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lunedì 19 settembre 2011

Sir Alex gioisce con Fernando Torres che spreca di tutto: più che un match è l’apoteosi dell’assurdo

Il Chelsea spreca tantissimo specialmente con il suo pessimo centravanti e il Manchester United rimane a punteggio pieno, vincendo una partita senza logica



Le emozioni non mancano di certo ad Old Trafford: la qualità e soprattutto la tattica sì. Il big match di Old Trafford è giocato in modo per certi versi scellerato, quasi senza difese, regalando sicuramente un grande spettacolo a livello emotivo perché sono state tantissime le occasioni e alcune colossali, ma davvero il tutto è apparso tatticamente scellerato: soprattutto da parte di una squadra. Il Manchester United ha infatti giocato la propria partita, risultando però alla lunga affaticato fisicamente, dopo esser stato a lungo in difficoltà a centrocampo. Le perplessità a livello tattico riguardano soprattutto il Chelsea, che ha avuto un atteggiamento sicuramente propositivo ma a tratti davvero suicida: i Blues non danno la sensazione di riuscire a difendere bene con questo sistema, ma da qui a difendere in modo così improponibile per tutto il secondo tempo ce ne passa. Ci sono partite in cui la copertina va assolutamente al migliore in campo, altre a cui va al peggiore in campo: la partita di Old Trafford in tutta la sua follia entra decisamente nella seconda categoria. Sì, perché alla lunga diventa la battaglia contro il mondo di Fernando Torres, che (a differenza di quasi tutta la stagione) quest’anno ci sta mettendo tutto l’impegno possibile, ma questo non sta portando a risultati migliori: qualche giocata buona spesso e volentieri conclusa da scelte sbagliate in fase di assist o da conclusioni pessime. Così anche a sei minuti dalla fine era difficile dare la precedenza al bel gol realizzato in avvio di ripresa, tanto grande era stata la sua frustrazione, tanto grossi erano stati i suoi errori: lo spagnolo sembrava quasi la versione calcistica del tennista Andy Roddick, ovvero in grado di mettere in campo un impegno clamoroso ma incapace di capire un motivo per cui le giocate un tempo abituali non riuscivano più, cosa mancava per raggiungere quei risultati che quello stesso gesto un tempo portava. Tanto risiede nella testa, nella totale mancanza di fiducia, in quel feeling con la porta ormai smarrito totalmente. Ma il peggio in una prestazione dalla pateticità per certi versi commuovente doveva arrivare. Con il Manchester United ormai sulle gambe, quasi alle corde, allo spagnolo arriva la palla comoda comoda per riaprire la partita e regalare un finale intensissimo: incredibilmente però Fernando Torres spara largo, sbagliando la più facile delle occasioni possibile, toccando in un attimo il ridicolo, sbagliando quello che nessuno avrebbe sbagliato. Nel loro flop delirante, nemmeno gente come Mauro Boselli o Afonso Alves era arrivata a sbagliare cose simili (il brasiliano in una delle sue primissime uscite sbagliò un gol a porta spalancata proprio contro il Chelsea, ma perlomeno era da più lontano), per un errore che riesce a superare persino quello storico di Ronny Rosenthal in un famoso Aston Villa-Liverpool: un vero e proprio disastro destinato ad entrare di diritto nella storia del calcio inglese. Soprattutto, quello che fa ridere è il fatto che per un attaccante incapace di realizzare anche un gol del genere il Chelsea ha investito addirittura 50 milioni di pounds: alla prova dei fatti, quella del Liverpool rischia di passare come una delle più grande truffe nella storia del calcio. A ridersela è soprattutto Alex Ferguson, che anche grazie al disgraziato pomeriggio di Fernando Torres porta a casa altri tre punti, al termine di un match incredibile in cui il Chelsea ha sbagliato tanti gol, ma in cui allo stesso tempo il Manchester United ha mandato alle ortiche tante occasioni per chiudere definitivamente i conti. Il successo dei Red Devils è forse il risultato più giusto, perché a livello organizzativo e tecnico la squadra di Ferguson è apparsa (ancora) di un altro livello, ma al Chelsea non è certo mancata la sfrontatezza e il coraggio: troppi e gravi però gli errori dei Blues un po’ in ogni zona del campo. Tante cose non vanno anche a livello tattico (evidentemente, non si nasce imparati caro Villas-Boas) e alla fine l’unica cosa logica del pomeriggio di Old Trafford è il fatto che arrivi il primo ko stagionale per i Blues. Il Manchester United rimane invece a punteggio pieno, ma dal canto suo non è apparso certo perfetto: le qualità del gruppo sono enormi, ma i Red Devils hanno concesso al Chelsea qualche chances di troppo per rientrare in partita e questo è da evidenziare.

