Football League Review: il Norwich rimpiange un clamoroso errore di Holt e non riesce a superare il Crystal Palace, mentre il Millwall ottiene un successo brillante sul Barnsley
Nonostante il weekend dedicato alla FA Cup, non si ferma la Football League che manda in campo un turno di campionato di League One e League Two, più dei recuperi di tutti e tre i campionati, compresa la Championship: ovviamente in campo le squadre già uscite della Coppa, tra cui anche la capolista della Championship, il QPR che non riesce ad andar oltre ad un pareggio a reti inviolate sul campo dell’Hull City. E’ un match abbastanza bloccato, senza grande qualità e con poche vere occasioni da rete: a creare le migliori sono i londinesi, soprattutto con Connolly e Miller, ma anche l’Hull City ha qualcosa da recriminare per una buona chance capitata sui piedi di Fryatt, incapace però di inquadrare la porta di Paddy Kenny in pieno recupero. E’ però giusto così, con le due squadre che non hanno saputo incidere particolarmente: in particolare, abbastanza mediocre la giornata del QPR, che raramente ha saputo impegnare Guzan.
Nessun gol anche nell’altro recupero del sabato ed è un grande rimpianto per il Norwich, che con lo 0-0 di Selhurst Park può portarsi al secondo posto ma che deve rimpiangere la mancata vittoria. E’ un buon match, con il Crystal Palace a tenere testa ad una squadra di vertice soprattutto nel secondo tempo, creando una ripresa end to end e creandosi una buona chance con il solito Zaha, ma i Canaries sono apparsi più qualitativi e avrebbero dovuto vincere la partita soprattutto per la chance colossale sprecata dal bomber Holt da due passi nel finale di gara.
Continua a volare alto un’altra neopromossa come il Millwall, capace di ottenere una vittoria molto brillante sul Barnsley, che invece conferma le proprie difficoltà in campo esterno. I Lions chiudono i conti nel primo tempo, dominando e trovando le reti con il solito Morison e con Henry, mentre nella ripresa i Tykes crescono senza tuttavia riuscire a bucare la difesa avversaria. Eccellente la stagione del Millwall, che ormai è vicinissimo a dirsi virtualmente salvo e addirittura può prendersi ulteriori soddisfazioni, oltre che iniziare con netto anticipo a programmare la prossima stagione.
In League One continua a stupire e sorprendere il Bournemouth, che va ad imporsi ad Home Park sfruttando tanti sprechi del Plymouth e trovando nel finale il gol del definitivo 2-1 con l’espertissimo Steve Fletcher, peraltro diventato (nel rimpasto dello staff tecnico dopo l’addio di Howe) anche assistente del manager Bradbury nelle ultime settimane: i Cherries continuano così la propria corsa in zona promozione. Scontro diretto importantissimo per zona bassa di classifica al Bescot Stadium e Walsall che si scuote in modo abbastanza fragoroso, abbandonando l’ultimo posto con un secco 6-1 inflitto al Bristol Rovers, che invece affonda sempre più soprattutto per clamorose fragilità difensive: tra tutti, spicca soprattutto il gol del 3-0 di Julian Gray, con grande volèe in mischia. Si rilancia il Colchester che si riavvicina alla zona playoff con il 2-1 inflitto al Peterborough, che continua ad essere piuttosto inconsistente in trasferta: a lanciare gli U’s a due punti dalla zona playoff è David Mooney con il gol vittoria nel finale, in un match che era iniziato anche molto male perché i Posh erano passati in vantaggio dopo 35 secondi con Tommy Rowe. Ad entrare in zona playoff al posto del Peterborough allora è l’Oldham, che però vede nel 2-2 sul campo del Carlisle una vera e propria occasione persa: i Latics sono andati all’intervallo in vantaggio di due reti, ma i Cumbrians nella ripresa hanno rimontato con gol decisivo arrivato al 94’ con il rigore di James Berrett. Non basta una gran rete di Charlie MacDonald per il Brentford, che viene sconfitto in casa dallo Yeovil e rimane senza vittorie nelle ultime cinque partite: continua la rimonta dei Glovers, al quarto successo nelle ultime sei partite, anche se la peggior differenza reti tiene la squadra di Skiverton ancora in zona retrocessione. Sorprende davvero poco lo 0-0 dello Swindon Town alla prima partita dopo la partenza del bomber Charlie Austin: per i Robins si fa durissima adesso, mentre l’Exeter City ottiene un discreto punto grazie anche alla buona prestazione del portiere Ben Hamer.
In League Two arriva un passo falso per il Chesterfield, che si salva per il rotto della cuffia da un sorprendente ko interno contro il Bradford: gli Spireteis perdono così l’occasione per scappare ulteriormente al vertice della classifica e fermano a sette partite la loro striscia di vittorie consecutive. Mentre in queste ore la società sta facendo di tutto per trattenere Adam Le Fondre nonostante mille sirene di mercato, il Rotherham torna in piena zona promozione dopo il semplice 4-0 inflitto allo Stockport ultimo in classifica e sempre più inguaiato in zona retrocessione. Il gol di Ryan Lowe nel match del venerdì sera permette al Bury di ottenere tre punti fondamentali nello scontro diretto contro lo Shrewsbury e di tornare in zona playoff, superando in classifica proprio gli Shrews. Continua il gran momento di forma del Lincoln City, che si porta a +3 sulla zona retrocessione dopo il grande successo ottenuto sul Port Vale grazie al gol di Ashley Grimes nel finale di gara. Finisce 1-1 tra Oxford United e Cheltenham, due squadre che rimangono ai piedi della zona playoff: match non totalmente positivo per gli U’s, che hanno rischiato il ko interno. Arriva in casa del Gillingham la prima delusione per Dean Holdsworth sulla panchina dell’Aldershot: la doppietta di Cody McDonald lancia ulteriormente i Gills, che stanno attraversando un ottimo momento di forma. Infine, rimane nei guai il Barnet, sconfitto a domicilio dal Southend e sempre penultimo in classifica, nonostante tutte le avversarie dirette avanti in classifica abbiano giocato un numero inferiore di partite.
Recupero 20a giornata Championship:
Sabato 29 Gennaio:
Hull City-QPR 0-0
Recupero 22a giornata Championship:
Venerdì 28 Gennaio:
Millwall-Barnsley 2-0: 17’ Morison, 37’ Henry
Recuperi 23a giornata Championship:
Sabato 29 Gennaio:
Crystal Palace-Norwich 0-0
Scunthorpe-Preston rinviata per campo ghiacciato
Classifica Championship (posizione, squadra, punti, partite giocate, differenza reti):
1 QPR 53 (27; +27)
2 Norwich 48 (28; +9)
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3 Cardiff City 47 (27; +12)
4 Swansea City 47 (28; +9)
5 Nottingham Forest 46 (26; +14)
6 Leeds 45 (28; +7)
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7 Watford 42 (26; +13)
8 Millwall 42 (28; +9)
9 Reading 41 (27; +13)
10 Burnley 40 (27; +7)
11 Leicester 39 (28; -5)
12 Hull City 38 (28; -1)
13 Barnsley 37 (28; -7)
14 Coventry 36 (27; -1)
15 Derby County 34 (27; =)
16 Doncaster 34 (26; -5)
17 Bristol City 32 (28; -11)
18 Portsmouth 31 (27; -5)
19 Ipswich 31 (26; -6)
20 Middlesbrough 30 (27; -5)
21 Sheffield United 27 (27; -17)
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22 Crystal Palace 27 (28; -21)
23 Scunthorpe 24 (25; -18)
24 Preston 21 (26; -18)
Prossima giornata Championship:
Martedì 1 Febbraio:
ore 20.45
Barnsley-Preston
Bristol City-Swansea City
Cardiff City-Reading
Coventry-Nottingham Forest
Derby County-Ipswich
Doncaster-Burnley
Hull City-Leeds
Middlesbrough-Scunthorpe
Norwich-Millwall
Sheffield United-Leicester
Watford-Crystal Palace
ore 21.00
QPR-Portsmouth
Risultato recupero 19a giornata League One:
Sabato 29 Gennaio:
Rochdale-Charlton rinviata per campo ghiacciato
Risultati 29a giornata League One:
Venerdì 28 Gennaio:
Colchester-Peterborough 2-1: 1’ Rowe (P), 37’ Gillespie (C), 86’ Mooney (C)
Sabato 29 Gennaio:
Brentford-Yeovil 1-2: 22’ Johnson (Y), 39’ MacDonald (B), 83’ Wotton (Y)
Carlisle-Oldham 2-2: 8’ White (O), 33’ Taylor (O), 75’ Zoko (C), 94’ rigore Berrett (C)
Plymouth-Bournemouth 1-2: 19’ Pugh (B), 71’ Fallon (P), 84’ Fletcher (B)
Swindon-Exeter City 0-0
Walsall-Bristol Rovers 6-1: 17’ Butler (W), 34’ Gill (W), 45’ Gray (W), 49’ Hughes (BR), 50’ Richards (W), 69’ Nicholls (W), 73’ Butler (W)
Martedì 15 Marzo:
ore 20.45
Milton Keynes Dons-Leyton Orient
Martedì 1 Marzo:
ore 20.45
Hartlepool-Huddersfield
Martedì 15 Marzo:
ore 20.45
Rochdale-Notts County
Martedì 22 Marzo:
ore 20.45
Sheffield Wednesday-Tranmere
Martedì 5 Aprile:
ore 20.45
Southampton-Charlton
Martedì 12 Aprile:
ore 20.45
Brighton-Dag & Red
Classifica League One (posizione, squadra, punti, partite giocate, differenza reti):
1 Brighton 49 (25; +25)
2 Bournemouth 46 (27; +20)
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3 Huddersfield 43 (26; +10)
4 Southampton 41 (25; +21)
5 Oldham 40 (26; +2)
6 Milton Keynes Dons 40 (27; -3)
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7 Peterborough 39 (25; +3)
8 Charlton 38 (24; +6)
9 Colchester 38 (25; =)
10 Rochdale 36 (25; +5)
11 Carlisle 35 (24; +10)
12 Sheffield Wednesday 35 (25; +8)
13 Exeter City 35 (26; -6)
14 Hartlepool 34 (25; -8)
15 Plymouth 33 (28; -10)
16 Leyton Orient 32 (24; +2)
17 Brentford 32 (26; -4)
18 Notts County 31 (24; =)
19 Swindon 30 (27; -7)
20 Tranmere 30 (25; -8)
---------------------------------------------------------------------------
21 Yeovil 30 (26; -12)
22 Bristol Rovers 27 (26; -21)
23 Walsall 23 (27; -18)
24 Dag & Red 21 (24; -15)
Prossima giornata League One:
Martedì 1 Febbraio:
ore 20.45
Bournemouth-Swindon
Charlton-Colchester
Dag & Red-Brentford
Exeter City-Southampton
Huddersfield-Carlisle
Leyton Orient-Brighton
Oldham-Hartlepool
Peterborough-Sheffield Wednesday
Tranmere-Rochdale
Yeovil-Plymouth
Mercoledì 2 Febbraio:
ore 20.45
Bristol Rovers-Milton Keynes Dons
Notts County-Walsall
Risultato anticipo 36a giornata League Two:
Sabato 29 Gennaio:
Oxford United-Cheltenham 1-1: 25’ Thomas (C), 33’ Craddock (OU)
Risultati 29a giornata League Two:
Venerdì 28 Gennaio:
Bury-Shrewsbury 1-0: 39’ Lowe
Sabato 29 Gennaio:
Barnet-Southend 0-2: 25’ Grant, 67’ Corr
Chesterfield-Bradford 2-2: 11’ Whitaker (C), 12’ Syers (B), 53’ Hanson (B), 93’ Bowery (C)
Crewe Alexandra-Accrington Stanley rinviata per campo ghiacciato
Gillingham-Aldershot 2-1: 53’ McDonald (G), 90’ McDonald (G), 95’ Rodman (A)
Lincoln City-Port Vale 1-0: 86’ Grimes
Morecambe-Macclesfield rinviata per campo ghiacciato
Rotherham-Stockport 4-0: 12’ autogol Brown (S), 21’ Ryan Taylor (R), 34’ Le Fondre (R), 57’ Ryan Taylor (R)
Martedì 22 Febbraio:
ore 20.45
Cheltenham-Torquay
Martedì 15 Marzo:
ore 20.45
Oxford United-Stevenage
Martedì 5 Aprile:
ore 20.45
Burton Albion-Northampton
Hereford-Wycombe
Classifica League Two (posizione, squadra, punti, partite giocate, differenza reti):
1 Chesterfield 53 (26; +23)
2 Wycombe 46 (25; +9)
3 Rotherham 44 (26; +15)
---------------------------------------------------------------------------
4 Crewe Alexandra 41 (26; +18)
5 Bury 40 (25; +13)
6 Port Vale 40 (26; +6)
7 Gillingham 40 (27; +4)
