Dopo una stagione buttata via, la giovane punta lascia il Manchester United per cercare il giusto spazio tra i Black Cats
Sfruttando il suo ottimo rapporto con Sir Alex Ferguson e con il Manchester United (del quale è stato capitano), Steve Bruce mette a segno il primo colpo da manager del Sunderland, inserendo in attacco la velocità e la tecnica di Fraizer Campbell, seconda punta dalla crescita un po’ rallentata da qualche scelta personale sbagliata ma di buona qualità e ancora rilanciabile per la massima serie inglese.
Dopo il mancato riscatto di Djibril Cissè (finito in Grecia al Panathinaikos), l’attacco del Sunderland era finito per essere ridotto ai minimi termini, con il solo Kenwyne Jones come elemento affidabile in Premier League, visto che David Healy e Daryl Murphy possono essere perlopiù delle discrete riserve, mentre i giovani come Martyn Waghorn non sono ancora del tutto affidabili per questa categoria. Era allora obbligatorio l’arrivo di qualche attaccante e non è certo sorprendente che il primo acquisto di Bruce vada proprio a rinforzare la prima linea, acquistando un Fraizer Campbell che non è riuscito ad imporsi nel Manchester United nonostante la buona considerazione che di lui ha sempre avuto Ferguson, che lo fece esordire in Premier League nel corso del derby contro il Manchester City di Eriksson, derby concluso con una deludente sconfitta nonostante un continuo dominio dei Red Devils. Fu questa la prima delle sole quattro presenze ufficiali dell’attaccante classe ’87 con gli attuali Campioni d’Inghilterra: a quella, infatti, segui la presenza nello 0-2 interno contro il Coventry in Carling Cup, mentre la scorsa stagione ci furono due apparizioni nella vittoria del Community Shield contro il Portsmouth e nell’1-1 interno contro il Newcastle della prima giornata di Premier League.
Di fatto, le uniche cose buone Campbell le ha fatte vedere in seconda serie, prima nella Second Division belga e poi nella Championship inglese: nel 2006/07, infatti, l’attaccante è stato prestato all’Antwerp (società affiliata del Manchester United) con il quale realizzò in campionato ben 21 gol, mentre nella stagione successiva il prestito fu all’Hull City, dove con 15 gol in campionato fu uno dei grandi protagonisti nella prima promozione dei Tigers in massima serie. Phil Brown lo avrebbe voluto anche per la scorsa stagione per aumentare la qualità dell’attacco, ma Campbell venne inserito nell’affare che portò Berbatov al Manchester United e finì ancora in prestito ma stavolta al Tottenham, dove di fatto ha buttato una stagione: mai realmente valutato da Redknapp (sempre restio nel lanciare con reale convinzione i giovani), Campbell ha segnato solo un gol in appena 9 presenze in campionato e ha collezionato solo rare comparse (con altri due gol all’attivo in Carling Cup) nelle altre competizioni, non riuscendo a togliersi le soddisfazioni sperate. Una stagione negativa è stata chiusa ancora peggio all’Europeo Under 21, dove finì per fare la riserve di Gabriel Agbonlahor: a segno contro la Spagna, Campbell ha mostrato limiti mentali nella semifinale contro la Svezia, visto che è subentrato al posto dello stesso Agbonlahor sul 3-0 e quindi con la finale che appariva in tasca e che lo avrebbe visto sicuro titolare in attacco, visto che l’attaccante dell’Aston Villa, già diffidato, si fece ammonire per una gomitata rifilata ad un difensore avversario. L’Inghilterra Under 21 arrivò in finale con il brivido ai calci di rigore dopo essersi fatta rimontare i tre gol di vantaggio, ma per Campbell ci fu solo posto in tribuna perché l’attaccante subì una sciocchissima e gratuita doppia ammonizione, lasciando addirittura la squadra in 10 uomini e senza attaccanti per la finale (finita poi con l’orribile 0-4 contro la Germania).
Campbell ha bisogno di un rilancio importante allora e il Sunderland (che per averlo ha sborsato 3,5 milioni di pounds, che potrebbero diventare potenzialmente 6 in caso di buon rendimento della punta) potrebbe anche essere la meta giusta: al momento, infatti, sulla carta sarebbe lui il titolare per affiancare la prima punta Kenwyne Jones, per una coppia abbastanza completa, visto che alla velocità dell’inglese viene accoppiata la potenza muscolare dell’attaccante di Trinidad & Tobago. Il Sunderland però punta ad ulteriori rinforzi in attacco, visto che Bruce insiste per ottenere dal Tottenham uno scontro per Darren Bent, valutato addirittura 16 milioni di pounds dagli Spurs, che per disfarsene dovranno accontentarsi di una cifra minore. In alternativa è possibile anche l’arrivo di Mido, che sembra in rotta con il Middlesbrough dopo non essersi presentato al ritiro del Boro e che allo Stadium Of Light ritroverebbe Steve Bruce, già suo manager al Wigan nel finale della scorsa stagione. Nelle ultime ore il Sunderland ha incassato due rifiuti, quello dello stesso Wigan che non vuole lasciar partire facilmente il mastino Lee Cattermole e quello di Richard Dunne, difensore centrale che sembrava vicinissimo ai Black Cats ma che dichiarato di voler rimanere al Manchester City. Diversi anche i movimenti in uscita, visto che Roy Keane sembra interessato a portare all’Ipswich alcuni dei suoi ex pupilli, tra cui Carlos Edwards, Daryl Murphy e Dean Whitehead, il quale però potrebbe rimanere in Premier League per l’interesse del Wolverhampton. Infine, nelle ultime ore è diventato importante l’interesse dello Stoke City per il difensore centrale Nyron Nosworthy.
Quello di Campbell non è l’unico movimento sui giovani che vede protagonista il Manchester United, che ha ceduto a titolo definitivo l’ala 22enne Lee Martin all’Ipswich dell’ex capitano Roy Keane. Decisamente di rilievo è l’arrivo della velocissima e talentuosissima ala destra Gabriel Obertan, talento futuribile acquistato dal Bordeaux: probabilmente per vederlo in pianta stabile in prima squadra ci vorrà un po’ di tempo, ma parliamo di un giocatore di grande qualità che potrebbe anche diventare una futura stella, soprattutto per quanto dimostrato nelle Nazionali giovanili francesi. Per il resto, Ferguson continua a cercare reali sostituti per rimpiazzare Cristiano Ronaldo e Carlos Tevez, ma per l’attacco continua a vedere svanire gli obiettivi principali: dopo la “sconfitta” per Karim Benzema, anche la pista Klaas-Jan Huntelaar sta sfumando, visto che l’olandese è vicino a firmare per lo Stoccarda. Allora l’obiettivo principale rimane ancora Zlatan Ibrahimovic, per il quale però ci sarà bisogno di un grande investimento, mentre l’alternativa prestigiosa rimane Sergio Aguero: pare che il Manchester United abbia offerto all’Atletico Madrid una congrua somma oltre al cartellino di Nani.
