Carling Cup: il match si accende solo nel secondo tempo dopo l’espulsione di Alex, ma i Cottagers colpevolmente non cercano la vittoria e i rigori (per una volta) premiano i Blues
Il terzo turno di Carling Cup poteva consentire a Martin Jol di dare un bello scossone positivo alla sua gestione al Fulham, ma l’occasione è stata persa, anche per i soliti difetti mostrati in questi primi mesi: momenti blandi, cali di tensione e una squadra che non ha le idee chiarissime. Le cose si erano messe bene in avvio di ripresa quando il Chelsea era rimasto in 10 per l’espulsione di Alex: tralasciando il rigore successivo sbagliato da Kasami, il resto della partita andava gestito in un altro modo, perché ci si sarebbe aspettato un Fulham molto più convinto avendo la possibilità di giocare quasi 45 minuti (più i 30 dei supplementari) in superiorità numerica. Invece, a parte qualche fiammata, i Cottagers non hanno convinto nel tipo di pressione attuata, si sono limitati ad un possesso sterile e non hanno azzannato con convinzione la partita, che così è finita ai calci di rigore dove evidentemente l’inferiorità numerica non ha peso. E’ un occasione importante per un risultato di prestigio che viene scialacquata a causa di un gioco poco consistente, dell’incapacità di far fruttare al massimo i vari spunti individuali e anche per la poca concretezza offensiva. Probabilmente è troppo severo tracciare giudizi netti su un manager dalla League Cup, specialmente per una squadra come il Fulham che gioca match ufficiali già da fine Giugno per la Europa League, ma questa va ad aggiungersi ad una serie di altre prestazioni negative già viste in stagione. Ne approfitta allora il Chelsea, che idealmente aveva pensato a questa partita per mettere in vetrina i volti nuovi come Ryan Bertrand, Oriol Romeu, Josh McEachran e soprattutto Romelu Lukaku, ma alla fine ha dovuto affidarsi ai grandi esperti per rimanere in partita, ha dovuto affidarsi ai soliti John Terry e Frank Lampard, anche se a sorpresa il secondo ha sbagliato il suo calcio di rigore. Altrettanto a sorpresa, la sequenza dei rigori ha visto sul dischetto anche John Terry, che invece dallo storico scivolone decisivo nella finale di Champions League di Mosca si era sempre (probabilmente il termine “sempre” è quello corretto, anche se non si sa mai) astenuto dal calciare dei rigori: ovviamente il peso dell’impegno è del tutto diverso, ma l’aver segnato e aver aiutato la squadra a superare il turno potrebbe anche togliergli qualche scoria sul piano psicologico, anche se probabilmente per togliersi definitivamente tutto il peso il suo obiettivo è quello di alzare finalmente la Champions League. Anche in questo match di Carling Cup va però segnalata la tendenza del Chelsea ad un atteggiamento difensivo suicida, una tendenza vista di fatto dalla seconda partita ufficiale con Andrè Villas-Boas: sarebbe sorprendente se un atteggiamento simile in fase difensiva potesse dare frutti positivi a medio termine. L’impressione è che tutto ciò vada inquadrato in fretta per non vedere il Chelsea costantemente preso di infilata dagli avversari.
Nonostante qualcuno avesse predetto la “morte” del 4-3-3 per il Chelsea dopo il match di Old Trafford, alla prima occasione i Blues si schierano con questo modulo, con Malouda interno: il francese è uno dei tre uomini confermati rispetto al match di domenica, insieme a Sturridge e al portiere Cech. Il Fulham schiera un 4-2-3-1, regalando una nuova chance da titolare a Ruiz e Kasami, finora non realmente convincenti. C’è la possibilità di vedere altri neoacquisti al loro esordio con la nuova maglia: Grygera al centro della difesa, Gecov come mediano e Orlando Sà come unica punta.
L’inizio mette paura allo spettatore, perché l’atmosfera è piatta (lo sarà per tutto il match) e i ritmi sono blandissimi, con il match che regala pochi spunti offensivi: sembra quasi un match portoghese, con ritmi imposti non a casa da un Chelsea lentissimo in manovra. Il Fulham sta basso, tiene le maglia fitte e dà l’impressione di voler sorprendere in contropiede la difesa ancora altissima dei Blues, che ha i meccanismi del tutto rivedibili proprio come la difesa vista nelle ultime partite di campionato. Il Chelsea preme soprattutto sulla sinistra per la presenza di Malouda e Kalou: i due combinano al 18’ ma sul cross del francese l’incornata dell’ivoriano va larga. Se Malouda conferma nel corso del match un buon livello di gioco, Kalou cala totalmente e risulta abbastanza negativo.
