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mercoledì 6 maggio 2020

Amici miei: capolavoro assoluto

Che cos'è il genio? È fantasia, intuizione, colpo d'occhio e velocità d'esecuzione


Vedere Amici Miei ti fa chiedere: ma cosa diavolo è successo alla commedia all'italiana? Come si è potuto passare da un livello simile alla poltiglia incolore che la ricopre da almeno 20 anni? Dov'è finito quel cinismo, quella cattiveria, quella capacità di incidere che ha reso grande il genere della commedia all'italiana?
E' vero che Amici Miei diventa un termine di paragone impossibile, perché alza l'asticella a livelli irraggiungibili, ma questo film non può nascere senza una tradizione di genere fortissima nella quale andare a inserirsi e delle cui componenti ormai si è completamente persa traccia.
Dovremo sorbirci all'infinito queste robette all'acqua di rosa, incapaci di far ridere o far pensare, con storielle stereotipate e una totale mancanza di coraggio, o forse qualcosa si risveglierà e si riuscirà a rigenerare un modo di fare film che a oggi sembra completamente perso?

E' anche vero che questo film nasce da circostanze irripetibili, perché vi si abbinano un soggetto solidissimo, un regista capace di far suo un lavoro ideato da altre menti (ovvero da Pietro Germi) con una naturalezza impossibile da pensare, e un quintetto di grandi attori in strepitosa forma a creare un quadro che sfonda la perfezione.
Su tutti è indimenticabile Ugo Tognazzi, che trova nel conte Mascetti il personaggio perfetto per esprimere in modo totale il proprio talento, tra slanci comici (e una irresistibile volgarità di classe) e cadute amare.
Perché Amici Miei è questo, un film che fa ridere tantissimo, a tratti in modo devastante, ma che è lontano dall'essere un film comico (lo sarà molto più il secondo) perché di fondo c'è un retrogusto amaro, che si abbina con una maestria profonda fino a deflagrare nella irripetibile scena finale, capace di farti ridere quando non dovresti. Per questo si tratta di una pellicola molto profonda.

Incredibile pensare che questo film sia uscito ben 45 anni fa, perché è vero che tutto è entrato nella storia del cinema (e non solo) italiano a pieno titolo, ma anche perché i personaggi sono molto più freschi di tanti film attuali.
Il Mascetti, il Perozzi (rappresentato anche meglio nel suo conflitto con la moglie e con l'insopportabile figlio nel secondo capitolo), il Melandri (con i suoi lampi amorosi e le sue risate incontenibili e contagiose), il Necchi (col suo genio, con Del Prete che sarà sostituito da Montagnani nel secondo film anche per seguire una via più comica) e il Sassaroli (col suo esilarante fare dispotico) sono entrati nell'immaginario comune.
Forza degli attori e di un film scritto in modo impeccabile, con scene di alta levatura e a volte dotate anche di una certa crudeltà comica, come la scena della cena a casa di Melandri, con i giudizi del Sassaroli e i tre amici a infilare continuamente il dito nella piaga (in particolare un Tognazzi impagabile) e l'espressione "cippa lippa" ripetuta più volte, ma non si può non citare la supercazzola o la scena degli schiaffi alla stazione, tutti momenti capaci di rimanere irresistibili pur avendo visto maree di volte questo film e conoscendolo pressoché a memoria.

Amici Miei ha solo un difetto sostanziale: ti fa venire voglia di vedere molti più film di questo livello, cosa che purtroppo è molto difficile.

Voto: 10+

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