Il Manchester United deve fare ancora a meno di Rio Ferdinand e allora torna a schierare la coppia Jones-Evans in difesa, con Smalling terzino destro. A centrocampo il ballottaggio sembrava essere tra Giggs e Carrick: alla fine ovviamente gioca Fletcher. Una sorpresa nell’undici del Chelsea, con Villas-Boas che lascia fuori l’elemento più in forma del momento, ovvero Nicolas Anelka, peraltro già in panchina in Champions League: segno che evidentemente anche nella rotazione non sono tante le idee chiare. Gioca quindi Fernando Torres, con Sturridge confermato a destra. In difesa è invece Ivanovic ad avere la meglio di David Luiz.

Il Chelsea tocca palla per la prima volta al 3’ minuto e quasi segna: Cole è lanciato sulla sinistra da Lampard e trova un ottima coordinazione per il cross di prima intenzione, Ramires colpisce al volo e quasi prende in controtempo De Gea che però se la cava con i piedi e salva la propria porta.

Nasce così una fase non semplice per il Manchester United, che però all’8’ guadagna una punizione e segna: ottima traiettoria di Young, il Chelsea si addormenta e lascia solissimo Smalling che incorna perentoriamente in rete per l’1-0. Ancora decisivi i giovani difensori lanciati da Ferguson, anche in fase offensiva. Incredibile però come ci sia solo Terry ad arretrare al momento della battuta insieme agli avversari, mentre tutti i compagni erano fermi a guardare: forse è Lampard a mancare la marcatura su Smalling, ma è tutto l’insieme che salta come niente. E’ solo una minima scusante, ma va anche evidenziato di come Smalling fosse in fuorigioco marginale.

La partita è in discesa, ma il Manchester United non è sicurissimo e al 12’ Anderson quasi rimette in partita i Blues: il brasiliano arretra in disimpegno e poi è terribile nel tocco che accende Fernando Torres, il quale passa tra lo stesso Anderson e Evans e incrocia il tiro ma lo manda largo di poco. Davvero pessima idea del mediano, ma anche Fernando Torres avrebbe potuto prepararsi meglio il tiro: da quella posizione poi era difficile tirare meglio di come lo spagnolo ha fatto, ma da un attaccante dal pedigree come il suo ci si attende uno spunto e una preparazione diversa. Entrambe le squadre appaiono a tratti svagate: il Manchester United sembra avere più potenziale ma paradossalmente nei primi 15 minuti è il Chelsea ad essere più vivace. I Blues hanno il merito di riuscire a queste le due punte avversarie facendo toccare loro pochi palloni, ma sono i due esterni a menare le danze: è ottimo l’avvio di Ashley Young, ma alla lunga è Nani a diventare dominante. Rooney fa fatica a farsi largo ma riesce comunque ad incidere, mentre chi non combina nulla o quasi è Hernandez, che non riesce a trovare lo spunto giusto. Di tanto in tanto il Manchester United ha delle dormire in fase difensiva, specialmente dalla parte di Evra, il quale pure spinge molto bene. Il Chelsea nel primo tempo fa fatica a coinvolgere con continuità Juan Mata, mentre a centrocampo il più in difficoltà è Raul Meireles, decisamente non a proprio agio in questo ruolo di mediano/playmaker.

Il primo tempo a lungo ha un tempo: il Manchester United fa gioco ma non tira, il Chelsea riparte ed è pericoloso. Al 26’ è Ramires a portare avanti la ripartenza per poi servire Mata, tocco verticale per Fernando Torres che manda fuori causa Smalling, sono due ad essere liberissimi in area e lo spagnolo sceglie Ramires che deve appoggiare da due passi ma permette a De Gea di rientrare in qualche modo e di salvare la porta, sotto gli occhi di un grande ex dei Red Devils come Peter Schmeichel, in tribuna al fianco al figlio Kasper (anche lui portiere, adesso al Leicester). Questo è però soprattutto un gol mangiato: Ramires gioca una partita di grande agonismo e grande corsa, ma sul piano tecnico ne combina di tutti i colori e davvero sembra poco intelligente a livello calcistico. Il Manchester United però qui difende molto male, anche perché è povera la protezione dei due mediani, in grande difficoltà: Fletcher sembra quasi l’Aaron Ramsey dello United per quanto appare fuori condizione, mentre Anderson gioca un match disastroso, fungendo da zavorra. Sul corner successivo De Gea trova il modo per mettere i brividi ai propri tifosi perdendo il pallone in uscita, ma in qualche modo riesce a riacciuffarlo. Adesso il Chelsea prende fiducia, alza la testa e inizia a fare più gioco ragionato.