Al 21’ arriva il primo spunto del match: Cech abbranca un corner in uscita e fa partire subito il contropiede, il tocco di McEachran è sbagliato ma Briggs dorme e si fa trafiggere fisicamente da Lukaku, che ha spazio e punta l’area e calcia di potenza ma centrale permettendo al portiere di respingere, l’azione continua e Malouda tocca breve per Kalou che va al destro radente che esce sfiorando il palo. Lukaku poteva tirare meglio ma è travolgente fisicamente, mentre Malouda sembra molto arrivo nel ruolo di interno. Briggs in questo caso commette un errore grave e in generale non sembra ancora sicurissimo in fase difensiva, anche se nel primo tempo non soffre molto un fumosissimo Sturridge: il terzino però è eccellente in fase di spinta.
Come spesso è capitato anche nelle prime partite di campionato, al 26’ di colpo di apre in modo preoccupante la difesa piazzata a centrocampo, perché sul tocco di Ruiz è molto rivedibile la posizione di Alex e David Luiz, staccatissimi tra loro: in questo spazio si può infilare Orlando Sà a puntare la porta, Cech esce alla disperata e nemmeno con tanto criterio ma l’attaccante sulla pressione di Alex spreca tutto con un tiraccio che il portiere può toccare per salvare il pericolo. Inizia a svegliarsi il Fulham e anche un minuto dopo i due difensori centrali sono pessimi, ma da posizione non semplice Orlando Sà spara sull’esterno della rete: in ogni caso, questo è tutto meno che un attaccante letale, anzi per certi versi sembra anche limitato tecnicamente. Non proprio una presenza adeguata all’interno di questo match. Il Fulham ha così le sue chance, ma non riesce ad essere pungente: Ruiz non entra in partita nel primo tempo, Kasami ha alti e bassi e comunque non ha mai spunti realmente incisivi, così a brillare maggiormente è sulla sinistra il 17enne Kerim Frei, che propone qualche spunto interessante. Evidenti i limiti della difesa del Chelsea, che poi è ulteriormente in pericolo per la solita tendenza di David Luiz all’essere più concentrato ad attaccare piuttosto che a difendere, il che per un difensore centrale è un limite non da poco: Cech allora passa quasi più tempo al limite dell’area che non dentro, per provare a mettere pezze qua e là. Il Chelsea fa fatica a recapitare i giusti servizi a Lukaku, con McEachran che in qualche caso appare abbastanza impreciso, non particolarmente brillante.
Al 39’ però il 18enne è bravo nel triangolare con Malouda ed infilarsi in area, il tiro è strozzato ma supera Schwarzer e Sturridge pensa bene di toccarlo per ribadirlo in rete, ma è in evidente posizione di fuorigioco e il guardalinee annulla: il pallone era diretto in rete, anche se a discolpa dell’attaccante va detto che Kelly avrebbe potuto provare ad intervenire. Peraltro Sturridge si fa male (forse proprio sul gol annullato) e al 44’ esce per far posto a Lampard, che fa l’interno con Malouda ala sinistra e Kalou sulla destra. Poco prima del suo ingresso c’è un attivo di paura, perché Orlando Sà va a scontrarsi con Cech, colpendolo sulla testa probabilmente con il gomito: non proprio bello vedere Cech a terra, specie ricordando quanto accaduto quasi cinque anni fa.
Non bello neanche vedere all’intervallo la sostituzione, con l’ingresso in campo di Turnbull: c’è da sperare che sia un semplice cambio precauzionale.
Al 46’ Baird perde un brutto pallone a centrocampo e parte immediatamente la transizione di Lampard, serve Kalou che ha spazio ma controlla malissimo e poi calcia non troppo lontano dall’incrocio dei pali vicino, per quello che comunque è un grande spreco da parte dell’ivoriano.