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8 Shrewsbury 39 (27; +9)
9 Oxford United 39 (27; +1)
10 Cheltenham 38 (27; =)
11 Southend 36 (26; +4)
12 Stevenage 33 (24; +9)
13 Torquay 33 (24; +7)
14 Aldershot 32 (26; -7)
15 Accrington Stanley 31 (24; -2)
16 Northampton 31 (25; -7)
17 Bradford 31 (27; -10)
18 Morecambe 30 (25; -5)
19 Lincoln City 28 (24; -12)
20 Macclesfield 27 (24; -11)
21 Burton Albion 25 (21; +2)
22 Hereford 25 (24; -13)
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23 Barnet 25 (28; -18)
24 Stockport 24 (28; -35)
Prossima giornata League Two:
Martedì 1 Febbraio:
ore 20.45
Accrington Stanley-Morecambe
Aldershot-Barnet
Bradford-Lincoln City
Macclesfield-Bury
Northampton-Crewe Alexandra
Port Vale-Rotherham
Shrewsbury-Burton Albion
Southend-Oxford United
Stevenage-Gillingham
Stockport-Chesterfield
Torquay-Hereford
Wycombe-Cheltenham
lunedì 31 gennaio 2011
Il QPR non brilla e deve accontentarsi dello 0-0 in casa dell’Hull City
Il Fulham passeggia comodamente sui resti delle rovine difensive del Tottenham
FA Cup: Dawson guida gli Spurs al disastro con un paio di errori tremendi e per i Cottagers è persino troppo semplice ottenere una vittoria piuttosto netta
Quello che chiudeva il quarto turno di FA Cup, poteva e doveva essere un derby londinese intrigante e tirato: non lo è stato. In campo infatti finisce per non esserci nemmeno una contesa, perché non c’è nemmeno il tempo di capire realmente come sono schierate in campo le due squadre (specialmente per la disposizione degli ospiti) che tutto è sconvolto, con due terribili errori di Michael Dawson che portano a due calci di rigore e alla conseguente espulsione del difensore centrale: davvero difficile ricordare in era recente 13 minuti più disastrosi di un elemento schierato titolare. Il Fulham così passeggia con imbarazzante facilità, avendo di fatto solo la bravura di capire il momento di totale sbandamento della difesa del Tottenham e si pungere il nervo scoperto con continui movimenti in profondità di Andrew Johnson, creando così un margine impossibile da colmare, o anche solo pensare di farlo. I Cottagers si godono finalmente una giornata di assoluta tranquillità, ma qui il demerito è clamorosamente degli Spurs, che già in altre occasioni si erano proposti ad avvii di partita così scioccanti, così rovinosi con atteggiamento improponibile e difesa a far acqua da tutte le parti. La prima volta era accaduto in casa dello Young Boys nell’andata del turno preliminare di Champions League, quando la squadra di Redknapp si trovò dopo 28 minuti sotto di tre reti e sull’orlo del precipizio, salvo poi salvare una sconfitta onorevole e ribaltare tutto nel match del ritorno. Ma tristemente simile al primo tempo di Craven Cottage è quello visto a San Siro, quando il Tottenham si squagliò ben prima che l’Inter (con ancora il pessimo Benitez in panchina) potesse far qualcosa: lì dopo 14 minuti si era sullo 0-3 e con un uomo in meno, al Craven Cottage sullo 0-2 e con un uomo in meno. La sostanza però è quella: sotto di quattro gol all’intervallo e identico svolgimento della partita, con la difesa degli Spurs assolutamente assente dalla partita, decisamente in imbarazzo. Si doveva imparare da quella debacle, invece così non è successo, anzi il Tottenham ha ripetuto gli stessi medesimi errori, segno che questa squadra ha ancora qualche passo da compiere per diventare davvero grande: se quel match contro l’Inter era in un girone (e comunque finì appena 4-3 per la tripletta di Gareth Bale), a questo tracollo del Craven Cottage non si può porre rimedio e gli Spurs escono dalla FA Cup in maniera rovinosa. Nel calcio ci stanno le giornate nere, ma apparire così fragili quando accadono non è da grande squadra. C’è qualcosa che manca, in primis in difesa (forse nella deadline del mercato dovrebbe arrivare qualcosa), in seconda battuta anche in mediana (peraltro il fondamentale Huddlestone ha avuto una ricaduta e starà ancora fuori a lungo: anche per questo Redknapp aveva offerto 10 milioni di pounds per Scott Parker, offerta che il West Ham ha rifiutato seccamente, anche perché la partenza del mediano porterebbe avrebbe come riflesso il crollo delle percentuali di salvezza), ma soprattutto a livello caratteriale, per una squadra che rimane formata da troppi “mezzi giocatori”, da elementi magari di qualità ma non con il carattere di un top player vero. In una stagione così fitta, un’eliminazione dalla FA Cup può anche esser sopportata, ma non in questo modo e Redknapp deve assolutamente far vedere e rivedere ai suoi questo scioccante primo tempo. Su questa strada invece deve proseguire il Fulham, che deve sfruttare un successo così fragoroso per trovare morale e entusiasmo da utilizzare poi in modo positivo nelle prossime uscite: i Cottagers hanno saputo sfruttare le amnesie avversarie, non hanno concesso nulla e continuano il proprio percorso in FA Cup. Nelle ultime due stagioni il Fulham s’era fermato sempre ai quarti di finale (lo scorso anno proprio contro il Tottenham): quest’anno è già quinto turno e magari si può puntare come minimo a ripetere quel risultato.
Il Fulham scende in campo con una novità di formazione rispetto all’undici sconfitto ad Anfield, con Salcido che ha una possibilità di riprendere confidenza dopo qualche pessima prestazione e prende il posto di Baird. Confermato Pantsil nonostante l’assurdo autogol di mercoledì sera, così come Sidwell in mediana. Il Tottenham fa esperimenti, schierandosi con un 4-5-1 con Van der Vaart ala destra, Pienaar interno e Lennon sulla sinistra, dove ha giocato anche il secondo tempo contro il Newcastle (segnando anche il gol del pareggio).
Nei primissimi minuti c’è più possesso per il Tottenham, ma la squadra sembra cercare più le misure per adattarsi alle scelte tattiche di Redknapp che a pungere, così le prime conclusioni arrivano su due colpi di testa del Fulham ma non realmente pericolosi.
All’11’ il match si scuote con un pessimo errore di Dawson che serve in orizzontale Dempsey che attacca la sinistra dell’area, Hutton arriva con vigore e travolge l’americano concedendo un rigore netto: inspiegabile la foga dello scozzese, che da quella posizione doveva assolutamente temporeggiare. Murphy calcia alla grande verso l’incrocio dei pali convincendo anche Mark Hughes (pescato dalla regia con un’espressione molto curiosa) ed è 1-0.
Passa poco e Dawson ne combina un’altra: riceve una rimessa dal fondo corta e cerca un improbabile dribbling su Dembelè che gli strappa il vallone e va al tiro respinto da Gomes, ma Dowd torna indietro per fischiare una trattenuta pessima di Dawson nel tentativo di recupero, concedendo un secondo rigore e il conseguente rosso diretto al difensore centrale per chiara occasione da rete. Davvero incredibile come in un amen il match sia finito. Murphy cambia angolo ma non la precisione del tiro e firma il 2-0. Incommentabile la prestazione di Dawson.
Momentaneamente retrocede Sandro in difesa e al 16’ il brasiliano buca sulla verticalizzazione di Pantsil, Andrew Johnson allora può sfuggire sulla destra dell’area, va al cross basso per Dempsey che va alla conclusione ma il pallone tocca la parte alta della traversa ed esce. La magica FA Cup sa regalare conclusioni intense e emozionanti anche con enorme differenza di categoria, ma qui in questo caso si vede una superiorità imbarazzante quasi comparabile ad un match tra una squadra di massima serie ed una dei bassifondi della Non League, per quanto è scontato il match: peccato che Fulham e Tottenham sarebbero due squadre di Premier League (e tra l’altro gli Spurs sarebbero più forti). Ora Redknapp toglie Sandro per Gallas e gli Spurs passano al 4-4-1: va a monte l’esperimento di Redknapp del 4-5-1 con Modric e Pienaar come interni (che era pure interessante da vedere e analizzare).
Al 23’ il Tottenham continua a dormire in difesa: corner da destra, Andrew Johnson va incontro sul primo palo e colpisce di testa, Dembelè in area piccola fa velo e sul secondo palo Hangeland appoggia comodamente da due passi per il gol del 3-0. In tutto questo, gli Spurs son totalmente fermi. Adesso il Tottenham prova a tenere un po’ palla, ma è scioccato e chiaramente fuori partite, mentre il Fulham controlla tranquillamente: non c’è partita. Al 39’ Van der Vaart ci prova con una geniale punizione da centrocampo battuta direttamente verso la porta, ma il pallone va alto e Stockdale sembrava attento.
Nel terzo minuto di recupero del primo tempo la scoppola diventa pesantissima: Dembelè riceve palla a centrocampo, salta un mollissimo Bassong e avanza fino al limite dell’area, scarica il sinistro basso all’angolino ed è il 4-0. Davvero assurdo l’atteggiamento difensivo degli Spurs: Tottenham Hutton...ito, verrebbe quasi da dire.
All’intervallo gli Spurs tolgono Defoe per Crouch: gli ospiti provano a dare una risposta d’orgoglio, ma di fatto dopo un quarto d’ora mancano energie mentali e fisiche. Ovviamente la ripresa diventa un allenamento agonistico, con il Fulham pago del risultato e il Tottenham che aspetta solo il fischio finale: l’immagine più interessante è quella della tribuna, visto che all’uscita dal campo di Rafael Van der Vaart viene inquadrata la moglie Sylvie. Al 65’ Dempsey cerca la soddisfazione personale con una bella conclusione a giro dal limite con palla che sfiora la traversa.
All’87’ i Cottagers battono un corner da destra, a centro area stacca Aaron Hughes che incorna sulla traversa, sulla respinta Hangeland cerca la doppietta con il destro ma Jenas sulla linea salva. Subito dopo un’ottima sponda in appoggio di Davies libera Gera in area, cerca la conclusione bassa ma non angola e Gomes stavolta può salvare.
Finisce in trionfo per il Fulham, che passeggia dopo aver saputo sfruttare in pieno del disastro iniziale degli avversari. Adesso per i Cottagers ci sarà un altro match interno per il quinto turno, da giocare contro la vincente del replay tra Wigan e Bolton. La squadra di Mark Hughes proverà a sfruttare l’entusiasmo per un successo simile anche nel turno infrasettimanale di campionato, quando al Cottage arriverà il Newcastle, in un match prodotto anche dalla tv inglese (da Sky Sports UK, che una volta tanto evita le “solite” e trasmette qualche altro match, visto che martedì produrrà anche West Bromwich-Wigan: non è certo questa però l’attualità più “interessante” per questa tv, dopo lo scandalo scatenato da Andy Gray e Richard Keys per dichiarazioni sessiste che son costate loro il licenziamento, perché da altre parti si paga se la si combina grossa, non si rimane certo al proprio posto).
Pomeriggio da dimenticare per il Tottenham: anzi, da ricordare per trarre insegnamento, cosa che evidentemente non è successa nella prima visita stagionale a San Siro con quel tracollo contro l’Inter. Gli Spurs hanno tre giorni per recuperare sul piano psicologico per poi far visita all’imprevedibile Blackburn.