sabato 11 luglio 2009
Fraizer Campbell è il primo colpo del Sunderland di Steve Bruce
Il Fulham comincia a ritrovare la dovuta brillantezza e stende il Melbourne Victory
Nelle amichevoli del sabato, il Bradford sorprende il Burnley, mentre parte male il West Bromwich di Di Matteo![]()
Melbourne Victory-Fulham 0-3: Tre giorni dopo la sconfitta contro il Gold Coast, il Fulham mostra una maggiore brillantezza e riesce ad proporre una prestazione di maggior livello e di maggiore impatto contro il Melbourne Victory, squadra sicuramente più forte rispetto a quella affrontata in precedenza anche perché parliamo dei campioni in carica della A-League. Ne esce una contesa dal buon livello agonistico che evidenzia nuovamente la personalità della squadra di Hodgson, brava a far fruttare un maggiore tasso tecnico contro la grande voglia dei padroni di casa. Dopo aver mischiato molto le carte contro il Gold Coast, Hodgson propone in campo una formazione più simile rispetto a quella titolare, ma nei minuti iniziali i londinesi devono soffrire per la gran partenza del Melbourne Victory, che già al 2’ minuto costringe Schwarzer ad un grande intervento sulla conclusione di Archie Thompson. Proprio la punta 30enne, famosa per detenere il record di reti realizzate in una partita ufficiale tra Nazionali per i 13 gol inflitti alle Samoa Americane nell’incredibile 31-0 dell’Aprile 2001, è tra i più brillanti nel brillante inizio dei padroni di casa, che vanno più volte al tiro e riesco a tenere ben compatte le proprie linee. Col passare dei minuti però il Fulham comincia a trovare confidenza e a prendere le misure agli avversari, cominciando a prendere costantemente in mano il gioco grazie alla regia del solito Murphy e alla pericolosità di Andy Johnson. Proprio una combinazione tra i due porta al primo scossone del match: l’assist liftato filtrante del centrocampista libera Andy Johnson, che viene steso in area di rigore dal portiere avversario Langerak e poi realizza il susseguente penalty. Il gol porta i padroni di casa a spegnersi e il Fulham comincia a dominare il finale di tempo e a continuare a mantenere in mano il gioco anche nella ripresa, tanto da sfiorare il raddoppio al 56’: Gera crossa basso dalla destra e Zamora va alla conclusione che batte il portiere ma che viene salvata sulla linea da un difensore avversario. Hodgson ruota gli attaccanti al 64’ togliendo Zamora e Andy Johnson per inserire Nevland ed Eddie Johnson e i due subentrati chiudono la partita nel giro di pochi minuti: prima l’americano Eddie Johnson raddoppia mostrando un buono spunto sul servizio di Andranik e concludendo con grande precisione, poi Nevland mette il sigillo finale finalizzando una buona iniziativa di Seol Ki-Hyeon. Nel finale succede poco, anche se proprio Nevland sfiora il raddoppio con un lob morbidissimo che supera il portiere ma si stampa sulla traversa Fulham piuttosto convincente in tanti dei suoi elementi, compreso Bobby Zamora dato in uscita: pare che l’Hull City stia spingendo per acquistare il centravanti e sia pronto ad un’offerta irrinunciabile, anche perché i Tigers hanno bisogno di una punta e si stanno ritrovando a perdere i principali obiettivi, tra cui Fraizer Campbell destinato al Sunderland. In caso di partenza di Zamora, ai Cottagers potrebbe arrivare addirittura Peter Crouch dal Portsmouth, per 11 milioni di pounds. In uscita anche Bouazza, mai adattatosi all’ambiente del Craven Cottage.
Bradford-Burnley 2-1: Come sempre, le amichevoli giocate in casa di squadre inglesi di categoria inferiore possono nascondere diverse insidie e ciò capita anche al Burnley nel suo esordio stagionale, visto che al Valley Parade subisce la sconfitta nonostante l’incredibile supporto di ben duemila tifosi dei Clarets. L’amichevole contro il Bradford conferma che la rosa deve essere ancora ampliata, visto che le riserve non sempre sono totalmente all’altezza, soprattutto a centrocampo (come visto nel secondo tempo): sarà su questo punto che probabilmente si concentrerà maggiormente il mercato di Owen Coyle, visto che i meccanismi di gioco dei titolari funzionano sempre particolarmente, anche con l’innesto di un paio di elementi nuovi come il terzino Tyrone Mears e del centravanti Fletcher, che veniva affiancato in avanti da Paterson in un 4-1-4-1 di partenza che spesso si trasformava in 4-4-2 per i movimenti dell’ex Scunthorpe. I Clarets iniziano bene e al 13’ si trovano in vantaggio: gran passaggio di Jordan, assistenza precisa di Blake e fredda finalizzazione di Graham Alexander, destinato a diventare il più “anziano” tra i calciatori di movimento che calcheranno la prossima Premier League (a meno di ulteriori movimenti di mercato). Proprio un errore di Alexander causa al 24’ il pareggio del Bradford, accendendo la combinazione tra i fratelli Rory e Michael Boulding, finalizzata poi da James O’Brien. Il Burnley però continua a giocare bene, con Paterson e Fletcher che trovano già una buona intesa tanto da creare tante grandi occasioni da rete, che i Clarets non riescono a finalizzare anche con un pizzico di sfortuna, come quando la sponda di Fletcher premia la rovesciata di Paterson che però incoccia sulla parte interna della traversa e carambola in campo. Al 36’ allora il Bradford punisce e trova il vantaggio nonostante l’inerzia del match apparisse totalmente dalla parte dei Clarets, con Michael Boulding a trovare la conclusione vincente da distanza ravvicinata. Nella ripresa Coyle cambia molto, regalando a David Edgar l’esordio in prima squadra al centro della difesa, lui che è stato acquistato nei giorni scorsi dal Newcastle per rinfrescare la terza linea: a St James’ Park il canadese mostrò prestazioni del tutto altalenanti, giocando a tratti in maniera pessima (soprattutto quando veniva utilizzato come terzino, ruolo non suo) e qualche volta in maniera inappuntabile. I Clarets calano molto nel secondo tempo e non riescono più ad essere brillanti a centrocampo, anche a causa della scarsa condizione fisica generale, soprattutto di Elliott e Blake costretti a giocare 90 minuti per mancanza di alternative valide. Ne nasce allora una ripresa blanda, in cui le uniche vere occasioni da rete sono create da James Hanson del Bradford. Il Burnley subisce una sconfitta in questa amichevole ma continua a guardare sul mercato per ampliare la rosa: per la fascia destra potrebbe arrivare (come riserva di Eagles) il francese Fabrice Pancrate, svincolatosi quest’estate dal PSG e già in prova ai Clarets.
Segnaliamo anche amichevoli di altre squadre professionistiche inglesi, anche perché in questa giornata di sabato c’è stato anche l’esordio del Newcastle, ancora in piena difficoltà per l’incerta situazione societaria e tecnica (tanto che deve ancora cominciare a muoversi sul mercato) ma che inizia con un buon 3-0 inflitto agli irlandesi dello Shamrock, con reti di Steven Taylor, Shola Ameobi e del giovane Nile Ranger. Vittoria di prestigio per il Barnsley, che infligge un 3-2 al Ferencvaros, non certo la superpotenza degli anni ’50 ma sempre squadra dal nome affascinante: a segno anche il centravanti Odejayi. Nigel Clough ritorna sul campo del Burton Albion da avversario, dopo aver lasciato la squadra nel corso della scorsa stagione per approdare al Derby County: ritorno con vittoria, visto che i Rams si impongono per 1-0. Il nuovo QPR inizia con un brillante 4-0 contro l’Aldershot, mentre due squadre di Conference come Wrexham e Tamworth ottengono due prestigiosi 1-1 contro due squadre di Championship, rispettivamente Coventry e Leicester. Sorpresa nell’altra sfida tra una squadra di Championship ed una di Conference, perché l’esordio di Roberto Di Matteo sulla panchina del West Bromwich (dove sostituisce Tony Mowbray, passato al Celtic) viene bagnato da una sconfitta per 1-0 contro l’Histon, in un match dal finale incredibile perché il portiere Danny Naisbitt ha sigillato la vittoria nel finale parando addirittura due rigori al neoacquisto Simon Cox e Luke Moore. Inizia male il Southampton, reduce da un takeover societario che potrebbe regalare fondi importanti per affrontare la prossima League One ma che (senza ancora un manager effettivo) viene sconfitto 2-1 dal Bournemouth.
