi.
Il Blackburn non recupera Dunn ma schiera il 20enne Jason Lowe (preferito a Petrovic) al fianco di N’Zonzi. In avanti non recupera nemmeno Goodwillie ed è Yakubu a giocare da titolare. L’Arsenal recupera Ramsey dall’infortunio ed è Benayoun a scivolare in panchina, mentre in difesa c’è la prima da titolare per il terzino sinistro Andrè Santos.
Il primo tempo per lunghi tratti sembra vedere solo una squadra in campo, ovvero l’Arsenal, capace di palleggiare facilmente a centrocampo per poi puntare all’affondo specialmente sulla fascia destra, puntando un Givet in difficoltà (come successo domenica nel ruolo di terzino) e peraltro anche molto poco aiutato da Hoilett, abbastanza nullo in fase di rientro: per questo è infatti Sagna ad avere maggiori vantaggi, con il francese che all’8’ trova un buon cross ma la conclusione di Van Persie non è granché e Dann può liberare. L’olandese inizia così il proprio pomeriggio decisamente mediocre.
Al 10’ l’Arsenal propone un possesso palla continuo fino a quando Song pesca profondo Gervinho, Dann si fa prendere alle spalle e l’ivoriano incrocia con il sinistro nonostante la pressione di Samba nel tentativo di recupero e trova l’angolo basso lontano (anche per la deviazione leggera del difensore) per il gol dello 0-1, il suo primo con la maglia dell’Arsenal. Molto male i Rovers, che a centrocampo non mettono pressione sui palleggiatori dell’Arsenal e poi vedono i due centrali sbagliare grossolanamente, specialmente Dann: difficile far peggio (ma l’Arsenal poi ci riuscirà ampiamente). Un brutto inizio di partita per il Blackburn continua al 18’ con l’uscita dal campo di Michel Salgado per infortunio per l’ingresso di Petrovic, che fa il mediano con Lowe terzino destro. Sulla punizione successiva però arriva il primo campanello dall’allarme per i Gunners, che decidono di non marcare Samba (il quale tanto non è forte di testa) ma il difensore non incorna bene e manda largo. Il Blackburn è in grande ambasce soprattutto in zona centrale, con N’Zonzi che gira a vuoto nella morsa avversaria e Formica che è una presenza abbastanza impalpabile nel match. L’impressione allora è che nella logica della partita sia questione di minuti per aspettare il raddoppio dell’Arsenal: al 21’ dopo un corner respinto Arshavin va al destro al volo ed è buona la respinta di Robinson. Un minuto dopo lo scatenato Gervinho si infila bene sulla destra dell’area, ma il tiro è ben respinto da Robinson sul primo palo: l’ivoriano è davvero vivacissimo nel primo tempo, risultando capace di creare sempre qualche pericolo ma non sempre lucidissimo nel quantificarlo.
L’Arsenal domina ma la dormita è sempre dietro l’angolo: al 25’ Hoilett tocca verticale per Yakubu, che con l’esterno del destro tocca impercettibilmente, quel tanto che basta per prendere sul tempo Szczesny e trovare l’1-1, con una realizzazione di grande lucidità. Fantastica la linea difensiva dell’Arsenal: da Andrè Santos (il più basso) a Sagna (il più alto) c’è una diagonale e per Yakubu era un gioco da ragazzi rimanere in posizione regolare. Incredibile di come all’Arsenal non si siano ancora accorti di quanto ci sia bisogno di un lavoro radicale specifico per la fase difensiva, magari anche con l’aggiunta dello staff di un coach solo per la difesa: è un’abitudine da football americano, ma gestita con intelligenza potrebbe essere utile anche nel calcio. L’Arsenal inizia a sbandare: al 29’ su una punizione da centrocampo del solito Robinson c’è Szczesny che si fa trovare a pascolare in area senza meta, ma i Rovers non riescono ad approfittarne.