Fulham-Tottenham 4-0
Fulham (4-4-2): Stockdale sv – Pantsil 6,5 Aaron Hughes 7 Hangeland 7,5 Salcido 6 – Duff 7 Murphy 8 (74’ Greening sv) Sidwell 6,5 Dempsey 7 – Andrew Johnson 7 (68’ Gera sv) Dembelè 8 (80’ Davies sv)
In panchina: Etheridge, Kelly, Kamara, Dikgacoi
Manager: Aaron Hughes 6,5
Tottenham (4-5-1): Gomes 5 – Hutton 3 Dawson 1 Bassong 3 Assou-Ekotto 3 – Van der Vaart 5 (66’ Jenas sv) Modric 4 Sandro 4 (17’ Gallas 4) Pienaar 3 Lennon 3 – Defoe 5 (46’ Crouch sv)
In panchina: Cudicini, Pavlyuchenko, Kranjcar, Corluka
Manager: Harry Redknapp 3
Arbitro: Phil Dowd 6,5
Gol: 11’ rigore Murphy, 14’ rigore Murphy, 23’ Hangeland, 45’+3 Dembelè
Ammoniti: Duff (F), Van der Vaart (T)
Espulso: 13’ Dawson (T)
Migliore in campo: Moussa Dembelè (Fulham)
Il vigore del Notts County mette paura al Manchester City ma la vittoria sfugge nel finale
Le altre partite della domenica di FA Cup: un rigore regalato regala all’Arsenal una vittoria su un Huddersfield quasi dominante, mentre l’hat-trick di Obinna porta il West Ham al quinto turno
Nelle altre partite della domenica nel quarto turno di FA Cup, il Notts County perde una grande occasione per approdare al quinto turno ed è costretto anche immeritatamente al replay dal Manchester City, ancora una volta piuttosto inguardabile e senza uno spiraglio di gioco: d’altronde, con un manager simile pretendere del gioco è impossibile. Ci mettiamo però una mano sul cuore e diamo un consiglio a Mancini: le dimissioni non sono una vergogna. Piuttosto, è più vergognoso fare chiacchiere su chiacchiere per 13 mesi senza dare un minimo contributo alla squadra, senza dare uno straccio di gioco nonostante migliaia d’acquisti effettuati in ben tre finestre di mercato (con milioni e milioni di pounds gettati al vento): caro Ciuffy, abbi un minimo di dignità, prendi carta e penna e scrivi la lettera di dimissioni. Torna al calcio italiano, tanto lì ce n’è talmente tanto di “non calcio” che in pochi si accorgerebbero della tua totale incapacità a far giocare a calcio (se non a calci) le squadre: è il posto giusto per te ed è la scelta migliore per chi ama il calcio inglese non vedere più lo strazio che sai creare. Tanto non ci metti nulla a trovare un ingaggio: hai la fama di saper creare una buona difesa (che poi è tutta da verificare: giocare solo in difesa non vuol dire per forza saper creare una buona fase difensiva), vai alla Juventus che ne ha di bisogno. Abbi coscienza dei tuoi limiti e lasciaci il calcio inglese per come l’hai trovato. Buona prestazione di dinamismo e voglia del Notts County, che a furia di provarci trova il gol del vantaggio nella ripresa con l’incornata di Bishop su un corner da destra, ma non basta perché immeritatamente arriva il gol del pareggio e i Magpies saranno costretti al replay.
Succede di tutto ad Ashburton Grove, dove l’Huddersfield domina per lunghi tratti la ripresa per subire un’eliminazione beffarda quanto ingiusta, oltretutto in modo del tutto discutibile. Nel primo tempo i Terriers assumono un atteggiamento un po’ troppo difensivo, ma l’Arsenal non va oltre a realizzare un gol, per giunta in modo fortunoso (il tiro di Bendtner è chiaramente deviato da Peter Clarke, tanto che la Press Association ha assegnato l’autogol), per giunta con l’aiuto di una delle tantissime sviste arbitrali di Mark Clattenburg visto che Chamakh confeziona l’assist con un enorme fallo di mano: è solo un errore di una disastrosa direzione arbitrale, con tutti gli errori ad andare contro agli ospiti, non solo costretti a colmare il gap di due categorie ma anche a giocare contro un arbitro disastroso. L’unica scelta azzeccata di Clattenburg è l’assegnare il rosso diretto all’altrettanto disastroso Squillaci, che ferma Hunt ormai lanciato in porta (dopo un’azione clamorosa del terzino). In superiorità numerica l’Huddersfield si scuote e trova il pareggio con l’incornata di Lee dopo un corner: gol che arriva alla quinta chance colossale creata solo nella ripresa, con soprattutto Anthony Pilkington in grande spolvero sulla destra (dove crea mille imbarazzi a Gibbs). L’Arsenal dimostra poco carattere e soprattutto enormi limiti per giocatori che non sono certo all’altezza di una big del calcio inglese: tralasciando Almunia (clamorosamente ripescato tra i pali), è imbarazzante vedere con quella maglia due centrali come Squillaci e Koscielny (per cui ci sarebbe bisogno di una telecamera fissa per mostrare quante sciocchezze riesca a combinare in una partita) o due mediani come Diaby (mai visto uno col suo fisico giocare così molle a questi livelli) e Denilson (uno che gli unici tocchi illuminanti li ha per lanciare in porta gli avversari). Solo Wenger li vede da Arsenal, alcuni pure da tanti anni (di soli fallimenti). Il migliore tra questi esce infortunato nel primo tempo: problema agli adduttori per Nasri (poi ci sarebbe da verificare come in questa squadra ci siano sempre così tanti problemi muscolari) e un mese di stop. Allora c’è bisogno dell’aiuto di Clattenburg: per fortuna Ryan Babel è in Germania, altrimenti avrebbe pubblicato su Twitter anche la sua foto con la maglia dell’Arsenal. L’arbitro prima perdona tre volte un possibile secondo giallo a Gibbs, ha una direzione sempre piuttosto sbilanciata nei minimi contatti e poi regala all’Arsenal un rigore semplicemente impossibile da fischiare, con un tuffo tremendo di Bendtner: Fabregas realizza dal dischetto e poi si rende protagonista di brutti gesti (in tanti dell’Huddersfield lo accusano di insulti abbastanza indegni a quelli che sarebbero colleghi che per giunta giocano in divisione inferiore: atteggiamento tremendo, non da calciatore serio). Proprio la beffa che non meritava l’Huddersfield: i Terriers avrebbero visto anche nel pareggio un risultato stretto per come erano stati superiori nella ripresa, ma uscire sconfitti con un gol per giunta uscito da un chiaro regalo dell’arbitro fa male. Fa male all’Huddersfield, fa male agli spettatori neutrali, fa male forse anche a qualche tifoso dell’Arsenal.
Tante emozioni ad Upton Park e West Ham che risponde dopo la delusione dell’eliminazione dalla Carling Cup, con la finale che era ad un passo: gli Hammers però devono fare grande fatica contro il Nottingham Forest, in un match che s’è confermato molto bello ed equilibrato, come era sulla carta. Match deciso anche da qualche gol abbastanza casuale. Il West Ham parte meglio e sblocca immediatamente il match: un corner viene battuto per il tiro dal limite di Noble che è sballato ma sul quale arriva il tocco vincente di Obinna a battere Camp. A questo punto (come troppo spesso capitato nell’era Grant) una volta trovato il vantaggio il West Ham esce dal campo e domina il Nottingham Forest, che trova il pareggio con Dele Adebola, che allunga il suo coscione sul tocco basso di McGoldrick e infila Green. I Reds continuano a farsi preferire e dopo una punizione da destra mal respinta di Green arriva McGoldrick a trovare il tocco vincente e portare in vantaggio gli ospiti. Abbastanza crudele però il modo con cui arriva il gol del pareggio: cross sballato di Obinna che però finisce in porta e sorprende un Camp a quel punto fuori posizione (troppo sbilanciato sull’uscita per il cross) per un gol molto beffardo. Nella ripresa poi Lynch commette un fallo ingenuo e grossolano su Reid in mischia ed è rigore netto: Obinna completa l’hat-trick e festeggia da par suo. A questo punto il portiere più impegnato è Camp, che deve compiere un paio di grandi interventi per tenere il Forest in partita, ma non basta per rimanere nella competizione. Vince il West Ham in una partita vera, contro una delle migliori squadre della Championship, una squadra che vale la Premier League. Non solo buone notizie per gli Hammers, che dopo Wayne Bridge (e avendo già in rosa Luis Boa Morte e Kieran Dyer) decidono di ingaggiare in prestito un altro ex giocatore come Robbie Keane dal Tottenham. Auguri.
Partita monotona e bruttina a Molineux, con lo Stoke City che continua a proporre il proprio calcio molto vigoroso (ancor più che fisico, perché come detto negli ultimi tempi di giocatori fisici ce ne sono meno del solito) e poco estetico ma comunque efficace, guadagnandosi il passaggio al quinto turno: i Potters hanno preso molto sul serio la Coppa. Altra brutta partita per il Wolverhampton, entrato di colpo in un vortice negativo dopo invece qualche prestazione molto incoraggiante. E’ una partita dominata dagli errori, con pochi spunti brillanti e tanti passaggi sbagliati. La grande occasione nel primo tempo arriva per i Wolves, ma Fletcher da due passi non riesce a far meglio che incornare sul palo. Nella ripresa lo spettacolo non cambia ma crescono i Potters, che a furia di provarci con il solito bombardamento aereo finiscono per trovare il gol del vantaggio con Huth, su punizione battuta morbida da Etherington. A questo punto il Wolverhampton si sveglia e ci prova con forza, guadagnando nel recupero un calcio di rigore per fallo su Milijas: in realtà, la decisione è molto dubbia e non si vede un vero contatto. Sorensen si conferma specialista sui rigori e respinge proprio su Milijas e forse è giusto così. Intanto i Wolves mettono a segno un buon colpo a centrocampo con l’arrivo di Jamie O’Hara in prestito dal Tottenham: se riuscisse a star lontano dagli infortuni, sarebbe un buon innesto.
E’ stato effettuato anche il sorteggio del quinto turno e regala un match che spicca su tutti: dopo il clamoroso successo del Liberty Stadium, il Leyton Orient si guadagna una sfida esaltante. Gli O’s giocano in casa, contro una squadra di Premier League e per un derby londinese: basterebbe questo, ma il fatto che arrivi l’Arsenal mette ulteriore pepe per un match che sarà davvero sentitissimo tra la gente di Brisbane Road, anche perché in questa zona dell’est di Londra ci sono tanti tifosi dell’Arsenal che hanno nell’Orient la loro seconda squadra. Tanta curiosità anche per capire contro chi giocherà il Crawley Town e il sorteggio è il più duro possibile: i Red Devils della Conference se la vedranno con i Red Devils della Premier League, perché affronteranno proprio il Manchester United. Sfida impossibile, da giocare per giunta ad Old Trafford, a dare ulteriore squilibrio sulla carta. E’ però un traguardo eccellente per la squadra di Conference, che avrà un’occasione davvero unica: traguardo anche per il controverso manager Steve Evans, che di recente aveva detto che il suo sogno della carriera sarebbe quello di affrontare una volta Sir Alex Ferguson. Sogno realizzato. Per il resto, sorteggio abbastanza deludente: le altre squadre di divisione inferiore rimaste giocheranno tutte in trasferta, non proprio quello che si sperava da neutrali (e da amanti del fascino di questa Coppa).