Questi sono i risultati delle amichevoli del sabato con coinvolte le squadre di Premier League:
Sabato 11 Luglio:
Bradford-Burnley 2-1: 13’ Alexander (Bu), 24’ O’Brien (Br), 36’ Michael Boulding (Br)
Melbourne Victory-Fulham 0-3: 32’ Andy Johnson, 67’ Eddie Johnson, 72’ Nevland
Questo è il programma delle amichevoli domenicali:
Domenica 12 Luglio:
ore 15.30
Newcastle Town-Stoke City
ore 16.00
Grays Athletic-West Ham
venerdì 10 luglio 2009
Ebanks-Blake risolve subito la pratica Perth Glory ma il Wolverhampton perde ancora Iwelumo
Nelle amichevoli del venerdì, l’Everton propone i primi nuovi acquisti ma subisce una sconfitta in rimonta contro il Bury
Perth Glory-Wolverhampton 0-1: Dopo il Fulham, parte dall’Australia anche la preseason della seconda squadra di Premier League che (in ordine di tempo) scende in campo per le prime amichevoli, ovvero il Wolverhampton, che ottiene una buona vittoria in casa del Perth Glory, squadra finita al settimo e penultimo posto nell’ultima A-League. McCarthy schiera in campo dieci undicesimi dei protagonisti dell’ultima stagione in Championship, confermando di fatto la formazione titolare dello scorso anno con l’eccezione degli infortunati Kightly e Jones, rimpiazzati da Ward e dal neoacquisto Surman, l’unico dei neo arrivati a partire dal primo minuto. I Wolves iniziano subito forte e al 2’ minuto passano in vantaggio: la rimessa laterale di Elokobi viene prolungata di testa da Iwelumo, a centro area è pronto come sempre il bomber Ebanks-Blake, il cui primo tentativo colpisce ma il palo ma sul tap-in dello stesso ex Plymouth il pallone entra in rete e il risultato si sblocca. Il Perth Glory cerca l’immediata reazione con Mile Sterjovski, ex Derby County, ma il suo tiro termine largo di poco. Al 17’ arriva la brutta notizia della giornata: in un leggero contrasto con Jacob Burns, il rientrante Iwelumo finisce per subire la frattura del metatarso del piede destro, lo stesso infortunato nel finale della scorsa stagione dopo un intervento criminale di Lee Carsley nel derby delle Midlands contro il Birmingham City. La punta dovrà saltare così l’inizio di stagione ed è probabile che McCarthy ricorra al mercato per un nuovo centravanti di peso. La partita ha un buon tono agonistico e vede qualche occasione per ambo le squadre, con il portiere australiano Tando Velaphi che è molto bravo nel salvare sulla conclusione di Ward. Nella ripresa arrivano gli altri esordi, quelli di Hahnemann, Halford e Doyle subito dopo l’intervallo, quelli di Zubar e Milijas all’ora di gioco, quando i due neoacquisti subentrano insieme a Balde, ex difensore centrale del Celtic che è ai Wolves in prova. Subentrato all’infortunato Iwelumo, Andy Keogh è tra i più in forma e va più volte vicino al gol, soprattutto nel finale di gara quando una sua botta da lontanissimo appare destinata all’incrocio dei pali se non arrivasse lo splendido intervento in volo di Velaphi: molto positiva però la prova di Keogh, che dopo una stagione ad alti e bassi ci tiene a fare bene e a guadagnare spazio nella gerarchia di McCarthy, che lo vede al momento come quarto attaccante alla pari di Vokes. Nel frattempo, il mercato in entrata dei Wolves ha subito un leggero rallentamento dopo aver messo a segno già sei acquisti, mentre in uscita in giornata è stato definito il passaggio definitivo di Daniel Potter allo Sheffield Wednesday: il centrocampista aveva già indossato la maglia degli Owls nella seconda metà della scorsa stagione in prestito.
Bury-Everton 2-1: Al Gigg Lane debuttano anche l’Everton e il Bury, squadra di League Two pronta a riscattarsi dopo una stagione frustrante, visto che ha mancato la promozione diretta in League One appena per un gol di differenza reti per poi esser eliminato ai playoff dallo Shrewsbury. Gli Shakers iniziano con una vittoria di grande prestigio, ancorché influenzata dal particolare momento stagionale, visto che la preparazione dell’Everton è appena iniziata. I padroni di casa iniziano meglio e sfiorano il vantaggio un paio di volte con Lowe, ma dal quarto d’ora in poi è l’Everton a prendere decisamente in mano il gioco, premendo sull’acceleratore e creando importanti occasioni da rete con il vivacissimo James Vaughan. A sbloccare il match però è il compagno d’attacco Luis Saha, con una leggera deviazione di testa sul cross di Baines. L’Everton continua a creare molto, ma nel finale di tempo ci vuole un grande intervento di Carlo Nash per negare al solito Lowe la rete del pareggio. Nella ripresa i cambi finiscono per spezzare (come sempre capita nelle amichevoli) il ritmo e creare un equilibrio che finisce per avvantaggiare il Bury, bravo a ribaltare il risultato nel giro di 5 minuti: il gol del pareggio non poteva che essere di Ryan Lowe, appena arrivato dal Chester City e voglioso di mettersi in mostra davanti ai nuovi tifosi e abile a girare in rete il cross di Danny Carlton, altro arrivo estivo visto che è stato acquistato dal Carlisle. A realizzare il gol è invece una vecchia conoscenza per i tifosi degli Shakers, ovvero il difensore centrale Efe Sodje che, indossando la solita e caratteristica bandana che lo ha reso famoso in Inghilterra (e indossata per la prima volta nel 1994 per volontà della madre per motivi “spirituali”), viene lasciato colpevolmente libero in area di rigore dopo un corner ed è bravo ad incornare in rete. L’Everton non riesce a rendersi pericoloso, in un secondo tempo servito più che altro per presentare (o ripresentare) i nuovi acquisti stagionali. Nella ripresa ha trovato spazio, infatti, il giovane e promettente difensore centrale tedesco Shkodran Mustafi, il mediano 22enne Anton Peterlin (storia curiosa la sua, visto che è stato acquistato dalla quarta lega americana: il suo coach, l’inglese Graham Smith, lo aveva consigliato a Moyes che ha deciso di acquistarlo dopo un ottimo periodo di prova) e soprattutto il brasiliano Jo, il cui nuovo prestito dal Manchester City è stato definito proprio in giornata, in tempo per scendere in campo per questa amichevole. Nel frattempo sembrano allontanarsi leggermente le possibilità di un trasferimento di Joleon Lescott allo stesso Manchester City, per un Everton che è anche vicinissimo ad annunciare un nuovo importante acquisto: i Toffees, infatti, hanno trovato un accordo con lo Sheffield United per il promettente terzino destro Kyle Naughton per una cifra di 4 milioni di pounds. Adesso il club può trattare con il calciatore, ma tutto lascia pensare ad un accordo molto vicino.
Questi sono i risultati delle amichevoli del venerdì:
Venerdì 10 Luglio:
Bury-Everton 2-1: 23’ Saha (E), 64’ Lowe (B), 69’ Sodje (B)
Perth Glory-Wolverhampton 0-1: 2’ Ebanks-Blake
Questo è il programma della prossima amichevole che vedrà all’opera una squadra di Premier League:
Sabato 11 Luglio:
ore 11.30
Melbourne Victory-Fulham
giovedì 9 luglio 2009
La Premier League 2009/10 sarà aperta da Chelsea e Hull City
Sky UK e Espn annunciano il primo blocco di match da produrre televisivamente nei primi quattro mesi del massimo campionato inglese
Come ormai sempre capita da un paio di decenni a questa parte, a dare una prima definizione al calendario dei primi mesi della Premier League sono le televisioni che hanno acquisito i diritti di ritrasmissione delle partite: in Inghilterra, infatti, i match scelti dalle varie televisioni vengono “spostati” di orario, mentre nell’orario tradizionale delle 16.00 del sabato (o della domenica in caso di spostamento dovuto ad altre cause, spesso riguardanti match europei del giovedì) vengono giocate le partite non prodotte da nessuna tv inglese. Quest’anno il primo blocco di partite selezionato dalle tv va dal 15 Agosto al 29 Novembre, ovvero dalla prima alla 14a giornata di Premier League.
Da evidenziare un paio di novità. La prima in realtà è un ritorno al passato, visto che il match del teatime kickoff del sabato torna ad essere disputato alle 18.15, quando invece per la scorsa stagione era stato spostato alle ore 18.30. La seconda novità è dovuta invece alla crisi economica che non sta colpendo soltanto qualche squadra (su tutte il Portsmouth), ma che ha colpito anche la Setanta Sports, la quale ha perso tutti i diritti televisivi che aveva acquistato: da quest’anno, allora, ad unirsi al principale produttore che rimane Sky UK (che, per capirci, trasmette tutti i match di cartello) sarà la Espn, che trasmetterà un totale di 46 partite tra cui quasi tutti i match del teatime kickoff e i pochi Monday Night programmati fin qui (solo quattro).
Come logica vuole, ad essere privilegiate nella scelta delle partite da trasmettere sono le Big Four, con ad esempio il Manchester United che avrà ben 10 partite prodotte nelle prime 14 giornate, ma tuttavia i match prodotti da Sky UK e Espn riguardano tutte e 20 le squadre inglesi già in questo primo blocco. Nella prima giornata i quattro match trasmessi sono proprio quelli delle quattro Big Four, tanto che a dare il calcio d’avvio alla Premier League sarà il nuovo Chelsea di Carlo Ancelotti, che affronterà l’Hull City: curiosamente, l’esordio del manager italiano sarà contro i Tigers, che invece nella visita a Stamford Bridge della scorsa stagione ottenne uno 0-0 prezioso per la propria classifica ma anche pesante per i Blues, tanto che finì per portare all’esonero del manager Felipe Scolari. La Espn esordirà trasmettendo probabilmente il match più interessante della prima giornata, quello del Goodison Park tra l’Everton e l’Arsenal. Domenica 16 invece sarà il turno di Manchester United e Liverpool, impegnati rispettivamente contro il Birmingham City e contro il Tottenham.