Nel momento di difficoltà però il Manchester United colpisce al 37’: lancio sventagliato di Evans che pesca Nani che avanza dalla trequarti, Raul Meireles pessimamente aspetta due ore prima di provare a chiuderlo e a quel punto è troppo tardi perché il suo connazionale ha spazio per la botta con il destro che finisce all’incrocio dei pali e che Cech può solo guardare per il gol del 2-0. Super gol per Nani, decisamente crudele per il Chelsea che non meriterebbe assolutamente il doppio svantaggio ma che ha commesso due gravissimi errori difensivi nei due gol. Peraltro, al momento del lancio di Evans la posizione di Nani è dubbio, ma sembra in linea.

Al 45’ Jones si ricorda che sabato scorso contro il Bolton ha giocato da terzino, risultando irresistibile nelle avanzate: allora scambia a centrocampo con Rooney e si butta in avanti arrivando al limite, tocco per il movimento di Nani sulla destra dell’area, il portoghese cerca il cross di tacco leziosissimo e insensato che però ancora Jones va a contendere a Terry, il capitano del Chelsea prova a spazzare ma manda il pallone addosso a Nani per una carambola che diventa un assist comodo e fortuito per Rooney, il quale angola il facile tiro e firma il 3-0. Red Devils letali, in questo caso anche fortunati: sono però molto meno letali nella ripresa.

All’intervallo Villas-Boas toglie clamorosamente Lampard e inserisce Anelka, che va a sinistra con Mata trequartista in un 4-2-3-1: Lampard non era stato granché, ma l’uomo più in difficoltà a centrocampo era Raul Meireles.

Pochi secondi e Anelka è bravissimo nel tocco filtrante per Fernando Torres, il quale sfugge all’immobile Jones e stavolta la combina giusta con un gran lob morbido da angolo non semplice a scavalcare De Gea per il gol del 3-1: bel gol, il suo primo stagionale, appena il secondo con la maglia del Chelsea. Aveva sorpreso tanti l’esclusione di Anelka: adesso ancora di più, visto che subito confeziona l’assist per un gol che arriva dopo 29 secondi. Il Chelsea prova a crederci e il cambio di modulo rende molto più attivo Mata, la cui posizione dà grande fastidio ai centrocampisti del Manchester United che faticano a trovare le contromisure: al 51’ lo spagnolo calcia dal limite ma il connazionale De Gea copre il primo palo con un buon intervento.

Il Chelsea però per tutto il secondo tempo lascia delle prateria clamorose per il contropiede: al 57’ la sfrutta Nani che parte da sinistra e poi taglia dentro andando alla botta che è deviata da Cole e finisce in pieno sulla traversa, sulla respinta si avventa ancora l’indiavolato Nani che viene agganciato da Bosingwa e Phil Dowd concede il calcio di rigore. Dal dischetto però Rooney scivola clamorosamente quasi come John Terry a Mosca nella finale di Champions League del 2008, si calcia il pallone sul sinistro e lo manda larghissimo: davvero clamoroso e il Manchester United non rimette al sicuro il risultato. Aggiorniamo il computo dei rigori: su 18 segnati in questa Premier League, appena 8 sono realizzati. Al 62’ Ferguson toglie Anderson e Smalling (uscito anche acciaccato) ed entrano Carrick e Valencia, il quale fa il terzino destro proprio come accaduto la scorsa stagione a Stamford Bridge in Champions League. La partita rimane apertissima, con il Chelsea che attacca a fiammate: apertissima e anche un tantino scriteriata tatticamente. Sturridge crolla decisamente nella ripresa e al 68’ esce per far spazio a Lukaku, che va proprio sulla destra: diventano un po’ troppo i calciatori schierati fuori ruolo da Villas-Boas, in una concezione tutta personale (mah).

Al 72’ Fernando Torres continua il suo match assurdo: prima lavora bene palla centralmente saltando secco anche Jones (che rimane in campo stringendo i denti ma sembra infortunato) ma poi tira troppo centralmente, De Gea respinge male verso il centro, arriva ancora Fernando Torres il quale però completa l’opera sparando altissimo in modo davvero disgraziato.