Quarto turno FA Cup:
Sabato 29 Gennaio:
Aston Villa-Blackburn 3-1: 11’ Clark (AV), 18’ Kalinic (B), 35’ Pires (AV), 42’ Delfouneso (AV)
Birmingham City-Coventry 3-2: 11’ King (C), 26’ Wood (C), 35’ Bentley (BC), 67’ Parnaby (BC), 73’ Phillips (BC)
Bolton-Wigan 0-0
Burnley-Burton Albion 3-1: 29’ Eagles (Burn), 70’ Eagles (Burn), 80’ Zola (BA), 94’ Paterson (Burn)
Everton-Chelsea 1-1: 62’ Saha (E), 75’ Kalou (C)
Sheffield Wednesday-Hereford 4-1: 9’ Fleetwood (H), 15’ Potter (SW), 69’ rigore Clinton Morrison (SW), 77’ Jermaine Johnson (SW), 79’ rigore Clinton Morrison (SW)
Southampton-Manchester United 1-2: 45’ Chaplow (S), 65’ Owen (MU), 75’ Hernandez (MU)
Stevenage-Reading 1-2: 23’ Leigertwood (R), 72’ Charles (S), 87’ Long (R)
Swansea City-Leyton Orient 1-2: 35’ Smith (LO), 45’ Van der Gun (SC), 88’ autogol Tate (SC)
Torquay-Crawley Town 0-1: 39’ Tubbs
Watford-Brighton 0-1: 16’ Barnes
Domenica 30 Gennaio:
Arsenal-Huddersfield 2-1: 22’ Bendtner (A), 66’ Lee (H), 86’ rigore Fabregas (A)
Fulham-Tottenham 4-0: 11’ rigore Murphy, 14’ rigore Murphy, 23’ Hangeland, 45’+3 Dembelè
Notts County-Manchester City 1-1: 59’ Bishop (NC), 80’ Dzeko (MC)
West Ham-Nottingham Forest 3-2: 4’ Obinna (WH), 18’ Adebola (NF), 40’ McGoldrick (NF), 42’ Obinna (WH), 52’ rigore Obinna (WH)
Wolverhampton-Stoke City 0-1: 81’ Huth
Notts County-Manchester City 1-1
Notts County (4-4-2): Nelson 6 – Darby 7 Pearce 8 Edwards 6,5 Harley 6,5 – Martin 5 Ravenhill 6 Bishop 6,5 Westcarr 5,5 – Hughes 5 Gow 5,5 (70’ Hawley 5,5)
In panchina: Burch, Lee, Thompson, Gobern, Spicer, Burgess
Manager: Paul Ince 6,5
Manchester City (4-2-3-1): Hart 6 – Richards 6 (88’ Kompany sv) Boateng 6 Lescott 5 Zabaleta 5 (77’ Kolarov sv) – Vieira 4 Barry 5 – Milner 4 Yaya Tourè 4,5 Jo 4 (62’ David Silva 5) – Dzeko 5,5
In panchina: Given, Kolo Tourè, De Jong, Guidetti
Manager: Roberto Mancini 2
Arbitro: Chris Foy 5
Gol: 59’ Bishop (NC), 80’ Dzeko (MC)
Ammoniti: Edwards, Bishop (NC), Milner (MC)
Migliore in campo: Krystian Pearce (Notts County)
Arsenal-Huddersfield 2-1
Arsenal (4-2-3-1): Almunia 6 – Ebouè 5 Squillaci 3 Koscielny 4 Gibbs 3 – Denilson 2 Diaby 3 (69’ Fabregas 5) – Bendtner 6 Nasri 6 (33’ Rosicky 5) Arshavin 5,5 – Chamakh 4,5 (46’ Song 4,5)
In panchina: Szczesny, Van Persie, Walcott, Wilshere
Manager: Arsene Wenger 4
Huddersfield (4-5-1): Bennett 6 – Hunt 6,5 McCombe 6 Peter Clarke 6,5 Kilbane 6 – Pilkington 7,5 Tom Clarke 5 (60’ Arfield 6) Peltier 6 Gudjonsson 6 Roberts 5,5 – Lee 7
In panchina: Colgan, Naysmith, Kay, Novak, Atkinson, Chippendale
Manager: Lee Clark 6,5
Arbitro: Mark Clattenburg 1
Gol: 22’ Bendtner (A), 66’ Lee (H), 86’ rigore Fabregas (A)
Ammoniti: Gibbs, Fabregas (A), Arfield, Pilkington, McCombe, Hunt (H)
Espulso: 42’ Squillaci (A)
Migliore in campo: Anthony Pilkington (Huddersfield)
Replay quarto turno FA Cup:
Mercoledì 16 Febbraio:
ore 20.45
Wigan-Bolton
Sabato 19 Febbraio:
ore 16.00
Chelsea-Everton
Manchester City-Notts County
Sorteggio quinto turno FA Cup:
Birmingham City-Sheffield Wednesday
Chelsea/Everton-Reading
Fulham-Wigan/Bolton
Leyton Orient-Arsenal
Manchester City/Notts County-Aston Villa
Manchester United-Crawley Town
Stoke City-Brighton
West Ham-Burnley
domenica 30 gennaio 2011
Pazzesco al Liberty Stadium: lo Swansea City domina e diverte ma a qualificarsi è il Leyton Orient
Le altre partite del sabato di FA Cup: il Crawley Town vince la battaglia di Plainmoor e approda al quinto turno, mentre il Brighton sorprende il Watford e passa con merito
In attesa dei match domenicali, ci sono pochi dubbi sulla scelta del match più incredibile di questo quarto turno di FA Cup: al Liberty Stadium va in scena un match assolutamente folle, quasi indescrivibile per la quantità di emozioni prodotte. E arriva un Cupset decisamente impensabile per come la partita s’è svolta. Non ci sono dubbi sulla superiorità dello Swansea City, che palleggia con continuità sulla trequarti offensiva e che (a differenza del solito) non appare sterile, vince che punge continuamente in verticale, affonda e crea tante occasioni da rete, giocando a tratti un calcio eccellente. Dall’altra parte però c’è un Leyton Orient non sempre preciso ma con grande carattere, perché capace di non mollare anche a fronte di momenti di grande sofferenza, per poi cogliere una buona dosa di fortuna e scioccare i padroni di casa. Fin dall’inizio la squadra di Brendan Rodgers prende il comando delle operazioni, per poi cercare soprattutto gli spunti dalle corsie, anzi dalla corsia: quella di Scott Sinclair, vivacissimo come molto spesso in questa stagione e capace di creare subito buone chances, ma Jamie Jones è molto attento. Il Leyton Orient però prova a spingersi in avanti le poche volte in cui ha occasione e sfrutta un brutto errore avversario per passare in vantaggio: sulla punizione da destra, il portiere Ma-Kalambay va del tutto a farfalle e Jimmy Smith incorna in rete portando in vantaggio i londinesi. Il gol scuote lo Swansea City, che inizia a metterci più intensità e più verticalità, iniziando a stringere d’assedio gli avversari già dal finale di primo tempo con momenti di grande calcio. Il pareggio arriva con pieno merito: ottima giocata di Pratley che taglia dentro e va al cross di qualità che Van der Gun in posizione regolare devia quel tanto che basta per mandare sotto l’incrocio dei pali e pareggiare. Subito dopo però proprio l’olandese la combina grossa: dalla sinistra dell’area Sinclair lascia partire un tiro-cross che elude tutti e potrebbe anche esser diretto in rete, ma Van der Gun da chiara posizione di fuorigioco va a toccare diventando così attivo e costringendo il guardalinee ad annullare il gol che avrebbe ribaltato il risultato nel giro di pochi secondi. In un modo o nell’altro i Jacks non riescono a segnare: ci sono momenti di grande calcio, con ottimi attacchi sulle corsie, scambi sullo stretto, affondi in verticale, ma alla squadra di Rodgers manca un elemento fondamentale, il centravanti, perché Luke Moore gioca un match abbastanza spento e questo viene pagato sul piano della finalizzazione. Non si può nemmeno dire che lo Swansea City non sia concreto, perché il bel gioco porta ad affondi e a grandi occasioni, come quella per Van der Gun dopo uno straordinario triangolo sullo stretto ma sul tiro Jones è semplicemente strepitoso. In un secondo tempo elettrizzante lo Swansea City sbaglia di tutto e a questo punto subentra la follia della FA Cup: a due minuti dallo scadere M’Poku affonda sulla destra e crossa, Tate svirgola clamorosamente e infila il proprio portiere per un autogol incredibile che porta il Leyton Orient al quinto turno per la prima volta dal 1982. Vittoria davvero incredibile e clamorosa, con l’aiuto anche di una gran dose di buona sorte, ma davvero questo match spiega perfettamente perché si dice che in FA Cup possa succedere di tutto: lo Swansea City ha dominato e divertito, ma esce sconfitto.
Non è l’unica sorpresa, perché questo è il sabato del Crawley Town, capace di imporsi a Plainmoor in un altro match assolutamente incredibile: dopo aver eliminato il Derby County, i Red Devils non avevano da affrontare un match impossibile, visto che dovevano colmare il gap di una sola categoria, andando a far visita al Torquay United, squadra di League Two. Questo cammino in FA Cup dimostra di come il Crawley Town sia qualcosa in più di una squadra costruita con un ammasso di soldi piuttosto inusuale per la Conference dal proprietario Azwar Majeed (personaggio peraltro molto controverso), ma di avere anche una propria identità e di saper competere decisamente bene con squadre professionistiche, tanto da toccare un punto storico e di diventare appena la sesta squadra di Non League capace ad approdare al quinto turno di FA Cup nel post Seconda Guerra Mondiale: c’erano riusciti il Colchester nel 1948, lo Yeovil nel 1949, il Blyth Spartans nel 1978, il Telford nel 1985 e il Kidderminster nel 1994. Chissà ora quale sfida spetterà ai Red Devils nel prossimo turno: a questo punto si può sognare di tutto, anche di affrontare una big di Premier League (ci sarà da aspettare il sorteggio, che verrà effettuato alle 17.10 di domenica). Le emozioni a Plainmoor arrivano in ritardo: si inizia 15 minuti dopo per problemi di traffico e nella prima mezzora le due squadre non brillano. E’ il Crawley Town la prima squadra a scuotersi trovando il gol del vantaggio con il solito Matt Tubbs, bravo a sfruttare un errore difensivo con un buon palleggio e una buona finalizzazione. Si apre un secondo tempo splendido, perché il Torquay United non ci sta a subire il Cupset e si butta in maniera furiosa in avanti, con il Crawley Town che però ha tante occasioni per chiudere i conti, anche decisamente clamorose. Al 61’ infatti Zebroski commette fallo di mano in area di rigore, subendo il secondo giallo e concedendo il calcio di rigore: è l’occasione ideale per mettere tutto in discesa, ma Tubbs stavolta tira maluccio e Scott Bevan riesce a salvare. Sette minuti dopo altra occasione e altro rigore: stavolta è Mansell a commettere fallo su Cook e l’arbitro Deadman punta nuovamente il dischetto. Tubbs si trova a contendersi il pallone a McAllister, il quale alla fine alla meglio e si presenta sul dischetto con la sicurezza di chi non avrebbe mai sbagliato: e sbaglia. Il tiro è decisamente più angolato di quello di Tubbs, ma non velocissimo e un super-intervento di Bevan tiene ancora in partita il Torquay United. La partita diventa intensissima, con i Red Devils che difendono alla disperata per evitare la beffa e il Torquay United che attacca con vigore: diventa anche un match pieno di scontri, tanto che pure gli ospiti finiscono in 10 dopo una specie di rissa in area di rigore risolta dal secondo giallo per Howell. Il Torquay United ci prova soprattutto da fuori e un tiro-cross di Nicholson sbatte incredibilmente sulla traversa. Con grande fatica, il Crawley Town riesce a resistere anche dopo i sei minuti di recupero e al termine di una lotta strenua riesce ad ottenere il passaggio del turno e a festeggiare un traguardo storico: adesso Steve Evans e i suoi possono sognare un abbinamento da sogno.
Sorpresa anche al Vicarage Road, dove il Brighton conferma il proprio buon livello e quindi di esser probabilmente pronto a giocare anche nella serie superiore: i Seagulls infatti volano alti non solo in FA Cup dopo questo bel successo sul campo del Watford, ma anche e soprattutto in League One dove sono in vetta. Nel primo tempo la squadra di Poyet brilla maggiormente, mostrando carattere e buona qualità e passando con merito in vantaggio, anche se con l’aiuto di un pasticcio di Gilmartin: il secondo portiere del Watford sbaglia clamorosamente l’intervento su un tiro centrale di Barnes e si fa beffare. Nella ripresa il Watford reagisce, ma non brilla per quanto siamo abituati a vedere negli ultimi tempi e non riesce a superare la resistenza del determinatissimo Brighton ed è costretto a subire il ko interno. Un peccato per gli Hornets, anche perché magari sarebbe stato curioso vedere questa squadra di fronte a qualche club di Premier League, ma Mackay può in qualche modo trovare una consolazione con l’arrivo di un altro giovane interessante per continuare a sognare in campionato: dopo l’ottimo prestito di Cleverley nella scorsa stagione, il Manchester United ha deciso di prestare un altro giovane interessante al Watford, stavolta si tratta dell’interessante interno di centrocampo Danny Drinkwater, reduce da un’ottima stagione in League One all’Huddersfield ma da un non esaltante inizio di stagione al Cardiff City.
Brividi per il Manchester United al St Mary’s: c’è bisogno di una rimonta e di tanta fatica per superare un buonissimo Southampton, che dal canto suo deve avere qualche rimpianto perché ha tenuto alla grande il confronto a centrocampo ma gli elementi offensivi non hanno brillato molto. Il primo tempo è una lunga sofferenza per i Red Devils, che non riescono proprio a prendere le misure dell’avversario, anche perché Ferguson a sorpresa va a schierare un 4-3-1-2 non perfettamente funzionante con Owen alle spalle di Hernandez e Obertan: a fine partita lo stesso scozzese ammette l’errore tattico. Il Manchester United crea una chance casuale con un cross sbagliato di Owen che finisce sul palo, ma Obertan è solo fumoso e Gibson a centrocampo un vero disastro. Il Southampton tiene bene, ma non sempre i movimenti offensivi sono coordinatissimi, con Adkins che non trova il rendimento sperato in Do Prado, il quale aveva l’occasione di giocare nel ruolo più congeniale di trequartista ma la fallisce grossolanamente. All’intervallo però sono i Saints ad essere in vantaggio e anche con merito: Richard Chaplow sfrutta anche un errore di Evans per accendersi in area e calcia perfettamente piegando le mani a Lindegaard e St Mary’s esplode sognando il colpaccio. L’esordiente portiere danese avrebbe avuto bisogno di un miracolo per salvare quel tiro: ingiudicabile la sua prova, perché non ha dovuto compiere grandi parate e sul gol è incolpevole. Nel primo quarto d’ora il Southampton continua a tenere bene ma è meno vivace e alla lunga ad uscire è la qualità del Manchester United: un cross di Obertan decisamente mal gestito da Seaborne accende Owen che di testa infila Bialkowski e rimette in linea di galleggiamento gli ospiti. Male però il difensore centrale ex Exeter City. Il Southampton crea una buona chance per portarsi in avanti, ma il Manchester United è letale nel punire un altro errore avversario: brutto tocco dell’appena entrato Dickson che Giggs punisce con un clinico tocco verticale in area, Fonte non riesce a chiudere e Hernandez anticipa il portiere con un tocco che finisce perfettamente all’angolino per il gol dell’1-2. Il messicano si era visto pochissimo, ma da vero attaccante d’area di rigore si vede quando conta: quando deve trovare una finalizzazione lucida e importante. I Red Devils gestiscono benissimo il finale di gara e ottengono il passaggio del turno, ma tanti applausi vanno al Southampton, autore di una prova ottima e in corsa per gran parte dell’incontro: una prestazione che deve infondere fiducia all’ambiente, fiducia da sfruttare poi nel campionato.