Naturalmente le tv inglesi (e Sky in particolare, visto che ha la possibilità di esprimere le prime scelte nella selezione dei match) non dimenticano i vari big match e saranno prodotti tutti gli scontri al vertice (a cominciare da Manchester United-Arsenal di sabato 29 Agosto) e tutti i derby più sentiti (tra cui va segnalato il ritorno del bellissimo derby del Lancashire tra Blackburn e Burnley di domenica 18 Ottobre). Per chi segue la Premier League dall’Italia in realtà cambia poco se non appunto l’orario dei vari match, visto che le tv “straniere” hanno la possibilità di trasmettere anche i match delle ore 16.00 del sabato e quindi ciò permette a Sky Italia di proporre gran parte delle partite dell’intero campionato, con la possibilità quindi di ammirare anche match magari meno di cartello per il grande pubblico ma comunque di grandissimo fascino.
Questa è quindi la lista dei match che hanno visto modificati i propri orari per esigenze televisive (per comodità verrà usato sempre l’orario italiano):
1a giornata:
Chelsea-Hull City (sabato 15 Agosto, ore 13.45)
Everton-Arsenal (sabato 15 Agosto, ore 18.15)
Manchester United-Birmingham City (domenica 16 Agosto, ore 14.30)
Tottenham-Liverpool (domenica 16 Agosto, ore 17.00)
3a giornata:
West Ham-Tottenham (domenica 23 Agosto, ore 14.30)
Fulham-Chelsea (domenica 23 Agosto, ore 17.00)
Liverpool-Aston Villa (lunedì 24 Agosto, ore 21.00)
4a giornata:
Chelsea-Burnley (sabato 29 Agosto, ore 13.45)
Manchester United-Arsenal (sabato 29 Agosto, ore 18.15)
Portsmouth-Manchester City (domenica 30 Agosto, ore 14.30)
Aston Villa-Fulham (domenica 30 Agosto, ore 17.00)
5a giornata:
Tottenham-Manchester United (sabato 12 Settembre, ore 18.15)
Birmingham City-Aston Villa (domenica 13 Settembre, ore 13.00)
Fulham-Everton (domenica 13 Settembre, ore 17.15)
6a giornata:
Burnley-Sunderland (sabato 19 Settembre, ore 13.45)
West Ham-Liverpool (sabato 19 Settembre, ore 18.15)
Manchester United-Manchester City (domenica 20 Settembre, ore 14.30)
Chelsea-Tottenham (domenica 20 Settembre, ore 17.00)
7a giornata:
Portsmouth-Everton (sabato 26 Settembre, ore 13.45)
Fulham-Arsenal (sabato 26 Settembre, ore 18.15)
Sunderland-Wolverhampton (domenica 27 Settembre, ore 17.00)
Manchester City-West Ham (lunedì 28 Settembre, ore 21.00)
8a giornata:
Manchester United-Sunderland (sabato 3 Ottobre, ore 18.15)
Arsenal-Blackburn (domenica 4 Ottobre, ore 14.30)
Chelsea-Liverpool (domenica 4 Ottobre, ore 17.00)
Aston Villa-Manchester City (lunedì 5 Ottobre, ore 21.0)
9a giornata:
Aston Villa-Chelsea (sabato 17 Ottobre, ore 13.45)
Blackburn-Burnley (domenica 18 Ottobre, ore 14.00)
Wigan-Manchester City (domenica 18 Ottobre, ore 17.00)
Fulham-Hull City (lunedì 19 Ottobre, ore 21.00)
10a giornata:
Wolverhampton-Aston Villa (sabato 24 Ottobre, ore 13.45)
Chelsea-Blackburn (sabato 24 Ottobre, ore 18.15)
Liverpool-Manchester United (domenica 25 Ottobre, ore 15.00)
West Ham-Arsenal (domenica 25 Ottobre, ore 17.15)
11a giornata:
Arsenal-Tottenham (sabato 31 Ottobre, ore 13.45)
Manchester United-Blackburn (sabato 31 Ottobre, ore 18.15)
Birmingham City-Manchester City (domenica 1 Novembre, ore 17.00)
12a giornata:
Wolverhampton-Arsenal (sabato 7 Novembre, ore 18.15)
Hull City-Stoke City (domenica 8 Novembre, ore 14.30)
Chelsea-Manchester United (domenica 8 Novembre, ore 17.00)
Liverpool-Birmingham City (lunedì 9 Novembre, ore 21.00)
13a giornata:
Liverpool-Manchester City (sabato 21 Novembre, ore 13.45)
Manchester United-Everton (sabato 21 Novembre, ore 18.15)
Bolton-Blackburn (domenica 22 Novembre, ore 14.30)
Stoke City-Portsmouth (domenica 22 Novembre, ore 17.00)
14a giornata:
Aston Villa-Tottenham (sabato 28 Novembre, ore 18.15)
Everton-Liverpool (domenica 29 Novembre, ore 14.30)
Arsenal-Chelsea (domenica 29 Novembre, ore 17.00)
mercoledì 8 luglio 2009
Il Fulham inizia la preseason con la sconfitta contro il Gold Coast
Amichevole: Cottagers con le gambe pesanti e poco brillanti nel loro esordio stagionale
Come l’anno scorso, proveremo ad accompagnarvi all’inizio della stagione agonistica inglese dando un occhio di riguardo (per quanto possibile) alle varie amichevoli che coinvolgeranno le squadre di Premier League. Le varie partite saranno trattate con medi o brevi report, ampliati possibilmente con news di carattere generale per i club coinvolti, compresa la segnalazione di qualche operazione di mercato di secondo piano.
Gold Coast-Fulham 2-1: La prima squadra di Premier League a partire dai blocchi con le prime amichevoli è logicamente il Fulham, non a caso la squadra che prima di tutte sarà impegnata in match ufficiali, visto che a fine Luglio dovrà affrontare il match di andata del terzo turno preliminare della Europa League. Come qualche altra squadra inglese (come il Wolverhampton), il club londinese ha scelto di effettuare la preparazione in Australia, in condizioni atmosferiche più rigide visto che siamo in pieno inverno per l’emisfero australe. I Cottagers iniziano la loro preparazione affrontando il Gold Coast United, squadra che il prossimo anno militerà nella A-League. Gli spettatori dello Skilled Park si scaldano per l’esordio di Jason Culina, appena acquistato dal PSV Eindhoven, e possono godersi una buona prestazione dei padroni di casa, contro un Fulham ancora appesantito visto che fin qui ha svolto appena quattro sedute di allenamento. Ai Cottagers manca brillantezza e precisione, per cui il gioco non può essere scorrevole come al solito, ma nonostante tutto sono proprio gli inglesi a sbloccare a sorpresa il risultato con una punizione molto precisa di Danny Murphy. Gli australiani mettono a dura prova la difesa del Fulham, tanto che John Pantsil è costretto ad un salvataggio importante per evitare il pareggio, mentre il 19enne difensore centrale Chris Smalling (una presenza in Premier League per lui, proprio nell’ultima giornata della scorsa stagione) è fortunato nel non vedersi fischiare contro un calcio di rigore dopo un fallo di mano abbastanza evidente. Il miglior momento del Fulham arriva nel finale di primo tempo, ma Nevland non sfrutta una buona occasione. Nella ripresa Hodgson cambia parecchi elementi e i Cottagers fanno ulteriore fatica per organizzarsi, continuando a subire la pressione del Gold Coast, che colpisce il palo con il colpo di testa di Thwaite, mentre la bella conclusione di Smeltz sfiora la traversa. Il Fulham sembra resistere, ma gli australiani trovano il meritatissimo pareggio all’80’ minuto, con Milsom bravo a ribadire a rete dopo che Smeltz aveva incornato un cross di Culina. Proprio Smeltz pochi minuti dopo risolve il confronto sulle susseguente di un calcio d’angolo non liberato malamente dal Fulham, a regalare al pubblico di casa una giusta soddisfazione. Sconfitta anche piuttosto logica per un Fulham abbastanza appesantito e con qualche assenza importante, su tutte quella di Clint Dempsey, che ha appena iniziato le vacanze dopo aver giocato una grande Confederations Cup. Nel frattempo il Fulham continua a guardare sul mercato per ampliare la propria rosa e migliorare soprattutto la qualità delle riserve, dopo che negli ultimi giorni invece erano stati liberati a parametro zero tre elementi che ormai non facevano più parte dei piani della prima squadra, ovvero il tedesco Moritz Volz, il deludente attaccante Collins John e il flop Leon Andreasen.