L’Arsenal però torna a palleggiare e al 34’ segna: Sogna di prima serve il buon inserimento di Ramsey sulla destra a puntare lo spazio, cross basso intelligente arretrato per Arteta che calcia bene immediato a spiazzare Robinson e mandare il pallone a baciare la parte interna della traversa per poi finire in rete per l’1-2. Anche per lui è il primo gol con la nuova maglia: non però il primo gol stagionale ad Ewood Park, perché di fatto ha chiuso la sua esperienza all’Everton segnando il rigore della vittoria contro il Blackburn alla terza giornata. Questa è un’ottima giocata di Aaron Ramsey: peccato che da mesi giochi al massimo 5 o 10 minuti nei vari match, per poi apparire agonisticamente improponibile, sempre sotto tono. Ed è abbastanza assurdo di come all’Arsenal non se ne siano accorti, anche perché è abbastanza lampante: alla lunga il gallese è costantemente un uomo regalato agli avversari e anche la cattiva gestione del suo recupero dall’infortunio è un altro fallimento cocente di Wenger. Al 42’ il Blackburn gestisce orrendamente una palla ferma in avanti e si apre un buon contropiede, ma Gervinho sbaglia il pallone per Arshavin: l’Arsenal non va sul doppio vantaggio.
Il Blackburn entra dall’intervallo con grande determinazione e questo dà l’inizio all’horror show della difesa dell’Arsenal: al 50’ Arshavin concede malamente una punizione sulla destra al limite del lato corto dell’area di rigore, battuta morbida di Ruben Rochina che non sembra nemmeno ben congeniata visto che non trova nessun compagno ad attaccare ma quando si affronta l’Arsenal la regola numero 1 è “metti la palla dentro, poi qualcosa succede”. Succede allora che c’è il tocco del tutto disgraziato di Song che lentamente va ad infilare Szczesny per l’autogol del 2-2: se non c’è pericolo, l’Arsenal si fa gol da solo. Inizio di una nuova era, caro Wenger? Visto che le disgrazie non arrivano mai da sole, al 53’ Sagna esce infortunato al ginocchio e al suo posto entra (a proposito di disgrazie) Djourou: lo svizzero gioca da terzino destro ed è un disastro assoluto.
I Gunners continuano a difendere orrendamente: al 54’ Ruben Rochina tocca verticale ed è ancora facilissimo infilare i difensori centrali stavolta per Formica, che sfugge a Mertesacker e si presenta solo davanti al portiere ma Szczesny è bravissimo a chiudere sul tiro. Due minuti dopo esce Ruben Rochina per Olsson, che va a fare l’ala sinistra e risulta decisivo perché aiuta maggiormente Givet (e anche per questo Gervinho sparisce abbastanza nella ripresa) e poi si divora Djourou nella spinta offensiva: Formica finisce così a destra e Hoilett fa il trequartista centrale.
Al solito nei momenti di difficoltà dell’Arsenal il primo ad affondare è Koscielny: corner da sinistra lungo, l’ex Lorient buca in modo assurdo l’intervento di testa e N’Zonzi può mettere già, va al tiro-cross che supera Szczesny e trova Yakubu alla correzione in rete da due passi per il gol del 3-2. Doppiettona per il nigeriano e Rovers che ribaltano la situazione: la sua posizione è dubbia, ma è davvero questione di centimetri, inutile star lì a dannarsi per capire. Di certo, ben più evidenti sono i buchi difensivi dell’Arsenal in questa ripresa. Al 65’ Kean toglie un acciaccato Formica e regala l’esordio con i Rovers al montenegrino Simon Vukcevic.
In campo rimane Koscielny, che al 69’ è comico nelle due aree di rigore: prima su un corner per l’Arsenal si accartoccia goffamente su sé stesso e non riesce a tirare, parte allora il contropiede e Olsson manda a vuoto Djourou anche sulla destra e punta il fondo, salta anche il molle Song e va al cross basso che supera Szczesny, Koscielny fa in tempo a rientrare nella propria area di rigore per toccare in rete per il disastroso autogol del 4-2. Si ci chiede quante assurdità di questo tipo questo improponibile difensore debba compiere prima di essere definitivamente tagliato dai Gunners: se l’esempio è quello di Manuel Almunia, allora ne vedremo ancora delle belle. Ringrazia anche il blog, che così non ha problemi nella selezione della Flop 11: c’è sempre una presenza fissa e affidabile. E’ la seconda volta che l’Arsenal concede due autogol nello stesso match nella storia della Premier League: capito il 14 Aprile 2001, in uno 0-3 interno contro il Middlesbrough con Edu e Sylvinho a realizzare due autogol a distanza di pochi minuti. Allora con tre tiri in porta (a fine partita saranno quattro) il Blackburn segna quattro gol. L’Arsenal chiude con il 4-4-2 visto che al 76’ esce Song (ah, guai a togliere l’inesistente Ramsey: nessuno deve accorgersi di quanto sparisca dalle partite) ed entra Chamakh.