Si ferma anche la corsa dello Stevenage, che dopo aver eliminato il Newcastle non riesce a ripetersi sugli stessi livelli per una buona ora di gioco e deve inchinarsi al Reading, che nella ripresa è costretto a faticare più del dovuto per la scarsa concretezza offensiva ma che alla fine merita il successo. I Royals prendono chiaramente in mano il gioco e passano in vantaggio con una bella incursione di Mikele Leigertwood. Nel primo tempo c’è una sola squadra in campo, ma l’undici di McDermott conferma anche in Coppa un difetto sostanziale visto spesso in campionato: in certe giornate le punte appaiono troppo spuntate e la mole di gioco non viene sfruttata al meglio. A Broadhall Way è chiara l’impressione di un match dominato ma da chiudere per non avere problemi, ma i Royals non riescono a trovare il raddoppio e in qualche modo tengono in partita un avversario in grossa difficoltà. Le occasioni non mancano e in avvio di ripresa Church sfiora la traversa con una bella conclusione. Lo Stevenage rimane vivo e dopo un’ora di gioco riesce a scuotersi, finendo finalmente a trovare intensità a centrocampo e a spingere. Il buon momento viene premiato dal gol del pareggio, anche se questo arriva in contropiede: bella iniziativa personale di di Darius Charles che taglia verso il centro e trova il sinistro letale per Federici che fa esplodere Broadhall Way. Con due squadre in campo la partita diventa bellissima, con il Boro molto più presente e molto più deciso, ma con i Royals che in contropiede danno la sensazione di poter far male in qualsiasi momento fino a freddare i padroni di casa all’87’: gran lavoro sulla sinistra e cross stretto che Long spinge in rete da due passi per il definitivo 1-2. Tutto sommato giusta la vittoria dell’undici di McDermott, che però deve imparare da queste situazioni: le partite vanno chiuse per evitare poi fatiche simili.
Il St Andrew’s beffa il Coventry, che sembrava chiaramente in corsa per il passaggio al quinto turno e per il colpaccio esterno contro un Birmingham City messo in campo in maniera improbabile da McLeish, ma gli archivi segreti di WikiLeish ormai non sono più tanto segreti: l’arma della disperazione sono le mischie e queste funzionano, con un Coventry che nella ripresa non riesce più ad uscire. In un inizio di partita molto vivace i Brummies hanno la grande chance con Kevin Phillips che incorna a colpo sicuro, ma un super intervento di Westwood manda il pallone sulla traversa. E’ il Coventry allora a colpire: il Birmingham City non riesce a chiudersi con Ridgewell a terra e King si apre lo spazio per la conclusione perfetta a sbloccare i conti. I Brummies sono messi a casaccio a centrocampo e la reazione è poca cosa, tanto che in pochi si stupiscono del raddoppio degli Sky Blues, con l’incornata di Wood su un corner da destra. La magia della FA Cup porta però a situazioni ed episodi imprevisti: in FA Cup può anche capitare che una squadra allucinante tecnicamente come il Birmingham City possa fare un bel gol. E’ un grande spunto di Bentley che si inventa la grande conclusione da fuori e riapre tutto. Nella ripresa il Coventry non riesce più ad uscire e si fa schiacciare, con il Birmingham City che spinge ma con poca qualità: spicca su tutti la prestazione incredibilmente imbarazzante di Beausejour, che sbaglia tutti i passaggi possibili e scatena soltanto l’ilarità dello spettatore. In modo un po’ casuale Hleb trova la combinazione per incunearsi in area e trova l’assist per Parnaby, che pareggia la partita. Il Coventry sbanda e al 73’ arriva anche il gol che completa il ribaltamento del risultato: su un corner da sinistra tutti si dimenticano Phillips, che va all’eccellente conclusione al volo e firma il 3-2. L’assalto finale del Coventry è poco qualitativo e il risultato non cambia più: trovare però una logica nel calcio di McLeish è assolutamente impossibile, perché puntato quasi tutto sul caso.
Continua la rinascita dell’Aston Villa dentro e fuori dal campo: Houllier ha deciso di puntare forte sul mercato e i nuovi arrivi sembrano aver scosso l’ambiente, anche quando (come in questo pomeriggio) in realtà di nuovi acquisti in campo non ce ne sono. Contro il Blackburn arriva un’altra vittoria e una prestazione convincente, con Houllier che s’è detto soddisfatto anche del calcio espresso dai suoi, in effetti piuttosto dominanti fino a quando son rimasti in 11 contro 11. L’inizio del match è pessimo per i Rovers, che perdono subito Roque Santa Cruz (ennesimo infortunio per l’uomo più incerottato del mondo) e un minuto dopo subiscono il gol dello svantaggio, con l’incornata in mischia di Ciaran Clark. A sorpresa però il Blackburn torna in partita, con Nikola Kalinic che fa di tutto per mangiarsi un gol a porta sguarnita e quasi ci riesce: Friedel blocca il pallone quando ha marginalmente superato la linea di porta e per poco non evita l’1-1. L’Aston Villa però crea gioco e trova il vantaggio con uno sprazzo da campione di Robert Pires, uno che in passato ha dimostrato di trovarsi bene in questa competizione: non sarà mobile e efficace come una volta, ma la qualità e la classe non viene certo travolta dagli anni e il francese trova in uno spazio strettissimo una gran conclusione che finisce perfettamente all’angolino e riporta in vantaggio i Villans. La squadra di Houllier poi allunga con l’incornata di Delfouneso su un ottimo cross da sinistra ed è con merito in controllo della partita. A provare a rovinare tutto ci pensa però il giovane Baker, che a metà ripresa si propone in un brutto intervento su Hoilett e si merita il rosso diretto. In inferiorità numerica però l’Aston Villa non perde la calma e di fatto il Blackburn non ha chances per rientrare in partita.
Bella partita ma incredibilmente finisce 0-0 al Reebok Stadium la sfida tra due squadre che pure nelle ultime partite avevano mostrato grossi problemi difensivi come Bolton e Wigan. Entrambe le squadre giocano un calcio molto aperto e provano a vincere, ma le tante occasioni create non portano a reti e si andrà allora al replay: protagonista soprattutto Jussi Jaaskelainen, bravo in particolare su Jordi Gomez, autore di una prestazione molto incoraggiante. Molto bene per il Wigan anche il rientrante Victor Moses, ma è chiara ancora una volta l’assenza di precisione negli ultimi metri.
Il Burton Albion non ripete lo choc creato nel terzo turno e non si ripete neanche a livello di prestazione: a Turf Moor i Brewers giocano male e pagano anche una giornata molto negativa di Legzdins, che combina dei grossi pasticci in due dei tre gol subiti. Buon controllo della partita e momenti di buona qualità per il Burnley, vedi il gol dell’1-0 realizzato con un gran colpo di tacco di Cork a premiare un bell’inserimento di Eagles.
In attesa di capire quale sarà il proprio destino (sembra molto vicino l’esonero), Alan Irvine vede il proprio Sheffield Wednesday superare in modo abbastanza netto l’Hereford. Dopo la paura iniziale per il gol di Stuart Fleetwood, gli Owls dominano e vincono 4-1. In particolare, con il punteggio di 1-1 lo Sheffield Wednesday spreca tantissime occasioni con Clinton Morrison, il quale però poi firma una doppietta dal dischetto e si riscatta in parte.
Quarto turno FA Cup:
Sabato 29 Gennaio:
Aston Villa-Blackburn 3-1: 11’ Clark (AV), 18’ Kalinic (B), 35’ Pires (AV), 42’ Delfouneso (AV)
Birmingham City-Coventry 3-2: 11’ King (C), 26’ Wood (C), 35’ Bentley (BC), 67’ Parnaby (BC), 73’ Phillips (BC)
Bolton-Wigan 0-0
Burnley-Burton Albion 3-1: 29’ Eagles (Burn), 70’ Eagles (Burn), 80’ Zola (BA), 94’ Paterson (Burn)
Everton-Chelsea 1-1: 62’ Saha (E), 75’ Kalou (C)
Sheffield Wednesday-Hereford 4-1: 9’ Fleetwood (H), 15’ Potter (SW), 69’ rigore Clinton Morrison (SW), 77’ Jermaine Johnson (SW), 79’ rigore Clinton Morrison (SW)
Southampton-Manchester United 1-2: 45’ Chaplow (S), 65’ Owen (MU), 75’ Hernandez (MU)
Stevenage-Reading 1-2: 23’ Leigertwood (R), 72’ Charles (S), 87’ Long (R)
Swansea City-Leyton Orient 1-2: 35’ Smith (LO), 45’ Van der Gun (SC), 88’ autogol Tate (SC)
Torquay-Crawley Town 0-1: 39’ Tubbs
Watford-Brighton 0-1: 16’ Barnes
Domenica 30 Gennaio:
ore 13.00
Arsenal-Huddersfield (live @ Sky Sport Extra)
ore 14.00
Wolverhampton-Stoke City
ore 15.00
Notts County-Manchester City
West Ham-Nottingham Forest
ore 17.30
Fulham-Tottenham (live @ Sky Sport Extra)
Southampton-Manchester United 1-2
Southampton (4-3-1-2): Bialkowski 6 – Butterfield 6 Fonte 6 Seaborne 5,5 Harding 8 – Chaplow 7 (84’ Gobern sv) Schneiderlin 6,5 Chamberlain 5,5 – Do Prado 4 (79’ N’Guessan sv) – Lambert 5,5 Barnard 5 (73’ Dickson 4)
In panchina: Davis, Richardson, Martin, Doble
Manager: Nigel Adkins 6,5
Manchester United (4-3-1-2): Lindegaard 6 – O’Shea 5,5 Smalling 6 Evans 5,5 Fabio Da Silva 6 (46’ Brown 6) – Gibson 3 (58’ Giggs 7) Scholes 6 Anderson 5 (58’ Nani 6,5) – Owen 6 – Hernandez 6,5 Obertan 4
In panchina: Kuszczak, Berbatov, Rooney, Bebè
Manager: Alex Ferguson 6
Arbitro: Martin Atkinson 4,5
Gol: 45’ Chaplow (S), 65’ Owen (MU), 75’ Hernandez (MU)
Ammonito: Butterfield (S)
Migliore in campo: Dan Harding (Southampton)
Birmingham City-Coventry 3-2
Birmingham City (4-4-2): Doyle 5 – Parnaby 6,5 Jiranek 5,5 Ridgewell 6 Murphy 5 – Beausejour 1 (88’ Gardner sv) Fahey 5 Hleb 6 Bentley 6 – Phillips 6 Zigic 4 (74’ Jerome sv)
In panchina: Foster, Larsson, Derbyshire, Mutch, Kerr
Manager: Alex McLeish 5
Coventry (4-4-2): Westwood 6,5 – Keogh 6 Cranie 5 Wood 6,5 O’Halloran 5,5 – Baker 6 Thomas 5 (81’ Cameron sv) Gunnarsson 7 McSheffrey 5 – King 6,5 Platt 5,5 (80’ Eastwood sv)
In panchina: Ireland, Bell, Jutkiewicz, Clarke, Ruffles
Manager: Aidy Boothroyd 6
Arbitro: Mike Dean 6
Gol: 11’ King (C), 26’ Wood (C), 35’ Bentley (BC), 67’ Parnaby (BC), 73’ Phillips (BC)
Ammonito: nessuno
Migliore in campo: Aron Gunnarsson (Coventry)
Louis Saha colpisce ma Salomon Kalou salva il Chelsea da sconfitta e eliminazione
FA Cup: dopo un primo tempo vergognoso, l’Everton accende la ripresa e meriterebbe la vittoria, ma il gol di Kalou tiene in vita i Blues
E’ stato davvero un gran sabato di FA Cup, con quasi tutte le partite prodotte dalla tv inglese (o gallese, nel caso di Swansea City-Leyton Orient) che sono state intense ed emozionanti dal primo all’ultimo minuto. “Quasi”, perché c’è anche il match di Goodison Park, che nel primo tempo è indescrivibile ma in senso negativo: i 45 minuti di calcio inglese più brutti visti in stagione senza Mancini (Dio ce ne scampi) in panchina. Il primo tempo è assolutamente nullo, con le due squadre che mostrano nessuna intenzione di aggredirsi e rimangono a guardarsi come se fosse una seduta d’allenamento. Vista la situazione di stallo, nella ripresa l’Everton prova a svegliarsi e va ad attaccare il Chelsea, regalando almeno qualcosa da vedere, anche se in generale lo spettacolo visto a Goodison Park è assolutamente insoddisfacente. Per lunghi tratti della ripresa si vede una sola squadra in campo, ma in qualche modo il Chelsea riesce a strappare in modo non del tutto meritato un replay da giocare tra le mura amiche, tenendo così più che vive le speranze di “three-peat”, ovvero di terzo successo consecutivo in FA Cup, impresa che sarebbe assolutamente storica anche perché riuscita solo a due squadre come Wanderers FC e Blackburn Rovers ed entrambe nel 19esimo secolo. Chi pensava che al Reebok Stadium potesse essersi chiuso definitivamente il periodo problematico ha però avuto da ricredersi, perché a Goodison Park si vede un Chelsea ben più vicino a prestazioni nere come quella in casa del Wolverhampton che non quello cinico capace di vincere con facilità su un campo molto difficile come quello del Bolton: l’attacco non brilla e il centrocampo è a tratti inesistente, tanto che per lunghi tratti l’unico spiraglio di gioco è il lancio lungo a servire direttamente gli attaccanti. Non che il Chelsea solitamente ci abbia abituato a spettacoli entusiasmanti sul piano estetico, ma davvero è difficile ricordare un’edizione recente dei Blues con così tanti lanci lunghi come unica idea, senza alcuna minima brillantezza del centrocampo: Abramovich sta spendendo tantissimo per Fernando Torres (che potrebbe essere un possibile erede di Drogba, che a questo punto potrebbe anche lasciare a Giugno) e offerto moltissimo per dei difensori centrali (reparto che in effetti ha bisogno di rinforzi), ma qui il centrocampo rischia di essere il problema più serio, perché Frank Lampard è apparso in serio ritardo di condizione (l’obiettivo è quello di averlo al pieno delle forze per il ritorno della Champions League), perché Essien da un paio di mesi è piuttosto irriconoscibile (negli ultimi tempi ha azzeccato solo la partita contro il Bolton a Stamford Bridge), perché Ramires non sta dimostrando di valere la metà di quanto speso per acquistarlo e anche perché Obi Mikel in questa stagione è più un disastro da evitare che altro. Troppi i giocatori in difficoltà, per un reparto con pochissime alternative. L’Everton gioca una partita più pratica che convincente, provando a spingere soltanto nella ripresa: senza far nulla di trascendentale sul piano del gioco, i Toffees tengono molto meglio il campo rispetto agli avversari e avrebbero meritato il successo, ma il gol parecchio fortunoso di Salomon Kalou (su un contropiede con passaggio sbagliato di Anelka, poi con finalizzazione probabilmente strozzata più che voluta) impedisce alla squadra di David Moyes di ottenere la rivincita della finale del 2009. Da quel momento però i Blues non hanno più battuto i Toffees, capaci anche di ottenere due pareggi a Stamford Bridge nelle ultime due sfide di campionato: nel replay l’Everton parte sfavorito ma non battuto (e magari ci sarà anche un elemento fondamentale come Tim Cahill).