Al 48’ il tacco di Ruiz accende Frei che prende il tempo ad Alex e viene abbattuto dalla scivolata del brasiliano: l’arbitro Foy concede il rigore abbastanza netto ma soprattutto espelle il difensore e questa è una decisione un po’ troppo severa, visto che era una chance importante ma non così limpida da far scattare il rosso. Dal dischetto va Kasami che alza troppo il tiro e manda sulla traversa, mandando alle ortiche la possibilità di mettere addirittura in discesa il match. Al 52’ allora Villas-Boas va ai ripari e inserisce John Terry al centro della difesa, togliendo però McEachran e passando ad un 4-4-1, con Kalou e Malouda sempre esterni ma un filo più bassi: i due stringono molto la posizione, provando a rendersi utili in appoggio alla manovra e anche a dare un supporto numerico a Lukaku, che finisce ancora più isolato. Peraltro, con la possibilità di finire ai supplementari, i Blues finiscono qui tutti i cambi e non è proprio il massimo: i tre cambi però sono quasi forzati, con il “quasi” dovuto al fatto che il Chelsea ha preferito non rischiare il riadattamento di nessun uomo al centro della difesa e di affidarsi a Terry. Per un quarto d’ora nonostante l’inferiorità numerica è il Chelsea a fare più possesso palla: in tal senso, aiuta anche la presenza di Lampard. Dopo l’ingresso di Dembelè, è il Fulham a provare a scuotesi e a fare più possesso, ma a lungo i Cottagers palleggiano senza qualità, anche con una certa lentezza: e non è certo giocando al rallentatore che si smuove o si stanca una squadra in inferiorità numerica. E’ decisamente incolore la prestazione di Gecov, che non ha mostrato grande personalità, tanto che finisce ad essere Baird a prendersi maggiori compiti di impostazione: e non è certo quello che un manager sognerebbe. Ruiz è più attivo, ma (come nel match di campionato contro il Blackburn) dimostra di non aver ancora compreso il calcio inglese, perché pretende di giocare un po’ troppo da fermo: non è l’unico, perché è un difetto generale del Fulham quello di avere poco movimento senza palla (e anche questo non è il massimo per stancare una squadra in inferiorità numerica). Al 70’ Romeu rischia tantissimo con un disastroso disimpegno in orizzontale che è preciso per Dembelè, il quale però non ne sa approfittare: il giovane spagnolo è una presenza abbastanza impalpabile nel match, non sembra proprio un giocatore da Chelsea. Solo al 73’ arriva il primo tiro in porta del Fulham dopo una punizione respinta, ma Turnbull è attento su Dembelè.
Di colpo il finale di tempo si accende e ci sono occasioni in serie. Al 74’ Briggs affonda alla grande sulla sinistra e attacca l’area dalla linea di fondo, sul suo cross Kasami va a colpo sicuro ma è grande il riflesso di Turnbull ad alzare sopra la traversa quando ormai sembrava un gol fatto. Sul corner successivo sembra tornare il Turnbull che conosciamo andando a perdere male il pallone in uscita, ma Baird non inquadra la porta. Al 75’ Bertrand triangola benissimo con Malouda e va al tiro, ma Schwarzer blocca. L’unica versa innovazione portata da Villas-Boas in senso positivo (quindi non la difesa suicida e non i piagnucolii per gli arbitri) sono proprio questi triangoli stretti e veloci cercati abbastanza insistentemente.
In questo momento della partita ci sono occasioni da ambo le parti: al 77’ il Chelsea ha un corner da destra, Lukaku è davvero dominante fisicamente e incorna bene verso l’angolo lontano ma Frei è lì sul palo a salvare provvidenzialmente, si crea una mischia e Kalou riesce a incornare il modo velenoso ma Schwarzer in qualche modo riesce a trovare il riflesso per salvare.
Sul contropiede Kasami d’esterno libera proprio Frei, che ha la meglio di Kalou ma Turnbull è rapido nell’uscita bassa e salva con un altro intervento davvero provvidenziale. E’ l’ultima azione di Kasami, che al 79’ lascia il posto a Zamora, il quale fa la punta centrale con Dembelè trequartista e Ruiz sulla destra. Il risultato non cambia e allora bisogna ricorrere ai tempi supplementari.
Al 92’ è il Chelsea a rendersi pericoloso trovando spazio sul centro-destra e Lukaku è solo a puntare l’area, ma Schwarzer esce ed è bravissimo a chiudere senza commettere fallo: aiutato anche da un problema al polpaccio accusato (probabilmente per stanchezza) dal belga, che però stringe i denti e rimane in campo. Il Fulham è lentissimo nella circolazione del pallone e in questo modo è impossibile far valere la superiorità numerica: se nel secondo tempo regolamentare i Cottagers erano un po’ pericolosi, adesso appaiono davvero poco convinti, non vanno nemmeno con decisione alla ricerca del gol della qualificazione, un atteggiamento molto deludente e anche negativo. La partita così si addormenta. Anche negli ospiti inizia a montare una certa stanchezza, in particolare in Frei e Ruiz: il primo non riesce più a scattare, il secondo a stento si regge in piedi.