La fortuna che Rooney aveva avuto nel primo tempo per segnare, la paga nella ripresa: al 78’ il pallone viene allargato sulla sinistra per Evra che va al cross basso, Rooney è liberissimo a centro area ma colpisce sporco e non certo letale, Cech è comunque battuto ma il pallone finisce sul palo, sulla respinta si avventa Hernandez che da angolo non semplice spara largo, venendo anche abbattuto crudamente da Ashley Cole. Phil Dowd (al solito arbitro osceno) qui arriva al colmo: ammonisce il terzino per l’intervento, ma in modo del tutto misterioso per il cervello umano non assegna il calcio di rigore. Imbarazzante; match assurdo con un arbitro assurdo. Peraltro, l’intervento forse meritava anche qualcosa di più pesante di un semplice giallo. Oltretutto Hernandez esce infortunato: il colpo subito è bruttissimo ed è pieno e c’è solo da sperare che sia una contusione e non un infortunio serio.

All’84’ l’azione clou della stagione del calcio inglese, anzi britannico, anzi europeo, anzi mondiale, anzi galattico: il Chelsea riesce a pungere con Ramires che tocca filtrante per Fernando Torres, il quale prende il tempo ai due difensori centrali che rimangono fermi e scappa via, punta De Gea e lo salta con una finta stilosa, ha la porta spalancata davanti a sé e può riaprire la partita, ma in modo incredibile, impagabile, inimmaginabile manda largo tra lo stupore generale e l’ilarità dei tifosi del Manchester United alle spalle della porta. Ha avuto tanti alti e bassi nella partita, ma questo è davvero impossibile: difficile pure commentare, perché è un qualcosa di tragicomico.

Il Chelsea nel secondo tempo difende in stile Arsenal: al 91’ la difesa passeggia e si fa infilare sul tocco di Young da centrocampo, Rooney è assolutamente in posizione regolare e attacca a campo aperto, non punta il portiere ma cerca il tocco altruista per il subentrato Berbatov dandogli però un pallone troppo lungo, il bulgaro lo tocca comunque verso la porta ma l’errore di precisione dell’inglese permette a Cole di arrivare in tempo a salvare sulla linea. Al 93’ Ivanovic incorna sul corner morbido di Anelka ma lo fa troppo debolmente e sul palo Valencia ha tutto il tempo del mondo per salvare.

E’ l’ultimo brivido di un match davvero assurdo, nel quale la logicità non è mai scesa in campo. Arriva il successo del Manchester United, che sulla carta non aveva un calendario semplice nelle prime cinque partite: eppure è a punteggio pieno, anche se i match contro Tottenham, Arsenal e Chelsea erano tutti in casa ed erano tutte partite vinte anche nello scorso campionato. Il surplus è il successo sul Bolton, campo sul quale i Red Devils lo scorso anno pareggiarono. Adesso per la squadra di Ferguson c’è una trasferta sempre complessa come quella sul campo dello Stoke City, ma prima già martedì sera si riaccenderà una vecchia rivalità con il Leeds United, visto che i Red Devils fanno visita ad Elland Road per il terzo turno di Carling Cup.

Ko per il Chelsea, che paga qualche limite tecnico, ma anche qualche eccesso di fiducia (se non proprio sboroneria) del manager Villas-Boas: tante le scelte suicide, anche sul piano tattico. I Blues ora torneranno in campo mercoledì sera per ospitare il Fulham nel terzo turno di Carling Cup, mentre nella prossima giornata di Premier League ad attendere è il match interno contro lo Swansea City.


Manchester United-Chelsea 3-1

Manchester United (4-4-2): De Gea 6 - Smalling 6,5 (62’ Valencia 6) Jones 6,5 Evans 6 Evra 6 - Nani 8 Fletcher 5 Anderson 4 (62’ Carrick 5) Young 6,5 - Hernandez 4 (79’ Berbatov sv) Rooney 6,5

In panchina: Lindegaard, Giggs, Park Ji-Sung, Fabio Da Silva
Manager: Alex Ferguson 6

Chelsea (4-3-3): Cech 6 - Bosingwa 5,5 Ivanovic 5 Terry 5 Cole 4,5 - Ramires 5 Raul Meireles 4 (79’ Obi Mikel sv) Lampard 5 (46’ Anelka 6,5) - Sturridge 6 (68’ Lukaku 5) Fernando Torres 2 Mata 6,5

In panchina: Turnbull, David Luiz, Romeu, Malouda
Manager: Andrè Villas-Boas 5

Arbitro: Phil Dowd 4

Gol: 8’ Smalling (MU), 37’ Nani (MU), 45’ Rooney (MU), 46’ Fernando Torres (C)
Ammoniti: Valencia, Fletcher (MU), Ramires, Terry, Cole (C)

Migliore in campo: Luis Nani (Manchester United)


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