L’Everton si schiera con il 4-5-1 con Saha in avanti e Rodwell a centrocampo al posto di Beckford e Anichebe (peraltro infortunato). Novità anche sulla sinistra, con Bilyaletdinov che viene preferito ad Osman dopo aver espresso il proprio dispiacere per il poco spazio avuto in questa stagione (e in effetti dovrebbe essere il contrario, visto che a questa squadra necessiterebbe proprio un giocatore dalle sue caratteristiche). Il Chelsea risponde con una sola novità di formazione rispetto all’undici che ha battuto il Bolton: Lampard torna dall’infortunio e prende il posto a Obi Mikel.
La partita è molto lenta, con l’Everton che inizialmente fa molto possesso ma quasi unicamente in orizzontale senza incursioni negli ultimi metri fino al 13’ minuto quando Bilyaletdinov anticipa Bosingwa dopo una rimessa laterale ma non colpisce potente e Cech blocca facilmente. Arteta è ancora poco presente a centrocampo, dove si fa ben più vivo Jack Rodwell, mentre in avanti Saha gira a vuoto anche perché i servizi non sono propriamente eccezionali. Abbastanza nullo il Chelsea, che cerca solo qualche giocata fisica di Drogba, che duella molto con Heitinga ma non appare molto brillante: Malouda si vede poco, ma sono soprattutto i centrocampisti a latitare, con Lampard a non imporsi mai per far gioco. In questo grigiore assoluto, un brivido al 26’ arriva per un pallone perso malamente da Essien, ma Rodwell calcia facile per Cech. Un minuto dopo un cross da trequarti pesca Bilyaletdinov che incorna con buona precisione ma poco potente e Cech blocca.
Al 31’ c’è la prima accelerazione del Chelsea con Ramires che scambia con un compagno in zona centrale, Heitinga esce in pressing ma il brasiliano tocca proprio sullo spazio lasciato scoperto dall’olandese per lo scatto di Anelka che sfugge puntando la porta, ma sulla pressione di Distin non riesce a superare Howard che alza il pallone sopra la traversa. Adesso prova a fare qualcosa in più il Chelsea, ma con pochissima incisività: è una partita tristissima, non da calcio inglese visto che le due squadre non hanno alcuna intenzione di aggredirsi. Si sente anche qualche “boo” del pubblico, perché assiste ad uno strazio: decisamente più interessante tenere gli occhi sul notebook e vedere Swansea City-Leyton Orient, molto ma molto più divertente.
Nella ripresa si muove qualcosa, per merito dell’Everton: al 52’ un erroraccio di Terry permette la transizione pericolosa ma è fondamentale il salvataggio di Ramires sulla conclusione di Saha forse destinata ad essere vincente. I Toffees ora sono più decisi e più ficcanti, con soprattutto Coleman a creare problemi a Cole, mentre il centrocampo del Chelsea continua ad essere assente ingiustificato.
L’Everton spinge e trova il vantaggio al 62’: corner da destra che Baines batte teso, Terry marca male Saha e va a vuoto in anticipo, il francese si trova libero e incorna perentoriamente alle spalle di Cech per il gol dell’1-0. Dubbi sull’assegnazione del corner perché Malouda forse ha marginalmente salvato il pallone prima che uscisse totalmente, ma l’Everton è in vantaggio meritatamente: Saha sempre molto caldo contro il Chelsea, a cui ha segnato sette gol in otto partite ufficiali. Nei primi 25 minuti di ripresa i Blues vanno solo a lanci lunghi provando a saltare il centrocampo, dove Lampard è decisamente inesistente e Essien è molto impreciso. L’Everton prende fiducia e ora gioca più intenso, andando alla ricerca del raddoppio.
Al 74’ Baines crossa da sinistra verso il secondo palo, arriva in corsa Coleman a schiacciare anche bene di testa ma Cech ha il riflesso giusto e respinge con un buonissimo intervento, sul pallone si avventa ancora Coleman che calcia a colpo sicuro da distanza ravvicinata ma l’intervento disperato di Essien alza il pallone oltre la traversa e il Chelsea si salva in qualche modo.
Dopo il corner successivo poi parte il contropiede dei Blues: il tocco diagonale di Anelka è inteso per Ramires ma è impreciso e finisce in qualche modo su Kalou che può puntare l’area in uno contro uno con Distin, va alla conclusione bassa incrociata che finisce nell’angolino lontano dove Howard non può arrivare per il gol dell’1-1. Il tiro sembra più strozzato che preciso e in questo modo il Chelsea ottiene il pareggio ben contro il trend della partita, su un contropiede abbastanza casuale.
All’86’ quasi arriva anche la beffa per l’Everton: Ramires riceva palla e avanza per sparare la fucilata bassa verso l’angolino destro, ma la sua botta colpisce il palo. Quasi il brasiliano trova il secondo gol consecutivo.
All’89’ l’Everton va ancora vicinissimo al gol vittoria: pallone verticale impreciso che Ivanovic svirgola clamorosamente, lo rincorre Beckford che va alla grande battuta di prima intenzione col sinistro ma Cech ha un grande riflesso e manda in corner, salvando davvero il cammino del Chelsea in FA Cup per il rotto della cuffia.
Finisce 1-1 ed è un risultato che sta chiaramente stretto all’Everton, che avrebbe meritato la vittoria e che invece adesso deve affrontare un replay assolutamente complicato a Stamford Bridge. Buona prestazione nella ripresa, ma forse il primo tempo andava affrontato meglio: magari non si può giocare sempre a ritmi alti, ma provarci di più anche nei primi 45 minuti non sarebbe stato male. Adesso i Toffees affronteranno un match ancora complicato nel turno infrasettimanale di Premier League, visto che saranno di scena ad Ashburton Grove per affrontare l’Arsenal.
Risultato che tiene il Chelsea in vita in FA Cup ma prestazione non certo convincente, con la squadra apparsa ben lontana da livelli accettabili: nel primo tempo con l’Everton spento i Blues han provato poco o nulla, mentre nella ripresa sono stati decisamente in balia. Adesso la squadra di Ancelotti dovrà affrontare una trasferta complessa come quella contro il Sunderland.
