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giovedì 21 maggio 2020

La Missy sbagliata: film dal fiato corto

Dopo una partenza eccellente, il film perde completamente la propria verve e si spegne indelebilmente, nonostante i tentativi della brillante Lauren Lapkus


The Wrong Missy catalizza in sé i classici pregi e soprattutto difetti dei prodotti della Happy Madison, la casa di produzione creata da Adam Sandler: comicità caciarona che quando centra il bersaglio riesce a far ridere sguaiatamente, ma anche film che troppo spesso spengono la propria verve e il proprio impatto troppo presto. A volte davvero i luoghi comuni su alcuni autori/produttori sembrano appiccicati senza appello e qui abbiamo tra le mani l'ennesimo prodotto con dei "contro" fin troppo risaputi.

Il concetto di La Missy sbagliata è tutt'altro che nuovo, visto che il film si basa su una presenza strabordante che finisce per portare tutti (dal protagonista agli altri personaggi) a grossi guai.
Qui ci si aggiunge l'equivoco scontato dello sbaglio di persona, eppure per una mezz'oretta il film funziona parecchio e riesce a divertire.

David Spade si trova nella prima scena in un appuntamento al buio completamente disastroso (per lui, piuttosto spassoso invece per chi assiste) con la incontrollabile Lauren Lapkus, che prima lo mette contro un energumeno (che era al tavolino del locale con una donna incinta, che Spade crede essere la tipa del suo appuntamento proprio perché volutamente fuorviato dai messaggi della Lapkus), poi lo scambia per un 65enne e infine lo costringe a scappare via (non prima di mostrargli che era andata a quell'appuntamento con un machete in borsa, non si sa mai che si incontri un serial killer).
Spade quindi incontra all'aeroporto quella che sembra essere la sua donna perfetta, Melissa: bella, intelligente e con tanti gusti in comune.
Allora al weekend di lavoro alle Hawaai perché non portare la splendida Melissa?
Peccato che Melissa sia anche il nome della Lapkus e che sul volo (affiancato dall'ex Lost Jorge Garcia: dopo quella serie tv gli avranno mai dato una parte in cui non debba salire su un aereo?) si ritrovi proprio la protagonista dell'appuntamento da incubo, per aver sbagliato il destinatario del suo messaggio (già, ha invitato una donna al weekend alle Hawaai solo via sms, senza parlarle a voce, ma vabè in nome della situazione assurda bisogna accettare questa stortura).

Fin qui tutto funziona abbastanza bene e anche il primo impatto alle Hawaai (dove Spade ovviamente troverà anche la propria ex moglie, situazione però non sfruttata tanto) non è malaccio, ma poi il film perde il proprio impatto, inizia a spegnersi e a portare situazioni grossolane riuscite in minima parte. Visto il genere demenziale, bisogna dare atto che comunque la volgarità non è totalmente fine a sé stessa (come accade quasi sempre nei film americani da tanti anni) ma legata a un tentativo di creare una situazione comica, purtroppo però il film smette di divertire e ci porta a una destinazione fin troppo telefonata.

David Spade ha il ruolo da protagonista ma fa il compitino, finendo a tratti anche a essere passivo di fronte alle situazioni che gli capitano attorno.
Per cui la vera forza del film è Lauren Lapkus, attrice vista brevemente in due serie tv di successo (per 8 puntate in The Big Bang Theory, per 14 come guardia del carcere di Orange Is The New Black, dove ha inciso decisamente di più) e che mostra a tratti (soprattutto all'inizio) una verve interessante, per un genere che sembra consono alle proprie possibilità. La speranza è che la si possa vedere magari in script un po' più creativi e soprattutto più costante nel proprio sviluppo.

Tra i comprimari, quando il film funziona è spassossisimo Nick Swardon nel ruolo dell'amico di Spade, invadente tanto da sfociare nello stalking visto che sapeva precisamente la serie che questi aveva visto la sera prima e i messaggi da lui inviati, ma il suo impatto comico scema completamente con l'arrivo all'isola.
Piccola parte per Rob Schneider, che ha un paio di spunti comici interessanti, mentre la ex di Spade è interpretata da Sarah Chalke, la Elliot Reid di Scrubs (incredibile come il tempo passi e lei non cambi minimamente), alle prese però con un personaggio decisamente poco incisivo (anche poco riuscito il threesome a cui la costringe la Lapkus insieme a Spade).

Film che si può anche guardare senza grossi fastidi, ma che poteva avere sviluppi decisamente migliori.

Voto: 5

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