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venerdì 2 agosto 2019

The Departed. Il bene e il male. Cinema con la "C" maiuscola

Solo applausi per tutti. Regia al solito perfetta per Scorsese, Nicholson splendidamente sopra le righe, Di Caprio fortissimo a livello emozionale e persino ottime interpretazioni da parte di Wahleberg e Damon. Tutto fila per il verso giusto. Da applausi. 10 meritatissimo.





Parlando di questo film c'è il rischio di ricorrere alla continua iperbole, all'uso smisurato di paroloni e elogi eccessivi (un po' come quelli della moderna narrazione sportiva), un uso sfinito di "strepitoso", "magnifico", ecc.
Ma c'è poco da fare. Tutto sarebbe meritato. Un film perfetto che sciorina dei veri e propri fuoriclasse.
Si parte da una sceneggiatura complessissima ma estremamente intrigante.
Si passa dal solito immenso Martin Scorsese, che dopo l'introduzione dei personaggi (iniziando dal monologo iniziale di Costello, una delle rare voci fuori campo non banali) mette il turbo al film che ha una durata monstre ma non eccessiva: il film non risulta per niente pesante, perché il ritmo è sostenuto, la tensione cresce di scena in scena ed è impossibile non appassionarsi. Insomma, ancora una volta la sua regia è perfetta.
E ancora una volta Scorsese riesce a tirar fuori il meglio da tutti i propri attori: e se a dare il meglio in un film ben scritto sono i Jack Nicholson o i Leonardo Di Caprio, allora si raggiunge vette altissime.
Il vecchio Jack ci regala ancora battute memorabili, dalla frecciatina ai due preti alla sparata sui centimetri di pene. Sopra le righe e eccessivo: proprio quello che vorresti da lui.
Un Nicholson così ruberebbe la scena a tutti, ma Leo non è lì per sfigurare, anzi. Ancora una volta riesce a esprimere forte tensione e emozione, riesce a caratterizzare in maniera perfetta un personaggio difficilissimo.
Per due attori che personalmente (come il regista d'altronde) amo follemente, vado al giudizio su due attori che solitamente non mi fanno certo impazzire: Mark Wahleberg e Matt Damon.
Per l'uomo che in futuro si ritroverà a farsi di erba con l'orsacchiotto parlante, questa è una prova sorprendente. 
Così come il sempre gelido Matt Damon si esprime probabilmente nella migliore interpretazione della vita (e per la riuscita del film, il suo era un altro personaggio fondamentale).
Bene tutti insomma, difficile trovare stonature in un lavoro eccellente, in un film che gode anche di una buona colonna sonora.
Appassionante e da voti massimi.

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