Everton-Chelsea 1-1
Everton (4-5-1): Howard 6,5 – Neville 6,5 Heitinga 6,5 Distin 6 Baines 6,5 – Coleman 6,5 Arteta 5 Fellaini 6 Rodwell 6,5 (86’ Beckford sv) Bilyaletdinov 6 – Saha 6
In panchina: Mucha, Hibbert, Jagielka, Gueye, Osman, Baxter
Manager: David Moyes 6
Chelsea (4-3-3): Cech 7 – Bosingwa 6 Ivanovic 5 Terry 6 Cole 5,5 – Ramires 6 Essien 5 Lampard 3 (85’ Obi Mikel sv) – Anelka 5 Drogba 5,5 Malouda 4 (70’ Kalou 6,5)
In panchina: Hilario, Paulo Ferreira, Bruma, McEachran, Sala
Manager: Carlo Ancelotti 5
Arbitro: Howard Webb 5
Gol: 62’ Saha (E), 75’ Kalou (C)
Ammonito: nessuno
Migliore in campo: Petr Cech (Chelsea)
venerdì 28 gennaio 2011
Il Chelsea fa tappa sulle rive del Mersey: sfida all’Everton, offerta al Liverpool per Fernando Torres
FA Cup Preview: il Manchester United fa visita al Southampton, mentre al Craven Cottage va in scena un derby londinese tra Fulham e Tottenham
Il prossimo weekend è dedicato al quarto turno di FA Cup e allora la parola “three-peat” torna ad essere d’attualità in casa Chelsea, perché i detentori del trofeo sono impegnati in una trasferta parecchio dura a Goodison Park, in quello che è anche il match tecnicamente più interessante del weekend: i Blues infatti se la vedranno in casa dell’Everton, in quella che è una sorta di ripetizione della FA Cup Final del 2009, quando un gol immediato di Louis Saha illuse i Toffees per poi esser rimontato dalle reti di Didier Drogba e Frank Lampard, due che qualche golletto importante negli ultimi anni lo hanno realizzato. Da quella partita in poi però il Chelsea non è riuscito più a battere la squadra di Moyes: da allora le due squadre si sono affrontate altre tre volte e sempre in campionato, con i Blues ad incassare appena due punti. Nel Dicembre del 2009 a Stamford Bridge andò in scena un match molto bello finito per 3-3, anche a causa di qualche errore difensivo di troppo della squadra londinese, mentre lo scorso Febbraio a Goodison Park l’Everton giocò una delle migliori partite della propria stagione e ottenne un grande successo per 2-1: in entrambi i casi a segnare il gol decisivo è stato proprio Louis Saha. Le due squadre si sono affrontate già nell’attuale Premier League e l’Everton mise un mattoncino nel periodo di difficoltà del Chelsea, andando a pareggiare a Stamford Bridge per 1-1 con gol decisivo di Jermaine Beckford. In FA Cup però i precedenti sono molto sbilanciati dalla parte del Chelsea, che ha ottenuto il passaggio del turno (o vinto il trofeo, come nel 2009) in sei delle otto occasioni in cui ha trovato di fronte i Toffees: l’ultimo successo dell’Everton in Coppa risale addirittura al Febbraio 1956, quando vinse 1-0 a Goodison Park in un quinto turno. Ostacolo davvero non semplice allora per il Chelsea, che però punta come sempre forte alla FA Cup, che negli ultimi anni ha regalato mille gioie: i Blues puntano infatti a vincere il trofeo per tre anni consecutivi, impresa riuscita solo a due club e solo qualche annetto fa, visto che parliamo dello scomparso Wanderers FC (dal 1876 al 1878) e del Blackburn Rovers (dal 1884 al 1886). I Blues giocano quindi anche per la storia, anche se ovviamente gli obiettivi da non mancare assolutamente riguardano Premier League e Champions League: la lotta per il titolo sembra improbabile ma i Blues non possono permettersi di mancare un piazzamento tra le prime quattro, mentre la Champions League è un cruccio storico di Abramovich. Proprio per questo la proprietà sembra intenzionata a spendere come non succedeva da anni: se ha stupito in pochi l’ufficializzazione della trattativa con il difensore centrale David Luiz del Benfica (trattativa avviata ma non semplice: pare che i portoghesi abbiano appena chiuso le porte ad ogni trasferimento), ha spiazzato tantissimi l’offerta di 52 milioni di pounds girata all’Atletico Madrid per il difensore centrale Diego Godin (ma perché?) e per l’attaccante Sergio Aguero, offerta rifiutata dai Colchoneros. Allora l’obiettivo è cambiato ed è notizia delle ultime ore il rifiuto del Liverpool ad un’offerta di 35 milioni di pounds addirittura per Fernando Torres: le due squadre tornano così a contatto diretto (i recenti trasferimento di Benayoun e Joe Cole sono avvenuti a parametro zero) dopo la famosa trattativa nel 2005 per Steven Gerrard, con il capitano dei Reds che aveva quasi accettato l’offerta dei Blues per poi ripensarci all’ultimo momento e legarsi ormai a vita al Liverpool. L’impressione è che questa volta l’affare possa andare in porto anche in questa finestra di mercato (il che sarebbe clamoroso, visto che solitamente il mercato invernale serve solo per creare casini nelle squadre medie e per trasferimenti non di primo piano): Fernando Torres non sembra proprio allettato dalla possibilità di rimanere ad un Liverpool in calo di gerarchie e in questa stagione s’è mostrato spesso indolente e per questo sembrerebbe molto interessato all’offerta, mentre il rifiuto del Liverpool non pare definitivo visto che secondo qualche rumours i Reds avrebbero chiesto di alzare l’offerta di altri 5 milioni di pounds, anche perché parrebbe che Dalglish avesse già in mano il sostituto, ovvero l’uruguaiano Luiz Suarez dell’Ajax, per il quale il Liverpool ha già formulato un’offerta di 23 milioni di pounds, accettata dalla squadra olandese. Sarebbe un colpo a sorpresa per il Chelsea, ma bisognerebbe capire anche quanto Ancelotti sia d’accordo e se tutto ciò non si stia svolgendo alle sue spalle (cosa che peraltro capita normalmente al Chelsea da troppo tempo a questa parte: dall’arrivo di Grant alle spalle di Mourinho in poi): lo spagnolo dovrebbe essere utilizzabile in Champions League e questo darebbe un senso all’acquisto a Gennaio (anche se le regole Uefa sono abbastanza ridicole e creano confusione, per cui di sicuro non c’è nulla), ma come dovrebbero giocare Fernando Torres e Didier Drogba nel 4-3-3 solito di Ancelotti? I Blues non devono però farsi distrarre dal mercato (che ha portato anche un’operazione minore, come il prestito del terzino sinistro Patrick Van Aanholt al Leicester) e devono concentrarsi in questo difficile match, che i londinesi affrontano sulla striscia di tre vittorie ufficiali consecutive, nelle quali l’undici di Ancelotti ha segnato 13 reti senza subirne alcuna: il modo migliore per recuperare dalla crisi. A Goodison Park andrà in scena una delle quinte partite del quarto turno di FA Cup con di fronte due squadre di Premier League: questo fa sì che ben che vada saranno al massimo dieci le squadre di massima serie ad approdare agli ottavi di finale (non raggiungiamo i livelli strepitosi della Coupe de France, con appena sette squadre di Ligue 1 e diverse squadra semi-professionistiche arrivate agli ottavi, ma è già molto). Moyes potrebbe riproporre Jagielka dal primo minuto, mentre Anichebe è in dubbio per problemi all’inguine e Cahill è sempre in Coppa d’Asia. I Toffees intanto hanno rispedito James Vaughan in prestito al Crystal Palace, questa volta fino a fine stagione.
Dopo aver eliminato il Blackpool nel terzo turno, il Southampton è una delle sei squadre di League One rimaste nella competizione e s’è guadagnato un sorteggio dal grande fascino ma anche un match decisamente complicato: a St Mary’s arriverà infatti il Manchester United, che sembra decisamente favorito nella vittoria della Premier League ma che non alza al cielo la FA Cup dal 2004, da quando vinse il trofeo per l’11esima volta (più di ogni altra squadra) superando per 3-0 in finale il Millwall. Ferguson allora punta in modo particolare anche alla Coppa in questa stagione e proverà a far valere le 47 posizioni di differenza nella piramide del calcio inglese, chiedendo ai suoi di evitare la distrazione fatale della scorsa stagione quando i Red Devils persero in casa contro il Leeds, allora proprio in League One. Lo United farà rotazione tra centrocampo e attacco dove giocheranno verosimilmente molti titolari (possibile anche la presenza di Michael Owen), ma in difesa c’è una situazione di discreta emergenza: non ci saranno infatti gli infortunati Ferdinand e Rafael Da Silva così come Evra, il quale ha problemi familiari. Turno di riposo per Edwin Van der Sar, il quale ha confermato il suo ritiro a fine stagione: mancherà tantissimo a molti. Per rimpiazzarlo allora c’è ballottaggio tra Kuszczak e Lindegaard, il quale potrebbe esordire tra i pali dei Red Devils. La sfida tra Southampton e Manchester United s’è vista in FA Cup anche di recente, nel terzo turno del 2009 quando i Red Devils vinsero facilmente a St Mary’s per 3-0 (gol di Welbeck, Nani e Gibson). L’ultima volta che i Saints eliminarono lo United in FA Cup fu nel 1992 e proprio in un quarto turno: dopo lo 0-0 al The Dell (lo storico stadio del Southampton), ad Old Trafford il replay finì 2-2 e il Southampton ebbe la meglio ai rigori. Ovviamente però il precedente più illustre in FA Cup risale al 1976, il punto più alto nella storia del Southampton: un gol di Bobby Stokes portò la squadra di Lawrie McMenemy a vincere la FA Cup battendo proprio il Manchester United. Fu un successo straordinario, non solo perché è il trofeo più importante nella storia del club, ma anche perché i Saints allora giocavano in Second Division ed erano chiaramente sfavoriti. Adesso il Southampton si trova in League One e spera di ottenere la promozione in Championship, ma è reduce dal brutto stop in casa del Tranmere. Adkins chiede una reazione dai suoi e spera di recuperare in tempo il capitano Dean Hammond, mentre sembra difficile il recupero di Adam Lallana. Possibile l’utilizzo di N’Guessan, appena arrivato in prestito dal Leicester, mentre al solito a guidare l’attacco dovrebbe essere il bomber Rickie Lambert.
Tanto per gradire, il quarto turno ci regala anche un derby londinese, una sorta di rivincita dopo i quarti di finale della scorsa stagione: allora Fulham e Tottenham si fermarono sullo 0-0 a Craven Cottage, ma il sogno di Hodgson di approdare a Wembley si spezzò a White Hart Lane perché gli Spurs vinsero il replay per 3-1. In una stagione molto difficile e molto ricca di impegni, il Tottenham non vuole dimenticarsi della Coppa e schiererà verosimilmente un undici importante, con tanti titolari e solo qualche esperimento: non ci sarà Gareth Bale, alle prese con un problema alla schiena, ma Assou-Ekotto, Gomes e Palacios dovrebbero recuperare e Pienaar potrebbe giocare per continuare il suo inserimento con la nuova squadra. Non ci sarà neanche Jamie O’Hara, infortunato dall’estate e che negli ultimi giorni ha fatto ufficiale richiesta di cessione, visto che ormai per lui non sembra esserci più spazio in questa rosa. Nonostante sia arrivato ai quarti di finale nelle ultime due edizioni, il Fulham non elimina una squadra di Premier League in FA Cup addirittura dal quarto turno del 2004, quando anche dopo un replay riuscì ad eliminare l’Everton. Non solo, i Cottagers hanno anche pessimi precedenti in FA Cup contro il Tottenham: nelle cinque occasioni in cui le due squadre si son trovate di fronte, a passare il turno sono sempre stati gli Spurs.
Dopo aver ottenuto la qualificazione alla finale di Carling Cup restando così in gioco in tutte e quattro le competizioni a cui partecipa, l’Arsenal torna a pensare alla FA Cup dopo aver faticato molto al terzo turno per eliminare il Leeds: di fronte ci sarà un'altra squadra del West Yorkshire come l’Huddersfield Town, nella sfida tra i due club maggiormente influenzati dalla figura straordinaria di Herbert Chapman, uno dei manager che più hanno cambiato il gioco del calcio e che tra gli anni ’20 e ’30 ottenne straordinari successi proprio sulle panchine di Huddersfield e Arsenal. Adesso le due squadre vivono un presente del tutto diverso, con i Terriers che sono in League One e lottano per la promozione con in panchina un giovane e bravo manager come Lee Clark ma che deve ancora trovare una certa continuità di risultato: in questo weekend l’impresa sarà durissima, con l’Huddersfield che cerca l’ingresso al quinto turno di FA Cup, dove è approdato solo una volta nelle ultime 11 stagioni. Ad Ashburton Grove mancherà anche il bomber Jordan Rhodes per problemi alla caviglia e così Alan Novak dovrebbe esser affiancato da Alan Lee, attaccante all’antica e molto ostico che come caratteristica principale ha la capacità di duellare sui contrasti aerei. I Terriers non battono l’Arsenal da otto match ufficiali (cinque sconfitte e due pareggi nelle ultime sette sfide): l’ultimo successo arrivò nel Gennaio del 1971, quando l’Huddersfield vinse per 2-1 nel vecchio Leeds Road. Le due squadre non si affrontano dal 1993, un secondo turno di League Cup giocano in match di andata e ritorno che vide l’Arsenal prevalere con l’aggregate di 6-1 (con tanto di tripletta di Ian Wright nel 5-0 esterno del match d’andata). Appena due i precedenti in FA Cup e risalgono tutti all’inizio degli anni ’30, ovvero quando il già citato Herbert Chapman sedeva sulla panchina dell’Arsenal da grande ex: nel 1932 le due squadre si affrontarono in un sesto turno con vittoria 1-0 esterna dei Gunners, ma soprattutto nel 1930 la sfida andò in scena a Wembley in finale, con successo dell’Arsenal per 2-0 con le reti di Alex James e Jack Lambert. Ebbene, questa fu la prima finale di Coppa in cui le due squadre entrarono in campo fianco a fianco, cosa che nel calcio odierno è normalissima per qualsiasi match ma che allora venne effettuata proprio in onore del manager Herbert Chapman. L’Arsenal ritrova nella lista dei convocati Squillaci e Diaby, così come potrebbe rivedersi Almunia, che potrebbe andare in panchina: tra i pali però dovrebbe esser confermato Szczesny (descritto da Wenger come il numero 1 attuale della squadra). Non dovrebbe esserci Carlos Vela, che sembra in trattativa con il West Bromwich in vista di un trasferimento in prestito.