Questo è il risultato dell’amichevole del mercoledì:
Mercoledì 8 Luglio:
Gold Coast-Fulham 2-1: 15’ Murphy (F), 80’ Milsom (GC), 86’ Smeltz (GC)
Questo è il programma della prossima amichevole che vedrà all’opera una squadra di Premier League:
Sabato 11 Luglio:
ore 11.30
Melbourne Victory-Fulham
martedì 7 luglio 2009
Un altro asso russo approda in Premier League: il Chelsea inserisce nel turbo Yuri Zhirkov
L’esterno sinistro lascia il CSKA Mosca approda a Stamford Bridge convinto dal connazionale Abramovich
Inizia a prendere forma il nuovo Chelsea di Carlo Ancelotti, dopo che i Blues hanno messo a segno il loro primo grande colpo del mercato estivo, investendo nientemeno che 18 milioni di pounds per accaparrarsi uno degli esterni più completi del calcio odierno, ovvero Yuri Zhirkov, prelevato dal CSKA Mosca. E’ il terzo asso russo che approda in Premier League nell’ultimo anno, dopo lo stranito Roman Pavlyuchenko (non certo devastante al Tottenham) e il ben più esaltante Andrei Arshavin (entrato immediatamente nei cuori dei tifosi dell’Arsenal), tutti nomi di primissimo piano nella Russia che nell’estate del 2008 ha conquistato l’Europa giocando un grande calcio, inceppandosi solo di fronte alla Spagna che poi avrebbe conquistato quell’Europeo.
Non è un caso che il ct della Russia sia Guus Hiddink, sulla carta un fattore non da poco nel trasferimento di Zhirkov al Chelsea, visto che l’olandese ha trascorso qualche mese a Stamford Bridge come caretaker manager, ottenendo ottimi risultati (su tutti la conquista della FA Cup, con il rammarico dell’eliminazione in semifinale di Champions League di fronte all’ “Orco” Ovrebo) e rimanendo in buonissimi rapporti con l’ambiente: secondo i vari rumours, l’esterno russo avrebbe preferito un passaggio al Barcellona, ma approderà sicuramente volentieri a Stamford Bridge su consiglio del proprio ct e alle dipendenze di un suo connazionale come Roman Abramovich, che finalmente riesce ad acquistare per il suo club un calciatore russo di primo piano, dopo aver trovato poca fortuna con l’ingaggio di Smertin.
Nonostante sia un classe ’83 e quindi non abbia un’età calcisticamente avanzata, Zhirkov ha una buonissima esperienza internazionale visto che, dopo esser cresciuto nello Spartak Tambov, è approdato nel Gennaio del 2004 al CSKA Mosca, con il quale ha potuto partecipare più volte alle coppe europee, partecipando attivamente anche alla conquista della Coppa Uefa del 2005, con Zhirkov che riuscì a mettere anche il sigillo personale nella finale contro i padroni di casa dello Sporting Lisbona (fu il gol del vantaggio prima che il bomber Vagner Love sigillasse il 3-1 finale). Il russo ha saputo mettersi in evidenza anche nella competizione principale europea, visto che il suo gol inflitto all’Amburgo è stato eletto come miglior realizzazione della Champions League 2006/07. Se le prestazioni con il club sono più che buoni, probabilmente ancora migliori sono le sue prestazioni con la maglia della Russia, che lo hanno lanciato ulteriormente agli occhi del grande pubblico: sono 31 le sue presenze con la Sbornaja, la maggior parte sotto la guida di Guus Hiddink.
Si tratta di uno degli esterni più appetiti del calcio europeo, visto che può svolgere indistintamente tutti i ruoli possibili sulla fascia sinistra e sempre con la stessa qualità di prestazioni: probabilmente, proprio la sua collocazioni in campo sarà decisiva per capire quale possa essere il modulo tattico scelto da Ancelotti per la sua prima stagione in Premier League. Qualcuno pensa che possa accentrare leggermente la sua posizione per affiancare Lampard ed Essien in mediana e giostrare più da incursore che da esterno puro, ma di fatto il Chelsea s’è messo in casa un jolly che può permettere variazioni tattiche anche a partita in corso. Il ruolo in cui Zhirkov probabilmente rende di più è quello di terzino sinistro, visto che partendo da dietro la sua continuità di corsa e la sua velocità viene totalmente esaltata, tanto da far pensare a qualche media che il suo acquisto possa anche portare ad una sorprendente cessione di Ashley Cole, che sembra un obiettivo (tra i tanti) del Real Madrid. Quel che è certo è che questi 18 milioni di pounds sono spesi bene per un giocatore tanto appetito alle grandi squadre quanto utilissimo e di qualità che (in caso di ambientamento positivo) per le sue caratteristiche potrebbe anche essere devastante nel calcio inglese.
Quello di Zhirkov è il primo acquisto di particolare rilievo nell’estate del Chelsea ma il terzo in totale. Infatti è stato preceduto da due acquisti che potrebbero essere utili per la panchina. Il primo in ordine di tempo ha sorpreso davvero tutti, visto che i Blues hanno ingaggiato a parametro zero Ross Turnbull, reduce da una stagione a dir poco orribile con il Middlesbrough: lanciato incredibilmente come titolare da Gareth Southgate (il quale ha lasciato partire con eccessiva leggerezza l’esperto Mark Schwarzer per il Fulham), il 24enne ha cominciato a risultare come uno dei punti deboli del Boro per una serie di errori imbarazzanti, tanto da esser poi rimpiazzato tra i pali da Brad Jones, altro estremo difensore con la tendenza pericolosa all’errore e che di fatti non è stato da meno in tal senso. Turnbull arriva a Stamford Bridge per fare il secondo portiere alle spalle di Petr Cech, ma l’impressione è che i Blues avrebbero dovuto pescare di meglio.
Approda a Stamford Bridge anche un giovane piuttosto interessante come Daniel Sturridge, che già da tempo aveva rotto con il Manchester City è che s’è liberato per fine contratto: non è però un acquisto a parametro zero, visto che le regole impongono che un trasferimento del genere per un elemento che non ha ancora compiuto i 24 anni portino ad un risarcimento in favore della squadra che si vede sfuggire il calciatore, risarcimento che sarà stabilito da un tribunale e che dovrebbe aggirarsi sui 5 milioni di pounds. Sturridge non ha ancora trovato grande continuità in prima squadra anche per colpa di qualche infortunio, ma ha già mostrato di avere stigmate importanti e ottime potenzialità tecniche, che il Chelsea proverà a valorizzare ritagliandogli un ruolo di riserva capace di giostrare in tutti i ruoli d’attacco: il quasi 20enne risulta decisamente più efficace come centravanti, ma può essere utilizzato anche come ala esterna, soprattutto qualora venga confermato il 4-3-3 come modulo principale del Chelsea.
Sulle fasce il sogno dei Blues pare essere Franck Ribery, una possibilità che sembra essere fin troppo fiduciosa visto che il talento francese molto difficilmente lascerà il Bayern Monaco e ancora più difficilmente lo farà per approdare in Inghilterra. Sembra più praticabile invece la trattativa per uno degli esuberi del Real Madrid, ovvero Wesley Sneijder, centrocampista di qualità e piuttosto duttile, visto che può giostrare un po’ in tutti i ruoli della seconda linea. Per quanto riguarda il mercato in uscita, erano dati per quasi certi i passaggi di Ricardo Carvalho e Deco all’Inter di Josè Mourinho (ex manager dei Blues) ma nelle ultime ore la trattativa sembra essersi interrotta momentaneamente. Rimandata al mittente in partenza invece un’ottimistica offerta del Manchester City per il capitano John Terry: davvero impensabile e impossibile un suo addio.
domenica 5 luglio 2009
I lineups provvisori delle 20 squadre di Premier League
Ad oltre un mese dall’inizio del massimo campionato inglese, cominciamo ad osservare le rose dei vari club
Il calciomercato è appena iniziato e molte cose cambieranno da qui al 15 Agosto, la data del kick-off della Premier League, ma possiamo iniziare a curiosare nei roster delle venti squadre del massimo campionato inglese, ipotizzando la possibile formazione titolare e il possibile undici di riserva di ogni club, anche per capire quali sono i punti di forza e i punti deboli di ogni lineup, ricordando però che sono ipotesi del tutto temporanee e puramente dimostrative sia perché il calciomercato modificherà sicuramente tutto, sia perché alcune gerarchie nei vari club non sono ancora scritte, così come in alcuni casi non è ancora chiaro il modulo tattico che verrà utilizzato. I vari lineups saranno però aggiornati settimana per settimana.
Nelle formazioni verranno evidenziati in maiuscolo i nuovi acquisti, mentre contrassegnati con l’asterisco (*) ci sono gli acquisti ancora non definiti ma che appaiono molto vicini.