Dal torpore di una prestazione del tutto impalpabile spunta anche Van Persie: sì, in campo c’è anche lui e si vede solo negli ultimi 10 minuti. All’82’ Arteta batte un corner da sinistra, Van Persie si muove sul secondo palo e colpisce di faccia più che di fronte, ma è comunque ottimo Robinson a salvare.
All’85’ Van Persie si porta sulla sinistra e va al gran cross, in mezzo a due difensori Chamakh incorna bene alle spalle dell’immobile (ma incolpevole) Robinson ed è il 4-3 che in qualche modo riapre la partita: il marocchino si rende “utile” dell’Arsenal, cosa che ormai non succedeva da mesi.
L’Arsenal preme alla disperata cercando perlomeno il contentino del pareggio nel recupero: al 92’ è il turno di Andrè Santos a decidere tardivamente di diventare utile con un gran cross teso, Mertesacker (finito a fare l’attaccante, come spesso gli succedeva al Werder Brema, peraltro squadra che a confronto sembra la Germania di Beckenbauer in fase difensiva) sovrasta tutti e incorna ma manda alto di poco. Poteva far meglio. Al 93’ riappare Gervinho che libera Van Persie, il cui destro però è sparato addosso a Robinson.
Un minuto dopo l’arbitro regala un corner assolutamente inesistente ai Gunners, sulla respinta Andrè Santos va al cross, Chamakh è solissimo e torna il solito Chamakh andando ad incornare malamente largo. Poco dopo la chance è per Walcott che va però al tocco molle sull’uscita bassa di Robinson e permette alla difesa di salvare facilmente.
In qualche modo il Blackburn riesce a resistere e nonostante il proprio afflosciamento finale riesce ad ottenere i tre punti, il primo successo in campionato: è la grande gioia dei tifosi e una gioia anche per Steve Kean, che può respirare un po’ (anche se la sua posizione non rimane certo così esente da spifferi). Sabato prossimo i Rovers andranno a far visita al Newcastle, ma prima martedì sera ospiteranno il Leyton Orient per il terzo turno di Carling Cup.
E’ un nuovo disastro per l’Arsenal, una nuova dimostrazione di come questa squadra sia morta: di come anche questa gestione sia morta, perché è davvero da ottimisti estremi pensare che Wenger abbia ancora qualcosa da dare alla squadra. L’alsaziano torna così dritto nel calderone delle critiche, ma tranquilli: questo non cambierà ancora nulla nelle sue idee. Non c’è riuscito un 2-8 ad Old Trafford, figuratevi se capiterà adesso: questo però porta i Gunners potenzialmente a crollare in questo modo su qualsiasi campo e contro qualsiasi avversario. Sabato prossimo all’Emirates Stadium arriverà il Bolton per la sfida tra le due squadre più “deboli” di questo inizio di Premier League (e lo ha capito anche il Manchester United, che ha passeggiato su entrambe), ma prima martedì sera ci sarà da affrontare lo Shrewsbury in casa per la Carling Cup.
Blackburn-Arsenal 4-3
Blackburn (4-2-3-1): Robinson 7 - Michel Salgado sv (18’ Petrovic 6) Samba 6 Dann 5 Givet 5 - Lowe 5,5 N’Zonzi 5 - Ruben Rochina 4,5 (56’ Olsson 7) Formica 5 (65’ Vukcevic 5,5) Hoilett 6 - Yakubu 7
In panchina: Bunn, Grella, Roberts, Hanley
Manager: Steve Kean 6
Arsenal (4-3-3): Szczesny 6 - Sagna 6 (53’ Djourou 2) Mertesacker 4,5 Koscielny 1 Andrè Santos 4 - Ramsey 4 Song 4 (76’ Chamakh 6) Arteta 6 - Gervinho 6,5 Van Persie 4 Arshavin 4 (64’ Walcott 4)
In panchina: Fabianski, Gibbs, Benayoun, Coquelin
Manager: Arsene Wenger 3
Arbitro: Andre Marriner 6,5
Gol: 10’ Gervinho (A), 25’ Yakubu (B), 34’ Arteta (A), 50’ autogol Song (A), 59’ Yakubu (B), 68’ autogol Koscielny (A), 85’ Chamakh (B)
Ammoniti: Dann, Olsson (B), Djourou (A)
Migliore in campo: Aiyegbeni Yakubu (Blackburn)
domenica 18 settembre 2011
Ad Ewood Park sono quelli dell’Arsenal a fare la figura dei polli: il Blackburn respira
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