A Meadow Lane il Manchester City andrà a far visita al club professionistico più vecchio del mondo, ovvero il Notts County, fondato addirittura nel 1862 (il club più “vecchio” in assoluto è lo Sheffield FC, fondato nel 1857). Nonostante qualche alto e basso societario (che ad esempio lo scorso anno portò all’arrivo di un ex City come Sven Goran Eriksson come direttore tecnico), i Magpies si stanno facendo ben valere sia in campionato che nelle coppe: il Notts County è infatti neopromosso in League One e al momento occupa il 18esimo posto in classifica, ma sembra avere buoni margini di crescita. Lo scorso anno i Magpies riuscirono ad arrivare al quinto turno di FA Cup (eliminando a questo stato della competizione il Wigan, vincendo il replay in trasferta) per la prima volta da 18 anni e ora sperano in un bis, dopo aver ottenuto la qualificazione a questo turno grazie ad una bella impresa, grazie al successo in casa del Sunderland. In panchina adesso c’è Paul Ince, uno dei tanti ad avere dei conti in sospeso con il pessimo Roberto Mancini, ma non per la sua buffonesca carriera da manager, bensì per storie tese che i due avevano spesso e volentieri in campo nelle due stagioni giocate nel calcio italiano dall’ex capitano dell’Inghilterra: si ricorda soprattutto un’espulsione di Mancini per un tremendo intervento su Ince, in una vecchia sfida tra Sampdoria e Inter. Il Notts County spera di recuperare il capitano e difensore centrale Mike Edwards, ma dovrà fare a meno del centrocampista Alan Judge. Tre i precedenti tra le due squadre in FA Cup: in due occasioni ha avuto la meglio il Manchester City nei terzi turni del 1962 e 1995, mentre nel quinto turno del 1991 la rete di Gary Lund permise al Notts County (allora in Second Division) di ottenere un bell’upset. Il Manchester City dovrà fare a meno dell’infortunato Adam Johnson, mentre Emmanuel Adebayor è stato ceduto in prestito addirittura al Real Madrid: misterioso come un giocatore così abbia vestito in carriera due maglie storiche come quelle di Arsenal e Real Madrid.
Reduce dal successo sul West Ham che è valso la qualificazione alla finale di Carling Cup, il Birmingham City presenterà probabilmente molti volti nuovi nel derby delle West Midlands contro il Coventry, una delle due sfide tra squadre di Premier League e di Championship in questo quarto turno. Come nel match di terzo turno (che vide i Brummies trionfare sul campo del Millwall), McLeish dovrebbe far riposare molti titolare e proporre quindi elementi meno impiegati, come Bentley e Mutch, o come Derbyshire che ha giocato mercoledì sera ma è stato sostituito all’intervallo dopo un primo tempo pessimo. Il Birmingham City è molto attivo anche sul mercato, visto che ha ingaggiato a titolo definitivo un difensore centrale talentuoso (ma un po’ involuto) come Curtis Davies, arrivato dai cugini dell’Aston Villa anche per rimpiazzare l’infortunato Scott Dann. Molto vicino anche un arrivo in attacco: secondo il sito ufficiale del Rubin Kazan sarebbe fatta per l’arrivo in prestito di Obafemi Martins, già visto in Inghilterra con la maglia del Newcastle e piuttosto in crisi da qualche stagione a questa parte. Il Coventry spera di accedere al quinto turno per la terza volta negli ultimi quattro anni. Andy Boothroyd cercherà il colpaccio schierando la formazione tipo e spera anche di recuperare il difensore centrale Ben Turner, out da tre mesi per problemi al ginocchio: per il 23enne sarebbe un match molto sentito, visto che è nato a Birmingham oltre ad esser tifoso dei Brummies. Out per infortunio un grande ex di giornata come Lee Carsley. E’ appena la terza volta che Birmingham City e Coventry si affrontano in FA Cup: nel terzo turno del 1935 i Brummies vinsero con un nettissimo 5-1 a St Andrew’s, mentre nel quarto turno del 1981 è il Coventry ad aver avuto la meglio vincendo per 3-2 nel vecchio Highfield Road.
Dopo la grande delusione per l’eliminazione dalla Carling Cup, il West Ham torna in campo domenica in uno dei match più interessanti di questo quarto turno, visto che ospiterà ad Upton Park una delle squadre più qualitative e in forma della Championship come il Nottingham Forest: si attende un match anche parecchio equilibrato, in cui Grant potrebbe schierare per la prima volta la punta Demba Ba, centravanti 25enne appena arrivato dall’Hoffenheim a titolo definitivo, nonostante qualche problema fisico che ad esempio avevano portato lo Stoke City a rompere un accordo precedente con il club tedesco. Il senegalese non è in perfette condizioni, ma è eleggibile e potrebbe trovare posto in panchina. Sfida tra squadre di Premier League al Molineux, con lo Stoke City che punta forte sulla Coppa per cercare un bell’exploit e che dovrà vedersela in casa del Wolverhampton, squadra con la testa ben più concentrata sul campionato (nel tentativo disperato di evitare la retrocessione). Anticipo all’ora di pranzo del sabato al Liberty Stadium, con lo Swansea City che ospiterà un Leyton Orient in ottima forma e imbattuto da cinque partite ufficiali. Sfida infinita tra Aston Villa e Blackburn: da una stagione e mezza le due squadre si incrociano sempre tra League Cup e FA Cup e nelle tre precedenti occasioni sono stati sempre i Villans ad avere la meglio. Altra sfida tra squadre di Premier League al Reebok Stadium, con Bolton e Wigan che provano a cancellare gli allarmanti risultati recenti in campionato: in particolare la squadra di Coyle può vedere nella Coppa la grande occasione per un exploit, occupando comunque una posizione tranquilla in Premier League. Intanto i Trotters hanno svincolato un grande flop come Mustapha Riga, arrivato nell’estate nel 2008 per mai convincere in campo (le poche volte in cui ha giocato). Prova a sorprendere anche in FA Cup l’eccellente Watford, grande rivelazione della Championship: a Vicarage Road arriva però un avversario da temere come il Brighton capolista in League One. Dopo la grande soddisfazione del successo sul Derby County nel terzo turno, il Crawley Town capolista della Conference cerca un altro colpaccio in casa del Torquay United. Grande protagonista del terzo turno era stato anche lo Stevenage, capace di eliminare il Newcastle: il Boro proverà a continuare il proprio cammino sfidando il Reading. Dopo aver definito l’ottimo colpo del mercato invernale (l’acquisto del bomber Charlie Austin dallo Swindon, battendo sul tempo l’Ipswich: sul 21enne c’erano tante squadre di Championship), il Burnley si concentra sulla Coppa e ospiterà il Burton Albion, capace di eliminare il Middlesbrough nel terzo turno ma che è finito invischiato in posizioni molto basse in League Two (anche se con tante partite da recuperare). Infine, ad Hillsborough si affronteranno due squadre in condizione di forma totalmente differente: lo Sheffield Wednesday sta deludendo totalmente in League One, mentre l’Hereford è in ottima forma tanto da esser uscito dalla zona retrocessione in League Two.
Quarto turno FA Cup:
Sabato 29 Gennaio:
ore 13.30
Everton-Chelsea (live @ Sky Sport 1)
ore 13.50
Swansea City-Leyton Orient
ore 14.00
Aston Villa-Blackburn
ore 16.00
Birmingham City-Coventry (live @ Sky Sport 3)
Bolton-Wigan
Burnley-Burton Albion
Sheffield Wednesday-Hereford
Stevenage-Reading
Torquay-Crawley Town
Watford-Brighton
ore 18.15
Southampton-Manchester United (live @ Sky Sport 3)
Domenica 30 Gennaio:
ore 13.00
Arsenal-Huddersfield (live @ Sky Sport Extra)
ore 14.00
Wolverhampton-Stoke City
ore 15.00
Notts County-Manchester City (live @ Sky Sport 3)
West Ham-Nottingham Forest
ore 17.30
Fulham-Tottenham (live @ Sky Sport Extra)
Recupero 20a giornata Championship:
Sabato 29 Gennaio:
ore 16.00
Hull City-QPR
Recupero 22a giornata Championship:
Venerdì 28 Gennaio:
ore 20.45
Millwall-Barnsley
Recuperi 23a giornata Championship:
Sabato 29 Gennaio:
ore 16.00
Crystal Palace-Norwich
Scunthorpe-Preston
Classifica Championship (posizione, squadra, punti, partite giocate, differenza reti):
1 QPR 52 (26; +27)
2 Cardiff City 47 (27; +12)
---------------------------------------------------------------------------
3 Norwich 47 (27; +9)
4 Swansea City 47 (28; +9)
5 Nottingham Forest 46 (26; +14)
6 Leeds 45 (28; +7)
---------------------------------------------------------------------------
7 Watford 42 (26; +13)
8 Reading 41 (27; +13)
9 Burnley 40 (27; +7)
10 Millwall 39 (27; +7)
11 Leicester 39 (28; -5)
12 Hull City 37 (27; -1)
13 Barnsley 37 (27; -5)
14 Coventry 36 (27; -1)
15 Derby County 34 (27; =)
16 Doncaster 34 (26; -5)
17 Bristol City 32 (28; -11)
18 Portsmouth 31 (27; -5)
19 Ipswich 31 (26; -6)
20 Middlesbrough 30 (27; -5)
21 Sheffield United 27 (27; -17)
---------------------------------------------------------------------------
22 Crystal Palace 26 (27; -21)
23 Scunthorpe 24 (25; -18)
24 Preston 21 (26; -18)
Recupero 19a giornata League One:
Sabato 29 Gennaio:
ore 16.00
Rochdale-Charlton
29a giornata League One:
Venerdì 28 Gennaio:
ore 20.45
Colchester-Peterborough
Sabato 29 Gennaio:
ore 16.00
Brentford-Yeovil
Carlisle-Oldham
Plymouth-Bournemouth
Swindon-Exeter City
Walsall-Bristol Rovers
Martedì 15 Marzo:
ore 20.45
Milton Keynes Dons-Leyton Orient
Martedì 1 Marzo:
ore 20.45
Hartlepool-Huddersfield
Martedì 15 Marzo:
ore 20.45
Rochdale-Notts County
Martedì 22 Marzo:
ore 20.45
Sheffield Wednesday-Tranmere
Martedì 5 Aprile:
ore 20.45
Southampton-Charlton
Martedì 12 Aprile:
ore 20.45
Brighton-Dag & Red
Classifica League One (posizione, squadra, punti, partite giocate, differenza reti):
1 Brighton 49 (25; +25)
2 Bournemouth 43 (26; +19)
---------------------------------------------------------------------------
3 Huddersfield 43 (26; +10)
4 Southampton 41 (25; +21)
5 Milton Keynes Dons 40 (27; -3)
6 Peterborough 39 (24; +4)
---------------------------------------------------------------------------
7 Oldham 39 (25; +2)
8 Charlton 38 (24; +6)
9 Rochdale 36 (25; +5)
10 Sheffield Wednesday 35 (25; +8)
11 Colchester 35 (24; -1)
12 Carlisle 34 (23; +10)
13 Exeter City 34 (25; -6)
14 Hartlepool 34 (25; -8)
15 Plymouth 33 (27; -9)
16 Leyton Orient 32 (24; +2)
17 Brentford 32 (25; -3)
18 Notts County 31 (24; =)
19 Tranmere 30 (25; -8)
20 Swindon 29 (26; -7)
---------------------------------------------------------------------------
21 Yeovil 27 (25; -13)
22 Bristol Rovers 27 (25; -16)
23 Dag & Red 21 (24; -15)
24 Walsall 20 (26; -23)
Anticipo 36a giornata League Two:
Sabato 29 Gennaio:
ore 16.00
Oxford United-Cheltenham
29a giornata League Two:
Venerdì 28 Gennaio:
ore 20.45
Bury-Shrewsbury
Sabato 29 Gennaio:
ore 16.00
Barnet-Southend
Chesterfield-Bradford
Crewe Alexandra-Accrington Stanley
Gillingham-Aldershot
Lincoln City-Port Vale
Morecambe-Macclesfield
Rotherham-Stockport
Martedì 22 Febbraio:
ore 20.45
Cheltenham-Torquay
Martedì 15 Marzo:
ore 20.45
Oxford United-Stevenage
Martedì 5 Aprile:
ore 20.45
Burton Albion-Northampton
Hereford-Wycombe
Classifica League Two (posizione, squadra, punti, partite giocate, differenza reti):
1 Chesterfield 52 (25; +23)
2 Wycombe 46 (25; +9)
3 Crewe Alexandra 41 (26; +18)
---------------------------------------------------------------------------
4 Rotherham 41 (25; +11)
5 Port Vale 40 (25; +7)
6 Shrewsbury 39 (26; +10)
7 Oxford United 38 (26; +1)
---------------------------------------------------------------------------
8 Bury 37 (24; +12)
9 Gillingham 37 (26; +3)
10 Cheltenham 37 (26; =)
11 Stevenage 33 (24; +9)
12 Torquay 33 (24; +7)
13 Southend 33 (25; +2)
14 Aldershot 32 (25; -6)
15 Accrington Stanley 31 (24; -2)
16 Northampton 31 (25; -7)
17 Morecambe 30 (25; -5)
18 Bradford 30 (26; -10)
19 Macclesfield 27 (24; -11)
20 Burton Albion 25 (21; +2)
21 Hereford 25 (24; -13)
22 Lincoln City 25 (23; -13)
---------------------------------------------------------------------------
23 Barnet 25 (27; -16)
24 Stockport 24 (27; -31)