Per buona parte del secondo tempo supplementare le due squadre sembrano ferme, semplicemente in attesa dei rigori. Al 118’ all’improvviso su corner da destra di Kelly arriva Sidwell in corsa per il destro al volo e la palla termina alta a portiere battuto.
Si va comunque ai rigori e ad aprire la sequenza è Frank Lampard, che però angola poco sulla sinistra e Schwarzer può respingere: sbaglia così la maggiore certezza del Chelsea.
Il terzo rigore del Chelsea è calciato da Terry, che così affronta i fantasmi di Mosca: conclusione angolata ma non esaltante, Schwarzer rimane al centro ed è gol.
E’ il terzo rigore del Fulham a riequilibrare tutto: Dembelè tira sulla destra ma con poco angolo e Turnbull respinge.
Il quinto rigore del Fulham è calciato da Ruiz che era stremato al termine dei supplementari e infatti sbaglia: il pallone colpisce la traversa interna, rimbalza sulla linea, colpisce ancora la traversa ed esce. Il costaricano chiede il gol, ma il pallone era rimbalzato sulla linea e questo errore condanna il Fulham all’eliminazione.
L’errore vero però il Fulham l’aveva compiuto nella gestione non convincente del secondo tempo e dei supplementari: alla squadra di Jol è mancata una mentalità coraggiosa, perché con la possibilità potenziale (in caso di accesso ai supplementari, poi avvenuto) di poter giocare circa 75 minuti in superiorità numerica doveva portare a spingere maggiormente anche per portare ad un certo punto allo strenuo gli avversari, cosa invece non avvenuta. I Cottagers ora torneranno in campo sabato per affrontare il West Bromwich, nella sfida tra due delle tre squadre che chiudono la classifica della Premier League con appena tre punti.
Il Chelsea evita la seconda eliminazione consecutiva al terzo turno della Carling Cup e vedrà il proprio nome tra i 16 nel sorteggio del quarto turno, che si svolgerà sabato nel primo pomeriggio. I Blues torneranno in campo sabato per affrontare in casa lo Swansea City.
Chelsea-Fulham 0-0 dopo tempi supplementari (Chelsea vince 4-3 ai rigori)
Chelsea (4-3-3): Cech 6,5 (46’ Turnbull 7) - Paulo Ferreira 6 Alex 4,5 David Luiz 5,5 Bertrand 6,5 - McEachran 6 (52’ Terry 6) Romeu 4,5 Malouda 6,5 - Sturridge 5 (44’ Lampard 6,5) Lukaku 6,5 Kalou 5,5
In panchina: Mata, Drogba, Obi Mikel, Bosingwa
Manager: Andrè Villas-Boas 5,5
Fulham (4-2-3-1): Schwarzer 6,5 - Kelly 6 Grygera 6,5 Senderos 6 Briggs 6,5 - Gecov 5 (90’+1 Sidwell 6) Baird 5,5 - Kasami 5 (79’ Zamora 5) Ruiz 5 Frei 6,5 - Orlando Sà 4 (59’ Dembelè 5,5)
In panchina: Etheridge, John Arne Riise, Kacaniklic, Halliche
Manager: Martin Jol 5
Arbitro: Chris Foy 5,5
Ammoniti: Lampard (C), Frei (F)
Espulso: 47’ Alex (C)
Migliore in campo: Ross Turnbull (Chelsea)
Sequenza rigori:
0-0: Lampard (sbagliato: parato da Schwarzer)
0-1: Zamora (gol)
1-1: David Luiz (gol)
1-2: Sidwell (gol)
2-2: Terry (gol)
2-2: Dembelè (sbagliato: parato da Turnbull)
3-2: Kalou (gol)
3-3: Baird (gol)
4-3: Malouda (gol)
4-3: Ruiz (sbagliato: tiro sulla traversa)
giovedì 22 settembre 2011
Il Fulham non sfrutta la superiorità numerica e il Chelsea lo punisce ai rigori
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