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lunedì 7 settembre 2020

Un'insolita missione: film misconosciuto ma divertente

Film dimenticatissimo ma da ripescare. Si segue l'inflazionatissimo genere dell'heist movie in salsa comica, ma è la messa in scena a fare la differenza. Steve Coogan è un eccellente protagonista e spesso induce alla risata con la sua sola espressione e la sceneggiatura mischia bene la demenzialità all'americana con lo humor inglese.

 
 
 
C'è sempre un gusto superiore quando capita tra le mani un film completamente dimenticato per accorgersi che è un film godibilissimo che sarebbe da ripescare, piuttosto che mandare in onda nelle varie tv (generaliste o specializzate) certi film pattume che si vedono però continuamente.

"Un'insolita missione" (titolo italiano banalissimo che non aiuta certo il film a distinguersi dalla massa, molto più efficace il titolo originale "The Parole Officer" che evidenzia il mestiere del protagonista) è un film riuscito, pur infilandosi nel panorama piuttosto inflazionato degli heist movie rivisti in chiave comica per protagonisti dilettanti e per certi versi cialtroneschi.
A piacere molto è come viene affrontata la comicità, che di base punta al demenziale all'americana, ma che viene riletto con gli occhi del ben più raffinato humor all'inglese, in alcuni casi anche discretamente ricercato, un mix che riesce bene per un film che ha davvero pochissimi cedimenti.
In questo quadro sono davvero poche le gag sbagliate (grossolana quella delle montagne russe) e pochi i momenti di pausa (un po' a metà film quando viene elaborato il piano), mentre il film si mantiene di buon ritmo e riesce a far ridere parecchio anche nel caotico finale, piazzando gag assurde a livello visivo e qualche finta frase a effetto davvero riuscita (su tutte la divertente lotta usando la cartelleria da ufficio, seguita da un "non provocate mai un impiegato").

Buono il cast, con un protagonista straordinariamente azzeccato in Steve Coogan, anche autore del film insieme a Henry Normal, molto abile nel riportare con naturalezza sullo schermo il classico protagonista da film comico con le sue goffaggini e e i suoi imbarazzi (in tal senso il prologo è già divertente, con Coogan che scivola dalla sedia e finisce per vedere da sotto al tavolo le gambe della segretaria e rialzandosi prova a giustificarsi con un imbarazzato "non ho visto niente, solo la minigonna" e una delirante dissertazione su come per lui le minigonne siano più igieniche dei pantaloni, devastante!). In alcune parti basta soltanto guardarlo in faccia per ridere, ma anche i suoi gesti provocano ilarità, basti vedere la scena del museo dell'arte sessuale, con la statua della fertilità con il pene gigantesco che Coogan involontariamente stacca: la compagna lo riattaccherà con un chewing gum, ma il pene subito dopo finisce per girare verso il basso sotto gli occhi della successiva coppia di visitatori, con la comparsata di un allora sconosciuto Simon Pegg.
Diverte parecchio anche il ladro pauroso (e che soffre di vertigini) di Ben Miller, mentre come guest star da sottolineare la presenza nientemeno che di Omar Sharif.

Voto: 8

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