Arsenal (4-1-4-1):
Almunia;
Sagna, Tourè, VERMAELEN, Clichy;
Song;
Walcott, Fabregas, Nasri, Arshavin;
Van Persie
Seconde linee: Fabianski; Ebouè, Gallas, Silvestre, Gibbs; Denilson; Rosicky, Ramsey, Diaby, Eduardo; Bendtner
Aston Villa (4-4-2):
Friedel;
Luke Young, Davies, Cuellar, Shorey;
Milner, Petrov, Sidwell, Ashley Young;
Carew, Agbonlahor
Seconde linee: Guzan; Herd, Knight, Bouma, O’Halloran; Gardner, Reo-Coker, Osbourne, Salifou; Heskey, Delfouneso
Birmingham City (4-4-2):
HART;
Carr, ROGER JOHNSON, Ridgewell, Murphy;
Larsson, Carsley, BOWYER (*), Fahey;
McFadden, BENITEZ
Seconde linee: Maik Taylor; Parnaby, ESPINOZA, DANN, Queudrue; O’Connor, Damien Johnson, McPike, McSheffrey; Jerome, Phillips
Blackburn (4-4-2):
Robinson;
JACOBSEN, Samba, GIVET, Warnock;
Diouf, Grella, Dunn, Pedersen;
Roberts, McCarthy
Seconde linee: Brown; Emerton, Khizanishvili, Nelsen, Olsson; Andrews, Reid, N’ZONZI, VAN HEERDEN; Gallagher, Treacy
Bolton (4-5-1):
Jaaskelainen;
Steinsson, Cahill, Andy O’Brien, ROBINSON (*);
Taylor, DAVIS, Muamba, McCann, Gardner;
Kevin Davies
Seconde linee: Al Habsi; Hunt, Shittu, Basham, Samuel; Riga, Mark Davies, Joey O’Brien, Cohen, Obadeyi; Elmander
Burnley (4-1-4-1):
Jensen;
MEARS, EDGAR, Carlisle, Kalvenes;
Alexander;
Eagles, Elliott, McCann, Blake;
Paterson
Seconde linee: Diego Penny; Duff, Caldwell, Kudiersky, Jordan; Gudjonsson; Thompson, McDonald, MacDonald, Rodriguez; FLETCHER
Chelsea (4-3-3):
Cech;
Bosingwa, Alex, Terry, Ashley Cole;
Lampard, Essien, ZHIRKOV (*);
Anelka, Drogba, Malouda
Seconde linee: TURNBULL; Ivanovic, Ricardo Carvalho, Mancienne, Paulo Ferreira; Belletti, Obi Mikel, Ballack; Kalou, STURRIDGE, Joe Cole
Everton (4-4-1-1):
Howard;
Hibbert, Jagielka, Lescott, Baines;
Osman, Arteta, Fellaini, Pienaar;
Cahill;
Yakubu
Seconde linee: Nash; Neville, Yobo, X, Coleman; Anichebe, Rodwell, Wallace, Gosling; Vaughan; Saha
Fulham (4-4-2):
Schwarzer;
Pantsil, Hughes, Hangeland, Konchesky;
Davies, Murphy, Etuhu, Dempsey;
Zamora, Andrew Johnson
Seconde linee: Stockdale; KELLY, Baird, Leijer, Kallio; Eddie Johnson, Teymourian, Milsom, Gera; Nevland, Kamara
Hull City (4-4-1-1):
Myhill;
Ricketts, Turner, Zayatte, Dawson;
Fagan, Ashbee, Bullard, Barmby;
Geovanni;
Cousin
Seconde linee: Duke; Doyle, MOUYOKOLO, Gardner, Kilbane; Mendy, Marney, Boateng, Halmosi; Garcia; Folan
Liverpool (4-2-3-1):
Reina;
JOHNSON, Carragher, Skrtel, Fabio Aurelio;
Xabi Alonso, Mascherano;
Kuyt, Gerrard, Benayoun;
Fernando Torres
Seconde linee: Diego Cavalieri; Darby, Kelly, Agger, Insua; Lucas Leiva, Plessis; Babel, El Zhar, Riera; N’Gog
Manchester City (4-2-3-1):
Given;
Richards, Kompany, Onuoha, Bridge;
De Jong, BARRY;
Wright-Phillips, Ireland, Robinho;
TEVEZ (*)
Seconde linee: TAYLOR; Zabaleta, Dunne, Ben Haim, Garrido; Johnson, Gelson; Elano, Bellamy, Petrov; SANTA CRUZ
Manchester United (4-4-2):
Van der Sar;
O’Shea, Ferdinand, Vidic, Evra;
VALENCIA, Fletcher, Carrick, Park Ji-Sung;
Berbatov, Rooney
Seconde linee: Foster; Rafael Da Silva, Brown, Evans, Fabio Da Silva; Welbeck, Scholes, Anderson, Giggs; OWEN, Macheda
Portsmouth (4-5-1):
James;
Cranie, Kaboul, Distin, Hreidarsson;
Nugent, Bouba Diop, MOKOENA, Mullins, Kranjcar;
Crouch
Seconde linee: Begovic; Wilson, Primus, Ward, Belhadj; Utaka, Basinas, Hughes, X, Ritchie; Subotic
Stoke City (4-4-2):
Sorensen;
Wilkinson, Shawcross, Abdoulaye Faye, Higginbotham;
Lawrence, Whelan, Delap, Etherington;
Beattie, Fuller
Seconde linee: Simonsen; Griffin, Cort, Sonko, Dickinson; Olofinjana, Diao, Amdy Faye, Pugh; Sidibe, Cresswell
Sunderland (4-2-3-1):
Gordon;
Bardsley, Ferdinand, Collins, McCartney;
Whitehead, Tainio;
Malbranque, Richardson, Leadbitter;
Jones
Seconde linee: Fulop; McShane, Nosworthy, Mvoto, Kay; Meyler, Reid; Edwards, Waghorn, Murphy; Healy
Tottenham (4-4-2):
Gomes;
Corluka, Woodgate, King, Assou-Ekotto;
Lennon, Jenas, Palacios, Modric;
Defoe, Keane
Seconde linee: Cudicini; Hutton, Dawson, Huddlestone, Bale; Bentley, Zokora, O’Hara, Giovani; Pavlyuchenko, Taarabt
West Ham (4-4-2):
Green;
Neill (*), Tomkins, Upson, Ilunga;
Behrami, Parker, Noble, Collison;
Cole, Ashton
Seconde linee: Kurucz; Spector, Davenport, Collins, Boa Morte; JIMENEZ, Dyer, Quashie, Stanislas; Hines, Savio
Wigan (4-2-3-1):
Kirkland;
Melchiot, Scharner, Bramble, Figueroa;
Cattermole, Brown;
Watson, JORDI GOMEZ, N’Zogbia;
Rodallega
Seconde linee: Pollitt; Field, Boyce, Meace, Edman; Cho Won-Hee, Thomas; De Ridder, Koumas, Kapo; McManaman
Wolverhampton (4-4-2):
Hennessey;
HALFORD, ZUBAR, Berra, Ward;
Kightly, MILIJAS, Jones, Jarvis;
DOYLE, Ebanks-Blake
Seconde linee: HAHNEMANN; Foley, Craddock, Stearman, Hill; Edwards, Henry, SURMAN, Friend; Iwelumo, Vokes
sabato 4 luglio 2009
Celtic Forever
Una gita in Scozia: il fascino e la storia del Celtic nel racconto di due grandi penne (e di due amici)
Celtic Forever è una cavalcata tra la miriade di successi e i tanti personaggi che hanno fatto grande il club cattolico di Glasgow, nato nel 1887 su intuizione di un prete, Fratello Walfrid, per finanziare la mensa dove trovavano un aiuto e del cibo caldo i poveri di origine irlandese della città. Dai primi Old Firm con i Rangers, ai Lisbon Lions che nel 1967 conquistarono una storica Coppa dei Campioni contro l’Inter di Herrera, fino ad arrivare ai giorni nostri, la splendida maglia a strisce bianco-verde del Celtic è divenuta un’icona, il simbolo di un’intera comunità, quella irlandese, sparsa per tutto il mondo. Una comunità che si riconosce in tutto e per tutto in un club ormai tra i più famosi del Pianeta. Non a caso anche i supporter del Celtic al Parkhead hanno adottato come loro inno il celebre “You’ll never walk alone” di liverpudliana memoria. Perché i Bhoys non cammineranno mai soli e non scorderanno mai le loro origini e la loro storia, che vale certamente la pena di essere raccontata.
