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giovedì 2 gennaio 2020

Tolo Tolo: tanto rumore per nulla, ma proprio nulla.

Iniziare il 2020 guardando Tolo Tolo è positivo, perché sei consapevole che per il resto dell'anno difficilmente riuscirai a vedere un film peggiore.

Il concetto di "tanto rumore per nulla" si sposa fin troppo perfettamente a questo Tolo Tolo, prossimo campione d'incassi all'italiana per restare perplessi e aver capito di aver buttato i soldi (anzi in tanti sono andati a pagare il prezzo festivo del biglietto, perlomeno il sottoscritto ha pagato una tariffa canonica).

Intanto, per centrare subito il punto "polemico" delle ultime settimane, bisogna sottolineare che Tolo Tolo è tutto meno che un film razzista. Ma d'altronde sono andato al cinema perché mi aspettavo proprio questo: chi scrive è il solito uomo bianco (categoria che in una percentuale di casi non può capire i casi di razzismo, perché non lo viviamo sulla nostra pelle), ma mi sembrava chiaro che la canzone-trailer "Immigrato" non avesse intenzione di essere razzista, pur essendo non centratissima (né divertente) perché eccessivamente qualunquista. Le polemiche arrivate le vedevo sterili e fuorvianti, tanto che (per capire il livello generale della nostra Nazione) quelli più sfacciatamente presi in giro dalla canzonetta (solo io vedo l'immigrato sfottere lo slogan "prima gli italiani" o mettersi a letto andando a escludere il maschio italiano rappresentato da Zalone?) sono diventati gli strenui difensori di questo brano, una meraviglia surreale davvero tutta italiana. Come volevasi dimostrare, i biechi che son andati al cinema pensando di vedere un film di propaganda razzistoide escono dalla sala con le pive nel sacco.
Ma sono solo questi a uscire insoddisfatti dalla sala?

Premetto che il "fenomeno" Checco Zalone non è uno degli argomenti che conosco meglio, avendo completamente snobbato il comico nel pieno del suo successo televisivo, musicale e cinematografico, riprendendolo solo negli ultimi due anni per pura curiosità e (detto con tutta onestà) ricredendomi in parte su questo personaggio. La superficie cialtronesca e strafottente, nasconde un buon talento comico fatto di sferzate dirette e trovate non di poco conto. Questo tipo di talento lo si è visto in modo altalenante nei film che, pur con difetti tecnici (in particolare regia inconsistente) e di sceneggiatura, hanno innegabili momenti divertenti. Finora avevo trovato sufficienti o oltre il suo primo e il terzo film, mentre ho trovato insoddisfacenti il secondo e il tanto venerato Quo Vado?, in cui a mio modo di vedere si cercava un'ambizione eccessiva per il livello di scrittura e in cui veniva completamente snaturata la comicità del pugliese.

Purtroppo questo processo prosegue in maniera anche più marcata in Tolo Tolo, che diventa un film senza capo né coda. I segnali preoccupanti li avevo visti subito, già dal trailer-non-trailer: il mio pensiero cattivo era, se persino i più biechi film comici trovano due battute da infilare nel trailer, possibile che in questo film ci sia una tale povertà di umorismo da portare produttori e autore a pubblicizzarlo con la sola canzone "Immigrato"? La risposta è sì. E l'imbarazzo lo si vede in sala.
Personalmente sono andato in un orario "poco di punta", nonostante tutto ho trovato una sala piuttosto piena, ma una sala anche perplessa dallo spettacolo in visione. Ho visto nella vita una marea di film che trovavo brutti, sentendo al mio fianco gente ridere per robe che ai miei occhi non erano neanche lontanamente divertenti, una situazione che Tolo Tolo nemmeno è riuscito ad avvicinare: il sala c'era il gelo, la gente soltanto raramente riusciva a trovare lo sfogo della risata (e nemmeno tanto convinta).
E c'era davvero poco (anzi nulla) da ridere. Il film è una serie di sequenze sciatte, accoppiate a una scrittura dilettantesca e incapace di creare situazioni un minimo spiritose e ci si affida unicamente alla speranza che una sparata di Zalone possa bastare a strappare una risata. Invece Checco annaspa disperatamente e non strappa nemmeno un sorriso.
C'era chi voleva vedere della "satira" in Tolo Tolo, ma già appunto la qualunquista canzone "Immigrato" non mi faceva sperare nulla del genere. La satira è soprattutto un ridicolizzare gli stereotipi di ogni genere, mentre qua ci appioppano 90 minuti di stereotipi cavalcati senza alcuna vergogna. La satira lasciatela a chi la sa fare (e in Italia ahimé non la sa fare più nessuno da quando ci hanno imbavagliato Daniele Luttazzi: l'unico in grado di farla è Corrado Guzzanti, a cui però non danno lo spazio meritato).

Cos'è allora Tolo Tolo? Il nulla. E' un film comico che non fa mai ridere, è una commedia sui viaggi della disperazione degli africani dal loro punto di vista, senza avere la forza della scrittura in grado di farti riflettere né empatizzare con i protagonisti. Diciamola tutta, lo stesso genere di film lo avevamo visto l'anno scorso con Aldo Baglio protagonista e in quel caso era riuscito molto meglio.
E' un film che non so nemmeno se voglia essere realmente ambizioso o rappresentare un Checco Zalone più "maturo", perché altrimenti non ci si imbatterebbe in testi così stupidi e imbarazzanti.

Il cambio di regia da Gennaro Nunziante a "Luca Medici" (già, nei titoli di testa usano il nome d'arte di Zalone come attore per poi usare quello reale per la regia, perché lo sanno solo loro) non porta alcun cambiamento: nulla era la regia di Nunziante e nulla resta questa regia, la differenza di mano non si nota per niente.
Le musiche? Ogni due per tre per vivacizzare situazioni sonnolenti parte una canzone, ma anche qui siamo al disastro. Le canzoni originali di Zalone semplicemente sono inferiori a quanto ci ha abituato (o forse bisognerebbe ridere con la solita canzone sulla "gnocca" buttata lì senza alcun motivo?), mentre per il resto nel 2020 ci ritroviamo ancora a sentire "Italia" di Mino Reitano, anche qui senza un senso con un montaggio completamente slegato rispetto alla storia.

Capitolo a parte meriterebbe l'orripilante finale cartoonesco, che riesce persino ad abbassare il livello già infimo della pellicola, ma evito ogni possibile spoiler.

Insomma, altro che maturità, altro che irrivenza, altro che tutto. Tolo Tolo è solo noia e imbarazzo. A sto punto preferivo quando in Italia rubavano i soldi dalle tasche con gli orrendi cinepanettoni, almeno lì si sapeva che si guardava qualcosa di volgare e rozzo (e almeno non c'erano pseudo-critici a vedere ambizioni da "nuova commedia all'italiana" o altre porcate che scrivono senza vergogna forse ricevendo qualcosina in cambio).
La cosa migliore di iniziare il 2020 guardando questo film? La consapevolezza che per il resto dell'anno difficilmente riuscirai a vedere di peggio. Il 2020 non può che procedere in salita per il sottoscritto a livello cinematografico.

Voto: 0

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