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venerdì 2 agosto 2019

Tiramisù. De Luigi merita di meglio

Commedia garbata, con un paio di fasi divertenti a metà pellicola, ma anche con un senso di incompiutezza. Ancora una volta le potenzialità di Fabio De Luigi attore non vengono sfruttate al meglio.




La mia considerazione per Fabio De Luigi non può essere più alta: lo considero sostanzialmente il migliore attore di questa generazione. È sempre stato eccezionale già dai tempi in tv, non solo con la Gialappa's (ai tempi capace di impreziosire tutto), ma anche in produzioni come la serie "Love Bugs" in cui davvero solo la sua presenza creava divertimento. Il passaggio al cinema in termini di qualità recitativa non ha cambiato niente, De Luigi è nato per questo lavoro, ha una grande naturalezza e una espressività davvero fuori dal comune. La qualità dei prodotti però è cambiata, perché il buon De Luigi si trova a sguazzare nel marasma mediocre del cinema italiano, senza mai trovare un copione degno, o perlomeno un copione capace di far esprimere le sue capacità comiche.

In questo Tiramisù decide di fare tutto lui: protagonista e regista in un film scritto da lui. Sulla regia c'è poco da dire, nulla di particolarmente brillante ma nemmeno qualcosa di dannoso per il contesto: siamo sullo standard. Il problema è che, pure scritto da lui, il copione non lo esalta nuovamente. De Luigi dà ancora una buona prova di attore, ma il film è qualcosa di sterile, freddo, che scorre senza lasciare troppe tracce.

Giusto due/tre scene concentrate nella parte centrale (soprattutto quella del "non andare via") riescono a divertire, ma non basta.

Abbiamo tra le mani una commedia garbata, ma nulla più. Nulla che vorresti rivedere.

Ed è un peccato. Ancora una volta le potenzialità di questo bravo attore non vengono sfruttate a dovere.

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