Richiedetelo tramite il website dell' editore Bradipolibri http://www.bradipolibri.it/.
Per info: http://celticforeverbook.blogspot.com/
L’intenso mercato del Wolverhampton continua con l’arrivo di Ronald Zubar
Il giovane difensore centrale francese approda in Inghilterra per cercare la consacrazione dopo tre stagioni ad alti e bassi con il Marsiglia
Steve Morgan sta mantenendo le sue promesse: dopo l’appassionante scorsa stagione conclusa con la vittoria della Championship e il conseguente ritorno in Premier League dopo cinque anni dall’ultima apparizione, il proprietario del Wolverhampton aveva promesso ai tifosi che la società non sarebbe incappata negli stessi errori effettuati nella stagione 2003/04 (quando i Wolves da neopromossi arrivarono ultimi in massima serie) e che si sarebbe impegnato in forti investimenti per affrontare il nuovo campionato con una rosa all’altezza della situazione e con reali possibilità di salvezza. Per confermare la qualità degli acquisti bisogna prima aspettare il campo, ma la promessa ristrutturazione sta avvenendo visto che il Wolverhampton ha già ufficializzato sei acquisti, in circa un mese di calciomercato.
L’ultimo volto nuovo arrivato al Molineux è il difensore centrale Ronald Zubar, francese con un “grande futuro alle spalle”, nonostante sia ancora piuttosto giovane dato che compirà 24 anni a Settembre: parliamo infatti di una grande promessa del calcio francese che in realtà s’è un po’ persa cammin facendo, non riuscendo a confermare quanto di buono si diceva sul suo conto.
Nativo della Guadalupa, Zubar ha iniziato la carriera come mediano con attitudine difensiva, aprendosi grande spazio in quasi tutte le Nazionali giovanili della Francia (manca infatti solo l’Under 19), trovando non solo grande fiducia da parte di tutti i tecnici, ma anche una considerazione importante da parte dei media che vedevano in lui un possibile crack per il futuro. E i suoi primi passi in prima squadra con il Caen sembravano confermare il tutto: dopo l’esordio e qualche presenza nella stagione 2002/03, Zubar ha guadagnato la maglia da titolare nell’annata successiva, proponendo ottime prestazioni e aiutando la squadra ad ottenere la promozione in Ligue 1. In massima serie le cose per il Caen non sono andate benissimo, visto che è arrivata l’immediata retrocessione in Ligue 2, con la sola consolazione rappresentata dal raggiungimento della finale della Coupe de la Ligue: nonostante la retrocessione della propria squadra, le prestazioni di Zubar convinsero tutti tanto da esser eletto come miglior mediano del campionato ed essere inserito nella formazione dell’anno della Ligue 1. Queste ottime prestazioni hanno portato grandi squadre ad interessarsi sul suo conto, compreso l’Arsenal, sempre molto attento nel mercato francese. Dopo un’ulteriore stagione in Normandia, ad acquistarlo è stato il Marsiglia, ma il suo impatto con un impianto caldo come il Velodrome e con una squadra così ambiziosa non è stato esaltante: nonostante la sua predisposizione difensiva, infatti, i limiti tecnici hanno finito per pesare sul suo rendimento nella mediana dell’OM, tanto da essere trasformato in difensore centrale prima da Emon e poi soprattutto da Eric Gerets. Anche in terza linea le sue prestazioni sono state piuttosto altalenanti, visto che Zubar ha mostrato difficoltà ad esser concentrato al massimo per tutti i 90 minuti e quindi una tendenza alla distrazione che lo ha portato spesso ad errori grossolani, soprattutto considerando le sue limitate qualità tecniche. Di fatto, la grande promessa del calcio francese ha cominciato a deludere tutti, tanto che dallo scorso Gennaio il Marsiglia ha sistemato la difesa una volta retrocesso Zubar in panchina, puntando tutto sulla coppia centrale Civelli-Hilton, che ha permesso all’undici di Gerets di contendere al Bordeaux il primo posto in Ligue 1: in quest’ultima fase di stagione, Zubar ha finito per trovare spazio soltanto come tappabuchi e soprattutto come terzino, a destra con l’assenza di Bonnart (anche se poi gli è stato preferito Mears, neoacquisto del Burnley) o addirittura a sinistra per l’infortunio di Taiwo. Una volta concluso il cammino con le Nazionali giovanili, Zubar non è riuscito a conquistare una chiamata della Francia tanto che ad inizio anno è finito per esordire con la maglia della Guadalupa: in realtà, questa Nazionale non è ancora riconosciuta dalla Fifa e il difensore centrale potrebbe sulla carta ancora sperare in una chiamata dei Bleus.
Quello messo a segno dal Wolverhampton è un acquisto che va considerato discreto, perché è vero che Zubar è un difensore con limiti ben assodati, ma è anche vero che l’esser stato considerato una promessa importante da uno staff tecnico capace e importante come quello delle Nazionali giovanili francesi porta a pensare che questo giocatore abbia ancora molto da dimostrare in positivo: McCarthy deve lavorare in primis sul piano psicologico e far prendere fiducia ad un difensore che potrebbe essere molto utile per mezzi fisici e atletici di prim’ordine, qualità che sono sempre piuttosto ricercate in un difensore centrale, in particolare nel calcio inglese. In tal senso, Zubar porterà al Wolverhampton una solidità fisica che il quasi 34enne Jody Craddock (titolare nella scorsa stagione) può garantire soltanto a tratti e quindi il francese potrebbe formare una coppia centrale molto muscolare con lo scozzese Christophe Berra. Bisognerà quindi risolvere qualche difetto sostanziale del neoacquisto, il quale però ha già una discreta esperienza, visto che ha giocato nelle ultime due edizioni della Champions League con la maglia del Marsiglia, anche da titolare nella fase a gironi della scorsa edizione, in cui mostrò tutte le sue facce nel doppio confronto contro il Liverpool: nel match d’andata al Velodrome sciorinò una serie di marcature del tutto improponibili e il peggiore in campo, ma poi riuscì a rifarsi ad Anfield, dove riuscì a limitare molto bene Fernando Torres. Il quasi 24enne arriva allora al Molineux per trovare continuità di rendimento e magari crescere un po’ sul piano tecnico e mentale, cercando quindi quella vera consacrazione che fin qui gli è mancata.
Se l’arrivo di Zubar potrebbe anche dimostrarsi un’arma a doppio taglio per il Wolverhampton, appaiono più affidabili e sicuri gli altri due acquisti messi a segno dai Wolves negli ultimi giorni. Decisamente futuribile è l’arrivo di Andrew Surman, centrocampista centrale ma adattabile anche sulla fascia nativo di Johannesburg ma inglese in tutto e per tutto, tanto da aver vestito per quattro volte la maglia dell’Inghilterra Under 21: il quasi 23enne arriva dal Southampton, squadra con la quale è cresciuto e nella quale ha saputo mettersi in mostra come centrocampista di buona lettura di gioco e con un discreto feeling per il gol, nonostante di fatto fosse capitato in un momento piuttosto triste per i Saints, momento che ha portato la scorsa stagione alla retrocessione in League One. Il Southampton adesso è in crisi economica, partirà molto probabilmente la prossima stagione con 10 punti di penalizzazione, non ha ancora trovato una nuova proprietà né un nuovo manager (s’è fatto l’ambizioso nome di Kevin Keegan, ma le cose vanno ancora per le lunghe) e quindi si sta trovando costretto a vendere molti dei suoi pezzi migliori, tra cui (oltre a Surman) anche la punta David McGoldrick, approdato al Nottingham Forest.
E’ reduce da una stagione in Championship anche un altro neo arrivato in casa Wolverhampton: si tratta di Greg Halford, che dopo non esser riuscito a convincere Roy Keane al Sunderland ha trovato una stagione eccellente con la maglia dello Sheffield United, a cui i Black Cats lo avevano prestato la scorsa stagione. Il 24enne è fondamentalmente un terzino destro molto fisico ma già con il Colchester aveva mostrato una duttilità importantissima per gli equilibri della squadra, qualità che è stata addirittura accentuata da Kevin Blackwell nella scorsa stagione, visto che Halford ha finito per trovare spazio in quasi tutti i ruoli del campo, tranne quello del portiere: oltre al suo ruolo preferito di terzino destro, ha visto sfruttato il proprio fisico al centro della difesa e ha trovato spazio saltuariamente anche come terzino sinistro (in caso di emergenza). Il meglio di sé però l’ha dato a centrocampo, sia come mediano che soprattutto come ala destra (anche se qualche volta Blackwell lo ha utilizzato a sinistra, anche nei playoff), posizione nella quale ha potuto spesso esplodere la sua conclusione potentissima e in cui ha saputo sfruttare i suoi inserimenti da dietro. Visti i centimetri e il buon fisico, Halford ha anche buone qualità nel gioco aereo, tanto che Blackwell ha finito per utilizzarlo anche come unica punta tra Febbraio e Marzo, quando l’attacco dello Sheffield United era stato dimezzato dagli infortuni. Tornato al Sunderland per fine prestito, Halford ha trovato questo buon ingaggio al Wolverhampton, dove potrà ulteriormente mettere in mostra le qualità di “utility man”, visto che McCarthy sa di poterlo utilizzare in ogni zona del campo. Oltretutto, Halford dispone anche di una lunghissima rimessa laterale e potrebbe permettere di tanto in tanto a McCarthy di utilizzare lo “schema Delap” tanto caro a Tony Pulis e allo Stoke City: per i Wolves era difficile trovare tra i suoi target un giocatore più completo del 24enne di Chelmsford.
venerdì 3 luglio 2009
La sorpresa di Ferguson si chiama Michael Owen
L’attaccante firma un biennale con il Manchester United per un affare del tutto inatteso, soprattutto visto il suo non esaltante finale di stagione con il Newcastle
L’inizio di mercato del Manchester United comincia a far alzare qualche sopracciglio agli osservatori, tra cessioni remunerative quanto annunciate e colpi mancati: indubbiamente, l’annuncio di qualche giorno fa del passaggio di Karim Benzema al Real Madrid ha colpito un po’ tutti tra i dintorni di Old Trafford, visto che il giovane attaccante francese era visto come l’obiettivo numero uno per l’attacco, la prima delle due stelle in entrata per far dimenticare le partenze di Cristiano Ronaldo e di Carlos Tevez. Invece il Lione ha trovato l’ennesimo maxi-accordo con un Real Madrid spendaccione e decisamente sconcertante per le tattiche utilizzate (sta acquistando mezzo mondo con l’unica base di una previsione di fatturati futuri, tattica assurda soprattutto pensando che questi fatturati sembrano usciti dai libri di favole), ma che con questo colpo è riuscito ad infliggere la prima sconfitta stagionale al Manchester United, visto che ha complicato totalmente le manovre dei Red Devils per la prima linea: tutti prevedono l’acquisto di una stella di primo livello per l’attacco, ma sfumato Benzema le opzioni a disposizione sono ridotte all’osso, visto che adesso soltanto Zlatan Ibrahimovic corrisponde all’identikit di punta di eccelsa qualità raggiungibile sul mercato, ma solo ad un prezzo elevatissimo (forse). Per il resto, tutti i target di primo livello appaiono poco raggiungibili, con David Villa vicinissimo al Barcellona e comunque poco intenzionato a lasciare la Spagna e con la pista Sergio Aguero che sembra difficilmente attuabile, anche perché l’argentino risulterebbe piuttosto simile a Tevez e non porterebbe quel peso di cui l’attacco dei Campioni d’Inghilterra avrebbe bisogno. Per il resto, tutte le altre alternative sembrano dei ripieghi e di un livello più basso di quello desiderato da Ferguson, con il nome di Luis Fabiano del Siviglia che appare piuttosto caldo.
A spiazzare ulteriormente tutti (dopo che l’affare Benzema era sfumato) ci ha pensato la voce uscita sonoramente in nottata e confermata nelle ultime ore della trattativa avviata per l’acquisto clamoroso di Michael Owen, trattativa finalizzata nel pomeriggio dopo le canoniche visite mediche. Tifosi ed osservatori si sono divisi immediatamente tra ottimisti e scettici, per un affare di difficile lettura e che molti media hanno già ribattezzato giustamente “il più strano acquisto dell’era Ferguson”. Strano per mille motivi, primo tra tutti il fatto che, dopo aver incassato una cifra esagerata per la cessione di Cristiano Ronaldo, il primo colpo in attacco arrivi a parametro zero per un giocatore che begli ultimi mesi (se non anni) è apparso in crisi d’identità e che è reduce dalla brutta retrocessione del Newcastle, dal quale s’è svincolato per fine contratto. Fino allo scorso Gennaio continuavano ad essere tante le voci di un possibile passaggio di Michael Owen ad una delle top four (in particolare, Liverpool e Chelsea), ma visto che gli ultimi sei mesi avevano visto il ragazzo di Chester giocare in maniera abbastanza sconcertante (a Newcastle erano in tanti a contestare la sua poca mobilità) sembrava scontato che la sua destinazione più probabile fosse una squadra di media classifica, con molti che addirittura lo davano vicino all’Hull City.
Invece arriva la mossa a sorpresa di Ferguson, che permette ad Owen di tornare a giocare in una grande squadra, lui che è cresciuto e ha vinto tanto con il Liverpool e poi ha visto la sua carriera declinare pesantemente dopo il trasferimento sbagliato al Real Madrid, dove divenne una delle tante “figurine” acquistate da Florentino Perez (ancora lui? Sempre lui? E sempre le solite tattiche? Wow!) e dopo appena una stagione deludente (in cui comunque finì in doppia cifra) decise di tornare in Inghilterra per indossare la maglia del Newcastle: a St James’ Park ha regalato qualche fiammata, ma non ha mai trovato continuità per i continui infortuni, chiudendo poi in modo decisamente negativo nella retrocessione della scorsa stagione. Il suo trasferimento ad Old Trafford può essere letto sotto due aspetti: il primo è la possibilità di tornare a giocare per la zona alta di classifica e di giocare la Champions League, la seconda è la volontà di riconquistare la maglia dell’Inghilterra in vista dei Mondiali del 2010, lui che vanta soltanto una presenza con Capello in panchina, datata Marzo 2008 (lo 0-1 subito contro la Francia).
E’ decisamente più difficile leggere quest’operazione nell’ottica del Manchester United, con Ferguson che dovrà affrontare un’impresa davvero difficile, quella di rilanciare nel grande calcio il “disperso” Michael Owen, non certo operazione scontata. Bisognerà capire le conseguenze di quest’acquisto: l’impressione è che Owen (un po’ come Valencia, primo acquisto stagionale) sia stato acquistato per aumentare la qualità e la quantità degli elementi nella rosa e non per svolgere il ruolo di titolare fisso, ruolo che verrà consegnato ad un’ulteriore acquisto offensivo, ma qualcuno pensa (e forse teme) che l’intenzione di Ferguson sia proprio quella di disegnare attorno al nuovo arrivato un ruolo principale e decisamente importante, che (in caso di prestazioni non esaltanti di Owen) rischierebbe per comportare una perdita di qualità dell’undici titolare. Oltretutto, è un’operazione che si dissocia decisamente dagli standard di mercato recenti di Ferguson, ma che a qualcuno più ricordare l’acquisto di Teddy Sheringham nell’estate del ’97: il londinese arrivò ad Old Trafford dal Tottenham all’età di 31 anni per fare spola tra campo e panchina, di fatto una terza opzione di altissimo livello dopo i titolari Dwight Yorke ed Andy Cole e alla pari di Ole Gunnar Solskjaer, ruolo nel quale finì per essere decisivo in tanti trionfi del Manchester United, compresa la folle finale di Champions League del Camp Nou del 1999. In questo caso (sempre in attesa di capire chi sarà il quarto componente dell’attacco), Owen rappresenterebbe un’alternativa di qualità da inserire in partita in corso e come ricambio dei titolari, con Ferguson che spera di rimettere a lucido le sue qualità di “fox in the box” e di ricavarne un buon rendimento realizzativo. In ogni caso, diventa fondamentale il rendimento di Wayne Rooney e Dimitar Berbatov: il primo molto probabilmente giocherà costantemente più vicino all’area di rigore e avrà la possibilità di aumentare le sue medie realizzative, mentre il bulgaro sarà chiamato (con un anno di ritardo) a giustificare il forte investimento effettuato per acquistarlo dal Tottenham e quindi dovrà garantire un rendimento molto più alto e continuo rispetto alla prima stagione. Entrambe le circostanze appaiono fondamentali per i risultati del Manchester United nella prossima stagione.
Intanto, mentre si attende l’acquisto di una nuova ala offensiva e possibilmente di un nuovo attaccante, il Manchester United continua a guardarsi attorno e a lavorare sui giovani: in giornata i Red Devils hanno ceduto il centrocampista Rodrigo Possebon in prestito al Braga, dove avrà l’occasione per confrontarsi nella massima serie portoghese, con la speranza di rientrare alla base.


